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Carl Hansen & Søn lancia la riedizione di ND54. Il seggiolone disegnato da Nanna e Jørgen Ditzel nel 1954, che si integra alla perfezione con gli altri arredi della casa.

Un seggiolone così bello che viene voglia di comprarlo anche senza bambini. Parliamo di ND54, il seggiolone in legno firmato da Nanna e Jørgen Ditzel, oggi prodotto dallo storico brand danese Carl Hansen & Søn.

Progettato da Nanna e Jørgen Ditzel nel 1954 per le loro figlie gemelle, il seggiolone ND54 viene esposto per la prima volta nel 1955 in una mostra di artigianato danese a Charlottenborg e messo in produzione nello stesso anno presso la segheria Kolds Savværk a Kerteminde, sull’isola di Fyn. Perfetta sintesi tra estetica e funzione, il progetto riprende il design di un set di mobili da pranzo che Nanna e Jørgen Ditzel avevano disegnato poco prima. Motivo per cui il seggiolone si integra alla perfezione con gli altri arredi della casa.

“Il seggiolone ND54 è un oggetto di design per uso quotidiano pratico e bello che si inserisce perfettamente nella collezione Carl Hansen & Søn, dove l’estetica non invecchia mai. Le forme classiche e morbide del seggiolone si abbinano alle altre nostre sedie e tavoli da pranzo”, racconta il CEO di Carl Hansen & Søn Knud Erik Hansen. “Nanna e Jørgen Ditzel avevano una profonda conoscenza delle proprietà del legno e ne sfruttarono ogni sfaccettatura per creare questo pezzo unico in un materiale organico e sostenibile, che risponde alle tendenze attuali”. 

Come è composto il seggiolone ND54

ND54 è realizzato in legno di faggio ed è composto da un sedile piatto, 4 gambe angolate e uno schienale curvo che sostiene il corpo garantendo però libertà di movimento. Il poggiapiedi è regolabile con tre posizioni a scelta e il cinturino di sicurezza in pelle può essere rimosso, permettendo di usarlo fino ai 4/5 anni di età del bambino.

La riedizione di Carl Hansen & Søn

La riedizione di Carl Hansen & Søn viene realizzata da esperti ebanisti nell’isola di Fyn e si basa sul design originale, con l’aggiunta di alcune regolazioni che ne aumentano robustezza e stabilità. Nella nuova versione il seggiolone ND54 è, inoltre, consegnato con piastre in acciaio inox su cui possono essere incisi i nomi dei bambini che lo useranno.

“Siamo estremamente lieti che Carl Hansen & Son abbia scelto di reintrodurre il seggiolone, un pezzo molto richiesto dai genitori nel corso degli anni, non da ultimo per le sue eccezionali qualità estetiche. Il seggiolone sarà senza dubbio splendido in abbinamento a qualsiasi mobile da pranzo della collezione Carl Hansen & Son”, dice la figlia dei due designer Dennie Ditzel.

GUARDA ANCHE GLI ARREDI PIEGHEVOLI DI BØRGE MOGENSEN RIEDITATI DA CARL HANSEN & SØN. 

Il tavolo e le panche outdoor pieghevoli, progettati da Børge Mogensen nel 1971, sono rieditati da Carl Hansen & Søn. Per un giardino all’insegna del design.

Come arredare giardini e balconi? Con la stessa cura che riserviamo agli interni. Già, lo ripetono tutti ormai. I confini fra indoor e outdoor sono diventati così fluidi da trasformare gli ambienti esterni in una vera estensione della casa. È sufficiente sfogliare una rivista di settore per capirlo, o guardare i cataloghi delle più grandi aziende di design. Anche di chi non si occupava tradizionalmente di arredamento outdoor.

Un esempio è rappresentato da Carl Hansen & Søn, lo storico brand danese che produce alcune fra le più grandi icone del design scandinavo. Infatti, per il terzo anno consecutivo, Carl Hansen & Søn arricchisce la sua offerta di mobili per esterni, con un progetto del passato: i tavoli e le panche pieghevoli del grande designer Børge Mogensen.

Un design funzionalista

Il tavolo e le panche sono disegnati da Børge Mogensen nel 1971 per la sua casa con giardino. Il progetto nasce, dunque, pensando ai pranzi all’aperto con la sua famiglia e gli amici. “Nostro padre ha creato mobili praticamente per tutto ciò di cui avevamo bisogno a casa e nella vita”, spiegano i figli Thomas e Peter.

Tutto il lavoro di Børge Mogensen si basa sulla ricerca dell’utilità e della funzionalità. Un approccio funzionalista evidente nella sua collezione di tavoli e panche outdoor. Si tratta, infatti, di un set pieghevole. Una volta finita l’estate, tavolo e panche possono essere facilmente ripiegati e bloccati in posizione con le viti in acciaio inox impiegate per i giunti. Così il set crea il minimo ingombro, quando non serve.

Funzionalità, dicevamo. Ma anche un design caldo ed essenziale, grazie ai listelli in legno che compongono tavolo e panche. Un vero invito a mangiare all’aperto e a perdersi in lunghe chiacchierate con i propri cari.

Lo stile Shaker

A ispirare il tavolo e le panche per esterni di Mogensen è lo stile Shaker, il movimento affermatosi in America nel XVIII e XIX secolo le cui parole d’ordine erano: semplicità e praticità.

“Gli Shaker viaggiavano molto e i loro mobili erano semplici e pratici. E così sono anche questi elementi, sia nel design che nella funzione. Il design di questi mobili li rende facili da piegare per chiunque. Occupano uno spazio minimo e sono pratici per qualsiasi utilizzo. Anche la manutenzione richiesta è minima”, racconta Knud Erik Hansen, CEO di Carl Hansen & Søn.

Il set del tavolo e delle panche pieghevoli è stato originariamente prodotto da Søborg Møbelfabrik. Fuori produzione per diversi anni, ora è entrato nella collezione di Carl Hansen & Søn.

La collezione di mobili per esterni di Carl Hansen & Søn comprende un altro progetto per esterni di Børge Mogensen: Deck Chair. Una serie di poltrone sempre pieghevoli e sempre realizzate con listelli in teak e viti a vista in acciaio inossidabile. Due collezioni così affini da poter essere combinate nello stesso ambiente.

Attenzione alla sostenibilità

In nome della sostenibilità, Carl Hansen & Søn ha rilanciato i mobili di Børge Mogensen in teak certificato FSC®. Un legno durevole che resiste agli agenti atmosferici per la presenza di oli naturali e che, non essendo trattato, acquisterà con il tempo una patina color grigio argento.

Rispetto al progetto originale di Mogensen, Carl Hansen & Søn ha aumentato leggermente l’altezza del tavolo e delle panche per adattarle all’altezza media di oggi.

Il tavolo e le panche possono essere accompagnate da un cuscino trapuntato in tessuto Sunbrella. Un tessuto resistente alle intemperie, facile da lavare e realizzato fino al 50% con fibre Sunbrella riciclate.

GUARDA ANCHE LA COLLEZIONE DECK CHAIR

Il brand danese Carl Hansen & Son riedita Deck Chair, la collezione outdoor firmata da Børge Mogensen alla fine degli anni ’60.

Carl Hansen & Son arricchisce la sua collezione outdoor con la serie Deck Chair, disegnata dal maestro danese Børge Mogensen fra il 1968 e il 1970. Progettata dal designer danese per il balcone della propria casa di famiglia, la sedia è un arredo da esterno funzionale e confortevole, studiato per occupare il minimo spazio possibile.

Già, è la funzionalità il cuore della Deck Chair così come di tutto il lavoro di Mogensen. Conosciuto come “il designer delle persone”, Mogensen aveva un approccio al design democratico, ispirato allo stile Shaker e al design britannico del XIX secolo. Un approccio che troviamo perfettamente rappresentato dalla serie Deck Chair. La collezione, infatti, si basa sull’idea di poter piegare e appendere gli arredi non utilizzati a una struttura a parete, che funge anche da elemento decorativo.

Come è composta la serie Deck Chair

La serie Deck Chair comprende una sedia a sdraio con cuscino e poggiapiedi, un tavolino, un vassoio, un tavolo da pranzo con sedie e una struttura a parete. Gli arredi progettati da Mogensen all’epoca erano realizzati in faggio e frassino non trattati, nella riedizione di Carl Hansen & Son sono, invece, proposti in una versione in teak non trattato e provvisto di certificazione FSC®. Il teak, infatti, è un legno forte e durevole, con un’alta resistenza ai cambiamenti climatici. E nella versione non trattata assume nel tempo una tonalità argentea più elegante.

“Sono lieto che Carl Hansen & Son possa ora presentare la Deck Chair di Børge Mogensen, una serie funzionale e con un’estetica attraente. La serie è composta da elementi d’arredo funzionali e adattabili, facili da spostare e che occupano uno spazio minimo”, racconta il CEO di Carl Hansen & Son, Knud Erik Hansen.

L’amore per il legno

Funzionalità, dicevamo. Ma anche sensibilità per le proporzioni e una grande passione per il legno. Un amore per il legno che nella serie Deck Chair si riflette nel design semplice basato sull’assemblaggio di doghe in legno.

Nella sedia a sdraio, le doghe sono sagomate per assecondare le curve naturali del corpo. Con la sua funzione pieghevole e il telaio ad angolo, la sedia a sdraio ha un aspetto discreto e rilassato. Per rendere ancora più funzionale la sedia a sdraio, Carl Hansen & Son ha rivestito il cuscino rimovibile, la seduta del poggiapiedi e quella della sedia con tessuti Sunbrella, resistenti alle intemperie e facili da pulire. Mentre l’imbottitura del cuscino permette il passaggio dell’acqua piovana, riducendo il tempo di asciugatura.

La serie Deck Chair sarà rilanciata da Carl Hansen & Son in collaborazione con la famiglia di Børge Mogensen. “Finalmente questi arredi vengono riproposti per la gioia degli appassionati di design in tutto il mondo”, affermano Thomas e Peter Mogensen, aggiungendo che la scelta di impiegare il teak come materiale sarebbe stata appoggiata dal padre, considerato il suo interesse per la funzionalità e la durabilità degli arredi.

Il design semplice e i materiali della Deck Chair rendono la collezione ideale anche per l’uso interno.

LEGGI ANCHE IL NOSTRO ARTICOLO SULLE POLTRONE OUTDOOR DI DESIGN

In prossimità del Natale, la collezione di accessori per la casa di Republic of Fritz Hansen si arricchisce di nuovi oggetti.

Objects, la collezione di accessori del brand scandinavo Republic of Fritz Hansen, si arricchisce di nuovi oggetti per l’autunno/inverno 2018/19. Ad aggiungersi alla famiglia, riedizioni, come il portacandele Louise firmato dalla designer danese Grethe Meyer nel 1993, e novità assolute, come le sculture in legno GEO di Jaime Hayon. Un mix molto vario di accessori, accomunato, però, da alcuni tratti: i colori della terra, l’uso di materiali eterni e la ricerca di un equilibrio fra vecchio e nuovo.

Curiosi di scoprire nel dettaglio le novità? Eccovi accontentati. Tra l’altro, con il Natale alle porte, potreste trovare qualcosa da mettere sotto l’albero. Un regalo per i vostri amici appassionati di design scandinavo o magari per voi stessi. A voi la scelta!

Portacandele Louise, design Grethe Meyer

I portacandele Louise della designer danese Grethe Meyer devono il loro nome al Louisiana, il museo di arte moderna a nord di Copenhagen. Realizzati originariamente in alluminio, sono stati riproposti in acciaio inox lucidato a specchio e poi argentato. Il cuore del progetto è proprio nel materiale utilizzato. La lucidatura a specchio, infatti, coprendosi di una patina nel corso del tempo, donerà al candelabro un aspetto simile a quello dell’argento invecchiato.

Louise può essere usato da solo o impilato in più pezzi in modo da creare composizioni a diverse altezze.

Prezzo: 1 pezzo singolo diametro 6,9 cm, h. 2,1 cm € 53; 3 pezzi diametro 6,9 cm, h. 2,1 cm € 142.

Cuscini Tassel, design Arne Jacobsen

Sapevate che Arne Jacobsen ha disegnato anche pattern tessili? Ebbene sì. E Tassel ne è uno splendido esempio. A caratterizzare il rivestimento, un motivo irregolare su giallo ocra. Una tonalità perfetta per l’autunno che si sposa molto bene con i colori della terra oggi così trendy.

Tassel è disponibile quadrato e rettangolare in due dimensioni: cm 50×50 e cm. 40×60.

Prezzo: € 114 in entrambe le misure.

GEO SCULPTURES #1 e #2, design Jaime Hayon

GEO SCULPTURES sono le prime sculture in legno del designer spagnolo Jaime Hayon. Si tratta di due oggetti all’apparenza solo decorativi dotati, in realtà, di funzionalità nascoste.

GEO #1 è alta e dalle linee arrotondate, con un cappellino sulla cima che, aprendosi, rivela un piccolo vaso. GEO #2, invece, ha la forma di un cilindro e cela sotto il coperchio un portagioie.

Oltre alla loro doppia vita, le sculture di Hayon si caratterizzano per l’alta lavorazione artigianale. Pensate che occorrono almeno 16 settimane per creare queste sculture in frassino termotrattato. Cos’è il termotrattamento? È un processo di riscaldamento del legno, naturale al 100%, che aumenta la resistenza del materiale e colora il legno in profondità di una calda tonalità marrone scuro.

Prezzo: GEO #1: cm.12,9 x 18,4 prezzo al pubblico € 192; GEO #2 cm. 10,3 x 15 prezzo al pubblico € 171.

Terracotta, design Cecilie Manz

La linea di vasi in terracotta giapponese firmati da Cecilie Manz, si arricchisce di nuovi colori, di una nuova speciale finitura a smalto (Tenmoku nero) e di un nuovo vaso, Round.

Come gli altri pezzi della serie, anche gli ultimi arrivati sono realizzati a mano da ceramisti a Seto, in Giappone. Per chi pensa che dall’incontro tra estetica giapponese e design scandinavo possano nascere grandi cose.

Prezzo: a partire da   € 99

Altre idee per Natale? Guarda il nostro post sugli accessori per aspiranti sommelier.

La Rocking Nest Chair, la nuova sedia a dondolo prodotta da Carl Hansen & Søn segna l’ingresso nella famiglia della storica azienda danese di un giovane designer, danese pure lui: Anker Bak. Un personaggio eclettico e creativo che ho incontrato nello showroom milanese di Carl Hansen & Søn proprio in occasione del lancio della sua nuova produzione.

Anker ha una precisa idea del suo ruolo di designer: quella di creare prodotti in grado di fare la differenza nella vita delle persone. Così, dopo aver disegnato una stampella in legno stampato per dare un supporto alla sua nonna 91enne, ha disegnato la Rocking Nest Chair una culla a dondolo per sua sorella che, dopo aver avuto un bambino, aveva bisogno di un luogo confortevole e che ispirasse al relax e alla meditazione, per dedicarsi al neonato. E siccome la sorella di Anker vive in un appartamento piccolo, ha deciso di realizzarla pieghevole, così da essere riposta dopo l’uso.

Scopri tutti gli arredi di design di Carl Hansen & Søn pubblicati da Design Street

 

Questa curiosa storia l’abbiamo appresa dalla voce stessa del designer che, coi suoi capelli elettrizzati e il suo estroso suo look alla “flower-power” (nonostante sia del 1983), ci ha spiegato l’evoluzione del progetto.

E visto che Anker è un designer contemporaneo ma molto legato alla tradizione e alla cultura artigianale nordica, ha impostato il progetto della Rocking Nest Chair su una forma archetipica. Reinventandola, come solo un bravo designer sa fare.

Per essere così piccola e per giunta pieghevole, bisogna riconoscere che la Rocking Nest Chair è veramente comoda (l’ho personalmente testata insieme al designer). Forse per la sua seduta morbida, sospesa, fatta appunto a nido, il corpo viene accolto e invita decisamente al relax. Il dondolo fa il resto e la voglia di alzarsi non torna più…

La Rocking Nest Chair, nome in codice AB001 è realizzata con una struttura pieghevole in legno di rovere o noce e acciaio, inox o verniciato a polvere. La seduta è realizzata in tela o in una combinazione di tela e pelle.

www.carlhansen.com

 

LA “SHELL CHAIR” CH07 DI CARL HANSEN: UN’ICONA DEL DESIGN SCANDINAVO

La bellezza del design scandinavo è che il suo stile è senza tempo e senza confini. Senza tempo, perché anche gli arredi e i complementi disegnati negli anni 50 e 60, sono ancora estremamente attuali anche a distanza di anni. Senza confini, perché la pulizia delle sue forme e delle linee, così connotate eppure così semplici, si adattano perfettamente a qualsiasi ambiente e a ogni stile abitativo.

I miei lettori sanno quanto io ami la poesia del design nordico. Per questa ragione sono davvero felice e onorato (oltre che orgoglioso, lo ammetto…) di essere stato selezionato dallo storico Brand danese Carl Hansen & Søn per il progetto “Global Homes”, che coinvolge, insieme a Design Street, una selezione di blogger internazionali.

Carl Hansen & Søn sa bene che i suoi mobili arredano da oltre un secolo le case in tutto il mondo. E proprio attraverso il progetto Global Homes, l’azienda vuole scoprire come le persone li usano e li vivono quotidianamente.

Per questo invita tutti voi a scattare e a condividere una foto dei suoi classici del design ambientati nella vostra casa. I partecipanti avranno la possibilità di vincere una delle più belle icone del design scandinavo: la Wishborn Chair CH24 disegnata dal Hans Wegner per Carl Hansen & Søn nel 1949 e ancora oggi in produzione dopo oltre 65 anni!

Come blogger e come appassionato di design scandinavo, partecipo volentieri al progetto Global Homes con una delle mie “lounge chair” preferite: la celeberrima CH07, meglio nota come Shell Chair, disegnata da Hans Wegner nel 1963. Personalmente la trovo di un’eleganza e di una leggerezza straordinaria, accentuata dalla seduta dalle esili “ali” e con le sue tre gambe in legno curvato. Uno dei miei oggetti preferiti di sempre, nella versione nera con imbottitura arancione della tessitura danese Kvadrat, che ho fotografato nella mia casa milanese.


Come partecipare a questo progetto? È semplicissimo. Basta condividere le foto della vostra “Carl Hansen” su Instagram, aggiungendo l’hashtag #globalhomes e @carlhansenandson.

È possibile vedere una galleria di immagini di “case globali” alla pagina www.carlhansen.com/globalhomes, tutte raccolte sotto il significativo titolo “At home anywhere in the world”.

 

 

 

Embrace Chair by Carl Hansen & Son

Embrace Chair è una nuova seduta frutto della collaborazione tra EOOS, il rinomato trio di designer austriaci e la storica manifattura danese Carl Hansen & Son; una sedia che, come tutti i prodotti dell’iconica azienda, unisce un design essenziale, una grande maestria artigianale nella lavorazione del legno e il massimo comfort della seduta e dell’imbottitura.

Embrace Chair interpreta in maniera contemporanea lo spirito del design scandinavo e la grande tradizione dell’artigianato nordico.

SCOPRI LE POLTRONE PIÙ ICONICHE DEL DESIGN SCANDINAVO

Così la descrivono i designer di EOOS: “Abbiamo cercato di creare un design che fosse al contempo preciso e rilassato. Abbiamo voluto progettare una sedia la cui struttura in legno fosse continua, con le gambe che non sono semplici appendici della parte superiore imbottita della sedia. Per questo abbiamo ideato un morbido cuscino in una forma che può essere piegata in tre dimensioni, e quindi da sola funzionare come seduta, schienale e braccioli.”

“L’idea era che il rivestimento sostanzialmente abbracciasse la parte posteriore ed i braccioli della struttura in legno, in modo che quasi sembrasse galleggiare all’interno della sedia. Ciò ha dato vita a una sedia leggera e comoda che invita a molte ore di utilizzo.”

Pensata principalmente per la sala da pranzo, Embrace Chair non sfigura per la sua linea scultorea in ambienti contract, come hall di alberghi, sale conferenze o nelle sale d’attesa.

Il telaio è interamente realizzato in legno massello di rovere o noce. La sue parte posteriore, composta da tre pezzi assemblati nelle classiche giunture, è particolarmente interessante i quanto mostra tutta la maestria artigianale di Carl Hansen & Son.

La seduta è disponibile in pelle o tessuto in molte combinazioni: insieme con il profilo – disponibile nei colori nero, bianco, marrone, naturale e blu – il rivestimento offre un’incredibile possibilità di personalizzazione, che arriva fino a 4.000 varianti.

www.carlhansen.com

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Per rilanciare la sedia Grand Prix, disegnata negli anni 50 dal grande maestro Arne Jacobsen per Fritz Hansen, lo showroom milanese della grande azienda danese ripropone la versione della sedia con le gambe in legno come era stata originariamente progettata. E per rendere l’evento ancora più interessante, mette in mostra nove sedie “tatuate” da Pietro Sedda, rinomato artista-tatuatore, che saranno vendute all’asta a favore dell’associazione Dynamo Camp.

La mostra sarà aperta fino al 13 novembre, data in cui si svolgerà l’evento di finissage.

Fritz Hansen è in  corso Garibaldi 77 a Milano.

Per info, tel: 02 49526135

www.fritzhansen.com

Il brand danese &Tradition lancia il divano Little Petra VB2. La versione sofà dell’iconica lounge chair disegnata da Viggo Boesen nel 1938.

Little Petra cresce. La lounge chair disegnata nel 1938 dall’architetto danese Viggo Boesen viene affiancata da un accogliente divano a due posti, prodotto dal brand scandinavo &Tradition.

La poltrona Little Petra di Viggo Boesen è un’icona del design scandinavo. Uno dei primi esempi di quel modernismo organico portato al successo da Arne Jacobsen e Hans Wegner negli anni d’oro del design danese.

Presentata nel 1938 al Copenhagen Cabinetmakers Guild Exhibition, Little Petra ottiene subito un’ottima accoglienza. Un consenso che trova conferma nei premi che vince successivamente in occasione delle mostre a New York e Berlino.

Oggi la poltrona è tornata a nuova vita grazie alla riedizione proposta da &Traditon e nel 2021 raddoppia come divano a due posti.

Forme organiche, materiali naturali, cura artigianale

“Little Petra è un vecchio classico del design danese che continua a stupire gli amanti del design ancora oggi”, afferma Martin Kornbek Hansen, CEO e fondatore di &Tradition. “Nella sua versione più recente raddoppia come divano a due posti, e siamo orgogliosi che offra lo stesso eccezionale livello di fattura e stile della versione originale”.

Basato sui disegni originali di Viggo Boesen, il divano Little Petra è caratterizzato dalle stesse linee avvolgenti e dalla stessa cura artigianale della lounge chair. Dalla struttura in legno al rivestimento in tessuto cucito a mano, fino alle gambe ben tornite in rovere o noce, tutto riflette l’amore di Boesen per i materiali naturali e la sua attenzione al dettaglio.

Un piccolo divano pronto a scaldare qualsiasi ambiente

Come suggerisce chiaramente il nome, Little Petra si distingue anche per le sue dimensioni compatte. Un piccolo divano che si integra alla perfezione in qualsiasi ambiente. Per portare calore in salotto così come nello studio, senza preoccuparsi troppo dei centimetri a disposizione.

LEGGI ANCHE: I DIVANI PIÙ ICONICI DEL DESIGN SCANDINAVO

I vasi di design in ceramica fatti a mano sono la grande tendenza dell’home decor. Ecco la nostra selezione.

Le ceramiche artigianali sono uno dei grandi trend dell’home decor. Una tendenza che, da un lato, soddisfa il nostro bisogno di unicità in un mondo dominato dall’omologazione. E, dall’altro, ci permette di riconnetterci con il passato. La lavorazione dell’argilla, infatti, è legata a un sapere antichissimo che è rimasto immutato nel corso dei millenni e che, proprio per questo suo ripetersi, ci restituisce un senso di sicurezza.

Se la tecnica attraverso cui lavorare la ceramica è la stessa da millenni, il modo di interpretarla è, però, cambiato. Le ceramiche artigianali oggi sono diventate terreno di ricerca, e spesso di sperimentazione, per tanti designer. E, fra i protagonisti di questa rivoluzione handmade, ci sono senza dubbio i vasi in ceramica.

Per questo abbiamo deciso di dedicare il nostro nuovo focus ai vasi di design in ceramica fatti a mano.

Tra superfici materiche e forme essenziali, ecco la nostra selezione.


Better Together, Federica Bubani

Si chiama Better Together la collezione della designer romagnola Federica Bubani. Un progetto che, come suggerisce il nome, crede nella forza delle “relazioni”. A comporre la serie, infatti, non ci sono solo i vasi, ma anche i fiori. Perché i bellissimi vasi in terracotta refrattaria realizzati a mano da Federica sono accompagnati dai fiori di carta dell’artista Andrea Merendi. Un binomio perfetto che dimostra come “insieme è meglio”. Purché la coppia sia bene assortita, si intende.
I vasi sono proposti in 8 modelli diversi e in 5 colori: grigio malva, rosa antico, senape, ghiaccio rosa, verde chiaro. I fiori, sempre disponibili in 8 tipologie differenti, abbracciano una palette cromatica molto varia. Tanti colori che potete divertirvi a combinare in vari modi per far emergere la vostra creatività. (it.federicabubani.it)


Tripod, Paola Paronetto

Tripod di Paola Paronetto arricchisce la sua celebre collezione Cartocci. L’ispirazione viene dai manufatti di altre epoche ed etnie. Il metodo di lavorazione è invece lo stesso: il paper clay. Una tecnica che mescola la cellulosa con l’argilla, amata da Paola per il suo carattere a un tempo solido e fragile. (www.paola-paronetto.com)


Le Morandine, Sonia Pedrazzini

Quando si parla di vasi di design in ceramica fatti a mano, non si può non citare Le Morandine di Sonia Pedrazzini. Un metaprogetto, come lo definisce la stessa designer, che si propone di dare tridimensionalità alle nature morte di Giorgio Morandi. (www.soniapedrazzini.it)

Leggi la nostra intervista a Sonia Pedrazzini

Bottega d’arte, Coralla Maiuri

La collezione di vasi Bottega d’arte di Coralla Maiuri si arricchisce con nuove sperimentazioni materiche. Effetti madreperlati e cangianti si sposano con superfici a rilievo, dove la materia sembra essersi seccata dopo un’eruzione vulcanica. Una stratificazione di texture e cromie che ricorda la tavolozza di un pittore, su cui i colori si sovrappongono a spessi strati irregolari.
L’effetto raw di Bottega d’arte è ammorbidito dalle tonalità delicate, dai contrasti lucido/opaco e dagli eleganti dettagli in oro. (corallamaiuri.com)


Efflorescence, Vanessa Hogge

L’artista londinese Vanessa Hogge crea incredibili vasi floreali, modellando i piccoli fiori ad uno ad uno. Il risultato è un trionfo di fiori dai dettagli incredibili che adornano vasi e centrotavola.

I fiori preferiti da Vanessa sono le rose, le margherite e le ortensie. In pratica, tutti quei fiori che mostrano nella corolla la loro bellezza. (vanessahogge.com)

Guarda il nostro approfondimento sui vasi floreali di Vanessa Hogge


Guggenheim e Sphera, 101 Copenhagen

Da Londra ci spostiamo in Danimarca con 101 Copenhagen, un giovane brand che propone complementi e accessori per la casa a metà fra design e artigianato.
Nel loro catalogo spiccano due collezioni di vasi in ceramica, entrambi disegnati da Kristian Sofus Hansen & Tommy Hyldahl: Guggenheim e Sphera.

In entrambe le collezioni i vasi in ceramica si basano su una geometria archetipica. Una forma primordiale che, unita alle texture grezze e ai colori naturali, rende questi vasi simili a reperti provenienti da un tempo lontano. (101cph.com)


Popcorn, Veera Kulju

La collezione Popcorn della designer-artista finlandese Veera Kulju è uno studio sperimentale dell’arte della porcellana.
“Ho realizzato i primi esperimenti sulla linea popcorn quando ero ancora una studentessa”, racconta Veera. L’odore dei popcorn che preparava mentre studiava, l’ha spinta a portare quella bellezza irregolare sulla porcellana. “In seguito, ho saputo da altri studenti che pensavano fossi impazzita, a trasformare i veri popcorn in porcellana”(veerakulju.com)


Rosa Maria Kulzer

Forme ridotte all’essenziale e superfici raw: nelle ceramiche di Rosa Maria Kulzer è la stessa materia a essere protagonista.
Nel suo laboratorio a Stoccarda, in Germania, la ceramista tedesca mescola l’argilla con gli smalti, creando oggetti materici e dai colori terrosi. Un modo di lavorare la ceramica che si propone di riconnetterci con la natura(www.ceramica-rosa-maria.de)


Bandura e Kumanec, Faina Design

Bandura, il set di vasi di Faina Design, richiama l’omonimo e antico strumento musicale ucraino. Da lì deriva la loro forma a metà fra un liuto e una cetra.
Una collezione dalla forte personalità che racconta la storia di un’intera nazione.

Sempre di Faina Design è la collezione Kumanec. Una serie di 5 vasi ispirati alla ceramica popolare ucraina. La caratteristica dei vasi è quella di avere la forma delle ciambelle, tonde col buco al centro. Sono tutti realizzati in ceramica naturale o nera. (www.yakusha.design/faina)


Mademoiselle, Laesse

Si chiama Mademoiselle questa collezione di 7 vasi creati dalla designer e ceramista Stefania Vazzoler. Sono tutti realizzati a mano in terracotta in delicate tonalità pastello e finiti con smalto ad acqua, e fanno parte di una più ampia linea di una ventina di vasi in terracotta che Stefania Vazzoler ha raccolto fra gli oltre 60 prototipi creati negli ultimi tre anni.

Le 7 Mademoiselle non sono, però, semplici vasi. Sono oggetti di arredo da usare con la massima libertà, che possono vivere da soli o accostati a gruppi. Possono rimanere vuoti oppure contenere fiori, rami o altri oggetti decorativi. (www.laesseceramica.it)


Valeria Vasi

È sul confine fra arte, scultura e design che nascono i vasi in ceramica di Valeria Vasi. Il cuore di questo progetto Made in Barcelona è l’essenzialità. A comporre la collezione sono, infatti, poche forme geometriche e solo 4 colori: bianco, nero, terracotta e rosa. Le finiture sono invece disponibili sia in versione lucida che opaca.
Una curiosità: abbiamo scoperto il lavoro di Valeria Vasi su Instagram dove la designer catalana dimostra di conoscere due o tre cosette sullo storytelling. Da guardare e poi prendere appunti. (www.valeriavasi.com)


Altri progetti?

Scopri anche i più bei vasi in vetro di design

 Guarda tutti i vasi in ceramica pubblicati su Design Street!


Un colore che è soprattutto un atteggiamento. Ecco la nostra rassegna di mobili e accessori total pink per dare il benvenuto alla primavera.

“Il rosa non è un colore, è un atteggiamento”. 

Dici rosa e pensi subito alla primavera. Ecco perché oggi abbiamo pensato di regalarvi una rassegna di arredi e accessori total pink. Per dare il benvenuto alla bella stagione e lasciarci ispirare dalle vibrazioni positive che trasmette questo colore. Un colore delicato e romantico che esprime un desiderio di rinascita.

Ecco la nostra selezione.

ARP, Diabla

ARP è una novità 2021 del brand di arredamento outdoor Diabla. Una collezione di poltrone, divani e tavolini che reinterpreta in chiave contemporanea gli arredi da esterno in ghisa dell’800.
La struttura degli arredi è in alluminio termolaccato e, nel caso della poltrona e del sofà, è completata da generosi cuscini per la seduta.
ARP è proposta in 7 varianti di colore: bianco, sabbia, rosso, grigio, antracite, bronzo e rosa. Un vero inno alla geometria e ai colori firmato Made Studio(en.diablaoutdoor.com)

Storet, Acerbis

Una cassettiera dal carattere giocoso. È Storet, il progetto firmato da Nanda Vigo, oggi rieditato da Acerbis con laccature brillanti e nuove proporzioni.
Sia nella versione alta a dieci cassetti che nella variante comodino prodotta per la prima volta solo nel 2020, Storet rivela l’artigianale lavorazione del legno. Nonostante sia realizzata in un unico materiale, Storet è caratterizzata da giochi di chiaroscuri che valorizzano la naturale bellezza del legno e la vivacità delle laccature. (www.acerbisdesign.com)

Clay, Bitossi

La bellezza dell’imperfezione racchiusa in un vaso. Parliamo di Clay, la serie di vasi cilindrici firmata da Formafantasma per Bitossi.
Il cuore del progetto è lo “strappo” nella parte superiore che provoca crepe e imperfezioni sui bordi di ogni singolo pezzo della collezione.
Clay nasce da una lunga ricerca condotta negli archivi storici di Bitossi. In particolare, i Formafantasma si sono concentrati su due elementi decorativi disegnati da Aldo Londi. (www.bitossiceramiche.it)

Sedia Series 7, Fritz Hansen

La Series 7 di Fritz Hansen è una delle sedie più iconiche della storia del design. Disegnata da Arne Jacobsen nel 1955, Series 7 rappresenta il punto massimo della tecnica di laminazione, sviluppata a partire dagli anni ’30. Un processo molto complesso che permette di piegare il compensato in 2 dimensioni, ottenendo una scocca continua.
Leggera e impilabile, ma molto confortevole, la sedia Series 7 è proposta con o senza braccioli, in un’ampia gamma di finiture: legno naturale, laccato, rivestita in tessuto, pelle o velluto.
Di recente è stata proposta in una nuova palette di 16 colori sviluppati con Carla Sozzani, tra cui il Clay Rose e il Dark Rose(fritzhansen.com)

Khama, Carpet Edition

Seta di banano. È questa la fibra utilizzata per i tappeti Khama di Carpet Edition. Una fibra vegetale completamente biodegradabile che permette di creare un filato estremamente resistente, con una morbidezza e una lucentezza simili a quelle della seta.
La collezione Khama è proposta in otto varianti di colore: dagli intramontabili bianco e nero al cromo e argento, fino alle delicate tonalità del rosa. (carpetedition.com)

Lampada Horo, Masiero

Un cerchio. È questo simbolo universale ad aver ispirato Horo, la lampada disegnata nel 2020 da Pierre Gonalons per Masiero. Una figura geometrica semplice, impreziosita dalle finiture particolari del metallo e del vetro.
La struttura di Horo è in ottone spazzolato, il disco è in vetro prismato, disponibile in versione trasparente o in una gamma di colori semitrasparenti molto raffinati come il blu chiaro, il fumè, il verde e, ovviamente, il rosa polvere. Un mix di finiture e colori che dona alla lampada un sofisticato carattere vintage.
Horo comprende una collezione di sospensioni, lampade da terra, applique e lampade da tavolo. (www.masierogroup.com)

Poltrona CH78, Carl Hansen & Søn

La poltrona CH78 di Hans J. Wegner (conosciuta anche come “Mamma Orso”) è stata rieditata da Carl Hansen & Søn nel 2020.
CH78 è una poltrona dalla forma organica, con una struttura solida e imbottita. Le sue gambe angolate le donano un aspetto rilassato e stabile. I braccioli dalle estremità sollevate offrono la sensazione di un caldo abbraccio.
Altro tratto distintivo della poltrona CH78 è la parte superiore dello schienale a curva doppia, che la rende simile a una bergère. Una cucitura curva al centro dello schienale garantisce che il tessuto rimanga liscio su tutta la superficie. Il cuscino dalla forma a mezzaluna può essere rimosso o montato a piacere. (www.carlhansen.com)

Stella, Toscanini

Le sfumature rosa impreziosiscono ulteriormente il portabiti Stella di Toscanini. Una gruccia in plexiglass pensata per introdurre un tocco glamour nelle cabine armadio, grazie ai suoi giochi di luce e trasparenze.
Stella è disponibile in misura da uomo 43 x 5 cm, da donna 37 x 5 cm.‎, ed è accessoriabile con asta in velluto antiscivolo o clips portagonne. Le parti metalliche sono proposte in oro o argento.
La gruccia è, inoltre, personalizzabile con le iniziali incise a laser e con colori a scelta. (www.toscanini.it)

Artigiana, Sartoria – Terratinta Group

Colore, materia, unicità dell’imperfezione. Ecco raccontata in breve Artigiana, la collezione di piastrelle fatte a mano di Sartoria, brand del gruppo Terratinta Group.
L’utilizzo di effetti di smalto ormai dimenticati dall’industria dà al prodotto un carattere artigianale unico. Quando l’imperfezione è un valore. (www.terratintagroup.com)

Colonne Frame, Fantin

La collezione Colonne Frame​, disegnata da ​Salvatore Indriolo​, è stata lanciata da Fantin nel 2020. Si tratta di un ampliamento della collezione Frame nata nel 2018 e ad oggi comprende cucine, tavoli, contenitori, librerie e complementi di diverse dimensioni. Tutte le tipologie sono costituite da solidi telai in tubo quadro e sempre in vista. Un omaggio al frame in quanto tale. (www.fantin.com)

Bubble, Glass Design

Bubble nasce dalla collaborazione tra Glass Design e Karim Rashid. Si tratta di un lavabo da appoggio dal carattere vivace, realizzato in Siliconio, l’ultima generazione della famiglia dei siliconi. Un materiale estremamente tattile, morbido ed elastico, che può essere sottoposto a torsioni, allungamenti e piegamenti tornando sempre, in fase di rilascio, alla sua forma originale.
Bubble è proposto in quattro colori dalla forte personalità: rosa, giallo, azzurro, lavanda. (www.glassdesign.it)

Soffio, antoniolupi

Un lavabo che sembra voler uscire dalla parete, ma che allo stesso tempo le dà vita e forma. Parliamo di Soffio, il progetto di Domenico De Palo per antoniolupi. Un lavabo che si integra con la parete, facendo uscire solo ciò che serve.
Soffio è realizzato in Corian. Dopo essere fissato a parete, viene stuccato e intonacato e poi verniciato nello stesso colore del muro con cui si fonde.
L’illuminazione a LED è integrata nella struttura interna, con luce bianca e blu. (www.antoniolupi.it)

La bellezza leggera e dinamica delle sedie a 3 gambe.

Sedie a 3 gambe? Le sedie, per tradizione, hanno 4 gambe. Ma non sempre! La storia del design ci mostra come i più grandi maestri del design si siano spesso sbizzarriti a immaginare e a progettare tanti modelli di sedie con tre gambe. Parliamo di designer del calibro di  Ray & Charles Eames, Hans J. Wegner, Arne Jacobsen, Max Bill, Angelo Mangiarotti, Lina Bo Bardi, Philippe Stark e molto altri…

A differenza delle sorelle più classiche, le sedie a tre gambe si caratterizzano per una linea più snella, più leggera, e comunicano una forte sensazione di dinamismo. Ma non preoccupatevi… Sono stabili e sicure esattamente come tutte le altre.

LE PIÙ ICONICHE SEDIE A 3 GAMBE DELLA STORIA DEL DESIGN DAGLI ANNI ’40 AGLI ANNI ’80

Vediamo allora in questa nostra rassegna quali sono le più celebri e le più belle sedie a 3 gambe della storia del design. La nostra selezione parte da quei modelli progettati dai grandi maestri a partire dagli anni 40, fino ad arrivare ai modelli più recenti degli anni 80 del secolo scorso. A parte la prima sedia di Ray and Charles Eames, tutte le altre sono ancora in produzione dalle aziende citate. Le sedie sono presentate in ordine cronologico. Buona lettura!


THREE-LEGGED SIDE CHAIR, RAY AND CHARLES EAMES

La prima sedia a tre gambe della storia del design contemporaneo è probabilmente quella disegnata nel 1944 da Ray and Charles Eames. È stata progettata in diversi modelli: sia con la gamba singola davanti, sia con la gamba singola dietro. La sedia si caratterizza per la seduta e lo schienale realizzati con un sottile foglio di multistrato curvato. I designer si erano costruiti, nel loro laboratorio di Los Angeles, una pressa “fai da te” per modellare il legno e con questa quale facevano i loro primi esperimenti, tra cui le celebri Three-legged Chairs. Il prototipo che vedete qui sotto è esposto nella collezione permanente del Victoria and Albert Museum di Londra.


DREIBEINSTUHL (ULM CHAIR), WB FORM

Questa bellissima sedia a tre gambe è stata disegnata nel 1949 da Max Bill. L’architetto svizzero, che aveva studiato nel celebre Bauhaus con maestri del calibro di Paul Klee e Wassily Kandinsky, fu tra i fondatori della celebre Scuola di Ulm. La sedia Dreibeinstuhl (in tedesco semplicemente sedia con 3 gambe) è realizzata in multistrato di faggio naturale ed ha le gambe in faggio massello curvato. La sedia di max Bill è un perfetto incontro tra forma e funzione, design e semplicità

www.wbform.com


SE 42, WILDE & SPIETH

Progettata nel 1949 da Egon Eiermanns per Wilde & Spieth, la sedia a tre gambe SE 42 è composta da tre semplici elementi in multistrato curvato sui quali si montano il sedile e lo schienale. Per la realizzazione Eiersmann si rivolse ad una piccola falegnameria di Esslingen, in Germania, che poi si è trasformata nell’azienda che la produce ancora oggi. La SE 42 è realizzata in faggio ed è disponibile in finitura naturale o colorata, anche in versione bicolore. Il designer ha pensato di inserire sotto il sedile un sistema di ammortizzatori in gomma che rende sedia particolarmente comoda.

www.wilde-spieth.com


VALET CHAIR PP250, PP MØBLER

La Valet Chair fu progettata nel 1951 da Hans Wegner, come oggetto pratico per disporre gli abiti prima di andare a letto. Il sedile.si può sollevare e si trasforma nell’appendino per i pantaloni. In un vano ricavato sotto la seduta si possono essere riposti piccoli oggetti come chiavi, portafogli, occhiali etc. Le prime 10 Velet Chair furono ordinate dal de di Danimarca Frederik IX, che se ne innamorò a prima vista.

www.pp.dk


ANT CHAIR, FRITZ HANSEN

La Ant Chair, progettata dal designer e architetto danese Arne Jacobsen nel 1952 per Fritz Hansen, è un altro capolavoro minimalista del design scandinavo. La prima era stata progettata dal designer danese con solo tre gambe, per dare maggior spazio e maggior libertà di movimento alle gambe dell’utilizzatore. Solo successivamente nasce la versione più tradizionale a 4 gambe. Entrambi i modelli vengono realizzati ancora oggi.

fritzhansen.com

GUARDA IL NOSTRO ARTICOLO DI APPROFONDIMENTO SULLA ANT CHAIR


GUBI: NAGASAKI CHAIR

La Nagasaki Chair è stata disegnata nel 1954 dal francese Mathieu Matégot. Fu esposta nello stesso anno al Salon des Artistes Décorateurs di Parigi. La sedia ha una strutttura a tre gambe in tubolare mentre lo schienale è realizzato con un foglio metallico traforato e curvato. Il sedile imbottito, che riuprende la forma di una sella, è sostenuto da una staffa agganciata alle gambe. La Nagasaki Chair, prodotta ancora oggi da Gubi fa parte della collezione permanente del Vitra Design Museum.

www.gubi.com


CARL HANSEN & SØN, SHELL CHAIR CH07

Disegnata da Hans J. Wegner nel 1963, questa comoda sedia a tre gambe è oggi una delle più celebri icone del design scandinavo. Ma la sua storia non è iniziata con un successo. La Shell Chair infatti non venne molto apprezzata dal pubblico degli anni 60, forse per via del suo design giudicato eccessivamente minimale e azzardato. Ma quando Carl Hansen & Søn la rieditò nel 1998, la risposta del pubblico fu estremamente positiva. Realizzata in multistrato curvato, si caratterizza per la seduta a conchiglia (da qui il nome) e per l’azzardata gamba posteriore, un dettaglio strabiliante che la rende ancora attualissima.

www.carlhansen.com


HAY, J10T CHAIR

La sedia a tre gambe J107 Chair disegnata nel 1965 da Poul M. Volther per l’azienda danese HAY è un classico del design nordico. L’aspetto è decisamente vintage. La sua estrema semplicità e il design essenziale si unisce alla qualità dei materiali. La sedia, che ha la struttura in legno di faggio, è disponibile nelle finiture naturale o laccata in 5 colori.

hay.dk


TRE 3, AGAPECASA

TRE 3 è una storica seduta disegnata nel 1978 per Agapecasa da Angelo Mangiarotti . Si tratta di una sedia a tre gambe realizzata in legno e cuoio. L’unica gamba posteriore, più alta delle altre, sostiene un elemento in cuoio che forma la morbida seduta e lo schienale. La sedia TRE 3 ha la struttura in rovere massello naturale o scuro, mentre la seduta in cuoio può essere in color naturale oppure nero.

www.agapecasa.it


COSTES, DRIADE

Disegnata nel 1984 da Philippe Starcke per Driade, la poltroncina a 3 gambe Costes fu pensata per l’omonimo bar parigino, oggi purtroppo chiuso. Costes segna l’inizio della collaborazione tra il designer francese e il brand milanese. Una scocca il legno curvato è sostenuta da una struttura in tubolare metallico nero. Le finiture sono: mogano, mogano ebanizzato, rovere grigio, wengé rigato o bamboo. Qui sotto, i modelli in bambù e in mogano ebanizzato.

www.driade.com


GIRAFA CHAIR, DPOT

Girafa Chair è un’insolita sedia con 3 gambe è stata disegnata nel 1986 dalla grande designer italo-brasiliana Lina Bo Bardi insieme a Marcelo Suzuki. La semplicità delle linee ne fanno quasi un oggetto d’arredo per bambini. E infatti oltre alla sedia da pranzo i designer hanno progettato anche uno sgabello alto e una seggiola bassa per i più piccoli. La sedia è composta da una seduta tonda e dalle tre gambe in legno, una delle quali si allunga per trasformarsi in schienale e per poi chiudersi a T. Un segno minimale che però ne facilita la presa e il trasporto.

www.dpot.com.br


CHAIR PP58/3 PP MØBLER

La sedia PP58/3, la versione a tre gambe della più celebre PP58. L’ha disegnata Hans Wegner sempre per PP Møbler nel 1988, quando il designer danese aveva già 74 anni. A differenza del modello a 4 gambe, questa è impilabile. Si può scegliere la versione in betulla, in faggio, in rovere, oppure laccata in diversi colori.

www.pp.dk


LE PIÙ ICONICHE SEDIE A 3 GAMBE DI DESIGN CONTEMPORANEO

La tradizione di disegnare sedie con 3 gambe prosegue fino ai nostri giorni. Eco qui di seguito una selezione delle sedie più recenti che ci sono piaciute di più. In rigoroso ordine sparso!


COLE’, TRIA

La sedia Tria di Colé Tria si ispira alle forme impossibili dell’artista e incisore olandese Maurits Escher. La seduta si basa su un gioco di intersezioni che crea un effetto ottico insolito e dinamico. La sedia Tria con la sua seduta a corolla-può essere usata in due modi differenti. Sedendosi al centro, con un doppio schienale avvolgente, oppure di fianco. n questo caso lo schienale per chi la usa è singolo.

coleitalia.com


BAVARESK CHAIR, DANTE

Questa sedia a 3 gambe è stata disegnata da Christophe de la Fontaine per l’azienda tedesca Dante. Si chiama Bavaresk e si ispira ai tradizionali arredi bavaresi. La sedia è realizzata in legno di faggio ed è disponibile in legno laccato oppure rivestita in tessuto o in pelle. Lo schienale può essere ingentilito da un cuscino in tessuto, minimale come la sedia stessa.

www.dante.lu


LINE CHAIR, RILUC

È realizzata con un grosso tubo curvato la Line chair del brand portoghese Riluc. Disegnata dal franco-portoghese Toni Grilo, la Line Chair è realizzata in acciaio inox con una tecnica artigianale molto complessa. La sua forma dalle ampie curve la rende una vera icona pop. Line Chair è una sedia ma è al tempo stesso una scultura domestica. È disponibile nella versione acciaio lucido o placcata in titanio con effetto oro oppure rame.

riluc.com


FRAMA, TRIANGOLO CHAIR

Disegnata dall’olandese Per Holland Bastrup per Frama, la Triangolo chair si distingue per il suo sedile triangolare oltre che per le tre gambe e l’anello che funge da schienale. La Triangolo Chair è realizzata interamente in metallo ed è disponibile nella finitura acciaio chiaro oppure nera.

framacph.com


PORVENTURA, ICON

La sedia Icon dell’azienda portoghese Porventura ha un aspetto estremamente lineare. Disegnata da Miguel Soeiro, ha la struttura in legno in tre essenze: betulla nella finitura bianco opaco oppure faggio, e noce americano. La sedia Icon, disponibile anche nella più ampia versione a poltroncina, ha la gamba posteriore inclinata che sostiene lun elemento a ferro di cavallo che serve da schienale e braccioli.

www.porventura.pt


LINTELOO, MARK

La sedia Mark prodotta da Linteloo è stata progettata dal designer tedesco Sebastian Herkner. La sedia, che fa parte di una collezione che comprende anche un tavolo da pranzo, si caratterizza per I suoi tratti forti. La sua silhouette è decisamente grafica ed ha un carattere importante con la sua gamba posteriore così larga, volutamente sovradimensionata. based on the use of solid wood and strong shapes. La struttura in legno di betulla può essere in finitura naturale o colorata in varie tonalità.

linteloo.com


SANDLER MUDLER, PYTHAGORAS CHAIR

Ha un aspetto vagamente “futurista” questa sedia a tre gambe disegnata da Sander Mulder. Si chiama Pythagoras chair ed ha seduta e schienale in alluminio verniciato a polvere. La sedia è disponibile con le gambe in rovere chiaro oppure in alluminio (in questo caso, è anche adatta all’outdoor). Questa particolare sedia arriva in un pacco piatto composto da solo 5 elementi, facilmente assimilabili. Esiste anche una versione a 4 gambe.

www.sandermulder.com


SPADE CHAIR, PLEASE WAIT TO BE ASEATED

Spade chair, disegnata da Faye Toogood per il brand danese Please Wait To Be Seated, è una sedia dal design ridotto all’essenziale. La sedia è realizzata in legno di frassino. Lo schienale cilindrico che termina con una forma a T, ricorda l’impugnatura delle spade per bambini. Proprio per questa sua forma, lo schienale può essere utilizzato anche come un pratico portaoggetti.

pleasewaittobeseated.dk


PENSANDO AD ACAPULCO, DE CASTELLI

Pensando ad Acapulco è un omaggio dichiarato all’iconica Acapulco Chair degli anni ’50. Firmata da Ivdesign per De Castelli, la sedia Pensando ad Acapulco. La desia è composta da una struttura a tre gambe in ferro che sorregge la seduta conica, composta da 3 spicchi che possono essere in rame, in acciaio o in ottone lucido.


PETIT CHAIR, DE LA ESPADA

Chiudiamo la rassegna con una novità appena lanciata sul mercato. La piccola Petit Chair disegnata da Neri & Hu per De La Espada.

Petit chair è una sedia da pranzo con la struttura in legno massello e il sedile imbottito, rivestito in pelle o in tessuto. Questa sedia a tre gambe è stata appositamente progettata da Neri & Hu per il ristorante Papi di Parigi. L’obiettivo dei designer era di creare una sedia pratica, leggera e che occupasse poco spazio. Ovviamente è disponibile anche una versione a 4 gambe…
La sedia è disponibile in diverse essenze di legno: noce nero americano, rovere bianco americano o, frassino europeo. Il legno può essere naturale o tinto (delaespada.com).

Gli specchi da tavolo di design sono un oggetto fra memoria e contemporaneità. Ecco la nostra selezione.

Belli da guardare e perfetti per guardarsi. Oggi parliamo degli specchi da tavolo di design. Un accessorio simbolo di vanità, tradizionalmente usato per impreziosire un angolo della camera da letto e accompagnarci nella nostra beauty routine. Ma anche un oggetto carico di magia che ha ispirato tanti designer nel corso degli anni.

Qualche idea? Detto fatto. Abbiamo raccolto per voi 18 specchi da tavolo di design. Fra proposte minimal e specchi dal sapore rétro, grandi brand e designer indipendenti.

Ecco la nostra selezione.


GUARDA ANCHE I NOSTRI ARTICOLI SUI
MOBILI DA TOELETTA E SUGLI SPECCHI DA TERRA


 

Nimbus Table Mirror, Menu

“Un piccolo amico che ti aiuta quando hai bisogno”. Così Krøyer-Sætter-Lassen racconta Nimbus, il suo specchio da tavolo per Menu.
Il progetto parte da una riflessione: come una cornice può circondare un quadro, senza distogliere l’attenzione dalla bellezza dell’opera. Il risultato è una cornice curvain ottone lucido o brunito, dall’eleganza discreta. Per aggiungere un accento prezioso lasciando, però, lo specchio protagonista. (menuspace.com)


Half Moon Mirror, Kristina Dam

Scultura o specchio da toeletta? È Half Moon Mirror di Kristina Dam Studio. Una mezza luna dal design minimale che può portare una nota di romanticismo in qualsiasi ambiente.
Half Moon Mirror è proposto con base in marmo bianco o in legno di quercia. Lo specchio è disponibile nella versione standard o anticata, a seconda che si voglia dare priorità all’aspetto funzionale o a quello decorativo. (kristinadam.dk)


Nur Mirror, Zanat

Ricorda un piccolo totem tribale lo specchio da tavolo Nur Mirrordisegnato da Monica Förster per Zanat. Lo specchio sagomato ha un’impugnatura in legno di acero nero. Una volta utilizzato, lo specchio si può riporre sul tavolo, infilando il manico in una base d’appoggio dalla forma conica, intagliata a mano in diverse decorazioni. (www.zanat.org)

 


Reflecting Marble, Soda Designers

Si chiama Reflecting Marble l’elegante specchio da tavolo di Soda Designers.
A comporre il progetto due lastre di marmo incastrate l’una nell’altra, come fossero le carte di un mazzo. Un gioco di incastri reso possibile dallo spessore ridotto del materiale. Su ognuna delle due lastre di marmo è applicato uno specchio. Posizionando le due superfici a specchio a un’angolazione di 90°, si ottiene un’area di riflesso praticamente infinita. (www.soda.at)


IO, Gejst

Un giroscopio. È questo dispositivo fisico impiegato per navigare nei satelliti e nei sottomarini ad aver ispirato IO, lo specchio da tavolo disegnato da Michael Rem per Gejst. Il risultato è uno specchio dal design puro ed essenziale che può essere utilizzato anche come semplice elemento di decorazione.
IO è disponibile in 2 colori: nero e rosa (il rosa solo come specchio per il trucco). La versione per il trucco è dotata di lente d’ingrandimento. (gejst.com)


Muse Table Mirror, Woud

Un po’ specchio, un po’ portagioielli. Muse, il progetto firmato da Laurene Bourgeron per Woud, è uno specchio da tavolo che combina diverse funzioni.
La base circolare può accogliere accessori per il trucco e piccoli oggetti. La struttura permette di riporre i gioielli. Lo specchio circolare fa il paio con la base di Muse, creando un equilibrio armonico.
Un oggetto funzionale, ma anche un complemento decorativo dal deciso segno grafico. (woud.dk)


Flip, Normann Copenhagen

Parlando di specchi da tavolo di design, è d’obbligo citare Flip di Normann Copenhagen. Lo specchio, disegnato da Javier Moreno, si ispira al tradizionale tavolo da toeletta. Come un tavolo per il trucco, Flip unisce due funzioni in una: specchio e spazio contenitivo. Invece dei cassetti, nello specchio di Normann Copenhagen c’è un piccolo vassoio a ospitare i gioielli e il necessario per il make up.
Flip è in metallo laccato, disponibile in diverse finiture e colori. Lo specchio può essere ruotato verso l’alto, verso il basso o di 360 gradi(www.normann-copenhagen.com)


Slide, Fritz Hansen

Un altro specchio da tavolo dal design minimale, con portaoggetti integrato. Si chiama Slide ed è firmato dalla designer giapponese Karin Nakamura per la collezione accessori di Fritz Hansen
Questo piccolo specchio da toilette è nato dalla collaborazione tra il Central St. Martens College of Art & Design e Fritz Hansen, dove ha studiato la Nakamura. La designer racconta di essere stata influenzata, nella progettazione dello specchio, dall’approccio minimalista tipico della cultura giapponese. (fritzhansen.com)

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Sophie, Salvatori

L’eleganza del marmo trova piena espressione in Sophie, lo specchio da tavolo di Salvatori. Il marmo Bianco di Carrara compone, infatti, la cornice dello specchio e la base a forma di cono su cui poggia.
Il design minimale rende lo specchio Sophie adatto per diversi ambienti: dal bagno alla camera da letto, fino al living. (www.salvatori.it)


Flow Table, Ginger&Jagger

Lungo le rive di un fiume, i rami degli alberi catturano gli oggetti che scorrono nell’acqua. Lo specchio da tavolo Flow di Ginger&Jagger racconta questo dialogo fra alberi, acqua e terra. Il ramo qui è però in fusione di ottone e funge da base per la cornice in marmo Nero Marquina che sostiene lo specchio circolare.
Flow è lavorato interamente a mano a Porto. (www.gingerandjagger.com)


Mirror Mirror, Maria Bruun

Specchio specchio delle mie brame… Riprende la celebre frase della perfida regina di Biancaneve Mirror Mirror, la collezione disegnata da Maria Bruun. Una serie di specchi angolari pensata per inserirsi in ogni angolo della casa e per raccontare storie da diversi punti di vista. Perché se uno specchio di norma racconta solo un lato della storia, Mirror Mirror riflette la realtà in modo sfaccettato.
Un progetto tra funzionalità e magia. (mariabruun.com)


Apollo, Pulpo

Sembra una roccia lunare la base di Apollo, lo specchio da tavolo disegnato da Studio Furthermore per Pulpo. In realtà, si tratta di alluminio pressofuso grezzo. Un progetto dalle forme semplici, che punta tutto sui materiali e sui loro contrasti.
Gli specchi da toeletta Apollo sono proposti in due misure. A voi la scelta. (pulpoproducts.com)


Culti domestici, Stella Orlandino

Una specchiera da toeletta pensata come una piccola architettura domestica. È Culti domestici, lo specchio da tavolo firmato dalla designer Stella Orlandino.
Con le sue colonne in marmo di Carrara e il chiaroscuro delle scanalature lo specchio è, infatti, un chiaro omaggio alle architetture classiche.
Un ritorno alle forme pure. Un oggetto dal fascino senza tempo. (stellaorlandino.com)


Table Mirror, Fritz Hansen

Una sottile struttura in metallo verniciato e un ripiano in marmo. Progettata negli anni ’50 da Paul McCobb, questa specchiera da tavolo di Fritz Hansen sembra essere un oggetto dei giorni nostri. Merito del suo design senza tempo.
Una specchiera di design piena di fascino, ma anche un complemento d’arredo estremamente funzionale. Lo specchio può essere, infatti, ruotato di 360 gradi. (fritzhansen.com)


Cyclope, Moustache

Dichiara il suo carattere nel nome Cyclope, lo specchio da tavolo di Moustache. Il progetto firmato da Ionna Vautrin richiama infatti nella forma i Ciclopi, i giganti con un occhio solo della mitologia.
Con la sua superficie di forma convessa, lo specchio riflette lo spazio deformandolo. Un effetto che dà la sensazione che qualcuno ci osservi dall’altra parte.
Il “ciclope” poggia su una base conica in ceramica simile a un piedistallo. (www.moustache.fr)


Poudré Collection, Atelier Macramé

Uno specchio che nasce dai “cassetti dei ricordi dell’infanzia”. È Poudré, la linea di specchi di Atelier Macramé, il progetto di design autoprodotto creato da Laura Calligari.
Il cuore di Poudré è nel pattern geometrico sul retro. Un disegno realizzato con la scagliola, un’antica tecnica di intarsio che riproduce la resa visiva del marmo e delle pietre dure attraverso una mescolanza di gesso, colle naturali e pigmenti colorati. (www.ateliermacrame.it)

LEGGI IL NOSTRO APPROFONDIMENTO SULLA COLLEZIONE POUDRÈ 


Melt, Bower Studios

Due lastre in marmo verde Guatemala che tengono fermo uno specchio bifacciale. Ecco raccontato in breve Melt, lo specchio da tavolo progettato dallo studio newyorkese Bower Studios.
Lo specchio, prodotto in Portogallo, è stato lanciato sul sito di Bower Studios ed è disponibile dal marzo 2021.
La collezione Melt comprende anche uno specchio a parete. (bower-studios.com)


Erat, Lucie Kaas

La tradizione italiana incontra il design scandinavo in Erat, lo specchio da appoggio disegnato da Alberto Bellamoli per il brand danese Lucie Kaas.
A caratterizzare lo specchio è la base in terrazzo, un “materiale” amato da Alberto Bellamoli soprattutto per le sue origini povere. Il terrazzo veneziano è infatti un pavimento nato dagli scarti, realizzato con frammenti di pietre naturali e marmi colorati di varie dimensioni, tenuti insieme dal cemento. (luciekaas.com)

specchi da tavolo di design

GUARDA IL NOSTRO ARTICOLO SULLE SPECCHIERE DA TERRA E SUGLI SPECCHI DA PARETE


Una collezione di porcellane eterea come il cielo. Ecco Ciels Bleus, il set per la tavola nato dalla collaborazione tra Jonathan Hansen e Marie Daâge.

Il cielo in una stanza. No, non stiamo parlando della celebre canzone degli anni ’60, ma di Ciels Bleus, la collezione di porcellane nata dalla collaborazione tra il designer newyorkese Jonathan Hansen e il brand francese Marie Daâge. Un set di vasi e di articoli per la tavola, dove sono  protagonisti le nuvole e l’azzurro del cielo.

A ispirare il progetto sono stati i cieli che decorano i soffitti dei palazzi rinascimentali e barocchi. Un richiamo all’arte e all’architettura che si carica di numerosi significati. Simbolo di infinito, immagine di libertà, spazio contemplativo e meditativo, il cielo è infatti un tema che offre diverse chiavi di lettura.

“Sia la scelta del cielo che la scelta di collaborare con Marie Daâge acquistano un significato particolare oggi”, racconta Jonathan Hansen. “Il nostro bisogno di leggerezza e serenità sono trasmessi dal design di Ciels Bleus. L’uso della porcellana e la lavorazione manuale sottolineano il nostro rispetto per le tecniche artigianali dei maestri di Limoges”.

Un decoro tra sogno e realismo

La collezione di porcellane Ciels Bleus è stata realizzata a mano a Limoges, in Francia, dai maestri artigiani della zona. Per suggerire il senso di leggerezza del cielo, i disegni di Jonathan Hansen sono stati dipinti sulla porcellana con un delicato effetto acquerello.

Le composizioni cromatiche di Marie Daâge sono frutto di un lungo processo di miscelazione manuale, che impiega fino a 10 polveri per ottenere la giusta tonalità. La fluidità delle immagini è il risultato di colpi rapidi e leggeri, che richiedono una mano molto precisa.

Ciels Bleus comprende un set per la tavola e pezzi decorativi, a metà tra lo stile classico e il contemporaneo. La collezione è acquistabile nell’e-shop Moda Operandi o in retail internazionali selezionati, come Liberty London e MATCHESFASHION.

Offrono la giusta privacy negli spazi pubblici. E garantiscono il distanziamento fisico in tempi di pandemia. Ecco i divani di design per i lavoratori digitali.

I mobili per ufficio tradizionali stanno scomparendo? I divani di design per i lavoratori digitali si sostituiranno alle scrivanie? Sembrerebbe proprio di sì, a giudicare dalle ultime tendenze del mondo dell’arredo. E non solo per le nuove modalità lavorative a cui ci ha costretto la pandemia. È da un po’ di anni che tante persone hanno abbandonato i luoghi di lavoro tradizionali, svolgendo le proprie attività in casa oppure in caffetterie e spazi di co-working.

Già, oggi in tanti settori il lavoro è nomade e i confini tra uffici, case e spazi pubblici sono sempre più sfumati. È dunque naturale che anche gli arredi siano cambiati, rispondendo alle nuove esigenze dei cosiddetti nomadi digitali.

LEGGI IL NOSTRO ARTICOLO SU GRAFEOIPHOBIA, GLI ARREDI DI GEOFFREY PASCAL PER LAVORARE DISTESI COME A LETTO 

I nuovi protagonisti degli spazi di lavoro sono i divani

Che si continui a lavorare da casa, come tanti stanno facendo in questi mesi, o che si torni negli uffici, nelle caffetterie e negli spazi di co-working, una cosa è certa: la scrivania non è più il centro della nostra vita lavorativa. I nuovi protagonisti degli spazi di lavoro sono i divani.

Dotati di collegamenti elettrici e piani di lavoro, i divani sono infatti diventati l’arredo più adatto per i lavoratori digitali. E, se accessoriati con divisori, sono perfetti per ritagliarsi un’oasi di intimità nei grandi open space, oltre a garantire quel distanziamento fisico necessario in tempi di emergenza sanitaria (speriamo ancora per poco).

Qualche idea? Detto fatto. Tra proposte più o meno recenti, ecco la nostra selezione.


Le poltrone e i divani di design per i lavoratori digitali


S 5000 Retreat, Thonet

Progettato da Marialaura Rossiello Irvine nel 2020, S 5000 Retreat di Thonet è un aggiornamento della serie S 5000 firmata nel 2006 da James Irvine.
Si tratta di un sistema modulare formato da divani e sedute separate da divisori, che può essere accessoriato con tavolini, cuscini di diverse dimensioni e prese di corrente. Il modulo base è un divano imbottito a uno, due o tre posti, con un telaio in tubolare d’acciaio senza schienale e braccioli. Alla struttura possono essere fissati, a seconda delle esigenze, braccioli e schienali oppure divisori. Le configurazioni sono così infinite. (www.thonet.de)


Plenum, Fritz Hansen

Plenum è il sistema di divani firmato da Jaime Hayon per Fritz Hansen. Tratti distintivi del progetto sono lo schienale alto e avvolgente, che permette di ritagliarsi la giusta privacy nei luoghi pubblici, e la presenza di una presa di corrente e due porte USB per ricaricare i device.
Disponibile con seduta a uno, due o tre posti, può essere rivestito con un’infinità di tessuti e colori. Un divano estremamente versatile che può essere integrato anche con una serie di tavolini. (fritzhansen.com)


Soft Work, Vitra

Soft Work è la serie di divani per i lavoratori digitali disegnata da Edward Barber e Jay Osgerby per Vitra. Una piattaforma molto flessibile perfetta sia per il lavoro individuale che per quello in team.
Il progetto è composto da sedute ergonomiche, tavolini, prese di corrente e stazioni di ricarica. I tavolini e le sedute possono essere accostati o messi da parte a seconda delle necessità. L’aggiunta di pannelli divisori garantisce ai nomadi digitali la massima concentrazione. (www.vitra.com)


Capsule, Casala

Un bozzolo dentro cui rifugiarci, senza però isolarci dal resto del mondo. Possiamo riassumere così Capsule, la collezione di divani e poltrone disegnata da Kateryna Sokolova per Casala. Un progetto nato per offrire ai lavoratori privacy e comfort negli open space.
Capsule non solo crea un ambiente protetto grazie alle sue forme avvolgenti. Il suo rivestimento fonoassorbente garantisce un perfetto isolamento acustico. Per telefonare, leggere e lavorare in tutta tranquillità. La sua forma a bozzolo assicura, inoltre, anche la cosiddetta distanza di sicurezza. Capsule ha vinto il German Design Award 2020(www.casala.com)


Fragment, Fogia

Una novità 2021. Fragment è il sistema di sedute disegnato da Todd Bracher per il brand svedese Fogia. Le sue parole chiave sono leggerezza e comfort. Se le linee di Fragment sono esili, i cuscini rendono infatti la seduta calda e accogliente.
Lo schienale e le sezioni laterali sono avvolte da pannelli che proteggono dai rumori e assicurano la giusta privacy.
Le configurazioni sono infinite, rendendo il divano adatto per diversi ambienti e usi. (www.fogia.se)


People, Milani

Un divano avvolgente come un abbraccio. È People, il progetto firmato da Alessandro Crosera per Milani, azienda veneta specializzata in sedute, complementi e accessori per il contract e l’ufficio. Un sistema di sedute dalle forme curvilinee perfetto per creare isole di comfort e privacy negli open space.
People è realizzato con struttura in legno e schienale e sedile in resina poliuretanica, con rivestimento in tessuto fonoassorbente e antibatterico. È disponibile in versione mono o bicolore, con schienale a contrasto. Inoltre, può essere dotato di un tavolino, presa elettrica, USB e tasca laterale portariviste.
Non un divano per ufficio, ma un vero e proprio ufficio mobile(www.sm-milani.com)


BOB Job, Blå Station

BOB Job, il sistema di divani progettato da Stefan Borselius e Thomas Bernstrand per Blå Station, è la soluzione ideale per un ambiente di lavoro informale e creativo. Il suo numero infinito di configurazioni lo rende, infatti, adatto alle più diverse funzioni.
Oltre ai divanetti, BOB Job comprende scaffali per libri e documenti, piani di lavoro e divisori imbottiti utili a garantire la giusta riservatezza nel caso di conversazioni private o di meeting di lavoro. (www.blastation.com)


Undecided, Manerba

I rumori nei luoghi pubblici rendono difficile il lavoro? Undecided, la linea di divani modulari firmata da Raffaella Mangiarotti e Ilkka Suppanen per Manerba, risponde a questo problema. Progettato con un coefficiente di assorbimento acustico pari all’85% delle frequenze vocali, Undecided è infatti perfetto per ritagliarsi un angolo dove lavorare in tutta tranquillità.
La collezione è configurabile all’infinito nei colori, in larghezza e altezza. Si può avere a uno, due, tre posti, con basi fisse o girevoli, e con due, tre e quattro file di cuscini in altezza. Undecided è, inoltre, dotato di una pratica presa per ricaricare i device e di una tasca in cui nascondere le batterie. (manerbaspa.com)


Focus Podseat, Zilenzio

La serie di divisori fonoassorbenti portatili creata da Note Design Studio per il brand svedese Zilenzio si arricchisce con l’aggiunta del divanetto Focus Podseat. In questo nuovo progetto il pannello fonoassorbente diventa lo schienale della seduta. Uno schienale alto e curvo che crea un’accogliente isola in cui lavorare.
A completare Focus Podseat c’è anche un piccolo tavolo integrato. Uno spazio di lavoro compatto e intimo che può essere accostato alla parete oppure posizionato al centro della stanza. (zilenzio.com)


Cell128, Sitland

Cell128, il sistema di sedute progettato da Dorigo Design per Sitland, è caratterizzato da uno schienale extra alto e da forme avvolgenti.
Cell128 può essere anche accompagnato da un tavolino, che si può avvicinare o allontanare dalla seduta grazie al supporto e al piano girevoli. La rotazione del supporto permette, inoltre, di portare il tavolino sul retro, dando così un piano di appoggio anche a chi non è seduto.
Cell128 su richiesta può dotarsi anche di un caricatore USB pop-up(www.sitland.com)


Kiik, Arper

Kiik, design di Ichiro Iwasaki per Arper, è un sistema modulare pensato per gli spazi di lavoro, le sale d’attesa e i campus universitari.
La collezione si compone di sedute con o senza schienale, tavolini di forma triangolare, circolare, quadrata e rettangolare, pouf e console in tre diverse altezze. Una varietà di combinazioni che, unita a un’ampia scelta di materiali e finiture, fa di Kiik un prodotto estremamente versatile. Per spazi di lavoro e condivisione cuciti su misura. (www.arper.com)


Biga, Luxy

Non ci sono solo divani di design per i lavoratori digitali, ma anche poltrone. Un esempio è Biga di Luxy, un progetto che svela già nel nome il suo carattere. Il rimando è infatti alla biga degli Antichi Romani (il carro a due ruote, trainato da due cavalli, usato nelle corse).
L’idea alla base di Biga è di creare uno spazio intimo all’interno dell’ambiente di lavoro senza, però, isolarsi dallo stesso. Biga è proposto in due altezze e in due versioni: una con ruote, proprio come l’antica biga dei Romani, che permette di spostare facilmente la poltrona. L’altra classica, con piedini.‎ Inoltre, la poltrona può essere accessoriata con un piano d’appoggio per i notebook.‎ (luxy.com)


Eleven High Back Work, Alias

Eleven High Back Work è il divano per i nomadi digitali disegnato da Pearson Lloyd per Alias. Uno spazio operativo informale e individuale concepito per i lavoratori contemporanei che trascorrono lunghe ore d’attesa nelle lounge degli aeroporti.
‎A caratterizzare Eleven High Back Work lo schienale alto e l’inserimento di un piano di lavoro, posizionato lateralmente alla seduta. Il risultato è un divano dalle dimensioni compatte, con un perfetto equilibrio fra privacy e accorgimenti di sicurezza. Il modulo può essere infatti ispezionato facilmente, così da rientrare nelle normative di sicurezza applicate negli spazi pubblici.‎ (alias.design)