Tag

giardino

Browsing

Trovare un villa a Pechino circondata da un grande giardino, non è cosa semplice. Se infatti acquistare una proprietà di lusso nella capitale della Cina è abbastanza comune, molto meno è trovarla con un polmone verde di queste dimensioni e di questa bellezza. Il parco di questa incredibile villa di Pechino ha davvero qualcosa di diverso. Alterna infatti delle poetiche citazioni da giardino Zen a uno stile decisamente architettonico. Il tutto arredato con gusto internazionale.

La villa si caratterizza per le grandi vetrate che si affacciano sul giardino. Queste, oltre a regalare agli ambienti una grande luminosità, lasciano entrare il verde in casa creando uno stretto dialogo tra interno ed esterno.

L’esterno è un alternarsi di natura e di architettura, di vegetazione e di materiali “grezzi”, come la pietra grigia a “spacco”per i muretti, una pietra calcarea bianca per le pareti e il corten tagliato a laser per cancelli e recinzioni.

La pavimentazione degli esterni è trattata con pietra in due colori, bianca e grigia, che riprende le tipiche righe regolari, create nella ghiaia dai rastrelli, dei giardini Zen.

Per gli arredi è stata scelta la collezione “minimalista” Summer set di Varaschin Outdoor Therapy, disegnata da Christophe Pillet. Le sue linee geometriche e pulite si abbinano perfettamente con l’ambiente essenziale ed elegante della villa di Pechino. creando un’atmosfera che bilancia perfettamente forme e colori.

Il progetto è di Chongqing Easyjobs con Change Studio. Retailer, IQmatics (Chicago)

EcoQube, un giardino verticale in una cornice

EcoQube Frame è una cornice speciale, di quelle che catturano la bellezza, e in questo caso proprio quella di un giardino.
Ma non stiamo parlando di foto, ma di una natura vera e propria!

Guarda anche il nostro approfondimento sugli arredi che integrano le piante

Cosa è EcoQube

EcoQube è come un giardino verticale, una cornice che descrive un piccolo spazio dove poter accogliere le proprie piccole piante, da quelle aromatiche a quelle grasse.
Una struttura salvaspazio da poter collocare il qualsiasi angolo della casa, così da poter avere un’opera d’arte unica.

EcoQube è adatto per chiunque, anche per chi non ha il cosiddetto “pollice verde”. Basta semplicemente versare dell’acqua nel contenitore, posizionare il telaio con i semi nella cornice e… chi semina raccoglie!

Dove acquistare EcoQube

Una piccola iniziativa che invoglia a gustare in tutti i sensi la meraviglia delle piante ornamentali, a curarle e a regalare uno splendido volto agli ambienti chiusi. Anche gli uffici!
Il progetto è stato lanciato grazie a una campagna di crowdfunding, che ha riscosso grande successo. Grazie a questo, è possibile acquistare il proprio piccolo giardino cliccando i seguenti link:

https://www.kickstarter.com/projects/kevinzl/ecoqube-frame-best-vertical-garden
https://www.indiegogo.com/esi/en/projects/ecoqube-frame-food-design#/

Le Folies ottocentesche di Nobody&Co arredano un giardino segreto nel centro di Milano.

Come abbiamo scritto nella nostra Guida al Fuorisalone, la Milan design Week è una straordinaria opportunità di vedere non solo i contenuti (di design, ovviamente), ma anche i contenitori (palazzi storici, vecchi garage, archeologie industriali e soprattutto i giardini segreti, di cui Milano abbonda e ne è gelosa custode…). Quando poi gli organizzatori interpretano i contenuti inserendoli in maniera creativa e ben studiata nei contenitori allora il risultato è strepitoso.

Questa necessaria premessa per dire che uno degli eventi più riusciti e, oserei dire più poetici, è quello che Nobody&Co ha allestito nel “Giardino delle Arti, una piccola ma straordinaria oasi verde del centro di Milano che neppure io, che conosco molto bene questa città e che frequento il Fuorisalone dal suo primo anno, avevo mai visto. Non solo… non ne conoscevo nemmeno l’esistenza.

Qui, tra i 2000 mq del vecchio giardino, tra uccelli di ogni genere e una cinquantina di specie arboree diverse (tra cui faggi selvatici, magnolie, olmi bianchi, aceri montani e i cosiddetti “alberi del paradiso”) svetta un cedro deodara che pare essere addirittura l’albero più alto di Milano! Grazie dunque a Nobody&Co non solo per averlo scovato, ma anche per averlo allestito con i propri arredi in una maniera così suggestiva e ben riuscita.

 

In questa spettacolare cornice, lo Studio Toogood ha progettato per Nobody&co un percorso tra le Follies, stravaganti strutture architettoniche che erano usuali nei giardini inglesi nel XVIII secolo. E come delle piccole Wunderkammer da giardino, ognuna delle Follies conteneva uno dei prodotti di Nobody&Co: Pet Table, Relog Chair,  Missing Spring, Uphill, Sliced Piola e la Missing Ocean Chair, reinterpretazione “artistica” della celebre Missing Chair con inserti  creati da Chloe Patience e tratti dai decori originali del team di Glasgow “Timorous Beasties”. Si tratta di tubolari in cotone ricamati in 3D con cachemire, filamenti fluorescenti e altri materiali. Una sedia che sembra emersa dal fondo dell’oceano.

Queste fiabesche casette, decorate come case di bambole, permettevano di vedere gli oggetti in esse contenuti da un gioco di aperture, tra finestre di varie dimensioni e disposte ad altezze differenti.

In un angolo nascosto, in una suggestiva costruzione diroccata, uno degli arredi più celebri di Nobody&Co: la poltrona Bibliochaise nella limited edition in foglia d’oro. Una poltrona che sembra nata per essere sistemata in quel luogo da fiaba.

www.nobodyandco.it

Una nuova Cattedrale Vegetale dell’artista Giuliano Mauri svetta sulle rive del fiume Adda. La figura di Giuliano Mauri (1938-2009), animatore tra i più appassionati della corrente artistica dell’Art in Nature sviluppatasi in Europa a partire dagli anni Settanta del secolo scorso in contrapposizione alla Land Art di origine americana, verrà celebrata il 23 aprile sulla sponda sinistra del fiume Adda a Lodi.

La città che lo ha accolto sino al giorno della sua scomparsa inaugura una Cattedrale Vegetale, progetto che rappresenta la sua eredità artistica. L’attaccamento alla sua città d’adozione, lui che era nato a Lodi Vecchio, gli ispirò uno scritto considerato il suo testamento artistico nel quale progettava una Cattedrale Vegetale per la sua città:

La Cattedrale rappresenta un’idea di magnificenza, un ordine e una sacralità del luogo, ho sempre voluto dare corpo a questa fratellanza che esiste tra il luogo e la sacralità della terra e di questi elementi che si innalzano che sono gli alberi. In questo c’è dentro tutta la filosofia del mio lavoro. Il luogo non mi dimentica e questo mi fa felice, mi piace pensare che la gente attraverserà questo luogo pensando al perché è stata costruita, al perché si è fatta, una domanda che la gente si farà da sé, rendendosi conto che l’opera vale il posto.

IL PROGETTO DELLA CATTEDRALE VEGETALE

La Cattedrale Vegetale occupa un’area di 1.618 metri quadrati ed è costituita da 108 colonne di legno del diametro di 1,20 metri ciascuna a comporre cinque navate. Ogni colonna è realizzata in rami di legno intrecciati e accoglie, al suo interno, un albero di Quercia (Quercus robur) per un totale di 108 piante destinate a formare un colonnato vivente. La struttura è alta 18 metri, lunga 72 e larga 22,48 metri. Una peculiarità dell’opera consiste nella sua “evoluzione nel tempo” visto che seguirà i ritmi dettati dalla natura: la successione delle stagioni in archi temporali misurabili in decenni determineranno variazioni percettive che riguarderanno la luce, i colori, la tessitura, i suoni della natura integrando la struttura nel contesto, proprio come pensato dall’artista. La Cattedrale Vegetale di Lodi sarà la terza struttura del genere progettata da Mauri. La prima fu realizzata nel 2001 per Arte Sella, in Valsugana (Trento) e un’altra si trova nel Parco delle Orobie (Bergamo): entrambe richiamano migliaia di visitatori ogni anno.

I lavori a Lodi, iniziati il 16 maggio scorso, si stanno svolgendo sotto il coordinamento dell’Associazione Giuliano Mauri presieduta dalla figlia Simona e che vede nel ruolo di Direttori Artistici gli altri due figli, Roberto e Mauro. L’intero progetto è a cura di Francesca Regorda, la realizzazione è stata resa possibile grazie al Comune di Lodi e al sostegno di Regione Lombardia, di grandi nomi dell’arte Italiana, di sponsor privati. L’intervento ha il patrocinio della “Triennale” di Milano come garante della qualità culturale.

L’area in cui sorge la Cattedrale Vegetale è prossima all’ex cementifico Sicc che è in via di risanamento: ecco che quindi la Cattedrale Vegetale assurge anche al ruolo di simbolo di un recupero ed un ritorno “alla” e “nella” natura che, molto probabilmente, avrebbe fatto la gioia di Mauri che confidava molto sul recupero di un dialogo profondo con i luoghi.

L’INAUGURAZIONE DELLA CATTEDRALE VEGETALE

All’inaugurazione, domenica 23 aprile alle 16:00, sarà presente Philippe Daverio che, riferendosi all’artista, ne ha parlato come di “Un pensiero anarchico e poetico, un atteggiamento semplice e aristocratico, per cui si distaccava dalle banalità. Sapeva di avere il dono delle fantasie, aveva diritto a quell’aria di superiorità che è concessa ai poeti”.

Secondo la curatrice del Progetto Francesca Regorda, che ricopre anche la carica di vicepresidente dell’Associazione Giuliano Mauri, la direzione verso la quale si è sempre rivolto il lavoro di Mauri è quella che vede l’architettura porsi sempre “in relazione con il paesaggio. Tale suo specifico aspetto impone all’opera di pensare il paesaggio, perché in esso nasce, si colloca e si inserisce in un insieme che, gradatamente, diventa paesaggio integrato e, nello stesso tempo, naturale“. Lui, che si dichiarava ateo, riconosceva la forte carica di spiritualità che si percepisce stando nella natura, la sacralità e religiosità che da questa emanava.

Sarà l’occasione per perpetuare la memoria di un grande dell’arte nazionale ed internazionale che merita di essere ricordato per gli altissimi livelli di abilità e sensibilità raggiunti nell’utilizzare la materia naturale viva e morta come elemento fondante delle sue opere, comunque destinate alla dissoluzione. Giuliano Mauri, un “tessitore del bosco”, secondo un’altra fortunata definizione del critico d’arte Vittorio Fagone.

TUTTE LE INFORMAZIONI

Dove:

La Catterdale Vegetale si trova a Lodi, sulla riva sinistra del fiume Adda, all’interno dell’area “Ex Sicc”.

Come arrivare:

Dalla stazione ferroviaria di Lodi l’area può essere raggiunta a piedi in circa 15 minuti (subito dopo il Ponte sull’Adda, a sinistra)

In auto: ingresso e parcheggio da via Ferrabini.

Dal casello di Lodi prendere la Tangenziale sud per Crema, uscita Ospedale, prendere via Borgo Adda fino al ponte sull’Adda (via X Maggio). Dopo il Ponte girare a sinistra verso via Ferrabini.

Per maggiori informazioni sulla Cattedrale Vegetale e sugli eventi in programma:

Facebook/giulianomauricattedralelodi

Per informazioni sull’artista:

www.giulianomauri.com

Una bella notizia per tutti gli Urban Farmer: The Daily Needs è un progetto dello Studio Segers, vincitore del prestigioso premio belga di design dedicato a Henry Van de Velde. Un elemento modulare studiato per il giardinaggio e per l’allevamento di piccoli animali che, per ora, comprende un modulo-pollaio, un box per l’orto e un deposito protetto per le attrezzature da giardino. Sono in fase di sviluppo un bidone per il compostaggio, una conigliera, un collettore acqua piovana, una serra e altri elementi.

The Daily Needs è un progetto che dimostra un’attenzione sociale (ritorno alle origini), ecologica (uso dei materiali e funzioni) ed economica (produzione locale). In linea di principio, offre una serie di moduli che permettano di vivere in maniera autosufficiente grazie alla coltivazione di ortaggi, all’allevamento di pollame (che si nutre di rifiuti alimentari e dà uova fresche ogni giorno), per lo stoccaggio delle attrezzature da giardino, etc.

Il materiale utilizzato, il ThermoWood, è un’alternativa sostenibile al legno massello: uno speciale legno di pino proveniente da foreste europee trattato termicamente. Il processo termico lo trasforma in un legno più duro, resistente e stabile, simile al legno proveniente da foreste tropicali.

www.designvlaanderen.be

www.studiosegers.be

È stato recentemente inaugurato e sarà visitabile fino alla fine di settembre il 15° Festival Internazionale dei Giardini di Grand-Métis, in Canada. La mostra presenterà 22 giardini contemporanei presso Les Jardins de Metis e i Reford Gardens, immaginati e progettati da sessantacinque designer provenienti da tutto il mondo: da Seoul a Santiago de Compostela, da NewYork a Philadelphia, da Basilea ad Amsterdam, da Parigi a Montreal…

Ogni installazione vuole ha l’obiettivo di invitare i visitatori a entrare i un mondo green tutto da contemplare e di imparare nuovi modi per vedere il paesaggio e il mondo che ci circonda. Il Festival promuove l’interazione tra arti visive, architettura, paesaggio, design e natura e ispira i visitatori con le effimere installazioni che vengono esposte e che durano una sola estate.

www.refordgardens.com

I “Victory Garden” sono piccoli orti che, durante le due guerre mondiali, venivano piantati e coltivati dalle famiglie nelle residenze private, ma anche in spazi pubblici, nelle aiuole, nei parchi e dovunque fosse disponibile un po’ di verde. Furono soprattutto l’Inghilterra, il Canada e gli Stati Uniti a sensibilizzare i cittadini, col motto “Grow Your Garden”, a rendersi utili e indipendenti. Fu così che migliaia di piccoli orti spuntarono dal nulla. E chi non possedeva un giardino, riciclava contenitori di ogni genere per trasformarli in mini-orti domestici.

Oggi, col crescere della sensibilità verso l’ambiente, il consumo consapevole e un cibo più sano e sostenibile, il tema degli orti urbani torna più attuale che mai. E coltivarli diventa elemento di distinzione. Perfino la First Lady, Michelle Obama ha piantato un suo piccolo orto, un “Kitchen Garden”, sul prato della Casa Bianca. Z-Farm, ritiene che la filosofia degli “orti per la vittoria” sia ancora estremamente attuale. Per Coltivare un Victory Garden è un piccolo gesto di “resistenza” quotidiana per un consumo sempre più attento e rispettoso del Pianeta. Victory Garden di Z-Farm è una collezione di “tavoli verdi polivalenti”, piccoli orti domestici estremamente curati sia nel design, sia nella funzionalità e adatti a qualsiasi spazio indoor e outdoor. Il tavolo è composto da una struttura portante in metallo verniciato a polveri per esterno e da una vasca per la terra in PMMA termoformato, un materiale plastico adatto a resistere alle intemperie e ai raggi UV. Un tavolo componibile per coltivare e per praticare il giardinaggio, da soli o in compagnia; un oggetto flessibile, dotato di molti accessori tra i quali serre, vasche portaoggetti e top amovibili che facilitano il lavoro, consentono di appoggiare oggetti e permettono, in caso di necessità, di chiudere completamente il Victory Garden trasformandolo in un pratico tavolo o in una console. Progettati da Enrico Azzimonti con la consulenza tecnica di agronomi e operatori di “orto terapia” i Victory Garden di Z-Farm sono disponibili in differenti varianti, anche per bambini. Tutti i Victory Garden sono accessibili alle carrozzine per disabili. www.z-farm.it

   

Parrot Flower Power è il primo sensore wireless intelligente dotato di tecnologia Bluetooth Smart che si collega al vostro Smartphone e aiuta a prendersi cura delle piante. Basta scaricare gratutitamente la Parrot Flower Power App, posizionare il sensore nel vaso, scegliere il tipo di pianta che si desidera monitorare all’interno di una libreria con più di 6000 piante (2000 specie), redatta in collaborazione con botanici francesi, olandesi e americani e il gioco è fatto. Il Parrot Flower Power monitora e analizza 4 criteri fondamentali per la crescita delle piante: umidità del terreno, fertilizzante, temperatura dell’ambiente e intensità della luce – sia che si tratti di piante in vaso, sia che si tratti di piante in piena terra. All’apertura dell’applicazione, lo schermo dello Smartphone/tablet mostra il proprio “giardino”, ossia la lista di tutti i dispositivi connessi, oltre alle immagini delle piante associate. È possibile visualizzare velocemente tutte le piante e le loro necessità, mentre un’agenda elenca tutti i compiti da svolgere quel giorno e le previsioni per i giorni seguenti (innaffiamento, aggiunta di fertilizzante…) e ci avvisa quando le condizioni ottimali stanno cambiando. www.parrot.com