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Trovare la poesia della luce.

Una ricerca portata avanti da molti designer e, a nostro avviso, perfettamente azzeccata in questo progetto. Presentata qualche anno fa al Salone satellite di Milano questa installazione luminosa dello studio Poetic Lab, fondato a Londra nel 2013 dal designer taiwanese Hanhsi Chen, è davvero interessante. Si basa su alcuni progetti “poetici” che fanno parte di un progetto chiamato “Beyond the Object“, nei quali la luce è protagonista e gioca con gli oggetti e con l’ambiente.

La lampada in questione si chiama Ripple, e ha vinto il Design Report Award e il terzo premio al Salone Satellite Award. Si tratta di una scultura luminosa in movimento, dallo spirito “Zen” e realizzata in collaborazione con lo studio Shikai. Una leggera fonte luminosa attraversa una bolla in vetro soffiato che ruota lentamente, proiettando sensuali onde luminose, sempre diverse, sulle pareti circostanti. Un effetto che ipnotizza per la sua bellezza e che ricorda l’effetto dell’acqua quando viene mossa da una leggera brezza.

Lo studio Poetic Lab si caratterizza per una ricerca che va al di là delle forme, per concentrarsi piuttosto sull’anima degli oggetti. Oltre che nel nome stesso dello studio, la filosofia progettuale è riassunta dalla frase: “We write poetry with objects

Questo progetto, di giovani designer si è meritato l’attenzione di una grande cristalleria austriaca, Lobmeyer, che ha deciso di metterlo in produzione. Poesia allo stato puro.

www.poetic-lab.com

 

Di occhiali in legno ce ne sono diversi, ma forse quelli di Wood Stock hanno qualcosa in più… Wood Stock è un gruppo di giovani, creativi e di ampie vedute, che hanno voluto andare controcorrente con un nuovo prodotto sloveno.

Partendo dal fatto che la Slovenia è un paese che è al terzo posto in Europa per la percentuale di terreno ricoperto da foreste e che esporta legno grezzo e limporta prodotti finiti, Wood Stock ha deciso detto di andare nella direzione opposta.

Hanno così pensato, disegnato e prodotto una linea di occhiali in legno realizzati interamente a mano per le persone che, come hanno fatto loro, vogliono cambiare la direzione in cui il mondo è diretto.

Essendo la loro una produzione artigianale, seppur supportata da tecnologie sofisticte (come ci mostra il video), i ragazzi di Wood Stock non si sono posti il problema di quanti occhiali da sole riescono a produrre. Quello che vogliono, è trasmettere il loro spirito attraverso prodotti realizzati con l’anima, la passione e la garanzia che ogni copia sarà unica, proprio come la natura stessa.

La storia di questi occhiali in legno è nata con il desiderio del designer Jaka Jancic di possedere un paio di occhiali da sole di legno, e dalla scoperta del fatto che la sua situazione finanziaria non ne permetteva l’acquisto… così ha deciso di realizzarseli da solo.

Il brand è cresciuto e da piccola azienda con pochi modelli, adesso Wood Stock produce occhiali in legno artigianali in diverse forme e finiture. Uno più bello dell’altro, verrebbe da dire…

Dopo i primi esperimenti, effettuati nel suo piccolo garage con strumenti primitivi (Jaka racconta che la prima copia era così brutta che stava meglio in tasca che sul viso…) e dopo due anni di sperimentazione e sviluppo, il risultato odierno è un prodotto di qualità e dal design molto curato.

Gli occhiali Wood Stock sono fatti a mano in diversi tipi di legno, sia sloveno che esotico, e possono anche essere realizzati con legno antico (armadi, vecchie botti, ecc…): un interessante plusvalore ecologico in grado di dare nuova vita a legni vecchi. Il legno viene poi protetto da una finitura all’olio di agrumi e cera d’api.

Gli occhiali da sole sono completati dalle migliori lenti al mondo: le Carl Zeiss Skylet e, per finire, possono essere personalizzati dal cliente nelle dimensioni, nelle forme e nella decorzione, con incisioni, con intarsi di altri legni o materiali, ecc…

Tutti gli occhiali in legno Wood Stock possono essere ordinati online sul sito: http://woodstockeyewear.com

 

Loop chair: la sedia che sembra un tratto a penna…

Dopo aver lanciato con grandissimo successo la strepitosa Nest Chair, il designer svedese Markus Johansson continua a stupirci con la sua sedia Loop chair, sviluppata in collaborazione con gli assistenti designer Erik-Hugo Pajos e Omayra Maymo.

Un progetto sofisticato, caratterizzato da una semplicità sorprendente, che si basa su una semplice osservazione: La retta è il percorso più breve tra due punti, ma raramente è il più interessante. Così nasce la Loop chair, ispirata alle divagazioni della mente e ai vagabondaggi fisici del materiale stesso, trattato quasi come se fosse uno schizzo a matita su un foglio.

Un approccio astratto e simbolico al quale si aggiungono valori quali espressività, dinamismo, divertimento e fantasia. Ne deriva in una sedia leggerissima e suggestiva, non convenzionale e ludica, eppure molto funzionale: impilabile, confortevole, di lunga durata, resistente agli agenti atmosferici esterni e facile da pulire, cosa che che la rende adatta sia per gli interni e che per gli ambienti esterni.

La sedia Loop è realizzata in vetroresina rinforzata, un materiale che può essere facilmente modellato in forme complesse, come si può facilmente vedere nel video.

La resina viene colata in uno stampo ricavato da un modello stampato in 3D in scala 1:1 e infine verniciata a spruzzo.

www.markusjohansson.com

 

Up in the air è un tavolo disegnato da Ramón Úbeda e Otto Canalda per Viccarbe e pensato sia per la casa che per il contract.

Un oggetto semplice, minimale, quasi zen nella sua forma essenziale, un cilindro laccato di bianco senza alcuna decorazione, e nell’uso dei simboli, i pesci rossi.

Up in the air non ospita un vero acquario, come può sembrare, ma una vasca riempita di una speciale resina trasparente, ecologica e brevettata, nella quale nuotano dei piccoli pesci rossi realizzati a mano, ad uno ad uno, da un artigiano spagnolo. Il tavolo è disponibile in due altezze e con uno, due o tre pesci.

www.viccarbe.com

 

Con l’innovativa vasca Dutchtub, disegnata da Floris Schoonderbeek e prodotta dall’olandese Weltevree, è possibile sperimentare l’ebbrezza di un bel bagno caldo all’aperto in qualsiasi stagione… con tanto di caminetto acceso per poterla utilizzare in mezzo alla neve o alla sera, quando le temperature si abbassano!

Un progetto che ha già vinto numerosi premi per la sua originalità che offre delizioso un piacere dei sensi con un oggetto straordinariamente semplice. Una vasca abbinata a una stufa alimentata a legna, la quale produce una circolazione naturale dell’acqua che si mantiene così sempre alla temperatura desiderata!

Semplice da usare e facile da trasportare (pesa solo 75 kg), Dutchtub offre la massima sicurezza ed è realizzata con materiali solidi, fatta per durare e per essere utilizzata in ogni luogo, in ogni momento. Sul terrazzo o in giardino, ma è anche possibile portarsela dietro per una scampagnata, sistemata sul portabagagli dell’auto!

Dotata di vari accessori acquistabili separatamente, Dutchtub, è realizzata in fibra di vetro e con la parte scaldante in acciaio; è disponibile in diversi colori sia nella versione “singola”, sia nella versione “loveseat” a due posti, ideale per un bagno romantico.

 

Per chi preferisce un design più nordico e tradizionale, esiste anche la più classica versione rotonda “a tinozza” in doghe di legno naturale, la “Dutchtub wood”.

Chi non potesse farne a meno, può ordinarla sul sito dell’azienda.

www.weltevree.nl

Giltig: la nuova collezione in edizione limitata della celebre stilista londinese Katie Eary per Ikea

Non prendetevi impegni per il 1 aprile. Tutti all’Ikea. Perché? Ma perchè IKEA lancia Giltig, una nuova collezione in edizione limitata di articoli per la tavola e tessili per la casa, nata dalla collaborazione con la celebre stilista londinese Katie Eary.

Giltig è una collezione insolita, audace e colorata. Comprende piatti, tazze, ciotole, paralumi, fodere per cuscini, strofinacci, grembiuli, copripiumini, shopper e molto altro, decorati dai disegni visionari e un po’ irriverenti di Katie Eary “impressi” sugli oggetti attraverso l’uso della stampa digitale più accattivante e foto realistica.

[youtube]https://youtu.be/ddUxOOniCGM[/youtube]

“Voglio portare un’onda di energia nelle case, contribuire a dare personalità agli ambienti”, racconta la stilista Katie Eary che spiega come il colori vivaci siano i protagonisti di questa nuova linea “Come dico sempre… voglio un colore da far male agli occhi!”. Una dichiarazione che non lascia dubbi sulla potenza espressiva dei temi e dei colori usati: un concentrato di pura energia

[youtube]https://youtu.be/10PC_JoxL3E[/youtube]

Con questa dichiarazione inizia questa splendida collaborazione tra IKEA e la stilista inglese Katie Eary hanno trasferito le visionarie creazioni della su piatti, vassoi e copripiumini.

Con la collezione Giltig, IKEA lancia la prima di una serie di collaborazioni con fashion designer internazionali, esplorando nuovi territori e nuove forme di pensiero.

[youtube]https://youtu.be/qkdMxie8ZvU[/youtube]

Katie Eary ama infrangere le convenzioni per sorprendere con i suoi disegni e i mix inaspettati, realizzati con la stampa digitale.

“Questa collezione è una scossa al cuore!”, continua Katie Eary. “Io lavoro con le stampe digitali, e Giltig è realizzata con questa tecnica. “La stampa digitale è fotorealistica: quello che vedi sullo schermo è esattamente ciò che vedrai sui prodotti, e si può stampare su qualsiasi materiale. Si può creare un’immagine a video e poi trasferirla, così com’è, su un oggetto reale. Meraviglioso! La stampa 2D è banale e noiosa al confronto. Come dico sempre… voglio un colore da far male agli occhi!”

Chi è Katie Eary

Katie Eary è considerata un astro nascente della moda maschile, ma la stilista londinese  ama l’arredamento tanto quanto i vestiti. La collezione GILTIG le ha dato l’opportunità di trasferire il suo esuberante immaginario in un contesto completamente nuovo.

Le fashioniste londinesi definiscono la moda di Katie Eary “street wear glamour”. Katie Eary invece dice che le sue creazioni sono sfacciate, impudenti, eccessive. “Quando ho iniziato la mia carriera”, continua Kate, “nessuno faceva quello che facevo io. Usavo pelliccia e glitter, materiali superfemminili, ma in chiave maschile. Era una novità per quei tempi.

Katie Eary si racconta:

Nome: Katie Eary.

Data di nascita: 1983.

Famiglia: la mamma, tre fratelli e due gatti.

Abitazione: East London.

Stilisti di riferimento: RAF e Hedi Slimane.

Una bella casa è…: “Una bella casa non fa sfoggio di arredi pretenziosi, ma riflette la personalità di chi la abita. Per questo, entrare in casa è come entrare nella testa di una persona.”

Tempo libero: Quando Katie non lavora, viaggia. “Mi piace prendere l’aereo perché in volo non posso controllare le e-mail.”

Curiosità: Katie ama gli animali e va nei luoghi dove si possono osservare le specie più strane. Forse questa passione viene dal fatto che suo padre aveva un negozio di acquari quando era piccola. “I nostri animali domestici erano iguane, lucertole, serpenti, rane e rettili vari.”

 

Viaggiare con la testa tra le nuvole? Da oggi (o meglio, da domani dato che per ora è solo un progetto) il sogno diventa possibile grazie al SkyDeck, la straordinaria piattaforma panoramica progettata da Windspeed Technologies; una bolla di vetro incastonata nella parte superiore della carlinga dell’aereo, pensata per fornire una visione mozzafiato (nel vero senso della parola) dell’ambiente esterno del velivolo in volo. Una visione del tutto simile a quella che hanno i piloti dei jet militari.

La piattaforma SkyDeck può essere raggiunta da un ascensore o da una scala retrattile e, a detta dei progettisti, può essere incorporata in un’ampia varietà di velivoli: una versione a due posti, studiata per i giganteschi Boeing, e una più piccola capsula monoposto per i jet privati.

[youtube]https://youtu.be/07nU_BS92XI[/youtube]

Le condizioni di sicurezza sono garantite dall’utilizzo di materiali ad alta resistenza simili a quelli usati per costruire le cabine vetrate dei caccia supersonici.

La forma arrotondata dello SkyDeck e il suo posizionamento verso la parte posteriore del velivolo sono state studiate appositamente per non interferire con le prestazioni dell’aereo.


La capsula sarà rivestita con una pellicola di protezione anti-condensa e anti-UV, mentre le poltrone possono essere girevoli, così che i passeggeri possano godere di una vista a 360.

 

Faceture è una serie di oggetti dall’aspetto scultoreo, realizzati dal designer neozelandese Phil Cuttance. L’idea che sta dietro al progetto è semplice, ma originale. Ciascun pezzo sembra realizzato digitalmente, ma quel vaso, quel tavolo o quella lampada a sospensione, che alludono ai pixel, sono in realtà frutto di una semplice piegatura di un foglio di plastica!

La serie di Faceture, infatti, proviene da un lavoro totalmente artigianale: il designer intaglia un foglio di plastica sottile creando una texture triangolare, che modella poi manualmente, creando ogni volta forme diverse.

Successivamente, crea una miscela di acqua e resina, che viene colata all’interno dello stampo di plastica, creando un primo layer. Una volta solidificato, viene fatta una seconda colata di colore diverso, così da dare maggiore carattere e contrasto.

Quando il prodotto si è completamente indurito, viene rimosso lo stampo, che rivela delle piccole opere d’arte dalle linee nitide e accurate, una vera e propria “sorpresa”, dato il processo assolutamente low tech.

Ispirandosi al mondo delle minifactory, Phil Cuttance ha realizzato la macchina adatta per le sue idee innovative: un tavolo da lavoro di legno, dotato di ruote per il trasporto, che ospita da un lato un piano per la preparazione della resina, e dall’altro un tornio movibile, adatto per controllare al meglio la colata fino ad ottenere un oggetto sottile ma resistente.

I prodotti Faceture sono disponibili due dimensioni dei vasi e una determinata gamma di colori, ma il designer si rende disponibile per creare prodotti personalizzabili.

Phil ha deciso di svelare i segreti della sua magia, regalandoci un video su tutto il processo di making of.

 

[youtube]https://youtu.be/uNRJRTTHBUg[/youtube]

www.philcuttance.com

 

Un monopattino urbano? Perché no? Il monopattino è un mezzo di trasporto fantastico per tutti i pendolari che sono alla ricerca di un modo più divertente per spostarsi, per dribblare il traffico cittadino delle ore di puta, per gli appassionati delle due ruote, per chi vuole trovare sempre una buona occasione per fare esercizio e tenersi in forma.

Dopo aver presentato il modello base SwiftyZERO, Swifty Scooters è orgogliosa di annunciare una nuova campagna Kickstarter per la realizzazione di SwiftyONE, un monopattino pieghevole pensato apposta per gli adulti. SwiftyONE, realizzato interamente in Inghilterra dalla coppia britannica

Camilla e Jason Iftakhar, porta un tocco di avventura nella vita di tutti i giorni. Il successo del primo modello è stato tale da produrre alcune Special Edition gamme insieme a Paul Smith, al The Conran Shop e ai celebri grandi magazzini Selfridges di Londra.

Andare in giro col monopattino SwiftyONE è più divertente e più veloce che camminare, ed è più sicuro e meno pericoloso del ciclismo.

Il monopattino SwiftyONE è leggero, pieghevole e pratico da caricare nel baule dell’auto o da portare sui mezzi di trasporto, da tenere in casa o in ufficio, da portarsi in ascensore o a piedi su per le scale.

Ha il manubrio regolabile, si ripiega in meno di 10 secondi e si riduce a soli 16 centimetri di larghezza. Monta ruote a raggi da 16 pollici con pneumatici ad alta pressione, per viaggiare liscio come una bicicletta anche su terreno misto. Una volta ripiegato si può spingere comodamente facendolo rotolare sulla ruota anteriore.

Attraverso la campagna di crowdfunding su Kickstarter che serve a finanziare questa nuova edizione del monopattino pieghevole SwiftyONE, i designer sperano di raggiungere, attraverso pre-ordini la cifra di 50.000 £ che consentirà di partire con la produzione.

[youtube]https://youtu.be/UIKfVd3Y2HE[/youtube]

 

Per chi farà il preordine su Kickstarter, Swifty Scooter offrirà alcuni bonus tra cui una Limited Edition SwiftyONE in alluminio lucidato, oltre a tre opzioni di colore.

www.swiftyscooters.com

Hello Nello. Il campanello magnetico per la bici.

Nello è una semplice pallina, portatile e robusta, dal design minimal, ma molto funzionale e pratico. Creato dal designer milanese Odoardo Fioravanti, è pensato con la funzionalità di un portachiavi, ma che, all’occorrenza, grazie ad un sistema magnetico di fissaggio, si trasforma in un campanello, adatto agli spostamenti quotidiani sulle due ruote, in città e non solo.

La particolarità non è solo nella forma. Nello è stato studiato per ruotare in tre possibili posizioni, creando in tal modo 3 diverse varietà di suoni, con punte fino a 80 db, che entrano in azione semplicemente picchiettando sulla parte superiore della sfera.

[youtube]https://youtu.be/sKTOXsvKtGA[/youtube]
Quest’ultima, nella sua semplicità, è la forma ideale per resistere maggiormente alle intemperie e all’uso prolungato all’aperto. Creato per Palomar, Nello, il campanello si aggiunge ad una serie di accessori pensati per i ciclisti, come Lucetta, una luce sempre magnetica pensata per essere adattata a qualsiasi bici.

La prima sedia stampata in 3D

È stata progettata dal designer olandese Dirk Vander Kooij la RVR chair, la prima sedia stampata in 3D. La sedia ha un design minimale, è impilabile, ha un peso relativamente leggero, è comoda e confortevole ed è disponibile con o senza braccioli. E soprattutto si realizza in qualche manciata di minuti. Cosa si può volere di più?

La sedia stampata in 3D modello RVR si caratterizza per la forma più elementare che si possa immaginare, quasi lo stereotipo della sedia.

Il processo di realizzazione è visibile in questo divertente video, realizzato dal designer, che ne racconta la “travagliata” genesi, dopo una serie di tentativi falliti, ad opera di un sofisticato quanto perplesso braccio robotizzato.

La sedia, con le sue curve morbide e accoglienti, è realizzata da una pasta in materiale sintetico estrusa dal braccio del robot, che ripassa più volte sulle stesse linee in modo da creare la particolare sezione stratificata di gambe intreccio e braccioli.

Del designer olandese, Design Street ha già raccontato un’altra sedia in 3D realizzata con un procedimento analogo.

Gli eventi culturali al London Design Festival

Come ho scritto nel precedente articolo, la mia esperienza al London Design Festival 2015 mi ha portato emozioni contrastanti. Da una parte l’eccitazione per Londra, la città più “di design” al mondo, dove non serve andare al Design Festival per vedere le tendenze: basta immergervisi con occhi curiosi. Dall’altra la delusione per un festival che, pur crescendo in dimensione e in importanza, non riesce a mantenere quel carattere di grande creatività con cui era partito. Se cerchi di imitare il Fuorisalone di Milano, hai già fallito in partenza perché con Milano non si compete: bisogna provare a batterla su un altro fronte: quello della qualità e della selezione, ad esempio…

La più bella conferma invece l’ho avuta, come sempre, dai “Landmark Projects”, gli eventi culturali, le installazioni di design fatta ad hoc per il festival all’interno del bellissimo Victoria&Albert Museum e in vari punti della città.

Ho avuto la fortuna di vederli in anteprima, in un press tour al V&A con guida una d’eccezione (Ben Evans, direttore del LDF) e raccontati direttamente dai designer.

Così dopo una colazione tra le sculture neoclassiche (io giravo maleducatamente le spalle a un Canova) insieme a giornalisti di tutto il mondo, siamo partiti per ammirare le numerose ospitate nel museo che installazioni che interagiscono col museo e con le opere esposte.

Prima tappa, Zotem, la scenografica struttura creata dal designer norvegese Kim Thomé in collaborazione con Swarovski, una scultura alta 18 metri che attraversa in verticale l’altissima Grand Entrance del V&A. Un totem in metallo nero punteggiato da grandi cristalli Swarovski che riflettono i colori di un variopinto nastro che scorre in loop continuo all’interno del totem. Un fantastico effetto di colori e rifrazioni che cambia in continuazione inondando di bagliori le pareti e le sculture dell’atrio.

Ci spostiamo al Level 4 per vedere un omaggio al designer britannico Robin Day in occasione del centenario della sua nascita. La figlia del designer, Paula Day, ci ha illustrato il lavoro di suo padre, in particolare i suoi oggetti in legno. Molto bello!

Da qui, alla “Cloakroom”, un’installazione di Faye Toogood: i visitatori vengono invitati a indossare una delle 150 giacche in tessuto tecnico del prestigioso brand Kvadrat (ognuna delle quali contiene una mappa personalizzata del museo) e andare alla scoperta di una serie di creazioni sculturali di Toogood sparse nelle gallerie.

Idea coinvolgente e molto divertente. Ovviamente, ne ho indossata una anche io!

Una delle installazioni più emozionanti è la “Curiosity Cloud” del duo tedesco Misher’Traxler, in collaborazione con il brand di champagne Perrier Jouët, ispirato al movimento Art Nouveau e in particolare agli insetti, spesso raffigurati nelle opere di quell’epoca.

L’idea dei designer è quella di mettere in relazione uomo e natura. Dal soffitto pendono 250 bocce in vetro soffiato della vetreria viennese Lobmeyer, ognuna delle quali contiene un insetto diverso, piccoli capolavori in lamierino tagliato al laser e ricamati a mano così da ricreare alla perfezione la forma e il colore del corpo. Gli insetti sembrano immobili ma appena ci si avvicina alla loro gabbia trasparente, un sensore di movimento li fa girare vorticosamente sbattendo, come un insetto vero, contro le pareti di vetro.

[youtube]https://youtu.be/9Z-sdDHz34A[/youtube]

Il risultato è una sensazione straordinaria generata dall’ipnotico tintinnio degli insetti che urtano i vetri. Un’installazione meravigliosa!

Per ragioni di spazio salto la descrizione di qualche progetto “minore” per concentrarmi sugli ultimi 3. The Ogham Wall dei celeberrimi irlandesi Grafton Architects, un’installazione di menhir in cemento posizionati nella galleria degli arazzi, ispirata all’alfabeto Ogham del IV sec a.C. Poco da aggiungere: un contrasto emozionante nel silenzio della galleria.

Saliamo sul ponte tra la galleria medioevale e quella del Rinascimento, per l’installazione dei designer Laetitia de Allegri e Matteo Fogale, in partnership con la fabbrica di piastrelle Johnson Tile. Un tunnel in lamine di acrilico traslucido e colorato che riprende i colori delle vetrate medievali visibili ai piani sottostanti.

Chiusura in bellezza per “la torre di Babele” di Barnaby Barford che sottolinea la corsa al consumo nella capitale inglese. Una torre di 6 metri composta da 3000 riproduzioni in ceramica “bone China” di negozi reali di Londra, tutti fotografati personalmente dall’artista. Alla base quelli dei quartieri popolari: al vertice, le boutique più esclusive.

[youtube]https://youtu.be/j5wZisPzdfg[/youtube]

Un effetto davvero incredibile tra le perplesse sculture rinascimentali.

La visita si conclude col pop-up design shop, disegnato dagli svizzeri, Loris&Livia in collaborazione con Corian® Dupont. Uno shop che vende oggetti espressamente selezionati da un team di designer e aziende londinesi, molti dei quali espressamente customizzati per il Festival.

Una serie di progetti di altissimo livello. Solo questa visita, per me, vale un viaggio a Londra. Ancora di più se hai il privilegio di visitare i Landmark Projects accompagnati dai designer che li hanno creati.

Se l’anno prossimo siete a Londra per il LDF2016, questo è l’appuntamento da non mancare!

PS.

Il pomeriggio siamo andati a vedere alcune delle installazioni sparse per la città, ma ne parleremo in un prossimo post!

 

Apple Pencil, la rivoluzione della scrittura

Sono rimasto incantato, il 9 settembre, a guardare il lancio (in streaming) delle novità Apple. Incantato per due ragioni.
Innanzitutto per l’efficacia comunicativa: una presentazione che conferma le strabilianti abilità di Apple a studiare tutto nel minimo dettaglio. Dal tono di voce alla coreografia, minimale, quasi in bianco e nero dove il colore è lasciato alle strabilianti performance degli schermi apple.

In secondo luogo per le caratteristiche dei prodotti presentati. Questa volta nessuna rivoluzione nel design, che rimane pressoché invariato, ma tante nei contenuti.

La parola più usata nelle presentazioni Apple è senza dubbio “ever”. Il migliore di sempre, il più veloce di sempre, il più avanzato oggi in circolazione… Una sequenza di record in termini di caratteristiche e di prestazioni da restare a bocca aperta!

Tra le altre cose, sono stati presentati i nuovi iPhone 6S e 6S Plus, apparentemente uguali nell’aspetto ma trasformati completamente all’interno (lanciato con lo slogan “The only thing that’s changed is everything”).

Un nuovo iPad Pro, più grande (schermo da 13”)e straordinariamente performante, destinato perlopiù a un pubblico di professionisti (che il CEO di Apple Tim Cook ha presentato come “the most capable and powerful iPad ever created”.

la nuova Apple TV, completamente rivoluzionata e basata sulle App (“We Believe the Future of TV Is Apps”).

…E finalmente quella che personalmente ho trovato una straordinaria dimostrazione di come il futuro (anzi, il presente) cambierà le abitudini e i tradizionali sistemi di scrittura che abbiamo finora conosciuto: la cosiddetta Apple Pencil, la matita Apple, come l’’anno chiamata non senza una dose di ironia.

Già, perché della matita ha solo la forma: bianca, essenziale, pulita…

[youtube]https://youtu.be/iicnVez5U7M[/youtube]

Ma l’interno nasconde la tecnologia Apple. Descriverne le caratteristiche tecniche sarebbe un’inutile elenco di dati. Basti dire che cambia spessore del tratto a seconda dell’inclinazione e della pressione sullo schermo.


Il video ufficiale di Apple Pencil spiega meglio di mille parole la sue performance (e quelle del nuovo iPad Pro per il quale è stata pensata!).

www.apple.com

 

Coca Cola e Moleskine: due miti si uniscono

Coca Cola e Moleskine: due miti si uniscono per celebrare i 100 anni della più iconica delle bottiglie.

Il team di Moleskine ha invitato designer e illustratori da tutto il mondo a partecipare al “Mash-Up” il progetto dedicato al 100° anniversario della bottiglia di vetro della Coca Cola. Il risultato è una Limited Edition Notebook Collection con cinque rappresentazioni originali dell’iconica bottiglia sul fronte del leggendario notebook.

Oltre alla collezione, Moleskine ha anche invitato il produttore tedesco Tilman Singer per creare un breve film che racconta la creazione dei 5 notebook.

[youtube]https://youtu.be/Dr5O_Xz5n6k[/youtube]

Il primo, del designer americano David Schwen è un’immagine fotografica di otto bottiglie disposti a girandola, grondante di vernice rossa. Questo modello è stampato in una tiratura limitata di 5.000 esemplari.

Le altre copertine raffigurano illustrazioni molto personali della bottiglia realizzate da Matt Allen, Chris Weston, Hitomi Watanabe e Iku Oyamada e un team di Ogilvy & Mather Paris.

Colori dominanti, il bianco, il nero e, ovviamente, il rosso.

La collezione completa è disponibile dal 4 settembre 2015.

www.moleskine.com/cocacola

Butterfly è un appendiabiti intelligente proposto dal gruppo danese Makers With Agendas, che nasce dalla necessità di non perdere tempo a cercare le chiavi, gli occhiali o il portafoglio quando si esce di casa.

Butterfly, disegnato da William Ravn, è un doppio appendino nato per tenere non solo gli indumenti ma anche gli oggetti che ci servono, esattamente nel posto dove abbiamo bisogno di trovarli.

[youtube]https://youtu.be/INeU9ZIUjs4[/youtube]

Esiste anche la versione Butterfly Mirror, impreziosito da uno specchietto sagomato che ne alleggerisce la struttura oltre a essere utile per un ultimo check prima di uscire…

 

Realizzato in acciaio tagliato e verniciato a polvere, viene venduto piatto per ottimizzare i volumi e i costi di spedizione e viene facilmente piegato dall’utente in tre mosse (grazie ai tagli fustellati) e fissato al muro con viti a pressione.

Butterfly è disponibile in due dimensioni e in sette colori: bianco, nero, giallo, rosa, verde menta, grigio e rosso.

www.mwa.eu