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I salvadanai Muse sono la prima serie di oggetti autoprodotti di Collezione Caleido, il nuovo brand creato da MM Company.

Albina, Bice, Clelia, Fausta, Lisa. Sono questi i nomi dei cinque salvadanai Muse di Collezione Caleido, il brand di oggetti autoprodotti lanciato dall’agenzia creativa MM Company in collaborazione con artigiani del Made in Italy. Cinque salvadanai di design in ceramica che rileggono con poesia un oggetto legato ai nostri ricordi d’infanzia.

“Come creativi e designer sentiamo il compito di salvaguardare le tradizioni artigianali del Made in Italy”, spiegano Manuel Barbieri e Marco Magalini, fondatori di MM Company e Collezione Caleido. “Abbiamo creato il brand Collezione Caleido proprio per questo: raccontare e far capire ai design-lover quanto valore ci sia dietro a un oggetto apparentemente semplice”.  

Muse è il primo progetto di Collezione Caleido

I salvadanai Muse sono il primo progetto autoprodotto di Collezione Caleido e sono stati creati da Vania Sartori, un’artista-artigiana della ceramica basata a Nove, in provincia di Vicenza. Una zona con una tradizione antichissima legata al mondo della ceramica.

“Lavorare con Vania Sartori è stato interessante: il suo modo di reinterpretare il nostro lavoro di designer e creativi ci ha affascinato. Il suo è un lavoro di una cura, di una bellezza e di una fragilità rara”, raccontano ancora Manuel Barbieri e Marco Magalini di MM Company.

Salvadanai o muse?

Cinque salvadanai pensati per risparmiare ma soprattutto per ispirare. Il nome Muse ha infatti un doppio significato. Da un lato rimanda a “musine”, l’espressione veneta usata per chiamare i salvadanai. Dall’altro evoca le Muse fonte di ispirazione poetica della mitologia greca.

D’altronde, i salvadanai Muse sono composti da due parti che richiamano una figura femminile. Il contenitore è il corpo, il tappo removibile e dalla forma irregolare è la testa. In più, ogni Musa ha un proprio nome, specifiche caratteristiche fisiche e un colore distintivo (petrolio, rosa seta, cemento, giallo pallido e cioccolato). Cinque diversi nomi, forme e colori a cui corrispondono altrettante personalità.

I salvadanai Muse sono in vendita nell’e-shop di Caleido (www.collezionecaleido.eu) e in una selezionata rete di e-commerce come Monomio, Pamono e LoveTheSign.

Foto: Fabrizio Scarpa.

I vasi di design in ceramica fatti a mano sono la grande tendenza dell’home decor. Ecco la nostra selezione.

Le ceramiche artigianali sono uno dei grandi trend dell’home decor. Una tendenza che, da un lato, soddisfa il nostro bisogno di unicità in un mondo dominato dall’omologazione. E, dall’altro, ci permette di riconnetterci con il passato. La lavorazione dell’argilla, infatti, è legata a un sapere antichissimo che è rimasto immutato nel corso dei millenni e che, proprio per questo suo ripetersi, ci restituisce un senso di sicurezza.

Se la tecnica attraverso cui lavorare la ceramica è la stessa da millenni, il modo di interpretarla è, però, cambiato. Le ceramiche artigianali oggi sono diventate terreno di ricerca, e spesso di sperimentazione, per tanti designer. E, fra i protagonisti di questa rivoluzione handmade, ci sono senza dubbio i vasi in ceramica.

Per questo abbiamo deciso di dedicare il nostro nuovo focus ai vasi di design in ceramica fatti a mano.

Tra superfici materiche e forme essenziali, ecco la nostra selezione.


Better Together, Federica Bubani

Si chiama Better Together la collezione della designer romagnola Federica Bubani. Un progetto che, come suggerisce il nome, crede nella forza delle “relazioni”. A comporre la serie, infatti, non ci sono solo i vasi, ma anche i fiori. Perché i bellissimi vasi in terracotta refrattaria realizzati a mano da Federica sono accompagnati dai fiori di carta dell’artista Andrea Merendi. Un binomio perfetto che dimostra come “insieme è meglio”. Purché la coppia sia bene assortita, si intende.
I vasi sono proposti in 8 modelli diversi e in 5 colori: grigio malva, rosa antico, senape, ghiaccio rosa, verde chiaro. I fiori, sempre disponibili in 8 tipologie differenti, abbracciano una palette cromatica molto varia. Tanti colori che potete divertirvi a combinare in vari modi per far emergere la vostra creatività. (it.federicabubani.it)


Tripod, Paola Paronetto

Tripod di Paola Paronetto arricchisce la sua celebre collezione Cartocci. L’ispirazione viene dai manufatti di altre epoche ed etnie. Il metodo di lavorazione è invece lo stesso: il paper clay. Una tecnica che mescola la cellulosa con l’argilla, amata da Paola per il suo carattere a un tempo solido e fragile. (www.paola-paronetto.com)


Le Morandine, Sonia Pedrazzini

Quando si parla di vasi di design in ceramica fatti a mano, non si può non citare Le Morandine di Sonia Pedrazzini. Un metaprogetto, come lo definisce la stessa designer, che si propone di dare tridimensionalità alle nature morte di Giorgio Morandi. (www.soniapedrazzini.it)

Leggi la nostra intervista a Sonia Pedrazzini

Bottega d’arte, Coralla Maiuri

La collezione di vasi Bottega d’arte di Coralla Maiuri si arricchisce con nuove sperimentazioni materiche. Effetti madreperlati e cangianti si sposano con superfici a rilievo, dove la materia sembra essersi seccata dopo un’eruzione vulcanica. Una stratificazione di texture e cromie che ricorda la tavolozza di un pittore, su cui i colori si sovrappongono a spessi strati irregolari.
L’effetto raw di Bottega d’arte è ammorbidito dalle tonalità delicate, dai contrasti lucido/opaco e dagli eleganti dettagli in oro. (corallamaiuri.com)


Efflorescence, Vanessa Hogge

L’artista londinese Vanessa Hogge crea incredibili vasi floreali, modellando i piccoli fiori ad uno ad uno. Il risultato è un trionfo di fiori dai dettagli incredibili che adornano vasi e centrotavola.

I fiori preferiti da Vanessa sono le rose, le margherite e le ortensie. In pratica, tutti quei fiori che mostrano nella corolla la loro bellezza. (vanessahogge.com)

Guarda il nostro approfondimento sui vasi floreali di Vanessa Hogge


Guggenheim e Sphera, 101 Copenhagen

Da Londra ci spostiamo in Danimarca con 101 Copenhagen, un giovane brand che propone complementi e accessori per la casa a metà fra design e artigianato.
Nel loro catalogo spiccano due collezioni di vasi in ceramica, entrambi disegnati da Kristian Sofus Hansen & Tommy Hyldahl: Guggenheim e Sphera.

In entrambe le collezioni i vasi in ceramica si basano su una geometria archetipica. Una forma primordiale che, unita alle texture grezze e ai colori naturali, rende questi vasi simili a reperti provenienti da un tempo lontano. (101cph.com)


Popcorn, Veera Kulju

La collezione Popcorn della designer-artista finlandese Veera Kulju è uno studio sperimentale dell’arte della porcellana.
“Ho realizzato i primi esperimenti sulla linea popcorn quando ero ancora una studentessa”, racconta Veera. L’odore dei popcorn che preparava mentre studiava, l’ha spinta a portare quella bellezza irregolare sulla porcellana. “In seguito, ho saputo da altri studenti che pensavano fossi impazzita, a trasformare i veri popcorn in porcellana”(veerakulju.com)


Rosa Maria Kulzer

Forme ridotte all’essenziale e superfici raw: nelle ceramiche di Rosa Maria Kulzer è la stessa materia a essere protagonista.
Nel suo laboratorio a Stoccarda, in Germania, la ceramista tedesca mescola l’argilla con gli smalti, creando oggetti materici e dai colori terrosi. Un modo di lavorare la ceramica che si propone di riconnetterci con la natura(www.ceramica-rosa-maria.de)


Bandura e Kumanec, Faina Design

Bandura, il set di vasi di Faina Design, richiama l’omonimo e antico strumento musicale ucraino. Da lì deriva la loro forma a metà fra un liuto e una cetra.
Una collezione dalla forte personalità che racconta la storia di un’intera nazione.

Sempre di Faina Design è la collezione Kumanec. Una serie di 5 vasi ispirati alla ceramica popolare ucraina. La caratteristica dei vasi è quella di avere la forma delle ciambelle, tonde col buco al centro. Sono tutti realizzati in ceramica naturale o nera. (www.yakusha.design/faina)


Mademoiselle, Laesse

Si chiama Mademoiselle questa collezione di 7 vasi creati dalla designer e ceramista Stefania Vazzoler. Sono tutti realizzati a mano in terracotta in delicate tonalità pastello e finiti con smalto ad acqua, e fanno parte di una più ampia linea di una ventina di vasi in terracotta che Stefania Vazzoler ha raccolto fra gli oltre 60 prototipi creati negli ultimi tre anni.

Le 7 Mademoiselle non sono, però, semplici vasi. Sono oggetti di arredo da usare con la massima libertà, che possono vivere da soli o accostati a gruppi. Possono rimanere vuoti oppure contenere fiori, rami o altri oggetti decorativi. (www.laesseceramica.it)


Valeria Vasi

È sul confine fra arte, scultura e design che nascono i vasi in ceramica di Valeria Vasi. Il cuore di questo progetto Made in Barcelona è l’essenzialità. A comporre la collezione sono, infatti, poche forme geometriche e solo 4 colori: bianco, nero, terracotta e rosa. Le finiture sono invece disponibili sia in versione lucida che opaca.
Una curiosità: abbiamo scoperto il lavoro di Valeria Vasi su Instagram dove la designer catalana dimostra di conoscere due o tre cosette sullo storytelling. Da guardare e poi prendere appunti. (www.valeriavasi.com)


Altri progetti?

Scopri anche i più bei vasi in vetro di design

 Guarda tutti i vasi in ceramica pubblicati su Design Street!


Ecco i più bei diffusori per ambiente di design. Per profumare l’ambiente arredando.

Profumare arredando. È questa una delle tendenze in tema di home decor. Già, forse complice la grande popolarità che i profumatori per ambiente stanno avendo negli ultimi tempi, oggi sempre più designer stanno reinterpretando questo oggetto. Dalle “piante” in legno profumato firmate da Marcel Wanders per Alessi alle lampade olfattive di Tonatto, dai diffusori di profumo per ambiente con le briccole veneziane di Locherber Milano ai bonsai di Design House Stockholm.

Ecco la nostra selezione.


I diffusori di profumi per ambiente di design


Desiderio, Blueside Emotional Design

Non solo bastoncini. I diffusori per ambiente di design possono anche essere spray. Un esempio interessante è Desiderio, una novità 2020 di Blueside Emotional Design dalla chiara ispirazione rétro.
Composto da un contenitore in vetro borosilicato dalla forma sferica e da un pescante in vetro verticale o a serpentina, Desiderio sembra appena uscito da un film degli anni ’20.
La collezione comprende 4 versioni di diverse dimensioni: 100 ml, 1 lt, 4 lt e 10 lt. Il design è di Francesco Paretti(www.blueside-design.com)


The Five Seasons, Alessi

In una rassegna sui diffusori per ambiente di design non può mancare The Five Seasons, il progetto firmato da Marcel Wanders per Alessi.
Con The Five Seasons, Wanders trasforma la profumazione per la casa in un vero oggetto d’arredo. Costituito da una base in porcellana e foglie in legno di mogano, il profumatore assume infatti le sembianze di una “pianta”.
Come si diffonde il profumo? Con un tocco della mano, la base di porcellana ruota su se stessa e l’aria passa tra le foglie di legno impregnate di essenza. Si può scegliere tra cinque diverse foglie, ognuna abbinata a una delle fragranze della collezione. (www.alessi.com)


PHIL, Tonatto

Si chiama PHIL ed è disegnata da Astrid Luglio la lampada olfattiva di Tonatto.
Il progetto nasce dall’obiettivo della Maison torinese di reinterpretare l’esperienza olfattiva con un nuovo supporto. Cuore del progetto è un filtro di carta che assorbe le fragranze di Tonatto prima che siano imbottigliate. Il filtro poggia su una base in ottone, realizzata da un artigiano orafo, e diffonde il profumo con il calore della luce.
Grazie al sistema di calamite, i filtri si possono cambiare facilmente. Un vero incantesimo d’amore. (www.tonatto.com)


Bonsai, Design House Stockholm

Dalle piante in legno di Marcel Wanders ai bonsai in rattan di Takafumi Nemoto. Parliamo di Bonsai, il diffusore per ambiente di Design House Stockholm.
Stanco dei classici bastoncini in legno, il designer giapponese li ha sostituiti con rami e foglie in rattan intrecciati a mano.
La collezione comprende tre modelli: Bonsai Cloud, Bonsai Blossom e Bonsai Breeze. Ognuno poggia su una base in grès contenente un olio profumato, che diffonde una fragranza fresca e naturale. (www.designhousestockholm.com)


GUARDA IL NOSTRO APPROFONDIMENTO SU BONSAI


Profumo, Ichendorf

Il porta essenze Profumo, disegnato da Cristina Celestino, gioca sulla sovrapposizione di due volumi semplici: il cilindro e la sfera. Il primo può essere liscio oppure impreziosito da scanalature che solcano il vetro in verticale. La sfera, tagliata a 45 gradi, è un omaggio alle ampolle dei maestri profumieri.
Il diffusore è in vetro borosilicato soffiato a lume ed è disponibile in due versioni. Una da 500 ml e una più piccola da 250 ml. (www.ichendorfmilano.com)


The Elements, Tom Dixon

The Elements è la collezione di fragranze per la casa proposta da Tom Dixon, ispirata ai quattro elementi della natura: Fuoco, Aria, Terra e Acqua. Quattro profumi leggeri ma di carattere presentati in raffinati diffusori di design. Bottigliette in vetro soffiato a bocca, di quattro colori diversi, decorate con lettere applicate a mano.
Per diffondere il profumo, c’è un rametto di carbone di provenienza britannica. (www.tomdixon.net)


Collaps, Moreno Ratti

Il profumatore per ambiente Collaps fa parte dell’omonima collezione autoprodotta da Moreno Ratti, designer che da anni è concentrato sulla lavorazione creativa del marmo.
L’idea è quella di creare una serie di oggetti in vetro che “collassano” sotto il peso del coperchio in marmo. Un contrasto molto forte, interpretato da Moreno Ratti in maniera intelligente e creativa.
Ogni pezzo è realizzato a mano in tiratura limitata. (morenoratti.com)


Vase Diffusers, Skandinavisk

Heia, Lysning, Rosenhave. Tre fragranze, tre fughe nei paesaggi scandinavi. Sono i profumatori in vaso del brand svedese Skandinavisk. Tre diffusori che portano in casa i profumi e le sensazioni rilassanti della natura nordica.
I tre profumatori sono proposti in un contenitore di vetro decorato soffiato a bocca, che ricorda i piccoli vasi con un fiore. Per tutti i nordic addicted ma non solo. (skandinavisk.com)


Home Fragrances, FAINA Design

Un set di sfere in vetro soffiato, ognuna pensata per un profumo diverso. Sono le nuove fragranze per ambiente dell’eclettico brand ucraino Faina Design.
3 profumatori per ambiente dal design minimale. 3 tonalità differenti. 3 fragranze differenti. Come unico elemento decorativo, le bolle della soffiatura imprigionate nel vetro, che rendono un diffusore diverso dall’altro.

I 3 profumi sono MÓCHAR, simbolo della connessione con la terra e caratterizzato da un’armonia di fieno, aghi di ginepro e corteccia di betulla. POLYN, che diffonde i toni affumicati dell’assenzio di Taurian, del timo, dell’abete dei Carpazi e della camomilla di campo appena raccolta. E CVIT che rivela una scia di femminilità floreale con accenti di pepe e salvia, di felce e di infiorescenze di campo. (www.yakusha.design)


Fragrance Diffuser Collection, Fazzini

Fazzini Home Fragrances è la linea di diffusori per ambiente progettata da Hangar Design Group per Fazzini, il noto brand di biancheria per la casa.
Il profumatore è costituito da un vaso in ceramica dalle forme essenziali, realizzato con la tradizionale tecnica al tornio.
Un piccolo capolavoro di artigianato e design vincitore dell’IF Design Award 2018. (fazzini23.onretelit.com)


Venetiae, Locherber Milano

Un omaggio a Venezia e alla sua storia. È Venetiae, il profumatore per ambiente di Locherber Milano realizzato con le briccole.
I celebri pali in legno che delimitano le zone navigabili nella laguna di Venezia devono essere sostituiti ogni vent’anni, perché deteriorati dall’erosione delle teredini, i molluschi che si nutrono di legno. Locherber Milano ha recuperato le briccole rovinate e le ha trasformate nei tappi del diffusore. Il risultato è un piccolo gioiello di alto artigianato. (locherbermilano.com)


Stile, CULTI MILANO

Il diffusore Stile di CULTI MILANO si veste con un elegante abito. L’azienda ha, infatti, lanciato una fascia in ecopelle per il profumatore nel suo formato Magnum da 4300 ml. La fascia è disponibile in nero e cognac ed è impreziosita dal logo CULTI MILANO. Un accessorio ricercato per decorare con discrezione. (www.culti.com)


 

Ice Cream, Lladrò

Cremoso come un gelato alla panna. È Ice Cream, uno dei profumatori per ambiente di design del brand spagnolo Lladrò.
A comporre il diffusore un contenitore in porcellana bianca opaca e un coperchio in metallo dorato. All’interno c’è un flacone in vetro trasparente con 200 ml di essenza e sei bastoncini da 20 cm. Questo oggetto decorativo è prodotto a mano in Spagna ed è disponibile anche nella versione portacandele(www.lladro.com)


Foto di copertina: Skandinavisk.

Gli specchi da tavolo di design sono un oggetto fra memoria e contemporaneità. Ecco la nostra selezione.

Belli da guardare e perfetti per guardarsi. Oggi parliamo degli specchi da tavolo di design. Un accessorio simbolo di vanità, tradizionalmente usato per impreziosire un angolo della camera da letto e accompagnarci nella nostra beauty routine. Ma anche un oggetto carico di magia che ha ispirato tanti designer nel corso degli anni.

Qualche idea? Detto fatto. Abbiamo raccolto per voi 18 specchi da tavolo di design. Fra proposte minimal e specchi dal sapore rétro, grandi brand e designer indipendenti.

Ecco la nostra selezione.


GUARDA ANCHE I NOSTRI ARTICOLI SUI
MOBILI DA TOELETTA E SUGLI SPECCHI DA TERRA


 

Nimbus Table Mirror, Menu

“Un piccolo amico che ti aiuta quando hai bisogno”. Così Krøyer-Sætter-Lassen racconta Nimbus, il suo specchio da tavolo per Menu.
Il progetto parte da una riflessione: come una cornice può circondare un quadro, senza distogliere l’attenzione dalla bellezza dell’opera. Il risultato è una cornice curvain ottone lucido o brunito, dall’eleganza discreta. Per aggiungere un accento prezioso lasciando, però, lo specchio protagonista. (menuspace.com)


Half Moon Mirror, Kristina Dam

Scultura o specchio da toeletta? È Half Moon Mirror di Kristina Dam Studio. Una mezza luna dal design minimale che può portare una nota di romanticismo in qualsiasi ambiente.
Half Moon Mirror è proposto con base in marmo bianco o in legno di quercia. Lo specchio è disponibile nella versione standard o anticata, a seconda che si voglia dare priorità all’aspetto funzionale o a quello decorativo. (kristinadam.dk)


Nur Mirror, Zanat

Ricorda un piccolo totem tribale lo specchio da tavolo Nur Mirrordisegnato da Monica Förster per Zanat. Lo specchio sagomato ha un’impugnatura in legno di acero nero. Una volta utilizzato, lo specchio si può riporre sul tavolo, infilando il manico in una base d’appoggio dalla forma conica, intagliata a mano in diverse decorazioni. (www.zanat.org)

 


Reflecting Marble, Soda Designers

Si chiama Reflecting Marble l’elegante specchio da tavolo di Soda Designers.
A comporre il progetto due lastre di marmo incastrate l’una nell’altra, come fossero le carte di un mazzo. Un gioco di incastri reso possibile dallo spessore ridotto del materiale. Su ognuna delle due lastre di marmo è applicato uno specchio. Posizionando le due superfici a specchio a un’angolazione di 90°, si ottiene un’area di riflesso praticamente infinita. (www.soda.at)


IO, Gejst

Un giroscopio. È questo dispositivo fisico impiegato per navigare nei satelliti e nei sottomarini ad aver ispirato IO, lo specchio da tavolo disegnato da Michael Rem per Gejst. Il risultato è uno specchio dal design puro ed essenziale che può essere utilizzato anche come semplice elemento di decorazione.
IO è disponibile in 2 colori: nero e rosa (il rosa solo come specchio per il trucco). La versione per il trucco è dotata di lente d’ingrandimento. (gejst.com)


Muse Table Mirror, Woud

Un po’ specchio, un po’ portagioielli. Muse, il progetto firmato da Laurene Bourgeron per Woud, è uno specchio da tavolo che combina diverse funzioni.
La base circolare può accogliere accessori per il trucco e piccoli oggetti. La struttura permette di riporre i gioielli. Lo specchio circolare fa il paio con la base di Muse, creando un equilibrio armonico.
Un oggetto funzionale, ma anche un complemento decorativo dal deciso segno grafico. (woud.dk)


Flip, Normann Copenhagen

Parlando di specchi da tavolo di design, è d’obbligo citare Flip di Normann Copenhagen. Lo specchio, disegnato da Javier Moreno, si ispira al tradizionale tavolo da toeletta. Come un tavolo per il trucco, Flip unisce due funzioni in una: specchio e spazio contenitivo. Invece dei cassetti, nello specchio di Normann Copenhagen c’è un piccolo vassoio a ospitare i gioielli e il necessario per il make up.
Flip è in metallo laccato, disponibile in diverse finiture e colori. Lo specchio può essere ruotato verso l’alto, verso il basso o di 360 gradi(www.normann-copenhagen.com)


Slide, Fritz Hansen

Un altro specchio da tavolo dal design minimale, con portaoggetti integrato. Si chiama Slide ed è firmato dalla designer giapponese Karin Nakamura per la collezione accessori di Fritz Hansen
Questo piccolo specchio da toilette è nato dalla collaborazione tra il Central St. Martens College of Art & Design e Fritz Hansen, dove ha studiato la Nakamura. La designer racconta di essere stata influenzata, nella progettazione dello specchio, dall’approccio minimalista tipico della cultura giapponese. (fritzhansen.com)

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Sophie, Salvatori

L’eleganza del marmo trova piena espressione in Sophie, lo specchio da tavolo di Salvatori. Il marmo Bianco di Carrara compone, infatti, la cornice dello specchio e la base a forma di cono su cui poggia.
Il design minimale rende lo specchio Sophie adatto per diversi ambienti: dal bagno alla camera da letto, fino al living. (www.salvatori.it)


Flow Table, Ginger&Jagger

Lungo le rive di un fiume, i rami degli alberi catturano gli oggetti che scorrono nell’acqua. Lo specchio da tavolo Flow di Ginger&Jagger racconta questo dialogo fra alberi, acqua e terra. Il ramo qui è però in fusione di ottone e funge da base per la cornice in marmo Nero Marquina che sostiene lo specchio circolare.
Flow è lavorato interamente a mano a Porto. (www.gingerandjagger.com)


Mirror Mirror, Maria Bruun

Specchio specchio delle mie brame… Riprende la celebre frase della perfida regina di Biancaneve Mirror Mirror, la collezione disegnata da Maria Bruun. Una serie di specchi angolari pensata per inserirsi in ogni angolo della casa e per raccontare storie da diversi punti di vista. Perché se uno specchio di norma racconta solo un lato della storia, Mirror Mirror riflette la realtà in modo sfaccettato.
Un progetto tra funzionalità e magia. (mariabruun.com)


Apollo, Pulpo

Sembra una roccia lunare la base di Apollo, lo specchio da tavolo disegnato da Studio Furthermore per Pulpo. In realtà, si tratta di alluminio pressofuso grezzo. Un progetto dalle forme semplici, che punta tutto sui materiali e sui loro contrasti.
Gli specchi da toeletta Apollo sono proposti in due misure. A voi la scelta. (pulpoproducts.com)


Culti domestici, Stella Orlandino

Una specchiera da toeletta pensata come una piccola architettura domestica. È Culti domestici, lo specchio da tavolo firmato dalla designer Stella Orlandino.
Con le sue colonne in marmo di Carrara e il chiaroscuro delle scanalature lo specchio è, infatti, un chiaro omaggio alle architetture classiche.
Un ritorno alle forme pure. Un oggetto dal fascino senza tempo. (stellaorlandino.com)


Table Mirror, Fritz Hansen

Una sottile struttura in metallo verniciato e un ripiano in marmo. Progettata negli anni ’50 da Paul McCobb, questa specchiera da tavolo di Fritz Hansen sembra essere un oggetto dei giorni nostri. Merito del suo design senza tempo.
Una specchiera di design piena di fascino, ma anche un complemento d’arredo estremamente funzionale. Lo specchio può essere, infatti, ruotato di 360 gradi. (fritzhansen.com)


Cyclope, Moustache

Dichiara il suo carattere nel nome Cyclope, lo specchio da tavolo di Moustache. Il progetto firmato da Ionna Vautrin richiama infatti nella forma i Ciclopi, i giganti con un occhio solo della mitologia.
Con la sua superficie di forma convessa, lo specchio riflette lo spazio deformandolo. Un effetto che dà la sensazione che qualcuno ci osservi dall’altra parte.
Il “ciclope” poggia su una base conica in ceramica simile a un piedistallo. (www.moustache.fr)


Poudré Collection, Atelier Macramé

Uno specchio che nasce dai “cassetti dei ricordi dell’infanzia”. È Poudré, la linea di specchi di Atelier Macramé, il progetto di design autoprodotto creato da Laura Calligari.
Il cuore di Poudré è nel pattern geometrico sul retro. Un disegno realizzato con la scagliola, un’antica tecnica di intarsio che riproduce la resa visiva del marmo e delle pietre dure attraverso una mescolanza di gesso, colle naturali e pigmenti colorati. (www.ateliermacrame.it)

LEGGI IL NOSTRO APPROFONDIMENTO SULLA COLLEZIONE POUDRÈ 


Melt, Bower Studios

Due lastre in marmo verde Guatemala che tengono fermo uno specchio bifacciale. Ecco raccontato in breve Melt, lo specchio da tavolo progettato dallo studio newyorkese Bower Studios.
Lo specchio, prodotto in Portogallo, è stato lanciato sul sito di Bower Studios ed è disponibile dal marzo 2021.
La collezione Melt comprende anche uno specchio a parete. (bower-studios.com)


Erat, Lucie Kaas

La tradizione italiana incontra il design scandinavo in Erat, lo specchio da appoggio disegnato da Alberto Bellamoli per il brand danese Lucie Kaas.
A caratterizzare lo specchio è la base in terrazzo, un “materiale” amato da Alberto Bellamoli soprattutto per le sue origini povere. Il terrazzo veneziano è infatti un pavimento nato dagli scarti, realizzato con frammenti di pietre naturali e marmi colorati di varie dimensioni, tenuti insieme dal cemento. (luciekaas.com)

specchi da tavolo di design

GUARDA IL NOSTRO ARTICOLO SULLE SPECCHIERE DA TERRA E SUGLI SPECCHI DA PARETE


IKEA lancia la collezione IKEA Art Event 2021. Dieci pezzi in edizione limitata che celebrano l’incontro tra arte e funzionalità.

Può un’opera d’arte essere anche un oggetto d’uso quotidiano? È da questa domanda che nasce IKEA Art Event, il progetto lanciato da IKEA nel 2015 per democratizzare l’arte e renderla accessibile a tutti. Da allora, ogni anno, IKEA collabora con artisti di tutto il mondo, dando vita a capsule collection che celebrano l’arte in tutte le sue forme: dai tappeti agli oggetti in cristallo, dai poster alle lampade.

Per la collezione IKEA Art Event 2021, l’azienda svedese ha collaborato con alcuni tra gli artisti più interessanti della scena contemporanea: Sabine Marcelis (Rotterdam), Gelchop (Tokyo), Daniel Arsham (New York), Humans since 1982 (Stoccolma) e Stefan Marx (Berlino).

“Abbiamo scelto di lavorare con artisti di varie parti del mondo per rappresentare la varietà che nasce dall’incontro tra arte e design”, racconta Henrik Most, il Creative Leader di IKEA Art Event. “Vogliamo dimostrare che essere un artista o essere un designer non significa limitarsi a una sola dimensione espressiva: si può spaziare in diversi campi”.

La collezione IKEA Art Event 2021 comprende dieci oggetti d’arredo che uniscono arte e funzionalità: le lampade-scultura di Sabine Marcelis, l’orologio in movimento di Daniel Arsham, la lampada da tavolo e la torcia a forma di brugola di Gelchop, il vaso e il plaid ispirazionali di Stefan Marx e i droni in vetrina di Humans since 1982.

Scopriamoli insieme.

L’orologio in movimento di Daniel Arsham

Un orologio da tavolo che sembra muoversi. Un simbolo del tempo che vola. L’orologio di Daniel Arsham rappresenta l’interesse dell’artista per il concetto di tempo e la sua idea di architettura in movimento.

Le lampade con il taglio di Sabine Marcelis

Le lampade da parete di Sabine Marcelis si ispirano ai tagli nelle tele del pittore Lucio Fontana, di cui la designer ha replicato lo stesso gesto di incidere una superficie. L’idea è nata provando a piegare e tagliare la carta. Le lampade sono disponibili in due misure e possono assumere cinque diversi colori.

La lampada e la torcia a forma di brugola di Gelchop

La mitica brugola usata per montare i mobili IKEA si trasforma in lampada da tavolo e torcia. Secondo Gelchop la brugola non aveva mai avuto l’attenzione che meritava, per questo hanno deciso di renderla protagonista, reinterpretandola in una chiave sovradimensionata e dandole una funzione diversa.

Il drone in vetrina di Humans since 1982

Prendere oggetti iconici e ricollocarli in nuovi contesti, con nuove funzioni. È questo il fil rouge che collega le opere di Humans since 1982. Ed è questo il pensiero che li ha guidati nel progetto per IKEA Art Event. In questo caso, hanno preso un drone, un oggetto tecnologico associato alla sorveglianza, e lo hanno messo in una minivetrina di alluminio. Il risultato? Simile a una collezione di farfalle.

Il vaso e il plaid ispirazionali di Stefan Marx

“I wait here for you forever as long as it takes” (Ti aspetterò qui per tutto il tempo necessario). “I’m so so so sorrryyyy” (Mi dispiace infinitamente). Sono i messaggi i protagonisti del progetto di Stefan Marx. Un plaid e un vaso pensati per unire funzione e impatto emotivo. Per esprimere il nostro amore o chiedere scusa.

IKEA Art Event sarà disponibile nei negozi IKEA di tutto il mondo e online dal mese di aprile 2021. I dieci pezzi della collezione potranno essere scoperti sull’account Instagram di IKEA, grazie a speciali effetti di realtà aumentata.

Ecco le nuove collezioni firmate da Alessandra Baldereschi per Ichendorf. Un viaggio immaginifico tra cielo, terra e mare che ci riporta alla leggerezza dell’infanzia.

Fantasia, magia, leggerezza. Possiamo riassumere in queste tre parole i progetti di Alessandra Baldereschi per Ichendorf. Una serie di accessori per la tavola in vetro borosilicato, tutti lavorati a lume e realizzati a mano, dove sono protagonisti fiori, farfalle, libellule, pesci, coralli. Piccole sculture colorate e stilizzate che risaltano a contrasto con la trasparenza del vetro, accompagnando con poesia i nostri rituali quotidiani. Giocosi racconti domestici pensati per stimolare la nostra fantasia e farci ritrovare la spensieratezza dell’infanzia.

Ecco le novità 2021 firmate da Alessandra Baldereschi per Ichendorf.

CORAL REEF

Una collezione di tumbler che sembra nascere dal mare. Proprio come fanno le onde, in Coral Reef il vetro borosilicato rifrange e restituisce tutta la vividezza cromatica dei coralli che popolano i fondali degli oceani. Un viaggio alla riscoperta del regno acquatico più profondo.

MARINE GARDEN

Pesci colorati e coralli. Sono questi i protagonisti della linea Marine Garden. Una collezione di sei tumbler che ci trascina tra le profondità di un regno incontaminato e remoto.

 GARDEN PICNIC

Fa pensare a prati, cestini da picnic e tovaglie a quadretti bianche e rosse la linea Garden Picnic. A comporre la collezione un fiasco, proposto in due versioni, e un tumbler in sei versioni. Il fiasco è una reinterpretazione poetica del tradizionale fiasco in paglia delle taverne. I tumbler sono popolati da colorate farfalle, libellule, api e coccinelle.

FRUITS AND FLOWER

Piccoli frutti e fiori immergono la nostra pausa caffè in un mondo in cui la natura è la regina incontrastata. Fruits and Flower è una collezione vivace e gioiosa, composta da tazzine da caffè con piattino in sei versioni.

 BLOOM ALPHABET

In Bloom Alphabet Alessandra Baldareschi ricompone la lingua madre. La linea si compone, infatti, di tumbler in ventisei versioni, una per ciascuna delle ventisei lettere dell’alfabeto. La loro forma stilizzata svetta dal centro del cilindro per incontrare, alla propria estremità, piccoli elementi decorativi. Tutte le lettere sono verdi, il colore simbolo della natura.

Foto: Alberto Strada.

Arredi e oggetti di design a forma di cuore? Dalla Heart Cone Chair di Verner Panton al divano dal “cuore spezzato” di Torpe, ecco la nostra selezione.

Simbolo per eccellenza dell’amore, il cuore conosciuto e riprodotto in opere d’arte, gioielli ed emoticon non ha nulla in comune con la massa di ventricoli, vene e muscoli del cuore anatomico. È invece composto da una forma semplice e stilizzata nata (pare) da un oggetto che di romantico aveva ben poco: le carte da gioco francesi, di cui i cuori rappresentano uno dei 4 semi.

Quali che siano le sue origini, oggi il cuore stilizzato è universalmente considerato il simbolo con cui esprimere l’amore in tutte le sue forme. Un simbolo che è stato reinterpretato anche nel design ora in chiave romantica ora con sguardo ironico, facendone il protagonista di tanti arredi e accessori. Dalla poltrona a forma di cuore disegnata da Verner Panton nel lontano 1958 alla lampada One From The Heart di Ingo Maurer, fino al divano dal “cuore spezzato” di Johannes Torpe per Moroso.

Ecco la nostra selezione.

Frido, Bross

Il tavolino di design più romantico del mondo è Frido, il coffee table di Bross firmato da Marco Zito. Un puzzle di design costituito da elementi geometrici in diverse finiture, che si possono scomporre e ricomporre dando vita a molteplici configurazioni. Fra le versioni proposte, il tavolino a forma di cuore, il cui top nasce dall’unione di due tasselli rettangolari e due a semicerchio. Un design originale e sostenibile. I tasselli che compongono il piano derivano infatti dagli scarti di lavorazione (gli “sfridi” per l’appunto). (www.bross-italy.com)


My Little Valentine, Seletti

La lampada da tavolo My Little Valentine di Seletti fa parte della collezione My Little di Marcantonio, dedicata al mondo del cinema. La lampada rappresenta sotto teca una tipica scena romantica: due cuori, un lampioncino Art Noveau e una panchina. Il momento perfetto dove si può fare tutto o niente, ma comunque stare insieme alla persona amata. Per sentirsi come i due teneri innamorati di Peynet. (www.seletti.it)


Love, Slide

Love è la lampada a forma di cuore disegnata da Stefano Giovannoni per Slide. Una lampada da tavolo sognante con un design semplice e immediatamente riconoscibile. Love è realizzata in polietilene ed è proposta in due colori: bianco, per un’atmosfera soft, e rosso per una luce più calda. Un complemento d’arredo capace di accendere la casa di passione non solo il giorno di San Valentino, ma tutto l’anno. (slidedesign.it)


Love Heart, Vitra

Love Heart è un vassoio della collezione Classic Trays di Vitra, il progetto nato dal ricco repertorio di motivi figurativi creati dal grande architetto e designer americano Alexander Girard. È uno dei disegni più iconici di Girard ed è stato utilizzato anche in altri prodotti Vitra, come tazze, cuscini e biglietti di auguri. Il vassoio è in legno multistrato laminato ed è disponibile in tre misure. Per una colazione all’insegna dell’amore per il design. (www.vitra.com)


Heart Cone Chair, Vitra

Progettata nel 1958 dal grande designer danese Verner Panton, Heart Cone Chair è stata una poltrona davvero rivoluzionaria. Il colore rosso fuoco e le sue forme scultoree rappresentano, infatti, una netta rottura con il rigore formale e i materiali naturali del design scandinavo degli anni ’40 e ’50. Una vera antesignana dell’arredamento pop anni ’60. Heart Cone Chair è proposta da Vitra anche in una versione in miniatura da collezione. (www.vitra.com)


To e You, Alessi

Una mug a forma di cuore. È To, la tazza firmata da Miriam Mirri per Alessi. Un progetto speciale fin dal packaging, pensato dalla designer con una fascia esterna su cui è possibile scrivere una dedica. La Mug può essere accompagnata dal Cuocitè You, disegnato dalla stessa Miriam Mirri, sempre con la forma a cuore. Le linee coniche e allungate dell’infusore agevolano il riempimento e lo svuotamento del contenuto, e lo rendono adatto per qualsiasi mug. (www.alessi.com)


Soft Heart, Moroso

Una poltrona di design a forma di cuore. Una ricerca sui materiali e sui processi produttivi. Parliamo di Soft Heart, il morbido e avvolgente cuore disegnato da Ron Arad per Moroso nel 1991. Realizzata in espanso schiumato a freddo con struttura interna in acciaio e rivestimento in tessuto, la poltrona è proposta in diversi colori, oltre che nella più iconica versione rossa. Per un abbraccio di pura passione. (moroso.it)


Heartbreaker, Moroso

Dal cuore morbido di Ron Arad al cuore spezzato di Johannes Torpe. È Heartbreaker, la collezione di divani lanciata da Moroso nel 2019. Il tratto distintivo del progetto è nel disegno del bracciolo che rappresenta la metà di un cuore. Un cuore spezzato che, però, si ricompone nelle combinazioni di divani affiancati. Il design nasce da una delusione d’amore di Torpe, a pezzi dopo essere stato lasciato dalla donna che pensava di sposare. Per cuori infranti che hanno voglia di ricomporsi. (moroso.it)


Remind Pixel, Pedrali

Per una cena romantica niente di meglio che sedersi sulle poltroncine Remind Pixel, disegnate da Eugeni Quitllet per Pedrali. La struttura, che riprende lo stile delle sedie di inizio 900 in legno curvato e paglia di Vienna, è realizzata in polipropilene. Il suo schienale è personalizzabile con la decorazione preferita. Basta infatti applicare dei piccoli pixel colorati in polipropilene e il gioco è fatto. Si possono disegnare numeri, lettere, oggetti. in questo caso, abbiamo scelto una sedia con la decorazione a cuore. (www.pedrali.it)


One From The Heart, Ingo Maurer

Progettata da Ingo Maurer nel 1989, One From The Heart è un omaggio al simbolo per eccellenza dell’amore. Si tratta di una lampada in metallo, con specchio orientabile in vetro e materiale sintetico che proietta l’immagine del cuore sulla parete. Un progetto di pura poesia come solo Ingo Maurer sapeva fare. (www.ingo-maurer.com)


One Love, Riva 1920

One Love è lo sgabello disegnato da Luciana Di Virgilio e Gianni Veneziano per Riva 1920. È in legno massello di cedro profumato, lavorato da un blocco unico, e riproduce la romantica forma di un cuore. Il legno è completamente naturale e rifinito a mano senza l’aggiunta di alcun trattamento. (www.riva1920.it)


Niño, LoveTherapy + Amarcords

Si chiama Niño la lampada nata dalla collaborazione tra LoveTherapy e Amarcords. La lampada raffigura il nanetto icona del marchio creato da Elio Fiorucci nel 2003, con in mano una lampadina. Tra le varie proposte di LoveTherapy, un cuore rosso disegnato sul bulbo, un filamento luminoso a cuore o la lampadina con la scritta “love”. Per un regalo d’amore all’insegna dell’ironia. (www.amarcords.com, www.lovetherapy.it)


Rail, Davide Groppi

Un cuore trafitto? È soltanto uno dei tanti paesaggi immaginari che si possono creare con Rail. La scultura luminosa di Davide Groppi è costituita, infatti, dai binari di un trenino elettrico. Un progetto che si muove sul confine fra design e arte, da comporre liberamente per creare il proprio percorso di luce. Per illuminare giocando. (www.davidegroppi.com)


 

Oggetti dal passato che parlano una lingua contemporanea. Ecco BAM Design, la bottega tra artigianato, design e arte fondata da Tonino Bruno.

BAM. È il suono del martello sull’incudine ad aver ispirato il nome di BAM Design, la bottega di design fondata nel 2008 a Nuoro, in Sardegna, da Tonino Bruno con i figli Vittorio e Andrea. Un nome onomatopeico che racconta molto bene l’anima del brand.

BAM Design raccoglie le competenze maturate dalla famiglia Bruno nella lavorazione artistica del ferro battuto, del rame, dell’ottone e dell’acciaio. Un percorso iniziato nel 1890, che oggi viene interpretato con uno sguardo contemporaneo e autoriale.

Tonino Bruno è un fabbro di terza generazione. I figli Vittorio e Andrea sono laureati rispettivamente al Politecnico di Milano e all’Accademia di Belle Arti di Brera. Un incontro tra artigianato, design e arte che ha portato alla creazione di una bottega innovativa. “Una realtà fatta da designer che si sporcano le mani e da artigiani che le mani le fanno pensare”.

Il risultato sono oggetti ricchi di significati. “Voci dal passato che arrivano nel presente per scuotere l’anima di chi le osserva”. Creazioni che parlano sardo senza bisogno di traduzioni anche grazie alla potenza evocativa del progetto fotografico di Gianluca Vassallo.

Un percorso all’insegna della sperimentazione

BAM Design progetta, produce e vende attraverso il suo e-commerce oggetti e complementi d’arredo. Ogni pezzo racconta la storia dei suoi materiali e delle mani che lo hanno realizzato, rivelandosi unico. Non solo. Tutte le creazioni sono accomunate dalla continua ricerca di contaminazioni e intrecci. Tradizionalmente legata al metallo, oggi la produzione di BAM Design si è infatti arricchita nell’incontro con altri materiali come il legno e la pietra.

Il percorso innovativo e autoriale di BAM Design ha ottenuto importanti riconoscimenti. Tra questi, il XXII° Compasso d’Oro ADI e il premio MAM – Maestro d’Arte e Mestiere della Fondazione Cologni.

Tutte le creazioni di BAM Design sono disponibili nel loro nuovo e-commerce bam-design.com.

Oggetti pensati per farci compagnia. Sono Menadi e Madrepora, la collezione di vasi e di vassoi scultura firmata da Studio Zero.

Vasi di terracotta sul punto di lasciarsi andare in una danza vorticosa. Vassoi scultura simili al fossile di un animale marino. Parliamo di Menadi e Madrepora, i primi due progetti autoprodotti di Studio Zero, lo studio di progettazione fondato nel 2015 da Anna Seminara e Maria Francesca Cicirelli.

I due progetti, presentati in anteprima a EDIT Napoli nel 2020, nascono dal desiderio di creare oggetti ricchi di significati a cui ci si possa affezionare. Oggetti che possano accompagnarci nel nostro percorso di vita, dando vita a ricordi e relazioni.

Menadi: vasi tra natura e spiritualità

Un’unione mistica tra umano e divino, natura e spiritualità. Menadi è una collezione di vasi in terracotta che prende il nome dalle seguaci di Dioniso, le mitiche creature che attraverso danze selvagge e riti iniziatici avevano il potere di fondersi con il dio greco e diventare esse stesse delle divinità. Come le Menadi, i vasi sono sospesi nell’atto di compiere una danza impetuosa e aspirare così alla sublimazione.

I vasi Menadi di Studio Zero sono proposti in due dimensioni e in cinque colori, con una finitura opaca esterna e lucida interna oppure con una finitura interamente lucida. Le diverse dimensioni, colori e finiture permettono di creare innumerevoli composizioni. Coreografie danzanti in cui è protagonista la bellezza naturale della terracotta.

Madrepora: vassoi scultura o fossili marini?

Involucri fossili di creature marine. Nasce dagli abissi dell’oceano l’ispirazione di Madrepora, la linea di vassoi scultura in paper clay di Studio Zero. Un lato ricorda una conchiglia, l’altro è solcato da sporgenze irregolari di formazione corallina. Il risultato è una sorta di organismo marino primordiale, le cui creste e insenature richiamano il moto perpetuo delle onde del mare. Mentre il contrasto tra la superficie liscia interna e quella a rilievo esterna crea giochi di luci e ombre che cambiano al variare dell’esposizione.

La collezione Madrepora è in tiratura limitata e disponibile in 3 colori e 2 dimensioni. Ogni vassoio è interamente realizzato a mano e, dunque, unico e irripetibile.

LEGGI ANCHE IL NOSTRO ARTICOLO SUI VASI DI DESIGN IN CERAMICA FATTI A MANO

Jaime Hayon firma per Baccarat Faunacrystopolis. Una collezione di sei animali in cristallo con base in marmo, in edizione limitata e numerata.

Un gufo con occhi ipnotizzanti, un tenero koala, una volpe dal muso appuntito, un simpatico coniglio con le orecchie dritte, una scimmia dallo sguardo impertinente, una rana spensierata. Parliamo di Faunacrystopolis, la nuova collezione di vasi in cristallo di Baccarat. Sei animali, in edizione limitata, nati dal genio visionario dell’artista e designer spagnolo Jaime Hayon.

Faunacrystopolis è un inno alla biodiversità. Con questa singolare fauna selvatica Jaime Hayon celebra, infatti, la bellezza della natura e sottolinea l’importanza di proteggere l’ambiente. Un messaggio d’amore che si esprime attraverso un materiale magico: il cristallo.

“Il cristallo è un materiale affascinante e sempre sorprendente, che svela tutti i suoi segreti quando viene tagliato, scolpito e illuminato dal talento degli artigiani di Baccarat. È esplorando le infinite possibilità della materia che si sprigiona la magia”, racconta Jaime Hayon.

Una collezione tra arte e design

Faunacrystopolis è una perfetta sintesi fra passato e futuro, tradizione artigianale e design. Grazie all’incontro fra la straordinaria creatività di Jaime Hayon e il savoir-faire di Baccarat, i codici esistenti sono stati completamente rivisitati, reinventando l’aspetto di ogni animale. Il risultato? Sei animali dalle forme arrotondate, vestiti con tonalità accese e vivaci, tagli profondi e motivi geometrici. Un’allegra brigata pronta a portare gioia e colore in ogni casa.

Sei animali in edizione limitata e numerata

La collezione Faunacrystopolis è composta da sei animali in cristallo su base in marmo (marmo verde, bianco, nero e rosa di Carrara). Per ciascun animale sono disponibili 25 pezzi, in edizione limitata e numerata, acquistabili su ordinazione. Ogni animale è unico, poiché viene realizzato completamente a mano dai maestri artigiani di Baccarat.

GUARDA ANCHE I GIOCHI DA TAVOLO IN CRISTALLO E MARMO DISEGNATI DA MARCEL WANDERS PER BACCARAT

Oggetti di design a forma di animali? Ecco la nostra selezione. Fra classici e progetti recenti.

Giocattoli o oggetti decorativi? A volte entrambe le cose, altre si tratta solo di un elemento d’arredo. Parliamo degli oggetti di design a forma di animali. Accessori dal carattere giocoso in grado di conquistare il cuore di grandi e piccini. Sì, perché il design ispirato al mondo degli animali ha il potere di trasmettere una sensazione di buonumore a chi gli sta intorno.

Sarà per questo che nel corso degli anni si sono confrontati con questo tema così tanti designer. Dal mitico elefantino in legno curvato ideato da Charles e Ray Eames, passando per l’iconica scimmietta di Kay Bojesen, fino ai più recenti progetti di Normann Copenhagen, gli accessori e i complementi d’arredo a forma di animali non si contano.

L’idea di una piccola fattoria urbana vi attrae? Bene, abbiamo preparato per voi una raccolta dei progetti più noti dedicati al mondo degli animali. Per i bambini e per chi non ha mai smesso di esserlo dentro.

Ecco la nostra selezione.


Guarda il nostro articolo sui cavalli a dondolo di design più belli


Gli animali di design di Vitra

Gli animali di Vitra sono fra i più iconici della storia del design. Inevitabile, dunque, cominciare la nostra rassegna da qui.

Vitra Eames Elephant

Negli anni ’40 Charles e Ray Eames disegnano il celebre elefantino di Vitra. Progettato all’inizio in legno curvato, Elephant non andò in produzione a causa della tecnica costruttiva molto complessa. È solo nel 2007, in occasione del centenario della nascita di Charles Eames, che Vitra produce il mitico sgabello a forma di elefante. Un’edizione limitata in legno d’acero a cui ha fatto seguito negli anni successivi una versione in materiale sintetico adatta anche per uso esterno.

Ad arricchire la collezione Elephant, di recente, si è affiancato anche un modello in scala ridotta.

Eames House Vitra

Da oltre 50 anni è seduto nel salotto di Charles e Ray Eames. È Eames House Vitra, l’iconico uccellino in legno laccato nero. In questo caso, però, non si tratta di un progetto dei coniugi Eames, ma di un artefatto dell’arte folk americana acquistato durante un viaggio della coppia. Adorato dai due designer, l’uccellino appare spesso come accessorio nelle loro foto.

Dalla fine del 2018 è disponibile anche una versione in noce con finitura laccata trasparente. La venatura visibile dà agli uccelli un aspetto naturale, mettendo in evidenza il processo di lavorazione artigianale.

L’Oiseau, design Ronan&Erwan Bouroullec

Nel 2011 la famiglia di volatili Vitra si è arricchita di un nuovo membro: L’Oiseau, l’uccellino firmato dai designer francesi Ronan ed Erwan Bouroullec. Si tratta di un oggetto stilizzato, ispirato agli artefatti di arte popolare nordica. Insomma, un omaggio al suo illustre predecessore.

L’Oiseau è proposto in legno di acero e in ceramica. Ogni pezzo è realizzato con una lavorazione artigianale che lo rende unico.

Resting Animals, design Front

Gli ultimi animali entrati in casa Vitra sono i Resting Animals, gli animali dormienti del duo svedese Front.

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Resting Animals è il risultato di un progetto di ricerca condotto da Front sullo stretto legame fra gli esseri umani e gli oggetti figurativi. Le due designer hanno chiesto a 100 persone scelte a caso di indicare gli oggetti più significativi nelle loro vite. La maggioranza delle risposte ha riguardato figure di animali, amate per la loro capacità di creare un’atmosfera di pace e benessere.

La collezione Resting Animals comprende un grande orso rivestito in maglia, che può essere usato anche come sgabello e pouf, e piccoli oggetti decorativi in ceramica che riproducono un gatto e due uccelli di diverse misure.


Gli animali di design di Kay Bojesen

Gli animali in legno di Kay Bojesen sono vere e proprie icone del design scandinavo. A ispirare le creazioni di Bojesen è stato il figlio Otto. È dopo la sua nascita che il designer danese ha cominciato a progettare giocattoli, ripensando a quelli che suo padre aveva creato per lui.

L’idea di Bojesen era quella di non riprodurre gli animali in maniera realistica, ma di restituire l’immagine semplificata che ne hanno i bambini. Un’immagine che riproducesse le linee di un sorriso. Da qui la scelta di adottare forme morbide e arrotondate.

Monkey

Lanciata sul mercato nel 1951 come appendiabiti per la cameretta, la scimmietta è il più noto fra i giochi in legno di Bojesen.

Monkey si compone di 31 parti ed è realizzata in legno limba e in teak sostenibile. Ogni pezzo è prodotto in Danimarca ed è assolutamente unico.

Bear ed Elephant

Fra gli altri animali in legno firmati da Bojesen ricordiamo l’orso in quercia e acero naturale, nato nel 1952, e l’elefante in quercia, con busto e gambe mobili, che si è unito alla famiglia nel 1953. L’elefante è disponibile anche in una rara versione grigia con orecchie rosa.


Gli animali di design di Warm Nordic

Twirling Bird

Disegnato negli anni ’50 dall’artista e designer danese Jacob Herman, Twirling Bird è riproposto oggi da Warm Nordic.

Twirling Bird è una collezione di uccellini “rotanti”, disponibili in 4 forme, 4 dimensioni e 4 diverse essenze di legno. Ognuno ha la sua personalità, in base alle venature e al colore del legno. Queste piccole trottole stilizzate si possono usare come elemento decorativo o come gioco. Per esempio, il designer le utilizzava per il celebre “Gioco della bottiglia”. Ogni singolo pezzo è rifinito e lucidato a mano.


Gli animali di design di Architectmade

Uno dei più prolifici produttori di oggetti di design a forma di animali è il brand danese Architectmade, che ha rilanciato pezzi firmati da noti architetti nordici negli anni ’50.

Ecco i nostri preferiti.

Oscar, design Hans Bølling

Fra i tanti animali in legno proposti dal marchio danese, Oscar è uno dei compagni più fedeli. Si tratta del cocker spaniel disegnato da Hans Bølling nel 1953. Interamente realizzato a mano in legno di faggio, con orecchie e coda in pelle, il cagnolino ha parti del corpo mobili che gli permettono di fare tutto ciò che farebbe un vero cane: sedersi, correre, alzarsi in piedi e persino tenere il broncio, se viene trascurato per troppo tempo.

Bird, design Kristian Vedel

Bird è l’uccellino disegnato da Kristian Vedel nel 1959. Un pennuto dalle linee essenziali che può assumere un’espressione di felicità, tristezza o curiosità a seconda di come viene spostata la testa.

Un classico del design danese che può contare su una famiglia numerosa. Gli uccellini sono, infatti, disponibili in diverse altezze e spessori. Sta a voi decidere se fargli spiccare il volo da solo o adottare anche i fratelli, i genitori e i nonni.

Penguin, design Hans Bunde

Penguin è stato creato da Hans Bunde nel 1954 per le sorelle. Proposto in due dimensioni, è realizzato in legno di faggio dipinto a mano. La testa e il dorso sono stati dipinti per riprodurre le piume del pinguino, mentre il petto non verniciato mette in evidenza le venature del legno.



Gli animali di design di Magis

Anche il catalogo di Magis vanta diversi complementi a forma di animali. Sono i progetti della collezione “Me Too”. Una linea nata nel 2004 che propone arredi a misura di bambino, firmati da diversi designer.

Puppy, design Eero Aarnio

Puppy, il cagnolino in polietilene disegnato da Eero Aarnio per Magis, riproduce i tratti essenziali di un cucciolo, proprio come fanno i bimbi quando disegnano il loro primo animale. Seduta per bambini, gioco e scultura, Puppy è un complemento multifunzionale pronto a conquistare grandi e piccini. Nato per i bambini, può, infatti, arredare anche altri ambienti della casa, introducendo un tocco pop. Per chi non ama prendersi troppo sul serio.

Pingy, design Eero Aarnio

Pingy è l’altro cucciolo nato dall’immaginazione di Eero Aarnio. In questo caso, si tratta di un pinguino, un animale che diverte da sempre il grande designer finlandese per il suo buffo andamento ondeggiante.

Anche Pingy, come Puppy, è realizzato in polietilene e può essere usato non solo in cameretta, ma anche in altri spazi.

Dodo, design Oiva Toikka

Un cavallo a dondolo? No, un uccello dodo. Una specie ormai estinta, che dal 2009 rivive grazie al design di Oiva Toikka. Questo complemento d’arredo, allegro e colorato, prosegue il lavoro sui volatili cominciato con Birds, la linea di uccelli in vetro soffiato firmata dallo stesso designer finlandese.

Guarda il nostro articolo sui cavalli a dondolo di design più belli


Gli animali di design di Normann Copenhagen

La fattoria degli animali di Normann Copenhagen è una delle più affollate. Di seguito ve la presentiamo al gran completo.

Ducky, design Dor Carmon

“Desideravo disegnare un oggetto speciale per mia figlia. Volevo che fosse senza tempo, pieno di sentimenti e insostituibile, e che potesse restare accanto a lei per tutta la vita”. Così il designer israeliano Dor Carmon racconta Ducky, la papera di design che ha progettato per Normann Copenhagen.

Ispirata ai classici giocattoli in legno, Ducky è caratterizzata da forme geometriche rigorose interrotte solo dalle grandi ruote anteriori.

Ducky è disponibile in grigio, frassino e in una elegante versione total black con ruote in finitura abbinata. Per portare una nota di buonumore in ogni ambiente della casa.

Swan, design Everything Elevated

“Gli uccelli hanno un loro fascino particolare perché sono animali intelligenti e possono creare legami sentimentali molto forti con gli esseri umani”. Con queste parole Everything Elevated spiega com’è nata l’idea di Swan, l’elegante cigno che ha creato per Normann Copenhagen.

Un cigno con un corpo arrotondato e un lungo collo con angoli ben evidenziati, proposto in tre colori: nero, bianco e legno naturale.

Shorebirds, design Sigurjón Pálsson

Legno di quercia e linee stilizzate: sono questi i tratti distintivi di Shorebirds, i tre uccelli del disegnatore islandese Sigurjón Pálsson. Le variazioni fra lo spessore del corpo, la lunghezza del collo e la posizione di zampe e becco dona a ognuno dei tre uccelli un carattere unico.

L’uccello più grande richiama il chiurlo, con il suo collo lungo e il maestoso becco piegato all’ingiù. L’uccello di dimensioni medie è vispo come la pettegola. Il più piccolo è il piovanello, un uccellino che si trova di solito in grossi stormi.

Happy Whale, design Jonas Wagell

Si chiama Happy Whale la balena firmata da Jonas Wagell. Un oggetto costituito da forme morbide e pochi, ma ben studiati, dettagli.

Racconta Jonas Wagel: “È affascinante scoprire che un semplice pezzo di legno può essere trasformato in un oggetto che suscita emozioni ed essere fonte di piacere”.

E, in effetti, quando si guarda Happy Whale, è proprio gioia quella che si prova.

Little Bird, design Jan Christian Delfs

Un design essenziale, ma intuitivo. Parliamo di Little Bird, la serie di uccellini intagliati in legno, creata da Jan Christian Delfs. Se la sagoma del pennuto è ridotta all’osso, il suo caratteristico becco a punta lo rende, infatti, ben riconoscibile. La conferma è arrivata da un testimone d’eccezione: il figlio del designer che, quando aveva 18 mesi, vedendo i primi prototipi, ha esclamato “cip cip”.

Disponibile in puro legno di rovere o in versione laccata, Little Bird è proposto in sei misure.

Puffin, design Sigurjón Pálsson

Puffin è una novità 2019 di Normann Copenhagen e porta la firma del designer islandese Sigurjón Pálsson. L’animale protagonista questa volta è la pulcinella di mare (conosciuta anche come puffin), un uccello simile a un pinguino molto diffuso in Islanda. A ispirare il designer è stata, infatti, la sua infanzia a Húsavík, un piccolo villaggio di pescatori sulla costa settentrionale islandese, dove le pulcinelle di mare segnano l’inizio della primavera.

Puffin è in legno di betulla, dipinto a mano per riprodurre i colori del buffo uccello che gli dà il nome.

 


​Gli animali di design 100% Made in Italy

Woodyzoody

Woodyzoody è un editore di animali in legno nato da un’idea di Giulio Iacchetti. La prima collezione, lanciata nel 2016, è stata firmata da 12 designer: Federico Angi, Giorgio Biscaro, Francesco Faccin, Odo Fioravanti, Giulio Iacchetti, Elia Mangia, Giacomo Moor, Lanzavecchia&Wai, Lorenz+Kaz, Lorenzo Palmeri, Matteo Ragni, Paolo Ulian.

Tutti i designer sono partiti da un unico pezzo di legno tornito su cui è intervenuta poi la macchina a controllo numerico.

Le essenze scelte per la prima collezione hanno provenienze diverse: dall’Europa all’America, fino all’Oceania, a ogni animale è stato associato il legno del suo continente d’origine, in modo da restituire suggestioni diverse.

Gli ultimi arrivati dell’allegra brigata sono il toro in legno wengé di Formafantasma e il pavone in legno d’acero di Tommaso Caldera.

 

Portacandele di design? Ecco i candelieri più belli per creare una calda e delicata luce d’atmosfera nella tua casa.

Ti piace l’idea di accendere una candela per scaldare l’atmosfera in casa? Ti capiamo bene. Niente come la luce morbida e soffusa di una candela riesce a dare calore a un ambiente. Lo sanno bene gli abitanti dei paesi nordici che, soprattutto nel periodo invernale, amano riempire la casa di candele. E lo sanno bene i tanti designer, scandinavi (ma non solo), che nel corso degli anni hanno riletto in chiave contemporanea il classico candeliere da tavolo.

Dai portacandele in vetro di recupero di Piet Hein Eek a quelli dall’effetto marmorizzato di Tom Dixon, dai candelabri scultorei di Jaime Hayon ai modelli minimali di HAY, sono davvero tante le interpretazioni che sono state date di questo oggetto.

Ecco la nostra selezione


I portacandele di design più belli per creare atmosfera in casa


Candelabro GUBI

Space Copenhagen firma la nuova collezione di candelabri del brand danese GUBI. Il cuore del progetto è nell’incontro fra l’acciaio e l’ottone. Due materiali profondamente diversi – industriale e contemporaneo il primo, caldo e dal sapore antico il secondo – che riescono a dare vita a un matrimonio perfetto. Quando gli opposti si attraggono.

Il candelabro è disponibile in tre misure diverse, permettendo di creare composizioni dinamiche.


Swirl, Tom Dixon

Carta marmorizzata? No, un nuovo materiale ottenuto mescolando le polveri derivate dalla lavorazione dei marmi con pigmenti e resine. Parliamo di Swirl, il candelabro di Tom Dixon. Una piccola scultura composta da forme geometriche sovrapposte, con pattern dalla forte personalità. La collezione Swirl comprende anche fermalibri, tavolini e vasi.


Molekyl, Gejst

Molekyl è un portacandele personalizzabile perché può assumere infinite configurazioni. Tutti gli elementi che lo compongono – il corpo e le sferette metalliche – sono infatti tenuti insieme da una base magnetica. Così è possibile creare portacandele sempre diversi, che sembrano sfidare le leggi tradizionali della fisica. Il portacandele Molekyl di Gejst è disponibile in due versioni – per candele da tè e per candele tradizionali – e in tre finiture: oro, acciaio e nero. Molekyl ha vinto il German Design Award 2017.


Bolla, Driade

Una base cilindrica che ospita la candela e un ampio volume circolare che protegge la fiamma. È Bolla, il candelabro in vetro soffiato firmato da Lucidi Pevere per Driade. Un oggetto dal design essenziale ed elegante, con cui introdurre in casa una nota colorata ma discreta. Bolla è proposto in tre varianti di colore: grigio fumé, blu persia e vinaccia.


Avant, Ferm Living

Avanti ma con uno sguardo al passato. Possiamo riassumere così Avant, il nuovo candelabro del brand danese Ferm Living. Rilettura contemporanea del tradizionale candelabro a più braccia, Avant è caratterizzato da forme asimmetriche ed essenziali. Un oggetto classico e moderno al tempo stesso che porta luce in modo discreto. Avant è in metallo verniciato a polvere con finitura opaca ed è proposto in tre colori: nero, biscotto e melanzana.


Orb, Noom

La giovane azienda ucraina Noom, fondata dai designer Kateryna Sokolova e Arkady Vartanov, firma Orb, una nuova collezione di portacandele di design in acciaio o in ottone. I portacandele Orb si caratterizzano per le loro linee pulite e geometriche, nate dall’intersezione del candeliere cilindrico con uno o più dischi. Da questo gioco di incastri nascono le diverse forme, semplici o “tridimensionali”.


Dash Candlestick, Kristina Dam Studio

Dash Candlestick, disegnato dallo studio danese Kristina Dam, è ispirato alla scuola del Bauhaus. Questo portacandele si distingue per le sue linee geometriche pure, astratte e molto grafiche. Due piani in metallo tagliato al laser e verniciato a polvere si intersecano sulla base che regge la candela.


Helios Chandelier, Ichendorf

Si chiama Helios, come il dio greco del sole, il candelabro di Ichendorf disegnato da Alba Gallizia. Realizzato in vetro borosilicato soffiato a lume, Helios è un portacandele componibile, che può moltiplicarsi all’infinito. Grazie alla sua modularità, può essere impiegato in contesti diversi, rivelandosi perfetto sia per una romantica cena tête-à-tête che per un’occasione ufficiale. I pezzi che compongono il kit sono 4: una base lunga 15 cm, un raccordo della stessa lunghezza e due portacandele alti 23 e 28 cm.


Granny, Northern

Granny è il portacandele dall’anima antica e dal design contemporaneo, proposto da Northern. Realizzato in ottone massiccio oppure in acciaio verniciato bianco o nero, il candeliere Granny ha un meccanismo a vite che solleva e abbassa la candela. Diventa così più facile eliminare la cera colata e cambiare la candela quando serve. Il design è di Rudi Wulff.


Past & Future, Veronese

Fin dal 1931, anno della sua nascita, Veronese ha costruito un vero e proprio archivio di pezzi di ricambio in vetro soffiato. Migliaia di anelli, gocce e fiori in vetro si sono accumulati in scaffali polverosi, nell’attesa che arrivasse qualcuno a dargli una nuova vita. Da qui nasce Past & Future, la serie progettata da Piet Hein Eek, il designer olandese maestro dell’upcycling. Fra gli oggetti della collezione un prezioso portacandele in vetro di murano e ottone.


Candleholder, Fritz Hansen

Il progetto di Jaime Hayon per Fritz Hansen interpreta il classico candelabro con una costruzione geometrica dalla forma scultorea. I cilindri impilati che compongono il candelabro sembrano quasi ramificarsi, raccontando il doppio richiamo al mondo vegetale e all’ingegneria meccanica. Il candelabro di Jaime Hayon è disponibile sia a più bracci che per reggere una sola candela, ed è proposto in ottone lucido e in rosso mattone.


Portacandele KOY

Una forma sinuosa ispirata alle tazze di argilla della tradizione indiana. È il portacandele di KOY, brand del designer indiano Kunaal Kyhaan. Un piccolo gioiello in zinco, realizzato a mano secondo le tecniche dell’antica tradizione Peshwa. Al suo interno contiene una candela aromatizzata con una cera di soia ai frutti di bosco di Niana.

Flare, HAY

Giochi di colori e di riflessi per Flare, il candeliere in vetro borosilicato di HAY. Un portacandele dalla forma essenziale con un tocco che lo rende unico: il bordino più scuro del profilo. Flare è proposto in tre varianti di colore: rosa, giallo e ambra. Il piattino può essere riempito con fiori, foglie o altri decori.


Cell, Zaha Hadid Design

Il nome non lascia spazio ai dubbi. Cell, la serie di candelabri progettata da Zaha Hadid Design, si ispira al processo di crescita degli organismi cellulari. In modo analogo, Cell può crescere, venendo riconfigurato in modo diverso, a seconda dell’ambiente e dell’occasione d’uso. La collezione si compone di 3 candelabri in acciaio inossidabile lucidato, disponibili in diverse altezze e misure.


Belt, By Wirth

Belt 4 Candles e Bright Light sono due semplici portacandele, disegnati entrambi dall’azienda danese by Wirth. Come suggerisce il nome, Belt 4 Candles si caratterizza per la sua morbida cintura in cuoio, nella finitura naturale o nera, che funge anche da sostegno per le candele. La striscia in cuoio è lunga 63 cm e può sorreggere 4 candele. Chi lo preferisce può alternare le candele a piccoli vasetti monofiore in vetro. Così ognuno può creare la sua configurazione preferita!

Bright Light invece è il classico portacandele “a bugia”, quindi con una sola candela, e ha la struttura in legno di rovere nordico. Si può scegliere fra 2 dimensioni e due finiture (rovere naturale e rovere scuro). Il nastro in cuoio funge da manico per il trasporto del portacandela.


Holocene, Wästberg

Holocene è una serie di oggetti illuminanti, creata dall’azienda svedese Wästberg. La collezione comprende portacandele di design e lanterne a olio, create da 4 designer di fama internazionale: Ilse CrawfordDavid ChipperfieldJasper Morrison John Pawson.

Scopri in questo articolo tutta la collezione Holocene di Wästberg


Nocto, Normann Copenhagen

Il manico richiama il classico portalume. Il nome rimanda alla funzione originale del portacandele: fornire una sorgente di luce durante la notte. Parliamo di Nocto, il portacandele disegnato da Pontus Ny per Normann Copenhagen. La forma ridotta all’essenziale pone l’accento sul rapporto fra il portacandele e la candela stessa. Nocto è disponibile in 6 colori: bianco, nero, verde, blu, rosa e menta. Progettato per una singola candela, può decorare sia da solo che in gruppo con gli altri portacandele, magari uno per ogni colore.


Tea Candle holder, Buster + Punch

Minimale ma espressivo. Ecco in breve il carattere del Tea candle holder di Buster+Punch. La sua forma riprende quella delle tradizionali manopole degli impianti audio vintage, con superficie lavorata a punta di diamante. Il portacandele è proposto sia nella versione in ottone massiccio sia in acciaio.


Drop Candle holder + Bubble tea light, Analograum

Bubble Tea light e Drop Candleholder sono due leggerissimi oggetti in vetro borosilicato trasparente, prodotti da Analograum. Il primo, che ricorda una bolla di sapone, ospita una piccola candela da tè. Il secondo, ispirato a una goccia d’acqua, regge una candela tradizionale. Ogni pezzo ha una forma unica, in quanto realizzato a mano. Il vetro borosilicato, nonostante la sua grande leggerezza, è molto resistente anche al calore della fiamma.


LUCIA, Artek

Il 13 dicembre, giorno di Santa Lucia, in Finlandia migliaia di ragazze indossano tuniche bianche e portano una candela in processione per le strade, per proclamare la vittoria dell’amore e della speranza, e ricordarci che una piccola luce può spazzare via l’oscurità.

Il portacandele Lucia e il suo compagno Lucius rendono omaggio a questa ricorrenza. Disegnati da COMPANY per ArtekLucia e Lucius fanno parte di FIN/JPN Friendship, la collezione di oggetti in ceramica creata per celebrare i 100 anni delle relazioni diplomatiche fra Finlandia e Giappone.


 

Toscanini, la nota azienda piemontese di portabiti di design, compie 100 anni. Ecco in breve la sua storia.

100 anni e non sentirli. Nel 2020 Toscanini, la nota azienda piemontese di portabiti, spegne 100 candeline. Un anniversario importante che è stato celebrato dal Ministero dello Sviluppo Economico con l’emissione di un francobollo speciale, appartenente alla serie tematica “Le Eccellenze del sistema produttivo ed economico” (foto qui sotto). 

Una bella soddisfazione per un brand che da tempo seguiamo e apprezziamo per il modo in cui è riuscito a reinterpretare, attraverso il design, un oggetto all’apparenza banale come la “gruccia”. Lo dimostrano Angie, il portabiti multifunzionale firmato nel 2019 da Giulio Iacchetti, e la linea Confetti progettata per il Pop-Up Shop di Fattobene, ospitato nello store del MoMA di New York nell’estate 2019.

Le origini

Toscanini nasce a Isolella di Borgosesia, in Piemonte, nel 1920 con Giovanni Toscanini. È, però, solo nel secondo dopoguerra che prende forma l’attuale volto dell’azienda. Ettore, secondogenito di Giovanni, produce infatti nel 1948 la prima commessa di portabiti in legno per La Rinascente di Milano. Un successo che ben presto porta le grucce di Toscanini oltreoceano, dove entrano nei più esclusivi department store americani.

Le collaborazioni con il mondo dell’alta moda

Da allora la crescita prosegue inarrestabile fino alla svolta degli anni ’80, quando Toscanini avvia una collaborazione con Valentino, per cui disegna un portabito battezzato con il nome del grande stilista. A partire da lì l’azienda comincia a progettare i suoi portabiti per altre prestigiose maison di moda, insieme ad architetti e interior designer di fama internazionale.

Le sperimentazioni con il plexiglass

Negli anni ’90 entra in azienda la quarta generazione, Federica e Giovanni, e con loro cominciano nuove sperimentazioni. Accanto al legno, materiale che accompagna Toscanini fin dalla nascita, fa la sua comparsa il plexiglass, impiegato all’inizio per i portabiti delle boutique di JP Gaultier, progettate da Philippe Starck.

La collezione Toscanini SuMisura

Nel 2010 viene creata la collezione Interior, dedicata al mondo residenziale, e nasce la piattaforma di e-commerce Toscanini SuMisura. Nell’epoca del bespoke la personalizzazione diventa, infatti, un imperativo anche per i guardaroba dei clienti privati.

Oggi Toscanini propone i suoi portabiti e le soluzioni per appendere capi di abbigliamento, accessori e scarpe non solo per le boutique delle più importanti maison di moda, ma anche per le case private e per gli yacht e hotel più esclusivi, in tutto il mondo.

Insomma, una bella storia italiana che dimostra come spesso è proprio dai territori inesplorati che nascono le idee più interessanti.

Il contest “L’arte di appendere / 100 anni e non sentirli” 

Per celebrare il proprio centenario, Toscanini ha lanciato il contest “L’arte di appendere / 100 anni e non sentirli”. Il concorso, rivolto agli studenti di architettura, design e moda, richiedeva la progettazione e il restyling di tre oggetti simbolo dell’azienda – un portabito per camicia, una pinza per i pantaloni e un indossatore/servomuto – impiegando legno, pelle e plexiglass con l’uso del metallo solo per ganci e accessori.

Ecco i tre vincitori:

Il 1° classificato, vincitore del premio da € 2.000,00, è l’indossatore/servomuto ALVAR di Giulia Aida Tosetti e Pietro Boz. Il progetto si ispira alle opere di design di Alvar Aalto ed è proposto in due configurazioni: una con parete verticale e pannello rivestito in pelle, l’altra completamente in legno.

Il prodotto si può personalizzare nei colori e aggiungendo iniziali o loghi cuciti sulle superfici in pelle.

Il classificato, vincitore del premio da € 1.000,00, è il portabito YACHT per camicia pantaloni e cravatte di Giacomo Barabino e Francesco Vasquez. Il modello richiama gli anni ’60 ed è proposto con corpo in legno di faggio, in cui sono “scavate” delle asole per appendere le cravatte. Per gonne e pantaloni è previsto un cordino elastico al posto della classica asta.

Il 3° classificato, con premio da € 500,00, è APPENDI MOLLA, la pinza per pantaloni di Damiano Lorenzani. APPENDI MOLLA si ispira alle mollette da cancelleria e propone l’uso della meccanica delle pinze portapantaloni in plastica invece del classico sistema di fissaggio impiegato per i prodotti in legno.

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I più bei vasi in vetro di design.


Il vaso in vetro: una storia nata 3000 anni fa…

I vasi in vetro sono i più classici fra tutti i vasi. Si sa che i primi reperti furono trovati in Oriente e che risalgono addirittura al I millennio a.C. Dunque, è da ben 3 mila anni che i vasi in vetro vengono usati come oggetti ornamentali da ogni cultura. Già, perché i vasi in vetro sono preziosi ed eleganti, creano straordinari giochi di riflessi e possono essere realizzati in infinite forme.

Nonostante la loro veneranda età, i vasi in vetro non sono, però, vecchi oggetti d’arredo che abbelliscono le case delle nonne. Sono molti i designer che ancora oggi ne interpretano le linee e li trasformano in piccole opere d’arte a uso domestico.


I vasi in vetro di design: tra reinterpretazioni classiche e innovazione

I vasi di vetro di design sono una sfida per creativi di ogni genere. C’è chi riprende i modelli classici, reinterpretandoli in chiave moderna, e chi invece preferisce sperimentare forme nuove, azzardate, spesso abbinandole ad altri materiali. C’è chi preferisce il vetro stampato e chi l’antica tradizione del vetro soffiato a bocca. Il filo conduttore resta, però, sempre la creatività del designer.

I vasi in vetro di design rappresentano un vero classico contemporaneo. Ecco i nostri preferiti.


La nostra selezione di vasi di design in vetro


Bucati, Wave Murano Glass

Vasi con il buco. È Bucati, la collezione firmata da Wave Murano Glass. Un’idea originale che richiede l’uso di una particolare tecnica per creare l’apertura tra un lato del vaso di vetro caldo e l’altro. A rendere speciali i vasi Bucati è, però, anche l’utilizzo della foglia d’argento e della foglia d’oro 24kt, stratificati con vetro nero e rivestiti con uno strato finale di vetro trasparente.

Fondata da Roberto Beltrami nel 2017, Wave Murano Glass si è distinta da subito per la sua capacità di reinterpretare un materiale antico come il vetro di Murano. Una sperimentazione resa possibile anche dagli studi in fisica di Beltrami. La sua profonda conoscenza delle reazioni chimiche e termiche gli ha permesso, infatti, di trovare soluzioni innovative e di perfezionare tecniche antiche. (www.wavemuranoglass.com)


105 ltr forms, Vogel Studio

È il fuoco, elemento al tempo stesso distruttore e creatore, a plasmare 105 Itr forms, la collezione di Vogel Studio. I vasi, allo stato fuso, prendono vita all’interno di forme in tessuto. Un processo che dona al vaso una texture grezza in contrasto con la superficie liscia del vetro, presente invece nel collo del contenitore. (www.fabiovogel.com)


Holi, Hava

Il vaso Holi dello studio francese Hava è un oggetto in bilico fra culture diverse. Il vetro del contenitore è soffiato nella Repubblica Ceca, la pietra della base proviene dal Rajasthan, il concept è stato sviluppato a Parigi. Un vaso dalle mille anime che punta sul contrasto fra materiali e pesi diversi(hava.paris)


Rain, Adele-C

Rain è la linea di vasi e piccoli contenitori da tavolo, firmata da Simone Crestani per il brand italiano Adele-C. La collezione è interamente realizzata in vetro borosilicato soffiato a lume e lavorato a mano. Tratto distintivo del progetto sono le piccole sfere di vetro lungo il bordo e la parte superiore di ogni vaso. Simili a gocce di pioggia, le sfere si posano leggere sulla superficie, riunendosi in composizioni di volta in volta diverse. (www.adele-c.it)


CUT CUBE, Vanessa Mitrani

Contrasto fra i materiali. È questo il cuore di CUT CUBE, il vaso della designer francese Vanessa Mitrani. In questo caso, il contenitore in vetro soffiato poggia su un rigoroso cubo in bronzo. I vasi in vetro sono disponibili in tonalità vivaci, come il verde, il rosso e il giallo. Un piccolo gioiello con cui introdurre un tocco di colore nelle nostre case. Ogni pezzo è realizzato a mano in Francia. (shop.vanessamitrani.com)


Press, Tom Dixon

Sono realizzati con un vetro stampato ad alto spessore questi vasi della collezione Press di Tom Dixon. Una tradizionale tecnica di lavorazione in grado di catturare e rifrangere la luce in un modo unico e molto scenografico. La linea Press comprende vasi in 3 dimensioni diverse, oltre a ciotole e portacandele. (tomdixon.net)


Crystal Series_Vase, Saerom Yoon

La magia di un tramonto racchiusa in un vaso. È Crystal Series Vase, la collezione in edizione limitata del designer coreano Saerom Yoon. La serie comprende vasi in vetro di piccole dimensioni con colori che sfumano l’uno nell’altro. Per godere della bellezza della natura anche quando siamo in casa. (saeromyoon.com)


Vette, Sara Ricciardi

“Quando si arriva sulla vetta il respiro diventa totale. Si è come sospesi. C’è una freschezza di cuore e una sensazione di quiete interna da sentirsi in intimo contatto con il Sacro. È quello che mi è capitato scalando una montagna ligure di ardesia ed è lì che ha avuto origine il progetto.” Così Sara Ricciardi racconta il suo vaso Vette. Il progetto si compone di una base in ardesia e di un contenitore in vetro, fuso sulle lastre, che sembra quasi galleggiare nell’aria.(www.sararicciardi.org)


Blend Vase, Adorno Design

I vasi Blend, firmati a quattro mani dalla designer statunitense Syrette Lew di Moving Mountains e dalla designer olandese Runa Klock per Adorno Design, sono vere e proprie sculture in vetro. La parte interna del vaso è caratterizzata da due colori mixati tra di loro, così da creare un effetto unico e irripetibile che differenzia un vaso dall’altro. Le due designer hanno studiato le relazioni e i contrasti fra la materia opaca e quella trasparente, fra il colore fuso e la struttura rigida del vaso in vetro. Dopo hanno trascorso parecchio tempo a realizzare diversi campioni di colore, perché la fusione dei colori nel vetro non è così semplice come sembra. Alla fine hanno trovato un mix equilibrato (blend) di colori… e il risultato è davvero eccezionale! (adorno.design)


Ida, Utopia & Utility

Combinare tradizione e innovazione, funzione e fantasia: sono questi gli obiettivi di Utopia & Utility, il marchio fondato da Pia e Moritz WüstenbergFra le ultime proposte del brand c’è il vaso Ida. Un oggetto dalla forte personalità che, con il suo bordo piegato e le sue forme curve, rappresenta bene le possibilità infinite che offre il vetro come materiale. Ogni pezzo è unico, soffiato a mano da maestri vetrai in Inghilterra. (www.utopiaandutility.eu)


I Paladini, Venini

I Paladini, il progetto firmato da Emmanuel Babled per Venini, si ispira agli antichi busti in marmo degli scrittori, inventori e filosofi. Da lì deriva l’aspetto cristallizzato e imperturbabile dei vasi. Una postura fiera e saggia che rende questi “busti” in vetro i paladini della grande arte vetraria. La collezione comprende 99 pezzi unici, ognuno datato nell’esatto giorno della sua realizzazione e caratterizzato da una diversa palette cromatica, che esprime la diversità di anime dei busti. (www.venini.com)

LEGGI ANCHE I NOSTRI ARTICOLI SUI VASI UNITY DI MARC THORPE PER VENINI E SUI VASI BELT DI PETER MARINO PER VENINI


Manhattan, Reflections Copenhagen

Si chiamano Manhattan e Grand Manhattan questi particolari vasi in vetro proposti da Reflections Copenhagen. I due vasi si ispirano alle linee architettoniche dello skyline di Manhattan e alle curve morbide e naturali di una conchiglia. Un design scultoreo che abbina le rigide forme geometriche del vaso alla delicata composizione cromatica del vetro. I vasi della collezione Manhattan sono realizzati con tecniche artigianali uniche, che creano un bellissimo gioco di riflessi.
(reflections-copenhagen.com)


ALTRI VASI DI DESIGN? LEGGI IL NOSTRO ARTICOLO SUI VASI IN CERAMICA

Alla scoperta di Mum’s, un piccolo brand finlandese che realizza prodotti sostenibili, fatti con le mani e con il cuore.

Design con il cuore. Parliamo di Mum’s, un piccolo brand finlandese che abbiamo scoperto in occasione della Stockholm Furniture Fair 2020. Fondato nel 2006 dalla designer e artista Outi Puro, Mum’s propone tappeti e accessori per la casa che uniscono design e artigianato. I prodotti, tutti firmati da designer e artisti europei, sono realizzati da artigiane della Bolivia, Sudafrica, India e Cambogia, secondo i principi del fair trade.

Un brand nato da una mamma per le mamme

Come nasce Mum’s? Da un viaggio. Già, è durante un viaggio in Africa che Outi Puro ha l’idea di avviare un progetto con le artigiane locali. Partita come piccola produzione di borse, dopo qualche anno l’idea si trasforma in una vera e propria azienda, che oggi impiega oltre 40 persone. Tutte donne. Anzi, mamme. Come suggerisce il nome, Mum’s nasce, infatti, proprio con l’obiettivo di offrire opportunità alle donne dei Paesi in via di sviluppo e di aiutarle a conciliare il lavoro con la vita familiare.

Le artigiane che collaborano con Mum’s hanno, infatti, la possibilità di realizzare i loro prodotti da casa così da abbattere i costi di viaggio e prendersi cura dei loro bambini.

Le collaborazioni con i designer

Se i prodotti di Mum’s sono creati dalle sapienti mani di artigiane del Sudafrica, Bolivia, India e Cambogia, i pattern sono invece firmati da designer e artisti europei. Qualche nome? Ricardo Cavolo, artista catalano conosciuto per i suoi disegni eclettici e ipercolorati. Giada Ganassin, illustratrice e designer italiana con base a Parigi. Susanna Vento, interior stylist finlandese nota nel mondo del web. Paavo Halonen e Teresa Moorhouse, artisti e designer con all’attivo diverse collaborazioni con Marimekko.

A ognuno il compito di raccontare una storia, chi attingendo al proprio repertorio personale chi ai motivi tipici della cultura finlandese. Fra orsi, alberi e mondi immaginari.

Un design sostenibile

Tutti gli articoli di Mum’s sono semplici, giocosi e funzionali, secondo la migliore tradizione del design scandinavo. Ogni disegno è pensato per adattarsi alle tecniche artigianali del Paese dove verrà prodotto. Un processo molto lungo che, attraverso numerosi aggiustamenti, dà vita a un prodotto dal carattere unico.

Unico e sostenibile. I tappeti e gli accessori per la casa di Mum’s sono, infatti, realizzati con materiali locali riciclati. Per un design fatto con le mani e con il cuore.

ALTRE SCOPERTE DALLA STOCKHOLM FURNITURE FAIR? GUARDA ANCHE ROPE CHAIR DI ARTEK E COCOON DI ATBO