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Studio Pin è un team di designer olandesi che ho incontrato recentemente alla Dutch Design Week di Eindhoven. “Il design è la nostra passione” è il loro motto e questa dichiarazione è evidente nei prodotti che disegnano. Ironici, intelligenti, inusuali.

“Amiamo sperimentare, la progettazione ci rende felici”. Continuano i designer di Studio Pin, che uniscono alla creatività, una grande abilità artigianale. Preferiscono infatti realizzare da soli i loro progetti, studiando i materiali e le tecniche di lavorazione più adatte.

Tra i prodotti più particolari progettati dallo Studio Pin, un posto di rilevo lo trovano sicuramente la lampada Digit, la credenza Stuck.

L’idea della lampada Digit nasce da una celebre frase: “Try hard, dig deep”, che significa “metticela tutta, vai a fondo delle cose”. Letteralmente, “scava in profondità”. E così Marijn Pin, fondatore dello Studio Pin, ha pensato a questa lampada in legno con la forma del braccio di uno scavatore. Vuoi andare a fondo? Fai luce e scava!, Sembra volerci dire il designer…

Il secondo insolito progetto è la collezione di contenitori Stuck. Una progetto che va contro il concetto basilare del design secondo cui la forma segue la funzione. Il designer ha creato un oggetto che la cui forma sembra rotta e quindi inutilizzabile. Ma niente è come appare, ci ricorda Marijn

Marijn Pin è laureato in architettura, interior design e design di mobili a Mechelen, in Belgio e poi si è specializzatoa Pretoria, in Sudafrica

Marijn si definisce un pensatore e un appassionato di design di prodotto. Con una grande passione per la sperimentazione una altrettanto grande repulsione per la prevedibilità. E a vedere i suoi prodotti, non possiamo dargli torto!

www.studiopin.nl

Il Wave Cabinet è l’ultima opera creata dall’artista e designer newyorkese Sebastian Errazuriz, di cui abbiamo già mostrato altre opere, appartenente al filone della sua sperimentazione sulle “sculture funzionali” e che evidenzia ancora una volta la sua abilità nel tramutare la materia in arte.

Wave si apre a onda creando un effetto veramente insolito e affascinante; ogni singola lamella, in legno di betulla artica laccata,  è agganciata alle altre e si muove in maniera indipendente, del tutto simile all’apertura di un ventaglio di carta. Esistono infinite configurazioni delle lamelle che consentono varie possibilità di aperture con adattamenti ondulatori.

Con le sue opere, Sebastian ci invita a rompere gli schemi, una metafora per ricordare allo spettatore a fermarsi e guardare gli oggetti con occhi nuovi. “Mi piace vedere la gente guardare una delle forme più semplici tra gli arredi di design e al tempo stesso dimenticarsi che si tratta di mobile”.

“Mi piace l’idea di creare mobili belli”, continua l’artista, “tuttavia sono molto più interessato a utilizzare il mobile come una scusa per scatenare la curiosità della gente affinché creino una connessione con esso”.

www.meetsebastian.com

Rivelare o nascondere alla vista? Questa è la domanda che si è posta la designer tedesca Meike Harde affrontando il tema di un contenitore per la zona living. In fondo, un oggetto acquista il suo significato solo in relazione all’ambiente circostante, no?

Così nasce Hybrid Cabinet, un elemento d’arredo ibrido, come ci dice il nome, che oscilla tra il concetto di contenitore e quello di vetrina.

Un mobile ad ante realizzato con una maglia di metallo finemente tessuta in ottone o in acciaio brunito, un materiale che unisce le proprietà di stoffa e metallo, mentre allo stesso resta trasparente. Lasciando intravvedere il contenuto.

Le gambe sono in acciaio, mentre come le cerniere delle ante che sono incorporati nella struttura del mobile.

www.meikeharde.com

 

Recovery è il nome di questa particolare credenza pensata dal designer olandese da Wisse Trooster per il suo brand qoowl.

Si tratta di un insolito mobile, che non passa certamente inosservato, realizzato con assi in legno riciclato recuperate dagli scarti di un’azienda che produce porte.

Ogni mese, la fabbrica riempie diversi contenitori pieni di lagname di scarto destinato a essere bruciato per produrre energia elettrica. Wisse ha pensato di riutilizzare quelle assi, tenendo conto che le loro dimensioni sono perfette per la progettazione di elementi d’arredo, e che la qualità del legno è ottima.

Recovery segna dunque l’inizio di una collaborazione tra il designer e una serie di commercianti di legname, dato che dopo questo esperimento Trooster ha contattato diverse falegnamerie.

Quando si guarda frontalmente la credenza, sembra di vedere una catasta di legna tenuta insieme da due fasce di metallo. Un’immagine fortemente voluta dal designer che così vuole sottolineare, anche dal punto di vista formale.

www.qoowl.com

I mobili che raccontano il mare e l’entroterra della Romagna dello studio made in Italy Officinawood: si chiamano Agretick e Hellomare.

L’uno è un tavolo allungabile, ispirato al paesaggio che compare quando si parte da Rimini, ricco di colline basse che nascono dalle grandi campagne verdi estive, tra il giallo dei cilindri di paglia e le tinte grigiobrune del frassino.

L’altro invece è una credenza, che descrive le affollate spiagge, tra bagnini, ombrelloni colorati, bambini che giocano a palla, amori estivi e naturalmente le onde del mare.

E così, Agrestick manifesta un senso di instabile sospensione, composto da un piano in frassino poggiato su snelle gambe color argilla e bastoncini in legno e ferro; sui lati corti, si nascondono due robusti cassetti, su cui si possono poggiare altri due piani per allungare il tavolo.

Hellomare invece, reinterpreta il lettino tipico dello stabilimento balneare, realizzato in ferro laccato e legno massello; una credenza composta da 5 vani che mimano il profilo sinuoso del bagnasciuga e delle onde del mare, arricchiti da listelli di abete che simulano le padane o le cabine tutte uguali.

Entrambi i mobili di Officinawood descrivono un ambiente tipicamente italiano, dove ricordi, colori e forme vengono raccontate come delle cartoline.

www.officinawood.com

Diamond: Un diamante in soggiorno… L’azienda portoghese Boca do Lobo ci ha sempre stupiti con i suoi mobili unici. Una delle poche aziende che sa unire in modo creativo e non scontato il concetto di lusso a quello di design, creando mobili-scultura contemporanei che suscitano emozioni grazie alle loro forme e alle loro finiture uniche.

Uno di questi è la credenza Diamond, un “sideboard” caratterizzato dal volume irregolare che ricorda la superficie dei cristalli e da un eccellente livello di finiture.

Come un prezioso gioiello domestico, la nuovo credenza diamante è realizzzata in legno rivestito in foglia d’argento verniciata in tre tonalità traslucide: verde smeraldo, ametista e marrone. La base è rivestite in foglia d’oro, come gli interni. Le zampe della versione ametista, a testa di leone, sono intagliate a mano.

Diamond, è dotata di tre ante scolpite con sfaccettature diamantate che nascondono due cassetti e una serie di scaffalature. È un’edizione limitata e misura 180x60x83cm (altezza)

www.bocadolobo.com

Abacus è il divertente progetto di quattro studentesse ambiziose. Così si definiscono designer svedesi, Hanna Moberg, Sofie Carlsson, Sarah Johansson e Johanna Carrass dell’università di Jönköpings.

Si tratta del risultato finale di un grande progetto che coinvolge il design e l’autoproduzione di mobili, presentato all’ultima fiera del design nordico di Stoccolma.

Non è difficile capire l’origine del nome. Abacus è una credenza in legno di frassino, con pareti laterali in MDF bianco laccato, caratterizzato da ante a pallottoliere, con le sfere in betulla.

Questa singolare credenzina, con le sue ante a pallottoliere, può assumere infinite configurazioni diverse, cambiando aspetto ogni giorno. Basta avere un po’ di fantasia nel disporre le biglie in legno che lo compongono.

www.abacusdesign.se

Quando si parla di arredi nordici degli anni ‘50 si parla di design con la D maiuscola. A dimostrarlo, se ce ne fosse bisogno, la produzione di Hans J. Wegner, uno dei maestri scandinavi di cui Carl Hansen & Son, uno dopo l’altro, sta rieditando l’intera produzione. Dopo la spettacolare e modernissima Web Chair, è la volta di questa credenza CH825 del 1958, editata in concomitanza del centenario della nascita del maestro danese, nato il 2 aprile del 1914.

La credenza CH825, che originariamente faceva parte di una serie di tre credenze prodotte nel 1959, era realizzata in palissandro e teak, ma nella sua versione moderna è realizzata in noce e rovere, legni pregiati ma non protetti e quindi più sostenibili. La sua linea apparentemente semplice, nasconde in realtà dettagli all’avanguardia come le ante a serrandina dotate di fianchetti e retro doppi, che si aprono scorrendo su guide e scompaiono una volta aperte.

Al suo interno i ripiani sono posizionabili a piacere e i cassetti sono studiati in modo da poterne facilmente aggiungere altri. Le gambe sono rotonde, in rovere o in noce massello, oppure in acciaio – anche questo utilizzato nella serie CH100 di Wegner. Un progetto straordinario caratterizzato da un design lineare che finora è stato solo protagonista delle aste, ma che da settembre è in vendita in negozi di tutto il mondo.

www.carlhansen.com

Il Samurai Cabinet è un mobile scultura che prosegue la serie di innovativi elementi d’arredo del designer-artista Sebastian Errazuriz ed esposto in questi giorni alla prestigiosa esposizione Art Basel 2014. È realizzato con una struttura in acciaio sulla quale sono montati 400 elementi mobili in legno di acero laccato, indipendenti l’uno dall’altro, che vanno a formare una sorta di rivestimento accessibile da ogni lato. La forma del contenitore, ovviamente, può assumere infinite configurazioni. È sufficiente spostare ogni singolo elemento che, essendo bilanciato alla perfezione, ruota facilmente sotto la spinta di un solo dito.

Il risultato ricorda un samurai con la sua tipica armatura, posto a protezione degli oggetti che custodisce. Una curiosità: il cabinet, come quasi tutti i pezzi disegnati da Sebastian Errazuriz, è stato completamente realizzato nel laboratorio di ebanisteria del designer con l’aiuto di un paio di assistenti.

www.meetsebastian.com

 

Diventato ironicamente famoso durante il Salone del mobile milanese per la sua omonimia con l’attore hollywoodiano, oggi vi parliamo di un designer italo-brasiliano: Leonardo Di Caprio.

Lavorando insieme all’azienda AuCap, Leo ha realizzato un mobile davvero unico e particolare, che combina il lavoro industriale con quello manuale.

Ecco qui Ziggy, che preferisco definire opera d’arte più che elemento d’arredo. Apparentemente è un cabinet, ma i protagonisti della scena sono sicuramente l’artigianalità e l’arte brasiliana, uniti insieme grazie alla tecnica dell’intarsio.

Ziggy, con i suoi 2008 pezzi tagliati a laser e assemblati a mano, mette in risalto un mosaico di forme geometriche, che si ispirano ai motivi dei gioielli indigeni e alle foreste brasiliane.

L’obiettivo del designer è stato quello di raccontare una storia, forse poco conosciuta: le emozioni forti che regalano i colori dei braccialetti e delle collane da cerimonia delle piccole comunità del Brasile.

Il legno brasiliano è stato arricchito da dettagli impeccabili, che esaltano creatività e contemporaneità, tra tradizione e tecnologia, punti forti dell’azienda Ancap.

Leo ama concentrarsi sull’idea del progetto, tanto quanto sulla bellezza e funzionalità. Ha una laurea in diritto, ma i vari viaggi tra Europa, Stati Uniti e Brasile, l’hanno fatto innamorare dell’arte e del design. Così inizia un corso di design del prodotto e di design degli interni a Milano, e avvia la carriera da progettista, diventano del 2015 direttore artistico di AuCap.

 

Aquário. Questo è il nome del primo progetto dei dissacratori e creativi Fratelli Campana per BD Barcelona. Un nome che, a una prima occhiata, risulta perfettamente coerente con il design della credenza bassa, uno dei pezzi più scenografici della collezione.

I fratelli Campana non hanno certo bisogno di molto presentazione. Fernando e Humberto hanno fondato il loro studio a San Paolo nel 1983 e sono diventati subito famosi a livello mondiale con i loro stravaganti pezzi unici, come le sedie Vermelha e Favela.

La collezione Aquário è il loro primo progetto per BD e comprende oltre alla credenza, un tavolo da pranzo e un tavolino basso, tutti caratterizzati dalle stesse finiture. Una collezione dalle tinte “Pop”, vagamente ispirate allo stile organico degli anni Sessanta.

“Abbiamo discusso le idee con BD, che si sono concretizzate in questo pezzo, ispirato in un acquario”. Raccontano i Fratelli Campana. “Ci piace creare ibridi utilizzando materiali molto diversi tra oro, uno caldo e l’altro freddo. Questo è diventato parte del nostro linguaggio durante la progettazione. Giocando con l’idea di pesi differenti, e di come vetro e legno massello rispondono diversamente alla luce. L’immaterialità del primo e la presenza fisica del secondo”.

La struttura di Aquário è realizzata in legno di frassino o abete tinto con inserti in vetro colorato dalle forme organiche, simili bolle che si espandono in un liquido. I ripiani interni sono fatti di vetro per conservare la trasparenza dei materiali per far passare la luce. Aquario è disponibile in due colori distinti.

www.bdbarcelona.com

Non è usuale che un designer si cimenti con la reinterpretazione di oggetti, mobili o complementi del nostro passato, con elementi d’arredo che appartengono alla nostra storia e alle nostre tradizioni. Lo ha fatto Luciano Fabale col suo Ard showcase, una credenza intarsiata in legno dalle forme lineari, nel quale emerge l’apparente irrazionalità del disegno ad intarsio. Un omaggio alla tradizione italiana, e brianzola in particolare, del mobile a intarsio del quale gli ebanisti Maggiolini sono stati tra i massimi interpreti.

La credenza intarsiata Ard showcase è stata ripulita da tutti gli orpelli che oggi sarebbero ridondanti per essere attualizzato da un disegno geometrico astratto, dal look molto grafico, che contrasta con la linearità della struttura.

L’idea è quella di decontestualizzare la classica credenza per trasformarla in un’opera d’arte: il mobile diventa una tela sulla quale sono stati creati diversi disegni in stile metropolitano.

La struttura del mobile è costituita in legno listellare di pioppo super leggero massellato sul perimetro con massello di noce canaletto e con sovrapposizione di impiallacciatura dal disegno ad intarsio di lastre precomposte.

I piedini cromati sono scavati da barre in alluminio. L’interno del mobile può essere in qualsiasi colore RAL. La credenza intarsiata Ard showcase è prodotto da Artemisia interiors per Brianza design 

 

Penthouse Cabinet

Il Penthouse Cabinet, la credenza ad attico, è l’ultimo pezzo nato dalla creatività di Gary Mann, fondatore di Piece-UK, un nuovo brand inglese lusso dallo stile provocatorio ed eccentrico, innovativo e irriverente. Una collezione di elementi d’arredo al confine tra arte e design dalla linea eclettica ma molto legata alle tendenze tendenze attuali. Un brand dedicato alla progettazione e produzione di quelli che vengono chiamati “oggetti del desiderio”.

Il Penthouse Cabinet, realizzato in legno di frassino, rovere o noce con dettagli in vetro e acciaio, è un tributo al movimento moderno della metà del secolo scorso, ed unisce un eclettico look architettonico con la praticità e la qualità di un mobile contemporaneo. Il corpo principale del mobile offre un ampio spazio per contenere oggetti ed è arricchito da un ripiano regolabile. Tuttavia, la caratteristica di questo cabinet è nelle incredibili aggiunte a sbalzo che ricordano proprio un attico, illuminato internamente da un’illuminazione regolabile in diversi colori e intensità grazie a un telecomando.

Un po’ come avere un edificio razionalista in salotto…

www.piece-uk.com

No secrets: nessun segreto. Si chiama così il mobile contenitore disegnato da Sara Larsson per A2, una nuova e giovane azienda svedese che si ispira al tradizionale design scandinavo.

Si tratta di una credenza disponibie in 2 versioni. Una grigia con uno stile più classico e una di colore verde. Entrambe le versioni combinano rovere e MDF colorato, che crea un pattern a linee geometriche.

La versione grigia porta scritto in un angolo “make it happen!“. Quella verde è trattata in modo ironico e giocoso con l’aggiunta di decorazioni grafiche che suggeriscono il contenuto: bottiglia, bicchieri, libri e altri oggetti… Quest’ultima è disponibile in tiratura numerata a 99 esemplari.

www.a2designers.se

Progettata da Daniel Duarte per Wewood, Mister è una credenza che si distingue per il suo insolito design, ma anche per la versatilità e le possibilità di personalizzazione.

Realizzata in legno massello certificat0, Mister enfatizza le tecniche di falegnameria, come nella tradizione dell’azienda portoghese.

La struttura esterna è in noce, mentre gli interni regolabili sono in rovere.

Le linee ricordano lo stile vintage, evidente nel motivo a spina di pesce sull’anta ribaltabile nelle gambe dalla forma sfaccettata.

Al suo interno i diversi scomparti (cinque cassette e diverse scaffalature) possono essere facilmente modificati, spostati e riorganizzati secondo le diverse esigenze, permettendo così di essere utilizzato come bar, come scrittoio o semplicemente come credenza.

www.wewood.eu