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Apre a Tokyo Burnside, il locale total black firmato da Snøhetta, in collaborazione con Ghetto Gastro e il collettivo di arte e design En One Tokyo.

Un ristorante total black a Tokyo. È Burnside, il nuovo progetto firmato dallo studio di architettura Snøhetta. Uno spazio multidisciplinare nato dalla collaborazione con gli chef del Bronx Ghetto Gastro e il collettivo di arte e design En One Tokyo.

Ristorante informale di giorno e lounge bar di notte, Burnside è pensato per ospitare eventi culturali ed esperienze culinarie immersive. Un locale ibrido e flessibile in cui la parola d’ordine è stupire.

Una palette total black

Burnside si propone di stupire non solo con i suoi progetti sperimentali, ma anche e soprattutto con il suo interior design.

Il cuore del progetto di Snøhetta è nella sua avvolgente palette total black. Dal soffitto alle pareti, dai mobili ai tessuti che coprono le finestre, ogni cosa nel locale è dominata dal nero. Un colore forte e deciso che è stato scelto per diversi motivi.

Da un lato il nero richiama le atmosfere dark dei bar izakaya di Tokyo, dall’altro traduce la filosofia alla base della cucina di Ghetto Gastro: il Black Power Kitchen. Una cucina con un approccio multidisciplinare, che celebra il Bronx come ispirazione della cultura globale, vedendo nel food uno strumento di coesione delle comunità.

Inoltre, la scelta del nero rimanda allo Shou Sugi Ban, un’antica tecnica giapponese che consiste nel bruciare il legno per proteggerlo (ne avevamo parlato a proposito delle lampade Morale di Emanuel Gargano). Il risultato è un legno carbonizzato resistente e dall’aspetto molto caratteristico. Una lavorazione impiegata soprattutto per il rivestimento esterno delle case nella campagna giapponese.

In tutto questo nero spicca la striscia di luce curva sul soffitto. Un accento color ambra che guida lo sguardo verso la grande cucina a vista. La vera protagonista del locale, come sottolineano anche la sua posizione sopraelevata e le pareti curve che la incorniciano, simili all’arco di proscenio di un teatro. D’altronde, è lì che la preparazione del cibo diventa performance e magia.

Un layout flessibile

Il layout di Burnside è molto flessibile. Lo spazio della cucina è progettato per adattarsi ai bisogni dei diversi chef del collettivo, ma può essere usato anche come spazio dove mangiare oppure venire chiuso per trasformare il locale in una galleria temporanea, grazie a un divisorio scorrevole nascosto nell’arco di proscenio. I tavoli, tutti disegnati su misura, possono essere uniti o separati, a seconda della necessità.

A rendere ancora più immersiva l’esperienza di Burnside, il sistema audio sviluppato dal sound designer Devon Turnbull e le sculture floreali dell’artista Makoto Azuma.

Ecco i migliori ristoranti di design a Stoccolma. Per ritagliarvi una pausa che possa dilettare occhi e palato.

Volete scoprire i migliori ristoranti di design a Stoccolma? Eccovi accontentati. Con l’avvicinarsi della Stockholm Furniture & Light Fair (la più grande fiera dedicata all’arredo e all’illuminazione del mondo scandinavo che si terrà dal 4 all’8 febbraio 2020), abbiamo pensato che fosse cosa buona e giusta segnalarvi qualche locale nella capitale svedese dove dilettare occhi e palato. Perché chi ama il design non vuole rinunciarci neanche a tavola. Tanto più in una città come Stoccolma, dove il design si respira ovunque e le possibilità di scelta sono davvero infinite.

Per questo abbiamo pensato di venirvi in aiuto, stilando una lista dei migliori ristoranti di design a Stoccolma.

Ecco la nostra selezione. E se avete altri nomi da suggerirci, li aggiungeremo con piacere!


I RISTORANTI DI DESIGN PIÙ BELLI DI STOCCOLMA


Ristorante Nationalmuseum

La nostra rassegna comincia da un museo. Si tratta del ristorante del Nationalmuseum, il più grande museo della Svezia, che ha riaperto le porte il 13 ottobre 2018, al termine di un imponente restyling durato 5 anni. Gli interni del ristorante, così come quelli del museo, sono stati firmati da 5 designer svedesi (Gabriella Gustafson e Mattias Ståhlbom di TAF Studio, Carina Seth Andersson, Stina Löfgren e Matti Klenell) in collaborazione con 21 aziende scandinave. I designer hanno progettato 82 pezzi, che spaziano dai mobili alle lampade, fino agli accessori per la tavola.

Dove: Södra Blasieholmshamnen 2, 111 48 Stockholm – nationalmuseum.se/en/


L’Avventura

Pareti affrescate, arredi in velluto e due alberi di olivo. È L’Avventura, il ristorante italiano ospitato all’interno di un cinema degli inizi del secolo scorso, inaugurato a Stoccolma nel 2018. A curare il progetto è stato lo studio Millimeter Arkitekter, che ha rinnovato gli interni senza tradirne il carattere originale, puntando su colori caldi e materiali preziosi. Un ambiente elegante ma allo stesso tempo accogliente, dove viaggiare fra passato e presente.

Dove: 77, Sveavägen, 113 50 Stockholm – lavventura.se/en


Woodstockholm

Da un lato c’è il negozio di arredamento, dall’altro il bistrot dove assaporare piatti semplici cucinati con ingredienti biologici a km 0. Il tutto accompagnato da grandi tavoli in legno ed eteree sospensioni origami. Benvenuti da Woodstockholm, uno dei ristoranti di design più in voga a Stoccolma. Uno spazio multifunzionale con un extra che lo rende unico: accanto al bistrot c’è una stanza per cene speciali, a cui si accede mediante un passaggio segreto. Come “Alice in Wonderland”, vi ritroverete catapultati nel “paese delle meraviglie”, fra mobili dall’aspetto bizzarro, tutti rigorosamente fatti a mano.

Dove: Mosebacke torg 9, 116 46 Stockholm – woodstockholm.com/food/


Fotografiska

Per godere di una vista spettacolare sulla città di Stoccolma, il nome da ricordare è Fotografiska. Il ristorante, all’interno dell’omonimo museo di fotografia, si trova all’ultimo piano di un edificio in stile Art Nouveau del 1906. Una location d’eccezione dove potete gustare piatti tipici svedesi, basati solo su ingredienti di stagione. Per unire arte, design e un’ottima cucina in quello che è stato votato come il miglior ristorante museale al mondo.

Dove: Stadsgårdshamnen 22, 116 45 Stockholm – fotografiska.com/sto


Matbaren

Situato all’interno del Grand Hôtel di Stoccolma, nel quartiere di Norrmalm, Matbaren è uno dei ristoranti più noti della capitale svedese. A guidarlo è lo chef stellato Mathias Dahlgren, che propone una cucina nordica rivisitata con un twist moderno. Nonostante il lussuoso hotel che lo ospita, Matbaren regala un’atmosfera informale, simile a quella di un bistrot. A illuminare l’ambiente icone del design scandinavo, come le lampade di Poul Henningsen e di Verner Panton.

Dove: Södra Blasieholmshamnen 6, 111 48 Stockholm – mdghs.se/en/matbaren/


Hantverket

La cucina svedese tradizionale da scoprire in un ambiente dal sapore di altri tempi. Ecco Hantverket, il ristorante di Torbjörn Blomqvist, noto carpentiere e interior designer svedese. Uno spazio caldo e informale che, fra vecchi tavoli e sedie in legno, rende omaggio all’artigianalità locale. Il nome? Significa artigianato, per l’appunto.

Dove: Sturegatan 15a, 114 36 Stockholm – restauranghantverket.se/en/


Usine

In origine era una fabbrica di salsicce, poi la sede dell’Agenzia delle Entrate svedese, adesso è uno spazio multifunzionale che ospita un bar, un ristorante, sale per meeting di lavoro e un’area dedicata alle mostre d’arte. Parliamo di Usine, un locale molto trendy nel cuore di Södermalm, il quartiere hipster di Stoccolma. A trasformare l’ex edificio industriale in un indirizzo imperdibile per tutti i design addicted è stato Richard Lindvall. Mantenute le travi di cemento sul soffitto e le tubature a vista dello spazio originale, il noto architetto svedese ha creato un interno minimale dal carattere industriale.

Dove: Södermalmsallén 36-38, 118 28 Stockholm – usine.se


Gastrologik

Lavorare senza un menù, solo con i prodotti disponibili. Questa è la filosofia alla base di Gastrologik, il ristorante stellato di Jacob Holmström e Anton Bjuhr. La centralità del territorio si riflette anche nell’interior design dove tutto, dai tavoli fino ai servizi di piatti e alle posate, è stato realizzato a mano, sfruttando le competenze degli artigiani locali. Per scoprire la Svezia più autentica.

Dove: Artillerigatan 14, 114 51 Stockholmgastrologik.se


Tak

Ospitato all’interno di un edificio brutalista nella piazza di Brunkebergstorg, Tak è uno degli indirizzi da non perdere assolutamente. Disegnato dallo studio locale Windgårdhs, il ristorante vanta la più grande terrazza della città, collegata con un ponte al tetto dell’adiacente quartier generale di Spotify. A guidare la cucina l’acclamata chef Frida Ronge, conosciuta per aver fuso la cucina svedese con i sapori giapponesi.

Dove:  Brunkebergstorg 2-4, 111 51 Stockholm – tak.se


SCOPRI ANCHE I MIGLIORI RISTORANTI DI DESIGN A LONDRA E I MIGLIORI RISTORANTI DI DESIGN A PARIGI

Ecco i migliori ristoranti di design a Parigi. Per regalarvi una pausa gourmet che possa dilettare anche gli occhi.

Volete scoprire i ristoranti di design più belli di Parigi? Allora questo è l’articolo che fa per voi. Con il Natale alle porte e l’edizione di gennaio della fiera di Maison et Objet vicina, abbiamo pensato che fosse il momento giusto per segnalare qualche locale nella Ville Lumière, dove poter dilettare occhi e palato. Perché, si sa, chi ama il design non vuole rinunciarci neanche a tavola. E se Parigi è in grado di regalare molte gioie in questo senso, è anche vero che la lista di ristoranti della capitale francese è così lunga e in continuo divenire che riuscire a orientarsi non è facile.

Per questo abbiamo pensato di venirvi in aiuto, stilando per voi una guida ai migliori ristoranti di design di Parigi.

Ecco la nostra selezione. E se avete altri indirizzi da suggerirci, li aggiungeremo con piacere!

La Scéne

La Scéne è il primo ristorante della chef stellata Stéphanie Le Quellec. Il progetto di interior è stato firmato dai decoratori francesi Hugo Toro e Maxime Liautard, che hanno creato un’atmosfera glamour puntando su materiali preziosi, superfici riflettenti e lampade gioiello. Un ambiente dal sapore di altri tempi, con un dettaglio che lo rende davvero unico: le posate in onice verde. Per palati molto raffinati.

Dove: 32 Avenue Matignon, 75008 Paris – la-scene.paris

CoCo

Preziosi marmi, moquette floreali, lampade con le frange e un tripudio di verde. È il CoCoil nuovo ristorante dell’Opéra firmato da Odile Decq. Una location d’eccezione che l’architetto ha saputo reinterpretare con uno stile eclettico, che mescola i fasti del Secondo Impero con rimandi all’Art Noveau e agli anni ’20. Per un viaggio nella macchina del tempo con ritorno.

Dove: Palais Garnier, 1 Place Jacques Rouché, 75009 Paris – coco-paris.com

Marxito

Un fast food, a due passi dall’Arco di Trionfo e dagli Champs Elysées, dove protagonista è il pancake rivisitato sulla base di due suggestioni gastronomiche diverse: i dorayaki giapponesi e la cucina francese. Parliamo di Marxito, il locale dello chef stellato Thierry Marx.

Gli interni, progettati dal celebre designer Ora ïto, sono un tripudio di rosa cipria, specchi e tavoli curvi che scendono dal soffitto. Per una pausa fast ma d’autore.

Dove: 1bis Rue Jean Mermoz, 75008 Paris – marxito.com

Beefbar

Beefbar, la catena di steakhouse di alto livello presente in diverse città del mondo, ha aperto i battenti anche a Parigi in una location d’eccezione. Si tratta della sala Art Nouveau di rue Marbeuf, classificata come Monumento Storico, e fino a qualche tempo fa sede del famoso ristorante Fermette Marbeuf.

A curare il progetto di restyling lo studio francese Humbert & Poyet, che ha vestito gli interni con morbide sedute in velluto e una moquette con fantasie floreali di chiara ispirazione Art Nouveau.

Dove: 5 Rue Marbeuf, 75008 Paris – paris.beefbar.com

Flora Danica e Copenhague

Per gli amanti del design nordico il nome da segnare è uno. Anzi, due. Flora Danica e Copenhague, i due ristoranti della storica Maison du Danemark, ridisegnati dal duo italo-danese GamFratesi.

Per l’interior design della brasserie Flora Danica, i GamFratesi hanno puntato sul verde. Un colore fresco e rilassante che, dalle sedute al bancone bar in marmo, abbraccia tutto lo spazio. Nel Copenhague invece l’atmosfera si fa più formale e la tavolozza di colori dark, sposando il grigio, il blu e il nero.

Ad arredare entrambi i locali tanti pezzi di design scandinavo, fra cui le sedie di Gubi, firmate dagli stessi GamFratesi, e le iconiche lampade di Louis Poulsen.

Dove: 142 Av. des Champs-Élysées, 75008 Paris – restaurants-maisondudanemark.com

Girafe

Atmosfere anni ’30, piatti di pesce e una terrazza con vista sulla Torre Eiffel. Sono questi gli ingredienti principali di Girafe, il ristorante del duo Gilles Malafosse e Laurent de Gourcuff, alla Cité de l’Architecture, in Place du Trocadéro. Gli interni, progettati da Joseph Dirand, sono una profusione di materiali preziosi, tra divanetti in velluto, accenti in ottone e un maestoso bancone in marmo.

Dove: Palais de Chaillot 1, Place du Trocadéro 75016 Paris – girafeparis.com/en

Bouillon Pigalle

La celebre Brasserie Pigalle, nel quartiere di Montmartre, ha cambiato volto e nome. Al suo posto troverete Bouillon Pigalle, un locale perfetto per chi odia i fronzoli. A caratterizzare l’interno lunghi divani in pelle rossa, enormi tavoli da condividere e vecchie locandine cinematografiche sulle colonne. Insomma, un ambiente intimo e rilassato dove respirare le atmosfere della vecchia Parigi.

Dove: 22 Boulevard de Clichy, 75018 Paris – bouillonpigalle.com

Le Drugstore

La brasserie Publicis Drugstore, punto di riferimento della comunità statunitense a Parigi per oltre 60 anni, è stata ridisegnata dal Design Research Studio di Tom Dixon e ribattezzata Le Drugstore. Per rinnovare gli interni, lo studio del grande designer britannico ha puntato sui materiali. Il risultato è un mix di marmo, legno e ottone che ricorda il glamour degli anni ’60.

Dove: 133 Av. des Champs-Élysées, 75008 Paris – 

Pink Mamma

Quattro piani a Pigalle dall’anima eclettica. È Pink Mamma, la trattoria italiana disegnata dal londinese Martin Brudnizki. Al piano terra, dominato dal bar in ottone e specchi, l’atmosfera è sontuosa. Il primo piano, con griglia in vista, ricorda le osterie di Firenze. L’ultimo piano è occupato dalla terrazza panoramica. Mentre nel seminterrato trova spazio l’ambiente più intimo del locale, quello dove è possibile bere fino a tarda notte.

Dove: 20bis Rue de Douai, 75009 Paris – bigmammagroup.com/fr/trattorias/pink-mamma

Les Grand Verres

Si chiama Les Grand Verres il ristorante aperto nel 2017 all’interno del Palais de Tokyo, il grande centro dedicato all’arte contemporanea ricavato in un ex saponificio. Progettato dallo studio Lina Ghotmeh Architecture, il locale si caratterizza per l’uso di materiali naturali, come il legno e la pietra, e per l’infinito numero di sospensioni. L’indirizzo perfetto per chi ama gli spazi dal carattere industriale.

Dove: 13 Avenue du Président Wilson, 75016 Paris – palaisdetokyo.com/fr/page/les-grands-verres-restaurant

Le Flandrin

Aperto nel 1932, il celebre ristorante Le Flandrin è stato rinnovato qualche anno fa da Joseph Dirand. Il risultato è un ambiente avvolgente che gioca con materiali preziosi, come il velluto e l’ottone, e con le tonalità calde del giallo mostarda e dell’oro. Materiali e colori che dialogano alla perfezione con il pavimento dai motivi geometrici. Un posto esclusivo per chi ama viaggiare fra passato e presente.

Dove: 4 Place Tattegrain, 75116 Paris – leflandrin.com

Miss Kô

Se siete alla ricerca di qualcosa di molto originale, l’indirizzo da non perdere è Miss Kō. Progettato da Philippe Starck, Miss Kō è un ristorante asiatico che sembra trasportarci in un altro mondo. Ad accompagnarci in questo viaggio, le decorazioni dallo stile surreale sulle pareti e il lungo tavolo realizzato con schermi televisivi che trasmettono di continuo immagini riprese da TV asiatiche. Per vivere un’esperienza davvero fuori dal comune.

Dove: 49 Avenue George V, 75008 Paris – miss-ko.com

GUARDA ANCHE LA NOSTRA GUIDA AI MIGLIORI RISTORANTI DI DESIGN A LONDRA E AI RISTORANTI DI STOCCOLMA

Foto di copertina: CoCo.

A Milano apre Spica, un ristorante le cui parole d’ordine sono colore e multiculturalità.

Multiculturale, eclettico, colorato. Spica, il nuovo ristorante firmato da Vudafieri-Saverino Partners, che ha da poco aperto le porte a Milano, di certo non ha paura di osare. Nato da un’idea di Ritu Dalmia e Viviana Varese, Spica propone un percorso gastronomico fra 4 aree geografiche: sud-est asiatico, sub continente indiano, Europa e America. Un viaggio che racconta la stratificazione di culture dei Paesi incontrati dalla chef Rita Dalmiu che, partendo dall’India, ha attraversato tutta l’Asia fino ad arrivare a Milano.

Il concept di Spica

Il giro per il mondo di Rita Dalmiu si è tradotto nell’interior disegnato da Vudafieri-Saverino Partners in un’atmosfera eclettica, dove le suggestioni asiatiche si mescolano con richiami a maestri del design milanese, come Ettore Sottsass e Franco Albini.

L’omaggio a Sottsass è evidente nello stile libero dei portali che scandiscono gli spazi, decorati con carte da parati colorate e accenti geometrici fluo. Una scelta di grande impatto visivo che contrasta con la base neutra dei soffitti.
Il richiamo a Franco Albini si percepisce invece nei due mobili progettati per l’ingresso e la sala ristorante. In laminato noce, con struttura in ferro verniciato nero e dettagli in ottone, i due arredi espongono oggetti che richiamano i ricordi dei viaggi della chef.

Un layout basato sulla dottrina Vastu

Il rimando al mondo asiatico è presente anche nel layout del locale, disegnato in base alle regole della dottrina architettonica Vastu. Una disciplina nata in India oltre 5.000 anni fa, secondo cui le abitazioni dovrebbero essere costruite seguendo le leggi della natura, per poter avere spazi capaci di trasmettere benessere. Da qui deriva la scelta di disporre gli ambienti di Spica verso i punti cardinali consigliati dal Vastu.

Un ex edificio industriale che conserva tracce della sua storia

Situato all’interno di un ex edificio industriale, con ampie vetrate che si affacciano sulla strada e sul cortile interno, Spica conserva tracce del suo passato, come il pavimento in seminato e una parete che mostra i segni delle stratificazioni del tempo.
Le sei vetrine su strada, apribili per creare continuità fra interno ed esterno, sono vestite con una tenda colorata, che introduce al vivace ambiente del ristorante.

Un mix eclettico di arredi

All’ingresso, i clienti sono accolti da un bancone di 8 metri, con top in ottone polverizzato e sfondo in vetro anticato, che richiama i bar milanesi degli anni ’60.
Nella zona lounge trovano posto quattro tavoli rotondi, nella stessa finitura del bancone, e poltroncine e sgabelli, che ricordano le forme dell’iconica sedia Luisa di Franco Albini.
Nella sala ristorante a catturare lo sguardo ci pensano le enormi lampade di Andrea Anastasio, ispirate agli strumenti agricoli tipici indiani. Mentre le colonne e le pareti sono impreziosite dalle opere dell’artista sudafricano Sieberhagenc. Una serie di sagome in metallo verniciato nero e tagliate a laser, che interpretano in chiave ironica i simboli della cultura italiana.
Per finire, il bagno caratterizzato sempre da un’atmosfera fuori dagli schemi, grazie alle pareti iperdecorate e agli irriverenti specchi di Seletti.

Insomma, un interior allegro e rilassato dove a contare sono soprattutto le emozioni.

Foto: Nathalie Krag.

Apre a Londra Humble Pizza. Un locale total pink, ispirato ai Formica Caffè degli anni ’50.

Ha da poco aperto i battenti a Londra, ma già promette di regalare molte gioie a tutti gli instagram addicted alla ricerca di foto a prova di like. Parliamo di Humble Pizza, il ristorante vegano in formica rosa, disegnato dal londinese Child Studio.

Situato a King’s Road, il quartiere simbolo dei movimenti della sottocultura giovanile del XX secolo (dai mods e gli hippies fino ai punk e ai New Romantics), Humble è proprio da quei riferimenti culturali che prende vita.

Come raccontano Alexey Kostikov e Chieh Huang, i fondatori di Child Studio: “Humble è una fantasia su King’s Road quando Vivienne Westwood apriva la sua prima boutique, i Rolling Stones si ritrovavano al celebre Chelsea Drugstore e le strade pullulavano di hippies, punk e persone alla moda.”

Da dove nasce l’ispirazione per il design di Humble Pizza

Se l’idea iniziale viene dalla storia del quartiere di King’s Road, l’ispirazione per il design di Humble Pizza nasce invece dai Formica Caffèlocali caratterizzati da superfici in laminato e colori pastello, comparsi a Londra negli anni ’50. Per la maggior parte aperti da immigrati italiani, questi piccoli ristoranti hanno importato la cultura del caffè nella capitale britannica, facendo di King’s Road il punto di ritrovo di musicisti, fotografi e personaggi bohemian di ogni sorta.

Come si compone lo spazio

Formica rosa: è questa la grande protagonista di Humble Pizza. Un materiale e un colore che vestono pareti, bancone e tavoli, il cui pattern ritmico è scandito dal legno di ciliegio, che incornicia tutti i pannelli in laminato.

A strizzare l’occhio al passato ci sono, però, anche altri elementi: i pavimenti rivestiti in mosaico, gli scaffali in legno di ciliegio e le insegne al neon. Mentre il tocco di classe è dato dalle splendide lampade anni ’50 di Poul Henningsen, Jacques Biny e Luigi Massoni.

Il menù

Il menù propone classici italiani, insalate, zuppe di stagione e una selezione di pizze vegane, fra cui la pizza di cavolfiore con tartufo e funghi, la Diavola rivisitata con i peperoni, la pizza con crema di zafferano e asparagi e la Margherita con mozzarella vegana. Il tutto preparato nella cucina a vista. Per poter seguire passo passo la realizzazione di ogni singolo piatto.

SCOPRI GLI ALTRI RISTORANTI DI DESIGN A LONDRA

Ecco i 17 ristoranti di design più belli al mondo.

I 17 ristoranti di design più belli al mondo sono stati premiati 4 ottobre 2018 a Londra in occasione della decima edizione del Restaurant & Bar Design Awards. Si tratta di uno dei più prestigiosi premi internazionali dedicato, come dice il nome, ai migliori bar e i migliori ristoranti al mondo.

I 45 giurati, tra cui architetti, giornalisti, imprenditori e chef di fama internazionale hanno fatto la loro scelta insindacabile, premiando ristoranti di ogni genere: dai fast food ai locali stellati, dai ristoranti “pop up” a quelli residenti all’interno di hotel o aeroporti. I ristoranti di design più belli al mondo sono stati selezionati fra 900 candidati provenienti da 71 Paesi. 

Qui di seguito sono elencati tutti i ristoranti premiati. Buona lettura!

Tutti i premi ai ristoranti di design più belli al mondo

Il vincitore assoluto

Il primo premio assoluto è andato al ristorante Sean Connolly di Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, progettato da Alexander & Co. Ecco le immagini del progetto vincitore…

Clicca sulle immagini per ingrandirle

I 6 premi ai migliori ristoranti di design internazionali

  • Il premio per il miglior ristorante del Regno Unito è andato a Mei Ume, un locale di Londra progettato dallo studio AB Concept.

 

  • Il premio al miglior ristorante di design della sezione Middle East & Africa Restaurant è andato a Sean Connolly di Dubai, UAE. Progetto di Alexander & Co. Questo ristorante ha vinto anche il primo premio assoluto come “miglior ristorante di design al mondo” (vedi la scheda e le foto sopra)

 

  • Il premio al miglior ristorante di design della sezione Asia Restaurant è andato a Osteria Marzia di Wan Chai (Hong Kong) progettato dallo studio A Work of Substance.

 

  • Il premio al miglior ristorante di design della sezione Australia & Pacific Restaurant è andato a Ishizukadi Melbourne, in Australia. Design, Russell & George.

 

  • Il premio al miglior ristorante di design della sezione Europe Restaurant è andato a Romola di Madrid, Spagna, di Office for Political Innovation.

 

  • Il premio al miglior ristorante di design della sezione Americas Restaurant è andato a Akira Back di Toronto, Canada, progettato dallo Studio Munge.

Gli altri premi

Oltre a questi premi ne sono stati assegnati altri 11 per altrettante categorie: Ecco i vincitori:

  • Premio per il miglior ristorante in un hotel / Bokan (London, UK) / Mystery.

 

  • Premio per il miglior ristorante multiplo: Brasserie Blanc (Hammersmith Riverside, London, UK) / 3 Stories.

 

  • Premio per il ristorante con le migliori superfici interne: Chuan’s Kitchen (Foshan, China) / Guangdong Infinity Mind Architecture Design.

 

  • Premio per il miglior ristorante in un edificio storico : Duddell’s (London, UK) / Michaelis Boyd Associates.

 

  • Premio speciale per il miglior ristorante di Londra: Haz (London, UK) / I-AM Associates.

 

  • Premio per il ristorante con la miglior Brand Identity: Hokkaidon (Hong Kong) / A Work of Substance.

 

  • Premio per il miglior ristorante “Standalone”, cioè pensato per i clienti che mangiamo da soli: ICHIBUNS (London, UK) / Studio Glitt.

 

  • Premio per il miglior ristorante Fast Food “Casual” / The Good Egg (London, UK) / Gundry & Ducker.

 

  • Premio per il miglior ristorante all’interno di un altro spazio: The Savill Garden Kitchen (London, UK) / Path Design.

 

  • Premio per il miglior ristorante Pop Up: The Single Estate Rooms (London, UK) / Hue & Cry.
  • Premio per il ristorante con la migliore illuminazione: Akira Back (Bangkok, Thailand) / PIA Interior Co.,Ltd.