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LA GUIDA AL FUORISALONE DI MILANO 2021

ATTENZIONE! A causa dell’emergenza Covid-19 il Fuorisalone 2020 di Milano è stato annullato. L’appuntamento è dunque rimandato al Fuorisalone 2021

Non avete voglia di studiare le tante guide del Fuorisalone di Milano 2021? Stanchi della ormai celebre guida di Interni al Fuorisalone, completa ma dispersiva? Avete poco tempo a disposizione ma non volete perdervi il meglio della Milano Design Week 2021? Allora siete nel posto giusto…
In questa sezione troverete, aggiornati in tempo reale, tutti i nostri consigli sugli eventi da non perdere, zona per zona. Una guida ragionata, pensata appositamente per voi dal team di Design Street.

Potete fidarvi, visto che conosciamo il Fuorisalone di Milano fin dal suo debutto!


COME USARE QUESTA GUIDA

Sappiamo che una guida su cosa vedere al Fuorisalone di Milano, con oltre 1300 eventi, non può essere completa e soprattutto è difficile prevedere, senza avere la sfera di cristallo, quale evento sarà interessante e quale no. La selezione che troverete in questa guida al Fuori Salone si basa sulla nostra esperienza di oltre 25 anni di Salone del Mobile. Attraverso le segnalazioni di questa guida vogliamo suggerirvi non solo gli eventi più interessanti ma anche quelli ospitati nei luoghi più belli di una Milano che, nei giorni del Fuorisalone, si apre come un fiore a primavera, mostrando le sue bellezze segrete.

IL NOSTRO CONSIGLIO

La nostra guida segue, quando possibile, un percorso ragionato, che potrete seguire anche a piedi e che vi porterà facilmente da un evento all’altro. Se avete solo mezza giornata di tempo, vi consigliamo di concentrarvi su un distretto al giorno. Massimo due, se avete una giornata intera.

ATTENZIONE! LA NOSTRA GUIDA SI AGGIORNA CONTINUAMENTE

Questa guida al meglio del Fuorisalone di Milano viene aggiornata in tempo reale, giorno dopo giorno, in base agli inviti e alle segnalazioni che riceviamo in redazione. Vi consigliamo di tornarci spesso per vedere tutte le aggiunte che verranno fatte fino al giorno di inizio del Fuorisalone, il 13 Aprile 2021…


COME AFFRONTARE IL FUORISALONE DI MILANO 2021

Tutta la città viene coinvolta e si trasforma durante la settimana del Fuorisalone. Approfittate per godervela nel modo migliore o per scoprire zone e atmosfere nuove.

Durante la Design Week di Milano si aprono spazi solitamente chiusi, gli eventi vi porteranno in vecchie archeologie industriali o in loft modernissimi, in cascine ristrutturate o in vecchi palazzi, in chiese sconsacrate o in teatri storici, in strepitosi musei o negli straordinari cortili interni che si celano dietro ad alti muri. Approfittate di questa grande opportunità e non concentratevi solo sui contenuti ma anche sui contenitori.

E ancora. Negli spostamenti tra un evento e l’altro, ricordatevi di guardarvi intorno, di alzare la testa per scoprire gli edifici della vecchia Milano, il Liberty, il Déco ma anche i nuovi grattacieli che, piacciano o meno, stanno comunque trasformando l’immagine della città. Milano è una città in continua evoluzione e i più attenti distingueranno tracce importanti della città romana o medioevale di fianco alle più avveniristiche architetture contemporanee.


 I DESIGN DISTRICTS DEL FUORISALONE DI MILANO

Il Fuorisalone di Milano si divide in diversi distretti: alcuni centrali, come Zona Centro, 5VIE Art+Design, Brera Design District, altri più periferici ma facilmente collegati con i mezzi pubblici. Parliamo di zona Tortona, Ventura Lambrate, la Triennale e altre.

Per conoscere meglio i Design Districts di Milano, vi consigliamo di leggere la nostra guida ai Design Districts.

Per essere sempre aggiornati su tutte le novità, potete iscrivervi alla Newsletter di Design Street.


Prima di partire per il vostro tour date un’occhiata alla nostra ormai celebre guida “Come sopravvivere al Fuorisalone di Milano”. 10 consigli per godervi nel modo migliore (e non trasformarlo in un incubo) il più bel Design Festival al mondo.

LE DATE DEL FUORISALONE 2021 DI MILANO

SOPOSTAMENTO DEL FUORISALONE 2020 PER EMERGENZA CORONAVIRUS

ATTENZIONE! Il Fuorisalone di Milano 2020 avrebbe dovuto svolgersi da martedì 20 aprile a domenica 26 aprile 2020. A causa dell’emergenza Coronavirus, il Fuorisalone 2020 è stato dapprima rimandato ( dal 16 giugno al 21 giugno 2020) e poi definitivamente annullato.
La prossima edizione del Salone del Mobile di Milano e del rispettivo Fuorisalone sarà quindi dal 13 al 18 aprile 2021

Le press preview del Fuorisalone sono quasi tutte concentrate il giorno prima, lunedì 12 aprile 2021, ma sono riservate esclusivamente alla stampa e ai media italiani e internazionali.


GLI EVENTI DEL FUORISALONE 2021

Purtroppo è ancora presto per potervi dare anticipazioni su cosa verrà esposto in occasione del Fuorisalone di Milano 2021. Soprattutto perché, a causa dello slittamento del Salone del Mobile (e quindi del Fuorisalone) da aprile 2020 ad aprile 2021, le aziende si sono prese più tempo per riorganizzarsi e per comunicare a noi giornalisti le novità.

Per questa ragione, nessuno sa ancorano certezza cosa stiano organizzando piccoli e grandi brand per l’occasione… Prevediamo di ricevere le anteprime degli eventi a partire da gennaio 2021. E noi, come nostra abitudine, aggiorneremo continuamente e costantemente questo articolo man mano che avremo notizie sugli eventi più importanti.
Per questo il nostro consiglio è quello di tornare a trovarci periodicamente per essere i primi a sapere cosa succederà in occasione della Milano Design Week 2021 e quali sono tutti gli eventi da non perdere del Fuorisalone di Milano 2021.

Per sapere cosa aspettarti dalla nostra Guida al Fuorisalone 2021, ti consigliamo di dare un’occhiata qui sotto alla nostra ultima guida pubblicata. La Guida al Fuorisalone 2019


Guarda la nostra guida sulle anteprime del Salone del mobile 2020

Tutto quello che avresti visto al Salone del mobile 2020 se non lo avessero annullato…


VOLETE SAPERE QUALI SONO STATI I PRINCIPALI EVENTI DEL FUORISALONE 2019?

SE VI INTERESSA, LEGGETE QUI SOTTO LA NOSTRA GUIDA AL FUORISALONE 2019!


GLI EVENTI DEL FUORISALONE 2019, ZONA PER ZONA

Se volete sapere cosa è successo in occasione del Fuorisalone 2019, potete continuare a leggere l’articolo che mette in risalto tutti gli eventi più importanti, zona per zona…

CENTRO

Il centro di Milano (la zona racchiusa nella circonvallazione interna) è ricchissimo di showroom di arredamento e design che, durante il Fuorisalone, si animano di attività e presentazioni al pubblico, alla stampa e agli addetti ai lavori. Non perdete l’occasione di lustrarvi gli occhi con le proposte di design degli showroom di quell’area che comprende corso Monforte, via Durini, Largo Augusto, via Larga, via S. Damiano, via Borgogna e zone limitrofe.

Volete qualche nome? B&B ItaliaFlos, Fontana ArteFoscarini, LuceplanCassina, Molteni&C, DadaGiorgettiNemoCappellini-De Padova, RimadesioBaxterDriade, Gervasoni, Porro, Scic, Caccaro, Gallotti&RadiceAlias, DesaltoArper, Minotti Cucine (che compie 70 anni!) e moltissimi altri…

In via S. Cecilia 6 potrete scoprire il nuovo showroom Listone Giordano disegnato da Michele De Lucchi… In via S. Damiano 2, (palazzo Cicogna) potete ammirare le porcellane decorate a mano di Coralla Maiuri e la biancheria per la casa di Sans Tabù. Più avanti, al n. 5, troverete lo showroom Albed e Toscanini, storica azienda che presenta gli innovativi appendiabiti di design firmati Giulio Iacchetti.

Da qualche anno si è aggiunto anche il Montenapoleone District, il celeberrimo “quadrilatero della moda” che, per l’occasione, si trasforma nel quadrilatero del design. Il centralissimo quartiere presenta la  “MonteNapoleone Design Experience 2019” in collaborazione con Audi. Nell’omonima via, al n. 15 vedere le novità di Venini e, al 23, della cristalleria francese Baccarat. Via della Spiga 6 ospita i progetti di Nendo per la boutique Longchamp. Nell’adiacente via Bagutta, lo showroom ISSEY MIYAKE ospita Journey of a Raindrop – The strange attraction of water, installazione dell’artista Jólan van der Wiel (al n. 12). Più avanti, a, n. 13, il raffinato interior design di Promemoria.

In via Manzoni via troverete gli showroom di Artemide e Alessi. Nella galleria e nel foyer del Teatro Manzoni, potrete vedere le novità di Agape Casa con il celebre brand Stellar Works. Lì vicino c’è il Museo Poldi Pezzoli, dove il brand di orologi Grand Seiko presenta un’installazione dedicata alla bellezza e alla sensibilità poetica del Giappone. Nel vicino Museo Bagatti Valsecchi, il Palazzo delle Meraviglie. I lavori di 6 designer internazionali dialogano con gli straordinari arredi rinascimentali e neorinascimentali.

Nell’ex cinema Arti (via P. Mascagni 8), una splendida architettura razionalista del 1935 (da troppo tempo abbandonata!) troverete Interstellar, la nuova collezione di arredi e tessuti by Dimorestudio.

Non distante (via V. Bellini 1), c’è la Fondazione Studio Museo Vico Magistretti che è d’obbligo visitare, anche perché il 3 aprile (alle 19) inaugura la mostra Cose Normali. Abitare con Vico Magistretti. In via Cerva 2, la Design Experience (i lavori dei migliori studenti e alumni) dell’Istituto Marangoni a cura di Giulio Cappellini.

Per celebrare i 50 della sua iconica poltrona UP5&6 (per B&B Italia), Gaetano Pesce creerà una grande installazione in piazza del Duomo intitolata Maestà Sofferente. La poltrona, che ricorda un corpo di donna con la palla al piede, era già allora una denuncia della condizione femminile. Nella nuova installazione, una forte presa di posizione contro la violenza sulle donne, una poltrona gigante, trafitta da frecce, è circondata da teste di animali feroci.

Lì vicino, a Palazzo Reale, si inaugura la mostra The Art Side of Kartell, dedicata ai “primi” 70 anni dell’iconico brand. Un po’ più a sud, in piazza S. Stefano 10, i tappeti contemporanei di CCTapis e, in piazza Bertarelli 2, l’iconico brand Knoll rende omaggio ai 100 anni del Bauhaus!

Imperdibile, come ogni anno, l’evento curato dalla rivista Interni nei bellissimi cortili dell’Università Statale, capolavoro rinascimentale del Filarete (via Festa del Perdono 7). Il tema è Human Spaces e ospita installazioni di grandi architetti e designer tra cui Lissoni Associati, i Fratelli Campana, Massimo Iosa Ghini, Fabio Novembre, Stefano Giovannoni, Karim Rashid, Marco Acerbis e molti altri. Domenica 14, alle 19, nell’aula Magna, concerto del violinista Matteo Fedeli che suona un raro violino Guarnieri del 1709. Gli appassionati del genere sono avvisati!

IL NOSTRO CONSIGLIO…

Chi (come noi) ama Giuseppe Verdi, non si perda una visita al Grand Hotel et de Milan (via Manzoni 29) per la mostra personale Musica da viaggio. Vito Nesta nelle stanze di Giuseppe Verdi, a cura di Annalisa Rosso. Il designer Vito Nesta presenta i suoi oggetti della memoria nelle stanze dell’hotel dove il Maestro visse per circa trent’anni e morì nel 1901.

DA NON PERDERE!

1. Nendo (uno dei nostri designer preferiti) presentaShape of Gravity, una collezione di lampadari e arredi in vetro, all’Istituto dei Ciechi, Via Vivaio 7.

2. Tom Dixon presenta le sue nuove lampade, tavoli e sedie da TheManzoni, il suo nuovissimo ristorante (e showroom) da 100 coperti che aprirà a inizio aprile in via Manzoni 5.


BRERA DESIGN DISTRICT

Il Brera Design District compie 10 anni e li festeggia con una gran quantità di eventi che animeranno il quartiere alternandosi ai tantissimi showroom di design che hanno scelto Brera come base milanese. Il tema conduttore di questa edizione del Brera Design District è Design your life”.

Per destreggiarvi tra gli showroom (un centinaio) e gli eventi (circa 300!) armatevi di scarpe comode e dell’ormai celebre guida di 130 pagine (la trovate in tutte le location di Brera e negli Info Point di Largo la Foppa e Largo Treves) e iniziate a girare per lo storico quartiere.

Tra i tantissimi eventi (impossibile citarli tutti) consigliamo di non perdere il duo creativo Design by Gemini che presenta l’installazione “The Pool Club”, ispirata alla Miami degli anni 90 (in un container in Corso Como 1). Altri progetti da segnalare? MateriAttiva di Iris Ceramica Group, un progetto contro l’inquinamento di Mario Cucinella Architects con i giovani architetti di SOS School of Sustainability (Via Eugenio Balzan ang. Via San Marco). Timberland presenta RoBOTL, una imponente installazione alta 6 metri di Giò Forma in piazza XXV Aprile. Nella stessa piazza troverete le novità di Zanotta. Proprio di fianco, Eataly allestisce Pratofiorito, un giardino della biodiversità curato da Davide Fabio Colaci con Slowfood e gli studenti del Politecnico di Milano. A proposito di giardini, non perdete l’opportunità di visitare il bellissimo Orto Botanico di Brera, un’oasi di verde e di pace in centro a Milano, che ospita The Circular Garden, un’installazione sui temi del riuso e riciclo. Swiss Chrono presenta infine un’esposizione diffusa dedicata a Pinocchio tra Brera, Lambrate e la Galleria S. Fedele.

Promettono novità interessanti l’iconico brand danese Artek in via Lovanio (che esplora l’inedita relazione tra Finlandia e Giappone… le premesse sono estremamente interessanti!) e l’editore tessile Christian Fischbacher alla Posteria di via Sacchi, 5. Non perdetevi la mostra di Éclat nel bellissimo Palazzo Cusani (via Brera 13) e una visita al bellissimo Palazzo Clerici (via Clerici 5) dove, tra le altre cose, il celebre brand olandese di carte da parati NLXL espone i progetti dei 7 vincitori del contest Wallpaper Design Competition. Nel cortile di Palazzo Landriani (via Borgonuovo 25), troverete Hexagon by The Placemakers, un network di produttori di arredi urbani e urban fitness.

Merita una visita anche la grande retrospettiva di Bang&Olufsen che, per celebrare i suoi 93 anni, espone i suoi pezzi più iconici (via s. Carpoforo, 9). Cappellini, thirty years of Icons è il titolo della mostra al Cappellini Point. La trovate ai Bastioni di Porta Nuova, 9.

Il nostro consiglio è quello di battere a tappeto le zone intorno a via Solferino, via Brera, Corso Garibaldi, via Palermo, via Ciovasso e via Pontaccio. Potete farlo a piedi, dato che è tutto molto “concentrato”… Volete qualche altro suggerimento? Ecco i nostri!

In via Palermo, non vedrete la Nuova Range Rover Evoque by Land Rover (al n. 11). Vedrete Maison Du Monde (al n. 16) e i 2 grandi brand iconici tra moda e design. Il finlandese Marimekko che presenta il “Marimekko Shoppable Home”, con possibilità di acquistare i suoi iconici oggetti (al n. 5) e il brand brasiliano di calzature Melissa (al n. 1). Sempre al n. 1, consigliamo i lavori degli studenti della Lund University School of Industrial Design e il brand Society.

In Largo Treves 5 c’è la Galleria Post Design che presenta opere di Matteo Thun e gli iconico oggetti di Memphis e Casa Ojalá, un progetto innovativo di abitazione nomade, sostenibile e autosufficiente (per scoprire questo interessante progetto, clicca qui). In piazza S. Marco, Jacuzzi presenta le sue vasche tra cui quella per il nuoto controcorrente (testate in diretta il 13 aprile alle 11,30 dal campione olimpico Gregorio Paltrinieri!). Emu festeggia i 50 anni della sua iconica collezione Rio. Volete visitare lo studio Piero Lissoni Associati? Potete farlo tutti i giorni, dalle 11 alle 17, per l’Open Studio Café (via Gioito 9).

In corso Garibaldi 117 l’iconico brand svedese Hem presenta le sue novità, mentre Giulio Iacchetti lancia un nuovo zaino per Moleskine dedicato al 50° anniversario dello sbarco sulla luna (Moleskine Café, al n. 65). Troverete infine le novità di Magis al n. 77, di Modulnova e Valcucine al n. 99 e di Fritz Hansen (nell’adiacente piazza San Simpliciano). Al 34, in un silenzioso cortile interno, non perdetevi Moving Forest, la nuova collezione di tappeti disegnati da Deanna Comellini designer e fondatrice di GT Design, ispirati alla naturale bellezza delle foreste.

Poco distante, il chiostro della Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale ospita sotto i suoi tranquilli porticati una serie di eventi tra i quali The Secret Boxes of Design. 10 designer di fama internazionale interpretano gl arredi di Exto.

In via Solferino 3 potrete vedere le novità di Dilmos.  Al n. 11 trovate Boffi, Paola CDimore Gallery e la mostra Perfect Darkness di diversi brand internazionali (al terzo piano). Proseguendo per la via, al n. 15 troverete Hemma (casa), una collettiva di brand svedesi. Al n. 18 (cortile interno) vedrete  le rubinetterie di design di Fantini , lo showroom di Flaminia e le lampade di Viabizzuno () il nuovissimo showroom Bisazza (n. 22) e Molteni Dada (all’angolo con via Pontaccio). Al n. 32, Slow Stone presenta i suoi arredi in marmo.

In via Statuto, al n. 12 troverete il mondo bagno di Agape 12. Al n. 13 i brasiliani di Lin Brasil. Fermatevi anche in via Pontaccio da Unopiù (al n. 9) Kartell by Laufen (al n. 10) e da Moroso ( al n. 8) che presenta l’installazione M’Afrique Detached in collaborazione con Ingo Maurer (DJset il 9 aprile dalle 19 alle 22!).

In via del Carmine 11 troverete Riflessi Materici by Rubinetterie Treemme con Idea group. Un evento in cui matericità, innovazione, colore e design si fondono in un percorso emozionale, basato su effetti di luce, che mostra l’evoluzione dell’ambiente bagno.

Poco distante, al n. 9, il Meet Lab presenta il suo concetto di Smart Design Hotel. Più avanti, nel Chiostro e nella Sacrestia Monumentale della Chiesa di Santa Maria del Carmine (piazza del Carmine), in mostra le preziose cristallerie St Louis.

In via Fatebenefratelli 18, una bellissima iniziativa di Febal casa che organizza a scopo benefico la mostra fotografica Food for Thoughts. Le foto dedicate al tema del cibo di grandi fotografi verranno vendute e il ricavato sarà devoluto in beneficienza al Banco Alimentare Emilia Romagna, rete che aiuta i più poveri. Di fianco, al n. 15, le novità di Patricia Urquiola, Jaanice Feldman & André Fu per Janus et Cie.

Molte sono anche le collettive straniere in Brera. Tra queste, Apex Brasil (La Permanente, via Turati, 34), i designer catalani di BCD – Centre de Disseny (in via Dante 14), Budapest Select (Solferino Apartment – Via Solferino, 11), e quelli svedesi di Visit Sweden (c/o SolferinoLab – Largo Treves, 5).

IL NOSTRO CONSIGLIO…

Date un’occhiata al progetto Planetario di Cristina Celestino nel Brera Design Apartment. Un concept retro futuristico interpretato dalla designer con le moquette di Besana Carpet Lab e le luci di Esperia.

DA NON PERDERE!

AQUA. La visione di Leonardo è la scenografica installazione dedicata al Genio del rinascimento. Dal 6 al 14 aprile dalle 10 alle 22 (ingresso ogni 10 minuti).


5VIE Art+Design

Il centralissimo distretto delle 5VIE Art+Design rappresenta a nostro avviso, più ancora di Brera, la zona storica più autentica di Milano. Girando per le strette viuzze del quartiere scoprirete affascinanti dimore storiche e inaspettati giardini segreti. Lasciatevi guidare, dunque, dalla curiosità e addentratevi alla scoperta delle mostre organizzate ad hoc e dei tantissimi eventi qui ospitati.

Gli eventi del distretto 5VIE sono davvero tantissimi ed è impossibile citarli tutti. Vi suggeriamo di prendervi la guida (disponibile in tutte le location della zona) e addentrarvi a piedi per le viuzze del quartiere…

Tra gli eventi, segnaliamo alcune delle mostre organizzate appositamente da 5VIE per il Fuorisalone. Partiamo dall’ormai celebre appartamento di via Cesare Correnti 14 (headquarter di 5VIE) che ospita un’installazione degli olandesi Kiki Van Eijk e Joost Van Bleiswijk sul tema della “connessione”. Nel cortile dello stesso edificio, la personale  Design Territoriale, Genius Loci dedicata all’ospite d’onore del 2019, l’architetto e designer Ugo La Pietra. Al n. 11 trovate Italy in 100 Objects-a Wunderkammer of the Everyday: gli oggetti della memoria di Fattobene che da agosto saranno in vendita anche he al Moma di NY!

Human Code di Roberto Sironi (con Abet laminati) è ospitata presso la SIAM – Società d’Incoraggiamento d’Arti e Mestieri, in via S. Marta 18. Il Pesce e gli Astanti, dedicata al giovane designer libanese Carlo Massoud, è nell’Oratorio della Passione, in piazza Sant’Ambrogio. Infine L’Ultima Cera, personale di Anton Alvarez, è ospitata nella Chiesa di San Bernardino alle Monache (via Lanzone 13). 

In corso Magenta 2 scoprirete lo showroom Gaggenau DesignElementi Hub in collaborazione con lo studio Arabeschi di latte.

Ottima occasione per visitare lo splendido Palazzo Belgiojoso (via Morigi 9) e la mostra Riflesso Botanico che ospita un progetto di interior design tutto al femminile… Altro luogo da non perdere è l’Oratorio della Passione, quest’anno altra sede dell’info point

Irrinunciabile infine uno sguardo alla galleria Rossana Orlandi, in via Matteo Bandello 14, per scoprire i designer selezionati dalla “signora del design”…

IL NOSTRO CONSIGLIO? 

Non perdetevi il DESIGN PRIDE, una festosa parata che partirà mercoledì 10 aprile alle ore 18.00 da Piazza Castello (angolo via Minghetti). Un corteo animato da carri, musica, balli e performance, che attraverserà il distretto per arrivare in Piazza Affari dove si svolgerà Party Tempo Rocks, un grande live party dalle 19 fino alle 24!

DA NON PERDERE!

Merita sempre una visita il bellissimo Palazzo Litta in corso Magenta che, nei giorni del Fuorisalone ospita The Litta Variations / Opus 5, una selezione di 22 espositori da 11 paesi con 65 designer coinvolti. Da non perdere anche la mostra sui migliori designer olandesi Masterly-The Dutch in Milano, nel bellissimo Palazzo Francesco Turati di via Meravigli 7, che avrà come tema il 350° anniversario della morte di Rembrandt.


Porta Venezia

Come ogni anno il circuito Porta Venezia in Design propone un mix molto interessante di proposte che vanno dagli eventi di design, al food&wine di qualità, ai tour per le architetture liberty della zona.

Tra gli eventi, segnaliamo diversi studi di architettura “aperti”, tra cui il Park Hub del rinomato studio Park Associati (in via Garofalo 31) e lo studio Veneziano+Team (via F. Hayez 8) di
Luciana Di Virgilio e Gianni Veneziano, che presenta un allestimento dal titolo ‘Words’.

Molti sono i laboratori artigianali e gli showroom che nei giorni del Fuorisalone organizzano eventi interessanti. Segnaliamo Brompton Junction Milano, iconico brand di urban bike “pieghevoli” (via Melzo, angolo via Spallanzani), JV Store (via Melzo 7) e ODD Garden che, in collaborazione con East Market Shop, presenta l’evento di garden design Jungle in Flux, un evento sull’arte metrobotanica (via B. Ramazzini 6).

Alcuni storici palazzi di Porta Venezia (da non perdere assolutamente!) ospitano collettive tra arte e design. Palazzo Bocconi (corso Venezia 48) presenta ad esempio Voliumani, di Barbara Vistarini. A villa Mozart (via Mozart 9), Doppia Firma, 19 designer collaborano con altrettanti artigiani italiani d’eccellenza. Poco più avanti, al n. 14, l’imperdibile Villa Necchi Campiglio presenta la mostra Il FAI – Fondo Ambiente Italiano presenta a Villa Necchi Campiglio (Via Mozart 14) la
mostra La stanza di Filippo de Pisis. Luigi Vittorio Fossati Bellani e la sua collezione (fino
al 15 settembre). Per i tour del liberty, guarda la nostra guida ai Design Districts.


ZONA TORTONA

VENTURA PROJECTS

La grande novità di quest’anno è che gli olandesi di Ventura Projects, dopo aver abbandonato la zona Lambrate e dopo aver “colonizzato” con le proprie installazioni concettuali la Stazione Centrale (Ventura Centrale), annunciano il progetto Ventura Future 2019 in collaborazione con BASE MILANO. Ventura Future 2019 si sposta, quindi, nei 3500 mq del BASE, l’ex fabbrica Ansaldo in via Tortona 54 e via Bergognone 34. Un evento imperdibile che raccoglie un centinaio di espositori selezionati da tutto il mondo fra designer, scuole e università del design.

Novità di quest’anno è l’ingresso a pagamento (5 euro, il biglietto si può acquistare in prevendita qui), che servirà a selezionare i visitatori veramente interessati. Orari di apertura del BASE, dalle 9,30 alle 20. Open evening mercoledì 10 aprile con apertura prolungata fino alle 22. Domenica 14 fino alle 18.

Il vicino MUdeC (il Museo delle Culture, in Via Tortona 56) ospita l’evento A new moka is blooming di Alessi. Una mostra sulle caffettiere di design da Richard Sapper (1979) a David Chipperfield (2019). Il bar del museo verrà trasformato per l’occasione in una Mokeria, uno spazio pop dedicato al rito quotidiano del caffè.

ALTRI EVENTI

Il Superdesign Show è da sempre il cuore pulsante del Fuorisalone di zona Tortona. Si divide nei 13.000 mq delle due storiche sedi: il Superstudio Più di Via Tortona 27 e il Superstudio 13 in via Forcella 13/via Bugatti 9. 

Il Superdesign Show si compone di diverse mostre tematiche: Big brands build the future con le scenografiche installazioni di Lexus International, di LG Electronics (che presenta il primo televisore OLED arrotolabile al mondo!!!). Dassault Systèmes, società leader di software per la progettazione 3D, mostrerà (in collaborazione con il celebre studio di architettura Morphosis) in che modo il design thinking può rispondere ai bisogni degli ambienti urbani del XXI secolo. Gli appassionati delle 2 ruote vedranno in anteprima la nuova Suzuki Katana, una moto da 150 CV per i “Samurai urbani”…

Interessanti le collettive straniere tra le quali segnaliamo la mostra “Monochrome Monologue” del Korea Craft & Design Foundation e “Atura”, la mostra dell’Indonesian Contemporary Art and Design che presenta i migliori creativi indonesiani. Promette bene il nome Japan Loves Superstudio, una collettiva che riunisce una decina di installazioni di brand e di organizzazioni giapponesi sui temi del design contemporaneo e sulle visioni del futuro. Infine segnaliamo WORTH Partnership Project, un’ iniziativa finanziata dalla Commissione Europea che presenta 25 prodotti innovativi, realizzati da giovani designer provenienti da diversi paesi dell’Unione Europea. 

IL NOSTRO CONSIGLIO…

Per gli appassionati del design scandinavo, sarà l’occasione per festeggiare i 20 anni di design dell’iconico brand danese Normann Copenhagen. In mostra, le interpretazioni di 10 artisti che hanno disegnato l’ultima collezione ricca di contaminazioni tra arte e design. 

TORTONA ROCKS

Tortona Rocks è un grande evento che ospita, all’interno dell’Opificio 31, una collettiva composta da oltre 20 progetti espositivi internazionali, 60 designer e 50 aziende. 

Imperdibile la suggestiva installazione ambientale “IQOS WORLD revealed by Alex Chinneck”, che indaga su come le nostre scelte quotidiane si riflettano sulla definizione di un futuro migliore.

Da non perdere anche le collettive di designer norvegesi (Norwegian presence), israeliani (The impossible story of Israeli design) e belgi (Belgium is Design) e la mostra Under Pressure dello IED di Milano. Nuovi scenari tecnologici verranno presentati da Sony Design, da Hyundai (in collaborazione con la rivista Monocle) e da Peugeot Design Lab (in collaborazione con Samsung). Citroën presenterà un’indagine tra passato e futuro insieme a Matteo Ragni Studio. Un programma che si annuncia davvero interessante…

ALTRE ZONE

In via Bergognone 26 l’installazione Resonance, nella quale Samsung farà vivere agli ospiti un’esperienza multisensoriale e unica. Presso l’Hotel Magna Pars (Via Tortona 15), la prima collezione di arredi Sammontana firmata Fabio Novembre. Il boutique hotel Savona 18 suites (via Savona 18) ospita Aesthetics of Vitalityuna personale di Aldo Cibic. Ancora il designer Nendo è protagonista dell’installazione Breeze of Light (dal 10 al 14) per TENOHA Milano, il concept store d’ispirazione giapponese. Per gli appassionati di Nendo, c’è la possibilità di acquistare molti suoi oggetti!!!! In via Vigevano 18. Living in the fast lane è l’evento che Automobili Lamborghini organizza al Magna Pars Suites Hotel, in via Tortona 15.

 IL NOSTRO CONSIGLIO…

Negli spazi post industriali della Torneria (Via Tortona 32) IKEA lancia in anteprima mondiale la nuova collezione di speaker Symfonisk, realizzati in partnership con Sonos. Per l’occasione, ha creato un playground dove interagire con luci e suoni attraverso experience, installazioni e talk. Come sono gli speaker Symfonisk? Noi li abbiamo visti in anteprima e sono bellissimi. Non perdeteli!


LAMBRATE DESIGN DISTRICT

Al Fuorisalone 2019 lo storico Lambrate Design District conferma la sua inclinazione verso il mondo del Contract, raccontato in chiave contemporanea e avveniristica, con eventi, mostre e installazioni dislocate in oltre 13.000 metri quadri di superficie espositiva. 

Orfano da un paio di anni di Ventura Projects, il Lambrate Design District 2019 conferma per il 7° anno consecutivo la presenza di Din – Design In. Organizzata da Promotedesign. Oltre 100 espositori tra designer, aziende e scuole di design da tutto il mondo (il 70% dei partecipanti saranno stranieri) esporranno nell’enorme capannone industriale di 2.000 metri quadri di via Massimiano 6 / via Sbodio 9. Altra presenza fissa, Simone Micheli presenta nel suo studio di Officina Ventura 14, la mostra Social Hotel Regeneration dedicata all’ospitalità e alla smart technology per il mondo alberghiero. La storica azienda Carimati, leader nella produzione di banchi bar, festeggia in via Ventura 6 i suoi “primi” 100 anni. Lo fa con un’installazione realizzata in collaborazione con Poli.Design. Un’altra storica presenza. Il celebre designer artista Marcantonio presenta una serie di oggetti in legno e marmo per l’azienda Scapin. (S)WEdesign, il temporary showroom di design svedese lo trovate nell’Autofficina di Via Ventura 2. Il tutto sarà circondato, come ogni anno, da una ricca offerta di street food di ogni genere.

Fate un salto alla nuova Fabbrica di Ghiaccio e Birra (via Gaetano Crespi 24) in zona Lambrate, che verrà aperta per la prima volta per ospitare un viaggio tra le icone di design di Heineken e di Alessi. (ore 10-22) Il bar sarà aperto fino alle 24 con dj set tutte le sere.

IL NOSTRO CONSIGLIO…

Non perdetevi il “Rooftop” di via Ventura 15. Un loft con terrazzo piantumato e piscina dal quale si gode di una meravigliosa vista sull’ex area industriale. Quest’anno questo strepitoso attico propone Panoramix, un connubio tra arte, design, musica e cibo. Il rooftop sarà aperto fino a tarda sera con una programmazione artistica che prevede anche performance, djset e live music.

 


TRIENNALE

Come ogni anno, Il Palazzo della Triennale (via Alemagna) ospita una serie di mostre e di eventi molto interessanti. Da non perdere la mostra Broken Nature: Design Takes on Human Survival, un’indagine sui legami delicati che uniscono gli uomini all’ambiente naturale. 


ALTRE ZONE

Stazione Centrale

L’incredibile Sala Reale della Stazione Centrale di Milano (non perdetela, viene aperta al pubblico molto raramente!) sarà la cornice della selezione di design Austriaco “Pleasure & Treasure“, a cura dei pluripremiati architetti austriaci Vasku & Klug.

Sempre in zona Stazione Centrale, in via Ferrante Aporti 27, troverete Ventura Centrale, una serie di 17 imperdibili installazioni ospitate nei suggestivi spazi sotto gli archi della ferrovia. Segnaliamo quelle degli artisti Kwangho Lee (Corea) e Wang & Söderström (Danimarca) e la grande bolla di vetro del designer giapponese Keita Suzuki per l’azienda AGC. Da vedere anche Lavazza a modo Gufram e Dai Nippon Printing, le innovative stampanti 3D giapponesi, e Sky-Frame – A Piece of Sky, un’installazione interattiva che interpreta in modo innovativo la creazione dell’universo, accompagnata dal suono della rotazione terrestre catturato dai satelliti della NASA! Concludiamo con due grandi designer: il geniale Mareten Baas per Lensvelt e l’innovativo designer inglese Benjamin Hubert che interpreta le superfici di Cosentino.

Castello Sforzesco

Torna anche quest’anno  Inhabits: Milano design city, organizzato nell’area di fronte al Castello Sforzesco dalla rivista DDN. Inhabits 2019 sarà quest’anno focalizzato sui temi del riciclo e del Green Design. Un grande evento che si sviluppa su una superficie di oltre 10.000 mq, e che sarà animato da 50 Mostre, 30 Talk (all’interno di una grande serra) e area Food. Per tutta la settimana, giorno e notte…

Tra gli eventi partecipanti a Inhabits segnaliamo Design Circus 2019, giunto alla sua XII edizione, che “trasloca” qui dallo storico spazio Donno di Lambrate.

Al 57 di Foro Bonaparte (di fianco al Castello) nello showroom Slide troverete le lampade di Fabio Novembre, Paola Navone, Lorenza Bozzoli, Roberto Paoli.

Bovisa/Dergano

Quest’anno debutta la Repubblica del Design, un nuovo distretto ospitato nei quartieri di Bovisa/Dergano. L’evento prevede installazioni temporanee e permanenti, esposizioni, azioni di arte urbana, performance ed eventi collettivi che saranno organizzati in nove sezioni tematiche.

Porta Nuova – Porta Volta

Si chiama IDD – Innovation Design District il nuovo progetto di marketing territoriale che coinvolge i quartieri Porta Nuova e Porta Volta. Un’area recentemente trasformata dallo skyline dei nuovi grattacieli che ha attirato diverse attività legate al design, soprattutto per il contract. Il tema del Fuorisalone di quest’anno è The Hospitable city. Ritorna il ricco ciclo di incontri Icon Design Talks, che tratteranno il concetto di hospitality attraverso 5 verbi: sharing, socializing, welcoming, planning, integrating. I talk saranno ospitati nella sede della Fondazione Riccardo Catella, splendido esempio di archeologia industriale milanese di fine 800. Merita una visita anche l’architettura di Anteo Palazzo del Cinema, che ospiterà una mostra fotografica dedicata alle architetture del nuovo distretto milanese.

In piazza Gae Aulenti il CasaFacile Design Lab presenta Co-working – Co-living, con laboratori di styling, consulenze di progettazione ed ecosostenibilità, workshop creativi e momenti di socialità a cura dell’omonima rivista.

Quartiere Isola

Poco distante da Porta Nuova, il quartiere Isola ospita i Giardini di Leonardo, un percorso urbano dedicato a creatività, arte e paesaggio. Giovani artisti e designer sono chiamati a realizzare installazioni verdi dove coinvolgere attivamente la cittadinanza con laboratori didattici per bambini e famiglie e aperitivi bio…

Porta Romana

Torna anche quest’anno il Romana Design District con diversi appuntamenti. Segnaliamo l’evento diffuso (nelle 10 location del distretto) di mercoledì 10 aprile dalle 19 alle 23 con Design a tutta birra! by birrificio Angelo Poretti.

La storica Cascina Cuccagna ospita “Design Collisions – The power of collective ideas”, progetto a cura di Laura Traldi sul tema della sostenibilità. Tra i progetti, segnaliamo l’azienda tedesca Kaldwei in collaborazione con il WWF.

Ippodromo

Leonardo Horse Project è la mostra dedicata al celebre Cavallo di Leonardo che si inaugura il 10 aprile all’Ippodromo di S. Siro, nell’area che ospita la statua originale. Il Cavallo di Leonardo, con i suoi 7 metri di altezza e 10 tonnellate di peso, è una delle più grandi sculture equestri mai realizzate. Per l’occasione, 12 artisti interpretano con il loro spirito creativo il Cavallo disegnato da Leonardo da Vinci. Markus Benesch, Marcelo Burlon, Matteo Cibic, Serena Confalonieri, Simone Crestani, Roberto Fragata, Andrea Mancuso, Vito Nesta, Daniele Papuli, Elena Salmistraro, Mario Trimarchi e Marcel Wanders. Dopo la mostra, i cavalli d’artista verranno dislocati in varie aree della città. Il 10 aprile, una grande festa con dj set andrà avanti fino a notte inoltrata.

Fabbrica del Vapore

La scenografica archeologia industriale della Fabbrica del Vapore (via Procaccini 4) ospita Design No Brand, una manifestazione che coinvolge architetti, artigiani, artisti, designer e makers, ispirata ai  principi dell’economia circolare, dell’inclusione sociale e della sostenibilità. Sono previsti eventi, laboratori, anche per i bambini (con la Unduetrestella DESIGN WEEK), showcooking e performance artistiche, oltre ad un ristorante dove gustare specialità vegetariane e vegane. L’ingresso? Libero, naturalmente!

Citylife

Il distretto Citylife, il nuovo salotto di Milano caratterizzato dai 3 scenografici (e molto controversi) grattacieli (Torre Isozaki, Torre Liebeskind e Torre Hadid) ospita diversi eventi. Tra questi segnaliamo MuffinLove, l’installazione di Bosch Elettrodomestici a forma di mega muffin che sprigionerà un profumo inebriante di dolci appena sfornati .

S.Ambrogio – Porta Genova

La storica pasticceria Cucchi ospita Caffè Concerto Cucchi. Un’ottima occasione per vedere le lampade di Kundalini e i nuovi tavolini in marmo firmati Cristina Celestino per Budri e per assaggiare quelli che qualcuno considera i migliori dolci di Milano…

Approfittate per visitare il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia “Leonardo da Vinci”
(via Olona 6), anch’esso coinvolto nella Design Week. Tra le altre cose, il Railway Pavilion ospita la mostra Capsule: Ocean Plastic Hourglass, che esplora le risposte del design all’attualissimo problema dell’inquinamento da plastica. Un progetto promosso da Ro Plastic – Master’s Peices di Rossana Orlandi.

In corso S. Gottardo 21/9, lo storico garage azzurro di ZEUS Milano presenta Manufacto, una collettiva di diversi brand di design. Aperitivo tutte le sere…

Siemens Elettrodomestici presenterà il suo nuovo piano a induzione in una location unica nel suo genere: la Siemens Connection BoatNei giorni 11, 12 e 13 aprile un tipico barcone milanese ormeggiato nella Darsena, ospiterà una grande festa danzante “Silent Disco” (in cui ognuno potrà ballare la musica che preferisce indossando speciali cuffie bluetooth). 

Il casello all’esterno della Darsena di Porta Genova sarà il quartier generale del DOS, il primo Distretto Diffuso della Design Week. Qui troverete 4 food track di altissimo livello e una food bike. DOS è un progetto orientato alla riqualificazione di spazi dimenticati, mai aperti al pubblico nella storia della Milan Design Week. Gli spazio sono divisi in varie zone tra Brera, Porta Genova, Porta Nuova, Bovisa, Tortona, Isola e Sarpi.

 


Design Street propone come ogni anno la sue “indispensabili” guide. Dopo aver già messo online la sua ormai celebre guida al Fuorisalone di Milano, con il meglio degli eventi da non perdere durante la Milan Design Week e la Guida ai Design Districts di Milano, ecco la guida più utile: “Come sopravvivere al Fuorisalone di Milano”. Se non siete dei veterani e non avete già imparato “a vostre spese” alcune regole fondamentali (come abbiamo fatto noi in ben 25 anni di esperienza!) allora questo decalogo potrà esservi davvero utile.

Iniziamo però da un paio di informazioni utili:

FUORISALONE DI MILANO 2019: LE DATE

Le date del Fuori Salone di Milano 2019 sono 9 aprile – 14 aprile.

Quest’anno Il Fuorisalone (o Fuori Salone del Mobile di Milano, come qualcuno lo chiama) inizia il 9 aprile. La Design Week di Milano 2019 anticipa però di un giorno per gli “addetti ai lavori”. L’8 Aprile, infatti, apre con le “press preview”, le anteprime a inviti dedicate alla stampa e ai media.

GUIDE AL FUORISALONE DI MILANO 2019

Ogni anno Design Street pubblica le sue attesissime guide al Fuorisalone.

La prima, “Milan Design Week 2019: i Design Districts“, è già online e spiega le caratteristiche e le differenze tra cosiddetti Design Districts del Fuorisalone di Milano 2019.

La seconda, “il meglio del Fiorisalone 2019 – Cosa vedere zona per zona”  è la nostra ormai storica guida che seleziona tutti gli eventi da non perdere del Fuorisalone 2019.

Per adesso, con alle porte il Salone del Mobile di Milano e il Fuorisalone (per gli stranieri, Milan Design Week), potere giocare di anticipo studiando “a memoria” questo piccolo vedemecum che vi aiuterà a vivere e a godervi nel modo migliore il festival di design più grande e più bello del mondo!

10 REGOLE PER SOPRAVVIVERE AL FUORISALONE DI MILANO 2019

1. Occhio al meteo!

Aprile è ancora un mese incerto. Verificate giorno per giorno le previsioni del tempo e le temperature previste e attrezzatevi di conseguenza. Meglio non avere sorprese!

In caso di pioggia, è meglio avere un pratico poncho impermeabile che un ombrello, che ingombra e non si sa mai dove metterlo (soprattutto in showroom affollati o quando smette di piovere).

 

2. Trendy o casual?

Probabilmente non avrete il tempo di tornare a casa o in albergo a cambiarvi e resterete fuori tutto il giorno. Vestitevi di conseguenza! Trendy o casual, l’importante è scegliere dal vostro guardaroba i capi più comodi: soprattutto le scarpe! (se non potete assolutamente rinunciare ai tacchi, infilate un paio di scarpe comode o di cerotti anti-vesciche nello zainetto… non si sa mai!). Ricordate che, se si escludono i party o le serate “a invito”, solitamente regna un’atmosfera molto informale.

 

3. Mani libere!

Cercate di avere sempre le mani libere. Purtroppo ne abbiamo solo due a disposizione…

È facile infatti che raccogliate shopper contenenti cataloghi o depliant e che ve li portiate in giro tutto il giorno; quindi, niente ombrelli, borse, o giacche sottobraccio. Uno zainetto è ok. E poi è facile che entrambe le mani vi servano agli eventi per tenere in mano piatto e bicchiere…

 

4. Spostamenti

È probabile che camminerete fino allo sfinimento per spostarvi da un evento all’altro. Se potete, portatevi una bicicletta (nel baule dell’auto, sul treno…), fatevela prestare da un amico, noleggiatela o iscrivetevi  Anche un motorino va bene. Da quest’anno, oltre al servizio di bike sharing del Comune di Milano (http://www.bikemi.com) ce ne sono altri due più “pratici”, che consentono di prendere e lasciare la bici dove si vuole. Il primo è MoBike (bici arancioni, ruote piccole e senza cambi). Il secondo è Obike (bici gialle, più comode e con tre rapporti). Entrambe si sbloccano da App e costano circa 50 centesinmi per mezz’ora. Utilissime!

In alternativa acquistate il biglietto giornaliero extraurbano per bus e metro a 7 € (attenzione: per la fiera non vale il biglietto urbano da €1,50!!!). Il biglietto si acquista anche tramite APP ATM Milano o SMS. Tenete presente che nei giorni del salone sarà difficile trovare un taxi libero e che il traffico solitamente va in tilt. Impensabile dunque spostarsi in auto.

 

5. Le guide

Esistono diverse guide al Fuorisalone, anche in versione App. Sono fatte bene, ricche di informazioni e tutte hanno una mappa dettagliata degli eventi. Procuratevene subito una (non importa quale) e usatela per organizzare il vostro tour. Se volete una selezione già pronta e di qualità, guardatevi l’indispensabile Guida al meglio del Fiorisalone 2019 – Cosa vedere zona per zona di Design Street.

 

6.Pianificazione

Gli eventi del Fuorisalone sono centinaia (oltre 500, solo quelli “ufficiali”) e sono sparsi in tutta la città. Fortunatamente però, la maggior parte è concentrata in “districts”. Focalizzatevi al massimo su un paio di zone al giorno e non cercate di vedere tutto a tutti costi. Tanto è impossibile.

Un consiglio? Ogni zona solitamente sceglie un giorno specifico nel quale si va avanti fino a tardi con cocktail ed eventi mirati… Cercate di capire quando, e approfittatene!

 

7. Seguite l’istinto

Le guide segnalano molto, ma non tutto (inseriscono solo chi paga!) Una volta selezionate le vostre tappe fondamentali, prendetevi il gusto di girovagare, di vedere anche ciò che non viene segnalato, di curiosare per la città lasciandovi guidare dal vostro fiuto. Spesso le sorprese più belle arrivano così.

Il nostro consiglio? Occhio anche alle location! Durante il Fuorisalone prendono vita luoghi splendidi e spesso inaccessibili in altri periodi: vecchie officine, fabbriche abbandonate, cortili nascosti. Approfittatene anche per scoprire una Milano inedita!

 

8. Food

Milano è piena di bar e locali per ogni gusto e prezzo. Nei design districts poi, ci sono spesso punti di ristoro organizzati ad hoc con street food di ogni genere.

Se non volete perdere tempo, portatevi uno snack e una bottiglia d’acqua ma sappiate che dalle 18 in poi è facile trovare eventi con cocktail e fingerfood, anche se spesso una gioiosa ressa affamata rende difficile approfittarne.

 

9. Foto

Una macchina fotografica tascabile o la fotocamera del cellulare vi risulteranno utili per fissare le curiosità del Fuorisalone: gli oggetti preferiti di design, gli allestimenti, i personaggi, le feste. Se ne avete voglia, potete condividerli sulla pagina Facebook di Design Street.o targarci su Instagram con l’hashtag #designstreetblog.

Occhio che la fotocamera di smartphone e tablet consuma molta energia. Non dimenticatevi il carica batteria o (meglio ancora) una batteria esterna (power-bank) d’emergenza…

 

10. Relax!

Siete all’evento di design più bello e importante al mondo. Cercate di godervi questa straordinaria atmosfera nel modo migliore, senza fretta, concedendovi anche il lusso di poter cambiare il vostro programma ogni volta che vi si presenta un’occasione inaspettata.

Se il nostro post “LE 10 REGOLE PER SOPRAVVIVERE AL FUORISALONE DI MILANO” vi è piaciuto, potete condividerlo sui vostri Social Network.

Grazie e buon Fuorisalone 2019!!!

MILAN DESIGN WEEK 2021

LA GUIDA AI DESIGN DISTRICTS DEL FUORISALONE 2021

Una guida ai Design Districts del Fuorisalone di Milano 2021 è uno strumento indispensabile per comprendere caratteristiche e differenze dei quartieri del design di Milano.

Questa è la seconda guida proposta da Design Street, che fa parte del del nostro speciale dedicato al Fuorisalone di Milano 2017. Nella prima guida, indispensabile per non trasformare il più grande grande evento di design al mondo in un incubo, avevamo suggerito le 10 regole per sopravvivere al Fuorisalone di Milano.

La seconda guida di Design Street è la sua ormai celebre guida meglio del Fuorisalone di Milanocon tutti gli eventi da non perdere durante la Milan Design Week.

Per agevolare la lettura, ecco un indice degli argomenti trattati nella nostra guida, iniziando da alcuni consigli utili, fino alla descrizione delle varie zone, con le loro caratteristiche uniche…

  • LE LOCATIONS
  • I DESIGN DISTRICTS DI MILANO
  • QUANDO È MEGLIO VISITARE I DESIGN DISTRICTS DEL FUORISALONE
  • COME SCEGLIERE GLI EVENTI
  • QUALI SONO I PRINCIPALI DESIGN DISTRICTS DI MILANO
  1. CENTRO
  2. BRERA DESIGN DISTRICT
  3. TORTONA DESIGN DISTRICT
  4. ZONA LAMBRATE
  5. VENTURA PROJECTS
  6. S. AMBROGIO
  7. 5 VIE ART + DESIGN
  8. PORTA VENEZIA IN DESIGN
  9. ROMANA DESIGN DISTRICT
  10. LA TRIENNALE DI MILANO
  11. PAOLO SARPI / FABBRICA DEL VAPORE

 


MILAN DESIGN WEEK 2021: LE LOCATIONS

In occasione del Fuorisalone è possibile ammirare la creatività dei designer non solo nel proporre i propri oggetti, ma soprattutto nel trovare le location più incredibili nelle quali esporli. Non c’è angolo della città, infatti, che in quei giorni non si “converta” al design. A fianco dei tradizionali negozi di arredamento nascono “pop up store” creati per l’occasione, mentre altri eventi sono ospitati negli spazi più incredibili: garage, magazzini, case private, studi, palazzi d’epoca e chi più ne ha, più ne metta. Per l’occasione vengono riportati in vita spazi dimenticati quali cortili, musei, teatri, chiese sconsacrate, officine o vecchie (spettacolari) archeologie industriali.


I DESIGN DISTRICTS DI MILANO

A differenza di quello che accade in analoghi eventi europei, come ad esempio Parigi, Londra o Stoccolma, La Milan Design Week pur sviluppandosi in tutta la città, non è troppo dispersiva e concentra la maggior parte degli eventi in zone abbastanza ristrette, o perlomeno facilmente girabili a piedi.

Le zone “storiche” della Milan Design Week sono quattro: Centro, Brera, Tortona e Lambrate. Da segnalare anche le aree più “recenti”, nate negli ultimi anni, come Porta Venezia, Porta Romana, Quartiere IsolaPaolo Sarpi, 5 vie, Montenapoleone e S.Ambrogio.

Oltre a questi design districts milanesi, sono in continua crescita quei luoghi che per l’occasione (o in maniera più o meno continuativa), ospitano esposizioni, mostre collettive o altri eventi dedicati al design. Tra queste la Fabbrica del Vapore, il Museo della Scienza e della Tecnica e molti altri. Esistono infine decine e decine di location al di fuori delle aree più battute, che non per questo sono meno interessanti.

Una doverosa precisazione. Spesso i distretti in questione sono talmente vicini da fondersi quasi l’uno con l’altro. È il caso, ad esempio, delle zone Centro/Brera e delle zone 5vie/S.Ambrogio. In molti casi risulta davvero difficile dire con esattezza a quale zona appartenga un evento, uno showroom uno spazio espositivo, soprattutto considerando quelli “di confine”. La divisione è quindi puramente “formale”.

 

Scopri la nostra guida meglio del Fuorisalone di Milano


QUANDO È MEGLIO VISITARE I DESIGN DISTRICTS DEL FUORISALONE

Il nostro primo consiglio è decidere con che spirito volete affrontare questa esperienza unica. Se siete degli inguaribili mondani e amate tuffarvi in quel fantastico turbinio di gente, colori, musica, atmosfere che caratterizza il Fuorisalone, allora cercate nelle guide i giorni del cocktail e scegliete quelli per visitare l’evento.

Se invece preferite guardare le cose con calma, con poca gente intorno, magari facendo due foto e quattro chiacchiere con i designer, allora evitate assolutamente quel giorno e quell’ora.

Se vi stuzzicano entrambe le situazioni, vi consigliamo di dedicare la mattina o il primo pomeriggio ai negozi di design più tradizionali o a quello che vi interessa di più e lanciarvi nei party dopo le 19!

Ma ricordate! Evitate gli eventi “a invito”; è molto difficile che si possa entrare senza. Spesso ai cocktail più mondani si fa fatica a entrare per via della calca o comunque si rischia di non riuscire a vedere (né assaggiare) nulla. Sappiamo che non è molto “trendy”, ma è meglio andarci presto.

Ogni singolo design district tende a concentrare gli eventi principali in una serata dedicata. Informatevi e, se vi piace quell’incredibile atmosfera festosa che domina il Fuorisalone di Milano, scegliete quel giorno lì e battete la zona a caccia di party.

Questo è tutto… ci auguriamo che questa guida, sia pur necessariamente incompleta, possa esservi stata utile. E ora tuffatevi nella Design Week più bella del mondo e godetevela il più possibile!

COME SCEGLIERE GLI EVENTI

Ogni zona della Milan Design Week ospita dunque diversi eventi: da qualche decina a oltre 100 (come nel caso di Brera)! In certe aree sono tutti molto vicini tra loro, in altre meno. La cosa migliore quindi, avendo tempo, energia e buone gambe, è visitare al massimo un paio di distretti al giorno: uno al mattino e uno al pomeriggio, ad esempio. Oppure in fiera di giorno e in un quartiere a scelta, da metà pomeriggio in avanti. Se poi vi rimangono energie, si può chiudere la giornata in uno dei tanti party con musica e food che vengono organizzati in città. Tenete conto che generalmente i grandi marchi del design sono concentrati in Centro e in zona Brera mentre i giovani designer si trovano più facilmente nelle aree più periferiche (e quindi con affitti meno costosi!).

Se volete conoscere il meglio degli eventi della Settimana del Design, consultate la nostra Guida al Fuorisalone di Milano.

Di seguito, una breve descrizione dei design districts della Milan Design Week.


QUALI SONO I PRINCIPALI DESIGN DISTRICTS DI MILANO


CENTRO

Questo è il tempio del design per antonomasia. Nel Centro di Milano, intorno alla celeberrima piazza S. Babila, tra via Durini, corso Europa e  via Manzoni, troverete i grandi brand che hanno fatto la storia del design. Imprescindibile dunque un giro in centro, anche se forse non troverete qui il design più creativo.


BRERA DESIGN DISTRICT

Dal salotto buono del design al salotto intellettuale. Brera, splendida area che gravita intorno all’omonima Accademia d’Arte; il cuore della vecchia Milano, il quartiere bohèmienne. Fin dagli anni ‘50 ritrovo di artisti, designer, scrittori, fotografi, questa zona oggi ha perso forse la sua autenticità ma non certo il suo fascino. Brera è anche il centro dell’antiquariato e del modernariato, dal Déco agli anni ’70.

Da qualche anno molti grandi showroom di Design si stanno spostando qui. Un giro per Brera è anche un doveroso omaggio alla storia dell’arte e del design.


TORTONA DESIGN DISTRICT

Scendete dal Metrò a Porta Genova, attraversate l’antico (bellissimo) ponte di ferro ed eccovi in uno dei distretti del design più vivaci e interessanti: la zona Tortona. Un vecchio quartiere popolare pieno zeppo di archeologie industriali trasformate: spazi di grande fascino che ospitano collettive di designer più o meno famosi. Ad ogni passo c’è un evento: probabilmente la più alta concentrazione della città. Se avete poco tempo a disposizione, questa è una delle zona da non perdere. Questo è stato il primo design district organizzato al di fuori del centro, grazie alla presenza trainante del SuperstudioPiù, uno dei poli più creativi del Fuorisalone, che ha lanciato in Italia talenti come Tom Dixon e Marcel Wanders.

Oggi molti si lamentano del fatto che questa zona, forse la più “trendy” della Milan Design Week, è troppo affollata durante il Fuorisalone, e frequentata più da un pubblico da “movida” che da addetti ai lavori. Evitare il sabato e la domenica, se non amate la ressa!


ZONA LAMBRATE

Più ristretta e relativamente nuova, Il Lambrate Design District si sviluppa intorno al triangolo via Ventura, Via Massimiano e via Sbodio. Un quartiere industriale, adiacente alla stazione di Lambrate, trasformato da un bell’intervento di recupero in centro vitale dell’arte contemporanea. Da qualche anno convertitasi anche al design, la zona Lambrate ha sempre lasciato grande spazio ai talenti emergenti, alle scuole di design, ai creativi senza etichette in un’atmosfera giovane, festosa e decisamente internazionale.

La zona Lambrate ha subito nel tempo diversi cambiamenti. Se nei suoi primi anni questa è stata la vera grande sorpresa del Fuorisalone, in seguito ha perso la sua forza dirompente.
Dopo l’abbandono della zona da parte degli olandesi di Ventura Projects, è nato il Lambrate Design District che resta sempre un punto di riferimento molto interessante. Il posto giusto per chi ama il design alternativo e sperimentale…

 


Scopri la nostra guida meglio del Fuorisalone di Milano


S. AMBROGIO

Se è vero che questa zona è diventata un design district organizzato solo di recente, questa zona, è altrettanto vero che fin dagli albori del Fuorisalone ha ospitato eventi di design interessanti. L’area in questione è piuttosto ampia e si sviluppa intorno a 3 fermate della linea “rossa”della metropolitana: Cadorna, Sant’Ambrogio e Sant’Agostino. Zona storica Milanese, ricca di meravigliosi palazzi, musei e monumenti straordinari, tra cui le Colonne di San Lorenzo, la basilica di S. Ambrogio, Santa Maria delle Grazie (con il celebre Cenacolo Vinciano), Palazzo delle Stelline, e il Museo della Scienza e della Tecnica, ma anche la Fondazione Achille Castiglioni e la Fondazione Franco Albini!

 


5 VIE ART + DESIGN

Giunto alla sua terza edizione, il distretto 5 vie prende il nome dall’omonima, curiosa piazza del centro storico e si sviluppa tra Piazza Cordusio, corso Magenta e via S. Marta. Adiacente alla zona S: Ambrogio, condivide con questa la ricchezza di musei e monumenti tra cui la Pinacoteca Ambrosiana, Palazzo Litta, Palazzo delle Stelline, il museo Archeologico, l’antico Oratorio della passione, il Museo Diocesiano e molti altri. Un percorso tra design e artigianato che permette di scoprire una delle zone più vecchie e più belle del capoluogo lombardo. Qui troverete l’atmosfera autentica della vecchia Milano, perché è meno turistica delle più famose zone Brera e Navigli…


PORTA VENEZIA IN DESIGN

Porta Venezia è il cuore Liberty di Milano, Per questo è d’obbligo un giro per il quartiere alla scoperta non solo degli eventi qui organizzati ma anche delle splendide architetture di inizio 900! Come ogni anno il distretto Porta Venezia in Design offre tour guidati alle architetture liberty in collaborazione col FAI-Fondo Ambiente Italiano alla scoperta di 16 tra le più interessanti architetture del quartiere. I tour possono essere prenotati sul sito, dove troverete anche la mappa e il programma dettagliato con tutti gli eventi.

ROMANA DESIGN DISTRICT

Altra novità di quest’anno è la nascita del Romana Design District, che ha il cuore nell’omonimo quartiere e che si sviluppa a Sud del Duomo, passando per corso di Porta Romana fino a corso Lodi. Questo distretto si caratterizza per una stretta connessione col m ondo dell’arte e dei giovani designer.

Trovate il programma degli eventi qui.


LA TRIENNALE DI MILANO

Parlando di design, non può mancare una puntata alla Triennale di Milano in viale Alemagna n. 6, ospitata nello storico Palazzo dell’Arte di Giovanni di Muzio (1933). Qui sui due piani dell’edificio e nel cortile vengono ospitate rassegna di design di qualità eccellente, di fianco varie a mostre, uno splendido Design Bar, un fornitissimo Bookshop a tema e al Triennale Design Museum. Quest’anno, in concomitanza del Salone del Mobile e oltre (dal 2 aprile al 12 settembre 2016), ritorna dopo ben 20 anni di assenza, la celebre Esposizione Internazionale, la XXI Triennale appunto, che ha dato il nome.


LA FABBRICA DEL VAPORE

Non è un distretto, ma non si può tralasciare in questa lista la storica Fabbrica del Vapore (via Luigi Nono, 7) è una vecchia officina, costruita nel 1899, che fabbricava carrozze tramviarie. Un grande contenitore che nei giorni del Fuorisalone ospita decine e decine di eventi, soprattutto legati alla creatività, alla sperimentazione, ai giovani talenti.


VENTURA PROJECTS LASCIA IL FUORISALONE DI MILANO!

Purtroppo il Ventura District, che per 10 anni ha animato il Fuorisalone di Milano, ha chiuso i battenti. Non ha infatti retto ai danni economici causati dall’annullamento del Fuorisalone 2020 a Causa dell’emergenza Covid-19.
Dopo il debutto in Zona Lambrate e il successivo spostamento in porta Venezia, il Ventura District aveva finalmente trovato le sue due locations definitive. Ventura Centrale (prima edizione 2017), che raccoglieva una ventina di installazioni molto suggestive negli scenografici magazzini industriali della Stazione Centrale di Milano. E Ventura Projects, che dal 2019 animava il BASE, l’ex fabbrica dell’Ansaldo situata in via Bergognone 34.
Ci spiace molto per questa decisione e speriamo di rivedere presto Ventura Project al Fuorisalone di Milano!


Se il nostro post “Milan Design Week. Come muoversi tra i Design Districts” vi è piaciuto, potete condividerlo sui vostri Social Network.

Grazie e arrivederci alla Milan Design Week 2021!


Scopri la nostra guida meglio del Fuorisalone di Milano


 

 

La storia del Salone e del Fuorisalone di Milano. 

Per fare da cornice alle giornate che anticiperanno le future tendenze d’arredo e del nostro vivere quotidiano, abbiamo scelto alcuni momenti che conferironoa Milano la dicitura Capitale mondiale del design (1991, in occasione del FuoriSalone – Interni Magazine).Federlegno, Cosmit (Comitato Organizzazione del Salone del Mobile Italiano) e FuoriSalone insieme al Comune, Regione, enti e varie istituzioni videro coinvolti progettisti, Aziende e personaggi noti che contribuirono a dare valori aggiunti alla città, rendendola sempre più competitiva e al pari delle altre metropoli in fatto di grandi opere e manifestazioni di portata globale. A seguirealcune curiosità che hanno fatto la storia del Salone Internazionale del Mobile e Fuori Salone.

C’era una volta…

Durante il boom economico e l’ industrializzazione Milano si aprì a nuove sfide circa l’innovazione e il made in Italy d’eccellenza. Col crescere della domanda nasce l’esigenza di una risposta più idonea, volta a migliorare la qualità dell’offerta e di ampliamento delle aree dedicate alla Fiera. Chiude definitivamente la Fiera Campionaria per dare vita a spazi più adeguati.

Ricordiamo il Padiglione Montecatini dei fratelli Achille e Pier Giacomo Castiglioni che è oggetto di studio e ricerca nelle scuole di indirizzo.

1991 Nasce il Fuorisalone

Leggi la nostra Guida del Fuorisalone di Milano:

Leggi  la nostra Guida ai Design Destrict sempre aggiornata:

Per Fuorisalone si intendono tutti gli eventi nella città di Milano svolti in concomitanza alle date del Salone del Mobile. Mostre, arte, moda e innovazione sono il cuore pulsante delle manifestazioni.

1991  — Esce la prima guida (cartacea) ufficiale del FuoriSalone pubblicata da Interni Magazine voluta da Gilda Bojardi (attuale direttrice della rivista) che pubblicizza la grande rete di showroom destinata a diventare una connessione tra Aziende e clienti ma anche una serie di date e appuntamenti nella smart city. Per gli appassionati segnaliamo #Design Capital prodotto da Studiolabo che racconta le giornate della settimana del design. Lo streaming è una raccolta di testimonianze e impressioni lasciate dai progettisti.

Info:  http://www.milanodesigncapital.com/.

1998 – COSMIT riceve il Compasso d’Oro

Cosmit, Corporate Identity Program.

Nel 1994 Cosmit affida la cura della grafica al designer Massimo Vignelli/Vignelli Associates.

Pantone Super Warm Red è il protagonista assoluto della paperback che caratterizza l’ente. Le scritte sono di colore bianco. Nel 1998 viene assegnato il Compasso d’Oro a Cosmit per la grafica coordinata da Vignelli. Un orgoglio nazionale anche per i committenti stessi.

Il pluripremiato architetto-designer, noto ai tantiper aver diffuso il carattere tipografico helvetica, impartì lezioni di morale estetica e impose il less is more (il motto della scuola Bauhaus che privilegia l’eliminazione del superfluo per lasciare tutto a l’essenziale) negli studi dove operò propugnando la pulizia del tratto.

Design is one è un suo fondamento e docufilm: afferma che se sei in grado di progettare qualcosa, sei in grado di progettare ogni cosa; un altro suo celeberrimo manifesto è “If You can design one thing, You can design everything”. Oggi lo Studio Cerri & Associati/ Pierluigi Cerri, Alessandro Colombo coordinano le grafiche della Fiera.

2005 – La nuova fiera a Rho

Allo Studio Massimilano Fuksas spetta l’incarico di attribuire il valore estetico e sociale della nuova sede di Rho Fiera (prima era un’area riservata a l’ENI, dove c’era la raffineria di Rho-Pero).

La struttura è composta da un’onda di vetro e acciaio a forma tridimensionale, lunga un chilometro e mezzo con ottanta sale di convegno, otto padiglioni (due sono a due piani) per un totale di dieci. Non mancano panchine, chioschi per il relax e aree verdi .La vela è lunga 1.300 metri, larga 32 mt. e alta 23 mt. Costituita da pannelli di forme diverse l’un l’altro,  ricopre  interamente il corridoio principale che unisce i padiglioni.

Il Polo esterno è l’ampio parcheggioe contiene 10.000 posti auto. Il progetto è affidato alle mani esperte dello Studio Mario Bellini. L’ambiente circostante è dedicato alle strutture alberghiere e ristori comprendenti il relativo commercio, altri posti auto sono esclusivamente riservati alla Fiera. L’ampliamento della Fiera prevede anche il collegamento con Malpensa.

 20 anni di SaloneSatellite

Dal1997Cosmit si occupa  di eventi collateralied è inutile negare che il Satelliteè un luogo di scouting. L’area è interamente dedicata ai giovani. Alcuni lavori esposti sono soltanto prototipi e vincitori di concorsi che spetterebbero di essere testati, approvati e messi in produzione. Il Satellite vuole essere uno sguardo verso il futuro.

In occasione del decennale della mostra A dream Come True esce la I° edizione del libro ’Salone Satellite — 20 anni di nuova creatività” scritto da Beppe Finessi (edito da Corraini) dove omaggia e cita i tanti nomi di progetti e progettisti dalle passate manifestazioni.

Il Satellite vuol essere un atto di fiducia verso i nuovi talenti. Marva Griffin, madrina della rassegna (di recente nominata ambasciatrice del design italiano) è la portavoce di spicco dell’iniziativa che coinvolge i giovani e afferma di voler integrare i nuovi talenti nella realtà del design offrendo loro la possibilità di farsi conoscere meglio a l’interno della Fiera.

Il Padiglione, quindi, si arricchirà sempre più anno dopo anno con lavori provenienti da tutto il mondo.

Philippe Starck è il Best designer 2017

2018 – Il sodalizio tra il designer francese e il legno

La motivazione

“Per la coerenza con la quale negli anni è riuscito a creare oggetti che parlano un linguaggio internazionale. Un maestro del contemporaneo che continua a sorprenderci.”

La creatività e l’estro di Starck sono stati premiati al Salone del Mobile. Una svolta decisiva per la scelta di materiali dalla quale l’italiana Kartell e Starck sono usciti trionfanti. Il padre del Juicy Salifsi è lanciato in una nuova sfida e abbandona l’idea del policarbonato.

L’ unione tra legno e ferro è stata possibile grazie a l’ausilio e competenze delle aziende commissariate che contribuirono alla realizzazione dei prodotti. La collezione di sedie Woodè in quattro proposte: Queenwood, Kingwood, Princewood e Princesswood.  Linee ultramoderne senza precedenti e l’eleganza del legno firmate Philippe Starck.

 

 

 

Style Asia. Il più grande evento dedicato a design e lifestyle.

Si chiama Style Asia: si tiene a Bangkok dal 19 al 23 aprile 2018 ed è uno dei più importanti eventi dedicati al design e al lifestyle, oltre ad essere uno dei più grandi e frequentati appuntamenti del mercato orientale e la fiera più di tendenza di tutto l’Estremo Oriente.

Abbiamo già segnalato, sulle pagine di Design Street, l’importanza sempre crescente che la Thailandia sta assumendo nel mondo della creatività, del design e del lifestyle in genere. Un paese che unisce alla sua grande tradizione artigianale, una sempre più spiccata vocazione al design contemporaneo.

E Style Asia, questo grande evento organizzato dal thailandese DITP, il Department of International Trade Promotion, ne suggella il successo, mostrando al mondo intero il meglio della creatività, del design e dell’artigianato di alto livello.

La fiera Life+Style

Style Asia, che mette insieme espositori provenienti da tutto il continente asiatico, è una fiera che ogni anno accoglie 52.000 visitatori e compratori da oltre 70 paesi. Un evento dalle dimensioni imponenti che si pone l’obiettivo di riunire in un solo momento espositivo i più noti e importanti eventi fieristici della Thailandia dedicati al lifestyle. La Bangkok International Fashion Fair e la Bangkok International Leather Fair, dedicate alla moda e agli accessori. La Bangkok International Gift Fair, la Bangkok International Houseware Fair e infine la Thailand International Furniture Fair, dedicate all’oggettistica, all’arredamento, al design e ai prodotti per la casa.

All’interno della fiera, ci saranno sezioni speciali dedicate alle nuove tendenze e alle idee emergenti nel mondo del lifestyle, oltre a diverse mostre tematiche.

 

Il design Thailandese a Milano

Abbiamo già avuto modo di valutare di persona da diversi anni la qualità e la ricercatezza del design Thailandese al Salone del Mobile di Milano. Nel 2017 in una grande esposizione in zona Ventura e quest’anno con due imperdibile ili appuntamenti.

Il primo è un Pop Up Store che vende il meglio del design e dell’artigianato di qualità thailandese. Lo trovate in via Tortona 5, cuore pulsante del creativo distretto omonimo.

Il secondo evento, dal titolo Thai Popism, si svolgerà in via Giacomo Watt 15, dal 17 al 22 aprile.

I numeri di Style Asia

La grande fiera Life+Style si divide in 5 macro-categorie: moda, pelletteria, regali, decorazione della casa e arredamento.

I suoi numeri sono davvero importanti: oltre 1.000 espositori locali e internazionali, 200 stand in uno spazio espositivo di circa 40.000 metri quadrati.

Per maggiori informazioni, guarda il sito ufficiale della fiera e del DITP: www.ditp.go.th

In collaborazione con Department of International Trade Promotion

Style Asia è una fiera dedicata all’eccellenza e alla riconosciuta eleganza della produzione orientale. Questo grande evento dedicato agli stili di vita, che si svolge a Bangkok in Thailandia dal 19 al 23 aprile 2018, viene infatti considerato “Asia’s most stylish fair”: la fiera più di tendenza di tutto il continente asiatico.

Style Asia raccoglie in un unico evento le tre fiere più importanti del DITP, il Department of International Trade Promotion di Bangkok. Un triangolo perfetto dedicato al design, alla moda e al lifestyle composto dai più grandi e seguiti appuntamenti asiatici.

Da un lato la “Bangkok International Fashion Fair” e la “Bangkok International Leather Fair” (BIFF & BIL). Dall’altro la “Bangkok International Gift Fair” e la “Bangkok International Houseware Fair” (BIG + BIH) e per finire la Thailand International Furniture Fair (TIFF), il salone internazionale dedicato al design e all’arredamento.

La forza di questi eventi, riuniti sotto il nome di Style Asia è in grado di creare la più grande offerta della regione asiatica, in grado di richiamare 52.000 visitatori e compratori da oltre 70 paesi.

Style Asia, dicevamo, si svolge dal 19 al 23 aprile 2018, nella sede del BITEC di Bangkok,. Uno spazio espositivo di oltre 47.000 metri quadrati di spazio con oltre 2.000 stand di espositori thailandesi e internazionali.

I primi tre giorni la fiera Style Asia è dedicata al trade, mentre gli ultimi due, il 22 e il 23 aprile, è aperta al grande pubblico.

Per maggiori informazioni, si può visitare il sito https://www.stylebangkokfair.com

In collaborazione con il Department of International Trade Promotion di Bangkok

IL DESIGN VIVE A IMM COLOGNE

Una delle fiere di design più interessanti al mondo è senza dubbio Imm Cologne, la grande fiera tedesca dedicata alle tendenze e alle novità nel settore della casa e dell’arredamento di qualità.

Il Salone del Mobile Imm Cologne è infatti una delle più importanti fiere internazionali, che da sempre indica agli appassionati e agli addetti ai lavori che la visitano, la direzione che prenderà il mercato del design e dell’arredamento.

Qui è possibile scoprire quali idee, colori, forme e materiali caratterizzeranno i nuovi prodotti. Qui si riuniscono ogni anno le aziende e i designer di tutto il mondo per sondare il mercato e discutere del futuro dell’abitare.

Non per niente nell’edizione di Imm Cologne 2018, che si svolgerà a Colonia a gennaio (per conoscere le date e tutte le info pratiche, clicca qui), saranno ospiti designer del calibro di Patricia Urquiola, idei fratelli Ronan & Erwan Bouroullec , Sebastian Herkner e molti altri.

Il Salone Internazionale del Mobile di Colonia ospita ogni anno, sulle rive del Reno, la bellezza di 1.200 espositori di prestigio provenienti da 50 paesi. Un panorama di aziende completo e strutturato che affolla gli 11 padiglioni della fiera, trasformandoli per una settimana in un grande showroom dedicato a interior design contemporaneo, alla sperimentazione, alle nuove tecnologie. Unendo, in una grande piazza creativa, grandi brand e giovani designer

L’EDIZIONE IMM COLOGNE 2018

Da non perdere, nell’edizione di Imm Cologne 2018, la sezione Pure Editions. Qui le aziende proiettate al futuro lanceranno le proprie idee innovative. E sempre in quest’area sarà possibile visitare la mostra Featured Editions che lancerà, nei cosiddetti Light Labs, le installazioni più innovative in materia di luce.

I brand emergenti saranno ospitati all’interno dello spazio Pure Studios, mentre i giovani talenti del design si ritroveranno nello spazio Pure Talents.

Ma non è ancora tutto: Uno degli eventi centrali di Imm Cologne 2018 sarà Das Haus – Interios on Stage, nel quale la designer ceca Lucie Koldova illuminerà i differenti “livelli della luce”.

L’edizione 2018 ospiterà anche un nuovo format Pure Architects dedicato alle novità nel settore della progettazione e della casa. Dalle pavimentazioni ai bagno, dall’illuminazione alle soluzioni di smart home…

TUTTE LE INFORMAZIONI PRATICHE SU IMM COLOGNE

Per avere ulteriori informazioni su Imm Cologne 2018, per conoscere i programmi, gli espositori, gli eventi e per tutte le informazioni pratiche, vi rimandiamo al sito ufficiale della fiera

In collaborazione con Imm Cologne

 

EICMA 2017, il Salone della moto più importante al mondo ritorna a Milano. Uno degli appuntamenti più attesi e seguiti dell’anno, in costante espansione di espositori e pubblico, che in questa edizione offre più spazio a innovazione, start up e mobilità sostenibile.

Il settore moto è in crescita, e i prodotti nel complesso risultano sempre più curati e sofisticati, con punte che trasferiscono in modo evidente logiche e soluzioni dal settore premium delle auto.

Da anni il corso comune per tutti, o quasi, è verso l’eccellenza senza compromessi, declinata attraverso una sempre più attenta definizione e assortimento delle proposte, specchio di una pianificazione a monte sempre più accurata e strategica.

A Eicma 2017 La diversificazione tipologica viene praticata ed esplorata al massimo dei contenuti tecnici e simbolici che il mercato possa recepire, ma anche oltre, con proposte ibride: lo scooter crossover, o rivoluzionarie: la tre ruote ad alte prestazioni per “sciare” sull’asfalto.

Il rischio insito in tale dinamica con eccessi di prezzo e prestazioni, che non sempre porta ad incrociare una domanda corposa, viene sempre più bilanciato da prodotti rassicuranti di impostazione e immagine classica (caso dell’anno la riedizione della memorabile Kawasaki 900) che consentono di ampliare il bacino di una utenza potenziale non necessariamente esasperata, come ben dimostrato negli anni da Triumph.

Il tema del classico e della memoria è un filone declinato a vari livelli qui a Eicma: in forme quasi archeologiche coma la rinata mitica Brough, o comunque senza esitazioni di sorta come Norton, Royal Enfield, Indian, Harley Davidson -e ovviamente Triumph-, oppure, in configurazioni più sfumate come il richiamo alla Morini 3½, o alcuni modelli di Benelli, Guzzi, Vespa, con l’aggiunta di Lambretta e Caballero. Non tutti però risultano sempre convincenti.

Foto: ©Marco Forloni-designstreet.it

www.eicma.it

La Dutch Design Week di Eindhoven dalla A alla Z

Sono appena rientrato dalla Dutch Design Week di Eindhoven, quello che, a detta degli organizzatori è l’evento di design più grande del Nord Europa. Devo ammettere, una mia lacuna, lo riconosco, di averla sempre considerata uno dei tenti eventi minori che spuntano qua e là per l’Europa. Ma mi sbagliavo di grosso.
La Dutch Design Week è al contrario il Design Festival più bello e meglio organizzato che abbia mai avuto il piacere di vedere. Un grande evento dedicato al design non come prodotto ma come pensiero. Il design come processo culturale, creativo e innovativo. Insomma, il design con la D maiuscola.

Sono talmente eccitato da quello che ho visto che ho preparato un ABC della Dutch Design Week di Eindhoven. Una guida dalla A alla Z (proprio in senso letterale) basata su quelle che per me sono le parole chiave del Festival. Se volete ulteriori informazioni, qui trovate il sito ufficiale: www.ddw.nl

Se ci andate, o se la conoscete, fatemi sapere le vostre opinioni.

A come Atmosfera

L’atmosfera della DDW è un giusto compromesso tra (per citare i tre eventi che conosco meglio) la fredda distanza della London Design Week, lo snobismo per addetti ai lavori della Stockholm Design Week e l’allegra e “caciarona” voglia di party del Fuorisalone. Un’atmosfera davvero positiva, giovane, creativa, trasversale. Che coinvolge un pubblico curioso e composto formato da giovani e meno giovani, professionisti e famiglie con bambini. Quella di un evento culturale (quale è infatti il DDW) e non da fiera o da evento esclusivo.

B come Biglietti

Essendo un evento culturale grande come la città, l’accesso a diverse installazioni è a pagamento. Un bel modo di fare selezione e lasciare fuori quelli che sono interessati solo ail buffet… Il biglietto costa 19,50 € e permette l’accesso illimitato per 9 giorni a tutti gli eventi, ai concerti (vedi M di Musica), permette di noleggiare gratuitamente una bicicletta per girare fra i vari luoghi della città. Non esiste biglietto giornaliero, ma c’è un Family Ticket a 50 € (valido per 2 adulti + max 3 figli). I bambini sotto i 12 anni non pagano

C come Cultura del design

Già. La cosa più bella di questo festival del design è che è dedicato alla Cultura del design (con la C maiuscola). Non al prodotto, non al business, non all’estetica, non alla vendita. Solo alla cultura. Bravi, bravi e ancora bravi. La città si trasforma per 9 giorni nella capitale mondiale della Cultura del design (Milano resta la capitale mondiale del design, ma con una sfumatura molto diversa…).

Tutto in prospettiva di un futuro che è già alle porte. Le parole chiave sono ricerca, sperimentazione, innovazione, tecnologia, nuovi materiali, food, 3D, trasporti, crowd founding, realtà aumentata, partecipazione, salute, città, abitare smart…

D come Design Academy di Eindhoven

Una delle scuole di design più famose al mondo ha aperto le sue porte per mostrare i progetti dei suoi laureati. Il “Graduate show 2017”, un evento enorme (tre piani della scuola con tanto di bar e ristoranti interni) che raccoglie centinaia di prodotti di ogni genere. Tante altre università del design hanno esposto a Eindhoven, soprattutto nel quartiere simbolo, the Strijp. A dimostrare che le scuole di design del Nordeuropa non hanno nulla da invidiare alle nostre. Anzi.

E come Energia

Il festival sprigiona un’energia creativa che non vedevo da tempo. Forse alle prime due edizioni di Ventura Lambrate (che non a caso è un’enclave olandese al Fuorisalone di Milano) e al DMY di Berlino. Un’energia contagiosa che coinvolge tutta la città. Non per bere un prosecco al party più “VIP”, ma per farsi delle domande concrete sul nostro futuro. Un’energia che solo i giovani sanno tramettere con tanta forza

F come Food

Il cibo è uno dei temi più caldi per il nuovo design. E non solo all’interno della interessante Embassy of Food (vedi V come Visioni). Da una parte il cibo sostenibile, la ricerca di nuove fonti di alimentazione (dai funghi, dalle alghe, dai muschi agli insetti) energetiche, disponibili a basso costo e a basso impatto ambientale. Dall’altra un nuovo modo di consumarlo, più consapevole, più intenso, con strumenti (contenitori di ogni forma, posate, coppe etc.) pensati appositamente per amplificare piacere sensoriale. Un aspetto lontano dal “food design” come lo intendiamo di solito. Ma molto più affascinante.

G come Green

Green inteso in due sensi. Da una parte il tema del verde urbano è di grande attualità. Dall’urban farming a un rapporto più diretto tra gli abitanti delle città e la natura che ci circonda. Dall’altra, l’attenzione all’ambiente, ai consumi, ai rifiuti, al riciclo, all’inquinamento, alla sostenibilità e alla riduzione dell’impatto umano sul mondo. Due temi nei quali il design può fare molto…

H come Hotel

The Student Hotel, di fronte alla Stazione Centrale.Un grattacielo di 24 piani in parte design Hotel e in parte pensionato per studenti. Un luogo creativo, arredato con gusto, pieno di foto di studenti, di scritte, di vita… (a piano terra, uno dei bar/ristoranti più vivaci di Eindhoven). Qui ogni elemento viene presentato con un motto ironico e una bellissima grafica. Dalla chiave elettronica (Love is the Key), alla matita sul comodino (Write now!) alla presa usb “Power to the people”. Un design molto caldo, trendy e molto personale. È arredato con uno stile scandinavo vintage ma dai toni vivaci ed è pieno di spazi comuni dove rilassarsi, isolarsi, lavorare, chiacchierare… Il tutto con un animo da eterno studente (Let the student in you never die)!” Uno degli Hub del festival, ospita una interessante selezione di giovani designer e la “Contemplation Room, una stanza al 24° piano pensata per offrire esperienze sensoriali agli ospiti. www.thestudenthotel.com

I come Intimacy

Una delle cose che più mi ha colpito è la voglia di cambiare il mondo che muove i protagonisti di questo Design Festival di Eindhoven. Su tuti i fronti. Anche su quelli più intimi. La mias curiosità mi ha portato a sperimentare di persona alcune delle installazioni all’interno della “Embassy of Intimacy” (vedi V come Valori”. Tra queste, il camper trasformato in una culla semovente che offre 2 minuti di libertà dallo stress. Un ritorno nel grembo materno tra musica, profumi , morbidi velluti e un tizio all’interno che ti abbraccia in silenzio. Dapprima imbarazzante, ma poi garantisco che funziona!

L come Live

Bella l’idea di collegare un festival così giovane e dinamico alla musica. Il programma DDW Music conta oltre 70 concerti e performances live in una dozzina di locations durante i 9 giorni di evento. Dal Rock all’Hip Hop, dalla musica Indie all’acustica a, ovviamente quella sperimentale. Perché anche la musica è design.

M come Materiali

La ricerca di nuovi materiali, sintetici o naturali, riciclati o riciclabili, tecnologici o stampabili in 3D, commestibili o compostabili, è uno dei temi conduttori di tutto il festival. Così come l’uso diverso, inconsueto e innovativo di materiali che già conosciamo bene, o che crediamo di conoscere ma che per pigrizia mentale continuiamo a usare sempre nella stessa maniera.

N come NLXL

NLXL, uno dei più celebri brand di carte da parati, ci ha stupiti con un invito per poche persone nella “Wunderkammer” diel designer artista Piet Hein Week (vedi lettera P), dove ha presentato la sua nuova collezione Timber, ispirata alle essenze di legno e disegnata da Piet stesso. Per l’occasione ha invitato pochi giornalisti e blogger a una cena privata, chef d’eccezione Paola Navone che si è esibita in un superbo risotto alla milanese. Una serata che da sola è valsa il viaggio. www.nlxl.com

O come Organizzazione

Capisco che parlare di organizzazione nell’Europa del Nord è come parlare di birra a Monaco di Baviera. Nulla di nuovo… Ma qui davvero l’organizzazione ha superato se stessa rasentando la perfettione. Ottima l’art direction dell Design Festival. Ottime le 4 mappe a disposizione del pubblico: DDW Map (la classica mappa degli eventi, un centinaio, molto ben fatta), DDW Design Routes (17 percorsi tematici realizzati da altrettanti designer, giornalisti, esperti di design… Geniale!), DDW Music (con gli artisti e il calendario dei concerti) e infine Short Events, il programma di talk, eventi, workshop giorno per giorno. Rendere tutto facile e interessante è il  modo migliore per coinvolgere i cittadini e avvicinarli a temi anche complessi come quelli trattati.

P come Piet Hein Heek

Piet Hein Week è un nome che può suonare nuovo per molti, ma è un vero mito non solo in Olanda, ma in tutto il Nord Europa. Per fare un paragone, Piet sta a Eindhoven come Tom Dixon sta a Londra… Il suo enorme studio, una vecchia fabbrica riadattata con shop, ristorante, laboratori e “Wunderkammer” annessa, è una delle tappe più interessanti e visitate della Dutch Design Week. Erano esposti, in anteprima, gli straordinari mobili che Piet ha disegnato per Ikea e che saranno in vendita in tutto il mondo dal prossimo aprile. Grande talent scout, Piet Hein Heek ha selezionato una trentina di designer e li ha fatti esporre nel suo “quartier generale”. https://pietheineek.nl

Q come Qualità

Il segreto del successo di un evento, io lo ripeto da sempre, è la qualità. E la qualità non può avvenire senza un’ottima art direction e una forte selezione dei partecipanti. Due ingredienti semplici ma indispensabili, troppo spesso sottovalutati o peggio, sbandierata a parole ma poi sostituita da un più comodo “basta pagare e entri”. E alla Dutch Design Week di Eindhoven la qualità, la selezione e la direzione artistica si respirano a pieni polmoni, si apprezzano, direi quasi “si godono” per il grande piacere che riservano al visitatore. Abbiamo tanto da imparare su questo…

R come Relazioni con i media

Questo capitolo volevo metterlo alla voce B come Blogger, ma la B era già occupata. Quindi parlo di come vengono considerati i media qui. In Europa non si fa più alcuna differenza tra giornalista e blogger (ovviamente parliamo di blogger di qualità). Il mondo dei media è talmente cambiato che mi pare ottuso perseverare con questa distinzione (a Stoccolma la tessera stampa della fiera non porta più scritto “Press”, ma “Media”. E non è una sfumatura da poco…).

Come direttore di Design Street sono stato invitato dall’ufficio Stampa del Festival a un International press tour guidato tra gli eventi top del Festival e ho condiviso questo momento con giornalisti e blogger di tutto il mondo, da New York a Tel Aviv… Nessuno di serie A, nessuno di Serie B. Stesso campionato. C’è ancora tanto da imparare, qui in Italia…

S come Strijp

Strijp è l’ex complesso industriale della Philips, che dopo il decentramento produttivo del colosso di Eindhoven e il trasferimento della rappresentanza ad Amsterdam, era rimasto abbandonato. Un grosso colpo per la città, che però ha saputo incassare il colpo e reagire, trasformandolo in un vivace centro di design e creatività. Oggi ospita uffici e residenze, locali di tendenza e start up, mercati e orti urbani… Questo è il vero cuore pulsante della Dutch Design Week. Qui succede tutto. Qui ci si perde come un bambino nel paese dei balocchi, affascinati dalle architetture industriali degli anni 20, dai murales dai mille negozi che mescolano biciclette, tecnologia, abiti usati e design. Ci ho passato una giornata intera. Peccato non aver avuto già tempo…

T come Trasporti

Trasporti perfetti e impeccabili. Non solo quelli pubblici (treni e bus urbani) ma anche quelli creati  per l’occasione. Biciclette gratuite per tutti, bus navetta “Hop on Hop of” che collegano ogni 20 minuti tutti i vari distretti, e il servizio “Volvo design Rides”. 35 Volvo customizzate che trasportano gratuitamente i visitatori per le destinazioni di design (basta registrarsi online). Un servizio eccellente.Ottimo anche il servizio taxi, economico e professionale.

Concedetemi una piccola polemica personale. Se in Olanda chiami un taxi, lui arriva, ti fa salire e solo dopo fa partire il tassametro (non da quando ricevono la chiamata, come da noi!). Una volta ho chiamato un taxi che, non ero ancora salito, e segnava già oltre 20 euro. Cose da matti…

U come Unico

L’unicità della Dutch Design Week viene dichiarata esplicitamente nel sito ufficiale, che cito testualmente: “La DDW è diversa dagli altri eventi perché si concentra sul design del futuro. Sebbene l’accento sia posto su tutti gli aspetti e le discipline del design, viene data maggiore enfasi sull’innovazione , sulla sperimentazione, sulla interconnessione. Una eccezionale attenzione viene rivolta al lavoro e alla promozione dei giovani talenti”.

Una formula unica e, sebbene tanti ne parlino, loro lo fanno. E bene, anche!

V come Visione

La visione del futuro e di come il design possa contribuire a migliorarlo sono alla base di tutta la Dutch Design Week. Non i prodotti quindi, male idee, i pensieri. Il design, insomma, nella sua forma più pura, nobile e antica. Quella del progetto. Per supportare queste visioni, all’interno dell Festival sono state istituite 7 “ambasciate”, che hanno lo scopo di raccogliere i progetti migliori nel loro campo. Embassy of Food, Embassy of Health, Embassy of Intimacy, Embassy of Climate action, Embassy of Urban transformations, Embassy of dat e per finire, l’Embassy of robot love.

Niente archistar, per una volta. Solo le idee di tanti giovani designer, spesso in collaborazione con le migliori università, che provano a posare un mattoncino dopo l’altro. E quando sono così tanti, credetemi, fanno effetto!

W come Wearable design

Il design da indossare. Nuovi tessuti, nuove fibre ricavate da piante, da scarti alimentari o da materiali riciclati. Nuove tipologie di abiti pensati per usi sempre più estremi. Vestiti connessi e interattivi, magari stampati in 3D. Questo è uno dei grandi temi di ricerca sviluppati a Eindhoven.

Z come Zentrum

Il centro di Eindhoven accoglierei un’altra grande parte degli eventi. Non così raggruppati come nello Strijp, ma perfettamente inseriti fra architetture storiche e quelle moderne che si alternano nella città olandese. Tra questi il Temporary Art Centre (TAC), la Kaserne, La Design Academy (vedi lettera D), il Philips Museum, il “The Student Hotel” Vedi lettera H)

1997-2017. Il Salone Satellite ha compiuto 20 anni…

Premessa.

Questo post fa parte di 3 articoli pubblicati su Design Street di commento a questo Salone del Mobile 2017 appena concluso. Gli altri due sono: Considerazioni sul Salone del Mobile 2017 e Considerazioni sul Fuorisalone 2017. Vi suggerisco di leggerli tutti per avere una visione più ampia e completa sull’evento di design più importante al mondo.


Il Salone Satellite

I nostri lettori sanno quanto Design Street sia attento ai nuovi talenti. Anzi. La nostra forza è proprio nel talent scouting, nel cercare, selezionare e proporre proposte sempre nuove, poco conosciute, spesso in anteprima. Questo grazie alla ricerca continua e alla nostra regolare frequentazione dei più importanti appuntamenti europei del design. Tra questi, il Salone del Mobile di di Milano e la sua appendice dedicata ai giovani: il Salone Satellite

Io lo lascio sempre per ultimo, solitamente il sabato mattina, per chiudere la settimana del salone in bellezza, con un’atmosfera fresca, giovani, frizzante e internazionale. Nonostante le delusioni degli ultimi anni, il mio ottimismo non si è ancora rassegnato. E non lo farà nemmeno questa volta, anche se viene messo a dura prova dalla delusione che purtroppo cresce di anno in anno.

Non lo farà perché comunque apprezzo l’idea della Fiera di portare in Italia i designer da tutto il mondo e soprattutto per doverosa gratitudine nei confronti di quei ragazzi che si sobbarcano spese esorbitanti per esporre al Salone Satellite di Milano, armati solo di passione, entusiasmo e voglia di emergere. Per loro è un sogno che si avvera. Ed essere presente è il mio modo per sostenerli.


Un format da cambiare

Dicevamo che il Salone Satellite ha compiuto 20 anni e, mi spiace dirlo, porta male i suoi anni… Io lo seguo dalla prima edizione e negli ultimi tempi ho notato (mio malgrado e con grande dispiacere) lo stanco ripetersi di un format che mi piace sempre meno.

Perché? Perché trovo che le sue proposte non siano all’altezza della fiera del design più importante a mondo. Perché trovo che sia una grande opportunità sprecata. Perché è pensato come una piccola fiera dei giovani designer e non un grande festival del design internazionale…

Da quando? Da quando ho iniziato a frequentare fiere e design festival in tutta Europa (da Londra a Parigi, da Stoccolma a Colonia, passando per Berlino…), dove ho scoperto eventi analoghi (molto interessanti) e conosciuto giovani designer di altissimo livello.

La causa? La causa secondo me sono le maglie troppo larghe della selezione che, insieme ai bravi designer, lasciano passare anche chi non lo merita, abbassando cos’ il livello generale e danneggiando l’immagine del Salone Satellite oltre che quella dei migliori talenti che ogni anno vi espongono (come dimostrano i grandi nomi internazionali usciti dal Satellite in questi 20 anni).


Una modesta proposta…

Cosa fare? Capisco che la gestione di questo grande evento non deve essere affatto semplice, ma io credo che un’istituzione così importante e autorevole come il Salone del Mobile di Milano dovrebbe: punto 1, cambiare dopo 20 anni un format che non sembra più adeguato ai tempi e punto 2, assumere un approccio più innovativo e più consono al suo ruolo di faro internazionale del design.

I modi sono diversi. Io ne suggerisco uno che a mio avviso darebbe all’organizzazione il prestigio e l’autorevolezza che meriterebbero.

Si potrebbe trasformare l’evento da copia (in piccolo) della fiera, a “Olimpiade del design” o, più verosimilmente, a premio internazionale per giovani talenti. Penso ad esempio ai festival indipendenti del cinema: Venezia, Cannes, Sundance, Tribeca…

Di seguito i 5 punti della mia proposta:

1. GIURIA INDIPENDENTE

Creare una giuria autorevole e indipendente, con un presidente a rotazione (in carico solo 1 anno). Evitando quindi i soliti nomi ormai talmente presenzialisti da sembrare più politici che designer.

2. SELEZIONE DEI DESIGNER

Selezionare un numero minore di designer. Quelli presenti oggi al Salone Satellite sono troppi e la quantità va a discapito della qualità.

3. PATECIPAZIONE GRATUITA

Dare la possibilità a tutti i designer selezionati di accedere gratis al Satellite, così da premiare anche i tanti giovani meritevoli che non possono permettersi tutte le spese necessarie (partecipazione, viaggio, vito, alloggio, costi di trasporto e di allestimento…). Al massimo, si potrebbe chiedere ai designer un rimborso spese forfettario, non superiore ai 500€.

4. IL PREMIO

Offrire un premio, anche in denaro, ai designer vincitori delle varie categorie. Sarebbe uno stimolo per tutti, renderebbe ancora più autorevole l’evento a livello internazionale.

5. LA LOCATION

Utilizzare uno spazio diverso per il Salone Satellite. Il Padiglione 22 della Fiera, che lo ospita, è troppo grande e dispersivo. Adatto agli stand di 500, 1000 mq dei grandi brand ma totalmente inadeguato per i piccoli box (4×4?) dei singoli designer, che spesso sono semivuoti, non avendo la possibilità economica di allestirli in maniera più adeguata. Uno spazio più intimo e raccolto metterebbe sicuramente in risalto i loro lavori.

Solo così, a mio parere, si potrà trasformare il Salone Satellite da evento commerciale (dove chi ha la possibilità paga, espone, trova potenziali contatti per il suo business) in evento culturale (dove i migliori, anche chi ha molto talento ma pochi mezzi, si ritrovano e competono per la vittoria). Ti selezioniamo, ti ospitiamo, di premiamo, ti lanciamo nel mondo del design. Questa è la mia idea, ma ovviamente ce ne possono essere tante altre. Purché si faccia qualcosa per cambiare, e lo si faccia con una visione culturale e non solo commerciale.


Cosa ne pensate?

Avete visto il Salone Satellite? Cosa ne pensate? Sarei lieto di avere un vostro parere (anche discordante, ovviamente) così come mi piacerebbe un confronto con gli organizzatori. L’importante è fare qualcosa e farla presto, prima che città dinamiche come Londra o Stoccolma ci rubino lo scettro del Design!

Massimo Rosati

Prima di iniziare a scrivere questo post, sono andato a rileggermi le mie considerazioni dal Salone del Mobile 2016 pubblicate esattamente un anno fa.

La mia prima reazione è stata quella di ripubblicarlo pari pari, dato che quelle sono esattamente le mie sensazioni anche quest’anno. Ma a quell’articolo, che riscriverei oggi allo stesso modo, voglio aggiungere qualche considerazione nuova su stili e tendenze, con una nota polemica sul Salone Satellite.

Ho deciso dunque di dividere le mie considerazioni sul Salone del Mobile 2017 in tre parti – Salone del Mobile, Salone Satellite e Fuorisalone – perché le sensazioni che ho ricevuto dai tre eventi sono molto diverse tra loro e ognuna merita un approfondimento. Del Salone del Mobile parlo dunque in questo articolo, mentre dedico altri due post alle considerazioni sul Salone Satellite 2017  e alle considerazioni sul Fuorisalone 2017, entrambi pubblicati su Design Street.

Ci tengo innanzitutto a ricordare, per accreditare le mie osservazioni come sufficientemente fondate, che quest’anno festeggio il mio 27° Salone del mobile. 20 come giornalista della carta stampata e 7 da blogger (come passa il tempo…). Ho visto muovere i primi, timidi passi al Fuorisalone (quando ancora gli eventi non erano le centinaia di oggi ma si contavano sulle dita delle mani) e ho seguito il Salone Satellite fin dal suo debutto.


Salone del Mobile 2017
Tolomeo Gold, una “limited edition” per i 30 anni dell’iconica lampada disegnata da Michele de Lucchi nel 1987

SALONE DEL MOBILE 2017


1. Affluenza

Lo avevo scritto anche l’anno scorso e lo confermo. Una delle cose che più mi hanno colpito è l’affluenza. Erano anni che non vedevo tanta gente in Fiera. Tantissimi stranieri, ma anche tanti italiani. Le aziende sono soddisfatte, tanti ordini, tanto business… Questo è il primo buon segno che però sembra contrastare con l’aria di crisi che si continua a respirare fuori dalla Fiera. Come se esistessero 2 mondi diversi: uno dentro e uno fuori. Eppure sono entrambi reali…



2. “Cosa ti è piaciuto di più?”

Questa è una domanda che mi è stata rivota decine di volte durante il Salone del Mobile 2017. “Niente in particolare, ma tutto in generale…”, rispondevo.

Mi spiego meglio. Gli anni passati trovavo sempre qualche oggetto, qualche stand che mi colpiva maggiormente. Quest’anno no. Ma non perché il livello medio si sia abbassato. Al contrario. Ho avuto la piacevole sensazione che si sia invece elevato. Girare il Salone quest’anno è stato per me un piacere per gli occhi. Non tanto e non solo per i singoli prodotti, ma per l’atmosfera generale che ho respirato. Un tempo si riconoscevano a distanza le aziende di “serie A” e quelle di “serie B”. Oggi questa divisione non è più così netta e anche chi si posiziona – per scelta o per necessità – ad un livello più basso del mercato (nel senso di popolare ed economico), presenta comunque un design molto curato e ben presentato.

So che i puristi del design a questo punto faranno una smorfia… Già sento le loro proteste: “Come puoi paragonare le aziende che da sempre hanno investito nel design a quelle che invece copiano gli stili dei più grandi e vivono di rendita?”.

Niente di tutto questo. Non le metto affatto sullo stesso livello. Riconosco perfettamente il ruolo da leader di certe aziende, che seguo con attenzione e che amo. Ma credo che in Italia, Paese in cui il design è sempre stato un settore molto di nicchia (spesso più scelto per un desiderio di ostentazione o per voglia di esclusività che per scelta consapevole), questo cambiamento possa essere davvero positivo. Come se il design avesse finalmente attecchito nel gusto della gente, entrando una volta per tutte nel loro DNA. E visto che non tutti possono permettersi una sedia da 1000 euro, un divano da 5000 o una cucina da 20.000, allora ben vengano le aziende che offrono a tutti un buon design. Magari meno firmato, ma a un prezzo ragionevole. Ikea ha aperto una breccia 20 anni fa e oggi il design “democratico” attacca dal basso il design “esclusivo”. Io riconosco il valore del secondo, ma tifo decisamente per il primo!



3. I “mitici” anni 80

Non so se esserne affascinato o terrorizzato, ma in fiera ho vissuto un “deja vu”. Ho avuto l’impressione che ci sia un ritorno, anche nell’arredamento, degli anni 80 (come, ahimé. sta già capitando nella moda; con quelle improbabili spalline super-imbottite da star Trek, le giacche larghe e i pantaloni abbondanti a vita alta).

Nell’arredamento questo stile si declina con un ritorno ai materiali pregiati, alla ricerca dell’esclusività, ad un concetto di casa “status symbol”, proprio come una berlina di lusso con cruscotto in radica e sedili in pelle o una pelliccia di visone…

Il lato positivo è questa è una versione “contemporanea” degli anni 80, quindi più raffinata e meno da “parvenu”. Decisamente di stile, anche se segue le stesse linee guida.

Il lato negativo è che questo ritorno a chiudersi in casa, circondandosi di cose, materiali, colori, oggetti utili e inutili che ti fanno sentire protetto e a tuo agio, significa la sconfitta della ricerca, della sperimentazione, dell’innovazione. In poche parole, del design. Artigianato contro prodotto industriale, estetica contro essenza… Il vecchio e ciclico dibattito tra design e decorazione che già il buon Adolf Loos trattò nel 1908 nel suo saggio “Ornamento e Delitto”.

Ma si sa. Le tendenze vanno e vengono, sembrano scomparire ma poi ritornano. Proprio come le stagioni…



4. Tendenze

Lo sappiamo da anni. Il design segue sempre più le mode e gli stili del momento. E quindi le tendenze diventano sempre più chiare e tangibili. Molto fashion! Il rischio però è quello di appiattire e uniformare i prodotti. Come sempre, “in medio stat virtus”. Un’ammiccante strizzata d’occhio ai trend ci piace: in fondo lo fanno tutti, anche le insospettabili icone del design. Basta che sotto al fumo ci sia anche un buon arrosto!

Ma vediamo in dettaglio le tendenze di questo salone del mobile 2017.

Colori

Colori “scandinavi” come piovesse. Rosa cipria e verde salvia innanzitutto, ma anche blu scuro, azzurro polvere, grigio tortora, giallo ocra… Colori di carattere, ma non troppo vivaci. Tonalità scure, fumé, tutte le sfumature del marrone. Un trend che, secondo gli schemi stereotipati della tradizione, sembra più maschile che femminile. Comunque una scelta cromatica che a me piace molto e che mi comunica concetti come “casa”, “comfort”, “eleganza”, “protezione”…

Materiali

I materiali naturali si confermano i protagonisti del 2017. Legno, tanto legno. E poi il marmo. E i tessuti. E i metalli, come l’ottone e il rame. Sta pian piano scomparendo la moda del cemento (bello senza dubbio, ma decisamente poco pratico…). Meno vetro.

Personalmente ne sono contento. Io non amo il vetro nell’arredamento mentre lo trovo estremamente affascinante e contemporaneo nell’architettura (superfici, parapetti, aperture). Ebbene, anche le aziende che da sempre hanno legato il proprio brand al vetro (come Fiam, Glas Italia, Gallotti&Radice per non fare nomi), si stanno spostando su una bella e intelligente rivisitazione dei propri prodotti, nei quali il vetro non è più il solista, ma gioca ruoli differenti (più o meno importanti) in una squadra fatta di materiali diversi. Io la trovo un’ottima scelta e ho finalmente apprezzato anche questi stand.

Finiture

Finiture naturali, soft e materiche al tatto. Legni con venature a vista, rivestimenti rifiniti con cura artigianale, dai tessuti ai pellami morbidi come silicone, cuciture come decorazioni, metalli satinati e bruniti. Tornano le trapuntature negli imbottiti, che fanno tanto anni 80!


5. Ambientazioni

Belle, curate, eleganti, alcune strepitose. Un complimento particolare al ruolo delle stylist (o degli stylist, visto che non sono tutte donne. Io stesso ho fatto styling per diverse riviste per oltre 10 anni…).

Direi che il Salone del mobile 2017 si è contraddistinto per l’ottimo livello delle ambientazioni. Le aziende hanno imparato a raccontare i loro prodotti in maniera egregia. rendendosi conto che un buon livello di design, oggi, lo si dà quasi per scontato. Quello che fa la differenza, spesso, è il modo in cui lo si comunica. Il design è pathos, trasmette sensazioni, emozioni… Chi sa o evocarle nel modo più efficace, vince.


Le mie personali considerazioni sul Salone del Mobile 2017 sono queste. Mi piacerebbe conoscere le vostre: Lo avete visto? Quali sono le vostre impressioni?

Lasciate pure un messaggio qui sotto e vi risponderò volentieri…

Eccomi qui, come ogni anno, a raccontarvi le considerazioni dalla fiera del design scandinavo; quella che ancora oggi considero la mia fiera preferita, la fiera del mobile di Stoccolma.

Definizione corretta e completa, Stockholm Furniture & Light Fair, dato che si definisce la più grande fiera dedicata al mobile e all’illuminazione in stile scandinavo.

Della fiera ho già ampiamente parlato negli editoriali delle scorse edizioni. Voglio invece concentrarmi oggi sullo stile scandinavo perché ci tengo a dare una mia personale risposta a tutti quelli (e sono tanti) che mi hanno confessato di trovare il design nordico tutto uguale.

Ovviamente questa osservazione non è corretta perché tende a banalizzare e a semplificare troppo la cultura del mobile scandinavo che, volente o nolente, è la culla internazionale del design. Se non fosse per i designer danesi che si sono trasferiti negli Stati Uniti, probabilmente anche il grande design americano (gli Eames in prima fila) non sarebbero oggi i grandi maestri che conosciamo.

Riconosco invece che esiste un forte ed evidente filo conduttore fatto di stile, forme, colori, materiali, atmosfere che fanno del design nordico un archetipo incredibilmente “attuale” anche dopo oltre mezzo secolo.

Il design scandinavo

Lo stile innanzitutto. Uno stile che denota una grande sapienza artigianale soprattutto nella lavorazione del legno e dei tessuti. Quello che ammiro del design nordico è la sua straordinaria capacità di interpretare il legno, plasmandone le forme e interpretandole con dettagli di una bellezza che lascia senza parole. Una capacità artigianale che ancora oggi viene studiata e insegnata sia nelle scuole di design sia in quelle di artigianato (già, lì non si vergognano di chiamarsi artigiani e, giustamente, non confondono le due discipline). Scuole che hanno laboratori di tessuto e di ebanisteria che noi ci sognamo e che sono presenti in massa nella sezione Greenhouse della fiera (il Salone satellite di Stoccolma, per intenderci), dedicata alle scuole e ai giovani creativi.

Le forme

Le forme sono pulite, essenziali, private di ogni orpello ma mai fredde e banali. Non solo per la predominanza dei materiali naturali ma soprattutto perché lo stile scandinavo elimina tutto quello che non è necessario fino a lasciare in vista l’essenza, l’anima dell’oggetto. E questo non è facile, perché ad aggiungere si fa in fretta, ma a togliere bisogna essere molto bravi, perché se non lo sei invece di lasciare solo l’anima rischi di lasciare lo scheletro. Il minimalismo poetico contro il minimalismo fine a se stesso. Paradossalmente lo stile scandinavo è molto vicino a quello giapponese, che è in grado di trovare l’essenza in ogni cosa.

I materiali

Lo abbiamo detto: legno e tessuto la fanno da padrone. Guardando la naturale abilità nel lavorare il legno e i tessuti, si capisce come questi due materiali facciano parte da sempre di quella cultura e quanto sia sviluppata in quei popoli l’abilità di lavorarli, di dargli vita trasformandoli in oggetti.

I colori

I colori scandinavi sono tenui, rilassanti, luminosi. Forse per la mancanza di luce, gli interni delle case tendono a essere leggeri, colorati, tutt’altro che cupi. A partire dallo stile Gustavienne, basato sui toni del bianco e dell’azzurro, fino ai giorni nostri, dominati da colori pastello quali il rosa antico, il grigio, l’azzurro polvere, il beige, l’arancione. Colori che giocano tra loro dalle pareti ai rivestimenti dei sofà, dai vasi alle sedie e ai tavoli. Io li trovo rilassanti e, pur amando i toni più vivaci (colori fluo compresi), ne subisco il fascino e l’eleganza mai banale.

Le atmosfere

Cos’ha lo stile scandinavo che tanto colpisce e tanto incanta tutti noi da decenni? La sua semplicità? La sua naturalezza? La sua ingenuità? La sua perfezione? O forse il grande gusto che i nordici hanno nel mettere insieme arredi, oggettistica, complementi… un gusto talmente raffinato da far sembrare ogni angolo della casa uno still life da rivista di decorazione d’interni? Direi tutto questo insieme. E scusate se è poco…

Forse è vero. Lo stile scandinavo è veramente sempre uguale a se stesso. Probabilmente è vera l’osservazione che mi hanno fatto diversi amici e colleghi, tra designer e giornalisti…

Alla Stockholm Furniture & Light Fair, a differenza delle fiere che conosciamo bene (Milano in primis), non c’è la corsa a presentare un pezzo nuovo, un oggetto diverso, un design trasgressivo a tutti i costi. La forza innovativa del design scandinavo (e quindi della fiera di Stoccolma che lo rappresenta così bene) è quella di continuare a stupire rimanendo però sempre coerente, sempre legato al proprio stile, alla propria cultura, alle proprie tradizioni. Proprio qui sta la sua grandezza. Uno stile che riesce a incantare pur rimanendo se stesso. E questo è il motivo per cui, appena tornato dalla Svezia, sto già pensando a organizzarmi per l’anno prossimo.

Una fiera talmente bella che non la perderei per nessuna ragione al mondo.

Prossimamente altre considerazioni sul design scandinavo, sulla fiera e soprattutto sulla splendida mostra dedicata a Eero Aarnio, inaugurata con la presenza del grande designer finlandese durante la Stockholm Design Week, e che ho avuto la fortuna di vedere. Stay tuned!

 

 

Eicma 2016 Salone della moto di Milano, novità e strategie in un settore sempre più di eccellenza.

I principali operatori confermano di andare verso il cosiddetto alto gamma, che rende sempre più competitiva la corsa per i pochi posti al sole, senza trascurare però le cilindrate più contenute per non perdere contatto con le altre fasce del mercato.

In questo senso è confermato il ruolo leader del marchio BMW, che aumenta ogni anno il numero delle gamme e dei modelli con un più ampio arco di cilindrate disponibili -ampliando anche il proprio settore accessori e abbigliamento-. Il rischio di una eccessiva sofisticazione, che ha raggiunto livelli davvero eccezionali, è stato saggiamente bilanciato dalla recente serie R Nine T, che in questa edizione presenta versioni retrò enduro e corsa molto accattivanti.

Il tema della moto classica colto da tempo nelle potenzialità che Triumph ha dimostrato al mercato, viene impiegato anche da altre case “generaliste”, con risultati apprezzabili come l’ultima versione della Honda Cb 1100, che cela sotto il velo retrò un interessante concetto di moto semplice, facile e accessibile ma sempre di grande fascino e di possibile ampia diffusione.

 

Lo stesso vale per le altre case giapponesi che presentano modelli riconducibili a questa impostazione, che avrebbe anche dei benefici per l’utente -minori costi, maggiore flessibilità, ecc.- nel caso in cui il mercato un giorno si evolvesse.

Il paradosso generato dai modelli di punta che pur essendo i più moderni ed estremi creano una sorta di conformismo, sembra un passaggio obbligato che le aziende non intendono abbandonare. Ragioni di immagine quindi sottostanno per buona parte a prodotti di nicchia come le iper sportive, la reginetta quest’anno è la Honda CBR 1000 Fireblade, ma anche per le iper naked come la nuova Yamaha MT 09, versione più “facile” della MT 10 dello scorso anno.

I marchi Ducati e Mv sono sempre più in grado di affrontare la competizione internazionale, in particolare la casa di Borgo Panigale colpisce per eccellenza e numero di modelli, mostrando di tenere il passo dei primi della classe, e nel caso della Multistrada proposta in una nuova versione 950 cc, di occupare il ruolo di leader.

Il gruppo Piaggio, a parte il concept della Vespa elettrica in avanzato stato di sviluppo, mostra poca energia per gli altri marchi. Si segnala solo la nuova Shiver 900 Aprilia caratterizzata da un design forzatamente up to day, mentre Moto Guzzi langue con prodotti non all’altezza, nonostante la buona diffusione della V7 che festeggia il 50° e la riuscita California 1400.

 

I-Design trasforma Palermo nella capitale del design

Sempre più persone si interessano al mondo del design, e ogni territorio cerca di mostrare tutta la propria creatività e voglia di fare, creando iniziative e occasioni di scambio in nome della propria tradizione.

Cerca di rinascere così la città di Palermo, che con la quinta edizione di I-Design, manifestazione curata da Daniela Brignone, si dedica e fa conoscere il design della tradizione siciliana.

L’evento si svolgerà dal 10 al 20 novembre tra palazzi storici della città e sedi spesso insolite, fra mostre, installazioni, conferenze, laboratori, e tanto altro.

Una sorta di Fuorisalone del Sud che si concentra sul design giovanile, affrontando le nuove frontiere di tematiche disparate, che vanno dall’arredo al cibo, all’outdoor al fashion, in collaborazione con brand dell’eccellenza.

Una vera e propria sfida, animata da una grande vitalità, che per dieci giorni trasformerà la città di Palermo nella capitale del design.

I-Design. Gli eventi da non perdere!

  • “Rainbow. Il mio colore preferito è l’arcobaleno”, l’installazione di Eliana Maria Lorena insieme a Francesco Buzzo, al Centro Commerciale Forum. L’opera invaderà lo spazio con il suo forte impatto cromatico, spiegando l’essenza del design.
  • “Storie e geografie del design”, un dibattito di esperienze tra Viviana Trapani professore di Disegno Industriale presso l’Università di Palermo, Luisa Collina, Preside Scuola di Design, Politecnico di Milano, e Kuno Prey, fondatore della Scuola di Design e Arti della Libera Università di Bolzano.
  • “Move! Do something: People and Places that are changing the world”, un’incitazione a produrre, a rendersi attivi e a farsi promotori di sviluppo, inaugurato dal Farm Cultural Park di Favara e l’università di Palermo.
  • Lo show-cooking con gli chef Francesco Costanzo e Tommaso Stancampiano, insieme al designer Michele Cuomo, vincitore del premio “Compasso d’oro 2015” per il Design for Food and Nutrition.
  • Un incontro di cake design insieme a Duilia Di Cola insieme all’artista Lucia Simeone, al Centro Commerciale Forum.
  • “Anteprima”, mostra di progetti degli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Palermo e di Catania, presso l’Orto Botanico, affrontano il tema della produzione industriale e della tradizione artigianale.

Insieme la mostra “Toy Design e territorio”, una selezione di oggetti realizzati dagli studenti che rivisitano il tema del gioco tradizionale con quello digitale.

  • “Cibo e identità locale. Food design per la valorizzazione della fava cottoia di Modica”, mostra di progetti degli studenti dell’università di Palermo, a cura di Anna Catania.
  • Convegno con l’azienda Slow Wood, i cui fondatori Gianni Cantarutti e Marco Parolini faranno conoscere 20 tipi di legni utili per il design e l’architettura.
  • Esposizione di “Lampada Magnetica”, il progetto di Vittorio Venezia presso l’ex sacresia dell’Oratorio di San Lorenzo.
  • Diverse presentazioni di libri, tra cui “Una (curiosa) lama di luce, un gonfalone d’oro, le mani e un viso di donna. Riflessioni sul processo progettuale per l’allestimento di Palazzo Abatellis”, un interessante punto di vista di Carlo Scarpa.
  • “Sikuleat”, il percorso ludico tra prodotti tipici regionali e creazione di gustose ricette, ideato da Carlotta Costanzo, Costanza Li Vigni e Costanza Caminita.
  • Presentazione dell’ultimo libro di Renato De Fusco, “Design e Mezzogiorno tra storia e metafora”, insieme ad ADI Sicilia.
  • “Yona Friedman Experience”, il convegno con il designer ungherese Yona Friedman, Jose Juan Barba, Viviana Trapani, Francesco Miceli ed Emmanuele Lo Giudice.
  • Conferenza con Andrea Trimarchi e Simone Farresin, in arte Formafantasma.
  • “Sketch tour per bambini. Il design visto dai loro occhi”, laboratorio organizzato da Babyplanner in collaborazione con Kids in Sicily.
  • “Design esistenziale all’infinito”, conferenza tenuta da Alessandro Guerriero, fondatore di Tam Tam insieme a Mendini, Dalisi e Ghidelli; e proiezione del documentario “Santa Alchimia” che narra del gruppo Alchimia.
  • Presentazione del progetto Tam Tam Archeologia, mostra di oggetti realizzati da studenti, a cura di Marina Martines e Gianni Pedone.

Per maggiori informazioni, potete visitare il sito www.idesignpalermo.com

 

 

Cersaie e Marmomacc 2016. Due interessanti riscoperte

La settimana scorsa ho rivisto, dopo tanti anni di assenza, due fiere che non frequentavo da tanti anni e di, sinceramente, non sentivo la mancavanza: parlo del Cersaie 2016 e del Marmomacc 2016. La prima, a Bologna, è dedicata all’universo del bagno e in particolare ai rivestimenti, ai sanitari, alle docce, alle rubinetterie etc. La seconda, a Verona, è dedicata invece ai materiali lapidei e alla loro lavorazione.

Due fiere molto “specializzate” ma che in questi giorni sono state una vera e sorprendente riscoperta.

Partiamo dalla prima

Cersaie 2016

La frequentavo quasi tutti gli anni quando lavoravo in redazione. Uno “speciale bagno” sulle novità presentate a Bologna è un obbligo per ogni mensile di design e quindi, con senso del dovere e un po’ di rassegnazione, partivo per questa fiera che non ho mai amato.

Perché? Forse per “snobismo” (“il design interessante è quello delle lampade, non dei rubinetti…”). Forse perché gli oggetti esposti si assomigliano un po’ tutti (“cosa si può dire di nuovo su un bidet o una cabina doccia”). Forse perché c’era una selezione di arredo bagno di design in mezzo a tanta mediocre concorrenza… Fatto sta che la visita al Cersaie l’ho sempre considerata un dovere più che un piacere.

Quest’anno, invitato da un amico, ho deciso di tornarci e ne sono rimasto piacevolmente stupito. Forse sono cambiato io, e con me il mio modo di vedere le cose (oggi mi interessa soprattutto cogliere e apprezzare il senso delle cose, a prescindere se mi piacciono o meno).

Ma probabilmente sono cambiate anche le due fiere, un po’ per loro volontà, un po’ per le imperscrutabili ragioni del destino…

È questo il caso, mi pare, del Cersaie che ha suo fallito il tentativo di portare a Bologna l’arredobagno, che invece gli ha preferito la fiera Euro Bagno, ospitata biennalmente all’interno del Salone del mobile di Milano.

Ma questo, anziché nuocergli, ha fatto bene al Cersaie, che è ritornata così ad essere la principale fiera dedicata ai rivestimenti e a tutto ciò che è “arredo fisso”. L’hardware, per intenderci.

Lo ha fatto riappropriandosi di quel carattere deciso e riconoscibile che aveva un tempo: ed è stata premiata. In effetti la cosa che più mi ha colpito al Cersaie è vedere tanta gente negli stand impegnata a fare affari, a discutere… gente interessata, che trova in questa fiera esattamente quello che cerca e che probabilmente non trova in nessun altro posto al mondo. Ho anche apprezzato l’apertura alle carte da parati… intese come rivestimento che oggi ha conquistato anche la stanza da bagno.

Aver perso il design ha fatto tornare il Cersaie a fare quello che sa far bene e per cui è sempre stato unico. Non tutti i mali vengono per nuocere.

Mi permettano solo un consiglio gli organizzatori. Sarebbe una cattiva idea ospitare un evento biennale (alternato a Milano) dedicato all’arredo bagno di design? Forse così, senza mescolare i due mondi e senza creare inutili sovrapposizioni, potrebbe funzionare…

Marmomacc 2016

Ma torniamo a noi. Due giorni dopo il Cersaie, vado a Verona, al Marmomacc. Questa fiera non la vedevo da almeno 15 anni, per ragioni analoghe. Poco design, tanti macchinari, un’eccessiva ripetitività dell’offerta (il marmo in qualche milione di varianti…). E così, come avevo fatto con la fiera bolognese, ho abbandonato anche questa al suo destino.

I motivi per cui ci sono tornato sono due: avendomi chiesto la scorsa primavera di moderare la conferenza stampa di presentazione di questa edizione, è nata in me la curiosità di vedere dal vivo le novità di cui avevo sentito parlare. Ma ancor di più, le chiacchierare fatte con le coordinatrici del Marmomacc e con le ragazze dell’ufficio stampa, il cui entusiasmo e la cui voglia di cambiamento hanno fatto crescere in me la già fremente curiosità.

La fiera è divisa in tre parti: la sezione dedicata alle macchine e alle tecniche di lavorazione, affascinante in sé, ma tanto, troppo lontana dal mio mondo. Una parte dedicata alla pietra, sia in forma di lastre, sia di rivestimenti per pareti e pavimenti, sia alle lavorazioni di ogni genere, oggettistica compresa (non molta, devo dire).

La terza, dal titolo “The Italian Stone Thetre“, dedicata alle cosiddette “mostre culturali”. Molto interessante, anche se con qualche riserva che spiego più avanti.

Considerazioni?
Sì, tre.

Prima: il senso di questa fiera.

Come nel caso del Cersaie, anche questo evento è dedicato a un mondo estremamente specifico; e aspettarsi cose diverse, come avevo sempre fatto, era evidentemente un problema mio e non della fiera… Quindi l’ho riabilitata pienamente. Questa è la sua natura e questo il Marmomacc sa fare molto, ma molto bene. Quindi, promossa a pieni voti.

Seconda: le cose viste in fiera.

La lavorazione del marmo ha fatto passi da gigante in questi anni. Oggi la tecnologia consente di creare oggetti in 3D, impensabili un tempo, lavorando la pietra come fosse un materiale tenero. Questo apre nuove strade in grado si moltiplicare la varietà delle proposte, abbattendo la monotonia delle offerte del passato. Ne sono rimasto affascinato, stupefatto…

Terza: Le mostre e l’idea di coniugare marmo e design.

Un grande e condivisibile proposito, che però nasconde una trappola pericolosa. Un’insidia nascosta proprio nella natura stessa del marmo, un materiale tanto bello quanto difficile. Pesante, costoso, complesso da lavorare. Pertanto, per sua stessa natura, poco adatto al mondo del design. O perlomeno, al mondo del design come lo consideriamo oggi.

Mi spiego meglio. Il marmo non deve e non può sostituirsi al legno o alla plastica. Immaginare oggi una scrivania o una libreria in marmo non aiuta di certo il marmo ad attualizzarsi. Anzi. Creare sculture a forma di arredi (costosissime per altro), monumenti domestici difficili da immaginare nelle nostre case va, a mio avviso, in direzione opposta all’idea di “design”.

Io credo che se vogliamo attualizzare questo meraviglioso materiale, e aprirgli le porte del design, dobbiamo andare proprio nella direzione opposta. Togliergli di dosso quella patina monumentale, vecchia e pesante, che il marmo si porta dietro come una maledizione.

Magari sfruttando le nuove tecnologie che, se non usate per creare monumenti fine a se stessi, sono certamente in grado di creare oggetti nuovi, che forse oggi non riusciamo nemmeno a immaginare…

Un ottimo proposito, quindi, ma con risultati alterni. Un 10 per le intenzioni (capisco quanto sia difficile…) e un 7 di incoraggiamento per il risultato. L’anno prossimo mi aspetto almeno un 8!