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Ecco i progetti con cui i brand e i designer hanno affrontato l’emergenza Covid-19.

Mai come nei momenti di difficoltà c’è bisogno della forza delle idee per ripartire. La creatività e la bellezza sono, infatti, le leve strategiche che ci hanno permesso di rialzarci dopo ogni caduta e che ci aiuteranno a ripartire anche oggi, durante e dopo l’emergenza Covid-19. Perché il design può svolgere un ruolo fondamentale nell’aiutarci a ripopolare gli spazi pubblici e riappropriarci della nostra quotidianità, senza mettere a rischio la nostra salute e quella degli altri.


I grandi brand sfidano il Covid-19

Sono tanti i brand del design, della moda e della tecnologia che hanno messo le proprie competenze e la propria creatività al servizio di questa sfida. Tesla, Dyson e Mercedes hanno progettato e realizzato dei respiratori polmonari. Apple ha prodotto un milione di schermi protettivi a settimana per gli operatori sanitari.
La Ferrari, nel suo stabilimento di Maranello, ha avviato la produzione di valvole per respiratori polmonari e raccordi per maschere di protezione.

La bassanese Nardini, la più antica distilleria d’Italia che dal 1779 produce l’omonima grappa, ha lanciato un gel disinfettante mani al profumo di grappa. Una formulazione innovativa creata in collaborazione con un primario laboratorio di dermocosmesi. La confezione riprende nel design l’iconica bottiglia della grappa Nardini (foto qui sotto).

Guarda anche il nostro articolo sugli schermi protettivi di design


Il design sfida il Covid-19

Ma non sono solo le grandi aziende che si sono dedicate con slancio a questo progetto. Ci sono tanti piccoli brand o singoli designer che hanno fatto la loro parte, progettando dispositivi di sicurezza individuale (da indossare), ambientale (oggetti e complementi che favoriscono il distanziamento o che servono a sanificare) o soluzioni che facilitano i nuovi comportamenti sociali.
Dalle visiere protettive alle coperte con cui pranzare al parco mantenendo la giusta distanza, sono tanti i progetti pensati per farci uscire di casa in sicurezza. E siamo certi che l’elenco crescerà con il tempo.
Ecco qualche idea.

Guarda anche il nostro post sui purificatori e sanificatori per la casa di design


Dispositivi di sicurezza e protezione da indossare: visiere di protezione


Maschera protettiva, Iosa Ghini Studio

Una maschera trasparente con cui creare un ponte immateriale fra le persone. Massimo Iosa Ghini dà il suo contributo alla lotta contro il Covid-19 con uno scudo protettivo che sembra arrivare dallo spazio.
“Ho pensato di progettare una nuova maschera, esteticamente piacevole, facile da usare e soprattutto che possa essere utilizzata ripetutamente”, racconta Iosa Ghini.
Il progetto è stato realizzato in collaborazione con professionisti provenienti da vari settori.


Maschera Foster + Partners

Lo studio di architettura Foster + Partners ha disegnato una visiera protettiva, pensata soprattutto per il personale medico-sanitario, che si può smontare, disinfettare e riutilizzare dopo l’uso. Le maschere sono composte da tre elementi – visiera, banda frontale e cinghia che ne regola la larghezza – che si producono e assemblano in modo semplice. Così semplice che lo studio è riuscito a realizzare 1.000 scudi in un giorno con una sola macchina a taglio laser.
Le istruzioni per la realizzazione della maschera sono disponibili sul sito dello studio Foster + Partners.


Maschera Joe Doucet

Le visiere e gli scudi facciali sono considerati più sicuri rispetto alle mascherine. Hanno però un problema: sembrano usciti da un film di fantascienza distopico. Un’associazione che può creare qualche timore nelle persone.
A partire da questa riflessione il designer americano Joe Doucet ha progettato uno scudo facciale non solo utile e sicuro, ma anche bello. Lo scudo ha un design minimale ed elegante, e lenti da sole integrate con tanto di aste, così da indossarlo in modo più pratico. (joedoucet.com)

Guarda anche il nostro post sui purificatori e sanificatori per la casa di design


Dispositivi di sicurezza e protezione da indossare: mascherine


Le mascherine facciali diventeranno probabilmente un’abitudine in futuro. Per evitare l’enorme spreco di mascherine usa e getta (se ne usano circa 100 milioni al giorno), bisognerà optare però per modelli sostenibili, lavabili e riutilizzabili.

Ecco le nostre preferite.


IONI, Alessandro Zambelli

IONI è la mascherina contro il Covid-19 firmata da Alessandro Zambelli. Il cuore del progetto è nel materiale impiegato: l’EVA (Etilene Vinil Acetato) con additivo antibatterico.
L’EVA è malleabile, adattandosi alle caratteristiche di chi lo indossa. È anallergico e impermeabile. Ed è ecologico, perché si può lavare, autosterilizzare e usare infinite volte.
Non solo. IONI assicura un doppio grado di protezione completa, integrando al suo interno il filtro fAG+ antimicrobico con filtraggio sia in ingresso che in uscita dell’aria. fAG+ è un filtro autorigenerante brevettato dallo studio di Zambelli, che permette una riduzione microbica continua. 


Mascherina per il riconoscimento facciale, Face ID Mask

Quando si indossa una mascherina, il cellulare non riconosce i dati biometrici per sbloccarsi. Per questo la designer americana Danielle Baskin ha pensato a una mascherina che consente il riconoscimento facciale.
Ha anche creato un sito per realizzare mascherine su richiesta. Basta mandare una foto, che verrà scansionata con una mappatura computazionale. L’immagine verrà poi stampata ad alta definizione sulla mascherina, utilizzando inchiostri con coloranti naturali. La stampa è completamente atossica e non influisce sulla traspirabilità. Per prenotarla, potete cliccare qui.


Eco Mask, Guzzini

Si chiama Eco Mask questa mascherina protettiva riutilizzabile disegnata da Valentina Del Ciotto e Simone Spalvieri per Guzzini. Realizzata con innovative plastiche antivirali e antibatteriche, Eco Mask è progettata per garantire il comfort anche per un uso prolungato, grazie al bordo morbido che si adatta a ogni forma di viso.

Eco Mask è dotata di un filtro che si può sostituire facilmente. Può essere disinfettata lavandola a mano, in lavastoviglie e anche in un forno a microonde, usando un sacchetto per la sterilizzazione a vapore. Una maschera eco-sostenibile tra l’altro estremamente leggera. Eco Mask pesa, infatti, solo 45 grammi. (www.fratelliguzzini.com – www.spalvieridelciotto.com)


Mesh, Reimiro ITI

Il brand Reimiro ITI ha creato Mesh, una maschera in cotone 100% upcycled che utilizza gli avanzi tessili delle altre produzioni.
Mesh è una maschera a doppio strato lavorata a maglia in un unico pezzo, senza materiali chimici e con una forma bombata che facilita la respirazione.

Lo strato interno è realizzato con un filato misto argento, certificato per massimizzare la protezione contro le minacce batteriche e virali.
La mascherina Mesh è 100% Made in Italy e viene realizzata in piccoli laboratori locali a gestione familiare. Il 30% del ricavato andrà all’Ospedale Policlinico di Milano.


Mascherine Toiletpaper loves Seletti

Le grafiche irriverenti di Toiletpaper, il progetto di Seletti ideato dall’artista Maurizio Cattelan e dal fotografo Pierpaolo Ferrari, vestono le mascherine di protezione.
A causa della pandemia la mascherina purtroppo è diventata parte della nostra vita di tutti i giorni e abbiamo cercato di renderla, con un tocco di ironia, un oggetto da utilizzare più volentieri”, afferma Stefano Seletti.
Una parte del ricavato sarà devoluta a FISM, Fondazione di AISM – Associazione Italiana Sclerosi Multipla.


Porta mascherina di Guzzini

Le mascherine protettive sono diventate un’abitudine quotidiana. Ma dove metterle? Ci hanno pensato i designer Brogliato e Traverso che hanno creato questo pratico porta mascherina per Guzzini.

Realizzata in un innovativo materiale plastico in grado di ridurre la proliferazione dei batteri, questa piccola custodia per mascherina è un oggetto utile e funzionale che però non rinuncia al design.
Un oggetto bello da vedere e facile da usare, da portare sempre con sé in tasca o nella borsa, grazie anche al suo manico a cordoncino.
La custodia è lavabile e riutilizzabile. (www.fratelliguzzini.com – brogliatotraverso.com)


Dispositivi per la sanificazione e per garantire il distanziamento


Bambou by Kobra

Bambou è un dispenser igienizzatore per mani dal design avveniristico, proposto dall’azienda lombarda Kobra. L’idea è quella di realizzare un prodotto che sia non solamente utile. Un oggetto-scultura di design che possa essere esposto (in casa, ma anche in un hotel, un ufficio o un ristorante), dando all’ambiente un tocco di design ricercato e minimale al tempo stesso.
Il risultato? Un dispenser che non sembra un dispenser.


Materialise

Aprire le porte ai tempi del Coronavirus può creare più di qualche paura. Se il Covid-19 resiste a lungo sulle superfici, le maniglie delle porte rappresentano infatti un grosso rischio di contaminazione. Tanto più negli spazi pubblici.
Materialise, azienda belga specializzata in servizi di progettazione e stampa 3D, prova a darci una risposta. Il progetto offre una serie di supporti per aprire le porte con gli avambracci.
Il primo progetto è stato pensato per le maniglie cilindriche, in futuro si aggiungeranno altri design. Il modello può essere scaricato dal sito di Materialise e stampato in 3D nel giro di poche ore. Una volta stampato si monta sulla maniglia, senza bisogno di praticare fori. 


Touco

Se i batteri possono sopravvivere sulle superfici anche diversi giorni, bisogna ridurre al minimo il contatto con oggetti potenzialmente contaminati. Per questo Andrea Cingoli e
Umberto La Sorda hanno progettato Touco, uno strumento multiuso ergonomico e funzionale.
Touco può essere utilizzato per premere pulsanti o per aprire le porte. Può diventare un gancio per trasportare borse della spesa o uno stilo per firmare consegne su schermi digitali. La sua custodia-portachiavi permette di portare Touco sempre con sé.

Ma non è tutto. Questo utile strumento può anche essere realizzato in PLActive, un materiale intrinsecamente antimicrobico. Inoltre, ha una grande resistenza e può essere biodegradabile al 100% (PLActive) o riciclabile (PLA).
Touco può essere realizzato da chiunque con una stampante 3D, dato che i designer lo hanno reso “open source”. Basta scaricare il file a questo link. (www.concepticondesign.com)


NoHand, Manital

Ancora una maniglia per aprire le porte, senza dover usare le mani. Si chiama NoHand e l’ha realizzata Manital su progetto di Mario Mazzer e Giovanni Crosera.

Perfetta per luoghi pubblici (scuole, uffici, biblioteche, bagni pubblici), NoHand è un modello brevettato che contribuisce alla sicurezza, suggerendo un movimento inedito. Ora le porte si aprono con gomito e avambraccio, proteggendo le mani da possibili contaminazioni da virus e batteri. (www.manital.com)


MIUSI, Kong

Un piccolo oggetto dalle mille anime. È MIUSI, il progetto anti Covid firmato dall’architetto Eric Bevilacqua e dallo Studio Baolab, ingegnerizzato e prodotto da Kong. Un oggetto in bronzo marino antibatterico che permette di svolgere diverse attività quotidiane fuori di casa, senza toccare superfici potenzialmente infette. Dal bancomat alla macchinetta del caffè, dalla maniglia della macchina ai sostegni della metro.
Parte del ricavato della vendita di MIusi andrà a finanziare il Dipartimento di Scienze Biomediche e Cliniche Luigi Sacco (DIBIC) di Milano, che ha avviato una ricerca sui marcatori e fattori di rischio per valutare e monitorare nuove opzioni terapeutiche per l’infezione da SARS-CoV-2. Risultati che nel lungo periodo potranno definire un nuovo approccio per affrontare pandemie virali.

Guarda anche il nostro articolo sugli schermi protettivi di design

Guarda anche il nostro post sui purificatori e sanificatori per la casa di design


Idee per comunicare i nuovi comportamenti sociali


Urban Sun, Studio Roosegaarde

Si ispira alla luce del sole questo sistema di emissione di luce ultravioletta. La particolare frequenza di Urban Sun è in grado di eliminare fino al 99,9% del coronavirus presente nell’aria.
Ideato dallo studio olandese Roosegaarde, Urban Sun è un’installazione sospesa nell’aria, che genera un fascio di luce ultravioletta alla specifica lunghezza d’onda di 222 nanometri, sanificando dal Coronavirus lo spazio pubblico illuminato.

Urban Sun combatte l’impatto negativo dell’isolamento sociale, puntando a rendere più sicuri i festival culturali, gli eventi sportivi, le piazze pubbliche, i cortili delle scuole e, in generale, i luoghi d’incontro. Per questo è stato testato nel luogo più iconico di Rotterdam, il ponte “Erasmus Bridge”.
Un passo avanti per un ritorno a una socialità perduta.
L’efficacia di questo sistema è stata valutata da ricercatori di tutto il mondo, tra cui la Columbia University e il Dutch Council of Public Health & Society, e si basa su articoli redatti da scienziati della Columbia University e dell’Università di Hiroshima.

(youtu.be/33h8cU0WYiw)

 


Social Distance Signage, Jaime Hayon

Riprendere la nostra vita e tornare a condividere gli spazi pubblici in sicurezza durante l’emergenza Covid-19, vuol dire mantenere la giusta distanza. Due metri, per l’esattezza. A ricordarcelo è il progetto firmato da Jaime Hayon per Viccarbe. Una serie di segnali stradali con una grafica che ci invita al distanziamento fisico, ma in modo gentile.
Lo sticker è proposto in tre misure (small, medium, large) e in cinque diversi colori, così da potersi adattare a ogni tipo di superficie. Le grafiche si possono scaricare gratuitamente dal sito di Viccarbe.


Here comes the sun, Paul Cocksedge

Here comes the sun. Non parliamo della canzone dei Beatles ma del progetto del designer britannico Paul Cocksedge. Una coperta per il distanziamento con cui concedersi un picnic al parco, anche durante il periodo dell’emergenza Covid-19. La coperta è infatti progettata per garantire il distanziamento di 2 metri, mentre le persone sono sedute sul prato.
Il modello si può scaricare gratuitamente dal sito, creando la coperta con un semplice fai da te. Una risposta “solare” per tornare a guardarci oltre lo schermo del computer mantenendo, però, la giusta distanza.


C’entro, Blengini Ghirardelli

Sempre in tema di parchi, arriva il progetto dello studio Blengini Ghirardelli. Si chiama C’entro ed è una cornice modulare realizzata con bacchette in vetroresina colorata, che si uniscono a formare un cerchio. Lo spazio fra i singoli cerchi dovrebbe mostrare alle persone la distanza da tenere gli uni dagli altri.
“Ci piace definire C’entro uno strumento per socializzare piuttosto che una barriera”, raccontano dallo Studio. “Questo progetto nasce dalla ricerca di nuovi metodi di socializzazione, per far sì che la separazione fisica non impedisca alle persone di interagire”.


Il contest Fountain of Hygiene, di Bompas & Parr


Bompas & Parr, brand inglese specializzato nel design multisensoriale, ha promosso un design contest benefico dal titolo: Fountain of Hygiene. Questo attualissimo concorso internazionale si propone di progettare nuovi sistemi per igienizzare le mani.
I progetti verranno esposti al London Design Museum e battuti all’asta da Christies. Il ricavato andrà alla Croce Rossa britannica per sostenere i loro sforzi nella lotta contro la pandemia.

Scopri tutti i progetti vincitori del contest Fountain of Hygiene


Cartelli informativi, Center for Disease Control and Prevention

Il CDC – Center for Disease Control and Prevention statunitense – ha creato una serie di cartelli e infografiche, alcuni dei quali realizzati in gif animate, che invitano adulti e bambini a comportamenti corretti, come lavarsi spesso le mani. I cartelli sono tanti, sono uno più bello (e utile) dell’altro, e possono essere scaricati tutti gratuitamente qui.


Design in quarantine, V&A/RCA

Concludiamo questo servizio con una bellissima iniziativa di due studenti di storia del design di V&A/RCA (Royal College of Art): Anna Talley e Fleur Elkerton. Questi giovani designer hanno creato, nell’aprile 2020, il sito Design in Quarantine. Una sorta di archivio digitale dei progetti di design contro il Covid-19.
Il progetto ha l’obiettivo di documentare e preservare tutte le risposte progettuali del design internazionale alla pandemia di Coronavirus ed è stato coordinato dalla dott.ssa Sarah Teasley, responsabile del programma RCA per la storia del design.

Guarda anche il nostro articolo sugli schermi protettivi di design

Guarda anche il nostro post sui purificatori e sanificatori per la casa di design

Dal 15 gennaio sono attivi i gazebo a forma di fiore, disegnati da Stefano Boeri, nei quali effettuare la vaccinazione anti-Covid.

L’architetto milanese, Stefano Boeri, da sempre impegnato nel campo sociale, è stato incaricato di progettare i gazebo per la campagna vaccinale anti Covid che saranno collocati nei principali capoluoghi italiani. L’architetto milanese ha progettato i gazebo, in collaborazione con alcuni membri del suo team, su richiesta del Commissario straordinario per l’emergenza, Domenico Arcuri.

La data prevista per l’inaugurazione è stata fissata per il 15 gennaio 2021. Da quella data dovrebbe essere possibile recarsi presso questi gazebo per effettuare la somministrazione del vaccino anti-Covid 19.
I gazebo per la vaccinazione anti Covid saranno posizionati inizialmente in 300 città italiane, fino a raggiungere un totale di 1.500 piazze. .

L’ispirazione della campagna vaccinale anti-Covid 19

 «La bellezza delle nostre piazze, delle nostre città, la bellezza di un fiore. Il fiore, la primula può ispirarci per uscire da questo periodo buio.» [Stefano Boeri]

Stefano Boeri, l’archistar del Bosco Verticale, affascinato dal libro Un paese di temporali e di primule di Pier Paolo Pasolini e dall’arte di Andrea del Verrocchio, ha firmato il progetto dei padiglioni anti-Covid 19 ispirandosi a un fiore: la primula.

La primula è infatti metafora di continua fioritura e simboleggia la rinascita. Ma la primula vuole anche significare un buon auspicio per i tempi duri che stiamo ancora affrontando.
L’ITALIA RINASCE CON UN FIORE, quindi, sarà lo slogan della campagna promossa dallo studio Boeri Architetti.

ll progetto dei gazebo anti-Covid 19

Stefano Boeri ha affidato all’architetto Mario Piazza l’opera grafica, mentre lo studio The Blink Fish si è occupato dei contenuti e visual espositivi che illustreranno meglio il vaccino e Ingrid Paoletti e Niccolò Aste della parte di ingegneria.

La parte superiore, il tetto dei gazebo per la vaccinazione anti Covid, è composta da pannelli fotovoltaici e sarà alimentata dalla luce naturale. La forma circolare è stata scelta per facilitare il flusso costante di persone che si recheranno a l’interno dei gazebo e del personale addetto.

La struttura è prevalentemente realizzata in legno. La pedana e i principali elementi sono smontabili e sono composti da pezzi assemblati. Le pareti sono in uno speciale tessuto, scelto appositamente per le sue qualità traspiranti e idrorepellenti. All’interno dei gazebo non mancheranno servizi igienici e spogliatoi.

La pianta del progetto dei gazebo anti-Covid 19

Le prime immagini dei padiglioni e/o gazebo rappresentante il logo della primula sono in rendering e sono state proiettate anche durante una conferenza in streaming che ha ufficializzato la collaborazione, realizzata completamente a titolo gratuito dallo studio Boeri.

Con il progetto di Stefano Boeri, entro la metà del 2021, saranno previste oltre un milione di vaccinazioni anti-Covid 19 in tutta Italia.

Il lancio della campagna anti-Covid 19 firmata da Stefano Boeri è stata menzionata anche dal  premier Giuseppe Conte, che nella sua pagina ufficiale Facebook, ha usato queste parole:
« […] Dobbiamo continuare a impegnarci e a mantenerci vigili per contrastare il contagio e dobbiamo predisporci ad aderire coralmente alla campagna di vaccinazione. Sarà una mobilitazione che coinvolgerà tante piazze italiane, e che sarà identificata con il simbolo della primula. Il fiore, primo a sbocciare dopo il lungo inverno, accompagnerà simbolicamente tutte le fasi della campagna verso un ideale, graduale risveglio, della nostra vita sociale. Questa volta, la sua rinascita sarà anche la nostra. »

 

Purificatori e sanificatori di design per la casa e l’ufficio.

Purificare e sanificare la casa è diventata oggi una vera e propria necessità. Non solo è importante purificare l’aria che respiriamo e l’acqua che consumiamo, ma bisogna anche poter sterilizzare facilmente gli abiti, le scarpe, il cellulare, tutti gli oggetti e i vestiti con cui andiamo all’esterno e che potrebbero essere contaminati.


I germi si annidano in ogni angolo della casa.

Una recente indagine, ha fatto la classifica degli oggetti domestici nei quali si annidano più batteri.
Al primo posto, la tastiera del computer e il mouse, che pare abbiano una carica batterica 400 volte più alta di quella della tavoletta del water!!!
Al secondo posto il cellulare, 100 volte più infetto della tavoletta del water. Al terzo posto, il telecomando, seguito (sembra quasi impossibile…) dallo spazzolino da denti! Seguono le lenzuola, il cuscino e gli abiti, ai quali pochi pensano.

Guarda anche il nostro articolo su “Come il design risponde al Covid-19


L’inquinamento dell’aria negli ambienti domestici

Un recente studio del brand francese Netatmo ha rivelato che a marzo e aprile 2020, cioè durante il “lockdown” in Italia, c’è stato un notevole incremento dell’inquinamento dell’aria interna. In media, il 55% delle case italiane prese in esame supera la soglia di 1.000 parti per milione (ppm) di CO2 almeno una volta a settimana. Dati non certo confortanti

L’inquinamento dell’aria negli ambienti domestici (ma anche negli uffici e negli ambienti pubblici) è un problema sempre più attuale. Un’aria poco sana, non purificata o addirittura inquinata può causare allergie e rappresenta una minaccia insidiosa per il benessere della nostra salute.
Le cause possono essere molteplici. Dalle micropolveri che entrano dall’esterno a quelle che vengono prodotte e messe in circolo dall’impianto di riscaldamento; dai prodotti chimici contenuti nei detergenti per la pulizia a quelli contenute nelle pitture delle pareti; dalle colle ai solventi; dai vapori della cottura alle componenti nocive prodotte da molti elettrodomestici.

Tutti conosciamo il potere purificante di alcune piante da appartamento, in grado di ripulire l’aria e di renderla più pura e naturale. Tra le più note, segnaliamo i Crisantemi, la Dracena, la comune Edera, il Tronchetto della felicità, lo Spatafillum, il Ficus Benjamin e altre.

Leggi il nostro articolo sugli arredi e complementi che integrano le piante


Ma per chi non ha il pollice verde, sono a disposizione strumenti appositi, anche belli da vedere, più adatti e che richiedono meno cure… Si tratta di apparecchi in grado di monitorare l’aria in casa e purificarla, spesso controllabili in remoto da app.

 


L’esperienza del Covid-19 ci ha insegnato
l’importanza della sanificazione

Secondo l’OMS il Coronavirus è in grado di sopravvivere a lungo sui diversi materiali. Le stime non sono confortanti: circa 24 ore sul cartone, 24 sull’acciaio, 72 ore sulla plastica e anche 4 giorni sullo schermo in vetro di un telefono cellulare. Ma questi dati sono sicuramente dati per difetto, dato che dopo oltre 7 giorni il virus è risultato ancora presente su alcuni oggetti…

Dopo l’esperienza del Covid-19, abbiamo capito anche quanto sia importante sanificare e sterilizzare tutto ciò che entra in casa. Tutti gli oggetti che portiamo in casa dall’esterno, possono essere fonte di contaminazione. A partire dalla spesa fatta al supermercato fino al pacco con i nostri acquisti online, recapitato a casa da un corriere. Dalle chiavi di casa allo zaino o la borsa, dal portafogli agli occhiali, dalle scarpe agli abiti che abbiamo indossato all’esterno…

Ecco allora come il mondo del design ha risposto a questo importante problema:

 


Sanificatori per oggetti


Booox, sterilizzatore a ozono.

Booox è uno sterilizzatore a ozono che, grazie alla sua capienza di 60 litri, è adatto per oggetti di dimensioni medie o grandi. (giocattoli, pacchi postali, alimenti sigillati, smartphone, PC, tessuti, scarpe accessori di uso quotidiano, ecc…).

Pensato dall’imprenditore Enrico Pandian, pensato sia per ambiti domestici che per i luoghi di lavoro, è Booox un panificatore eco-friendly, in quanto non utilizza prodotti chimici, elimina oltre il 99% di virus e batteri da ogni superficie e, terminato il trattamento, l’ozono si riconverte in ossigeno.
Il processo di sanificazione richiede tra i 10 ed i 15 minuti, in base alla tipologia di prodotto che si desidera igienizzare. È possibile ordinarlo online. (getbooox.com)


Ceppo per affilare e sterilizzare i coltelli

Prodotto da Brandani, questo ceppo oltre ad avere un sistema integrato per affilare i coltelli, dispone anche di un sistema si sterilizzazione a raggi ultravioletti. Dopo aver lavato i cortesi sotto l’pacqua corrente, basta inserirli negli appositi scomparti, perché vengano affilati, asciugati e sterilizzati. Questo avviene grazie a una combinazione di raggi ultravioletti senza residui e di aria calda circolante, che evita la formazione di batteri. (www.brandani.it)

Guarda anche il nostro articolo su “Come il design risponde al Covid-19

 


Sanificatori per abiti


 

Samsung AirDresser, sanificatore e purificatore per abiti

AirDresser di Samsung è uno strumento progettato per igienizzare e rinfrescare i capi d’abbigliamento. È sufficiente appendere i vestiti all’interno di AirDresser e selezionare il programma preferito. AirDresser è dotato di diverse funzioni.
La funzione Jet Steam, igienizza i capi eliminando acari, virus e batteri attraverso getti di vapore che penetrano in profondità nei tessuti. Una funzione è perfetta per trattare i vestiti esposti all’inquinamento e ai germi, tra un utilizzo e l’altro.
Al cambio di stagione o fra un lavaggio e l’altro, basta usare il Trattamento Antipiega che combina aria e vapore per distendere i tessuti senza bisogno del ferro da stiro.
La funzione Jet Air invece, grazia a potenti flussi d’aria, elimina polvere e smog dagli abiti, rimuovendo fino al 99% degli odori causati da tabacco, sudore, cibo e lavaggio a secco. (www.samsung.com)

 


Purificatori per l’aria e gli ambienti


 

Dyson Pure Cool, purificatori d’aria per ambienti

I purificatori d’aria Pure Cool di Dyson sono in grado di purificare un’intera stanza, catturando i gas e il 99,95% delle particelle microscopiche delle dimensioni di 0,1 micron (inclusi allergeni, batteri, polline e muffe). Sono dotati di due funzionalità: purificazione più ventilazione oppure solo purificazione, quando non si desidera il getto d’aria fresca. Sono disponibili nelle versione a torre o da tavolo e nella versione. Il modello Dyson Pure Hot+Cool è un termoventilatore 4 stagioni che, oltre a purificare l’aria, la raffresca in estate e la riscalda in inverno.

Per una purificazione maggiore, il modello Dyson Pure Cryptomic (foto qui sotto) è in grado di distruggere la formaldeide a livello molecolare, trasformando questo gas nocivo in piccole quantità di acqua e anidride carbonica. La formaldeide è 500 volte più piccola rispetto al particolato PM 0,1 ed è particolarmente difficile da catturare. I filtri in carbone attivo potenziato rimuovono odori, fumi domestici e gas, inclusi diossido di azoto e benzene. (www.dyson.it)


 

Brid, depuratore a fotocatalisi che elimina virus e batteri

Si chiama Brid questo innovativo apparecchio per la depurazione dell’aria. Basato su una combinazione di nanotecnologie e luce LED, Brid sfrutta la fotocatalisi per annientare polveri sottili, batteri e virus. Brid si differenzia da tutti gli altri prodotti simili presenti nel mercato, grazie alla sua specifica tecnologia P.H.O.E.B.E (Photocatalitic Embedded Filter for Enviromental Treatments), messa a punto dal laboratorio di R&D e brevettata da COLOROBBIA Consulting.

Unico nel suo genere per l’innovativa tecnologia, ha ottenuto l’attestazione di abbattimento del Betacoronavirus nell’aria degli spazi indoor, a seguito di specifici test per il tracciamento del SARS-CoV-2. I dati sono certificati da un laboratorio esterno, Eurofins Biolab.
Il sistema Brid è indicato sia per gli ambienti domestici, sia per gli uffici e i locali pubblici. (eu.brid.com/it)


 

Moovi, Atena Lux: lampada per sanificare gli ambienti

La lampada Moovi di Atena Lux sfrutta le proprietà battericide e antisettiche dei raggi ultravioletti UV-C. Questi raggi sono in grado di distruggere il DNA di batteri, muffe, lieviti, virus e impedendo loro di riprodursi.
La lampada è disponibile in due modelli, Moovi, dotata di ruote, che può essere facilmente spostata da un ambiente all’altro. Vision, un modello fisso che si appende a parete. Entrambi sono adatti per sanificare ambienti domestici, ma anche uffici, bar, riustoranti o luoghi pubblici.

Il sistema di disinfezione attraverso i raggi ultravioletti UV-C non solo è sicuro per gli uomini e gli animali. Ma è consigliato da enti e organizzazioni mondiali come WHO (World Health Organization), ASHRAE (American Society of Heating, Refrigerating and Air-Conditioning Engineers), IUVA (International Ultraviolet Association). (www.atenalux.com)


 

Bellaria, Falmec: purificatore e ionizzatore per l’aria

Bellaria, disegnato da Marco Zito per Falmec è un innovativo sistema di purificazione dell’aria in grado di eliminare non solo gli odori sgradevoli, ma anche le sostanze dannose per il nostro organismo. Grazie al suo processo di ionizzazione attiva, Bellaria è in grado di riportare negli spazi indoor l’equilibrio ionico presente nell’atmosfera, assicurando una riduzione dell’85% della carica batterica e del 71% della carica micotica, normalmente presenti nell’ambiente. Il tutto, certificato da test effettuati dall’Università di Padova nel Dipartimento di Medicina Molecolare.

Ma Bellaria è anche un oggetto decorativo e una lampada dotata di un sistema LED dimmerabile. Un complemento d’arredo versatile con il “paralume”, in vetro di Murano lavorato a mano disponibile in 4 colori: bianco, rosso, giallo e grigio. (www.falmec.it)

Guarda il nostro approfondimento sul purificatore d’aria Bellaria di Falmec


 

Gino: eliminatore di virus e batteri, Smart Separations Ltd

Gino è un disinfettante per l’aria ad uso personale. Un innovativo apparecchio che utilizza ViraTeq™ un rivoluzionario rivestimento filtrante senza luce, in grado di distruggere virus, batteri e funghi. A differenza di altri prodotti simili, Gino è stato specificamente progettato e testato per distruggere anche il Coronavirus.

La tecnologia di Gino pulisce l’aria da ogni genere di microbi per creare un ambiente più sano e pulito dove vivere, in casa o in ufficio, in un’aula scolastica o in una reception, in un bar o in un ristorante. Si ricarica tramite presa USB
Il suo speciale filtro ceramico lavabile inoltre, riduce gli sprechi creati dai tradizionali filtri usa e getta.
Lanciato di recente su Kickstarter, Gino ha superato l’obiettivo di 50.000 sterline.


 

Samsung Cube™, il purificatore d’aria per ambienti

La sua forma cubica e minimale gli consente diversi usi in casa. Quella di un pratico tavolino in salotto o di un comodino in camera da letto… Si tratta dell’innovativo purificatore d’aria Samsung Cube™, progettato e prodotto da Samsung. Efficace contro polveri ultrasottili, allergeni e gas inquinanti è l’unico nel settore dotato dell’esclusiva tecnologia Wind-Free™ che diffonde l’aria pulita in modo uniforme e silenzioso attraverso 60.000 microfori, evitando fastidiosi getti d’aria diretti e riducendo al minimo il rumore.
Controllabile da remoto, il Samsung Cube™ dispone di un display che monitora e mostra il livello di inquinamento dell’ambiente (www.samsung.it/cube)


 

UVC-Totem: il nuovo sanificatore per ambienti di Maletti

Il purificatore per l’aria UVC-Totem, progettato da Malettiideato in collaborazione con Giovannoni Design e con il dipartimento di Medicina Sperimentale dell’Università degli Studi di Perugia, è certificato come Dispositivo Medico Classe 1 dal Ministero della Salute.

Il dispositivo opera tramite la tecnologia UV-C, che ha un effetto antibatterico, in grado di distruggere tutti gli agenti inquinanti, virus, batteri e micro particelle presenti negli ambienti.
Ottimo per uffici, negozi, parrucchieri, centri benessere e luoghi pubblici, UVC-Totem è personalizzabile in diversi colori e materiali. Esista anche la versione Mini – sia da terra che da parete – per gli ambienti più piccoli. (maletti.it).

 


Ionizzatore e purificatore d’aria ION, Brillamenti

Ion è un piccolo ionizzatore e purificatore d’aria domestico prodotto da Brillamenti. La sua caratteristica è quella di eliminare dall’aria non solo i cattivi odori, ma soprattutto virus, muffe, batteri, acari, polveri sottili e pollini. Il tutto senza produrre raggi UV, né alcun tipo di sostanza nociva per l’uomo ma ristabilendo il corretto equilibrio ionico nell’aria. Ion è dotato anche di due sorgenti luminose Led integrate, che lo trasforma in una calda e rilassante lampada d’atmosfera.

Ion è disponibile in due dimensioni e in due materiali: Corian e legno di Cirmolo. Un albero di montagna dal persistente profumo balsamico. la fragranza del Circolo è nota per infondere un piacevole senso di tranquillità, per migliorare la qualità del sonno e favorire il recupero delle energie. (www.brillamenti.it)


 

Misuratore della Qualità dell’Aria, Netatmo

Vivere in un ambiente con sano è molto  importante. Il Misuratore della Qualità dell’Aria Intelligente di Netatmo ne valuta tutti i parametri, evidenzia i potenziali problemi e ti dice come risolverli.

Il Misuratore della Qualità dell’Aria di Netatmo dispone infatti di sensori che monitorano costantemente 4 fattori: l’umidità, la purezza dell’aria, il rumore e la temperatura. Tutto è sotto controllo. Che si tratti di aver superato il livello di rumore accettabile per il sonno o del corretto livello di umidità per il bambino che soffre d’asma. Grazie all’app dedicata, è possibile tener monitorata l’aria della casa dal proprio smartphone.

Guarda anche il nostro articolo su “Come il design risponde al Covid-19

 


Purificatori per l’acqua


Vital Capsule, Franke: purificatore per l’acqua

Nel 2019, Franke presentato Vital Capsule, una tecnologia brevettata, che permette di avere acqua pura direttamente dal miscelatore di casa, senza ingombranti apparecchi da installare nel vano sottostante al lavello. Vital Capsule è il filtro più piccolo e avanzato al mondo. In pratica offre un secondo rubinetto che eroga acqua filtrata. Oltre ad essere un bell’oggetto di design (vincitrice del Red Dot Design Award 2019) Vital Capsule è anche 100% eco-friendly, perché riciclabile in ogni sua parte, grazie alla composizione in plastica e fibra di cocco.

Oggi Franke presenta anche la capsula High Flow, ancora più performante, particolarmente indicata quando la qualità dell’acqua rimane entro determinati limiti di torbidità (la riduzione della trasparenza dell’acqua causata dalla presenza di particolato sospeso) e livelli di contaminazione biologicaEntrambi i filtri inoltre contengono un materiale auto-disinfettante che impedisce la proliferazione batterica. Ogni filtro serve a produrre circa 500 litri di acqua purificata (oltre 300 bottiglie da 1,5 l)


Progetti di design per sanificatori e sterilizzatori


Centerpiece, Conrad Haddaway, Twomuch Studio e Inga Ziemele

Secondo recenti studi, il nostro smartphone ospitare fino a 5000 batteri per cm quadrato. Ci preoccupiamo di lavarci le mani prima di andare a tavola, ma pochi si ricordano di sanificare il cellulare, che può ospitare fin o a 5 mila batteri per cm quadro…
Per questo tre giovani designer, Conrad Haddaway, Twomuch Studio & Inga Ziemele, hanno progettato Centrepiece, uno sterilizzatore a raggi UV per smartphone. da mettere a centro tavola. Questo intelligente progetto ha vinto il 1° premio della categoria al contest Fountain of Hygiene, organizzato da Bompas & Parr.

Scopri tutti i vincitori del contest Fountain of Hygiene di Bompas & Parr.


Sanificatore per telefoni cellulari, Lee Sungwook

Il designer sud coreano Lee Sung Wook ha progettato questo curioso tostapane di design. In realtà è uno sterilizzatore per smartphone che trasforma un atto necessario (quello di eliminare i batteri da uno degli oggetti più contaminati che abbiamo in casa) in un atto divertente e meno formale. Basta inserire il cellulare nell’apparecchio, impostare il timer e quando il cellulare sarà disinfettato salta fuori proprio come una fetta di toast ben rosolata. Questo apparecchio ricarica anche lo smartphone mente lo sterilizza. Il suo account Instagram è: @wook_3d

 


Pure Light, Marco Ripani: sterilizzatore a raggi UV

Marco Ripani, studente del corso Master in Product & Furniture Design di Istituto Marangoni, ha progettato Pure Light, una lampada che utilizza il potere sterilizzante dei raggi ultravioletti per eliminare gli agenti patogeni come virus e batteri, presenti nel nostro ambiente. Il sistema UVGI infatti, è in grado di eliminare circa il 99% degli agenti patogeni presenti in acqua, aria e cibo.

Pure Light può sterilizzare oggetti di piccole dimensioni, come stoviglie, cellulari, chiavi etc, ma anche la frutta, la verdura o l’acqua. Nella sua base, infatti, può essere inserita una caraffa che si integra col design della lampada. (www.istitutomarangoni.com)


Superblue: sterilizzatore UV per spazzolino da denti, Dylan Fealtman

Partendo dal dato che mediamente su uno spazzolino da denti si trovano dai 100 ai 150 mila batteri per cmq (circa 10 volte più che sulla tavoletta del water), il designer statunitense Dylan Fealtman ha progettato Superblue, uno spazzolino da denti che si sterilizza automaticamente ogni volta che lo si inserisce nella sua custodia da viaggio. Inoltre lo spazzolino è pensato per ridurre al minimo i materiali e per durare più a lungo possibile. Per questo le setole sono in silicone. (www.dylanfealtman.com)


Airwal, Federica Marrella and Cecilia Polonara

Airwal è un aspiratore biologico di sicurezza, progettato da due designers italiane che vivono in Olanda: Federica Marrella and Cecilia Polonara. Airwal dicevamo, è un aspiratore che purifica l’aria. ma la sua caratteristica, che lo rende diverso dagli altri strumenti simili, è che è integrato in un tavolo da pranzo. E la sua funzione è concentrata proprio sul rendere più sicura la condivisione del pasto con altre persone, sia a casa, sia al ristorante.

Airwal è in grado infatti di catturare le particelle di saliva (le  “droplets” che in questo periodo abbiamo imparato a conoscere) e i vapori acquei, potenzialmente portatori di agenti patogeni. Un filtro posizionato al centro della struttura che li aspira al suo interno, rilasciando aria sanificata.

Le designer si sono ispirate al sistema operativo delle cappe di sicurezza biologica ad alta efficienza che proteggono gli operatori dei laboratori biologici e l’ambiente di lavoro dal rischio di esposizione agli aerosol di agenti patogeni. Una sfida lanciata per tornare al più presto a quei momenti di condivisione, tra cui un pranzo o una cena tra amici, che l’emergenza Covid-19 ha violentemente interrotto.


Guarda anche il nostro articolo su “Come il design risponde al Covid-19

Lo studio londinese Layer firma Sequel, una serie di poltroncine per il cinema pensate in chiave anti-Covid. Per rivivere la magia del grande schermo in sicurezza.

Sequel. Non poteva esserci nome migliore per le poltrone dello studio londinese Layer. Una serie di poltroncine per il cinema, pensate per farci rivivere la magia del grande schermo ai tempi del Covid-19.

Già, le poltrone Sequel sono progettate per riportare le persone nelle sale cinematografiche in sicurezza, garantendo il distanziamento fisico e le migliori condizioni igieniche. Il tutto senza rinunciare al comfort e all’estetica. Perché le poltroncine di Layer sono veramente belle a vedersi, con quei colori pastello ispirati ai film del grande regista americano Wes Anderson.

Le proprietà antibatteriche del rame

Cosa rende anti-Covid le poltroncine Sequel? Tanto per cominciare, il rivestimento in tessuto integra l’ossido di rame. Un metallo conosciuto fin dall’antichità per le sue proprietà antibatteriche e antivirali. Il rame infatti rilascia particelle cariche di elettricità positiva, che fanno esplodere la parete delle membrane cellulari portando alla morte dell’intera cellula batterica. DNA compreso.

Per questo il rame è considerato uno dei materiali più sicuri in tempo di pandemia. Pensate che da alcuni studi risulta che le particelle virali del Covid-19 resistono sul rame solo 4 ore, di contro alle 24 ore del cartone o ai 2/3 giorni di plastica e acciaio.

Schermi protettivi e luci a LED

Non solo rame, però. Le poltroncine Sequel sono progettate in ottica anti-Covid anche nella struttura. Le sedute sono più distanziate rispetto alle classiche poltrone del cinema e sono dotate di uno schermo protettivo removibile, che potrà essere eliminato alla fine dell’emergenza sanitaria.

Per evitare di sedersi nel posto sbagliato e compromettere inavvertitamente le misure anti-Covid, le poltrone Sequel hanno inoltre luci a LED che proiettano il numero della fila sul pavimento e mostrano sul poggiatesta il numero del posto e il nome della persona che lo ha prenotato.

Il richiamo al cinema di Wes Anderson

Distanziamento fisico e massima attenzione all’igiene. Ma anche comfort ed estetica. Come dicevamo, le poltrone Sequel richiamano l’universo cinematografico di Wes Anderson. Sono infatti proprio i film del grande regista americano che hanno ispirato la scelta del rosa e del celeste. Una palette cromatica insolita per una sala cinematografica rispetto ai classici rosso e nero.

Per assicurare il massimo comfort, inoltre, le poltrone Sequel sono reclinabili attraverso un pannello di controllo nel bracciolo, che può essere usato anche per regolare il supporto lombare o controllare la temperatura della seduta.

Ciliegina sulla torta, i poggiatesta sono dotati di altoparlanti. Per creare una esperienza audio immersiva e perdersi così completamente nella magia del cinema.

Schermi protettivi di design per uffici e locali pubblici.

Da quando il distanziamento sociale è diventato un’esigenza per la sicurezza delle persone, sempre più aziende creano schermi protettivi anti Covid di design.
Si tratta di pannelli mobili da installare fra le diverse postazioni per evitare il pericolo delle “droplets” le goccioline potenzialmente contagiose, che vengono emesse parlando, tossendo o starnutendo. Questi schermi protettivi sono vere e proprie barriere fisiche che garantiscono il distanziamento fisico tra le persone e aumentano il livello di sicurezza. 

Solitamente questi schermi protettivi sono realizzati in vetro o in plexiglas, trasparenti, semitrasparenti o colorati. Possono essere ” a giorno” oppure avere delle cornici in vari materiali. Possono essere auto-portanti oppure integrati nella scrivania o in altri elementi d’arredo.
Questi schermi protettivi sono utili, discreti e curati nel design. Sono adatti per diversi usi: per gli uffici, i ristoranti o i locali pubblici, ma anche per le banche, gli uffici postali e per molte altre attività (pensiamo a parrucchieri, estetisti, palestre, etc.) dove è necessario separare le persone per garantire loro la massima sicurezza.

Ecco allora una selezione delle migliori idee, proposte da designer o da aziende che si occupano di design.


Guarda anche il nostro articolo sul design anti Covid-19

Guarda anche il nostro post sui purificatori e sanificatori per la casa di design


Skin + Friend, Glas Italia

Skin è una serie di schermature in cristallo proposte da Glas Italia, azienda che il design nel proprio DNA. Un sistema di pannelli in vetro temperato dello spessore di 8 mm oppure o temperato e stratificato dello spessore di 4+4 mm per creare ambienti protetti, luminosi e di grande eleganza.
I cristalli sono disponibili in tutte le finiture a catalogo: trasparenti, stampati, con inserti di reti e tessuti, coi vetri colorati laccati, riflettenti o semitrasparenti. Sono realizzati su misura con basi smontabili in acciaio verniciato bronzo spazzolato che possono essere dotate di ruote.

Friend invece è uno schermo autoportante da banco o da scrivania in cristallo temperato trasparente extralight (spesso 6 mm). Le basi sono in legno laccato nero con vene a vista.  Gli schermi sono disponibili in diverse misure, con o senza tacca passacarte.


Hino

Discovery Space è uno schermo protettivo luminoso disegnato da Ernesto Gismondi per Artemide.
Si tratta di un elemento flessibile e adattabile alle diverse esigenze. Installato in verticale, Discovery Space diventa uno schermo protettivo, adatto a separare le postazioni di lavoro o i tavoli di un ristorante.

Quando il distanziamento sociale non è più necessario, può essere appeso, diventando una lampada che crea una corretta illuminazione. Discovery Space vanta infatti un brevetto di invenzione che nasce dagli studi di optoelettronica e dalle competenze di Artemide nel campo dell’illuminotecnica. (www.artemide.com)


Hinoki, Manerba

Si chiama Hinoki la proposta firmata da Federica Biasi per Manerba. Una serie di paraventi per gli uffici o altri ambienti pubblici, pensati per “distanziare” senza dividere.
La collezione Hinoki comprende paraventi da terra autoportanti e screen agganciati a strutture da fissare alla scrivania. Il pannello è realizzato in policarbonato trasparente. Un materiale flessibile e resistente all’usura, ai graffi e agli agenti chimici. La struttura, disponibile con o senza ruote, è in metallo verniciato a polvere nei tanti laccati Manerba.


C.19-Wall for life, Opaca Lab e Tosca Design

Collection C.19-Wall for life è una serie di elementi divisori in plexiglass, prodotti da Hi-retail e disegnati per gestire il distanziamento con un occhio di riguardo all’estetica e alla funzionalità. Il progetto, realizzato dallo studio padovano Tosca Design con lo studio milanese Opaca Lab, comprende 4 linee di prodotto pensate per adattarsi ad ambienti diversi: SunsetKandinskyIce-cream e Clear. Tutti i prodotti della linea Collection C.19 sono leggeri, facili da igienizzare e disinfettare, semplici da installare e da spostare.
materiali colorati sono adatti anche agli spazi esterni. Il plexiglass, certificato anti-ingiallimento,  viene colorato tramite stampa digitale all’acqua e poi protetto con una vernice trasparente che permette di pulire e igienizzare senza causare alcuna opacizzazione.
(www.opacalab.com, www.toscadesign.it)


Copnvivium, OmniDecor

Il progetto Convivium, sviluppato da Egidio Panzera per Omni Decor è pensato per gli spazi pubblici (ristoranti, alberghi, studi professionali e negozi). Si tratta di un pannello che unisce il design alle funzionalità di protezione anti Covid.
Convivium è composto da due elementi distanziatori con pannelli in cristallo da 8 mm. Il primo, pensato per distanziare e proteggere le persone, è dotato di rotelle, di una mensola con vasetto monofiore e di un pratico appendiabiti. (foto qui sotto)

Il secondo, pensato per la zona ingresso dei locali, offre ai clienti l’opportunità di igienizzare le mani e monta un dispositivo per misurare la temperatura corporea (qui sotto).
Sia il cristallo sia la parte metallica sono disponibili in diverse finiture. La struttura può essere anche illuminata da una sorgente luminosa ricaricabile.


Split e Upset, Bencore

Split di Bencore è un pannello divisorio da scrivania con supporto a morsetto, ideale per dividere le postazioni di lavoro in uffici open space, zone di coworking, sale di lettura oppure nelle biblioteche. Il pannello Split consente di separare le aree di lavoro, mantenendo la trasparenza. Grazie al pannello lightben Acoustic, il divisorio può diventare anche fonoassorbente.

Upset è un pannello divisorio autoportante, che ha le stesse caratteristiche di trasparenza, leggerezza, facilità di montaggio-trasporto. Upset si adatta ad ogni ambiente lavorativo ed è in grado di riconfigurare ogni ambiente in maniera flessibile, ma senza rinunciare alla luce e al design. I piedini di supporto, che si agganciano facilmente con un sistema a molle, sono realizzati in acciaio lucidato a specchio o in acciaio nei colori RAL. Upset e Split sono disponibili in una vasta gamma di finiture e colori. (www.bencore.it)


Ely, Gruppo Bat

L’idea di Ely, progettata dal gruppo Bat, è diversa dalle altre. Non si tratta di uno schermo fisso infatti, ma di una tenda laterale, utilizzabile come separatore per creare zone ben definite e protette. All’occorrenza, la tenda scorrevole può essere srotolata dal montante, dove scompare quando non serve più. Al palo centrale possono essere collegate fino a quattro tende per dividere lo spazio in altrettanti settori.

Grazie alla sua struttura lineare, alla facilità di assemblaggio e al design minimale, Ely è perfetta per ogni ambiente. L’apertura è facilitata da una pratica maniglia che può essere installata frontalmente o lateralmente. (www.batgroup.com)


Petalo, Legnopan

Tecnografica Italian Wallcoverings propone dei pannelli divisori autoportanti per creare ambienti separati al lavoro. Separé creativi per dividere gli spazi in maniera non anonima, ma con un tocco di stile e design. Sono infatti decorati con oltre 500 disegni a stampa digitale, anche personalizzati

I Separé Protettivi di Tecnografica sono realizzati in policarbonato trasparente stampato, spesso solo 8 mm e sono disponibili in 3 misure, tutte alte 180 cm.
Avendo 3 ante, sono estendibili e si montano facilmente (a incastro).


Petalo, Legnopan

Semplice e minimale, il pannello separatore Petalo di Legnopan nasce da una tecnologia brevettata: il Lisocore. Si tratta di un elemento mobile realizzato con uno speciale tamburato in composto di legno, un materiale ultraleggero e resistente. Disponibile nella misura standard di 180×100 cm o in misure personalizzabili, Petalo può essere in color legno naturale, “Petalo” o in otto differenti tonalità. La cornice dello schermo in plexiglass si monta a incastro su due basi dello stesso materiale oppure con elementi a L in metallo. (www.legnopan.com)


Guarda anche il nostro articolo sul design anti Covid-19

Guarda anche il nostro post sui purificatori e sanificatori per la casa di design


Fountain of Hygiene, il contest di Bompas & Parr

Bompas & Parr, un importante brand inglese specializzato nel multi-sensory experience design, ha lanciato in questo periodo di pandemia numerose iniziative per esplorare le implicazioni comportamentali, esperienziali, pratiche e creative necessarie nell’era post-COVID. Tra queste, il design contest Fountain of Hygiene, che si propone di progettare un nuovo sistema per igienizzare le mani. Il contest, diviso in 8 categorie, è stato organizzato da Bompas & Parr in collaborazione con la British Red Cross e con il Design Museum di Londra. I progetti vincitori verranno esposti al London Design Museum e saranno battuti all’asta da Christies. Il ricavato delle vendite sarà devoluto  alla Croce Rossa britannica per sostenere il suo impegno per combattere la pandemia di Covid-19.

Con questo contest, gli organizzatori si augurano di contribuire a diffondere nuove norme comportamentali, a beneficio della salute di tutti e per accelerare il ritorno, in sicurezza, a una vita pubblica.
Il brief del concorso si è posto l’obiettivo di esplorare le possibilità estetiche, funzionali, sociali, gestuali ed esperienziali per offrire una maggiore igiene. Il tema fondamentale è quello dell’igienizzazione della mani, il principale veicolo per la contaminazione da batteri.


Guarda anche il nostro post “il design contro il Covid-19


 

I progetti finalisti del contest Fountain of Hygiene

I progetti sinodo stati valutati dalla giuria secondo quattro parametri: innovazione, funzionalità, impatto sociale ed estetico. Qui di seguito, gli 8 vincitori delle rispettive categorie:


 

Industrial Design
– Winner: Steve Jarvis
– Project: “The Bubble Party” – una macchina che crea bolle igienizzanti.


 

 

Luxury Design
– Winner: Sally Reynolds
– Project: “Step One”, – un distributore di disinfettante che si attiva a pedale.


 

 

Sustainable Design
– Winner: Terry Hearnshaw
– Project: “Seaweed Capsule” un sistema di distribuzione di disinfettante in dosi unitarie.


 

Gesture and Ritual
– Winner: Linea Johnsen
– Project: “Hygiene Friendly Visits” – un campanello igienizzante da installare alla porta.


 

Awareness and Communication
– Winner: Zoe Lester, Beth Thomas, Emma Chih, Erin Giles e Kris Murphy
– Project: “Buggy” – un’app esperienziale che monitora e incrocia la possibilità di contagio da batteri con il comportamento dell’utente.


 

Child-Directed Design
– Winner: Kate Strudwick, Amos Oyedeji, Alexander Facey e Nicole Stjernswärd
– Project: “Paint Your Hands Clean!” – un pennello igienizzante e colorante (naturale) per le mani.


 

Cadet Designer (Un giovane designer under 18 coordinato da un adulto)
– Winner: Bo Willis
– Project: “Handle Sanitiser” – due sistemi tattili per l’erogazione dei disinfettanti.


 

Hygiene Innovation Beyond the Sanitiser
– Winner: Conrad Haddaway, Twomuch Studio e Inga Ziemele
– Project: “Centrepeace” – uno sterilizzatore nel quale deporre i telefoni cellulari durante i pasti.

www.fountainofhygiene.com


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