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Filla è un progetto che nasce dalla sincerità e raffinatezza della natura, l’ultima sedia di Michele De Lucchi presentata in collaborazione con Very Wood.
Il nome, simpatico ma molto familiare, deriva proprio da una riedizione del nomignolo di clorofilla, o per chi lo preferisce, dal nome originario di foglia, phyllon.

Un gioco di parole che non fa che mettere in risalto il concept di nascita di questa delicata sedia in legno di frassino.

Il concept

I rami che si diramano, le linee curve perfette nella loro imperfezione, la natura dell’albero che dà vita a quelle piccole creature delicate che sono le foglie.

Per una volta diventano quei piccoli esseri colorati diventano grandi, enormi, perfette per accogliere la schiena dell’utente. Due gocce d’acqua avvolgenti e protettrici, che ricordano vagamente i polmoni. Proprio come se Filla di De Lucchi volesse far riflettere quanta meraviglia ci regala ogni giorno la natura.

Cosa c’è di particolare in Filla è proprio l’essenza, l’anima, la storia della natura. Questa viene espressa in maniera sottile e silenziosa dai cerchi appena percettibili dello schienale. Non una semplice texture, ma il racconto della vita sempre in evoluzione.

Le varianti di Filla

La sedia particolarmente poetica di Michele De Lucchi viene presentata in due varianti, disponibile in legno frassino naturale o tinto. Ma proprio per accontentare tutti i palati, l’azienda italiana Very Wood offre la possibilità di personalizzare la finitura e il colore, così da essere perfetta per arredare qualsiasi ambiente.

www.verywood.it

 

Andare a vedere l’aurora boreale e il circolo polare artico è uno dei sogni nel cassetto che tutti abbiamo, e adesso arriva anche il Green Hotel per farlo.
Il loro modo di vedere l’architettura non fa altro che affascinarci, permettendoci di ammirare lo spettacolo della natura.

Lo studio di architettura norvegese Snøhetta lo ha già fatto una volta, con Under, il primo ristorante sottomarino in Europa (leggi qui se vuoi scoprire di più).
Stavolta si presentano con una collaborazione con Arctic Adventure of Norway, Asplan Viazk e Skanska, presentando il concept di un Green Hotel nel nord della Norvegia.
Alla mistica struttura architettonica Under, si aggiunge Svart, l’edificio ecosostenibile che, integrandosi all’ambiente, permette ai visitatori di lasciarsi stupire dallo spettacolo del mondo ghiacciato.

La sostenibilità di Svart

Primo obiettivo che lo studio Snøhetta ha voluto raggiungere è costruire un edificio che avesse un impatto minimo sulla natura. Questo Green Hotel consente ai visitatori di concedersi una vacanza nella piena immersione nella natura, rispettandone la sua essenza preziosa.

Materiali naturali, posizione a favore della luce e utilizzo di pannelli solari fanno di questo Hotel uno posto dove respirare il significato della sostenibilità. La dimostrazione che ancora ai tempi di oggi si può costruire qualcosa senza l’utilizzo di acciaio e calcestruzzo.
L’hotel diventerà anche l’edificio Powerhouse più settentrionale del mondo.

L’edificio

L’Hotel Svart è stato costruito seguendo una struttura circolare, che si ispira all’architettura vernacolare locale, in particolare alle abitazioni dei pescatori norvegesi e alle casette dove viene essiccato il pesce.

Tutta la struttura è stata pensata in pali di legno, resistenti agli agenti atmosferici del luogo. Utili per realizzare una lunga passeggiata per gli ospiti e un posto dove arenare le barche e i kayak.
Svart è stato posizionato ai piedi del monte Almlifjellet, dove gli alti e rocciosi monti si confondono con le acque del fiordo di Holandsfjorden.

www.snohetta.com

Antivol, Kryptal e Naia sono i tre complementi d’arredo dall’eccezionale design minimale nati dalla pura esaltazione della natura, dei suoi colori e delle sue forme.
Tipici dell’impronta della giovane azienda JCP, questi tre preziosi oggetti coniugano il design all’arte, proponendo qualcosa di estremamente funzionale ma che non dimentica il tocco ricercato dell’estetica.

Finiture cromatiche celebrano la pura bellezza della pietra, come quella lavica o quella marmorea: la brillantezza dei colori infatti esalta tutte le piccole sfumature che rendono unico e inimitabile l’oggetto.
Ma vediamoli nel dettaglio!

Antivol, il tavolino

Un piccolo tavolo davvero insolito, che gioca sull’equilibrio e sull’esaltazione del frammento di pietra lavica.
Gli elementi sono due: la pietra che fa da base d’appoggio e una struttura semplice in telaio, realizzata come una gabbia. Quest’ultima viene presentata in due versioni, una con finitura cromo nero lucido e l’altra in ottone opaco.

Kryptal, la lampada

Kryptal è una lampada da tavolo, nata dallo splendido sposalizio tra la pietra lavica, anche qui, dettagli in ottone e la splendida luce. Un’elegante strumento scientifico del passato che prende vita come per magia con il semplice tocco.

Naia, lo specchio

Naia sembra lo specchio degli dei, nato dalla terra per esaltare la bellezza e illuminarla.
Un oggetto esso stesso vanitoso, che si fa notare. La composizione nasce da una base cilindrica in ottone opaco e da un semicerchio, che reggono in equilibrio uno specchio che svela una doppia identità: da un lato mostra una superficie in acciaio lucido, e dall’altra parte svela una superficie in marmo venato. Bello, unico e raro.

www.jcp.design

Bambi Chair, dello studio giapponese Kamina C

Ci racconta il giovane designer nipponico Takeshi Sawada, che giapponesi hanno un grande rispetto per la natura, sia quella positiva, meravigliosa e grande, sia quella negativa, a volte terribile, come i recenti eventi hanno dimostrato. Gli dei stessi popolano la natura. In particolare, il cerbiatto per la cultura giapponese è un animale sacro in quanto messaggero degli dei.

Per evidenziare il suo amore e il suo rispetto per questo splendido animale sacro, Takeshi ha creato per Kamina& C una serie di sedie e sgabelli ispirati alla natura, come la “tenera” Bambi Chair.

Sedersi su questo sgabello simboleggia non il vivere in contrasto con la natura, ma al contrario il vivere in simbiosi con essa. Aldilà del significato sacro, che forse per noi è difficilmente comprensibile, resta un’idea di grande effetto.

Bambi Chair è realizzata in legno di noce e di rovere e pelliccia di capriolo. Ovviamente sintetica!

Sheep Chair e Cow Chair

Dopo la ormai celebre Bambi chair sono nate anche la Sheep Chair nella versione “ariete” in noce e faggio, la Cow chair, dal mantello pezzato e infine la seggiola N° 1453, simile alla bambi Chair ma con le rotelle la N° 1452, dal sedile sagomato a violino, ma senza rotelle.

www.kamina-c.com

 

 

La collezione Furnature unisce produzione globale e materiali locali

Furnature: una parola coniata ex-novo che fonde l’arredo (furniture) e natura (nature). Un nome davvero azzeccato per questa collezione di oggetti progettati e relizzati da Sovrappensiero, uno studio di design Milanese fondato da Lorenzo De Rosa e Ernesto Iadevaia, il cui percorso unisce ricerca, sperimentazione e produzione industriale, con un tocco poetico, ironico e onirico.

Il progetto Furnature si pone l’obiettivo di riequilibrare il rapporto tra ispirazione globale e locale del prodotto. I ragazzi di Sovrappensiero partono dal presupposto che gli oggetti che ci circondano sono sempre più globalizzati, senza alcuna connotazione geografica e privati di qualsiasi connessione la realtà culturale di chi li ha creati e di chi li utilizza. Per questo hanno creato Furnature, un nuovo progetto basato sulle peculiarità, sul localismo e sulla personalizzazione, che trasforma prodotti massa indistinta in pezzi unici, caratterizzati geograficamente, con un’identità propria e che coinvolgono in prima persona l’utente finale.

La collezione Furnature è dunque una serie di oggetti “incompleti”, apparentemente anonimi, ma portatori di un’intelligenza funzionale, che devono essere completati e attivati ​​attraverso l’aggiunta di elementi naturali trovati dall’utente e scelti in base ai propri gusti, alle proprie esigenze e di conseguenza legati a un territorio, a un’esperienza, a un momento della propria vita.

In Furnature, l’oggetto finale ha due anime: una componente minima, anonima, nata dall’industria e qquindi riproducibile ovunque; e una componente naturale, unica, legata ad un luogo specifico e legata indelebilmente ai gusti dell’utente finale.

Non è una soluzione a tutti i problemi, ma è un modo concreto per creare un nuovo equilibrio tra il concetto di “globale” e di “locale”.

La collezione Furnature è esposta durante la Milano Design Week 2016.presso la galleria LA DODO.

www.sovrappensiero.com

Voglio mostrarvi alcuni splendidi esempi di architettura religiosa contemporanea, tutti selezionati al prestigioso World Architecture Festival di Singapore, uno dei premi più prestigiosi dedicati all’architettura internazionale.

Si tratta di cappelle e pagode dedicate alla preghiera o a rituali religiosi che mostrano diversi modi di intendere la spiritualità nei diversi angoli del mondo. A quello di oggi seguiranno nelle prossime settimane altri esempi… Credetemi, uno più bello dell’altro!

Una cappella per matrimoni

Per prima, vi racconto la Ribbon Chapel, una cappella per matrimoni sitata nel parco di un hotel in Giappone e progettata da Hiroshi Nakamura e NAP.

Questa “wedding chapel” sorge su una incantevole collina, affacciata sul mare Interno di Seto, e circondata da alberi di oltre 10 metri di altezza che però non permettevano la vista sull’oceano. Gli architetti hanno deciso così di svilupparla in altezza alberi per ottenere un piattaforma di osservazione e per esaltare, con l’altezza del soffitto, le qualità spaziali di questo luogo sacro. Secondo i progettisti, questa cappella per matrimoni è configurata simbolicamente come una doppia spirale (formata da due rampe di scale), che si avvolgono lentamente a spirale fino a diventare un elemento unico a oltre 15 metri di altezza.

Una singola scala a spirale non riuscirebbe a stare in piedi: sarebbe instabile e soggetta a vibrazioni. Unendole, una sostiene l’altra e diventano autoportanti. Al centro della spirale, è racchiusa la cappella con l’altare e 80 posti a sedere che guardano l’oceano attraverso gli alberi.

Il rituale prevede che la sposa e lo sposo salgano ognuno da una rampa e che si uniscano in cima, a guardare l’orizzonte, e per poi tornare insieme giù per le scale.

Foto © Koji Fujii/Nacasa & Partners inc

La Natura, i suoi materiali e le sue forme, abbinate ai concetti (anch’essi legati alla natura) di resistenza, forza e bellezza, son la fonte di ispirazione per gli arredi di AL26.98.

Forme che richiamano l’architettura degli elementi naturali, materiali ecosostenibili quali alluminio e legno, design semplice, essenziale e molto evocativo: è questo il progetto tutto “naturale” nato da un concept di Gabriele Centazzo.

A questa collezione appartiene la libreria Fagus un complemento d’arredo che ha distinto il marchio AL26.98 fin dal principio per la sua originalità. Un albero che è equilibrio tra forza e leggerezza. Un albero che può diventare libreria, parete attrezzata, sistema di mensole, divisorio. Lo spessore del tronco è di 32 mm mentre quello dei rami, sporgenti con inclinazioni diverse, è di 16 mm. Può

anche diventare autoportante ed essere collocato al centro stanza come elemento free standing.

Data la sua evocativa forma ad albero, Fagus è stato proposto nella versione per bambini insieme al modello Ginko, caratterizzato dai rami perpendicolari al tronco.

www.al2698.com