G124, le periferie secondo Renzo Piano

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G124, il gruppo di architetti “condotti” per la cura delle periferie voluto da Renzo Piano.

Un libro di Carlo Piano edizioni Skira, raccoglie il lavoro di un anno di architettura “dal basso” per lo storico quartiere Giambellino a Milano.

Renzo Piano in qualità di senatore a vita – con ufficio al Senato numero G124 – devolve il relativo compenso, per la formazione di gruppi di giovani architetti che operano nelle periferie urbane. Nel 2015 è toccato a Matteo Restagno, Alberto Straci, Chiara Valli, Francesca Vittorelli, occuparsi del Giambellino sul modello del medico condotto, caro all’architetto Piano fin dagli anni Settanta.

Ampio e minimale quartiere popolare sorto alla fine del regime fascista, il Giambellino, zona sud ovest di Milano tra un passato di malavita organizzata e canzoni di Giorgio Gaber, oggi si presenta come un pezzo di città statico e isolato, dove l’assenza di manutenzione e progetti di rigenerazione, hanno nel tempo sommato condizioni di degrado fisico e sociale.

La risposta del G124 è una azione dal basso, assumendo lo stato di fatto come un potenziale da cogliere e realizzare con interventi armonici e non invasivi. Persone, associazioni, attività, spazi pubblici e privati, sono stati gli ingredienti di una serie di analisi e progetti di valorizzazione e ricucitura locale e di dettaglio in tutto il quartiere.

Il mercato, il parco, gli spazi pedonali, i cortili, nella previsione di progetto vengono migliorati e integrati con opere di spesa contenuta e in base a obbiettivi condivisi dai più banali ai più complessi: rimuovere recinzioni nelle aree verdi, creare campetti per basket e bocce, per giungere a nuove edificazioni legate sempre alle funzioni esistenti: l’ampliamento della biblioteca di zona, una nuova palestra annessa al laboratorio di quartiere, un parcheggio per il mercato coperto, il riordino dei percorsi. La cui sommatoria induce a generare un senso compiuto del luogo con cui potersi anche identificare.

All’opposto di una logica da archistar che anche a Milano sta dando i suoi frutti, e su cui si potrebbe iniziare una riflessione – City Life, Feltrinelli di viale Pasubio, torri di Porta Garibaldi, Palazzo Lombardia – una modalità di rigenerazione dei luoghi e delle persone è auspicabile soprattutto nel nostro paese, e non solo in termini di concretezza e fattibilità.

www.skira.net

 

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