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Car Design al Fuorisalone

Il Car-design al Fuorisalone. Allestimenti e nuovi modelli di auto presentati nella settimana del design. Le case più innovative scelgono Milano per coinvolgere il grande pubblico e comunicare il futuro della mobilità.

Citroen

Citroen celebra il suo centenario e presenta in via Stendhal su progetto di Matteo Ragni, un allestimento che lega origini e futuro del celebre marchio: il deuble chevron ristilizzato che ispira per l’occasione una sedia dedicata ai cento anni del brand.

Le auto esposte, la mitica Due Cavalli – nata a fine seconda guerra mondiale – e l’attuale C5 Aircross, sono il focus del confronto tra antico e moderno che è il tema di tutta l’esposizione.

Componenti, pannelli, sospensioni, volanti, poster pubblicitari, giocattoli…., il confronto tra ieri e oggi è un modo interessante e sorprendente per recuperare il DNA tecnologico e stilistico dell’innovativo marchio francese (www.citroen.it).

Peugeot

Peugeot in via Savona, per ribadire forza e vitalità del brand, con un allestimento dominato da giochi di luce e leoni in ordine sparso, espone due novità per il presente e per il futuro prossimo.

Dal Salone di Ginevra arriva il nuovo modello della 208 in versione anche elettrica, con un disegno esterno rivisto e reso più elegante e convincente nei dettagli – nuovi e riusciti i gruppi ottici anteriori e posteriori – ma con le maggiori novità all’interno, dove un design e una cura di livello superiore, configurano un prodotto senz’altro più attraente e molto concorrenziale.

Al centro dell’esposizione la concept car E-Legend, un modello due porte che anticipa la prossima mobilità elettrica a guida autonoma, con un disegno esterno in stile anni ‘70 che rilancia le forme tipiche della casa del leone (www.peugeot.it).

Jaguar

Jaguar, con il suo chief designer Ian Callum che in un’affollata conferenza presenta la nuova Britishness, ha organizzato nel chiostro del Piccolo teatro di via Rovello un’installazione dedicata alla nuova versione della Jaguar XE, berlina media riproposta con forme più decise e sportive, e un design interno ampiamente rivisto e più curato.

L’allestimento, che presenta un esploso al vero, consente una lettura approfondita dei principali componenti ma anche del pregio delle soluzioni di dettaglio e dei materiali, secondo la filosofia della casa, che nel design vede la risorsa strategica per comunicare qualità e bellezza per distinguersi nel mercato globale (www.jaguar.it).

Il giovane designer Luciano Fabale ha sviluppato un’innovativa concept car che cerca di dare una risposta ai problemi delle auto contemporanee. Il punto di partenza è uno studio che rivela come in Europa la media dei passeggeri in auto sia di 1,3 persone e che normalmente le auto vengono demolite (dopo soli dieci anni di vita) con i sedili posteriori praticamente intatti. Per non parlare del bagagliaio che viaggia quasi sempre vuoto. Mediamente, dunque, sedili posteriori (e in parte il sedile anteriore del passeggero), così come il bagagliaio, sono volumi praticamente inutili per una citycar.

Il concept di Bipo tenta di risolvere questo problema, proponendo un veicolo elettrico monoposto (no-auto/no-moto) che all’occorrenza è in grado di trasportare un secondo passeggero grazie ad un sedile impilato nella sella del pilota. Ovviamente senza passeggero tutto lo spazio posteriore può essere usato come bagagliaio.

Il concept Bipo, nato in occasione un esame di Design e Innovazione di Prodotto presso l’Università La Sapienza, vuole dare una risposta all’inquinamento dimensionale dello spazio. Non sprecare lo spazio, eliminando le dimensioni inutili degli oggetti, aiuterà a ridurre il traffico nelle nostre città contribuendo a migliorare la qualità della vita.

 

Portare a spasso La ragazza con l’orecchino di Vermeer o la Venere di Botticelli… Per proteggersi dal sole in auto, per sfrecciare nel traffico lasciando gli altri automobilisti e i pedoni a bocca aperta, i parasole “artistici” di Appelius.

Immaginatevi lo stupore di chi, vedendo passare la vistra auto, scopre che sul sedile posteriore trasportate la ragazza dagli orecchini di perla o la regina Nefertiti. Un buffo personaggio floreale di Arcimboldo o addirittura una Venere botticelliana. O magari scurge due melanconici angioletti che, come due gatti sul davanzale, scrutano il mondo all’esterno dell’abitacolo. Questo è l’idea artistica proposta da Julian Appelius e Karen Olze; un modi insolito e divertente per proteggere i passeggeri dai forti raggi del sole estivo.

I parasole sono prodotti e distribuiti dall’azienda tedesca muse.creativ industries.

www.musestores.de

 

Un fenomeno mondiale, partito da Bresso alle porte di Milano. Il 9 aprile 1953 è la data di presentazione di questo rivoluzionario veicolo a tre ruote, destinato a trovare nel mondo quel successo che purtroppo è mancato in Italia, tanto che oggi pochi ne conoscono la storia.

Due posti con accesso frontale, motore da 200 a 300 cc, due o quattro tempi con raffreddamento forzato ad aria, l’Isetta prodotta dalla Iso Rivolta, e inseguito da altre aziende straniere, è stata una risposta alla motorizzazione di massa negli anni del boom economico, ma ancora oggi risulta innovativa, unica e molto apprezzata.

Negli anni Cinquanta nasce il tessuto industriale nazionale, si manifestano irripetibili fattori di crescita economica e sociale, progettazione e comunicazione si combinano come mezzo strategico per l’affermarsi di aziende e prodotti in ampi e spesso nuovi settori di consumo. Con la produzione nasce la motorizzazione di massa, di alcuni decenni in ritardo rispetto a paesi più avanzati come gli Stati Uniti, ma sotto la spinta del nostro migliore design, si affermano prodotti unici a livello internazionale. In questo periodo particolarmente coraggioso, a Bresso, periferia nord di Milano, vede la luce uno degli emblemi dell’epoca per innovazione, design e spirito imprenditoriale: l’Isetta della Iso Rivolta. Una sorta di uovo metallico, passato da tre a quattro ruote per una migliore stabilità, è una via di mezzo tra lo scooter e l’utilitaria, con lo scopo di fondere in un solo veicolo i vantaggi delle due tipologie. La casa produceva già, con motori e meccanica di eccellenza, scooter e motocicli come l’Isoscooter 150 F, l’Isomoto GT e l’lsosport 125. Ma grazie al talento dei suoi progettisti Ermenegildo Preti e Pierluigi Raggi, e all’intraprendenza del titolare Renzo Rivolta, si decide di produrre e commercializzare al prezzo di 335 mila Lire, un veicolo e due posti assolutamente innovativo, dotato di singola portiera frontale, volante e pedaliera automobilistica, nel minimo degli ingombri esterni (la lunghezza della versione Bmw è di 216 cm). Ampie superfici vetrate, tetto apribile, carrozzeria dal disegno anche troppo avveniristico per quel periodo, tanto che il successo commerciale stenta a manifestarsi e l’azienda cede la licenza di costruzione all’estero. Nel 1955 conclusa la produzione della Isetta, la casa riprende con moto e scooter, in seguito spostandosi a Varedo, con auto sportive e da corsa fino agli anni ’70.

In Germania la Bmw invece produce la Isetta in qualche centinaio di migliaia di unità, permettendosi così di superare la grave crisi postbellica. Ma la vetturetta viene apprezzata e prodotta anche in Francia, Spagna e Brasile, creando estimatori e raduni in ogni parte del mondo.

Oggi a Bresso grazie al perseverare di un ristretto gruppo di appassionati, che costituiscono il Comitato IsoMillenium, si cerca da anni di creare una doverosa sede museale, proprio nelle strutture superstiti della casa madre. Il Comitato presiede a tal fine l’opera di mediazione con gli enti locali, e soprattutto organizza raduni internazionali aperti ad ogni auto o moto con marchio Iso.

Un solo pensiero finale: dopo il museo industriale, perchè non fare dell’Isetta una nuova e aggiornata auto elettrica??

www.isomillenium.it

Renault Frendzy. Una concept a doppia vocazione per anticipare la nuova Kangoo: elettrica, monovolume e tuttofare.

Il rinnovamento della casa francese procede con la continua presentazione di nuove concept, che anticipano linee e soluzioni dei futuri modelli di serie. Dopo utilitarie e sportive, tutte previste a trazione elettrica, tocca adesso a un veicolo compatto di 4,1 metri che unisce soluzioni da familiare, monovolume e furgoncino da lavoro. Sotto il segno della nuova direzione stilistica di Laurens van den Acker.

La Renault, è al momento tra le case europee, una di quelle con il design meno convincente ed emozionante. Gli attuali prodotti, per linea esterna e design degli interni, non esprimono se non un livello medio di qualità e di immagine complessiva del prodotto, con conseguente residua capacità di attrazione della clientela. Mentre il design, soprattutto in questo settore, si conferma la variabile strategica per l’affermarsi di un modello e della sua originalità rispetto alla concorrenza, dandosi per scontato che prestazioni, affidabilità, sicurezza, siano attestate su standard competitivi. Dai tempi della direzione di Patrick Le Quément, non si sono visti risultati degni di nota, ma l’arrivo di Laurens van den Acker e l’uscita di varie concept a sua firma (Zoe, R Space, Captur, DeZir), lasciano intravedere un corso innovativo, di cui aspettiamo di valutare gli effetti nella produzione di serie.

Questa Frendzy mostra oltre a un nuovo linguaggio, a partire dalla nuova configurazione del frontale, originali soluzioni funzionali, come la disposizione asimmetrica delle portiere posteriori, sul lato destro ad anta controvento e sul lato sinistro scorrevole. Il veicolo si propone per impiego professionale o familiare con soluzioni dedicate, come la possibilità di apporre schermi per la comunicazione commerciale, o come i sensori nelle aperture di carico in grado di rilevare i codici dei colli da trasportare. Un tablet BlackBarry è integrato nella plancia, sia per funzioni di lavoro che di infoteinment. La trazione è garantita da un motore elettrico da 60 cv alimentato da batterie al litio, per una velocità di punta di 130 km/h. Sono state addirittura previste due “colonne sonore” per la diffusione di rumori di viaggio, distinte per la versione da lavoro e da famiglia.

www.renault.it

Una concept car tecnologicamente molto avanzata, presentata all’ultimo Salone di Parigi per il settantacinquesimo del marchio inglese e per anticipare canoni tecnici e stilistici, in vista che la rivoluzione dell’elettrico si estenda anche al segmento delle supersportive.

Ogni casa automobilistica è alla ricerca di soluzioni alternative al motore termico, non più per il medio ma per il breve termine. Condizioni ambientali ed energetiche e di accresciuta sensibilità della clientela, obbligano gli uffici tecnici a considerare le soluzioni di trazione alternative più efficienti e immediatamente spendibili. Un marchio come Jaguar si trova così a dover declinare l’elettrico in versione sportiva, dando prova con questa supercar a due posti, di viaggiare sempre ad alti livelli per quanto riguarda tecnologia e design del prodotto, sia per lo stile esterno che per le soluzioni adottate nell’allestire l’abitacolo. La casa pensa anche ad una versione con tradizionale motore termico, sviluppato in collaborazione con la Williams F1. Sulla versione elettrica, sono invece previsti quattro motori montati sugli assali di 145 kw ciascuno, per un totale di 580 kw di potenza, a cui si aggiungono due micro turbine a gas di origine aeronautica di 140 kw ognuna, installate per incrementare la ricarica delle batterie e consentire una autonomia prevista di ben 900 km, oppure per fornire immediati incrementi di potenza richiesti dal guidatore.

www.jaguar.com

Aston Martin, marchio inglese noto per aver fornito le auto supersportive a James Bond, apre le porte al mondo dell’interior design con un’inedita collezione di arredamento.

La collezione vuole essere una soluzione integrata di proposte per la casa, ufficio e contract, completa di complementi e illuminazione. I designer dell’azienda sostengono che ogni soluzione tecnica è sviluppata per garantire la massima funzionalità rimanendo il più delle volte invisibile;  si può affermare lo stesso per le soluzioni estetiche?

Le due scrivanie proposte non passano di certo inosservate: guardandole si resta ipnotizzati da quel fascino aggressivo che notoriamente contraddistingue i gioielli della casa automobilistica inglese. Ma per la le loro linee dinamiche e avveniristiche, più che allo studio dell’agente 007 – che immaginiamo puro in stile vittoriano – sembrano adattarsi meglio alla caverna di Batman. Le “ali da pipistrello” che le contraddistinguono, infatti, nascondono un vano illuminato a LED, dove tenere al sicuro qualche piccolo segreto. Componenti strutturali, particolari meccanici e dettagli sono decisamente tecnologici ma le superfici a sezione alveolare tagliate al laser, il carbonio e l’allumino utilizzati sono stati “ammorbiditi” da un più tradizionale e confortevole rivestimento in pelle.

La collezione Aston Martin Interiors è rigorosamente Made in Italy. È prodotta e distribuita in esclusiva mondiale da Formitalia Luxury Group spa, azienda italiana che ha scelto di collaborare con l’archietto Mirko Tattarini Monti e il designer Emanuele Canova. La commercializzazione avverrà attraverso punti vendita monomarca: le prime aperture sono previste per la fine dell’anno a Pechiino, Shangai, Kiev, Mosca, Wenzhou e in alcune città del Medio Oriente.

www.formitalia.it

Fondata da Henry Frederick Stanley Morgan nel 1909, la Morgan Motor Company è un vero e proprio atelier che realizza artigianalmente un piccolo numero di vetture sportive dalle linee decisamente Rétro, ma dal cuore modernissimo.

In occasione del Salone del Mobile Morgan Motor Company presenta la riedizione di una sua icona, la Morgan 3Wheeler, un curioso modello sportivo che rappresenta la sintesi di un design moderno  fuso con una manifattura tradizionale.

Da Borghi Automobili, nel cuore della vitale zona Tortona, è possibile esplorare il mondo Morgan e ammirare l’ “Art Car”decorata dall’eclettico artista Hornsleth.

www.morgan-motor.co.uk