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Lune è un divano modulare nato per incantare ancora una volta tutti gli amanti del design danese. Chi poteva dare vita a un progetto del genere? Ovviamente Fritz Hansen insieme a Jaime Hayon.

Perfettamente in linea con le poltrone dello stesso designer Ro e Fri, Lune completa l’idea del design sinuoso proponendo una soluzione personalizzabile e componibile.

In più, i due creatori arricchiscono l’idea proponendo nuovi piccoli elementi d’arredo per personalizzare qualsiasi tipo di spazio.

Lune, in perfetto stile danese, è un divano compatto e sinuoso: i suoi morbidi e grandi cuscini in cotone misto lino, disponibili in sei nuance, offrono un piccolo spazio di comfort.

Il divano può ospitare da due a sei persone, può essere un semplice divano lineare oppure assumere la forma a L per una comodissima chaise longue.

Dicevamo che sono stati creati anche piccoli elementi d’arredo: nasce infatti la collezione di Objects: un cuscino, due copriletti colorati e un comodo vassoio da divano, che venduti insieme al divano, completano l’esperienza di comfort regalata dai creatori.

www.fritzhansen.com

L’azienda danese &tradition ha recentemente rieditato il divano Mayor disegnato nel 1939 dagli architetti Arne Jacobsen e Flemming Lassen. Un progetto che ha ricevuto uno dei più significativi e importanti riconoscimenti internazionali come miglior riedizione: il “Best Reissue” all’interno del prestigioso Wallpaper Design Award 2013 organizzato dall’omonima rivista.

Ispirato al modernismo internazionale il divano Mayor era stato originariamente progettato per Municipio Søllerød, costruito fra il 1939 e il 1942. I due architetti erano responsabili

dell’intero progetto del municipio; dall’architettura al disegno degli arredi, fino ai piccoli dettagli, come il disegno delle maniglie porte.

Un progetto che ben si inserisce nelle collezioni di &tradition, caratterizzate da una ricerca a cavallo fra tradizione e nuovo design, tra nuovi materiali e innovative tecniche di produzione.

Mayor è realizzato con una struttura in rovere massello, l’imbottitura in schiuma e il rivestimento in pelle o tessuto in vari colori.

www.andtradition.com

 

 

Alla scoperta di Warm Nordic, un giovane brand danese che propone riedizioni dei classici del design scandinavo anni ’50 e ’60.

Il 2018 ha segnato la nascita di diversi brand di design scandinavo. Fra questi, uno dei nomi più interessanti è Warm Nordic, un marchio danese lanciato in occasione della Stockholm Furniture and Light Fair 2018. La fiera che riunisce il meglio del design nordico a cui Design Street partecipa puntualmente da molti anni.

Warm Nordic rende omaggio al design scandinavo degli anni ’50 e ’60, proponendo la riedizione di mobili e complementi firmati da importanti progettisti dell’epoca, come Hans Olsen, Knud Færch, Hans-Agne Jacobsson.

Si tratta di arredi molto popolari in passato nei Paesi scandinavi che da tempo erano reperibili solo in case d’asta o negozi di modernariato. Pezzi non più in produzione, ma ancora molto amati, come racconta Frantz Longhi, il fondatore di Warm Nordic. “Io colleziono design scandinavo da molti anni e ho arredato i ristoranti Kähler con i miei pezzi degli anni ’50 e ’60 scovati nelle aste. In diverse occasioni, gli ospiti mi hanno chiesto di lampade, sedie e tavoli che non erano più in produzione. Così l’idea ha cominciato a prendere forma… Non volevo che le sedute iconiche di Hans Olsen e Knud Færch, o le celebri lampade di Svend Aage Holm-Sørensen, vivessero solo in aste internazionali.”

A partire dall’interesse dimostrato da così tante persone, Frantz Longhi ha deciso quindi di donare una seconda vita a quegli arredi, fondando Warm Nordic.

SCOPRI LE POLTRONE PIÙ ICONICHE DEL DESIGN SCANDINAVO

La prima collezione di Warm Nordic

La prima collezione presentata dalla giovane azienda danese propone più di 100 pezzi tra arredi, lampade e accessori. Un ricco catalogo in cui le riedizioni degli anni ’50 e ’60 sono affiancate da novità assolute.

A legare vecchio e nuovo, l’uso del teak, l’amore per i colori, la pulizia formale e, soprattutto, la stessa sapienza artigianale nella lavorazione del legno e dei tessuti.

Ecco alcune delle proposte in catalogo.

Gesture Chair, Classic Collection

La sedia Gesture, conosciuta anche come Model 107, è stata disegnata dall’architetto danese Hans Olsen nel 1957. Realizzata con un unico pezzo di legno, a dimostrazione della grande perizia artigianale con cui è stata concepita, è una sedia dal design senza tempo. Il suo tratto distintivo sono i braccioli che, con la loro forma accogliente, invitano a sedersi e a rilassarsi.

Gesture è disponibile interamente in legno o con rivestimento in tessuto.

Fried Egg, Classic Collection

La Fried Egg, nota anche come Model 188, è una lounge chair dalla forma asimmetrica firmata da Hans Olsen nel 1956. Caratterizzata da linee molto avvolgenti, invita al relax solo a guardarla. Il nome? Sembra sia stato suggerito dall’aspetto che assume osservandola dall’alto.

Fried Egg è disponibile in teak, uno dei legni più utilizzati negli anni ’50, e in una ricca gamma cromatica. Per rendere la poltrona ancora più simile a un “uovo fritto”, è possibile mixare anche due colori diversi.

Fringe, Classic Collection

Creata nel 1960 dal lighting designer svedese Hans-Agne Jacobsson, Fringe è un classico che ha conosciuto di recente una rinnovata popolarità. Merito delle frange (una delle grandi tendenze dell’ultimo periodo) che, combinate con l’ottone, danno vita a una lampada elegante e seducente.

Una lampada del passato che, però, attraverso l’uso dei LED, incontra la tecnologia del presente. Disponibile nella versione da tavolo, da terra, a sospensione e da parete.

Runa, Contemporary Collection

Runa è la linea di tavoli disegnata da Isabel Ahm per la Contemporary Collection. Un tavolo in legno massiccio di grande fattura artigianale che sembra arrivare dalla metà del secolo scorso, pur essendo stato progettato ai giorni nostri.

Il design pulito ed essenziale di Runa lo rende adatto a diverse tipologie di ambiente. E lo candida a diventare un nuovo classico in grado di superare i trend e le epoche.

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Republic of Fritz Hansen, storica azienda scandinava che ha contribuito alla diffusione del design danese nel mondo, ha presentato Join, una linea di tavolini leggeri e minimali, disponibili in tre forme: una circolare e due ovali in dimensioni diverse.

Ogni tavolino ha uno stile distintivo, ma anche molti elementi in comune che dichiarano evidentemente l’appartenenza alla stessa famiglia. Quello circolare si adatta ad ogni posizione e ad ogni stanza, quello ovale, come una tavola da surf oblunga, è perfetto lungo una parete o difronte al divano, mentre il più piccolo è perfetto come tavolino di servizio da posizionare a lato divano o poltrona. I tavolini possono stare da soli oppure essere abbinati tra loro. Join ha il top in rovere massello, disponibile in colore naturale e laccato nero, mentre la base è in acciaio laccato nero.

www.fritzhansen.com

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La sedia Trinidad di Nanna Ditzel

Non è un caso che Nanna Ditzel (1923-2005) sia stata chiamata la Grand Old Lady del design danese. Una delle pochissime donne designer del secolo scorso, che ha creato grandi capolavori del design scandinavo.

Tra questi c’è Trinidad, probabilmente il più famoso progetto di Nanna Ditzel; una sedia disegnata nel 1993 e prodotta ancora oggi da Fredericia.

 

Una sedia decisamente particolare, che non passa inosservata, con il suo schienale-scultura a forma di ventaglio che conferisce una leggerezza quasi trasparente alla sedia, e che è stato ispirato dai trafori tipici delle architetture coloniaili caraibiche.

Nanna Ditzel ha voluto progettare una sedia che si adattasse bene a ogni ambiente domestico, ma che fosse al tempo stesso comoda e accogliente.

Lo schienale traforato è infatti una presenza materica ma trasparente al tempo stesso, che lascia passare la luce e crea ombre grafiche. Inoltre offre una seduta confortevole, ventilata, avvolgente.

La nuova Palette colori

La novità è nella nuova palette colori che Fredericia ha creato per la nuova edizione di Trinidad. Colori contemporanei, di tendenza, adatti a ogni ambiente, anche ai più moderni. Si tratta di sei nuovi colori declinati in una tonalità “polverosa” che li accomuna e li distingue dalle precedenti collezioni.

Le nuove sedie si colorano dunque di color verde, blu, nocciola, giallo, grigio e rosso, con i nomi evocative di Ocean, Storm, Mountain, Mustard, Stone and Berry.

Le scocche, realizzate in frassino laccato in questi nuovi colori, sono montate su un telaio in acciaio verniciato a polvere nera.

 

Chi è Nanna Ditzel

Nanna Ditzel è una designer danese nata a Copenhagen il 6 Ottobre 1923. Dopo gli studi presso la Danish School of Arts and Crafts e poi alla Royal Danish Academy of Fine Arts della capitale danese, dove si laurea nel 1946.

Specializzata nella progettazione di mobili e arredi in legno, come molti suoi colleghi designer scandinavi, ha allargato la sua produzione a oggetti per la tavola, tessuti e gioielli (ha lavorato col celebre Georg Hansen). I suoi arredi sono oggi prodotti da Fredericia, BDR Kruger e altri brand nordici.

Muore il 17 giugno 2005 a 82 anni, lasciandoci alcuni grandi capolavori del design.

I tappeti outdoor di design uniscono funzionalità ed estetica. Il complemento d’arredo perfetto per impreziosire i nostri spazi en plein air.

Vestire giardini, terrazzi e balconi con i tappeti. È questa una delle ultime tendenze nella decorazione open air. Grazie a performanti materiali di ultima generazione, oggi i tappeti infatti non temono il meteo. Realizzati in tessuti resistenti agli agenti atmosferici, ai raggi UV e facili da pulire, i tappeti outdoor di design sono estremamente funzionali. Perfetti per impreziosire gli ambienti esterni, ma anche per vestire il salotto di casa.

Ormai sono sempre più i brand di design che propongono tappeti per gli esterni. Alcune sono collezioni studiate appositamente per la vita all’aria aperta, altre reinterpretano in chiave outdoor modelli nati per gli interni.

Ecco la nostra selezione.

Illulian

I tappeti di Illulian rivivono in una nuova versione outdoor. Realizzati con fibre sintetiche di nuova generazione ma lavorati a mano come i modelli per gli interni, i tappeti per esterni di Illulian hanno un’elevata tenuta dei colori e proprietà ignifughe, antimacchia e idrorepellenti.
Oltre ai tappeti in catalogo, è possibile farsi creare un tappeto outdoor personalizzato, grazie al servizio custom made dell’azienda. (www.illulian.com)

Tres outdoor, Nanimarquina

La collezione Tres di Nanimarquina è proposta nel 2021 anche in versione outdoor. La varietà di trame e la cura artigianale sono le stesse dei tappeti indoor. A cambiare è il materiale. Tres outdoor è infatti realizzato in PET riciclato al 100%. Un filato sostenibile morbido al tatto, che dà una seconda vita alle bottiglie di plastica.
Tres outdoor è disponibile in due varianti: Tres Black e Tres salvia. (nanimarquina.com)

Guna, Gervasoni

La collezione Guna è una novità 2021 di Gervasoni. Una serie di arredi e complementi outdoor che segna la prima collaborazione dell’azienda con Chiara Andreatti.
Il cuore della collezione è il tappeto realizzato con la tecnica della maglieria. Una lavorazione innovativa che recupera una trama artigianale reinterpretandola in chiave contemporanea.
Il tappeto Guna è costituito da un sottilissimo filato in polipropilene, in due colori a contrasto, intrecciato da un telaio a maglieria di ultima generazione. Il tappeto è disponibile in due versioni: una con texture rigata e una più decorativa, double face. (www.gervasoni1882.it)

Diamond, GAN

La bellezza e la forza del diamante tradotte in un tappeto. È Diamond, la collezione di tappeti outdoor disegnata da Charlotte Lancelot per GAN. Un ottagono realizzato con fibre di materiale plastico riciclato.
Diamond è disponibile in tre misure e in sei varianti di colore: Pink-Yellow, Nude-Petrol, Blue-Green, Blue-Brown, Green-Grey e Orange-Wine.‎ I tappeti sono lavorati a mano e adatti sia per spazi interni che per ambienti outdoor. (www.gan-rugs.com)

Passo Doppio, G.T. Design

Due materiali, una doppia anima. Parliamo di Passo Doppio, il tappeto progettato da G.T. Design. Passo Doppio è lavorato a mano in filato tecnico ad alte prestazioni e intervallato da feltri colorati in lana, inseriti tra le trame, che possono essere personalizzati nella posizione e nel numero.
Il tappeto è disponibile in due sfumature di grigio e beige. I feltri sono invece proposti in colori vivaci, come il giallo e l’arancione. Una combinazione cromatica raffinata e moderna.
Passo Doppio può essere impiegato sia in spazi interni che in esterni coperti. (www.gtdesign.it)

Net, Paola Lenti

Il tappeto in feltro Net di Paola Lenti è riproposto nel 2021 nella versione High Tech, la linea negli esclusivi filati Aquatech e Rope progettata per gli ambienti esterni.
Net è realizzato dall’unione di elementi bordati a punto Pettine. La superficie del tappeto è composta da due strati di strisce parallele distanziate fra loro e sovrapposte in modo ortogonale.‎ Una lavorazione del tessuto che lascia intravedere il pavimento attraverso gli spazi lasciati liberi.‎
Le cuciture sono eseguite tono su tono con un filo dello stesso colore del tappeto. (www.paolalenti.it)

Tricot Flag, Minotti

Una struttura a treccia effetto tricot. È questa la protagonista del tappeto Tricot Flag disegnato da Rodolfo Dordoni per Minotti. Un tappeto tricot realizzato, però, in un filato acrilico con caratteristiche di permeabilità e traspirabilità che lo rendono adatto anche agli ambienti più umidi.
I colori di Tricot Flag prendono ispirazione dalla natura, armonizzandosi con diversi tipi di pavimento. (www.minotti.com)

Sunset, Besana Moquette

Un tappeto che già nel nome trasmette sensazioni piacevoli. Stiamo parlando di Sunset di Besana Moquette.
Il tessuto intrecciato in polipropilene è resistente agli agenti atmosferici, riuscendo a preservare le proprie qualità tecniche ed estetiche. La ricca tavolozza di colori, il motivo del tessuto e la funzionalità del materiale rendono Sunset un tappeto elegante e pratico adatto a vestire sia spazi outdoor che indoor.  (besanamoquette.com)

Disco, Elitis

Sembra un invito a ballare il tappeto outdoor Disco dell’azienda francese Elitis. La texture del tappeto è creata con filati avvolti su trecce assemblate tra loro. I materiali sono per il 12% il PL, con supporto in lattice, e per l’88% il PET, un materiale riciclato derivato per il 75% dalle bottiglie di plastica.
La lavorazione di Disco è quasi interamente eseguita a mano, rendendo ogni tappeto unico. (www.elitis.fr)

Aladdin, Myyour

Un tappeto che porta un tocco di magia, come la lampada di Aladino da cui prende il nome. È Aladdin, la collezione di tappeti outdoor in corda cucita a mano di Myyour. Un tappeto dalle tramature ricercate ed eleganti disponibile in diverse forme e colori. (myyour.eu)

Mediterrani, Barcelona Rugs

Dal mare per il mare. Il tappeto Mediterrani di Barcelona Rugs è realizzato in PET, un materiale ottenuto dal riciclo di reti da pesca, contenitori e bottiglie di plastica.
Mediterrani nasce dall’idea di ridurre l’impatto ambientale della plastica negli oceani. Il risultato è un tappeto sostenibile adatto sia all’uso esterno che interno.
Mediterrani è prodotto in India, con tessitura a mano. (www.barcelonarugs.com)

Way, Ferm Living

Chiudiamo la nostra rassegna sui tappeti outdoor con Way, il tappeto di Ferm Living realizzato con 292 bottiglie di plastica riciclate. Un progetto con cui il brand danese si propone di ridurre il consumo di plastica fino a 270.000 bottiglie l’anno.
La collezione può essere usata sia negli ambienti interni sia in quelli esterni e comprende un tappeto, un runner, una tovaglietta e un cuscino. Quattro prodotti dal design classico, che trovano ispirazione nell’universo marittimo. (fermliving.com)

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I più bei cavalli a dondolo di design.

I cavalli a dondolo sono il sogno di ogni bambino. Se poi si tratta di cavalli a dondolo di design, allora il sogno diventa anche quello di molti adulti.

Il cavallo a dondolo ha una storia antica e rispecchia la fantasia dei bambini di trasformarsi in prodi cavalieri, sognando di correre in groppa a veloci destrieri. Il cavallo a dondolo ha accompagnato in fatti il gioco dei più piccoli per oltre 5 secoli. E ancora adesso è uno dei giochi più semplici e amati in assoluto.
Oggi sul mercato si trovano infinite varietà di cavalli a dondolo. Da quelli tradizionali, dall’aspetto vintage, a quelli più stilizzati.

In questo articolo abbiamo selezionato i cavalli a dondolo di design più belli, quelli più strani e i più eleganti, i cavalli a dondolo dalle linee minimali e quelli interpretati dai più grandi designer al mondo.
E scopriremo che non sono solo un gioco per bambini.

Vi mostreremo anche cavalli a dondolo a grandezza naturale, pensati per far divertire anche gli adulti.

Ecco allora la nostra selezione dei più bei cavalli a dondolo di design per il piacere dei più piccoli e dei grandi!


Abbiamo diviso questo articolo in 3 parti:

  • I cavalli a dondolo di design

  • I cavalli a dondolo di design dalle forme astratte

  • Altri animali a dondolo di design

 


I cavalli a dondolo di design


H Horse, Kartell

Partiamo dal cavallo a dondolo H Horse di Nendo per Kartell. Il celebre designer giapponese ha portato all’essenziale l’idea del cavallino trasformandola in un segno leggero, delicato, poetico.

La struttura è in policarbonato trasparente o colorato in massa. I colori sono cristallo, giallo, rosso e blu. (wartell.com)


Arion, Moooi

Proseguiamo con Arion, l’elegantissimo cavallo a dondolo per adulti di Moooi e firmato da Marcel Wanders. Il cavallo è alto 180 cm, cosa che ne fa un oggetto esclusivamente per il gioco dei grandi…
Arion ha la struttura portante in rovere massello e impiallacciato, mentre la testa è rivestita in ecopelle ricamata. (www.moooi.com)


Rocking Squares, Frederik Roijé

Il designer olandese Frederik Roijé ha reinterpretato il tradizionale cavallo a dondolo destrutturandolo completamente. Nasce così Rocking Squares un cavallo a dondolo futurista in edizione limitata. Una vera scultura contemporanea realizzata in legno. Rocking Squares è disponibile in due colori (bianco o nero) e in tre dimensioni.
Due cavallini per i bambini (alte rispettivamente 90 o 130 cm) e un grande cavallo a dondolo per adulti alto 180 cm. (www.roije.com)


Cavallo a dondolo per Prochild, Studio Iosa Ghini

Questo cavallino a dondolo ha un valore doppio. Non solo è un bel gioco per tutti i bambini ma è anche un gesto di solidarietà. Lo ha progettato lo studio Iosa Ghini Associati e fa parte del progetto ProChild, un programma coordinato dall’Università di Bologna contro la violenza sui minori. Il Cavallo a dondolo è realizzato in legno Greenpeace ad alta ricrescita (www.iosaghini.it)


Pony, Plust

Pony è il cavallo a dondolo disegnato da Oleg Pugachef per Plust. Nonostante la sua linea molto stilizzata, Pony è un cavallino dall’aspetto simpatico, che invita al gioco e al divertimento. Pony è realizzato in polietilene ed è disponibile in diversi colori. (www.plust.it)


Rosinante, Vondom

Il cavallo a dondolo Rosinante di Vondom si ispira a Ronzinante, il celeberrimo compagno di avventura di don Chischotte. Lo ha disegnato il finlandese Eero Arnio, uno dei più grandi designer scandinavi. La caratteristica di Rosinante è che, oltre a dondolare, può anche ruotare su se stesso. È disponibile in 15 colori e due dimensioni: cavallino a dondolo per bambini e cavallo a dondolo per adulti. (www.vondom.com)


Rocky, Magis

Si chiama Rocky questo cavallo a dondolo disegnato da Marc Newson per Magis. Rocky raffigura un purosangue da corsa, con tanto di sella, staffe e coda svolazzante. La struttura è in polietilene mentre le redini sono in corda naturale di canapa.  (www.magisdesign.com)


Roo Rocker, Riga Chair

Roo Rocker è uno straordinario cavallo a dondolo realizzato da un’unico foglio di compensato curvato. Un ispirazione che mescola la cultura scandinava del legno curvato e quella orientale dell’origami. Roo è disponibile in diverse essenze: Betulla, Faggio, Rovere, Noce, oppure laminato in vari colori. È anche impilabile (rigachair.com)

Guarda il nostro approfondimento sul cavallo a dondolo Roo


Cavallo a dondolo, AlvinT 

Questo Cavallo a dondolo fa parte della recente collezione Tropicália Modernity, disegnata da Alvin Tjitrowirjo per AlviunT.  Il cavallo a dondolo è in rattan ed è completamente fatti a mano. Un punto di incontro fra la tradizione del mobile intrecciato e la contemporaneità del design. (alvin-t.com)


Furia, Wiener GTV

Questo cavallino a dondolo si chiama Furia ed è stato disegnato dalle svedesi Front per Gebruder Thonet Vienna GmbH. Come nella miglior tradizione viennese, è stato realizzato in faggio curvato e laccato nero. La seduta e le orecchie sono in pelle colorata. (www.gebruederthonetvienna.com)


Googy, Wilsonic Design

Googy è un cavallino a dondolo imbottito e rivestito in tessuto o in pelo sintetico. Progettato e prodotto da Novak e Wilson Design, è disponibile in 2 dimensioni. Una per adulti e una per bambini… (googy.eu)

Guarda il nostro approfondimento sul cavallo a dondolo Googy


MiDonDoLo, Alessandra Scarfò

Questo cavallo a dondolo è  totalmente ad incastro e si monta senza l’utilizzo di chiodi e colla. Il modulo centrale determina la forma dell’animale e può essere cambiato facilmente con altre forme (acquistabili singolarmente). Oltre al cavallo, infatti sonbo0 disponibili anche un cammello, un ippopotamo e un cavalluccio marino. (www.alessandrascarfo.com)

Guarda il nostro approfondimento sul cavallo MiDonDoLo


I cavalli a dondolo dalle forme astratte


Giulia, R1920

Giulia è un cavallino a dondolo disegnato da Pininfarina per Riva 1920. È realizzato con un blocco unico di cedro, un legno molto profumato. Il ceppo viene scolpito a mano così da dare al cavallo a dondolo una forma dinamica. Infine viene arricchito con da un maniglione rivestito in pelle naturale che serve come appiglio per il bambino (www.riva1920.it).


YaWood, Argo4

YaWood è un progetto che reinterpreta il tradizionale cavallo a dondolo in legno di faggio curvato. YaWood può essere usato singolo oppure unito a un secondo cavallo per poter giocare in coppia. La connessione è possibile attraverso un semplice incastro. (www.argo4.studio)


Rocker, Richard Lampert

Quello disegnato da Doshi Levien per Richard Lampert è un cavallo a dondolo estremamente fantasioso. Probabilmente i pattini in rovere sono l’unico elemento che ricordano il classico gioco per bambini. Già, perché qui la struttura è diventata una forma astratta che ispira la fantasia del bambino. Così può immaginarsi a cavallo di qualsiasi animale… (www.richard-lampert.de)


Olga, Sirch

Olga è un cavallo a dondolo molto stilizzato e minimale proposto dall’azienda tedesca Sirch. Olga è realizzato con legno certificato. La struttura è in multistrato di betulla impiallacciato, mentre la sella è in tessuto palmato di alta qualità. (www.sirch.de)


Clop, Giorgetti

Clop è un cavallo a dondolo che diventa una sedia. O viceversa. Un complemento d’arredo flessibile e trasformista, dall’aspetto affusolato e dalle curve arrotondate, disegnato per Giorgetti da Dominic Siguang Ma & Feng Wei. La struttura è in multistrato di betulla e finitura naturale. (www.giorgettimilano.it)


Chewie, KENNETHCOBONPUE

Questo cavallo a dondolo fa parte della collezione Star Wars di KENNETHCOBONPUE, una linea di arredi e complementi ispirati alla saga stellare. Il designer filippino, celebre per i suoi eclettici arredi intrecciati, ha ispirato ogni oggetto della collezione Star Wars a un personaggio del film. Il cavallo a dondolo Chewie è un omaggio Chewbacca e il suo Bandolier. Il rivestimento è realizzato con strisce in microfibra (kennethcobonpue.com)


Rocking Horse, Henry&co

Rocking Horse è cavallo a dondolo autoprodotto e sostenibile realizzato dallo studio Henry&co. La struttura è realizzata con un materiale innovativo a base di canapa, senza formaldeide e derivati del petrolio. Rocking Horse si monta a incastr, senza necessità di colle o viti (www.henryandco.it).

Guarda il nostro approfondimento sul cavallo a dondolo sostenibile di Henry&co


Altri animali a dondolo


Dodo, Magis

Dodo è un simpatico uccello a dondolo disegnato da Oiva Toikka per Magis. Il suo becco curvo si ispira all’omonimo volatile oggi scomparso, al quale il designer finlandese ha voluto rendere omaggio. Dodo (www.magisdesign.com)


Rockingsheep, Povl Kjer

Un’icona del design nordico. Si tratta di Rockingsheep, la più bella e tenera pecora a dondolo della storia L’ha creata quasi 40 anni fa il designer danese Povl Kjer, come omaggio alla nascita della sua nipote. Esiste in due versioni: una normale e una in miniatura per i bambini più piccoli. (rockingsheep.com)

Guarda il nostro approfondimento sulla Rockingsheep di Povl Kjer


Coccodrillo, Plust

Un coccodrillo a dondolo? Certo! È quello disegnato da A.M. design office per Plust. Un dondolo dalle forme stilizzate che ricordano quelle del grande rettile. Realizzato in polietilene, Coccodrillo è disponibile in 2 dimensioni e in 7 colorazioni. (www.plust.it)

La bellezza leggera e dinamica delle sedie a 3 gambe.

Sedie a 3 gambe? Le sedie, per tradizione, hanno 4 gambe. Ma non sempre! La storia del design ci mostra come i più grandi maestri del design si siano spesso sbizzarriti a immaginare e a progettare tanti modelli di sedie con tre gambe. Parliamo di designer del calibro di  Ray & Charles Eames, Hans J. Wegner, Arne Jacobsen, Max Bill, Angelo Mangiarotti, Lina Bo Bardi, Philippe Stark e molto altri…

A differenza delle sorelle più classiche, le sedie a tre gambe si caratterizzano per una linea più snella, più leggera, e comunicano una forte sensazione di dinamismo. Ma non preoccupatevi… Sono stabili e sicure esattamente come tutte le altre.

LE PIÙ ICONICHE SEDIE A 3 GAMBE DELLA STORIA DEL DESIGN DAGLI ANNI ’40 AGLI ANNI ’80

Vediamo allora in questa nostra rassegna quali sono le più celebri e le più belle sedie a 3 gambe della storia del design. La nostra selezione parte da quei modelli progettati dai grandi maestri a partire dagli anni 40, fino ad arrivare ai modelli più recenti degli anni 80 del secolo scorso. A parte la prima sedia di Ray and Charles Eames, tutte le altre sono ancora in produzione dalle aziende citate. Le sedie sono presentate in ordine cronologico. Buona lettura!


THREE-LEGGED SIDE CHAIR, RAY AND CHARLES EAMES

La prima sedia a tre gambe della storia del design contemporaneo è probabilmente quella disegnata nel 1944 da Ray and Charles Eames. È stata progettata in diversi modelli: sia con la gamba singola davanti, sia con la gamba singola dietro. La sedia si caratterizza per la seduta e lo schienale realizzati con un sottile foglio di multistrato curvato. I designer si erano costruiti, nel loro laboratorio di Los Angeles, una pressa “fai da te” per modellare il legno e con questa quale facevano i loro primi esperimenti, tra cui le celebri Three-legged Chairs. Il prototipo che vedete qui sotto è esposto nella collezione permanente del Victoria and Albert Museum di Londra.


DREIBEINSTUHL (ULM CHAIR), WB FORM

Questa bellissima sedia a tre gambe è stata disegnata nel 1949 da Max Bill. L’architetto svizzero, che aveva studiato nel celebre Bauhaus con maestri del calibro di Paul Klee e Wassily Kandinsky, fu tra i fondatori della celebre Scuola di Ulm. La sedia Dreibeinstuhl (in tedesco semplicemente sedia con 3 gambe) è realizzata in multistrato di faggio naturale ed ha le gambe in faggio massello curvato. La sedia di max Bill è un perfetto incontro tra forma e funzione, design e semplicità

www.wbform.com


SE 42, WILDE & SPIETH

Progettata nel 1949 da Egon Eiermanns per Wilde & Spieth, la sedia a tre gambe SE 42 è composta da tre semplici elementi in multistrato curvato sui quali si montano il sedile e lo schienale. Per la realizzazione Eiersmann si rivolse ad una piccola falegnameria di Esslingen, in Germania, che poi si è trasformata nell’azienda che la produce ancora oggi. La SE 42 è realizzata in faggio ed è disponibile in finitura naturale o colorata, anche in versione bicolore. Il designer ha pensato di inserire sotto il sedile un sistema di ammortizzatori in gomma che rende sedia particolarmente comoda.

www.wilde-spieth.com


VALET CHAIR PP250, PP MØBLER

La Valet Chair fu progettata nel 1951 da Hans Wegner, come oggetto pratico per disporre gli abiti prima di andare a letto. Il sedile.si può sollevare e si trasforma nell’appendino per i pantaloni. In un vano ricavato sotto la seduta si possono essere riposti piccoli oggetti come chiavi, portafogli, occhiali etc. Le prime 10 Velet Chair furono ordinate dal de di Danimarca Frederik IX, che se ne innamorò a prima vista.

www.pp.dk


ANT CHAIR, FRITZ HANSEN

La Ant Chair, progettata dal designer e architetto danese Arne Jacobsen nel 1952 per Fritz Hansen, è un altro capolavoro minimalista del design scandinavo. La prima era stata progettata dal designer danese con solo tre gambe, per dare maggior spazio e maggior libertà di movimento alle gambe dell’utilizzatore. Solo successivamente nasce la versione più tradizionale a 4 gambe. Entrambi i modelli vengono realizzati ancora oggi.

fritzhansen.com

GUARDA IL NOSTRO ARTICOLO DI APPROFONDIMENTO SULLA ANT CHAIR


GUBI: NAGASAKI CHAIR

La Nagasaki Chair è stata disegnata nel 1954 dal francese Mathieu Matégot. Fu esposta nello stesso anno al Salon des Artistes Décorateurs di Parigi. La sedia ha una strutttura a tre gambe in tubolare mentre lo schienale è realizzato con un foglio metallico traforato e curvato. Il sedile imbottito, che riuprende la forma di una sella, è sostenuto da una staffa agganciata alle gambe. La Nagasaki Chair, prodotta ancora oggi da Gubi fa parte della collezione permanente del Vitra Design Museum.

www.gubi.com


CARL HANSEN & SØN, SHELL CHAIR CH07

Disegnata da Hans J. Wegner nel 1963, questa comoda sedia a tre gambe è oggi una delle più celebri icone del design scandinavo. Ma la sua storia non è iniziata con un successo. La Shell Chair infatti non venne molto apprezzata dal pubblico degli anni 60, forse per via del suo design giudicato eccessivamente minimale e azzardato. Ma quando Carl Hansen & Søn la rieditò nel 1998, la risposta del pubblico fu estremamente positiva. Realizzata in multistrato curvato, si caratterizza per la seduta a conchiglia (da qui il nome) e per l’azzardata gamba posteriore, un dettaglio strabiliante che la rende ancora attualissima.

www.carlhansen.com


HAY, J10T CHAIR

La sedia a tre gambe J107 Chair disegnata nel 1965 da Poul M. Volther per l’azienda danese HAY è un classico del design nordico. L’aspetto è decisamente vintage. La sua estrema semplicità e il design essenziale si unisce alla qualità dei materiali. La sedia, che ha la struttura in legno di faggio, è disponibile nelle finiture naturale o laccata in 5 colori.

hay.dk


TRE 3, AGAPECASA

TRE 3 è una storica seduta disegnata nel 1978 per Agapecasa da Angelo Mangiarotti . Si tratta di una sedia a tre gambe realizzata in legno e cuoio. L’unica gamba posteriore, più alta delle altre, sostiene un elemento in cuoio che forma la morbida seduta e lo schienale. La sedia TRE 3 ha la struttura in rovere massello naturale o scuro, mentre la seduta in cuoio può essere in color naturale oppure nero.

www.agapecasa.it


COSTES, DRIADE

Disegnata nel 1984 da Philippe Starcke per Driade, la poltroncina a 3 gambe Costes fu pensata per l’omonimo bar parigino, oggi purtroppo chiuso. Costes segna l’inizio della collaborazione tra il designer francese e il brand milanese. Una scocca il legno curvato è sostenuta da una struttura in tubolare metallico nero. Le finiture sono: mogano, mogano ebanizzato, rovere grigio, wengé rigato o bamboo. Qui sotto, i modelli in bambù e in mogano ebanizzato.

www.driade.com


GIRAFA CHAIR, DPOT

Girafa Chair è un’insolita sedia con 3 gambe è stata disegnata nel 1986 dalla grande designer italo-brasiliana Lina Bo Bardi insieme a Marcelo Suzuki. La semplicità delle linee ne fanno quasi un oggetto d’arredo per bambini. E infatti oltre alla sedia da pranzo i designer hanno progettato anche uno sgabello alto e una seggiola bassa per i più piccoli. La sedia è composta da una seduta tonda e dalle tre gambe in legno, una delle quali si allunga per trasformarsi in schienale e per poi chiudersi a T. Un segno minimale che però ne facilita la presa e il trasporto.

www.dpot.com.br


CHAIR PP58/3 PP MØBLER

La sedia PP58/3, la versione a tre gambe della più celebre PP58. L’ha disegnata Hans Wegner sempre per PP Møbler nel 1988, quando il designer danese aveva già 74 anni. A differenza del modello a 4 gambe, questa è impilabile. Si può scegliere la versione in betulla, in faggio, in rovere, oppure laccata in diversi colori.

www.pp.dk


LE PIÙ ICONICHE SEDIE A 3 GAMBE DI DESIGN CONTEMPORANEO

La tradizione di disegnare sedie con 3 gambe prosegue fino ai nostri giorni. Eco qui di seguito una selezione delle sedie più recenti che ci sono piaciute di più. In rigoroso ordine sparso!


COLE’, TRIA

La sedia Tria di Colé Tria si ispira alle forme impossibili dell’artista e incisore olandese Maurits Escher. La seduta si basa su un gioco di intersezioni che crea un effetto ottico insolito e dinamico. La sedia Tria con la sua seduta a corolla-può essere usata in due modi differenti. Sedendosi al centro, con un doppio schienale avvolgente, oppure di fianco. n questo caso lo schienale per chi la usa è singolo.

coleitalia.com


BAVARESK CHAIR, DANTE

Questa sedia a 3 gambe è stata disegnata da Christophe de la Fontaine per l’azienda tedesca Dante. Si chiama Bavaresk e si ispira ai tradizionali arredi bavaresi. La sedia è realizzata in legno di faggio ed è disponibile in legno laccato oppure rivestita in tessuto o in pelle. Lo schienale può essere ingentilito da un cuscino in tessuto, minimale come la sedia stessa.

www.dante.lu


LINE CHAIR, RILUC

È realizzata con un grosso tubo curvato la Line chair del brand portoghese Riluc. Disegnata dal franco-portoghese Toni Grilo, la Line Chair è realizzata in acciaio inox con una tecnica artigianale molto complessa. La sua forma dalle ampie curve la rende una vera icona pop. Line Chair è una sedia ma è al tempo stesso una scultura domestica. È disponibile nella versione acciaio lucido o placcata in titanio con effetto oro oppure rame.

riluc.com


FRAMA, TRIANGOLO CHAIR

Disegnata dall’olandese Per Holland Bastrup per Frama, la Triangolo chair si distingue per il suo sedile triangolare oltre che per le tre gambe e l’anello che funge da schienale. La Triangolo Chair è realizzata interamente in metallo ed è disponibile nella finitura acciaio chiaro oppure nera.

framacph.com


PORVENTURA, ICON

La sedia Icon dell’azienda portoghese Porventura ha un aspetto estremamente lineare. Disegnata da Miguel Soeiro, ha la struttura in legno in tre essenze: betulla nella finitura bianco opaco oppure faggio, e noce americano. La sedia Icon, disponibile anche nella più ampia versione a poltroncina, ha la gamba posteriore inclinata che sostiene lun elemento a ferro di cavallo che serve da schienale e braccioli.

www.porventura.pt


LINTELOO, MARK

La sedia Mark prodotta da Linteloo è stata progettata dal designer tedesco Sebastian Herkner. La sedia, che fa parte di una collezione che comprende anche un tavolo da pranzo, si caratterizza per I suoi tratti forti. La sua silhouette è decisamente grafica ed ha un carattere importante con la sua gamba posteriore così larga, volutamente sovradimensionata. based on the use of solid wood and strong shapes. La struttura in legno di betulla può essere in finitura naturale o colorata in varie tonalità.

linteloo.com


SANDLER MUDLER, PYTHAGORAS CHAIR

Ha un aspetto vagamente “futurista” questa sedia a tre gambe disegnata da Sander Mulder. Si chiama Pythagoras chair ed ha seduta e schienale in alluminio verniciato a polvere. La sedia è disponibile con le gambe in rovere chiaro oppure in alluminio (in questo caso, è anche adatta all’outdoor). Questa particolare sedia arriva in un pacco piatto composto da solo 5 elementi, facilmente assimilabili. Esiste anche una versione a 4 gambe.

www.sandermulder.com


SPADE CHAIR, PLEASE WAIT TO BE ASEATED

Spade chair, disegnata da Faye Toogood per il brand danese Please Wait To Be Seated, è una sedia dal design ridotto all’essenziale. La sedia è realizzata in legno di frassino. Lo schienale cilindrico che termina con una forma a T, ricorda l’impugnatura delle spade per bambini. Proprio per questa sua forma, lo schienale può essere utilizzato anche come un pratico portaoggetti.

pleasewaittobeseated.dk


PENSANDO AD ACAPULCO, DE CASTELLI

Pensando ad Acapulco è un omaggio dichiarato all’iconica Acapulco Chair degli anni ’50. Firmata da Ivdesign per De Castelli, la sedia Pensando ad Acapulco. La desia è composta da una struttura a tre gambe in ferro che sorregge la seduta conica, composta da 3 spicchi che possono essere in rame, in acciaio o in ottone lucido.


PETIT CHAIR, DE LA ESPADA

Chiudiamo la rassegna con una novità appena lanciata sul mercato. La piccola Petit Chair disegnata da Neri & Hu per De La Espada.

Petit chair è una sedia da pranzo con la struttura in legno massello e il sedile imbottito, rivestito in pelle o in tessuto. Questa sedia a tre gambe è stata appositamente progettata da Neri & Hu per il ristorante Papi di Parigi. L’obiettivo dei designer era di creare una sedia pratica, leggera e che occupasse poco spazio. Ovviamente è disponibile anche una versione a 4 gambe…
La sedia è disponibile in diverse essenze di legno: noce nero americano, rovere bianco americano o, frassino europeo. Il legno può essere naturale o tinto (delaespada.com).

Gli specchi da tavolo di design sono un oggetto fra memoria e contemporaneità. Ecco la nostra selezione.

Belli da guardare e perfetti per guardarsi. Oggi parliamo degli specchi da tavolo di design. Un accessorio simbolo di vanità, tradizionalmente usato per impreziosire un angolo della camera da letto e accompagnarci nella nostra beauty routine. Ma anche un oggetto carico di magia che ha ispirato tanti designer nel corso degli anni.

Qualche idea? Detto fatto. Abbiamo raccolto per voi 18 specchi da tavolo di design. Fra proposte minimal e specchi dal sapore rétro, grandi brand e designer indipendenti.

Ecco la nostra selezione.


GUARDA ANCHE I NOSTRI ARTICOLI SUI
MOBILI DA TOELETTA E SUGLI SPECCHI DA TERRA


 

Nimbus Table Mirror, Menu

“Un piccolo amico che ti aiuta quando hai bisogno”. Così Krøyer-Sætter-Lassen racconta Nimbus, il suo specchio da tavolo per Menu.
Il progetto parte da una riflessione: come una cornice può circondare un quadro, senza distogliere l’attenzione dalla bellezza dell’opera. Il risultato è una cornice curvain ottone lucido o brunito, dall’eleganza discreta. Per aggiungere un accento prezioso lasciando, però, lo specchio protagonista. (menuspace.com)


Half Moon Mirror, Kristina Dam

Scultura o specchio da toeletta? È Half Moon Mirror di Kristina Dam Studio. Una mezza luna dal design minimale che può portare una nota di romanticismo in qualsiasi ambiente.
Half Moon Mirror è proposto con base in marmo bianco o in legno di quercia. Lo specchio è disponibile nella versione standard o anticata, a seconda che si voglia dare priorità all’aspetto funzionale o a quello decorativo. (kristinadam.dk)


Nur Mirror, Zanat

Ricorda un piccolo totem tribale lo specchio da tavolo Nur Mirrordisegnato da Monica Förster per Zanat. Lo specchio sagomato ha un’impugnatura in legno di acero nero. Una volta utilizzato, lo specchio si può riporre sul tavolo, infilando il manico in una base d’appoggio dalla forma conica, intagliata a mano in diverse decorazioni. (www.zanat.org)

 


Reflecting Marble, Soda Designers

Si chiama Reflecting Marble l’elegante specchio da tavolo di Soda Designers.
A comporre il progetto due lastre di marmo incastrate l’una nell’altra, come fossero le carte di un mazzo. Un gioco di incastri reso possibile dallo spessore ridotto del materiale. Su ognuna delle due lastre di marmo è applicato uno specchio. Posizionando le due superfici a specchio a un’angolazione di 90°, si ottiene un’area di riflesso praticamente infinita. (www.soda.at)


IO, Gejst

Un giroscopio. È questo dispositivo fisico impiegato per navigare nei satelliti e nei sottomarini ad aver ispirato IO, lo specchio da tavolo disegnato da Michael Rem per Gejst. Il risultato è uno specchio dal design puro ed essenziale che può essere utilizzato anche come semplice elemento di decorazione.
IO è disponibile in 2 colori: nero e rosa (il rosa solo come specchio per il trucco). La versione per il trucco è dotata di lente d’ingrandimento. (gejst.com)


Muse Table Mirror, Woud

Un po’ specchio, un po’ portagioielli. Muse, il progetto firmato da Laurene Bourgeron per Woud, è uno specchio da tavolo che combina diverse funzioni.
La base circolare può accogliere accessori per il trucco e piccoli oggetti. La struttura permette di riporre i gioielli. Lo specchio circolare fa il paio con la base di Muse, creando un equilibrio armonico.
Un oggetto funzionale, ma anche un complemento decorativo dal deciso segno grafico. (woud.dk)


Flip, Normann Copenhagen

Parlando di specchi da tavolo di design, è d’obbligo citare Flip di Normann Copenhagen. Lo specchio, disegnato da Javier Moreno, si ispira al tradizionale tavolo da toeletta. Come un tavolo per il trucco, Flip unisce due funzioni in una: specchio e spazio contenitivo. Invece dei cassetti, nello specchio di Normann Copenhagen c’è un piccolo vassoio a ospitare i gioielli e il necessario per il make up.
Flip è in metallo laccato, disponibile in diverse finiture e colori. Lo specchio può essere ruotato verso l’alto, verso il basso o di 360 gradi(www.normann-copenhagen.com)


Slide, Fritz Hansen

Un altro specchio da tavolo dal design minimale, con portaoggetti integrato. Si chiama Slide ed è firmato dalla designer giapponese Karin Nakamura per la collezione accessori di Fritz Hansen
Questo piccolo specchio da toilette è nato dalla collaborazione tra il Central St. Martens College of Art & Design e Fritz Hansen, dove ha studiato la Nakamura. La designer racconta di essere stata influenzata, nella progettazione dello specchio, dall’approccio minimalista tipico della cultura giapponese. (fritzhansen.com)

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Sophie, Salvatori

L’eleganza del marmo trova piena espressione in Sophie, lo specchio da tavolo di Salvatori. Il marmo Bianco di Carrara compone, infatti, la cornice dello specchio e la base a forma di cono su cui poggia.
Il design minimale rende lo specchio Sophie adatto per diversi ambienti: dal bagno alla camera da letto, fino al living. (www.salvatori.it)


Flow Table, Ginger&Jagger

Lungo le rive di un fiume, i rami degli alberi catturano gli oggetti che scorrono nell’acqua. Lo specchio da tavolo Flow di Ginger&Jagger racconta questo dialogo fra alberi, acqua e terra. Il ramo qui è però in fusione di ottone e funge da base per la cornice in marmo Nero Marquina che sostiene lo specchio circolare.
Flow è lavorato interamente a mano a Porto. (www.gingerandjagger.com)


Mirror Mirror, Maria Bruun

Specchio specchio delle mie brame… Riprende la celebre frase della perfida regina di Biancaneve Mirror Mirror, la collezione disegnata da Maria Bruun. Una serie di specchi angolari pensata per inserirsi in ogni angolo della casa e per raccontare storie da diversi punti di vista. Perché se uno specchio di norma racconta solo un lato della storia, Mirror Mirror riflette la realtà in modo sfaccettato.
Un progetto tra funzionalità e magia. (mariabruun.com)


Apollo, Pulpo

Sembra una roccia lunare la base di Apollo, lo specchio da tavolo disegnato da Studio Furthermore per Pulpo. In realtà, si tratta di alluminio pressofuso grezzo. Un progetto dalle forme semplici, che punta tutto sui materiali e sui loro contrasti.
Gli specchi da toeletta Apollo sono proposti in due misure. A voi la scelta. (pulpoproducts.com)


Culti domestici, Stella Orlandino

Una specchiera da toeletta pensata come una piccola architettura domestica. È Culti domestici, lo specchio da tavolo firmato dalla designer Stella Orlandino.
Con le sue colonne in marmo di Carrara e il chiaroscuro delle scanalature lo specchio è, infatti, un chiaro omaggio alle architetture classiche.
Un ritorno alle forme pure. Un oggetto dal fascino senza tempo. (stellaorlandino.com)


Table Mirror, Fritz Hansen

Una sottile struttura in metallo verniciato e un ripiano in marmo. Progettata negli anni ’50 da Paul McCobb, questa specchiera da tavolo di Fritz Hansen sembra essere un oggetto dei giorni nostri. Merito del suo design senza tempo.
Una specchiera di design piena di fascino, ma anche un complemento d’arredo estremamente funzionale. Lo specchio può essere, infatti, ruotato di 360 gradi. (fritzhansen.com)


Cyclope, Moustache

Dichiara il suo carattere nel nome Cyclope, lo specchio da tavolo di Moustache. Il progetto firmato da Ionna Vautrin richiama infatti nella forma i Ciclopi, i giganti con un occhio solo della mitologia.
Con la sua superficie di forma convessa, lo specchio riflette lo spazio deformandolo. Un effetto che dà la sensazione che qualcuno ci osservi dall’altra parte.
Il “ciclope” poggia su una base conica in ceramica simile a un piedistallo. (www.moustache.fr)


Poudré Collection, Atelier Macramé

Uno specchio che nasce dai “cassetti dei ricordi dell’infanzia”. È Poudré, la linea di specchi di Atelier Macramé, il progetto di design autoprodotto creato da Laura Calligari.
Il cuore di Poudré è nel pattern geometrico sul retro. Un disegno realizzato con la scagliola, un’antica tecnica di intarsio che riproduce la resa visiva del marmo e delle pietre dure attraverso una mescolanza di gesso, colle naturali e pigmenti colorati. (www.ateliermacrame.it)

LEGGI IL NOSTRO APPROFONDIMENTO SULLA COLLEZIONE POUDRÈ 


Melt, Bower Studios

Due lastre in marmo verde Guatemala che tengono fermo uno specchio bifacciale. Ecco raccontato in breve Melt, lo specchio da tavolo progettato dallo studio newyorkese Bower Studios.
Lo specchio, prodotto in Portogallo, è stato lanciato sul sito di Bower Studios ed è disponibile dal marzo 2021.
La collezione Melt comprende anche uno specchio a parete. (bower-studios.com)


Erat, Lucie Kaas

La tradizione italiana incontra il design scandinavo in Erat, lo specchio da appoggio disegnato da Alberto Bellamoli per il brand danese Lucie Kaas.
A caratterizzare lo specchio è la base in terrazzo, un “materiale” amato da Alberto Bellamoli soprattutto per le sue origini povere. Il terrazzo veneziano è infatti un pavimento nato dagli scarti, realizzato con frammenti di pietre naturali e marmi colorati di varie dimensioni, tenuti insieme dal cemento. (luciekaas.com)

specchi da tavolo di design

GUARDA IL NOSTRO ARTICOLO SULLE SPECCHIERE DA TERRA E SUGLI SPECCHI DA PARETE


Sedie outdoor di design? Ecco la nostra selezione. Per accompagnare con eleganza le vostre cene en plein air.

Avere un terrazzo o un giardino dove poter lavorare, leggere, mangiare, ritrovarsi con le persone care. È questo il vero lusso oggi. In un anno che ci ha costretto a trascorrere tantissimo tempo in casa, contare su uno spazio outdoor può fare davvero la differenza per il nostro benessere.

Per questo i confini tra indoor e outdoor sono diventati ancora più fluidi (il trend era in atto già da qualche anno). E per questo le aziende propongono soluzioni di arredo per l’esterno non solo funzionali e pratiche, ma anche belle da vedere. Così belle da poter essere utilizzate anche per il salotto di casa.

Dalle sedie ai tavoli da pranzo, dai divani ai tappeti, fino alle cucine sono tantissime le proposte per arredare con stile gli ambienti outdoor. Qualche idea? Detto fatto. Per cominciare, parleremo di sedie outdoor. Nelle prossime settimane ci saranno, però, tanti altri approfondimenti dedicati agli arredi per esterni. Rimanete sintonizzati!


Le sedie outdoor di design


Beetle, GUBI

Apriamo la nostra rassegna sulle sedie outdoor di design con una novità 2021: Beetle di GUBI.
Sì, la celebre sedia da pranzo disegnata nel 2013 da GamFratesi è stata reinterpretata anche per un uso outdoor. Speciali additivi nella scocca in polipropilene stampato rendono il colore resistente agli agenti atmosferici. La sua leggerezza permette di spostarla con facilità dal terrazzo al salotto di casa, abbattendo i confini tra spazi interni ed esterni. (www.gubi.com)


Rafael, Ethimo

Nata come collezione di arredi lounge, Rafael di Ethimo si arricchisce con un set per la zona pranzo. I tavoli e le poltroncine dining confermano l’anima eclettica e il comfort della linea lounge.
La poltroncina Rafael è costituita da una struttura in teak, con seduta e schienale in corda intrecciata. I supporti in plastica Grey della struttura sono un dettaglio funzionale e decorativo allo stesso tempo. Il progetto è firmato da Paola Navone(www.ethimo.com)


EXI, Unopiù

Le tradizionali sedie in legno e paglia intrecciata reinterpretate con la leggerezza dell’alluminio. Parliamo di EXI, la nuova linea outdoor 2021 di Unopiù. Una collezione moderna e versatile, composta da elementi facilmente pieghevoli.
Il nome EXI richiama la forma a X data dall’incrocio delle gambe laterali e la parola EXIT (uscita), con riferimento all’anima outdoor di Unopiù.
EXI è disponibile in sei colori: bianco, grafite, giallo senape, rosso, viola, blu. La collezione comprende anche tavoli, panche, sgabelli e tavolini da bar. (www.unopiu.it)

 


TELAR, Paola Lenti

Con TELAR Paola Lenti prosegue la sua ricerca sull’intreccio e sul suo rapporto con il colore. La sedia, disegnata da Lina Obregón, è costituita da un telaio in acciaio verniciato lucido e un rivestimento in fibra sintetica, intrecciato a mano con cinghie elastiche di diverse dimensioni.
TELAR è disponibile con e senza braccioli. La collezione comprende anche poltrone, chaise loungue e pouf. (www.paolalenti.it)


Ocean, Mater

Progettata da Nanna e Jorgen Ditzel nel 1955, Ocean è riproposta nel 2021 da Mater in una chiave sostenibile. La collezione nasce infatti dal riciclo di reti da pesca e plastica rigida.
A comporre le sedie un telaio in metallo verniciato e una struttura leggera con doghe ripetute.
La collezione Ocean comprende anche una panca e un tavolo. (materdesign.com)


Push, Myyour

Elegante e minimale. È Push, la sedia outdoor proposta da MYYOUR.
Push è composta da una sinuosa struttura in alluminio e da una seduta in textilene. Lo schienale è disponibile in due versioni: vuoto o con tessuto SUNBRELLA. Per rendere la seduta ancora più confortevole, si può aggiungere anche un cuscino imbottito impermeabile ma traspirante.
Push è impilabile, garantendo il minimo ingombro di spazio. (myyour.eu)


Ming, Stellar Works

Ming è la sedia outdoor firmata da Neri&Hu per Stellar Works. Un progetto in cui le storiche arti decorative cinesi incontrano la funzionalità degli arredi per esterno occidentali.
La sedia Ming è realizzata in alluminio, è molto leggera e facilmente impilabile.
La collezione comprende anche un tavolo da pranzo e un tavolino da caffè. (www.stellarworks.com)


Mali, Potocco

“Ho pensato di creare un prodotto outdoor che non fosse solo bello, ma che si integrasse alla perfezione in un contesto naturale, come avviene nelle culture orientali”.
Così Federica Biasi racconta Mali, la sedia da giardino per Potocco disegnata nel 2019. Una seduta semplice, dove tutto ciò che conta è la materia: il legno iroko dall’aspetto non finito della struttura e l’intreccio in cotone dello schienale. (potocco.it)


IDA, Lapalma

Il tubolare di alluminio piegato come fosse un nastro di seta. Possiamo riassumere così IDA, l’avvolgente sedia da esterno progettata da Anderssen & Voll per Lapalma.
IDA reinterpreta la classica seduta da caffè. Il legno curvato e la paglia di Vienna lasciano, però, il posto al metallo per la struttura e a una confortevole maglia in 3D per lo schienale.
Una sedia da giardino pratica, ma elegante con cui aggiungere una nota di stile al nostro rifugio outdoor. (www.lapalma.it)


Re-Wood, EMU

Re-Wood è la collezione firmata da Menghello Paolelli Associati per EMU.
Il cuore del progetto è nella scocca in fibra di bambù che, attraverso un’inedita lavorazione, viene modellata per creare seduta e schienale. Il risultato è una sorta di tessuto ligneo, dalla forma accogliente, che può accogliere morbidi cuscini.
Re-Wood rappresenta un’importante innovazione nel settore del design outdoor. È infatti la prima volta che viene adottata questa tecnologia per realizzare arredi da esterno. (www.emu.it)


Genoa, Trabà

La collezione di sedute Genoa, disegnata da Cesare Ehr per Trabà, si è arricchita nel 2019 con la versione outdoor. Elemento distintivo è lo schienale “one line”, ottenuto dalla curvatura di un unico tubo in metallo che, con la sua linea sinuosa, si estende fino ai braccioli.
La versione outdoor di Genoa è realizzata con scocca in poliuretano integrale, verniciato in massa e in stampo, ed è disponibile anche con uno schienale intrecciato in corda colorata. (traba.it)


Maia, Kettal

Una perfetta sintesi tra passato e presente. È questo il tratto che caratterizza Maia, la sedia outdoor progettata da Patricia Urquiola per Kettal. Se infatti l’intreccio parla la lingua della tradizione artigianale spagnola, i pattern sono contemporanei. Così come lo sono i materiali utilizzati: l’alluminio per la struttura, gli innovativi tessuti in porotex e ciniglia per i rivestimenti. (www.kettal.com)


Tribeca, Pedrali

Tribeca, il progetto di Simone Mandelli e Antonio Pagliarulo per Pedrali, è una rilettura moderna delle sedie da giardino in acciaio e materiale intrecciato degli anni ’60. Un’icona che qui si veste con un materiale plastico, resistente ma leggero, e con una palette ispirata ai colori del Mediterraneo.
Una seduta da esterno perfetta per dare brio alle nostre sere d’estate. (www.pedrali.it)


Moyo, Chairs & More

Moyo, la sedia outdoor lanciata qualche anno fa da Chairs & More, nel 2019 è stata affiancata da una nuova versione con schienale intrecciato a ventaglio, realizzato con la corda nautica. Un materiale ideale per gli esterni perché caratterizzato da robustezza, duttilità e lunga durata.
Sia la struttura in metallo sia l’intreccio in corda nautica sono disponibili in diversi colori. (chairsandmore.it)


Trill, Nardi

Trill di Raffaello Galiotto per Nardi è una linea di sedie e sgabelli outdoor essenziale e versatile, realizzata in resina fiberglass.
Prodotte interamente in Italia, queste sedute da esterno sono leggere, resistenti agli agenti atmosferici e riciclabili al 100%. Oltre a essere disponibili in una ricca tavolozza di colori che abbraccia anche tonalità vivaci, come il giallo senape e l’ottanio. (www.nardioutdoor.com)


AIIR, Dedon

“Volevamo disegnare una sedia da esterno che fosse in grado di trascendere la barriera della ‘finestra’ e si potesse spostare anche all’interno”.
Così i GamFratesi raccontano AIIR, la collezione che il duo italo-danese ha firmato per Dedon. Ed effettivamente AIIR, primo progetto di Dedon a introdurre sedili stampati a iniezione, è una sedia da esterno così leggera da poter essere spostata facilmente da un ambiente all’altro.
AIIR è disponibile nella versione con e senza braccioli, con gambe in teak affusolate e cuscini per seduta e schienale opzionali.
La palette di colori riflette le influenze italiane e nordiche dei due designer. (www.dedon.de)


Regista, Tribù

L’iconica poltrona da regista abbandona il suo classico outfit in tessuto, vestendosi con un più sofisticato intreccio. Chiudiamo la nostra rassegna sulle sedie outdoor di design con Regista, la sedia da giardino disegnata da Monica Armani per Tribù.
Regista coniuga un design classico con l’uso di materiali innovativi. I braccioli e lo schienale intrecciato sono realizzati in Tricord, un materiale resistente alle intemperie che sembra una corda. La seduta è in acrilico Sunbrella per il 50% riciclato, un tessuto impermeabile usato nelle barche. (www.tribu.com)


ALTRI ARREDI OUTDOOR DI DESIGN? GUARDA LA NOSTRA SELEZIONE DI DIVANI E POLTRONE DA GIARDINO.

Compatti e versatili, gli scrittoi di design sono la soluzione ideale per creare un angolo di lavoro in casa. Ecco la nostra selezione.


Lavori in smart working? Ti piacerebbe avere in casa una piccola scrivania dove poter navigare sul web, mandare mail o prendere qualche appunto? La soluzione potrebbe essere uno scrittoio di design. Un elemento d’arredo compatto e versatile che può inserirsi in qualunque angolo della casa.


Come nasce lo scrittoio?

Lo scrittoio (chiamato anche secrétaire in francese e writing desk in inglese) ha attraversato indenne i secoli, riuscendo a rinnovarsi ogni volta in base alle mutate esigenze delle diverse epoche.

In origine gli scrittoi erano semplici tavoli da lavoro e si trovavano soprattutto nei monasteri e nelle dimore nobiliari, dove abbellivano le camere o le biblioteche dei monaci e dei signori che si dedicavano allo studio e alla scrittura. Poi l’uso di questo complemento d’arredo si è allargato alle abitazioni della classe media. Ogni casa borghese ne possedeva uno, anche perché all’epoca l’unico modo per comunicare era la scrittura. E, con il passare del tempo, gli scrittoi si sono arricchiti con un piano inclinato, mensole e cassetti dove riporre carta, penna e calamaio oppure custodire libri e oggetti preziosi.


Solo agli inizi del ‘900, prima con l’Art Déco e poi con il Movimento Moderno, i secrétaire iniziano a ridurre le proprie dimensioni, per adattarsi alle metrature più contenute delle case moderne, e vengono alleggeriti nelle forme e nei materiali. Il loro aspetto diventa simile a quello degli scrittoi attuali.


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Gli scrittoi oggi

Lo scrittoio è, insomma, un arredo camaleontico, che è stato interpretato da numerosi designer. Dall’iconico scrittoio disegnato da Marcel Breuer nel 1935 al celebre Home Desk firmato da George Nelson nel 1958; dallo Scrittarello di Achille Castiglioni ai più recenti progetti di giovani brand.

Per questo abbiamo pensato di dedicare un approfondimento agli scrittoi di design. Per arredare con stile il vostro angolo studio o il vostro spazio per lo smart working, qualunque siano i metri quadri a vostra disposizione.


Come abbiamo fatto la selezione

La nostra selezione si divide in tre parti:

  1. Gli scrittoi di design contemporanei, per chi ama uno stile pulito e minimale.
  2. Gli scrittoi di design classici, per chi preferisce uno stile più decorativo, magari ispirato ai modelli del passato.
  3. Gli scrittoi di design salvaspazio, per chi vive in case piccole e deve organizzare un angolo per il lavoro smart.

 


I MIGLIORI SCRITTOI DI DESIGN CONTEMPORANEI


EDU, Vitra

Lo scrittoio EDU (Eames Desk Unit) è stato progettato da Charles e Ray Eames nel 1949, secondo i principi della produzione industriale. I designer svilupparono un sistema innovativo di mensole e scrivanie autoportanti e multifunzionali simili a quelli disegnati per la loro abitazione, la Eames House. Le linee sono essenziali. Una leggera struttura in metallo nero, ripiani in betulla naturale e pochi pannelli in alluminio colorato che fungono da protezione, creando due vani a giorno per disporre gli oggetti. La scrivania è regolabile in altezza per adattarsi a pavimenti irregolari. Lo scrittoio EDU è prodotto da Vitra. (www.vitra.com)


Tucano, Zanotta

Tucano è lo scrittoio disegnato da Monica Förster per Zanotta. Uno scrittoio essenziale ed elegante che rivela una grande attenzione per i dettagli. La struttura è in tubolare di acciaio piegato, verniciato nero opaco. Il piano è in cuoio, realizzato in un unico pezzo che si adagia e si adatta alla struttura, lasciandone scoperte alcune parti. L’invecchiamento del cuoio regalerà nel tempo alla superficie una patina caratteristica. (www.zanotta.it)


Era Scrittoio, Living Divani

Lo scrittoio Era porta la firma del giovane designer spagnolo David Lopez Quincoces. Si tratta di un arricchimento dell’omonima famiglia di complementi d’arredo di Living Divani. La struttura, esile e slanciata, è in tubolare d’acciaio in finitura “canna di fucile”, con piedini a contrasto in ottone. Il piano è impiallacciato in essenza. I fianchi e il frontale del cassetto sono colorati. (livingdivani.it)


62 Desk, Gubi

Progettato nel 1952 da Greta M. Grossman, lo scrittoio Desk 62 di Gubi è un vero capolavoro di design e funzionalità. Un progetto assolutamente innovativo per l’epoca. Con la sua struttura asimmetrica e le gambe esili, questa piccola scrivania sembra sfidare le leggi della gravità.

La sua forma è enfatizzata dall’abbinamento di colori e materiali. La struttura dello scrittoio è in noce americano naturale. Il piano di lavoro e l’anta che nasconde alla vista i cassetti sono in finitura nera lucida. Le gambe sottili in metallo poggiano su piedini sferici di legno, un tratto caratteristico della designer. (www.gubi.com)


Twain, Frag

Lo scrittoio di design Twain prodotto da Frag si ispira al funzionalismo dei primi del 900. Le sue linee sobrie e semplici ne fanno un complemento adatto a ogni stile, sia classico che contemporaneo.

Twain ha una struttura in acciaio brunito, con gambe arrotondate alla base. Il doppio ripiano, uno più grande per il lavoro e uno più piccolo per gli oggetti, è rivestito in pelle. Fra i due piani, una zona funzionale. Twain è un secretaire perfetto per l’home working. Il design è di Gordon Guillaumier.


Home Desk, Vitra

Home Desk è un grande classico del design. Parliamo dello scrittoio disegnato da George Nelson nel 1958. All’inizio pensato come secrétaire per signore, oggi è utilizzato soprattutto come postazione di lavoro per la casa. A comporre il progetto un piano in laminato bianco, sezioni laterali in impiallacciato di noce, struttura in acciaio e i caratteristici scomparti colorati. Una vivace nota decorativa che offre un pratico spazio per la cancelleria. (vitra.com)


Bureaurama, Magis

Uno scrittoio ridotto alla sua essenza. Bureaurama, il progetto di Jerszy Seymour per Magis, è una piccola scrivania pratica, leggera e resistente.

Realizzata in alluminio verniciato a polvere, è disponibile con lo sgabello coordinato (stessa forma, ma ovviamente più piccolo) oppure nella versione con top arrotondato. (magisdesign.com)

 


Companions, De la Espada

Semplice ed elegante. È Companions, lo scrittoio disegnato per De la Espada dallo Studioilse, lo studio di progettazione fondato dalla grande designer inglese Ilse Crawford. Grazie alle sue dimensioni ridotte, si adatta facilmente a qualsiasi angolo della casa. Il piano superiore si apre a ribalta per lavorare e, a fine giornata, si chiude per nascondere documenti e laptop. Companions ha un contenitore in sughero per riporre cavi, caricatori e spine. La struttura può essere in noce nero americano, in rovere bianco americano o in frassino europeo, oppure laccata in diversi colori. (delaespada.com)


Calamo, Zanotta

Calamo è un piccolo scrittoio per uso domestico, disegnato da Gabriele Rosa per Zanotta. Le sue dimensioni ridotte (misura solo cm 45 x 130) e la sua linea minimale lo rendono adatto a qualsiasi spazio. Ha la struttura e il piano in acciaio verniciato in tre possibili finiture: bianco, nero o grafite. Il top è rivestito in cuoio pigmentato. Dello stesso materiale anche il vano portaoggetti, accessibile da un’anta che si apre a ribalta. (zanotta.it)


Slab, Tom Dixon

Lo scrittoio Slab, disegnato da Tom Dixon, si ispira ai banchi di scuola in legno di epoca vittoriana. Questa piccola scrivania, perfetta per lavorare a casa, è in rovere massello (naturale o scuro) e si caratterizza per i bordi arrotondati. Sul piano, proprio come nei vecchi banchi di scuola, c’è la classica scanalatura portapenne e il foro per il calamaio, che nel caso dello scrittoio Slab diventa un pratico foro passacavi. (tomdixon.net)


Collector, Porro

Collector di Porro è uno scrittoio dal deciso sapore vintage, che unisce purezza delle linee e funzionalità. Il progetto è costituito da un’esile struttura a vista, un ponte in metallo, che sorregge il top e due vani simmetrici a cassetti. Piano di lavoro, cassetti e contenitori sono tutti realizzati in una insolita essenza: il legno di melo. Il design è di GamFratesi. (porro.com)

 


Missive, Exto

Missive è uno scrittoio disegnato da Sam Baron per Exto. Una elegante scrivania da camera con il piano di lavoro in noce Canaletto naturale o tinto. Il top, scorrevole e rivestito in cuoio, nasconde un vano porta documenti attrezzato. La struttura è disponibile in tre finiture: ottone lucido, nichel o bronzo. Le gambe, a sezione quadrata, terminano con piedini cilindrici in ottone. (www.extoworld.it)


Secret, Bontempi Casa

Lo scrittoio Secret, disegnato da Roccadadria Design per Bontempi Casa, si ispira al design degli anni ’70. Una piccola scrivania dalle linee minimali, caratterizzata da un mix di materiali diversi: legno, metallo, marmo e cuoio. Particolare è il vano segreto che compare sollevando l’elemento in marmo. Lo scrittoio Secret è disponibile in diversi colori e finiture. (bontempi.it)


WW Desk, Hayche

WW Desk è uno scrittoio di design minimale e colorato, disegnato da Alejandro Villarreal per Hayche. Realizzato in massello di rovere europeo, WW Desk è perfetto per ogni ambiente domestico. Tra le finiture disponibili: la versione in rovere naturale, quella più elegante con il bordo e le gambe nere, o l’ironica combinazione di Studio Makgill, con bordo rosso, piano in rovere e gambe blu. Ciliegina sulla torta, un cassetto integrato nascosto, protetto da un meccanismo di chiusura a scatto. (hayche.com)

 


Scrittarello, DePadova

Un richiamo ai vecchi banchi di scuola. È Scrittarello, il progetto ideato nel 1996 da Achille Castiglioni per DePadova. Un arredo della memoria che si adatta molto bene alle attuali esigenze di lavoro da casa. Gli angoli sagomati del piano, le due mensole laterali e il poggiapiedi rispondono all’ergonomia e alla funzionalità d’uso. (depadova.com)


Pegasus Home Desk, ClassiCon

Pegasus Home Desk è un piccolo e ingegnoso scrittoio per l’home working disegnato da Tilla Goldberg per ClassiCon. Un arredo che unisce l’eleganza di un design minimale alla funzionalità di una vera scrivania da lavoro. Il top è realizzato in pelle ad alto spessore e può essere arrotolato per accedere a una serie di scomparti organizzati. Il luogo ideale per nascondere laptop, smartphone, cancelleria, prese, caricabatterie o altri accessori. Inoltre, Pegasus Home Desk ha anche un ampio cassetto. La struttura può essere in acciaio verniciato a polvere, cromato o rivestito in pelle con cuciture a contrasto. Il frontale può essere in acciaio inossidabile brunito o in massello di noce. Il top, infine, è in pelle rinforzata con cuciture a contrasto ed è realizzato con le tecniche artigianali delle sellerie. (www.classicon.com)


Sagyo Desk, Ariake

Lavoro. È questo il significato di sagyo in giapponese. Ed è questo il nome scelto per lo scrittoio di Ariake. Una scrivania compatta adatta per lo studio, il living o la camera da letto, che può trasformarsi in una pratica toeletta con l’aggiunta di uno specchio e di una mensola magnetica. Un arredo multifunzionale per accompagnarci nel lavoro, così come nella nostra beauty routine quotidiana. (ariakecollection.com)


Secretaire S 1200, Thonet

Secretaire S 1200 si ispira alla collezione dei mobili classici in tubolare d’acciaio di Thonet, progettati durante il Bauhaus. La sua inclinazione è studiata per consentire di alzarsi comodamente anche nel caso in cui il secretaire sia collocato in un corridoio o in una nicchia. Proposto in diverse varianti e con accessori opzionali (portapenne, portadocumenti, leggìo multifunzionale), S 1200 permette numerose personalizzazioni. (it.thonet.de)

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Clyde, Ligne Roset

Lo scrittoio Clyde è stato disegnato dallo studio francese Numéro111 per Ligne Roset.
Si ispira alle linee asciutte e geometriche degli anni ’50 ed è realizzato in acciaio ottonato o laccato nero. Il ripiano inferiore è in MDF impiallacciato in rovere nero, quello superiore è in grès ceramico effetto marmo nero lucido. (ligne-roset.com)


Shelter, Northern

Forme aerodinamiche per Shelter, lo scrittorio disegnato da Yonoh per il brand norvegese Northern. Il suo design è pulito ed essenziale. Il piano dello scrittoio, impiallacciato in rovere, è delimitato da un avvolgente schermo in acciaio traforato. Le gambe sono in acciaio. (northern.no)


Torta, Porventura

Lo scrittoio Torta ha una caratteristica che lo rende unico: le linee storte della sua struttura. Non preoccupatevi, però. Il piano di lavoro resta dritto! Una sfida al design convenzionale. Disponibile in rovere o in noce americano, il tavolo da lavoro Torta dispone di una serie di scomparti e di un cassettino. Progetto di Miguel Soeiro per Porventura. (porventura.pt)


Studio, Bene

Si chiama Studio questo scrittoio dal design minimale ma deciso. Fa parte di un sistema modulare, che permette di creare un ambiente di lavoro adatto sia all’ufficio tradizionale sia all’home office. Le gambe sono in tubolare metallico curvato. Lo scrittoio Studio ha un doppio piano che diventa anche un pratico contenitore per fogli, computer portatile e piccoli oggetti. Design, Thomas Feichtner. (bene.com)


Copenhague/CPH 190, HAY

Una struttura verticale pensata per sostenere agende e libri: è questo l’elemento che caratterizza Copenhague, la serie disegnata dai fratelli Bouroullec per il brand danese HAY. Grazie a questo elemento, la superficie rimanente può essere impiegata solo come spazio di lavoro, rendendo la scrivania più compatta e funzionale. Perfetta per arredare l’home office, Copenhague può essere utilizzata anche in ufficio. (hay.dk)


Tapparelle, Colé Italia

Tapparelle, la scrivania disegnata da Emmanuel Gallina per Colé Italia, ricorda i mobili da ufficio degli anni ’50. Lo scrittoio è accompagnato da un vano contenitore a chiusura scorrevole, che si ispira alle case degli scrittori della metà del secolo scorso. La collezione comprende anche diverse tipologie di mobili contenitori e un box da appendere alla parete. Disegnato nel 2012, nel 2019 Tapparelle si è arricchito di nuovi colori: rosso ciliegia, nero, giallo zafferano e verde salvia. (www.coleitalia.com)


Bridge Desk, Wewood

Bridge Desk è la scrivania firmata dal designer portoghese Christophe de Sousa per Wewood. Un omaggio a Porto, l’unica città europea con 6 ponti. Il cuore del progetto sono gli archi in metallo che “uniscono” le due gambe dello scrittoio (un riferimento alle strutture sui ponti di Porto). Bridge Desk è in legno di quercia o di noce ed è contraddistinta da linee arrotondate e levigate. Ha ottenuto la medaglia di bronzo per la categoria Interior Furniture dell’European Product Design Award. (wewood.eu)


Concierge, Wewood

Sempre del brand portoghese Wewood, lo scrittoio salvaspazio Concierge disegnato da Antonio Gardoni e Federico Castelli. Una struttura in metallo sorregge un corpo in rovere, con tre cassetti e uno scomparto in legno sagomato dove riporre la cancelleria.

Sul top, un oblò girevole dà l’accesso rapido a uno scomparto interno e può essere usato anche come passacavi. (wewood.eu)


Strata, Tonelli Design

Vetro. È questo il materiale scelto da Karim Rashid per Strata, lo scrittoio che il designer egiziano ha firmato nel 2009 per Tonelli Design. Una piccola scrivania in vetro trasparente, con schienale fumé, dotata di un comodo piano estraibile in legno laccato bianco. La sua leggerezza visiva rende Strata una presenza discreta, ideale per diversi ambienti. (tonellidesign.it)


Micke, Ikea

Micke è uno scrittoio per l’home office disegnato da Henrik Preutzper per Ikea. Semplice, funzionale e soprattutto molto economico, permette di tenere cavi e prese a portata di mano ma nascosti alla vista, grazie all’apposito foro passacavi inserito nel piano. Micke è disponibile in due colori (bianco e marrone-nero) e in due dimensioni. Quella più grande (nella foto qui sotto) può ospitare anche 2 persone. Tra gli accessori, una pratica cassettiera che si integra perfettamente sotto il top. Micke si può collocare anche al centro della stanza, poiché il pannello di fondo è rifinito. (Ikea.it)


925 Desk, Philipp Aussem

Concludiamo la rassegna sugli scrittoi di design contemporaneo con una scrivania flessibile che ha vinto un importante premio di design: Scrittoio 925 dello studente svedese Philipp Aussem. Un progetto che nel 2019 ha vinto il Northern Design Award, battendo oltre 400 progetti provenienti da tutto il mondo. Il design della 925 Desk parte da un dato oggettivo: l’home office è un modo di lavorare in costante crescita e sempre più apprezzato dalle persone. Per questo è diventato necessario poter passare rapidamente dalla modalità lavoro alla quotidianità domestica.

Per i giudici del Northern Design Award, lo scrittoio 925 è la perfetta combinazione di una scrivania per l’home office e un tavolo per il tempo libero. Il nome 925 si legge “Nine to Five”, dalle 9 alle 5. Quando la giornata inizia, alle 9, basta sollevare il meccanismo a molla per aprire lo spazio di lavoro. Alle 5, quando termina l’orario di lavoro, con un semplice movimento della mano si chiude la scrivania, lasciandosi il materiale di lavoro e lo stress alle spalle. Proprio come quando si chiude la porta dell’ufficio.

Scopri tutti i premi del Northern Design Award 2019


2. GLI SCRITTOI DAL DESIGN CLASSICO


Allegory Desk, Gebrüder Thonet Vienna

Paglia di Vienna e faggio curvato a vapore. I materiali iconici di Gebrüder Thonet Vienna sono interpretati con uno sguardo contemporaneo in Allegory, lo scrittoio firmato da GamFratesi. Il legno curvato costituisce la struttura della scrivania e incornicia l’ampio schermo rotondo in paglia di Vienna. Un elemento che da decorativo diventa funzionale, permettendo di agganciare al suo intreccio post-it e piccoli oggetti. (gebruederthonetvienna.com)


Golia, Borzalino

Sofisticato ma versatile. Parliamo di Golia, lo scrittoio disegnato da Andrea Andreatta per Borzalino. La struttura di Golia è in legno massello di rovere laccato, con dettagli in metallo. Il piano è in impiallacciato di rovere laccato. Il sottomano in pelle naturale. Un eclettico mix di materiali, dove sono i dettagli a fare la differenza. (www.borzalino.com)


Archè, Frigerio

Disegnato da Umberto Asnago per Frigerio, Archè writing desk unisce l’eleganza di un prodotto di qualità artigianale alla praticità di un arredo flessibile. La struttura è in legno massello. Il top è rivestito in cuoio, con cuciture a vista tono su tono, oppure in grès porcellanato effetto marmo. A rendere più pratico lo scrittoio un cassetto, un vano a giorno sul fronte e una mensola con scomparti porta oggetti. (frigeriosalotti.it)


Isaac, Promemoria

Isaac è lo scrittoio disegnato da Romeo Sozzi per Promemoria. Ha linee classiche ma minimali, ed è compatto e funzionale. Isaac ha la struttura e i 2 cassetti in legno, disponibili in diverse essenze. Gli accessori removibili, il rivestimento del top e l’interno dei cassetti sono in pelle. (www.promemoria.com)

 


Scribe, Alivar

Scribe è un secretaire disegnato da Giuseppe Bavuso per Alivar. Ha una struttura in legno massello in 2 possibili finiture: rovere verniciato o noce nazionale. Il top, rivestito in pelle, nasconde un vano portaoggetti. Può essere accessoriato con una piccola mensola portaoggetti e uno specchio. (alivar.it)


Relevè, Presotto

Una piccola scrivania domestica che si caratterizza per la linea divergente delle sue gambe. Non a caso, lo scrittoio Relevè di Presotto porta il nome di una figura della danza classica: il movimento in cui le ballerine si sollevano sulle punte dei piedi. La struttura può essere in tre essenze: noce Canaletto, rovere dark e rovere tabacco. Il piano è rivestito in pelle. (presotto.com)


Bellagio, Morelato

Struttura in legno di frassino e piano a ribalta in pelle, sotto cui si nasconde un pratico spazio contenitivo. È Bellagio, lo scrittoio disegnato da Libero Rutilo per Morelato. Un arredo funzionale ed elegante che si può adattare a qualsiasi ambiente e stile. Il rivestimento in pelle è proposto in diversi colori. Sceglietelo in una tonalità naturale per un look sofisticato, rosso per introdurre un tocco pop. (www.morelato.it)


Victor & Victoria, Dom Edizioni

Si chiamano Victor e Victoria, proprio come il/la protagonista dell’omonimo musical di Blake Edwards… In realtà, sono la versione maschile e femminile dello stesso scrittoio, disegnato da Kaki Kroener e proposto da Dom Edizioni.
Victor si ispira alle linee degli anni ’40. Essenziale ed elegante nelle forme, è realizzato in legno con finitura nera o ebano. Il top può essere rivestito in pelle. Dispone di tre cassetti con le maniglie in finitura avorio, come i puntali delle gambe.
Victoria è la versione femminile dello scrittoio Victor. Stesso design e stessa ispirazione anni ’40. Ma Victoria è un perfetto “bureau de dame”, da usare anche come mobile da toilette. In più, questo scrittoio ha un’alzatina con altri 2 cassetti e un vano a giorno per gli oggetti. (www.domedizioni.com) 


Il Leccio, Vitolupo

Il Leccio è uno scrittoio dalle linee classiche prodotto da Vitolupo. Ispirato ai vecchi secretaire di inizio Novecento, Il Leccio si caratterizza per le tre serrandine in legno massello che nascondono altrettanti vani attrezzati. Il piano per la scrittura, nella parte centrale, è estraibile. La scocca è rivestita in pelle e si accosta a parti in essenza pregiata. Le esili gambe terminano con puntali in ottone.


3. I MIGLIORI SCRITTOI DI DESIGN SALVASPAZIO


Fju, Living Divani

Fju, lo scrittoio ribaltabile disegnato da Kaschkasch per Living Divani, è un vero capolavoro di ottimizzazione dello spazio.

Bello e intelligente, con un semplice movimento si trasforma da scrittoio a espositore a parete per oggetti, libri o riviste. E, una volta finito di lavorare, si solleva il top e l’ingombro scompare. Fju è in rovere disponibile in due finiture: naturale e scuro. (livingdivani.it)

 


Creativo, Filippo Mambretti

Creativo è un mobile-scrittoio dal design minimale, nato nel 2020 per rispondere alla necessità di trovare in casa spazi per lo smart working e per la didattica a distanza. L’anta a ribalta, che ingloba anche una pratica luce a emissione diffusa, nasconde il piano di lavoro dopo l’uso. Nella parte bassa del mobile è stata inserita una seduta estraibile che incorpora una piccola libreria.

Disegnato da Filippo Mambretti per Zelo 21, Creativo è un vero complemento d’arredo smart. Lo apri, lo usi, lo chiudi e lo sposti da un ambiente all’altro, grazie alle rotelle a scomparsa alla base della scrivania e della seduta.
Creativo è realizzato in multistrato di betulla fenolico nella finitura nero mordente o naturale.

www.zelo21.com, www.filippomambretti.com


Rail Desk, Menu

Per progettare Rail Desk per Menu, il designer giapponese Keiji Ashizawa ha analizzato il modo in cui usiamo lo spazio e il modo in cui gli oggetti di design possono essere adattati per svolgere diverse funzioni. Rail Desk è uno scrittoio minimale, dal design pulito ed essenziale. Zen, potremmo dire. A comporre il progetto una staffa in acciaio e un piano in rovere, naturale o tinto. Punto. Rail desk nasce come scrittoio per piccoli spazi, ma può essere anche un piano d’appoggio o una mensola per esporre libri o oggetti. (menuspace.com)

 


Face a Face, Fermob

Disegnato qualche anno fa da Pascal Mourgue per Fermob, Face a Face è stato recentemente rivisitato in chiave “digital”. Il designer francese, che si era formato come ebanista presso la scuola di Boulle, lo aveva progettato ispirandosi ai secretaire in legno del 18° secolo.

Quando si finisce di lavorare, basta chiudere la ribaltina e tutto scompare in un ingombro di pochi centimetri. Lo scrittoio Face a Face è stato aggiornato per adattarlo al modo di lavorare contemporaneo. L’esterno è rimasto uguale. All’interno sono stati inseriti i dispositivi necessari per le connessioni elettriche e informatiche. Lo scrittoio è disponibile in nero, con gli accessori interni in tre colori: verde, rosso e giallo miele. (fermob.com)


U Desk, Lozi

Un po’ mensola, un po’ scrittoio. Parliamo di U Desk, un intelligente complemento d’arredo pensato dal brand londinese Lozi per lo smart working. Lo scrittoio U Desk, progettato appositamente per chi vive in abitazioni di piccole dimensioni, aiuta a massimizzare lo spazio creando in casa soluzioni intelligenti. U Desk fa parte di una collezione più ampia realizzata in compensato curvato. (lozidesigns.com)


Pill Writing Desk, Emko

Pill Writing Desk è uno scrittoio “sospeso”, discreto e funzionale, disegnato da Dalius Razauskas per Emko. Composto da un cerchio, è diviso in 3 sezioni chiuse da altrettante ante. L’anta superiore, ribaltandosi, si trasforma in una pratica scrivania circolare. Le due ante inferiori nascondono dei contenitori attrezzati, utili per celare alla vista gli accessori per il lavoro. Bill Writing Desk è disponibile in 4 colori. (emko.it)


Bureau, Casamania Horm

Bureau è uno scrittoio moderno e flessibile, disegnato da Esa Vesemanen per Casamania Horm. Un tavolino da lavoro e da scrittura ideale per le piccole abitazioni o per gli spazi polifunzionali. Una volta terminato il lavoro, Bureau si richiude su sé stesso, nascondendo al suo interno tutti gli strumenti di lavoro e lasciando la stanza in perfetto ordine. (horm.it)


Articolo, Maisons du Monde

Uno scrittoio salvaspazio, intelligente e diverso dagli altri. È ARTIC, una piccola scrivania ad angolo che arreda e ottimizza le zone meno sfruttate della casa: gli angoli. Per risparmiare spazio e crearsi un angolo di lavoro in casa discreto e poco ingombrante. Il top in MDF bianco presenta due cassetti e un vano a giorno. Le sue 3 gambe sono in rovere chiaro naturale. (www.maisonsdumonde.com)


XLIBRIS, Sibast Furniture

XLIBRIS è una mensola-scrittoio salvaspazio progettata dall’artista Kasper Eistrup per la storica azienda danese Sibast Furniture. Il suo stile essenziale e le dimensioni ridotte rendono la collezione adatta a ogni genere di abitazione. Nonostante la sua apparente semplicità, lo scrittoio XLIBRIS è ricco di piccoli dettagli artigianali e funzionali. Ad esempio, è assemblato senza viti a vista. Inoltre, ha una presa integrata nascosta che consente di ricaricare il laptop e lo smartphone o di collegare una lampada da tavolo. La collezione comprende anche una mensola che può essere abbinata allo scrittoio, per creare un angolo smart office attrezzato. (sibast-furniture.com)


ÉCRAN, Hetch Mobilier

Il pratico e multifunzionale scrittoio Écran del laboratorio artigianale Hetch Mobilier è un complemento di design perfetto per chi dispone di poco spazio in casa.
Écran si caratterizza per le linee tondeggianti e per lo specchio retroilluminato con luce a LED, che lo rende adatto anche a mobile toilette.
Pratico e ideale per creare in casa uno spazio di lavoro ridotto ma funzionale. Lo schienale in acciaio può essere utilizzato per fissare foto o fogli di lavoro con dei piccoli magneti.

Il piano di lavoro a ribalta è in rovere massello. Quando non serve più, il top si solleva con l’aiuto di cilindri idraulici e mette in mostra lo specchio retrostante e una pratica mensolina (hetchmobilier.shop/fr).


Desk 36e8, Lago

Disegnato da Daniele Lago, Desk 36e8 è un mobile contenitore compatto che, all’occorrenza, si trasforma in scrittoio. Grazie alla sue forme ridotte ed essenziali, può essere sistemato in salotto o nell’ingresso, nello studio o in camera da letto. Quando serve un piano di lavoro, basta aprire la ribaltina e Desk 36e8 si trasforma da madia in comoda scrivania.

Il nuovo Desk 36e8 è stato progettato per unire le esigenze dell’abitare a quelle del lavorare in casa e nasce dall’incontro con l’iconico modulo 36e8. Lo scrittoio a ribalta, quando è aperto, offre sufficiente spazio per lavorare. Una volta chiuso, nasconde alla vista computer, accessori e documenti vari. Uno scrittoio salvaspazio, pratico e richiudibile. L’interno integra un sistema di illuminazione a LED e le prese elettriche. Il Desk 36e8 è personalizzabile in tutti i colori LAGO. (www.lago.it)


SCOPRI ANCHE I DIVANI DI DESIGN PER I LAVORATORI NOMADI

Arredi e oggetti di design a forma di cuore? Dalla Heart Cone Chair di Verner Panton al divano dal “cuore spezzato” di Torpe, ecco la nostra selezione.

Simbolo per eccellenza dell’amore, il cuore conosciuto e riprodotto in opere d’arte, gioielli ed emoticon non ha nulla in comune con la massa di ventricoli, vene e muscoli del cuore anatomico. È invece composto da una forma semplice e stilizzata nata (pare) da un oggetto che di romantico aveva ben poco: le carte da gioco francesi, di cui i cuori rappresentano uno dei 4 semi.

Quali che siano le sue origini, oggi il cuore stilizzato è universalmente considerato il simbolo con cui esprimere l’amore in tutte le sue forme. Un simbolo che è stato reinterpretato anche nel design ora in chiave romantica ora con sguardo ironico, facendone il protagonista di tanti arredi e accessori. Dalla poltrona a forma di cuore disegnata da Verner Panton nel lontano 1958 alla lampada One From The Heart di Ingo Maurer, fino al divano dal “cuore spezzato” di Johannes Torpe per Moroso.

Ecco la nostra selezione.

Frido, Bross

Il tavolino di design più romantico del mondo è Frido, il coffee table di Bross firmato da Marco Zito. Un puzzle di design costituito da elementi geometrici in diverse finiture, che si possono scomporre e ricomporre dando vita a molteplici configurazioni. Fra le versioni proposte, il tavolino a forma di cuore, il cui top nasce dall’unione di due tasselli rettangolari e due a semicerchio. Un design originale e sostenibile. I tasselli che compongono il piano derivano infatti dagli scarti di lavorazione (gli “sfridi” per l’appunto). (www.bross-italy.com)


My Little Valentine, Seletti

La lampada da tavolo My Little Valentine di Seletti fa parte della collezione My Little di Marcantonio, dedicata al mondo del cinema. La lampada rappresenta sotto teca una tipica scena romantica: due cuori, un lampioncino Art Noveau e una panchina. Il momento perfetto dove si può fare tutto o niente, ma comunque stare insieme alla persona amata. Per sentirsi come i due teneri innamorati di Peynet. (www.seletti.it)


Love, Slide

Love è la lampada a forma di cuore disegnata da Stefano Giovannoni per Slide. Una lampada da tavolo sognante con un design semplice e immediatamente riconoscibile. Love è realizzata in polietilene ed è proposta in due colori: bianco, per un’atmosfera soft, e rosso per una luce più calda. Un complemento d’arredo capace di accendere la casa di passione non solo il giorno di San Valentino, ma tutto l’anno. (slidedesign.it)


Love Heart, Vitra

Love Heart è un vassoio della collezione Classic Trays di Vitra, il progetto nato dal ricco repertorio di motivi figurativi creati dal grande architetto e designer americano Alexander Girard. È uno dei disegni più iconici di Girard ed è stato utilizzato anche in altri prodotti Vitra, come tazze, cuscini e biglietti di auguri. Il vassoio è in legno multistrato laminato ed è disponibile in tre misure. Per una colazione all’insegna dell’amore per il design. (www.vitra.com)


Heart Cone Chair, Vitra

Progettata nel 1958 dal grande designer danese Verner Panton, Heart Cone Chair è stata una poltrona davvero rivoluzionaria. Il colore rosso fuoco e le sue forme scultoree rappresentano, infatti, una netta rottura con il rigore formale e i materiali naturali del design scandinavo degli anni ’40 e ’50. Una vera antesignana dell’arredamento pop anni ’60. Heart Cone Chair è proposta da Vitra anche in una versione in miniatura da collezione. (www.vitra.com)


To e You, Alessi

Una mug a forma di cuore. È To, la tazza firmata da Miriam Mirri per Alessi. Un progetto speciale fin dal packaging, pensato dalla designer con una fascia esterna su cui è possibile scrivere una dedica. La Mug può essere accompagnata dal Cuocitè You, disegnato dalla stessa Miriam Mirri, sempre con la forma a cuore. Le linee coniche e allungate dell’infusore agevolano il riempimento e lo svuotamento del contenuto, e lo rendono adatto per qualsiasi mug. (www.alessi.com)


Soft Heart, Moroso

Una poltrona di design a forma di cuore. Una ricerca sui materiali e sui processi produttivi. Parliamo di Soft Heart, il morbido e avvolgente cuore disegnato da Ron Arad per Moroso nel 1991. Realizzata in espanso schiumato a freddo con struttura interna in acciaio e rivestimento in tessuto, la poltrona è proposta in diversi colori, oltre che nella più iconica versione rossa. Per un abbraccio di pura passione. (moroso.it)


Heartbreaker, Moroso

Dal cuore morbido di Ron Arad al cuore spezzato di Johannes Torpe. È Heartbreaker, la collezione di divani lanciata da Moroso nel 2019. Il tratto distintivo del progetto è nel disegno del bracciolo che rappresenta la metà di un cuore. Un cuore spezzato che, però, si ricompone nelle combinazioni di divani affiancati. Il design nasce da una delusione d’amore di Torpe, a pezzi dopo essere stato lasciato dalla donna che pensava di sposare. Per cuori infranti che hanno voglia di ricomporsi. (moroso.it)


Remind Pixel, Pedrali

Per una cena romantica niente di meglio che sedersi sulle poltroncine Remind Pixel, disegnate da Eugeni Quitllet per Pedrali. La struttura, che riprende lo stile delle sedie di inizio 900 in legno curvato e paglia di Vienna, è realizzata in polipropilene. Il suo schienale è personalizzabile con la decorazione preferita. Basta infatti applicare dei piccoli pixel colorati in polipropilene e il gioco è fatto. Si possono disegnare numeri, lettere, oggetti. in questo caso, abbiamo scelto una sedia con la decorazione a cuore. (www.pedrali.it)


One From The Heart, Ingo Maurer

Progettata da Ingo Maurer nel 1989, One From The Heart è un omaggio al simbolo per eccellenza dell’amore. Si tratta di una lampada in metallo, con specchio orientabile in vetro e materiale sintetico che proietta l’immagine del cuore sulla parete. Un progetto di pura poesia come solo Ingo Maurer sapeva fare. (www.ingo-maurer.com)


One Love, Riva 1920

One Love è lo sgabello disegnato da Luciana Di Virgilio e Gianni Veneziano per Riva 1920. È in legno massello di cedro profumato, lavorato da un blocco unico, e riproduce la romantica forma di un cuore. Il legno è completamente naturale e rifinito a mano senza l’aggiunta di alcun trattamento. (www.riva1920.it)


Niño, LoveTherapy + Amarcords

Si chiama Niño la lampada nata dalla collaborazione tra LoveTherapy e Amarcords. La lampada raffigura il nanetto icona del marchio creato da Elio Fiorucci nel 2003, con in mano una lampadina. Tra le varie proposte di LoveTherapy, un cuore rosso disegnato sul bulbo, un filamento luminoso a cuore o la lampadina con la scritta “love”. Per un regalo d’amore all’insegna dell’ironia. (www.amarcords.com, www.lovetherapy.it)


Rail, Davide Groppi

Un cuore trafitto? È soltanto uno dei tanti paesaggi immaginari che si possono creare con Rail. La scultura luminosa di Davide Groppi è costituita, infatti, dai binari di un trenino elettrico. Un progetto che si muove sul confine fra design e arte, da comporre liberamente per creare il proprio percorso di luce. Per illuminare giocando. (www.davidegroppi.com)


 

Il marmo come non lo avete mai visto prima. Ecco come il design interpreta il più nobile dei materiali.

Uno dei materiali protagonisti di quest’anno? Il marmo. Sì, il marmo (e la pietra in generale) sta vivendo un periodo molto fortunato nel design e nell’arredo. Lo dimostrano gli interessanti progetti proposti da tanti brand del settore. Arredi di design in marmo che si muovono sul confine fra natura e artificio, offrendo interpretazioni inedite di questo nobile e antico materiale.

Dotato di caratteristiche naturali uniche, il marmo è stato spesso usato da architetti e scultori per la sua durevolezza e versatilità, oltre che per le sue meravigliose venature naturali. Una texture così espressiva da riuscire a rendere vivi gli oggetti inanimati.

Il marmo, però, è stato impiegato di rado nell’arredamento, a causa del suo notevole peso. Oggi, grazie alla tecnologia che permette di lavorarlo facilmente e di alleggerirlo, i progettisti lo hanno riscoperto creando audaci sperimentazioni.

Ecco la nostra selezione.


Guarda anche il nostro articolo sul design che utilizza
gli scarti della lavorazione del marmo


ARREDI DI DESIGN IN MARMO


Curl chaise longue, Salvatori

Si chiama Curl ed è il nuovo progetto firmato da Piero Lissoni per Salvatori. Una chaise longue in marmo, ottenuta da un unico blocco di pietra naturale, realizzata con la più avanzata tecnologia CAD/CAM. Il risultato è una seduta dal design essenziale ed elegante, dove è stato tolto dal marmo solo ciò che era superfluo. (www.salvatori.it)


Collision Console, Bohinc Studio

I pianeti e i loro movimenti orbitali. Questa è l’ispirazione di Collision, la consolle progettata da Bohinc Studios. Un tema ricorrente in tutto il lavoro di Lara Bohinc. La collezione è realizzata con l’ottone e vari tipi di marmo. In foto una delle ultime aggiunte della serie: una consolle in onice rosa, marmo Nero Marquina e marmo di Carrara. Ogni pezzo è numerato e consegnato con un certificato di autenticità. (bohincstudio.com)


Il Gelso, Vitolupo

Il Gelso è il tavolo disegnato da Fabio Crippa e Joe Gentile per Vitolupo, un nuovo brand di design nato dall’esperienza di Ellevi, azienda che da oltre 40 anni produce arredi di alta gamma per il settore navale e alberghiero. Il cuore del progetto è nella base scultorea in marmo, composta da 3 spirali in torsione che sembrano sfidare le leggi della gravità. Il top in cristallo esalta il contrasto fra pieno/vuoto, leggero/pesante. (www.vito-lupo.com)


The Meridiano Sideboard, Ginger & Jagger

The Meridiano Sideboard è una credenza in marmo creata da Ginger & Jagger. Un design all’apparenza complesso che si basa su un perfetto equilibrio di pesi e di forme. Il fronte e i fianchi della credenza Meridiano fanno da cornice a due ante e a tre ampi cassetti in legno laccato. L’esterno della credenza Meridiano qui raffigurata è in marmo Nero Marquina, ma può essere realizzata con altri marmi. L’interno, qui laccato in tonalità corallo, può essere richiesto in tutti i colori RAL.

Meridiano Sideboard ha vinto il Good Design Award 2019. Ogni credenza viene disegnata e realizzata a mano in Portogallo. (www.gingerandjagger.com)


MATTIS, Franchi Umberto

La collezione di sedute Mattis, disegnata da Eugenio Biselli per Franchi Umberto, si arricchisce di un nuovo elemento: il letto. La struttura di base e la testata sono in marmo. Il letto Mattis può essere da centro stanza o addossato a parete.
Questa collezione si caratterizza per le sue linee essenziali e di design. I primi pezzi prodotti sono stati la poltrona e il sofà da 3 posti, entrambi realizzati in marmo statuario di Carrara con dettagli in ottone e alluminio. L’immagine ricercata e contemporanea ne alleggerisce la struttura, rendendola adatta sia per gli interni sia per l’outdoor.

Qui sotto, il divano e la poltrona ambientati nelle cave di marmo di Carrara di Franchi Umberto. (www.franchigroup.it)


Chrysalis, Vaselli

Una cucina tutta in pietra? Perché no! Ecco la nuova cucina outdoor Chrysalis di Vaselli. Disegnata dallo studio Object by Irene Goldberg, la cucina Chrysalis è ricavata da un unico blocco di travertino Becagli. Il blocco di pietra è stato alleggerito e poi tagliato in 6 blocchi più piccoli, che compongono i moduli della cucina. La cucina mostra il forte contrasto tra le superfici di lavoro, levigate, e altre parti lasciate a spacco vivo. L’effetto wow è garantito. (www.vaselli.com)


Marmor Natvm, Budri

Un’esplosione di minuscoli intarsi e pennellate d’autore. Con Marmor Natvm, la serie di arredi e complementi progettata da Gwenael Nicolas – Curiosity per Budri, il marmo si scompone e si ricompone, dando vita quasi a una nuova pietra. A comporre la collezione tavoli, credenze, lampade, specchi e librerie. Tutti pezzi dalla forte personalità pensati sia per le abitazioni che per il mondo contract. (www.budri.com)


Collezione Karim Rashid, Venetian Gold

L’eclettico designer egiziano Karim Rashid ha creato una collezione di arredi e complementi in marmo per Venetian Gold. La linea disegnata da Rashid comprende un tavolo e uno sgabello (foto qui sotto), una sedia, due lampade (una da tavolo e una da terra), un tavolino e due busti antropomorfi, uno dei quali assomiglia molto al designer stesso.
La collezione si completa con una sinuosa chaise longue in marmo bianco (nella foto in basso). (venetiangoldluxury.com/it/)


Rolando, Promemoria

Rolando è un tavolo da pranzo disegnato da Davide Sozzi per Promemoria. È realizzato in marmo bianco di Carrara e ha un aspetto monumentale. La sua gamba centrale a tronco di cono sostiene il top rotondo, disponibile in due diversi diametri. Rolando si caratterizza per il vassoio girevole, sempre in marmo, ispirato alla tradizione orientale. (www.promemoria.com)


Extraction I, Pierre Gonalons

La poltrona Extraction I del designer francese Pierre Gonalons è realizzata in marmo Grand Antique, una pietra che è stata molto usata per il suo radicalismo cromatico: dall’antichità al Rinascimento, dal Barocco all’Art Déco. Progettata nel 2016, la collezione è stata presentata per la prima volta in Italia in occasione del Fuorisalone 2019, nella splendida cornice del Museo Bagatti Valsecchi. (www.pierregonalons.com)


Arredi in marmo, Victor Gingembre

L’architetto e scultore francese Victor Gingembre modella da sempre il marmo per creare oggetti unici e complementi d’arredo tra arte e design. Come, ad esempio, la sua On Line Chair in marmo di Carrara oppure la linea Tables Gigognes, un trittico di tavolini in marmo bianco o nero che scompaiono uno dentro l’altro. (victorgingembre.com)


Ondamarmo, Bloc Studios

Il marmo fra pop e recupero. Ondamarmo, il progetto di Federica Elmo per Bloc Studios, è riuscito a trasformare lastre di seconda scelta in qualcosa di unico. Con l’utilizzo di una stampa 3D a getto d’inchiostro, Federica ha ibridato la superficie del marmo, trasferendo trame e riflessi cromatici. La collezione comprende un tavolo da pranzo, due tavolini, tre mensole e un vassoio. (www.bloc-studios.com)

Guarda anche il nostro articolo sul design che utilizza
gli scarti della lavorazione del marmo


COMPLEMENTI DI DESIGN IN MARMO


Nommos, Slow Stone

Nommos è uno dei progetti della collezione “Stories of Creation” lanciata durante la Milano Design Week 2019 dalla startup italiana Slow Stone. Una serie di sculture, che possono essere utilizzate come tavolini o come semplici elementi decorativi, realizzate combinando il marmo Grey Saint Laurent con altri materiali, come il metacrilato, l’ottone e il legno. A ispirare Nommos è l’omonima figura mitologica venerata dai Dogon, antica popolazione del Mali. Una creatura a metà fra acqua e terra, simile alle tartarughe. (www.slowstone.art)


Graphium, Zanotta

Graphium, la collezione di tavolini di Garcia Cumini per Zanotta, combina due elementi idealmente contrapposti: la leggerezza del battito d’ali di una farfalla e la matericità del marmo. Il risultato è una sorta di “ossimoro formale e in parte concettuale”, come spiegano i due designer. Graphium è disponibile con struttura in acciaio verniciato bianco o nero e con tre tipologie di top in marmo: Calacatta grigio, marmo rosso Lepanto, marmo Sahara Noir. (www.zanotta.it)


Archimera, Salvatori

Archimera è una serie di piccole architetture in pietra disegnata da Federico Babina per Salvatori. Le miniature, realizzate con varie pietre, reinterpretano in chiave giocosa l’archetipo della casa. Un progetto narrante che si pone a metà fra arte e design. (www.salvatori.it)


Lapis, Sagevan Marmi

Disegnati da Natascia Bascherini per Sagevan marmi, la collezione Lapis si ispira alla rotondità dei ciottoli di fiume. Si tratta di un sistema di sedute e coffee table, realizzati in marmo alleggerito (statuario di Carrara). Il sistema è perfetto anche per l’outdoor, in quanto questi grandi sassi stondati si inseriscono perfettamente nel paesaggio.
Proposti in diverse forme e in 4 misure, sono disponibili anche con ruote per facilitarne lo spostamento. (www.sagevanmarmi.com)


Gea + Ovum, Sa.Ge.Van.

Disegnate da Natascia Bascherini, le lampade in marmo Gea e Ovum sono realizzate in marmo Statuario. La loro forma, rotonda per Gea e ovale per Ovum, crea un gioco di chiaroscuri e trasparenze, grazie anche allo spessore variabile del paralume in marmo di Carrara.
Le lampade Gea e Ovum sono realizzate da Sa.Ge.Van. Marmi. (www.sagevanmarmi.com)


SEDIMENT, Favius

SEDIMENT è la nuova collezione di tavolini disegnata da Studio Besau-Marguerre per Favius. I designer hanno giocato con la materialità del marmo, usando la pietra in una maniera nuova. Con l’alternanza fra righe grezze e righe levigate, il marmo è stato interpretato in due modi diversi. Disponibile sia nella versione side table che come coffee table, SEDIMENT è realizzato con due marmi inusuali: Giallo Reale e Verde Guatemala. (favius.de)


Gea + Ovum, Sa.Ge.Van.

Queste 4 delicate lampade non sono proprio in marmo ma in alabastro. Si chiamano Lyra, Gama, Mona e Athena e sono uno scenografico progetto di Atelier Alain Ellouz. Sono lampade portabili e ricaricabili che si caratterizzano per la luce calda e soffusa che filtra dal sottile paralume in alabastro. Grazie ai colori e alle venature sempre diverse, quando vengono accese queste lampade creano una luce davvero unica. Sono interamente lavorato e realizzate a mano.

Guarda il nostro servizio sulle lampade in alabastro di Atelier Ellouz


X-Marble, Mentemano

Tre lastre di marmo di Carrara. Sono questi gli elementi che compongono X- Marble, il tavolino disegnato da Nicola Gisonda per Mentemano. Il cuore del progetto è nella base a forma di X che fuoriesce dal piano, costruita attraverso un sistema di incastri. Il disegno delle teste delle lastre replica in parallelo le linee orizzontali e diagonali. (www.mentemano.it)


Pebble Pouf / Pebble Pendant, KOY

Si chiama Pebble il “poufin marmo disegnato da Kunaal Kyhaan Seolekar per il brand indiano KOY. Una sorta di totem composto da una serie di grandi ciottoli levigati e irregolari, ricavati da blocchi di marmo sovrapposti l’uno sull’altro. Ad accompagnare il pouf la Pebble Pendant, una sospensione nata dall’incontro fra un cerchio e una pietra, che simboleggia l’armonia fra elemento femminile e maschile. (koy.store)


Geo, Christophe Delcourt

Geo è un tavolo basso il cui piano è realizzato con una lastra in pietra di grande spessore, sostenuta da elementi in legno di rovere. Il top in marmo White Beauty è liscio sulla parte superiore e sagomato sul lato inferiore. Geo porta la firma di Christophe Delcourt. (www.christophedelcourt.com)


René, Salvatori

Il tema della sostenibilità è centrale in René, la linea di tavolini da bistrot firmata da Piero Lissoni per Salvatori. Il recupero delle lastre rotte avviene con il kintsugi, l’arte giapponese per riparare le ceramiche frantumate. I singoli frammenti di marmo sono, infatti, tenuti insieme da una “cucitura” dorata. Un processo pieno di poesia che apre una strada nuova nel settore delle pietre naturali. (www.salvatori.it)


Big Smash, Stonelab Design

Il marmo arabescato piegato come fosse un tubo di metallo. È Big Smash, la lampada da tavolo di Stonelab Design. Un prezioso complemento di design che abbiamo scoperto da PalermoUno, la galleria-showroom situata all’interno di un appartamento nel cuore di Brera. (www.stonelabdesign.com)


JOAQUIM, Tacchini

Sostenibilità: è questa la parola chiave di Joaquim, la serie di tavolini in marmo firmata da Bonaguro per Tacchini. A comporre i tavoli una struttura in metallo con piani e basi in marmo Patagonia o Elegant Brown, ottenuti recuperando parti di lastre provenienti da altre lavorazioni.

Il progetto rende omaggio a Joaquim Tenreiro, uno dei padri del design moderno tropicale, mostrandosi in perfetta sintonia con i principi di upcycling alla base della creatività brasiliana. (www.tacchini.it)


SANITARI DI DESIGN IN MARMO PER LA STANZA DA BAGNO


Gessati, Antoniolupi

Il marmo abbraccia la moda in Gessati, la linea di lavabi di Antoniolupi disegnata da Laura Fiaschi e Gabriele Pardi di GUM Design. Accostando lamine di marmo di Carrara da uno o due cm, incollate fra loro con una resina colorata, i due designer hanno ottenuto variazioni cromatiche che richiamano il pattern del gessato (il celebre vestito maschile con le righe verticali). Una lettura inedita del marmo che ha dato vita a una collezione elegante e piena di carattere. (www.antoniolupi.it)

LEGGI IL NOSTRO ARTICOLO SULLA GALLERIA ANTONIOLUPI


Vasca, Balnearie, Vaselli

Si chiama Balnea ed è la versione biposto dell’omonima vasca progettata da Vaselli. L’esigenza era quella di creare una vasca da un unico blocco in travertino che potesse ospitare due persone.
Nasce così questo modello dalla forma triangolare.

Specializzata in realizzazioni in marmo Bespoke, Vaselli ha creato questa speciale vasca, su progetto di Eilert Smith, per un cliente danese (www.vaselli.com).


VUOI SCOPRIRE ALTRI OGGETTI DI DESIGN IN MARMO?

GUARDA ANCHE ROCK DI TOM DIXON E GLI ACCESSORI IN MARMO DI LATOXLATO

Versatili e multifunzionali, i pouf di design sono il jolly per ogni ambiente della casa. Ecco la nostra selezione.

Versatili, funzionali, nomadi. Oggi parliamo dei pouf di design. Un complemento d’arredo che può fare davvero la differenza in un interno. Nati come elemento di corredo del divano o della poltrona, i pouf si sono infatti da tempo smarcati dai loro fratelli maggiori, dimostrandosi capaci di arredare autonomamente uno spazio. Inoltre, potendo essere spostati con facilità da una stanza all’altra, sono diventati un vero jolly nell’interior design.

Sì, un jolly. E non solo perché possono adattarsi ad ambienti diversi, ma anche e soprattutto per il loro carattere multifunzionale. I pouf, infatti, non sono solo un comodo poggiapiedi di cui godere nei momenti di relax. All’occorrenza, questo complemento d’arredo può offrire una seduta extra oppure diventare un pratico tavolino da salotto. Senza contare i modelli dotati di spazio contenitore o quelli trasformabili in letto, utili negli appartamenti con metrature ridotte.

Qualche idea? Detto fatto. Abbiamo preparato per voi una raccolta dei pouf di design più belli. Tra proposte contemporanee e pouf dal sapore rétro.

Ecco la nostra selezione.


ECCO I POUF DI DESIGN PIÙ BELLI 


Parker, Johnson Design

Una seduta ovale stretta da un anello in metallo che serve anche da maniglia. Ecco in breve Parker, il pouf progettato dai designer svedesi Färg & Blanche. L’idea è quella di ricreare una linea femminile stretta in vita da una cintura. Il pouf Parker può essere rivestito con diversi tessuti, come tutti gli imbottiti di Johnson Design.


Curved Pouf, Kristina Dam

Curved Pouf di Kristina Dam è un mix ben riuscito di eleganza e comfort. La sua forma organica simile a una lettera “U” rovesciata lo rende unico nel suo genere. Curved Pouf è rivestito in pelle color tortora tinto all’anilina e può essere utilizzato sia nel living che nella zona notte.


Beth Fringes, Ottiu

Un pouf con le frange che rievoca lo stile americano della metà del ‘900. Beth di Ottiu è un omaggio alla grande diva hollywoodiana Elizabeth Taylor. La struttura è rivestita in velluto di cotone ed è cinta da tre anelli di frange che si sormontano leggermente. Un piccolo schienale a cilindro ne completa la linea. Il pouf Beth è perfetto per il living ma anche accanto a un mobile da toilette.


Kipu, Lapalma

Il pouf Kipu di Lapalma si ispira ai ciottoli di fiume. Un morbido “sassolino” imbottito, con cuciture a vista che ne sottolineano il carattere contemporaneo e informale. Disponibile in colori e materiali diversi, Kipu è perfetto per arredare uffici, zone lounge, biblioteche ma anche ambienti domestici. Esiste anche la versione per l’outdoor. Il design è di Anderssen & Voll.


Anel Stool, Riluc

Anel Stool fa parte della “Anel Sofa Collection” dell’azienda portoghese Riluc. Si tratta di un particolarissimo pouf formato da due cuscini cilindrici, tenuti insieme da un grosso anello in acciaio. I cuscini possono avere forme, dimensioni e altezze diverse per creare differenti modelli di seduta. Anel Stool di Riluc può trasformarsi così in un comodo pouf con schienale.


JOY, Sitland

Colore. È questa la parola chiave di JOY, il pouf di Sitland. Un complemento d’arredo dal carattere giocoso, completamente personalizzabile. JOY è disponibile con o senza ruote, con rivestimento in tessuto o pelle, e in un’infinità di colori. A renderlo subito riconoscibile è il contrasto cromatico. Un pouf pronto a donare gioia in qualunque ambiente.


Kiik, Arper

Il pouf Kiik di Arper è parte di una collezione pensata per gli spazi di lavoro, le sale d’attesa e i campus universitari. Un sistema modulare composto da pouf, sedute con o senza schienale, tavolini di varia forma e consolle in tre diverse altezze. Infinite possibilità di configurazione e un’ampia scelta di materiali e finiture per spazi completamente cuciti su misura. Il design è di Ichiro Iwasaki.(www.arper.com)


Amstelle, Swedese

Amstelle è il pouf disegnato da Khodi Feiz per Swedese. Cuore del progetto è il comodo manico in legno che permette di spostare il pouf comodamente da un ambiente all’altro. Un elemento pratico, ma anche uno splendido esempio della grande perizia scandinava nella lavorazione del legno.


Arkad, Zilio

Arkad, la linea di pouf progettata da Note Design Studio per l’azienda italiana Zilio A&C, richiama la forma architettonica di un porticato. Il design traccia infatti una sequenza ritmica di archi che possono essere utilizzati singolarmente oppure accostati per creare un sistema di sedute di dimensioni più grandi. Il progetto è completamente personalizzabile.


Silo, Normann Copenhagen

Silo è la serie di pouf disegnata da Hans Hornemann per Normann Copenhagen. Il suo nome deriva dall’omonima costruzione a torre cilindrica usata per immagazzinare cereali, foraggi e altri prodotti. A caratterizzare la collezione del brand danese è, infatti, proprio una forma cilindrica. Una geometria essenziale che contrasta nettamente con il sofisticato tessuto che lo riveste. Grazie alla sua superficie morbida ma stabile, Silo può essere usato anche come tavolino da salotto.


La Folie, Dooq

Velluto, frange di seta e curve voluttuose. Sono questi gli ingredienti di Le Folie, il pouf del brand portoghese Dooq. Un complemento dal carattere sensuale ispirato alla fantasia e alla passione sprigionate da uno spettacolo di burlesque del Moulin Rouge.


Pillow, et al.

“Pillow nasce da una riflessione sul bisogno di pausa, di riposo che si manifesta durante il corso della giornata e dall’osservazione delle modalità conviviali e dei rituali sociali degli esseri umani in diversi contesti culturali”. Così Andrea Anastasio racconta Pillow, il suo pouf per et al. Tratto distintivo del progetto è il cuscino che sorprende per il suo equilibrio solo all’apparenza instabile.


Island, Saba Italia

Le linee curve delle coste toccate dal mare. Questa l’ispirazione di Island, la serie di pouf firmata da Serena Confalonieri per Saba Italia. Un rimando che non è percepibile solo nella forma organica dei tre pouf, ma su tutte le dimensioni. A ricordare il movimento avvolgente dell’acqua che leviga e modella le pietre sono anche i volumi. Island cambia infatti aspetto a seconda del punto da cui viene osservato. L’impiego di tessuti diversi nello zoccolo e nella parte superiore stacca visivamente la seduta da terra, dando la sensazione che il pouf fluttui nello spazio.


Movie, Bonaldo

Una soffice seduta in tessuto che poggia su una struttura in tondini metallici. È il gioco di pieni e vuoti a caratterizzare Movie, il pouf di Gino Carollo per Bonaldo. Proposto in due misure e in una ampia palette di colori, Movie è un complemento d’arredo giovane e informale che dà il meglio di sé quando è utilizzato in gruppo.


Poppy, Fogia

Un fiore che sboccia, un dolcetto o una lanterna giapponese? Con la sua forma morbida e il suo rivestimento trapuntato, il pouf Poppy di Fogia fa pensare a tutte e tre le cose. Poppy è però soprattutto uno straordinario saggio sulla sapienza artigianale del design scandinavo. Dietro all’aspetto così semplice si nasconde, infatti, una lavorazione molto complessa. Il design è di Nina Jobs.


Code, True Design

Chiudiamo la nostra rassegna sui pouf di design con Code, la collezione disegnata da Aldo Parisotto di P+F Architetti per il brand True Design. Code è un sistema che comprende pouf di varie forme e dimensioni, che possono essere personalizzati con schienali e tavolini integrati. Perfetti sia per il contract che per gli ambienti domestici.

GUARDA ANCHE JOKE, IL POUF CON I POMPON DI ATELIER LILU

Arredi sostenibili, realizzati con materiali riciclati.
Ecco come il design sta progettando un mondo migliore.

Design sostenibile. Oggi è questo il grande tema nel mondo del progetto. Un tema nato dall’urgenza di “salvare” il nostro Pianeta da livelli di inquinamento ormai allarmanti, che vede impegnati designer emergenti così come progettisti conosciuti a livello internazionale.

Cosa intendiamo per design sostenibile? Un progetto diventa green quando si traduce in soluzioni che consumano meno energia. Quando utilizza materiali naturali e riciclabili, come per esempio il sughero o il legno proveniente da foreste gestite in modo responsabile. Quando impiega meno materiale per realizzare un prodotto. Ma anche e soprattutto quando ricerca nuovi materiali sostenibili oppure ricicla vecchi prodotti o materiali di scarto.


Leggi il nostro articolo sui migliori arredi di design in sughero.


Insomma, il tema è complesso e merita perciò diversi approfondimenti.

In questo articolo abbiamo deciso di focalizzarci sul riciclo. O meglio, sui prodotti nati dal riciclo di materiali di scarto o di oggetti in disuso.

Dai tappeti realizzati con le bottiglie di plastica ai tavolini creati con i flaconcini del trucco. Dalle sedie nate dai rifiuti delle aziende ittiche agli arredi progettati con la plastica dei vecchi giocattoli. Dalla cover per cellulare fatta con la plastica recuperata dagli oceani allo sgabello con i fondi del caffè.

Arredi e complementi di design belli, che fanno anche del bene al nostro Pianeta.

Ecco la nostra selezione.


Leggi anche il nostro articolo sull’upcycling nel design e nella decorazione


I progetti di design sostenibile
nati dagli scarti e dal riciclo di prodotti in disuso


Bell chair, Magis

Disegnata da Konstantin Grcic per Magis, la sedia Bell è realizzata in polipropilene riciclato. Il materiale è ottenuto dagli scarti generati dalla produzione di mobili della stessa Magis e da quelli dell’industria automobilistica locale. Bell Chair crea così un ciclo “chiuso”, auto-riciclando i propri materiali, ed è riciclabile al 100% dopo l’uso.

Ma non è tutto. Grazie alla particolare struttura monoscocca, la sedia Bell utilizza meno materiale. Pesa infatti solo 2,7 kg (circa un chilo e mezzo meno rispetto alla media delle sedie in plastica) e di conseguenza consuma meno energia in fase di produzione. Infine, viene spedita in un particolare pallet riciclato (realizzato con la stessa plastica), che contiene fino a 24 sedie impilate e che funge anche da espositore nello showroom.
Quando si dice un esempio di design sostenibile ben progettato! (www.bell-chair.com)


Guarda il nostro articolo che elenca, per data di scadenza,
tutti i concorsi di design italiani e internazionali


Calatea Green, Pianca

Calatea, la poltrona disegnata da Cristina Celestino per Pianca nel 2017, diventa green. L’imbottito è stato realizzato in eco-fibra di poliestere, proveniente dal recupero delle bottiglie di plastica, ed è completamente riciclabile e compostabile. La scocca è in legno multistrato, le gambe in legno massello di Frassino certificato FSC®. I rivestimenti in tessuto sono realizzati con un filato di cotone prodotto con sistema Open End, impiegando materiale riciclabile al 100%. (pianca.com)


On & On, Emeco

On & On è la linea di sedie e sgabelli firmata da Barber & Osgerby per Emeco. La collezione è stata creata con un materiale rinnovabile che può essere riciclato all’infinito. Si tratta del Rpet, il PET riciclato ottenuto dalle bottiglie di plastica. Un materiale già usato da Emeco nel 2010 per la 111 Navy Chair (realizzata appunto con 111 bottiglie di Coca Cola!), ma che da allora è stato migliorato raggiungendo una stabilità e una longevità maggiori. (www.emeco.net)

Guarda la 111 Navy Chair, fatta con 111 bottiglie di CocaCola


 

Levico, Henry&co

Si chiama BETALY® ed è un innovativo materiale sostenibile nato dal riutilizzo degli scarti di marmo e cemento. Un materiale atossico, durevole e non deformabile che è l’ideale per gli spazi esterni, come dimostra la collezione di lampade outdoor Levico firmata da Henry&co. per 9010 Belfiore.

A rendere sostenibile Levico non è, però, solo il materiale impiegato, ma anche il processo di costruzione. Le lampade sono infatti costituite da un corpo unico, in cui è incassata la luce a LED. In questo modo, a fine vita possono essere facilmente disassemblate e ogni loro componente può essere singolarmente riciclato. La produzione è semiartigianale e avviene interamente in Italia. (www.henryandco.it) – (it.9010.it)


Eye Candy, Swedish Ninja

Struttura in acciaio verniciato a polvere e top multicolor in plastica riciclata. È Eye Candy, il nuovo tavolino del brand Swedish Ninja. Il piano del tavolo è stato realizzato con i vecchi flaconi dei cosmetici. A uno sguardo più attento, sono visibili infatti tracce delle etichette e dei codici a barre. Il top è composto a mano ed è riciclabile al 100%. (www.swedishninja.com)


 

Happylife, SLIDE

Il divano outdoor Happylife di SLIDE diventa sostenibile nel 2020. I rivestimenti della nuova collezione green sono realizzati con polietilene riciclato al 100%, proveniente da scarti di produzione o da fonti esterne. La linea sostenibile di SLIDE si distingue per il colore scuro dei prodotti creati con il processo di polverizzazione della plastica. (slidedesign.it)


Rio, Durbanis

Sedute outdoor realizzate con i rifiuti degli imballaggi in polietilene. Parliamo di Rio, la collezione del brand spagnolo Durbanis. Il materiale si compone solo di polietilene, risultando riciclabile al 100%. Senza la necessità di fare una selezione, si può infatti immettere la plastica direttamente nel ciclo produttivo. Le sedute hanno linee arrotondate e sono proposte in diversi colori vivaci. (www.durbanis.com)


Earth Stool, Mater

Earth Stool è lo sgabello disegnato dall’architetto Eva Harlou per Mater, azienda danese da sempre attenta alla sostenibilità. La struttura in metallo è riutilizzabile. La seduta è proposta in due versioni: in legno proveniente da foreste gestite in maniera responsabile e in plastica riciclata, ricavata dai rifiuti degli imballaggi. (materdesign.com)


Waste Tile Cube Cabinet, Piet Hein Eek

Il designer olandese Piet Hein Eek è uno dei maestri dell’upcycling. In particolare, è famoso per il modo creativo con cui reinventa il legno di scarto. Un esempio molto interessante è la serie di mobiletti Waste Tile Cube Cabinet. Una collezione di cubotti realizzati con “piastrelle” di legno. I cubi sono proposti con 1 o 3 cassetti e possono essere sovrapposti fra di loro, così da creare vere  e proprie credenze. (pietheineek.nl)


CHIME, Stickbulb

CHIME è una rilettura in chiave green del classico chandelier di cristallo. Il lampadario è composto con il legno di una vecchia cisterna d’acqua del primo grattacielo di Brooklyn, un edificio storico di Court Street. Il progetto è firmato da Stickbulb, un giovane brand newyorkese che realizza lampade con il legno recuperato da edifici demoliti o da foreste gestite in modo sostenibile. (stickbulb.com)


Tinct, Justyna Poplawska

Vetro riciclato mescolato con resina e pigmenti sostenibili: è dal mix fra questi ingredienti che nasce Tinct, la serie di tavolini e paraventi della designer polacca Justyna Poplawska. Il risultato è un materiale di straordinaria bellezza, che ricorda le delicate sfumature di un acquerello. Quando il riciclo diventa poesia. (justynapoplawska.com)


NO2 RECYCLE, Fritz Hansen

Porta la firma del grande studio giapponese Nendo NO2 RECYCLE, la sedia sostenibile di Fritz Hansen. L’elegante scocca è realizzata in plastica secondo un processo di produzione circolare, che rende possibile riciclarla praticamente all’infinito. La plastica proviene dai rifiuti domestici raccolti nell’Europa centrale. (fritzhansen.com)


 

 

Leggi il nostro articolo sull’upcycling nel design e nella decorazione


Trasformers, Savvas Laz

Imballaggi di polistirolo. È dal loro riciclo che nasce Trasformers, la serie di arredi creata dal designer greco Savvas Laz. “Il mondo del design è concentrato sulla ricerca di nuovi materiali. Secondo me dovrebbe pensare anche a cosa accade ai materiali che sprechiamo”, racconta il designer. Da qui l’idea di dare una nuova vita ai pezzi di polistirolo trovati nei cassonetti dei rifiuti di Atene. (www.savvaslaz.com)


Collezione Terrazzo, Bentu Design

Un progetto di riciclo realizzato con la tecnica del terrazzo veneziano. È la Collezione Terrazzo dello studio cinese Bentu Design. Una serie di arredi e complementi creati con gli enormi sprechi di ceramica della città di Foshan, in Cina. Il nuovo materiale effetto terrazzo nasce mixando pezzi di piastrelle con il cemento. (www.bentudesign.com)


Adell, Arper

Adell è una delle novità 2020 di Arper. Una poltroncina dalle linee arrotondate che ha un forte legame con la natura. Non solo per la forma organica, ma anche per la texture della superficie: un disegno concentrico ispirato agli anelli degli alberi e alle striature delle conchiglie. A rendere speciale Adell sono, però, soprattutto i materiali utilizzati: il polipropilene riciclato all’80% della scocca e il legno certificato della base. Materiali che possono essere riciclati o riutilizzati, così da garantire uno smaltimento responsabile. (www.arper.com)


TO RE OR NOT TO RE, Joe Velluto

Riciclare o non riciclare? Riciclare, ovviamente. Proprio come ha fatto Joe Velluto con TO RE OR NOT TO RE. Il designer, in collaborazione con Teraplast, ha prodotto il vaso RE-POT con la plastica post consumo, vale a dire tutta quella plastica che si trova nella raccolta differenziata della spazzatura, selezionata e divisa per colore. Il progetto è stato presentato durante il Fuorisalone 2019, in occasione di “Ro Plastic Prize”, la prima edizione del concorso di Rossana Orlandi dedicato al tema del riciclo della plastica. (www.joevelluto.it)


Way, Ferm Living

292 bottiglie per un tappeto. Way di Ferm Living è realizzato con bottiglie di plastica riciclate. Un progetto con cui il brand danese si propone di ridurre il consumo di plastica fino a 270.000 bottiglie l’anno. La collezione può essere usata sia negli ambienti interni sia in quelli esterni e comprende un tappeto, un runner, una tovaglietta e un cuscino. Quattro prodotti dal design classico, che trovano ispirazione nell’universo marittimo. (fermliving.com)


Re.Bean, Kristen Wang

Re.Bean, il progetto vincitore del Salone Satellite Award 2019, è un materiale realizzato riciclando i sacchetti di caffè in grani e i rifiuti macinati del caffè. L’idea è quella di offrire una soluzione progettuale innovativa per recuperare uno dei principali rifiuti organici al mondo. Il risultato è un prodotto riciclabile e biodegradabile, riutilizzabile ed ecologico. Tutti i rifiuti sono, infatti, raccolti e lavorati localmente. Re.Bean può essere impiegato per complementi d’arredo, gioielli e sculture. (www.kristenwangdesign.com)


Ecobirdy

Ne abbiamo già parlato tante volte, ma Ecobirdy non può proprio mancare in un focus dedicato al riciclo. Si tratta di un brand belga che produce arredi per bambini, creati con la plastica recuperata dai vecchi giocattoli. Uno dei progetti di design circolare più interessanti degli ultimi anni. (www.ecobirdy.com)


Molten Table, Dirk Van Der Kooij

Il designer olandese Dirk Vander Kooij è conosciuto proprio per i suoi progetti con la plastica riciclata. Fra le sue opere più note Molten Table, per cui Dirk ha sviluppato un processo di fusione lenta con il quale trasforma sedie, vasi e mobili di plastica, recuperati dalla discarica, in tavoli multicolor belli e indistruttibili. (www.dirkvanderkooij.com)


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