Italian Design Files #3: Luisa di Franco Albini

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Un progetto lungo quindici anni. Una sedia che è l’archetipo di tutte le sedie. Ecco Luisa, la celebre poltroncina disegnata da Franco Albini fra il 1939 e il 1955.

Quindici anni di ricerca. Cinque versioni. Una perfetta sintesi tra tecnica e poesia. Parliamo di Luisa, la poltroncina disegnata da Franco Albini tra il 1939 e il 1955. Uno dei capolavori assoluti del design italiano, vincitrice nel 1955 del premio Compasso d’Oro ADI.

Luisa condensa tutti gli aspetti principali della poetica di Franco Albini: economia dei materiali, pulizia formale, leggerezza, eleganza delle linee. Una sedia che incarna un modello ideale, in cui possono riconoscersi tutti gli elementi essenziali di una sedia. Un progetto lungo quindici anni che, attraverso continui miglioramenti tecnici, raggiunge compiutamente quella “sostanza nella forma” così cara ad Albini.

Un progetto lungo quindici anni

Come dicevamo, la poltroncina Luisa è realizzata in cinque diverse versioni: 1939, 1942, 1949, 1950 e 1955. La ricerca comincia con le sedie disegnate per Villa Pestarini (1938) e Casa Minetti (1939), a Milano, prosegue con un progetto per Knoll e si conclude nel 1955 con la versione prodotta da Poggi.

“È soprattutto la sedia Luisa di Albini a rappresentare il momento più alto di questi anni nel cameo dei mobili”, afferma Gregotti alla X Triennale del 1954. “Ridisegnata infinite volte, a partire da un modello di tubo di ferro prodotto molti anni prima da Knoll, sembra il simbolo della ricerca paziente e ostinata di perfezionamento caratteristica del metodo Albini“.

Cosa rende unica la poltroncina Luisa

La poltroncina Luisa, nella sua versione del 1955, è costituita da una sottile struttura in legno massiccio, a cui sono appoggiati lo schienale e il sedile in compensato, imbottiti in gommapiuma e rivestiti in panno di lana.

Il cuore del progetto è nei due fianchi a cavalletto, uniti fra loro da traverse: una per sostenere lo schienale, una per fissare il sedile, un’altra come appoggio libero, su cui il sedile può scorrere in funzione del peso supportato. Sedile e schienale appaiono così come due piani sospesi sulla struttura, donando alla poltroncina un grande senso di leggerezza.

Altro tratto distintivo della poltroncina Luisa è l’aumento di spessore dei singoli elementi in legno nei punti di giunzione tra le parti (laddove è maggiore lo sforzo da sostenere). Una scelta che mostra quel rigore e quella profonda conoscenza dei materiali che caratterizza tutto il lavoro di Franco Albini.

La riedizione di Cassina

Nel 2008 la poltroncina Luisa è stata rieditata da Cassina, come parte della Collezione I Maestri (la raccolta di riedizioni dei grandi maestri dell’architettura del 900).

Oggi la struttura di Luisa è proposta in legno massello di frassino o noce, in diverse finiture. Il sedile e lo schienale hanno una struttura interna in acciaio dotata di cinghie elastiche, con imbottitura in poliuretano espanso e rivestimento in tessuto o pelle.

Per finire, una piccola curiosità: il nome della poltroncina Luisa era quello della segretaria di Franco Albini. Pare, infatti, che la sedia sia stata progettata per rendere il più confortevole possibile la sua giornata in ufficio. Quando il design ha un’anima.

Prodotto: poltroncina Luisa

Designer: Franco Albini

Azienda: Poggi – dal 2008 Cassina

Anno: 1939-1955

Ci piace perché è senza tempo. Una sedia che sembra esserci da sempre e per sempre.

Alessia Forte

Alessia Forte

Laureata in Lettere, creo contenuti per aziende del settore arredo e design. Nel 2012 ho aperto Interior Break, un blog sull'interior design e l'arredamento, con un focus sullo stile scandinavo. Nel 2014 Interior Break è stato premiato come “migliore blog di arredamento”, per la categoria contenuti, nel concorso "Blog-In" lanciato da IKEA Italia.

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