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Loveseat di design? Ecco la nostra selezione di divani due posti. Per ritagliarvi un’oasi di pace con la vostra dolce metà.

Compatti, leggeri e romantici. Sono i loveseat, i divani due posti comunemente associati a teneri têteàtête e a languidi sguardi d’amore.

I loveseat, però, non sono pensati solo per accompagnare gli innamorati. Si tratta di divani che si adattano molto bene alle dimensioni sempre più ridotte delle case contemporanee, rivelandosi ideali per living piccoli o per l’home office. E, grazie alla loro leggerezza e alle loro dimensioni contenute, sono piuttosto semplici da spostare quando l’occasione lo richiede.

Qualche idea? Ecco la nostra selezione di loveseat di design. Per guardarvi negli occhi non solo il 14 febbraio, ma tutti i giorni dell’anno.


LOVESEAT DI DESIGN


Ro, Fritz Hansen

Schienale alto, linee avvolgenti, espressione giocosa. È Ro, il loveseat disegnato da Jaime Hayon per Fritz Hansen. Evoluzione dell’omonima poltrona, il divanetto si è aggiunto alla famiglia nel 2017. La base è in alluminio o in legno, il rivestimento è disponibile in tessuto Fiord o in un’ampia selezione di tessuti standard. Un divanetto ideale per “una fuga dal mondo”, come spiega Jaime Hayon. Scegliete voi se fuggire da soli o in coppia. (fritzhansen.com)


Pampukh, Faina design

Pampukh è il divano creato dal brand ucraino Faina, fondato nel 2014 dall’architetto Victoria Yakusha. Il nome è quello di una ciambella tipica della cucina ucraina, così morbida che “si scioglie in bocca”. La stessa morbidezza  che caratterizza questo divano love seat, progettato per offrire il massimo comfort. Per un riposino, per un momento di lettura oppure per una chiacchierata tra amici, sorseggiando un tè e, ovviamente, assaporando un tenero pampukh. (www.faina.design)


Lune, Fritz Hansen

Sempre di Fritz Hansen e sempre firmato da Jaime Hayon è Lune. Un divano dalle forme morbide e accoglienti, progettato da Jaime Hayon per essere bello da qualunque lato lo si guardi. Lune è un sistema modulare. Oltre alla versione due posti, il sofà è dunque disponibile anche in numerose altre composizioni. (fritzhansen.com)

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Love, Moroso

Caldo e tenero come un abbraccio. È Love, il loveseat disegnato da Marcel Wanders per Moooi. Le forme rotonde, la seduta profonda e i morbidissimi cuscini gridano relax. I piedi in legno spessi donano al divano un carattere giocoso. Un sofà che sembra appena uscito da un cartoon. Impossibile non amarlo. (www.moooi.com)


Love Me Tender, Moroso

Il nome non lascia spazio ai dubbi. Love Me Tender, design Patricia Urquiola per Moroso, è un divano che invita a guardarsi negli occhi. Il cuore del progetto è nella contrapposizione tra le forme generose dell’imbottitura e la leggerezza della struttura, che sembra quasi sospesa sul pavimento. Il rivestimento è in jersey di lana, un tessuto elastico che asseconda le forme. (moroso.it)


Brigitte, Fendi

Il loveseat Brigitte di Fendi reinterpreta i pattern degli anni 60/70. La struttura è in acciaio e accoglie le minuterie, galvanizzate nella stessa finitura gun metal, bronze shadow o la nuova Palladio. Un riuscito incontro fra moda e design, come nella tradizione della celebre Maison. (fendi.com/it/casa/)


All Around, Giorgetti

Disegnato da Ludovica + Roberto Palomba per Giorgetti, il divanetto All Around è la variante loveseat, a due posti, di una collezione esistente. Una seduta morbida e accogliente che è un vero invito al dolce far nulla. Un nido in cui rifugiarsi per riscoprire il piacere del relax e di una piacevole chiacchierata a due. (giorgetti.eu)


Kinoko, Zilio

Disegnato dallo studio londinese Mentsen per Zilio A&C, il divano Kinoko Sofa prende il nome dalla sua struttura in legno che ricorda il carattere giapponese che si pronuncia“KO”. E Ki-no-ko significa letteralmente “lettera Ko in legno”. La struttura rigida e geometrica dei braccioli è ammorbidita dalle comoda imbottitura.
Lo schienale e la seduta di questo loveseat sono leggermente inclinati per favorire una posizione di maggior relax.
Il Kinoko Sofa è perfetto per la casa ma anche per il contract, in particolare per le aree lounge. (www.zilioaldo.it)


Buhana lounge, Alvin T

Il loveseat Bhuana Lounge, progettato dall’azienda filippina Alvin T, si ispira alle curve naturali della terra e delle piante. Una seduta per creare angoli dove le persone possano rifugiarsi in cerca di conforto. Il divanetto è realizzato in rattan naturale o blu scuro, con la base in legno di mogano. Lo schienale sembra quasi disegnare un cuore. (alvin-t.com)


Caillou, Liu Jo Living

Il love seat Caillou fa parte della Liu Jo Living Collection, disegnata da Simone Cagnazzo e realizzata in collaborazione con ATL Group. La collezione si chiama Ceci est un Caillou e si ispira alle linee morbide e irregolari dei sassolini, di cui porta il nome. Il love seat è rivestito in velluto sui toni dell’ottone, un colore che dà un senso di calore e morbidezza. (liujoliving.com)


Nubilo, Petite Friture

Un divano per volare tra le nuvole. Parliamo di Nubilo, il loveseat disegnato da Costance Guisset per Petite Friture. Un divano avvolgente e dall’aspetto giocoso, che sembra arrivare direttamente dal cielo. Il suo tratto distintivo sono i cuscini di forma rotonda e di diversa misura che compongono lo schienale. La struttura è in metallo laccato nero. (petitefriture.com)


Hideout Loveseat, Gebrüder Thonet Vienna

Porta la firma del duo svedese Front il divano a due posti Hideout Loveseat di Gebrüder Thonet Vienna. L’ampio schienale in faggio massello curvato a vapore crea una struttura avvolgente, che lo rende perfetto per ritagliarsi momenti di privacy anche negli spazi pubblici.‎ Ai lati della seduta, due pareti in paglia di Vienna fanno da cornice allo schienale. (www.gebruederthonetvienna.com/)


Haven, Warm Nordic

Haven è un divano a due posti firmato dalla designer danese Charlotte Høncke per Warm Nordic. Un love seat dal gusto contemporaneo, che unisce funzionalità, qualità ed estetica. La sua bellezza si svela guardandolo di lato. L’alto schienale avvolge infatti come in un abbraccio, regalando un maggior senso di privacy. Ci si può rannicchiare in compagnia di un buon libro o abbandonarsi a una piacevole conversazione a due. Haven è rivestito con gli esclusivi tessuti d’arredamento Hero, disegnati da Patricia Urquiola per Kvadrat. Si può scegliere tra 14 colori. (warmnordic.com)


Haiku, Fredericia

Una stanza nella stanza. È Haiku, il divano due posti che il duo italo-danese GamFratesi ha firmato per Fredericia. Le sue forme avvolgenti rendono Haiku un vero e proprio guscio protettivo, con cui creare isole di intimità all’interno di open space o ambienti di lavoro. Un progetto essenziale ma complesso, come solo un haiku giapponese sa essere. (fredericia.com)


Bonsai, Arflex

Il divano due posti Bonsai di Arflex trae ispirazione dall’estetica giapponese. A caratterizzare il sofà è il contrasto tra le forme morbide e curve dell’imbottitura e le piattaforme e gambe in legno che sollevano queste forme arrotondate dal pavimento. (www.arflex.it)


Forma, Kennethcobonpue

Rattan e linee sinuose. Nasce da un cesto di vimini Forma, il loveseat prodotto dal brand filippino Kennethcobonpue. Un divano per indoor pensato per portare un tocco di natura in casa. La collezione Forma comprende anche un tavolo da pranzo, tavolini da salotto e una poltroncina. Il design è di Federica Capitani. (www.kennethcobonpue.com)


Bocca, Gufram

Chiudiamo la nostra rassegna sui loveseat di design con un’icona: Bocca, il divano disegnato da Studio65 per Gufram nel 1970. Le sensuali labbra rosse che danno forma al divano si ispirano a “Mae West Lips Sofa”, il ritratto dell’attrice americana Mae West firmato da Salvador Dalì nel 1938. Un divano entrato nella leggenda, esposto nei più importanti musei del mondo. (www.gufram.it)

LEGGI IL NOSTRO ARTICOLO SUL DIVANO BOCCA


Dal 3 al 5 settembre a Copenhagen va in scena 3daysofdesign, l’appuntamento annuale dedicato al design e all’arredamento danese. Ecco qualche novità.

Sostenibilità. Economia circolare. Salvaguardia del Pianeta. Sono questi i temi al centro della nuova edizione di 3daysofdesign, l’appuntamento annuale dedicato al design danese in programma dal 3 al 5 settembre 2020. 3 giorni di presentazioni e mostre che rappresentano un bel ritorno agli spazi fisici, dopo i lunghi mesi di chiusure causati dal Covid-19.

Gli espositori spaziano dalle piccole e innovative start up a brand affermati e conosciuti in tutto il mondo. Design danese, soprattutto, ma anche tante aziende internazionali.

Vediamo insieme qualche novità.


Le novità da 3daysofdesign


Plint, TAKT

Porta la firma di Cecilie Manz Plint, il nuovo tavolino in legno del brand danese TAKT. Composto solo da due parti, Plint viene spedito in confezioni ultrapiatte e poi facilmente montato sul posto. Per comporre il tavolino è sufficiente unire top e base con giunti in pelle conciata al vegetale. Un sistema di assemblaggio semplice e veloce, in linea con il modello di business sostenibile e accessibile di TANKT. Tutti i mobili di TANKT sono infatti spediti smontati, così da ridurre i costi e l’inquinamento legati al packaging, allo stoccaggio e al trasporto.

Il tavolino Plint sarà in vendita da ottobre. (taktcph.com)


Momento, Bent Hansen

Momento è la prima sedia in legno prodotta da Bent Hansen, azienda danese con oltre 70 anni di esperienza nella produzione di mobili imbottiti. Il progetto, firmato dall’architetto portoghese Mariana Amado Trancoso, sfida il modo tradizionale di progettare una sedia da pranzo. Lo schienale non è infatti fissato alla seduta, ma si incontra con i braccioli. “Momento è stata disegnata per dialogare con lo spazio che la circonda”, racconta la designer. “Le linee decise della sedia richiamano elementi come pareti, porte e soffitti”.

Momento sarà disponibile dalla fine del 2020. (benthansen.net)


Islets, Fredericia

Minimalismo scultoreo. Possiamo riassumere così Islets, la serie di tavoli progettata da Maria Bruun per Fredericia. Una collezione dove le linee minimali convivono con una forte presenza scultorea, parte dell’indagine condotta da Maria Bruun sulla materialità monolitica nel design di arredo.

Islets comprende tre tavoli: coffee table, side table e tavolo da pranzo. Tutti realizzati artigianalmente in legno di quercia massiccio e rifiniti con olio naturale. “Il mio amore per il legno massello è chiaramente espresso in Islets. Io credo nella sostenibilità attraverso la qualità. Creare un complemento d’arredo bello a vedersi e con dettagli ben pensati, realizzato con la migliore lavorazione artigianale e con materiali di alta qualità”, racconta Maria Bruun. (www.fredericia.com)


Rely, &tradition

Rely è la nuova sedia di &tradition, con base in acciaio e scocca in plastica riciclata al 100%. Il progetto, firmato da Hee Welling, ha richiesto circa 1 anno per la ricerca dei materiali giusti. Le scocche nere sono create con i pannelli di plastica trovati all’interno delle automobili, per quelle colorate sono stati invece impiegati gli scarti post industriali. Anche il processo di costruzione della sedia è pensato in chiave sostenibile. Gli elementi che compongono Rely si smontano infatti facilmente, così da rendere semplice riparare i pezzi danneggiati e prolungare il suo ciclo di vita. (www.andtradition.com)


Elegance Chair, Asahi Wood

2.1 chili di pura eleganza. Parliamo di Elegance, la sedia disegnata dal designer danese Hans Sandgren Jakobsen per l’azienda giapponese Asahi Wood. Una sedia leggera ed elegante che vanta due illustri riferimenti: la mitica sedia Superleggera di Gio Ponti e la grande icona del cinema e indiscussa maestra di stile Audrey Hepburn. La struttura di Elegance sfrutta la naturale leggerezza, flessibilità e resistenza del legno di frassino. La seduta è finemente intrecciata con un filo di poliestere nero. Le gambe sono cave per ridurre al minimo il peso.

Elegance è disponibile con o senza braccioli. La collezione comprende anche un tavolo da pranzo, una panca, un divano, un tavolino e un mobile per la TV. Per una casa all’insegna della leggerezza. (www.asahiwood.co.jp)


Crofton Stool, Please Wait to be Seated

Legno di pino. È questo il materiale usato per Crofton, la collezione di sgabelli disegnata da Daniel Schofield per Please Wait to be Seated. Un legno molto diffuso nei Paesi nordici caratterizzato da un gran numero di venature, che potrebbe aprire una nuova strada nel design d’arredo scandinavo. Lo sgabello è proposto in pino nordico naturale o tinto nero, con seduta rivestibile in diversi materiali. Le altezze disponibili sono 3. Il nome? Un riferimento a Crofton Park, la zona di Londra dove abita Daniel Schofield. (www.pleasewaittobeseated.com)


Rotben, Ferm Living

Alluminio pressofuso 100% riciclato per Rotben, il tavolino/sgabello di Ferm Living creato in collaborazione con l’artista norvegese Øfstedal Eng. Un complemento d’arredo scultoreo, che gioca sul contrasto tra la forma organica delle gambe e il materiale grezzo impiegato. Forme organiche e materiali naturali che caratterizzano tutta la nuova collezione 2020 di Ferm Living. (fermliving.com)


L’iconica Spanish Chair di Børge Mogensen (1958).

L’iconica Spanish Chair segna il vertice della collaborazione tra  Fredericia Furniture e uno dei massimi maestri del design scandinavo, Børge Mogensen (1914-1972). Un legame, quello tra l’azienda svedese e il designer danese, che risale al 1955.

Il creativo e visionario progettista creò diversi arredi per Fredericia. Ma uno in particolare, la Spanish Chair, è rimasta non solo uno dei pezzi più rappresentativi dell’azienda ma anche della storia del design.

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La Spanish Chair venne presentata al pubblico per la prima volta, in occasione del Cabinetmakers’ Guild Furniture Exhibition nel 1958. Al suo debutto, la Spanish Chair creò un effetto sensazionale e da allora continua a essere una delle più ricercate icone del design. Un oggetto d’arredo che caratterizza le abitazioni più sofisticate ma anche ristoranti, uffici e lobby di hotel in tutto il mondo.

Oltre al modello originale in rovere naturale o laccato, Fredericia ha recentemente messo in produzione una nuova versione in rovere più scuro, con finitura “smoked” trattato a olio, oltre a una seduta in pelle color Brandy che accentua il calore della versione “smoked oak”.

Perché si chiama Spanish Chair?

Ma perché “spanich chair”? Come spesso accade, il nome degli oggetti di design nasce per caso. Mogensen si trovava infatti in vacanza in Spagna con la famiglia quando, vedendo i metodi di lavorazione locali, trovò l’ispirazione per questa sedia.

L’architetto danese fu colpito da una particolare sedia, che vide nello studio di un ufficiale del Regio Esercito: una poltrona dagli ampi braccioli e con la struttura in legno pesantemente intagliata.

La Spanish Chair oggi

Perdonate il gioco di parole, ma la Spanish chair è probabilmente la meno “scandinava” tra tutte le icone del design scandinavo.
La grandezza di Mogensen sta proprio in questo. Nell’aver interpretato e attualizzato un oggetto di tradizione spagnola, semplificandolo e ripulendolo nelle linee (questo sì, è tipico del design nordico) fino a renderlo perfetto. Eliminò tutte le decorazioni tenendo però i grandi braccioli e la seduta in spesso cuoio conciato al vegetale, che Mogensen decise di fissare alla struttura con fibbie di ottone. La struttura può essere in rovere saponato oppure in rovere oliato.

Oltre alla Spanish lounge Chair, la classica poltroncina da lettura, esiste anche la versione Spanish dining chair, cioè la sedia tradizionale. Questa seconda è più piccola, più leggera e con una seduta più alta, per potersi adattare ai tavoli da pranzo.

L’edizione speciale della Spanish Chair con cuoio “Deep Red”

Oggi la Spanish Chair di Børge Mogensen è disponibile con la seduta in pelle in tre varianti colore: naturale, nero e brandy. Fredericia ha deciso di riproporre l’iconica Spanish Chair e la Spanish Dining Chair in un’edizione speciale con il cuoio color Deep Red, cioè rosso scuro. Questa edizione sarà in vendita nei negozi autorizzati soltanto dal 1° settembre 2020 al 31 dicembre 2020. La sedia in edizione speciale sarà contrassegnata da una targa special edition in ottone. Chi la volesse si affretti! Le prenotazioni sono già in corso… (fredericia.com)

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I divani più iconici del design scandinavo? Da Poet Sofa di Finn Juhl a Cloverleaf di Verner Panton, ecco i divani che hanno fatto la storia.

Eccoci arrivati al terzo appuntamento con le icone del design scandinavo. Il nuovo focus è dedicato ai divani, un arredo a cui è legato il nome di alcuni fra i più celebri designer del mondo nordico. Dai progetti firmati negli anni ’40 da Finn Juhl e Børge Mogensen, passando per i capolavori anni ’50 di Hans J. Wegenr e Arne Jacobsen, fino ai divani dalle forme sinuose di Verner Panton della fine degli anni ’60.

Ecco la nostra selezione.


I DIVANI PIÙ ICONICI DEL DESIGN SCANDINAVO


Poet Sofa (1941)

Apriamo la nostra rassegna sui divani più iconici del design scandinavo con Poet Sofa di Finn Juhl. Presentato alla Copenhagen Cabinetmakers‘ Guild Exhibition nel 1941, Poet è una evoluzione della poltrona Pelican lanciata nel 1940. Si tratta di un divano 2 posti compatto e funzionale, pensato per piccoli appartamenti. Le sue forme avvolgenti lo rendono simile a un abbraccio. Poet è prodotto da House of Finn Juhl. (finnjuhl.com)


The Spoke-Back Sofa (1945)

Disegnato da Børge Mogensen nel 1945, The Spoke-Back è un ibrido fra un daybed e un divano. Grazie all’utilizzo di cinghie in cuoio, un lato del sofà è infatti reclinabile. Questo mix fra divano, letto da giorno e chaise longue richiedeva tuttavia una costruzione troppo complessa per l’epoca. Per questo The Spoke-Back dovrà aspettare il 1963 per entrare in produzione. Oggi è prodotto da Fredericia. (www.fredericia.com)


Baker Sofa (1951)

Il divano Baker è progettato da Finn Juhl nel 1951 per Mr. Hollis Baker, un produttore di mobili del Michigan. Il lavoro di Juhl viene conosciuto negli Stati Uniti grazie a un articolo di Edgar Kaufmann Jr., collezionista d’arte e direttore del Dipartimento di Design Industriale del Museo di Arte Moderna di New York. Baker è un divano dalla forma scultorea con un dettaglio che lo rende unico: lo schienale e la seduta sono separati con la struttura in legno a vista. È prodotto da House of Finn Juhl. (finnjuhl.com)


CH72 Sofa (1952)

Disegnato da Hans J. Wegner nel 1952 e presentato nello stesso anno alla Danish Furniture Design a Copenaghen, il divano CH72 è tornato in produzione nel 2018. Si tratta di un divano 2 posti compatto, perfetto per ambienti dalle metrature ridotte. È costituito da una struttura sottile rivestita, gambe affusolate in legno massello, una seduta con cuscini removibili. Il tratto distintivo del sofà CH72 sono le maniglie arrotondate in legno massello sui braccioli. Un dettaglio che facilita lo spostamento del divano. È prodotto da Carl Hansen & Søn. (www.carlhansen.com)


No. 1 (1955)

Disegnato da Børge Mogensen nel 1955, il divano No.1 segna l’inizio della collaborazione del grande designer danese con Fredericia. Il progetto coniuga un’estetica minimalista ed elementi tipici degli anni ’50 con dettagli funzionali innovativi, come i cuscini removibili e intercambiabili. Un divano dal carattere intimo e familiare che trascende le mode, prodotto ancora oggi da Fredericia. (www.fredericia.com)


Swan Sofa (1958)

Progettato nel 1958 per arredare il leggendario SAS Royal Hotel di Copenhagen, il divano Swan di Arne Jacobsen si caratterizza per le forme morbide e organiche. Assente per diversi anni dal mercato, il divano Swan è stato reintrodotto nel 2000 riscuotendo grande successo grazie alla sua funzionalità e bellezza scultorea. Il rivestimento è disponibile in un’ampia gamma di tessuti e pelli, la struttura è in alluminio satinato. È prodotto da Fritz Hansen. (fritzhansen.com)


PK31 (1958)

Alla ricerca della forma ideale Poul Kjaerholm progetta PK31, una collezione di divani e poltrone dal design minimale. Composto da un telaio in acciaio cromato opaco e da un rivestimento in pelle, questo divano è una perfetta sintesi di eleganza e comfort. PK31 è prodotto da Fritz Hansen, ed è disponibile come divano due posti o tre posti. (fritzhansen.com)


Kiki (1960)

Tubi ovali in acciaio per la struttura, seduta e schienale dalle linee pulite. Parliamo di Kiki, il divano firmato da Ilmari Tapiovaara nel 1960. Un sofà dal design essenziale che rappresenta un punto di svolta nel lavoro del designer finlandese, precedentemente caratterizzato da forme organiche. A distinguere Kiki sono, però, anche le sue dimensioni compatte, che lo rendono ideale per gli ambienti piccoli. La collezione comprende anche una panca, una lounge chair e un tavolino. Kiki è prodotto da House of Fin Juhl. (finnjuhl.com)


Cloverleaf (1969)

Progettato da Verner Panton nel 1969 e presentato nel 1970 alla mostra Visiona 2 di Colonia, il divano Cloverleaf è stato rieditato oggi da Verpan. Si tratta di un sistema modulare che può dare vita a diverse configurazioni. I moduli dalle forme ondulate creano una serie di nicchie, rivolte in modo alternato verso l’interno o verso l’esterno. Cloverleaf si compone di una struttura in legno ricoperta da uno strato di schiuma ad alta resistenza, e può essere rivestito con un’ampia gamma di tessuti. (www.verpan.com)


Coupé sofà (1971)

Il divano Coupé è creato da Børge Mogensen nel 1971, ispirandosi alle sedie dei portieri d’albergo britannici. Caratterizzato da uno schienale alto con ali laterali, il divano offre un rifugio intimo e accogliente all’interno di ampi spazi aperti. Il nome Coupé fa riferimento al suo design avvolgente simile a quello delle sedute nelle cuccette di prima classe dei treni. È prodotto da Fredericia. (www.fredericia.com)


SCOPRI ANCHE LE SEDIE PIÙ ICONICHE DEL DESIGN SCANDINAVO E LE POLTRONE PIÙ ICONICHE DEL DESIGN SCANDINAVO

 

Le poltrone più iconiche del design scandinavo? Dalla Paimio di Alvar Aalto alla Ball Chair di Eero Aarnio, ecco le poltrone che hanno fatto la storia.

Ci siamo. Dal 4 all’8 febbraio 2020 torna la Stockholm Furniture & Light Fair, la più grande fiera dedicata al design scandinavo. Anche quest’anno Design Street volerà a Stoccolma per partecipare alla fiera. Un appuntamento che nel 2020 si preannuncia ancora più imperdibile. La Stockholm Furniture & Light Fair compie infatti 70 anni. Un compleanno importante che verrà celebrato con una esposizione sui classici del design scandinavo dagli anni ’50 a oggi.

Siamo impazienti di entrare nella macchina del tempo. E proprio per questo abbiamo pensato di partecipare ai festeggiamenti, proponendo una serie di approfondimenti sulle icone del design scandinavo.

Il primo articolo sarà focalizzato sulle poltrone e vi accompagnerà dagli anni ’30 agli anni ’70. Dalla Paimio di Alvar Aalto alla Egg Chair di Arne Jacobsen, dalla Flag Halyard di Hans J. Wegner alla Etcetera di Jan Ekselius.

Ecco le poltrone più iconiche del design scandinavo.


LE POLTRONE PIÙ ICONICHE DEL DESIGN SCANDINAVO


Armchair 41, “Paimio” (1932)

Apriamo la nostra rassegna sulle poltrone più iconiche del design scandinavo con la Paimio di Alvar AaltoNota anche come Poltrona 41, Paimio è disegnata dal grande architetto finlandese nel 1932 per il sanatorio di Paimio, allora dedicato alla cura della tubercolosi. Si tratta di una seduta rivoluzionaria per l’epoca, pensata in funzione delle esigenze dei pazienti. I materiali sono il compensato e il legno lamellare di betulla, considerati più caldi a contatto con la pelle rispetto all’acciaio impiegato in quegli anni dai maestri del Bauhaus. Le forme sono organiche e accoglienti. La seduta è studiata per aiutare i pazienti a respirare più facilmente. Paimio è prodotta da Artek. (www.artek.fi/en/)


Armchair 400, “Tank” (1936)

Tank, conosciuta anche come Armchair 400, è stata progettata da Alvar Aalto nel 1936 per un’esposizione alla Triennale di Milano. Il nome, che in italiano significa “carro armato”, si deve ai suoi robusti braccioli in betulla lamellare curvata e alle forme piene della seduta. La struttura a sbalzo rende la poltrona flessibile e molto confortevole. Tank può essere rivestita in pelle o in tessuto. È prodotta da Artek. (www.artek.fi/en/)


Armchair 406 (1939)

Disegnata da Alvar Aalto nel 1939, Armchair 406 è una poltrona essenziale ed elegante. La struttura a sbalzo è in betulla curvata, la seduta è rivestita con una fettuccia in lino. Due materiali naturali che rendono la poltrona calda e accogliente. Poiché il legno cambia nel tempo, i braccioli sono realizzati con un unico pezzo poi diviso a metà, in modo da assicurare stabilità alla seduta anche con il passare degli anni. Armchair 406 è prodotta da Artek. (www.artek.fi/en/)


Pelican Chair (1940)

Non c’è progetto che riveli l’interesse di Finn Juhl per il Surrealismo più della Pelican Chair. Presentata nel 1940, in occasione della Copenhagen Cabinetmakers’ Guild Exhibition, la poltrona colpì subito il pubblico per le sue gambe robuste e le sue linee inusuali. La sua forma organica ricorda, infatti, quella di un corpo che avvolge un altro corpo. Dopo essere stata dimenticata per molti anni, la Pelican è tornata sul mercato nel 2001, pronta per nuovi abbracci. La Pelican Chair è prodotta da House of Finn Juhl. (finnjuhl.com)

LEGGI IL NOSTRO APPROFONDIMENTO SULLA PELICAN CHAIR


Flag Halyard (1950)

Una poltrona dall’aspetto futuristico concepita nel 1950, durante un caldo pomeriggio d’estate. Parliamo di Flag Halyard di Hans J. Wegner. Omaggio agli architetti modernisti Le Corbusier e Mies van der Rohe, la Flag Halyard rivela una maestria nel lavorare l’acciaio pari a quella dimostrata da Wegner con il legno, suo materiale di elezione. La Flag Halyard si compone di una struttura in acciaio inossidabile, una seduta in lino, con poggiatesta in tessuto o pelle con cinghie in cuoio, e un caldo rivestimento in lana di pecora. La Flag Halyard è prodotta da PP Møbler. (www.pp.dk)


The Papa Bear Chair (1951)

La Papa Bear Chair è il primo progetto di Hans J. Wegner per l’azienda danese PP Møbler. Disegnata nel 1951, la poltrona è andata in produzione nel 1953 con il nome di Teddy Bear, in riferimento ai suoi braccioli simili alle zampe di un orso. Dopo essere stata fuori produzione per diversi anni, la Papa Bear è tornata a nuova vita nel 2003, prodotta sempre da PP Møbler. (www.pp.dk)


Egg Chair (1958)

Progettata nel 1958 per la hall del SAS Royal Hotel di Copenhagen, la Egg Chair di Arne Jacobsen è diventata una delle poltrone più celebri della storia del design. Come suggerisce il nome, la forma della poltrona richiama quella del guscio di un uovo, di cui il progetto di Arne Jacobsen vuole riprodurre lo stesso aspetto accogliente e protettivo. Oltre all’inconfondibile design a uovo, la poltrona Egg si caratterizza anche per l’innovativa tecnica costruttiva. La scocca è, infatti, ricoperta con un’imbottitura in poliuretano espanso, poi rivestita in tessuto o pelle. Una cosa unica per l’epoca. La poltrona Egg è prodotta da Republic of Fritz Hansen. (fritzhansen.com)


Spanish Chair (1958)

La Spanish Chair, l’iconica poltrona disegnata da Børge Mogensensi ispira alle sedute della tradizione spagnola. Il progetto nasce durante un viaggio in Spagna, dove il grande architetto danese rimane colpito da una poltrona con ampi braccioli e struttura in legno intagliato. La Spanish Chair è stata progettata per Fredericia, azienda con cui Mogensen ha collaborato per tanti anni e che la produce ancora oggi. (www.fredericia.com)

LEGGI IL NOSTRO APPROFONDIMENTO SULLA SPANISH CHAIR


Ox Chair (1960)

“Dobbiamo stare attenti a non prendere le cose troppo seriamente. Dobbiamo giocare, ma dobbiamo essere seri nel farlo!”. È con queste parole che Hans J. Wegner racconta Ox Chair, una delle poltrone più iconiche firmate dal maestro danese. Il tratto distintivo della poltrona sono le “corna” tubolari, un dettaglio, per l’appunto, giocoso che fa pensare a un bue (ox significa bue in inglese). Progettata da Hans J. Wegner nel 1960, a causa delle difficoltà tecniche nel rivestirla, la poltrona Ox è stata messa in produzione solo nel 1989 da Erik Jørgensen. (erik-joergensen.com)


Wing Chair (1960)

La Wing Chair di Hans J. Wegner è una poltrona imbottita con struttura in faggio e gambe in acciaio inossidabile. Il cuore del progetto è in ciò che non si vede. Il design dello schienale e della seduta permettono infatti una grande varietà di posizioni, assicurando sempre un supporto eccellente alla schiena, alle spalle, al collo e alla testa. Disegnata nel 1960, la poltrona è stata inizialmente prodotta in un numero molto limitato. È stata rilanciata nel 2006 sulla base del disegno originale di Wegner. Oggi è prodotta da Carl Hansen & Søn. (www.carlhansen.com)


Ball Chair (1963)

Una stanza nella stanza: è questa la sensazione che si prova all’interno della Ball Chair di Eero Aarnio. Il suo design avvolgente, infatti, protegge dai rumori e la rende un ambiente raccolto in cui rifugiarsi. Disegnata dal maestro finlandese nel 1963, questa poltrona futuristica è una vera icona pop, protagonista di tanti celebri film e pubblicità. A renderla unica, però, è anche il materiale utilizzato: la fibra di vetro. Una scelta sicuramente controcorrente nel panorama del design scandinavo dell’epoca. La Ball Chair oggi è prodotta da Eero Aarnio Originals, ed è disponibile con  rivestimento imbottito in tessuto o pelle. (www.aarniooriginals.com)

LEGGI IL NOSTRO APPROFONDIMENTO SULLA BALL CHAIR


CH07 “Shell Chair” (1963)

La poltrona CH07, meglio conosciuta come Shell Chair, è stata disegnata da Hans Wegner nel 1963. Una poltrona così moderna da essere compresa solo dopo 30 anni! Prodotta in una piccola tiratura negli anni 60, Carl Hansen ha deciso infatti di rieditare la poltrona solo nel 1998, con un enorme successo. La bellezza di questa esile poltrona sta nelle sue linee minimali e nella grande cura dei dettagli, tra i quali l’incredibile attaccatura delle sue tre gambe alla scocca. La sua struttura in multistrato curvato era già all’avanguardia negli anni 60. (www.carlhansen.com)


Poltrona PP129 “Web Chair” (1968)

Dopo essere stata dimenticata negli archivi per tanti anni, finalmente l’azienda danese PP Møbler ha rieditato la Web Chair. Questa poltrona-amaca è stata disegnata dal genio di Hans Jørgensen Wegner nel 1968. I suoi tratti distintivi sono gli ampi braccioli in legno massello e lo schienale a rete. (www.pp.dk)

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Etcetera (1970)

Chiudiamo il nostro focus sulle poltrone più iconiche del design scandinavo con Etcetera di Jan EkseliusDisegnata nel 1970, la poltrona è tornata a vivere nel 2019 grazie a una collaborazione fra Jan Ekselius e il brand svedese Artilleriet. Composta da una struttura in acciaio con sistema a molle Pullmaflex, imbottitura in poliuretano e rivestimento elastico, Etcetera rappresenta un unicum fra le icone del design scandinavo. Oltre alla poltrona, sono disponibili anche una lounge chair e un pouf. (www.artilleriet.se)


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Vuoi conoscere le più iconiche sedie a dondolo di design di tutti i tempi? Sei sul posto giusto!

LE PIÙ BELLE SEDIE A DONDOLO DI DESIGN

A chi non piace indugiare pigramente, cullati dal movimento lento e rilssante di una sedia a dondolo? Un’oggetto iconico che a partire dal 1860 (la mitica Thonet!) si è prestato alle più interessanti interpretazioni di design. dalle interpretazioni di modelli classici a quelle dale linee futuriste: da Philippe Starck a Ron Arad, da Eames a Barber&Osgerby…

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LE SEDIE A DONDOLO TRADIZIONALI


La sedia n. 1 di Thonet (1860)

Ecco la mitica n. 1 di Thonet del 1860, la prima sedia a dondolo di design, la prima al mondo in legno curvato! Ancora oggi, a oltre 150 anni dalla sua nascita, questa sedia è una delle più grandi e desiderate icone di tutti i tempi.

Scopri la storia di Thonet


J16, Fredericia

L’azienda Fredericia celebra il 75° anniversario dell’iconica sedia a dondolo modello J16 Rocking Chair, disegnata nel 1955 dal danese Hans J. Wegner. Un vero capolavoro del design scandinavo, attualissimo ancora oggi. La sedia a dondolo j16 è realizzata in noce massello, col sedile intrecciato  in corda di carta dettagli in cuoio: cuscino, poggiatesta e, su richiesta, il cuscino dorsale.


Pisolo, Modà

Quando si pensa a una sedia a dondolo, la prima immagine che viene in mente, con grande probabilità, è quella della tradizionale sedia in stile Windsor. Un pezzo d’antiquariato difficile da trovare… e allora l’azienda Modà ci propone il suo modello Pisolo, un dondolo in legno massello verniciato in tantissimi colori, anche abbinati a contrasto. Per gli amanti del classico ma con un tocco di brio…

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LE SEDIE A DONDOLO DI DESIGN CONTEMPORANEO


RAR Rocker, Vitra

Nel primo dopoguerra americano, i geniali coniugi Eames hanno disegnato la loro RAR Rocker (1948), forse la più celebre e iconica di tutti i tempi, prodotta ancora oggi, dopo circa 70 anni, da Vitra. La sedia è caratterizzata dal suo guscio stampato e dalle gambe in acciaio. La Rocker chair è ancora oggi un best seller tra le sedie a dondolo!


Piña, Magis

Piña è il nome di questa graziosa sedia a dondolo disegnata da Jaime Hayon per Magis. Una sedia semplice, dalla struttura in rete metallica che ricorda vagamente un ananas. Può essere utilizzata indifferentemente sia per un uso interno sia per l’outdoor.


Navy Chair, Emeco

La classica Navy Chair, l’indistruttibilesedia in alluminio di Emeco, progettata per l’uso militare sulle navi e nei sommergibili, è stata rivisitata da Philippe Starck che ha creato la sedia Eritage. La stessa sedia, ma resa più divertente con l’aggiunta dei pattini a dondolo.

 


UNAM 19 C, Very Wood

Si chiama UNAM 19 C questa bellissima sedia a dondolo disegnata da Sebastian Herkner per Very Wood. La struttura con gambe e i braccioli sono in frassino naturale o tinto nero. Come seduta, un cuscino rivestito i tessuto, pelle o vinile. Lo schienale è composto da un intreccio in corda nautica oppure in pergamena grigia.


Tip Ton, Vitra

Si chiama Tip Ton questa semplice sedia disegnata da Edward Barber & Jay Osgerby per Vitra. Non è esattamente un dondolo, ma permette due posizioni: una più rilassante e una ergonomica per il lavoro alla scrivaania.


MT-3, Driade

Geniale come sempre il design di Ron Arad che ha  creato la scenografica sedia MT-3 per Driade.  MT, in inglese si pronuncia Empty e significa vuoto Un volume scavato e finito all’interno in 4 diversi colori, reso possibile grazie a una tecnologia rotazionale all’avanguardia.


Comback, Kartell

Si chiama Comback questa sedia disegnata da Patricia Urquiola per Kartell. La più classica delle sedie a dondolo “windoriane”, interpretata in chiave contemporanea dalla designer spagnola. Unisce la struttura in acciaio verniciato con la seduta in tecnopolimero e i pattini in legno.


Kiikku Rocking Chair, Havuu

Una forma davvero inusuale caratterizza la Kiikku Rocking Chair disegnata dal designer finlandese Jukka T. Tapio per l’azienda Havuu. I due elementi laterali ricordano le ali di una farfalla. È realizzata in legno multistrato ed è disponibile sia nella versione per adulti che per bambini.


Raphia, Casamania

Raphia è stata disegnata da Lucidi Pevere per Casamania. La struttura è in acciaio verniciato bianco, bordeaux o nero, mentre la seduta è in giunco naturale.


Elephant Rock Chair, Kristalia

Elephant Rock Chair è una simpatica seggiola a dondolo disegnata da Neuland. Paster & Geldmacher per Kristalia. La scocca può essere in materiale plastico oppure in cuoio. La struttura è in faggio naturale.


Kobi, Alias

È di Alias la sedia a dondolo Kobi, disegnata da Patrick Morgue. La struttura a rete in acciaio è verniciata a polvere, resa più confortevole dai cuscini in pelle o tessuto. Un cestino leggero e minimale, sostenuto da gamme in alluminio e scivoli in rovere massello..



Thatsit Balans, Variér

Il comfort per eccellenza. Allenta le tensioni e mantiene la spina dorsale nella posizione ottimale. È la mitica sedia a dondolo ergonomica Thatsit Balans disegnata da Peter Opsvik per Variér.


Nub, Andreu World

Ancora un progetto dell’eclettica designer Patricia Urquiola. Si tratta di Nub, sedia e poltroncina a dondolo in legno e la struttura in metallo verniciato, prodotta da Andreu World. La poltroncina ha la seduta più bassa e ampia, per garantire un maggiore comfort.


Dozequinze, Gandia Blasco

Dozequinze. Design Francesco Slitti per la spagnola Gandia Blasco. Si tratta di una sedia a dondolo da esterni con la struttura in acciaio e una serie di tiranti in polipropilene che formano la seduta e lo schienale. Decisamente insolito e particolare il disegno delle larghe fasce intrecciate.
Una sedia minimale nelle forme e con un profilo assolutamente essenziale.


Form Chair, Normann Copenhagen

Form Chair è un capolavoro di minimalismo espressivo ed essenzialità nordica. Disegnata da Simon Legald per Normann Copenhagen. Molto bello (e innovativo) il dettaglio dell’innesto delle gambe in legno (di noce o rovere) con la scocca in materiale plastico. È disponibile nella versione con braccioli o senza.


E se ti senti stressato, ricordati sempre: “Keep calm and roll on“!

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La sedia Trinidad di Nanna Ditzel

Non è un caso che Nanna Ditzel (1923-2005) sia stata chiamata la Grand Old Lady del design danese. Una delle pochissime donne designer del secolo scorso, che ha creato grandi capolavori del design scandinavo.

Tra questi c’è Trinidad, probabilmente il più famoso progetto di Nanna Ditzel; una sedia disegnata nel 1993 e prodotta ancora oggi da Fredericia.

 

Una sedia decisamente particolare, che non passa inosservata, con il suo schienale-scultura a forma di ventaglio che conferisce una leggerezza quasi trasparente alla sedia, e che è stato ispirato dai trafori tipici delle architetture coloniaili caraibiche.

Nanna Ditzel ha voluto progettare una sedia che si adattasse bene a ogni ambiente domestico, ma che fosse al tempo stesso comoda e accogliente.

Lo schienale traforato è infatti una presenza materica ma trasparente al tempo stesso, che lascia passare la luce e crea ombre grafiche. Inoltre offre una seduta confortevole, ventilata, avvolgente.

La nuova Palette colori

La novità è nella nuova palette colori che Fredericia ha creato per la nuova edizione di Trinidad. Colori contemporanei, di tendenza, adatti a ogni ambiente, anche ai più moderni. Si tratta di sei nuovi colori declinati in una tonalità “polverosa” che li accomuna e li distingue dalle precedenti collezioni.

Le nuove sedie si colorano dunque di color verde, blu, nocciola, giallo, grigio e rosso, con i nomi evocative di Ocean, Storm, Mountain, Mustard, Stone and Berry.

Le scocche, realizzate in frassino laccato in questi nuovi colori, sono montate su un telaio in acciaio verniciato a polvere nera.

 

Chi è Nanna Ditzel

Nanna Ditzel è una designer danese nata a Copenhagen il 6 Ottobre 1923. Dopo gli studi presso la Danish School of Arts and Crafts e poi alla Royal Danish Academy of Fine Arts della capitale danese, dove si laurea nel 1946.

Specializzata nella progettazione di mobili e arredi in legno, come molti suoi colleghi designer scandinavi, ha allargato la sua produzione a oggetti per la tavola, tessuti e gioielli (ha lavorato col celebre Georg Hansen). I suoi arredi sono oggi prodotti da Fredericia, BDR Kruger e altri brand nordici.

Muore il 17 giugno 2005 a 82 anni, lasciandoci alcuni grandi capolavori del design.

Prende il nome da un semplice, ma profondo poema giapponese, il nuovo divano Haiku disegnato dal premiato duo di designer GamFratesi per Fredericia.

La linea, presentata di recente, è uno dei best seller della storica azienda danese, ma proprio il successo della collezione è emersa la necessità di ampliarla con un nuovo divano dallo schienale più basso: Haiku Low.

Haiku Low è meno formale del suo fratello a schienale alto, ma vanta lo stesso caratteristico design, che mostra la capacità dei designer di mescolare con ottimi risultati forma, materiali e dettagli.

Il contrasto tra il guscio esterno avvolgente e l’imbottitura morbida e confortevole è evidenziato dalla particolare combinazione di tessuti. Con le sue esili gambe laccate, Haiku Low quasi sembra levitare nell’aria.

www.fredericia.com