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Le lampade portatili e ricaricabili di design possono illuminare con stile ogni ambiente della casa, anche outdoor. Ecco la nostra selezione.

Versatili, leggere e senza fili. Sono le lampade portatili e ricaricabili di design. Luci dotate di una batteria interna che, nella maggior parte dei casi, si alimenta con un cavo USB da collegare al computer o al battery pack. E che per questo ci possono seguire in libertà nei nostri spostamenti, adattandosi alle esigenze di una casa con confini sempre più liquidi.   

Prodotti estremamente funzionali, dunque. Ma non solo. Perché se in passato erano considerate luci di emergenza (come le lanterne oppure le classiche torce a pile) da usare in caso di necessità e poi riporre in un cassetto, con l’avvento della tecnologia LED sono nati diversi modelli in cui la praticità si sposa con l’estetica. 

Fra novità e proposte meno recenti, abbiamo raccolto 26 lampade portatili e ricaricabili di design. Una selezione molto varia per stile e tipologia, che comprende anche tante soluzioni per l’outdoor. Per creare l’atmosfera giusta anche durante una cena in terrazzo, una festa en plei air o un romantico picnic sotto le stelle.


Ecco le più belle lampade portatili e ricaricabili di design


Tee, Olev

Stelo in plexiglass trasparente, paralume e base in oro. Tee, la lampada ricaricabile disegnata da Marc Sadler per Olev, si fa notare con discrezione.
La base è magnetica e pensata per poter scomparire sotto superfici sottili. La tecnologia LED Dim to Warm offre la possibilità di regolare l’intensità e il colore della luce in tre diversi livelli. Così si può creare l’atmosfera giusta per ogni occasione. Con un pulsante, la luce bianca diretta e funzionale può trasformarsi, infatti, in un fascio luminoso caldo e soffuso.
Il paralume e la base sono proposti anche in nero, bianco brunito e titanio.


Last Order, Flos

Last Order è la nuova lampada portatile e ricaricabile disegnata da Michael Anastassiades per Flos. Progettata per il ristorante dell’hotel Four Seasons di New York, è stata successivamente messa in produzione da Flos in due versioni: da interno e da esterno.
La luce viene diffusa attraverso la base in vetro trasparente, disponibile nella versione liscia, più minimale e contemporanea, o scanalata, più adatta ad ambienti classici e decorativi. Il paralume è intercambiabile ed è proposto in diverse finiture colorate o metalliche (rame satinato e ottone per la versione da interni, inox lucido e verde opale verniciato per la versione outdoor).


Mūn, Stellar Works

Mūn è la prima lampada portatile e ricaricabile proposta da Stellar Works. Il progetto è firmato dai designer danesi di OEO Studio e prende ispirazione dai rituali del mondo analogico, come far suonare un vinile nel giradischi o scattare foto con una macchina fotografica.
La lampada è dotata di un cinturino in silicone, che ne rende molto flessibile l’uso e permette di spostarla facilmente sia in casa che in giardino.
Mūn può essere appesa alla parete oppure usata come centrotavola per una romantica cena all’aperto.


Haute, Purho

Haute è la nuova collezione di lampade ricaricabili disegnate da Federico Peri per Purho, brand muranese specializzato nella lavorazione del vetro.
Protagonista del progetto è il vetro inciso proposto in tre differenti modelli: Haute Silk, Haute Doll e Haute Stripe.
Le lampade ricaricabili Haute si distinguono per la base in alluminio satinato e il diffusore cilindrico in vetro di Murano, solcato da nastrature, plissettature e scavi millerighe. (www.purho.it)

 


Riso New Heart, Яevolution by Roberto Bellantoni

Lampada o cappello? Riso di Roberto Bellantoni si ispira ai copricapi usati dai contadini cinesi nelle risaie. E non solo per la forma conica del diffusore. Il paralume in pergamena di riso è fissato, infatti, alla base in onice grazie a lacci di cuoio, nello stesso modo in cui i cappelli dei contadini cinesi sono fissati sotto il mento.
Dal 2020 Riso è disponibile anche nella versione ricaricabile senza fili.


BELLA, RAMUN

“Dai sempre più del previsto”. È questo il messaggio inciso sotto la base di BELLA, la lampada portatile che Marcel Wanders ha pensato come porta fortuna per la figlia Joy.
Una lampada bella da guardare ma anche da ascoltare. Sì, perché BELLA emette una melodia al tocco del suo paralume. 10 diverse melodie classiche di Bach, Chopin, Puccini, e anche una melodia “Happy Birthday” di un compositore di carillon svizzero.
Un vero gioiellino da regalare o da regalarsi, disponibile in due versioni: cristallo e plissé.


Clizia Mama Non Mama, Slamp

M’ama non m’ama? Se siete in cerca di una risposta, c’è una margherita molto speciale che potrebbe sciogliere i vostri dubbi: Clizia Mama Non Mama di Slamp. Un luminoso bouquet senza fili che va ad arricchire la precedente collezione Clizia, disegnata da Adriano Rachele.
Perfetta sia per una cena in terrazzo che per portare un tocco di natura negli interni, Clizia Mama Non Mama ha una batteria ricaricabile con 14 ore di autonomia.


Linnut, Magis + Iittala

La collezione Linnut, disegnata dal finlandese Oiva Toikka per Magis (in collaborazione con Iittala), si compone di quattro personaggi dalle forme tondeggianti e dai grandi occhi spalancati. Quattro lampade ricaricabili in policarbonato, perfette per una cena all’aperto o per illuminare la camera dei bambini. (www.magisdesign.com)

Guarda il nostro articolo sulle lampade Linnut di Magis e Iittala


024, ZAVA

024 di Zava è un oggetto illuminante molto particolare. Non si illumina infatti il paralume, ma lo stelo! Si tratta di un progetto estremamente versatile. 024 non è soltanto una lampada portatile e ricaricabile. È molto di più. Un vero e proprio sistema che, oltre alla lampada, comprende anche un set di moduli coordinati (basi, steli a 2 altezze, ganci, etc.), che ne fanno un oggetto funzionale e unico nel suo genere.
024 si può spostare e sistemare con facilità sulle sue diverse basi, grazie a un sistema di aggancio magnetico. È adatta sia per gli interni che per l’outdoor.


Lafleur, Slamp

Sempre da Slamp arriva un’altra lampada portatile a batteria ricaricabile: Lafleur di Marc Sadler. Un poetico fiore in Lentiflex con base magnetica, fornito insieme a un disco in metallo che può essere nascosto sotto la tovaglia, quando la lampada è impiegata a tavola, o avvitato al muro per trasformare Lafleur in una applique.  


Firefly in the sky, Panzeri

Firefly in the sky è la lampada senza fili disegnata da Matteo Thun per Panzeri.
Piccola e dalle forme basiche, Firefly in the sky è adatta sia per un uso interno che esterno. Il cuore del progetto è la testa removibile. Al suo interno è racchiusa tutta la tecnologia impiegata: sistema di aggancio magnetico, batteria ricaricabile tramite USB, sorgente LED e comando STEP DIM a 5 regolazioni di intensità luminosa.
Un doppio meccanismo antitaccheggio rende, inoltre, la lampada particolarmente indicata per ristoranti e bar.


In Vitro, Flos

In Vitro, la collezione di lampade per esterni firmata nel 2019 da Philippe Starck per Flos, comprende anche una versione portatile e ricaricabile con un’autonomia di 24 ore.
Il progetto traduce “l’idea poetica e surreale della luce architetturale dematerializzata e il ricordo dello spazio occupato dalla luce”, spiega il designer francese.


Curiosity, Artemide

Una cornice essenziale che acquista carattere con gli oggetti che accoglie e illumina al suo interno. È Curiosity, la lampada portatile di Artemide.
Come racconta il designer Davide Oppizzi, “Curiosity nasce per offrire una piccola esposizione a tutti coloro che desiderano mettere in mostra un oggetto sotto la sua luce…”.
Una lampada nomade pronta a soddisfare tutte le nostre curiosità.


Giravolta, Pedrali

Giravolta, design Alberto Basaglia Natalia Rota Nodari per Pedrali, è una lampada wireless che ricorda le vecchie lanterne.
È composta da due dischi in materiale plastico (la base e il diffusore a LED), avvolti da un arco in estruso di alluminio che diventa un pratico manico, e da un corpo illuminante che può ruotare a 360°. Una vera e propria giravolta che permette di orientare la luce in modo semplice a seconda delle esigenze. 


Cri Cri, Foscarini

Cri Cri di Studio Natural per Foscarini è la lampada ideale per le gite fuori porta. Oltre a essere senza fili, il corpo in silicone si piega a soffietto rendendo l’ingombro minimo.
La ricarica può avvenire mediante la porta USB oppure appoggiando la lampada su un’apposita base con sistema a induzione.


FollowMe + FollowMe Plus, MARSET

FollowMe, a cui si è affiancata nel 2017 la versione più grande FollowMe Plus, è stata disegnata da Inma Bermúdez per Marset.
La lampada si compone di un comodo manico in rovere naturale e di un paralume in policarbonato inclinabile, che può offrire sia luce diretta sia luce d’atmosfera. Un dimmer a tre posizioni consente di regolare l’intensità della luce.


Tetatet Flûte, Davide Groppi

Una lampada quasi magica. Stiamo parlando di Tetatet Flûte di Davide Groppi. L’innovativa batteria ricaricabile al litio, inserita nel diffusore, rende lo stelo “invisibile” dando la sensazione che il paralume sia sospeso nel vuoto.
Un complemento essenziale ed elegante perfetto per accompagnare un romantico tête-à-tête.


Minipipistrello Cordless, Martinelli Luce

Anche le icone del design non resistono alla tentazione di liberarsi dai fili. Come la Minipipistrello Cordless, la versione ricaricabile della storica lampada Pipistrello disegnata da Gae Aulenti nel 1965.


Candela, Astep

La vecchia lampada a olio in versione high tech. È Candela, il progetto di Francisco Gomez per Astep.
Candela è dotata di uno stoppino che si accende con il classico fiammifero. Dall’energia termica prodotta viene alimentato un sistema di 24 LED ed è possibile anche ricaricare i device attraverso una presa USB.


Medù, Zava

Medù è la lampada ricaricabile disegnata da Delineodesign per Zava. Il nome e il suo stesso uso svelano l’ispirazione: una piccola medusa.
La lampada Medù può essere poggiata su un piano oppure agganciata a un apposito supporto a parete, grazie all’anello in cuoio che ne facilita anche il trasporto. La collezione comprende una lampada più grande da tavolo, con paralume in vetro satinato, che si può sempre spostare, appoggiare e appendere con facilità, ma non è ricaricabile.


Lucerna, Ethimo

Lucerna, design Luca Nichetto per Ethimo, è una lampada per l’outdoor disponibile sia in versione portatile e ricaricabile sia con cavo di alimentazione fisso. È composta da un diffusore in vetro soffiato e da un corpo illuminante resistente all’acqua, all’interno del quale ci sono la batteria e il sistema di ricarica.
Il nome fa riferimento alle lucerne dell’Antica Roma. Luci funzionali che potevano essere facilmente spostate da un ambiente all’altro.  


Phare, Menu

Phare di Stanislaw Czarnocki è stata disegnata per l’appartamento n. 50 della “Cité Radieuse” di Le Corbusier, a Marsiglia. Costituita da una base cilindrica con ricarica USB e da uno stelo sottilissimo che sostiene la sfera luminosa, può essere appoggiata in modi diversi a seconda del bisogno, risultando molto versatile.


Diogene, Modoluce

Diogene è la lampada portatile e ricaricabile disegnata da Romano/Menegon/Ceneda per Modoluce. Il nome è un omaggio all’omonimo filosofo greco che andava in cerca della natura umana, portando con sé una lanterna anche di giorno.
Una lampada per illuminare le vostre sere d’estate che può essere usata sia da appoggio sia come sospensione, grazie al moschettone e al cordino che l’accompagnano. 


Pong, NYTA

A proposito di sospensioni senza fili, merita una menzione Pong, la lampada progettata da Simon Diener per NYTA. Grazie al filo che collega il diffusore alla battery pack, Pong può essere appesa alle travi del tetto così come ai rami degli alberi. Per un uso indoor e outdoor che non conosce limiti. 


TURN+, Ambientec

Una novità 2021. Parliamo di TURN+, la lanterna portatile e ricaricabile di Ambientec, brand giapponese nato da una lunga esperienza nel settore delle luci professionali per la fotografia subacquea.
TURN+ è costituita da una struttura esterna in alluminio, ottone o acciaio inossidabile e da un diffusore in vetro pieno. L’intensità della luce può essere regolata in quattro diverse gradazioni con un semplice tocco, grazie al sensore a sfioramento integrato e a due tipologie di segmenti LED.
TURN+ garantisce fino a 500 ore di luce in totale autonomia ed essendo impermeabile può essere impiegata anche negli ambienti esterni.


Roxxane Leggera CL, Nimbus

Last but non least, Roxxane Leggera CL. Leggera come una piuma, può essere spostata con estrema facilità. E, grazie a una tecnologia di nuova generazione, assicura fino a 100 ore di luce. Inoltre, è provvista di un comodo supporto per i cellulari, che può essere fissato a qualsiasi altezza della colonna della lampada, e di una presa USB nella base con cui si possono ricaricare i device. 


 

I vasi di design in ceramica fatti a mano sono la grande tendenza dell’home decor. Ecco la nostra selezione.

Le ceramiche artigianali sono uno dei grandi trend dell’home decor. Una tendenza che, da un lato, soddisfa il nostro bisogno di unicità in un mondo dominato dall’omologazione. E, dall’altro, ci permette di riconnetterci con il passato. La lavorazione dell’argilla, infatti, è legata a un sapere antichissimo che è rimasto immutato nel corso dei millenni e che, proprio per questo suo ripetersi, ci restituisce un senso di sicurezza.

Se la tecnica attraverso cui lavorare la ceramica è la stessa da millenni, il modo di interpretarla è, però, cambiato. Le ceramiche artigianali oggi sono diventate terreno di ricerca, e spesso di sperimentazione, per tanti designer. E, fra i protagonisti di questa rivoluzione handmade, ci sono senza dubbio i vasi in ceramica.

Per questo abbiamo deciso di dedicare il nostro nuovo focus ai vasi di design in ceramica fatti a mano.

Tra superfici materiche e forme essenziali, ecco la nostra selezione.


Better Together, Federica Bubani

Si chiama Better Together la collezione della designer romagnola Federica Bubani. Un progetto che, come suggerisce il nome, crede nella forza delle “relazioni”. A comporre la serie, infatti, non ci sono solo i vasi, ma anche i fiori. Perché i bellissimi vasi in terracotta refrattaria realizzati a mano da Federica sono accompagnati dai fiori di carta dell’artista Andrea Merendi. Un binomio perfetto che dimostra come “insieme è meglio”. Purché la coppia sia bene assortita, si intende.
I vasi sono proposti in 8 modelli diversi e in 5 colori: grigio malva, rosa antico, senape, ghiaccio rosa, verde chiaro. I fiori, sempre disponibili in 8 tipologie differenti, abbracciano una palette cromatica molto varia. Tanti colori che potete divertirvi a combinare in vari modi per far emergere la vostra creatività. (it.federicabubani.it)


Tripod, Paola Paronetto

Tripod di Paola Paronetto arricchisce la sua celebre collezione Cartocci. L’ispirazione viene dai manufatti di altre epoche ed etnie. Il metodo di lavorazione è invece lo stesso: il paper clay. Una tecnica che mescola la cellulosa con l’argilla, amata da Paola per il suo carattere a un tempo solido e fragile. (www.paola-paronetto.com)


Le Morandine, Sonia Pedrazzini

Quando si parla di vasi di design in ceramica fatti a mano, non si può non citare Le Morandine di Sonia Pedrazzini. Un metaprogetto, come lo definisce la stessa designer, che si propone di dare tridimensionalità alle nature morte di Giorgio Morandi. (www.soniapedrazzini.it)

Leggi la nostra intervista a Sonia Pedrazzini

Bottega d’arte, Coralla Maiuri

La collezione di vasi Bottega d’arte di Coralla Maiuri si arricchisce con nuove sperimentazioni materiche. Effetti madreperlati e cangianti si sposano con superfici a rilievo, dove la materia sembra essersi seccata dopo un’eruzione vulcanica. Una stratificazione di texture e cromie che ricorda la tavolozza di un pittore, su cui i colori si sovrappongono a spessi strati irregolari.
L’effetto raw di Bottega d’arte è ammorbidito dalle tonalità delicate, dai contrasti lucido/opaco e dagli eleganti dettagli in oro. (corallamaiuri.com)


Efflorescence, Vanessa Hogge

L’artista londinese Vanessa Hogge crea incredibili vasi floreali, modellando i piccoli fiori ad uno ad uno. Il risultato è un trionfo di fiori dai dettagli incredibili che adornano vasi e centrotavola.

I fiori preferiti da Vanessa sono le rose, le margherite e le ortensie. In pratica, tutti quei fiori che mostrano nella corolla la loro bellezza. (vanessahogge.com)

Guarda il nostro approfondimento sui vasi floreali di Vanessa Hogge


Guggenheim e Sphera, 101 Copenhagen

Da Londra ci spostiamo in Danimarca con 101 Copenhagen, un giovane brand che propone complementi e accessori per la casa a metà fra design e artigianato.
Nel loro catalogo spiccano due collezioni di vasi in ceramica, entrambi disegnati da Kristian Sofus Hansen & Tommy Hyldahl: Guggenheim e Sphera.

In entrambe le collezioni i vasi in ceramica si basano su una geometria archetipica. Una forma primordiale che, unita alle texture grezze e ai colori naturali, rende questi vasi simili a reperti provenienti da un tempo lontano. (101cph.com)


Popcorn, Veera Kulju

La collezione Popcorn della designer-artista finlandese Veera Kulju è uno studio sperimentale dell’arte della porcellana.
“Ho realizzato i primi esperimenti sulla linea popcorn quando ero ancora una studentessa”, racconta Veera. L’odore dei popcorn che preparava mentre studiava, l’ha spinta a portare quella bellezza irregolare sulla porcellana. “In seguito, ho saputo da altri studenti che pensavano fossi impazzita, a trasformare i veri popcorn in porcellana”(veerakulju.com)


Rosa Maria Kulzer

Forme ridotte all’essenziale e superfici raw: nelle ceramiche di Rosa Maria Kulzer è la stessa materia a essere protagonista.
Nel suo laboratorio a Stoccarda, in Germania, la ceramista tedesca mescola l’argilla con gli smalti, creando oggetti materici e dai colori terrosi. Un modo di lavorare la ceramica che si propone di riconnetterci con la natura(www.ceramica-rosa-maria.de)


Bandura e Kumanec, Faina Design

Bandura, il set di vasi di Faina Design, richiama l’omonimo e antico strumento musicale ucraino. Da lì deriva la loro forma a metà fra un liuto e una cetra.
Una collezione dalla forte personalità che racconta la storia di un’intera nazione.

Sempre di Faina Design è la collezione Kumanec. Una serie di 5 vasi ispirati alla ceramica popolare ucraina. La caratteristica dei vasi è quella di avere la forma delle ciambelle, tonde col buco al centro. Sono tutti realizzati in ceramica naturale o nera. (www.yakusha.design/faina)


Mademoiselle, Laesse

Si chiama Mademoiselle questa collezione di 7 vasi creati dalla designer e ceramista Stefania Vazzoler. Sono tutti realizzati a mano in terracotta in delicate tonalità pastello e finiti con smalto ad acqua, e fanno parte di una più ampia linea di una ventina di vasi in terracotta che Stefania Vazzoler ha raccolto fra gli oltre 60 prototipi creati negli ultimi tre anni.

Le 7 Mademoiselle non sono, però, semplici vasi. Sono oggetti di arredo da usare con la massima libertà, che possono vivere da soli o accostati a gruppi. Possono rimanere vuoti oppure contenere fiori, rami o altri oggetti decorativi. (www.laesseceramica.it)


Valeria Vasi

È sul confine fra arte, scultura e design che nascono i vasi in ceramica di Valeria Vasi. Il cuore di questo progetto Made in Barcelona è l’essenzialità. A comporre la collezione sono, infatti, poche forme geometriche e solo 4 colori: bianco, nero, terracotta e rosa. Le finiture sono invece disponibili sia in versione lucida che opaca.
Una curiosità: abbiamo scoperto il lavoro di Valeria Vasi su Instagram dove la designer catalana dimostra di conoscere due o tre cosette sullo storytelling. Da guardare e poi prendere appunti. (www.valeriavasi.com)


Altri progetti?

Scopri anche i più bei vasi in vetro di design

 Guarda tutti i vasi in ceramica pubblicati su Design Street!


Un colore che è soprattutto un atteggiamento. Ecco la nostra rassegna di mobili e accessori total pink per dare il benvenuto alla primavera.

“Il rosa non è un colore, è un atteggiamento”. 

Dici rosa e pensi subito alla primavera. Ecco perché oggi abbiamo pensato di regalarvi una rassegna di arredi e accessori total pink. Per dare il benvenuto alla bella stagione e lasciarci ispirare dalle vibrazioni positive che trasmette questo colore. Un colore delicato e romantico che esprime un desiderio di rinascita.

Ecco la nostra selezione.

ARP, Diabla

ARP è una novità 2021 del brand di arredamento outdoor Diabla. Una collezione di poltrone, divani e tavolini che reinterpreta in chiave contemporanea gli arredi da esterno in ghisa dell’800.
La struttura degli arredi è in alluminio termolaccato e, nel caso della poltrona e del sofà, è completata da generosi cuscini per la seduta.
ARP è proposta in 7 varianti di colore: bianco, sabbia, rosso, grigio, antracite, bronzo e rosa. Un vero inno alla geometria e ai colori firmato Made Studio(en.diablaoutdoor.com)

Storet, Acerbis

Una cassettiera dal carattere giocoso. È Storet, il progetto firmato da Nanda Vigo, oggi rieditato da Acerbis con laccature brillanti e nuove proporzioni.
Sia nella versione alta a dieci cassetti che nella variante comodino prodotta per la prima volta solo nel 2020, Storet rivela l’artigianale lavorazione del legno. Nonostante sia realizzata in un unico materiale, Storet è caratterizzata da giochi di chiaroscuri che valorizzano la naturale bellezza del legno e la vivacità delle laccature. (www.acerbisdesign.com)

Clay, Bitossi

La bellezza dell’imperfezione racchiusa in un vaso. Parliamo di Clay, la serie di vasi cilindrici firmata da Formafantasma per Bitossi.
Il cuore del progetto è lo “strappo” nella parte superiore che provoca crepe e imperfezioni sui bordi di ogni singolo pezzo della collezione.
Clay nasce da una lunga ricerca condotta negli archivi storici di Bitossi. In particolare, i Formafantasma si sono concentrati su due elementi decorativi disegnati da Aldo Londi. (www.bitossiceramiche.it)

Sedia Series 7, Fritz Hansen

La Series 7 di Fritz Hansen è una delle sedie più iconiche della storia del design. Disegnata da Arne Jacobsen nel 1955, Series 7 rappresenta il punto massimo della tecnica di laminazione, sviluppata a partire dagli anni ’30. Un processo molto complesso che permette di piegare il compensato in 2 dimensioni, ottenendo una scocca continua.
Leggera e impilabile, ma molto confortevole, la sedia Series 7 è proposta con o senza braccioli, in un’ampia gamma di finiture: legno naturale, laccato, rivestita in tessuto, pelle o velluto.
Di recente è stata proposta in una nuova palette di 16 colori sviluppati con Carla Sozzani, tra cui il Clay Rose e il Dark Rose(fritzhansen.com)

Khama, Carpet Edition

Seta di banano. È questa la fibra utilizzata per i tappeti Khama di Carpet Edition. Una fibra vegetale completamente biodegradabile che permette di creare un filato estremamente resistente, con una morbidezza e una lucentezza simili a quelle della seta.
La collezione Khama è proposta in otto varianti di colore: dagli intramontabili bianco e nero al cromo e argento, fino alle delicate tonalità del rosa. (carpetedition.com)

Lampada Horo, Masiero

Un cerchio. È questo simbolo universale ad aver ispirato Horo, la lampada disegnata nel 2020 da Pierre Gonalons per Masiero. Una figura geometrica semplice, impreziosita dalle finiture particolari del metallo e del vetro.
La struttura di Horo è in ottone spazzolato, il disco è in vetro prismato, disponibile in versione trasparente o in una gamma di colori semitrasparenti molto raffinati come il blu chiaro, il fumè, il verde e, ovviamente, il rosa polvere. Un mix di finiture e colori che dona alla lampada un sofisticato carattere vintage.
Horo comprende una collezione di sospensioni, lampade da terra, applique e lampade da tavolo. (www.masierogroup.com)

Poltrona CH78, Carl Hansen & Søn

La poltrona CH78 di Hans J. Wegner (conosciuta anche come “Mamma Orso”) è stata rieditata da Carl Hansen & Søn nel 2020.
CH78 è una poltrona dalla forma organica, con una struttura solida e imbottita. Le sue gambe angolate le donano un aspetto rilassato e stabile. I braccioli dalle estremità sollevate offrono la sensazione di un caldo abbraccio.
Altro tratto distintivo della poltrona CH78 è la parte superiore dello schienale a curva doppia, che la rende simile a una bergère. Una cucitura curva al centro dello schienale garantisce che il tessuto rimanga liscio su tutta la superficie. Il cuscino dalla forma a mezzaluna può essere rimosso o montato a piacere. (www.carlhansen.com)

Stella, Toscanini

Le sfumature rosa impreziosiscono ulteriormente il portabiti Stella di Toscanini. Una gruccia in plexiglass pensata per introdurre un tocco glamour nelle cabine armadio, grazie ai suoi giochi di luce e trasparenze.
Stella è disponibile in misura da uomo 43 x 5 cm, da donna 37 x 5 cm.‎, ed è accessoriabile con asta in velluto antiscivolo o clips portagonne. Le parti metalliche sono proposte in oro o argento.
La gruccia è, inoltre, personalizzabile con le iniziali incise a laser e con colori a scelta. (www.toscanini.it)

Artigiana, Sartoria – Terratinta Group

Colore, materia, unicità dell’imperfezione. Ecco raccontata in breve Artigiana, la collezione di piastrelle fatte a mano di Sartoria, brand del gruppo Terratinta Group.
L’utilizzo di effetti di smalto ormai dimenticati dall’industria dà al prodotto un carattere artigianale unico. Quando l’imperfezione è un valore. (www.terratintagroup.com)

Colonne Frame, Fantin

La collezione Colonne Frame​, disegnata da ​Salvatore Indriolo​, è stata lanciata da Fantin nel 2020. Si tratta di un ampliamento della collezione Frame nata nel 2018 e ad oggi comprende cucine, tavoli, contenitori, librerie e complementi di diverse dimensioni. Tutte le tipologie sono costituite da solidi telai in tubo quadro e sempre in vista. Un omaggio al frame in quanto tale. (www.fantin.com)

Bubble, Glass Design

Bubble nasce dalla collaborazione tra Glass Design e Karim Rashid. Si tratta di un lavabo da appoggio dal carattere vivace, realizzato in Siliconio, l’ultima generazione della famiglia dei siliconi. Un materiale estremamente tattile, morbido ed elastico, che può essere sottoposto a torsioni, allungamenti e piegamenti tornando sempre, in fase di rilascio, alla sua forma originale.
Bubble è proposto in quattro colori dalla forte personalità: rosa, giallo, azzurro, lavanda. (www.glassdesign.it)

Soffio, antoniolupi

Un lavabo che sembra voler uscire dalla parete, ma che allo stesso tempo le dà vita e forma. Parliamo di Soffio, il progetto di Domenico De Palo per antoniolupi. Un lavabo che si integra con la parete, facendo uscire solo ciò che serve.
Soffio è realizzato in Corian. Dopo essere fissato a parete, viene stuccato e intonacato e poi verniciato nello stesso colore del muro con cui si fonde.
L’illuminazione a LED è integrata nella struttura interna, con luce bianca e blu. (www.antoniolupi.it)

Eve, un uovo di design che riscalda e illumina.

Si chiama Eve questo piccolo radiatore portatile disegnato da Ludovica+Roberto Palomba. Eve fa parte della collezione: Plug&Play di Tubes.
Ma Eve non è solo un corpo scaldante portatile. È anche una lampada d’ambiente, un oggetto luminoso che unisce in sé due funzioni: riscaldante e luminosa.
Eve è una sfera nomade che ci segue ovunque, portando con sé calore, luce e benessere. A casa come in ufficio, appoggiato al pavimento o sopra la scrivania.

Un oggetto per 4 stagioni

Proprio grazie alla sua funzione luminosa, Eve non viene relegato in soffitta nelle stagioni calde, perché si trasforma in una suggestiva lampada d’atmosfera. Ottima per tenerci compagnia quando siamo immersi nel relax, nella lettura o nelola visione della nostra serie TV preferita; perfetta per una festa o per quattro chiacchiere tra amici.
Le due funzioni di Eve, illuminazione e calore, possono essere azionate contemporaneamente o in maniera indipendentemente l’una dall’altra.

La funzione scaldante di Eve

Eve riscalda l’ambiente attraverso un soffio di aria calda, che viene emessa a 360 gradi da una fessura a livello della base. Il riscaldamento è elettrico e si può regolare su due potenze (400W e 800W) o sulla funzione booster per due ore. Il controllo dei comandi avviene attraverso un tasto touch posizionato nella parte superiore della sfera oppure attraverso un’App per Android e IOS.

La funzione illuminante di Eve

Sempre grazie al tasto touch o all’App è possibile regolare anche la funzione dell’illuminazione. La luce, dimmerabile, viene emessa da una fonte LED e viene diffusa verso il basso formando un piacevole un gioco di cerchi concentrici.

Dettagli tecnici

Realizzata in poliuretano rigido strutturale ad alta resistenza meccanica, la sfera riscaldante e illuminante Eve è disponibile in diversi colori: oro opaco, bianco opaco, rosso ossido lucido e nero opaco. Il corpo di Eve è largo 40 cm e alto 35 cm (www.tubesradiatori.com).

 

Perfette per dare carattere a un ambiente, le carte da parati di design oggi sono protagoniste negli interni. Ecco la nostra selezione.


Danno personalità all’ambiente. Possono amplificare lo spazio. Hanno il potere di farci viaggiare o di riconnetterci con la natura. Oggi parliamo delle carte da parati di design, un elemento di decorazione che ha conosciuto un vero e proprio revival negli ultimi anni.

Se nell’interior design la parola d’ordine è personalizzazione, la carta da parati si presenta infatti come la soluzione migliore per rendere unico un interno. Pattern geometrici, fantasie floreali, architetture urbane, paesaggi naturali, motivi surrealisti. La varietà di grafiche tra cui scegliere è così ampia da rendere pressoché impossibile non riuscire a trovare il wallpaper giusto per noi.

 


I materiali delle carte da parati contemporanee

Le carte da parati contemporanee, però, non sono come quelle che tappezzavano le case delle nostre nonne. Oltre a cambiare i decori, sono diversi anche i materiali e le modalità di utilizzo. Innanzitutto, la tendenza è quella di rivestire una sola parete e non più tutta la stanza. E poi i nuovi materiali permettono di usare i wallpaper anche nei bagni e nelle zone a diretto contatto con l’acqua.

Già, oggi le carte da parati non sono solo su carta. Esistono numerosi supporti e finiture. Dalla seta al vinilico, dai materiali naturali alla fibra di vetro. E sempre più si affermano le carte da parati pvc free o wallpaper con finiture antivirali e antimicrobiche.

Ecco la nostra selezione di carte da parati di design.


Jannelli&Volpi

Dal pavimento alle pareti. JWall Tatami di Janelli&Volpi si ispira al tatami, il pavimento giapponese in legno e giunco intrecciato. Le tecniche di intreccio artigianale sono riprodotte su supporto TNT (tessuto non tessuto), dando vita a un ampio ventaglio di pattern: paesaggi bicolore, patchwork di intrecci della tradizione e i classici ventagli stilizzati (i sensu giapponesi).
I rivestimenti della collezione JWall Tatami sono trattati con Viroblock, una tecnologia antivirale e antimicrobica che riduce la carica virale del rivestimento murale in pochi minuti. All’interno del wallpaper vengono inseriti micro cristalli di argento e particelle alveolari che igienizzano le superfici, disattivando il virus in modo rapido. (www.jannellievolpi.it)


Wall&Decò

Linee curve, fantasie botaniche, superfici dall’aspetto imperfetto. Tanti motivi decorativi, un unico comun denominatore: creare atmosfere intime e avvolgenti. Ecco raccontata in breve la nuova Contemporary Wallpaper di Wall&Decò. Una collezione di carte da parati ricca di ispirazioni, pensata per accontentare ogni gusto ed esigenza.
Anche la palette di colori è molto variegata, spaziando dalle calde tonalità del terracotta alle rilassanti sfumature del verde, fino ai toni più delicati e soft. (wallanddeco.com)


Inkiostro Bianco

Un incontro tra Africa e Italia. Possiamo riassumere così ART-AI, la nuova collezione di Inkiostro Bianco. Sei grafiche nate da una ricerca condotta dal designer Giuliano Ravazzini sulle antiche tecniche decorative delle tribù africane.
A caratterizzare la collezione ART-AI geometrie etniche, colori naturali e intarsi. Il tutto impreziosito dagli effetti di ossidazione del processo di macerazione. Il risultato sono vere e proprie opere d’arte su carta.
Per chi soffre il mal d’Africa e vorrebbe averne sempre un pezzo accanto a sé. (www.inkiostrobianco.com)


Wallpepper

Le nuove carte da parati di Wallpepper si ispirano al mondo della natura e alle sue meraviglie. Foreste, fiori, stelle, animali. Motivi decorativi che raccontano il nostro bisogno di riconnetterci con l’ambiente esterno.
Ogni grafica può essere declinata in uno dei materiali o sistemi Wallpepper Group a seconda del contesto di utilizzo. Le carte da parati WallPepper®/Group sono realizzate su misura, solo con materiali naturali, eco-compatibili, privi di PVC e certificati. (www.wallpepper.it)


Londonart

Da Londonart arriva Luxury Shit, l’irriverente collezione di carte da parati firmata da Toiletpaper. Una capsule collection che raccoglie le fotografie più iconiche di Maurizio Cattelan e Pierpaolo Ferrari. Rossetti rossi, bocche giganti, fiori con occhi. Le immagini combinano suggestioni pop, motivi surrealisti, ossessioni sessuali. Un mondo dissacrante dove anche l’assurdo diventa reale.
Tutti i soggetti possono essere realizzati su supporti TNT con diverse goffrature, su Greenwallpaper, un nuovo supporto in TNT PVC free, oppure su supporti in fibre di vetro. (www.londonart.it)


Lelièvre Paris

Le montagne e i laghi ghiacciati del grande Nord, cascate e ruscelli, la Via Lattea. THE WALL CAPITOLO 3 di Lelièvre Paris richiama i paesaggi della Scandinavia e la magia delle costellazioni.
Il progetto comprende sei carte da parati e tre rivestimenti murali. Alcuni decori reinterpretano i modelli della linea di tessuti Signature BOREALIS, altri rileggono i pattern iconici delle collezioni precedenti del brand francese. I colori vanno dalle calde tonalità dell’ocra e del beige ai più freddi celadon e indaco. (lelievreparis.com)


Elena Carozzi

Le nuove carte da parati di Elena Carozzi ricordano la pittura di interni della tradizione post-impressionista francese.
I decori, ispirati a temi naturalistici, sembrano dipinti a mano. In realtà, si tratta di rivestimenti stampati in digitale, frutto di una ricerca sulle carte dipinte a mano condotta da Elena Carozzi nel corso degli anni. Con un accurato lavoro di scansione, controllo delle coloriture e stampa digitale di alta tecnologia, viene creato un prodotto dal forte carattere pittorico a metà tra arte e decorazione(www.elenacarozzi.com)


Misha

Carte da parati in pura seta dipinte e ricamate a mano. Parliamo delle tappezzerie del brand milanese Misha.
Il processo produttivo dei rivestimenti murali di Misha è completamente naturale. Per esempio, le colle non sono acriliche ma a base di amido naturale e permettono alla seta di venire applicata a parete, così da poterla rimuovere senza che venga danneggiata. Gli artigiani usano prevalentemente pigmenti naturali nella decorazione a mano.
Le grafiche spaziano dai repertori più decorativi al design più essenziale. La scelta dei colori per i fondi in seta, su cui vengono realizzati i decori a mano, è ampia e permette una completa personalizzazione. (www.mishawallcoverings.com)


Zambaiti Parati

Zambaiti Parati lancia la seconda collezione di carte da parati in collaborazione con Automobili Lamborghini. L’ispirazione viene dai dettagli delle supersportive, come la fibra di carbonio con cui si realizzano le scocche e molti elementi della carrozzeria. I colori vanno dal grigio al rame, fino alle diverse tonalità di verde.
Come in tutte le collezioni di Zambaiti, anche nella linea in collaborazione con Lamborghini giocano un ruolo importante il tridimensionale e l’effetto tattile. Caratteristiche che ben si adattano alla matericità tecnica di Lamborghini. (www.zambaitiparati.com)


Or.nami

Si chiama Graphic – Manifesto la collezione di carte da parati firmata da Terzo Piano per Or.nami. Una linea di wallpaper che rende omaggio agli skyline metropolitani e alle architetture contemporanee, reinterpretandole in chiave astratta e quasi metafisica.
A disegnare le tappezzerie verticalismi, tratteggi, rette ortogonali, intrecci e reticoli. Rigorosi grafismi che incontrano l’esuberanza dei colori, dando vita a geometrie ipnotiche e a prospettive illusorie. I colori giocano sui contrasti, combinando audaci accenti fluo con morbide tonalità soft. (www.ornami.it)


Ambientha

La solidità della pietra tradotta su carta. Possiamo riassumere così le carte da parati Stone di Ambientha. Una collezione dal carattere tattile, in cui la matericità della pietra è percepibile sulla parete grazie allo sfondo che ne preserva la trama, fedele alle imperfezioni della natura.
Stone è proposta in tre varianti di colore: Aventurine Stone, Turquoise Stone e Copper Stone. Tre tonalità intense perfette per dare carattere a interni dallo stile essenziale e contemporaneo.
La collezione è disponibile in diverse finiture e in formato fino a 960 x 320 cm. (www.ambientha.com)


antoniolupi

TRALERIGHE è la prima linea di carte da parati di antoniolupi. La collezione, disegnata da Gumdesign, nasce per il bagno ma può rivestire anche altri ambienti della casa.
I disegni di TRALERIGHE sono studiati su un algoritmo matematico. Il risultato sono rette orizzontali, verticali e oblique che si intersecano come fossero vive e in continuo movimento.
La collezione è formata da venti disegni in negativo e venti in positivo. Tutte le grafiche possono essere realizzate su supporto TNT con finitura vinilica o su supporto in fibra di vetro, a seconda delle esigenze. (www.antoniolupi.it)

GUARDA IL NOSTRO APPROFONDIMENTO SULLE
CARTE DA PARATI TRALERIGHE DI ANTONIOLUPI

Vasche da bagno di design? Ecco la nostra selezione. Fra forme tradizionali e riletture contemporanee.

“Un incontro con i pensieri, un appuntamento con la fantasia”.
(Luciano De Crescenzo, Così Parlò Bellavista)

È una nostra fedele compagna da secoli. È la protagonista di alcune scene cult della storia del cinema. È il simbolo per eccellenza del relax e dell’intimità. Parliamo della vasca da bagno, un elemento d’arredo iconico che è riuscito a rinnovarsi nel corso degli anni, e che ancora oggi tanti preferiscono alla doccia. Perché se la doccia è più pratica e veloce, e quindi più in linea con le esigenze contemporanee, il bagno è un piccolo lusso che sa donare un piacere impareggiabile.

Negli ultimi anni sono tanti i designer che hanno reinterpretato la vasca da bagno, attualizzandola sia nell’estetica che nei materiali. E sono tanti quelli che hanno proposto modelli compatti adatti anche ad ambienti molto piccoli.

Le possibilità di scelta per un bagno di design sono, dunque, davvero tante. Nella nostra ricerca ci siamo, però, concentrati in particolare sulle vasche da bagno “freestanding”. Le vasche che fanno bella mostra di sé anche in centro stanza, come sculture di design. Le vere eredi delle antiche tinozze in legno o metallo, da cui derivano le vasche da bagno contemporanee.

Ecco la nostra selezione.

 


ECCO LE PIÙ BELLE VASCHE DA BAGNO FREESTANDING DI DESIGN


Mastello, antoniolupi

Dimensioni compatte e massima attenzione all’ergonomia. È Mastello, la vasca da bagno in Flumood disegnata da Mario Ferrarini per antoniolupi. Con soli 135 cm, Mastello può essere installata in bagni dalle metrature ridotte, riuscendo comunque a ospitare al suo interno persone alte più di 195 cm. La seduta integrata e il bordo che si alza verso una delle estremità rendono la vasca funzionale e molto comoda (www.antoniolupi.it).

LEGGI IL NOSTRO APPROFONDIMENTO SULLA
VASCA DA BAGNO MASTELLO DI ANTONIOLUPI


Conca, Ideal Standard

Conca è la vasca da bagno progettata da Ludovica + Roberto Palomba per Ideal Standard. Una vasca per installazione a centro stanza dalle linee essenziali, perfetta per qualsiasi ambiente.
“Il nostro approccio è semplicissimo – racconta Roberto Palomba – qualità e design intuitivo con un occhio di riguardo al passato, garantendo al contempo i livelli di semplicità, purezza ed eleganza che soddisfano le esigenze della società moderna.”
Conca è in Ideal Solid, un materiale molto resistente, brevettato da Ideal Standard, composto da una miscela di resine e minerali naturali (www.idealstandard.it).


Immersion, Agape

Una reinterpretazione delle tradizionali tinozze di legno orientali. Possiamo riassumere così Immersion, la vasca da bagno firmata da Neri&Hu per Agape. Con le sue dimensioni compatte può essere installata anche in ambienti molto piccoli. Il progetto nasce infatti per rispondere alla drastica riduzione delle metrature degli appartamenti, causata dalla crescente densità di popolazione nelle città di tutto il mondo.
Immersion permette due posizioni differenti: una completamente immersi, l’altra più sollevata grazie alla seduta in legno iroko posizionata su uno dei lati (www.agapedesign.it).


Ribbon, Ex.t

Ribbon è la collezione di vasche da bagno di design disegnata da Sebastian Herkner per Ex.t. Come suggerisce il nome, il cuore del progetto è nella fascia in acciaio satinato, simile a un nastro, posta alla base. Un elemento funzionale e decorativo allo stesso tempo che dà personalità alla vasca e dona luminosità all’ambiente.
Ribbon è realizzata in LivingTec® ed è proposta in due varianti, con o senza fascia metallica alla base.‎ La collezione comprende anche un lavabo con struttura in acciaio o ottone  (www.ex-t.com).


Hammam, Rexa Design

Questa vasca da bagno freestanding fa parte della collezione Hammam disegnata da Monica Graffeo per Rexa Design. Una vasca dalle linee pulite e semplici realizzata in Shark, un materiale innovativo che si caratterizza per il suo effetto vellutato al tatto.
Hammam è disponibile in diverse colorazioni. Nella foto qui sotto, la vasca freestanding Hammam nella finitura Zenzero, una tonalità calda che si ispira alla terra e alla sabbia del deserto. (rexadesign.it)


Nouveau, Ex.t

Sempre di Ex.t è la vasca da bagno Nouveau. Un ampliamento della collezione firmata dalle designer Paola Vella ed Ellen Bernhardt, lanciata nel 2019. La vasca da bagno riprende le stesse linee di ispirazione Art Déco del resto della collezione.
Dalle dimensioni compatte e dalla forma circolare, la vasca può essere posizionata sia a parete che a centro stanza. Nouveau è realizzata in LivingTec®, un materiale resistente e piacevole al tatto, ed è proposta in bianco o in una delicata tonalità rosa cipria. (www.ex-t.com)

LEGGI LA NOSTRA INTERVISTA A BERNHARDT&VELLA 


Reflex, antoniolupi

Reflex è la prima vasca da bagno trasparente di antoniolupi. È realizzata in Cristalmood, una resina di nuova generazione brevettata da antoniolupi, chiamata così per le sue caratteristiche di trasparenza e lucentezza. Il Cristalmood riflette infatti la luce come un cristallo, creando continue variazioni cromatiche.
La vasca è proposta in 10 varianti di colore: Fumè, Nebbia, Ocra, Bottiglia, Petrolio, Ginger, Cobalto, Sangria, Ambra e Lime. (www.antoniolupi.it)

Scopri di più sul Cristalmood, una straordinaria resina trasparente e colorata


Calle, Gruppo Geromin

Rettangolare o ovale. Sono queste le due forme di Calle, la vasca da bagno di Gruppo Geromin. Calle è realizzata in Tecnotek, un materiale innovativo morbido al tatto e piacevole alla vista. Può essere integrata con lo speciale idromassaggio a 12 getti airpool, che libera micro-bolle di aria, e con un rilassante sistema di cromoterapia. Il tutto viene gestito da una tastiera touch integrata a bordo vasca. La zona tecnica, sotto il piano d’appoggio, è ispezionabile grazie ai suoi pannelli di tamponamento calamitati. (gruppogeromin.com)


ARGA 180, Jacuzzi

Una vasca da bagno con cui provare le stesse sensazioni di una SPA. È ARGA® 180, la nuova vasca idromassaggio di Jacuzzi. Una vasca dal design pulito ed essenziale, che può essere installata a parete, incassata ad angolo o posizionata a centro stanza. E che può essere ampiamente personalizzata nelle finiture: dalla rubinetteria a bordo vasca alle pannellature del rivestimento.
A rendere speciale il progetto di Jacuzzi è, però, la tecnologia Swirlpool®, che genera un delicato vortice d’acqua che avvolge il corpo e scioglie ogni tensione. Una sensazione di relax accresciuta dai giochi di luce emessi dai LED integrati. (www.jacuzzi.it)


Val, Laufen

Le vasche da bagno freestanding Val, disegnate da Konstantin Grcic per Laufen, esaltano il potenziale creativo che si racchiude nei materiali. Val ha linee semplici e bordi sottili ed è disponibile in due forme diverse: ovale o rotonda.
La superficie bianca e vellutata delle vasche da bagno Val è molto resistente e allo stesso tempo facile da pulire. (
www.laufen.it)


Amiata, Victoria + Albert

Forme organiche ed eleganti per Amiata, la vasca da bagno che Meneghelli Paolelli Associati ha progettato per l’azienda inglese Victoria + Albert. Un design senza tempo che la rende adatta a ogni ambiente, sia classico che contemporaneo.
A rendere ancora più versatile la vasca l’aggiunta di un’ampia gamma di colori RAL. Oltre alle sei finiture di vernice standard esistenti, dal 2019 Amiata può essere personalizzata con ben 194 colori, disponibili in finitura lucida o opaca. (vandabaths.com)


Round Fisher, Boffi

Round Fisher di Boffi si aggiunge al precedente modello ovale, ispirato alla bellezza naturalistica di Fisher Island. Il progetto firmato da Piero Lissoni si caratterizza per la forma semplice e pulita. Un disegno archetipico pensato per contenere l’acqua e per accogliere il corpo, in piena sintonia con l’ambiente.‎
A vestire la vasca da bagno è il Corian®, un materiale piacevole al tatto che trasmette un senso di protezione. (www.boffi.com)


Morphing Collection, Zucchetti e Kos

Una rilettura contemporanea della classica vasca con i piedini. È Collection, il progetto di Ludovica+Roberto Palomba per Zucchetti e Kos. Le linee sono familiari perché rimandano a forme archetipiche impresse nella nostra memoria. Il materiale è invece l’innovativo Cristalplant, caratterizzato da un tocco morbido e vellutato.
Morphing Collection è disponibile anche nella versione bicolore white&red e white&black. (www.zucchettikos.it)


Febe, Ceramica Cielo

Febe è la vasca da bagno disegnata da Andrea Parisio e Giuseppe Pezzano per Ceramica Cielo. Essenziale e compatta, può essere installata sia a centro stanza sia lungo la parete, diventando una doccia.‎ I tratti distintivi della vasca sono i bordi asimmetrici e il comodo piano d’appoggio su un lato, dove riporre profumi, sali da bagno e saponi. Per il massimo del comfort. (www.ceramicacielo.it)


Belt, Arbi

Belt è la vasca da bagno di design firmata da Meneghello Paolelli Associati per Arbi Arredobagno. Una vasca freestanding dalle linee essenziali e arrotondate. Belt è realizzata in tekno, un materiale durevole e resistente, e ha la superficie opaca. Il nome “Belt” nasce dal bordo esterno che sembra stretto da una cintura. Un dettaglio che dà alla vasca una maggiore profondità e crea un interessante gioco di luci e ombre. (arbiarredobagno.it)


Ino, Laufen

La vasca da bagno Ino di Laufen è stata disegnata dal francese Toan Nguyen. Il design reinterpreta le forme classiche delle vasche. Il materiale è l’innovativa resina Sentec. Le pareti, leggere ma estremamente stabili e resistenti, sono il risultato dello stampaggio a parete unica.
La vasca freestanding Ino ha una silhouette slanciata, arricchita da un piccolo poggiatesta. (
www.laufen.it).


Rak-Cloud, RAK Ceramics

Linee sinuose e forme mutevoli come le nuvole. Parliamo di Rak-Cloud, la collezione creata da Giuseppe Maurizio Scutellà per RAK Ceramics. Una linea di vasche dal design morbido ed essenziale, perfetta per ogni stile.
‎Rak-Cloud è disponibile in due finiture – bianco opaco e bianco alpino lucido – e in 5 colori diversi. Le vasche da bagno sono realizzate in RAKSOLID, un materiale durevole composto da una miscela di minerali naturali e resine. (www.rakceramics.com)


BetteStarlet, Bette

Chiudiamo la nostra rassegna sulle vasche da bagno di design con le scenografiche vasche freestanding BetteStarlet. Una collezione che si caratterizza per il suo design minimale e il colore nero opaco. Una finitura chiamata “ebano” che dona alla vasca una presenza monolitica.
Le vasche BetteStarlet sono prodotte dall’azienda tedesca Bette e vengono realizzate in acciaio al titanio vetrificato. Un materiale composito, gradevole al tatto, igienico, duraturo e robusto, ideale per l’ambiente del bagno. Questa colorazione resiste ai raggi UV e resta inalterata nel corso degli anni. (www.bette.de)


SCOPRI ANCHE LA NOSTRA SELEZIONE DI RUBINETTI DI DESIGN

Un apparecchio per ascoltare musica che ci regala un sorriso da oltre 50 anni. Ecco l’iconico radiofonografo disegnato dai fratelli Castiglioni per Brionvega.

“Gli oggetti devono fare compagnia”, diceva Achille Castiglioni. Un’affermazione che trova piena espressione nel radiofonografo che disegnò per Brionvega insieme al fratello Pier Giacomo. Un innovativo apparecchio per ascoltare la musica, ma anche e soprattutto un oggetto “amico” pensato per avvicinare la tecnologia all’uomo.

Perfetta sintesi di estetica e funzione, il radiofonografo dei fratelli Castiglioni è figlio di quei mitici anni ’60 che hanno segnato un vero Rinascimento per il nostro Paese, mostrando il ruolo che il design può giocare per rilanciare l’industria. Non poteva quindi mancare nella nostra rassegna dedicata al grande design italiano.

La nascita di un’icona

Il radiofonografo è disegnato da Achille e Pier Giacomo Castiglioni nel 1965. L’idea di partenza è di “dare mobilità e dinamismo a un oggetto per sua natura statico”, offrendo la migliore esperienza di ascolto possibile. Il risultato è un apparecchio stereofonico ad alta fedeltà, con prestazioni acustiche assolutamente innovative per l’epoca.

Non solo, però. Come dicevamo, il radiofonografo di Brionvega è anche un oggetto pensato “per fare compagnia”. Il suo aspetto antropomorfo e il suo sorriso gli danno infatti un aspetto vivo, trasformandolo in un vero e proprio “compagno”.

Come si compone il progetto

Pensato come un apparecchio autoportante componibile, il radiofonografo di Brionvega è costituito da volumi separabili. Le casse possono essere disposte in modi diversi: appoggiate sul corpo centrale per ascoltare la radio e ridurre così l’ingombro, posizionate sui due fianchi per ascoltare i vinili, oppure collocate in un altro punto della stanza per sfruttare al meglio la stereofonia.

Il sostegno del corpo centrale è in fusione di alluminio anodizzato ed è dotato di quattro ruote che permettono di spostare facilmente l’apparecchio.

Un successo internazionale

Il radiofonografo di Brionvega vanta un successo enorme. È esposto nei più importanti musei del mondo. È protagonista di tanti film e serie TV. Ed è stato fedele compagno di vita di tante star. Un nome su tutti David Bowie, che ha addirittura modificato la radio con giradischi dei fratelli Castiglioni per renderla più simile a lui. L’icona del pop, infatti, dipinse di nero la manopola destra, in modo da rendere i due “occhi” dell’apparecchio di colore diverso come i suoi.

La riedizione speciale per i 55 anni

Il radiofonografo dei fratelli Castiglioni nel 2020 ha compiuto 55 anni. Un compleanno che Brionvega ha celebrato con PRIMO, la riedizione del primo progetto del 1965, realizzata in una pregiata finitura Noce Canaletto. 

Per l’occasione, sono stati proposti 100 esemplari esclusivi. Un numero limitato visto il grande sforzo richiesto a livello produttivo. Ogni radiofonografo PRIMO è, infatti, realizzato in modo artigianale. Dalla levigatura dei pannelli in legno alla lucidatura a mano del piedistallo, dai fori delle scocche, verniciate a mano in più passaggi, all’assemblaggio dei diversi componenti. Un processo che richiede ben 26 ore di lavoro.

Prodotto: radiofonografo.

Designer: Achille e Pier Giacomo Castiglioni.

Anno: 1965

Azienda: Brionvega.

Ci piace perché ci regala un sorriso ogni giorno da oltre 50 anni.

Ecco i più bei diffusori per ambiente di design. Per profumare l’ambiente arredando.

Profumare arredando. È questa una delle tendenze in tema di home decor. Già, forse complice la grande popolarità che i profumatori per ambiente stanno avendo negli ultimi tempi, oggi sempre più designer stanno reinterpretando questo oggetto. Dalle “piante” in legno profumato firmate da Marcel Wanders per Alessi alle lampade olfattive di Tonatto, dai diffusori di profumo per ambiente con le briccole veneziane di Locherber Milano ai bonsai di Design House Stockholm.

Ecco la nostra selezione.


I diffusori di profumi per ambiente di design


Desiderio, Blueside Emotional Design

Non solo bastoncini. I diffusori per ambiente di design possono anche essere spray. Un esempio interessante è Desiderio, una novità 2020 di Blueside Emotional Design dalla chiara ispirazione rétro.
Composto da un contenitore in vetro borosilicato dalla forma sferica e da un pescante in vetro verticale o a serpentina, Desiderio sembra appena uscito da un film degli anni ’20.
La collezione comprende 4 versioni di diverse dimensioni: 100 ml, 1 lt, 4 lt e 10 lt. Il design è di Francesco Paretti(www.blueside-design.com)


The Five Seasons, Alessi

In una rassegna sui diffusori per ambiente di design non può mancare The Five Seasons, il progetto firmato da Marcel Wanders per Alessi.
Con The Five Seasons, Wanders trasforma la profumazione per la casa in un vero oggetto d’arredo. Costituito da una base in porcellana e foglie in legno di mogano, il profumatore assume infatti le sembianze di una “pianta”.
Come si diffonde il profumo? Con un tocco della mano, la base di porcellana ruota su se stessa e l’aria passa tra le foglie di legno impregnate di essenza. Si può scegliere tra cinque diverse foglie, ognuna abbinata a una delle fragranze della collezione. (www.alessi.com)


PHIL, Tonatto

Si chiama PHIL ed è disegnata da Astrid Luglio la lampada olfattiva di Tonatto.
Il progetto nasce dall’obiettivo della Maison torinese di reinterpretare l’esperienza olfattiva con un nuovo supporto. Cuore del progetto è un filtro di carta che assorbe le fragranze di Tonatto prima che siano imbottigliate. Il filtro poggia su una base in ottone, realizzata da un artigiano orafo, e diffonde il profumo con il calore della luce.
Grazie al sistema di calamite, i filtri si possono cambiare facilmente. Un vero incantesimo d’amore. (www.tonatto.com)


Bonsai, Design House Stockholm

Dalle piante in legno di Marcel Wanders ai bonsai in rattan di Takafumi Nemoto. Parliamo di Bonsai, il diffusore per ambiente di Design House Stockholm.
Stanco dei classici bastoncini in legno, il designer giapponese li ha sostituiti con rami e foglie in rattan intrecciati a mano.
La collezione comprende tre modelli: Bonsai Cloud, Bonsai Blossom e Bonsai Breeze. Ognuno poggia su una base in grès contenente un olio profumato, che diffonde una fragranza fresca e naturale. (www.designhousestockholm.com)


GUARDA IL NOSTRO APPROFONDIMENTO SU BONSAI


Profumo, Ichendorf

Il porta essenze Profumo, disegnato da Cristina Celestino, gioca sulla sovrapposizione di due volumi semplici: il cilindro e la sfera. Il primo può essere liscio oppure impreziosito da scanalature che solcano il vetro in verticale. La sfera, tagliata a 45 gradi, è un omaggio alle ampolle dei maestri profumieri.
Il diffusore è in vetro borosilicato soffiato a lume ed è disponibile in due versioni. Una da 500 ml e una più piccola da 250 ml. (www.ichendorfmilano.com)


The Elements, Tom Dixon

The Elements è la collezione di fragranze per la casa proposta da Tom Dixon, ispirata ai quattro elementi della natura: Fuoco, Aria, Terra e Acqua. Quattro profumi leggeri ma di carattere presentati in raffinati diffusori di design. Bottigliette in vetro soffiato a bocca, di quattro colori diversi, decorate con lettere applicate a mano.
Per diffondere il profumo, c’è un rametto di carbone di provenienza britannica. (www.tomdixon.net)


Collaps, Moreno Ratti

Il profumatore per ambiente Collaps fa parte dell’omonima collezione autoprodotta da Moreno Ratti, designer che da anni è concentrato sulla lavorazione creativa del marmo.
L’idea è quella di creare una serie di oggetti in vetro che “collassano” sotto il peso del coperchio in marmo. Un contrasto molto forte, interpretato da Moreno Ratti in maniera intelligente e creativa.
Ogni pezzo è realizzato a mano in tiratura limitata. (morenoratti.com)


Vase Diffusers, Skandinavisk

Heia, Lysning, Rosenhave. Tre fragranze, tre fughe nei paesaggi scandinavi. Sono i profumatori in vaso del brand svedese Skandinavisk. Tre diffusori che portano in casa i profumi e le sensazioni rilassanti della natura nordica.
I tre profumatori sono proposti in un contenitore di vetro decorato soffiato a bocca, che ricorda i piccoli vasi con un fiore. Per tutti i nordic addicted ma non solo. (skandinavisk.com)


Home Fragrances, FAINA Design

Un set di sfere in vetro soffiato, ognuna pensata per un profumo diverso. Sono le nuove fragranze per ambiente dell’eclettico brand ucraino Faina Design.
3 profumatori per ambiente dal design minimale. 3 tonalità differenti. 3 fragranze differenti. Come unico elemento decorativo, le bolle della soffiatura imprigionate nel vetro, che rendono un diffusore diverso dall’altro.

I 3 profumi sono MÓCHAR, simbolo della connessione con la terra e caratterizzato da un’armonia di fieno, aghi di ginepro e corteccia di betulla. POLYN, che diffonde i toni affumicati dell’assenzio di Taurian, del timo, dell’abete dei Carpazi e della camomilla di campo appena raccolta. E CVIT che rivela una scia di femminilità floreale con accenti di pepe e salvia, di felce e di infiorescenze di campo. (www.yakusha.design)


Fragrance Diffuser Collection, Fazzini

Fazzini Home Fragrances è la linea di diffusori per ambiente progettata da Hangar Design Group per Fazzini, il noto brand di biancheria per la casa.
Il profumatore è costituito da un vaso in ceramica dalle forme essenziali, realizzato con la tradizionale tecnica al tornio.
Un piccolo capolavoro di artigianato e design vincitore dell’IF Design Award 2018. (fazzini23.onretelit.com)


Venetiae, Locherber Milano

Un omaggio a Venezia e alla sua storia. È Venetiae, il profumatore per ambiente di Locherber Milano realizzato con le briccole.
I celebri pali in legno che delimitano le zone navigabili nella laguna di Venezia devono essere sostituiti ogni vent’anni, perché deteriorati dall’erosione delle teredini, i molluschi che si nutrono di legno. Locherber Milano ha recuperato le briccole rovinate e le ha trasformate nei tappi del diffusore. Il risultato è un piccolo gioiello di alto artigianato. (locherbermilano.com)


Stile, CULTI MILANO

Il diffusore Stile di CULTI MILANO si veste con un elegante abito. L’azienda ha, infatti, lanciato una fascia in ecopelle per il profumatore nel suo formato Magnum da 4300 ml. La fascia è disponibile in nero e cognac ed è impreziosita dal logo CULTI MILANO. Un accessorio ricercato per decorare con discrezione. (www.culti.com)


 

Ice Cream, Lladrò

Cremoso come un gelato alla panna. È Ice Cream, uno dei profumatori per ambiente di design del brand spagnolo Lladrò.
A comporre il diffusore un contenitore in porcellana bianca opaca e un coperchio in metallo dorato. All’interno c’è un flacone in vetro trasparente con 200 ml di essenza e sei bastoncini da 20 cm. Questo oggetto decorativo è prodotto a mano in Spagna ed è disponibile anche nella versione portacandele(www.lladro.com)


Foto di copertina: Skandinavisk.

La bellezza leggera e dinamica delle sedie a 3 gambe.

Sedie a 3 gambe? Le sedie, per tradizione, hanno 4 gambe. Ma non sempre! La storia del design ci mostra come i più grandi maestri del design si siano spesso sbizzarriti a immaginare e a progettare tanti modelli di sedie con tre gambe. Parliamo di designer del calibro di  Ray & Charles Eames, Hans J. Wegner, Arne Jacobsen, Max Bill, Angelo Mangiarotti, Lina Bo Bardi, Philippe Stark e molto altri…

A differenza delle sorelle più classiche, le sedie a tre gambe si caratterizzano per una linea più snella, più leggera, e comunicano una forte sensazione di dinamismo. Ma non preoccupatevi… Sono stabili e sicure esattamente come tutte le altre.

LE PIÙ ICONICHE SEDIE A 3 GAMBE DELLA STORIA DEL DESIGN DAGLI ANNI ’40 AGLI ANNI ’80

Vediamo allora in questa nostra rassegna quali sono le più celebri e le più belle sedie a 3 gambe della storia del design. La nostra selezione parte da quei modelli progettati dai grandi maestri a partire dagli anni 40, fino ad arrivare ai modelli più recenti degli anni 80 del secolo scorso. A parte la prima sedia di Ray and Charles Eames, tutte le altre sono ancora in produzione dalle aziende citate. Le sedie sono presentate in ordine cronologico. Buona lettura!


THREE-LEGGED SIDE CHAIR, RAY AND CHARLES EAMES

La prima sedia a tre gambe della storia del design contemporaneo è probabilmente quella disegnata nel 1944 da Ray and Charles Eames. È stata progettata in diversi modelli: sia con la gamba singola davanti, sia con la gamba singola dietro. La sedia si caratterizza per la seduta e lo schienale realizzati con un sottile foglio di multistrato curvato. I designer si erano costruiti, nel loro laboratorio di Los Angeles, una pressa “fai da te” per modellare il legno e con questa quale facevano i loro primi esperimenti, tra cui le celebri Three-legged Chairs. Il prototipo che vedete qui sotto è esposto nella collezione permanente del Victoria and Albert Museum di Londra.


DREIBEINSTUHL (ULM CHAIR), WB FORM

Questa bellissima sedia a tre gambe è stata disegnata nel 1949 da Max Bill. L’architetto svizzero, che aveva studiato nel celebre Bauhaus con maestri del calibro di Paul Klee e Wassily Kandinsky, fu tra i fondatori della celebre Scuola di Ulm. La sedia Dreibeinstuhl (in tedesco semplicemente sedia con 3 gambe) è realizzata in multistrato di faggio naturale ed ha le gambe in faggio massello curvato. La sedia di max Bill è un perfetto incontro tra forma e funzione, design e semplicità

www.wbform.com


SE 42, WILDE & SPIETH

Progettata nel 1949 da Egon Eiermanns per Wilde & Spieth, la sedia a tre gambe SE 42 è composta da tre semplici elementi in multistrato curvato sui quali si montano il sedile e lo schienale. Per la realizzazione Eiersmann si rivolse ad una piccola falegnameria di Esslingen, in Germania, che poi si è trasformata nell’azienda che la produce ancora oggi. La SE 42 è realizzata in faggio ed è disponibile in finitura naturale o colorata, anche in versione bicolore. Il designer ha pensato di inserire sotto il sedile un sistema di ammortizzatori in gomma che rende sedia particolarmente comoda.

www.wilde-spieth.com


VALET CHAIR PP250, PP MØBLER

La Valet Chair fu progettata nel 1951 da Hans Wegner, come oggetto pratico per disporre gli abiti prima di andare a letto. Il sedile.si può sollevare e si trasforma nell’appendino per i pantaloni. In un vano ricavato sotto la seduta si possono essere riposti piccoli oggetti come chiavi, portafogli, occhiali etc. Le prime 10 Velet Chair furono ordinate dal de di Danimarca Frederik IX, che se ne innamorò a prima vista.

www.pp.dk


ANT CHAIR, FRITZ HANSEN

La Ant Chair, progettata dal designer e architetto danese Arne Jacobsen nel 1952 per Fritz Hansen, è un altro capolavoro minimalista del design scandinavo. La prima era stata progettata dal designer danese con solo tre gambe, per dare maggior spazio e maggior libertà di movimento alle gambe dell’utilizzatore. Solo successivamente nasce la versione più tradizionale a 4 gambe. Entrambi i modelli vengono realizzati ancora oggi.

fritzhansen.com

GUARDA IL NOSTRO ARTICOLO DI APPROFONDIMENTO SULLA ANT CHAIR


GUBI: NAGASAKI CHAIR

La Nagasaki Chair è stata disegnata nel 1954 dal francese Mathieu Matégot. Fu esposta nello stesso anno al Salon des Artistes Décorateurs di Parigi. La sedia ha una strutttura a tre gambe in tubolare mentre lo schienale è realizzato con un foglio metallico traforato e curvato. Il sedile imbottito, che riuprende la forma di una sella, è sostenuto da una staffa agganciata alle gambe. La Nagasaki Chair, prodotta ancora oggi da Gubi fa parte della collezione permanente del Vitra Design Museum.

www.gubi.com


CARL HANSEN & SØN, SHELL CHAIR CH07

Disegnata da Hans J. Wegner nel 1963, questa comoda sedia a tre gambe è oggi una delle più celebri icone del design scandinavo. Ma la sua storia non è iniziata con un successo. La Shell Chair infatti non venne molto apprezzata dal pubblico degli anni 60, forse per via del suo design giudicato eccessivamente minimale e azzardato. Ma quando Carl Hansen & Søn la rieditò nel 1998, la risposta del pubblico fu estremamente positiva. Realizzata in multistrato curvato, si caratterizza per la seduta a conchiglia (da qui il nome) e per l’azzardata gamba posteriore, un dettaglio strabiliante che la rende ancora attualissima.

www.carlhansen.com


HAY, J10T CHAIR

La sedia a tre gambe J107 Chair disegnata nel 1965 da Poul M. Volther per l’azienda danese HAY è un classico del design nordico. L’aspetto è decisamente vintage. La sua estrema semplicità e il design essenziale si unisce alla qualità dei materiali. La sedia, che ha la struttura in legno di faggio, è disponibile nelle finiture naturale o laccata in 5 colori.

hay.dk


TRE 3, AGAPECASA

TRE 3 è una storica seduta disegnata nel 1978 per Agapecasa da Angelo Mangiarotti . Si tratta di una sedia a tre gambe realizzata in legno e cuoio. L’unica gamba posteriore, più alta delle altre, sostiene un elemento in cuoio che forma la morbida seduta e lo schienale. La sedia TRE 3 ha la struttura in rovere massello naturale o scuro, mentre la seduta in cuoio può essere in color naturale oppure nero.

www.agapecasa.it


COSTES, DRIADE

Disegnata nel 1984 da Philippe Starcke per Driade, la poltroncina a 3 gambe Costes fu pensata per l’omonimo bar parigino, oggi purtroppo chiuso. Costes segna l’inizio della collaborazione tra il designer francese e il brand milanese. Una scocca il legno curvato è sostenuta da una struttura in tubolare metallico nero. Le finiture sono: mogano, mogano ebanizzato, rovere grigio, wengé rigato o bamboo. Qui sotto, i modelli in bambù e in mogano ebanizzato.

www.driade.com


GIRAFA CHAIR, DPOT

Girafa Chair è un’insolita sedia con 3 gambe è stata disegnata nel 1986 dalla grande designer italo-brasiliana Lina Bo Bardi insieme a Marcelo Suzuki. La semplicità delle linee ne fanno quasi un oggetto d’arredo per bambini. E infatti oltre alla sedia da pranzo i designer hanno progettato anche uno sgabello alto e una seggiola bassa per i più piccoli. La sedia è composta da una seduta tonda e dalle tre gambe in legno, una delle quali si allunga per trasformarsi in schienale e per poi chiudersi a T. Un segno minimale che però ne facilita la presa e il trasporto.

www.dpot.com.br


CHAIR PP58/3 PP MØBLER

La sedia PP58/3, la versione a tre gambe della più celebre PP58. L’ha disegnata Hans Wegner sempre per PP Møbler nel 1988, quando il designer danese aveva già 74 anni. A differenza del modello a 4 gambe, questa è impilabile. Si può scegliere la versione in betulla, in faggio, in rovere, oppure laccata in diversi colori.

www.pp.dk


LE PIÙ ICONICHE SEDIE A 3 GAMBE DI DESIGN CONTEMPORANEO

La tradizione di disegnare sedie con 3 gambe prosegue fino ai nostri giorni. Eco qui di seguito una selezione delle sedie più recenti che ci sono piaciute di più. In rigoroso ordine sparso!


COLE’, TRIA

La sedia Tria di Colé Tria si ispira alle forme impossibili dell’artista e incisore olandese Maurits Escher. La seduta si basa su un gioco di intersezioni che crea un effetto ottico insolito e dinamico. La sedia Tria con la sua seduta a corolla-può essere usata in due modi differenti. Sedendosi al centro, con un doppio schienale avvolgente, oppure di fianco. n questo caso lo schienale per chi la usa è singolo.

coleitalia.com


BAVARESK CHAIR, DANTE

Questa sedia a 3 gambe è stata disegnata da Christophe de la Fontaine per l’azienda tedesca Dante. Si chiama Bavaresk e si ispira ai tradizionali arredi bavaresi. La sedia è realizzata in legno di faggio ed è disponibile in legno laccato oppure rivestita in tessuto o in pelle. Lo schienale può essere ingentilito da un cuscino in tessuto, minimale come la sedia stessa.

www.dante.lu


LINE CHAIR, RILUC

È realizzata con un grosso tubo curvato la Line chair del brand portoghese Riluc. Disegnata dal franco-portoghese Toni Grilo, la Line Chair è realizzata in acciaio inox con una tecnica artigianale molto complessa. La sua forma dalle ampie curve la rende una vera icona pop. Line Chair è una sedia ma è al tempo stesso una scultura domestica. È disponibile nella versione acciaio lucido o placcata in titanio con effetto oro oppure rame.

riluc.com


FRAMA, TRIANGOLO CHAIR

Disegnata dall’olandese Per Holland Bastrup per Frama, la Triangolo chair si distingue per il suo sedile triangolare oltre che per le tre gambe e l’anello che funge da schienale. La Triangolo Chair è realizzata interamente in metallo ed è disponibile nella finitura acciaio chiaro oppure nera.

framacph.com


PORVENTURA, ICON

La sedia Icon dell’azienda portoghese Porventura ha un aspetto estremamente lineare. Disegnata da Miguel Soeiro, ha la struttura in legno in tre essenze: betulla nella finitura bianco opaco oppure faggio, e noce americano. La sedia Icon, disponibile anche nella più ampia versione a poltroncina, ha la gamba posteriore inclinata che sostiene lun elemento a ferro di cavallo che serve da schienale e braccioli.

www.porventura.pt


LINTELOO, MARK

La sedia Mark prodotta da Linteloo è stata progettata dal designer tedesco Sebastian Herkner. La sedia, che fa parte di una collezione che comprende anche un tavolo da pranzo, si caratterizza per I suoi tratti forti. La sua silhouette è decisamente grafica ed ha un carattere importante con la sua gamba posteriore così larga, volutamente sovradimensionata. based on the use of solid wood and strong shapes. La struttura in legno di betulla può essere in finitura naturale o colorata in varie tonalità.

linteloo.com


SANDLER MUDLER, PYTHAGORAS CHAIR

Ha un aspetto vagamente “futurista” questa sedia a tre gambe disegnata da Sander Mulder. Si chiama Pythagoras chair ed ha seduta e schienale in alluminio verniciato a polvere. La sedia è disponibile con le gambe in rovere chiaro oppure in alluminio (in questo caso, è anche adatta all’outdoor). Questa particolare sedia arriva in un pacco piatto composto da solo 5 elementi, facilmente assimilabili. Esiste anche una versione a 4 gambe.

www.sandermulder.com


SPADE CHAIR, PLEASE WAIT TO BE ASEATED

Spade chair, disegnata da Faye Toogood per il brand danese Please Wait To Be Seated, è una sedia dal design ridotto all’essenziale. La sedia è realizzata in legno di frassino. Lo schienale cilindrico che termina con una forma a T, ricorda l’impugnatura delle spade per bambini. Proprio per questa sua forma, lo schienale può essere utilizzato anche come un pratico portaoggetti.

pleasewaittobeseated.dk


PENSANDO AD ACAPULCO, DE CASTELLI

Pensando ad Acapulco è un omaggio dichiarato all’iconica Acapulco Chair degli anni ’50. Firmata da Ivdesign per De Castelli, la sedia Pensando ad Acapulco. La desia è composta da una struttura a tre gambe in ferro che sorregge la seduta conica, composta da 3 spicchi che possono essere in rame, in acciaio o in ottone lucido.


PETIT CHAIR, DE LA ESPADA

Chiudiamo la rassegna con una novità appena lanciata sul mercato. La piccola Petit Chair disegnata da Neri & Hu per De La Espada.

Petit chair è una sedia da pranzo con la struttura in legno massello e il sedile imbottito, rivestito in pelle o in tessuto. Questa sedia a tre gambe è stata appositamente progettata da Neri & Hu per il ristorante Papi di Parigi. L’obiettivo dei designer era di creare una sedia pratica, leggera e che occupasse poco spazio. Ovviamente è disponibile anche una versione a 4 gambe…
La sedia è disponibile in diverse essenze di legno: noce nero americano, rovere bianco americano o, frassino europeo. Il legno può essere naturale o tinto (delaespada.com).

Gli specchi da tavolo di design sono un oggetto fra memoria e contemporaneità. Ecco la nostra selezione.

Belli da guardare e perfetti per guardarsi. Oggi parliamo degli specchi da tavolo di design. Un accessorio simbolo di vanità, tradizionalmente usato per impreziosire un angolo della camera da letto e accompagnarci nella nostra beauty routine. Ma anche un oggetto carico di magia che ha ispirato tanti designer nel corso degli anni.

Qualche idea? Detto fatto. Abbiamo raccolto per voi 18 specchi da tavolo di design. Fra proposte minimal e specchi dal sapore rétro, grandi brand e designer indipendenti.

Ecco la nostra selezione.


GUARDA ANCHE I NOSTRI ARTICOLI SUI
MOBILI DA TOELETTA E SUGLI SPECCHI DA TERRA


 

Nimbus Table Mirror, Menu

“Un piccolo amico che ti aiuta quando hai bisogno”. Così Krøyer-Sætter-Lassen racconta Nimbus, il suo specchio da tavolo per Menu.
Il progetto parte da una riflessione: come una cornice può circondare un quadro, senza distogliere l’attenzione dalla bellezza dell’opera. Il risultato è una cornice curvain ottone lucido o brunito, dall’eleganza discreta. Per aggiungere un accento prezioso lasciando, però, lo specchio protagonista. (menuspace.com)


Half Moon Mirror, Kristina Dam

Scultura o specchio da toeletta? È Half Moon Mirror di Kristina Dam Studio. Una mezza luna dal design minimale che può portare una nota di romanticismo in qualsiasi ambiente.
Half Moon Mirror è proposto con base in marmo bianco o in legno di quercia. Lo specchio è disponibile nella versione standard o anticata, a seconda che si voglia dare priorità all’aspetto funzionale o a quello decorativo. (kristinadam.dk)


Nur Mirror, Zanat

Ricorda un piccolo totem tribale lo specchio da tavolo Nur Mirrordisegnato da Monica Förster per Zanat. Lo specchio sagomato ha un’impugnatura in legno di acero nero. Una volta utilizzato, lo specchio si può riporre sul tavolo, infilando il manico in una base d’appoggio dalla forma conica, intagliata a mano in diverse decorazioni. (www.zanat.org)

 


Reflecting Marble, Soda Designers

Si chiama Reflecting Marble l’elegante specchio da tavolo di Soda Designers.
A comporre il progetto due lastre di marmo incastrate l’una nell’altra, come fossero le carte di un mazzo. Un gioco di incastri reso possibile dallo spessore ridotto del materiale. Su ognuna delle due lastre di marmo è applicato uno specchio. Posizionando le due superfici a specchio a un’angolazione di 90°, si ottiene un’area di riflesso praticamente infinita. (www.soda.at)


IO, Gejst

Un giroscopio. È questo dispositivo fisico impiegato per navigare nei satelliti e nei sottomarini ad aver ispirato IO, lo specchio da tavolo disegnato da Michael Rem per Gejst. Il risultato è uno specchio dal design puro ed essenziale che può essere utilizzato anche come semplice elemento di decorazione.
IO è disponibile in 2 colori: nero e rosa (il rosa solo come specchio per il trucco). La versione per il trucco è dotata di lente d’ingrandimento. (gejst.com)


Muse Table Mirror, Woud

Un po’ specchio, un po’ portagioielli. Muse, il progetto firmato da Laurene Bourgeron per Woud, è uno specchio da tavolo che combina diverse funzioni.
La base circolare può accogliere accessori per il trucco e piccoli oggetti. La struttura permette di riporre i gioielli. Lo specchio circolare fa il paio con la base di Muse, creando un equilibrio armonico.
Un oggetto funzionale, ma anche un complemento decorativo dal deciso segno grafico. (woud.dk)


Flip, Normann Copenhagen

Parlando di specchi da tavolo di design, è d’obbligo citare Flip di Normann Copenhagen. Lo specchio, disegnato da Javier Moreno, si ispira al tradizionale tavolo da toeletta. Come un tavolo per il trucco, Flip unisce due funzioni in una: specchio e spazio contenitivo. Invece dei cassetti, nello specchio di Normann Copenhagen c’è un piccolo vassoio a ospitare i gioielli e il necessario per il make up.
Flip è in metallo laccato, disponibile in diverse finiture e colori. Lo specchio può essere ruotato verso l’alto, verso il basso o di 360 gradi(www.normann-copenhagen.com)


Slide, Fritz Hansen

Un altro specchio da tavolo dal design minimale, con portaoggetti integrato. Si chiama Slide ed è firmato dalla designer giapponese Karin Nakamura per la collezione accessori di Fritz Hansen
Questo piccolo specchio da toilette è nato dalla collaborazione tra il Central St. Martens College of Art & Design e Fritz Hansen, dove ha studiato la Nakamura. La designer racconta di essere stata influenzata, nella progettazione dello specchio, dall’approccio minimalista tipico della cultura giapponese. (fritzhansen.com)

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Sophie, Salvatori

L’eleganza del marmo trova piena espressione in Sophie, lo specchio da tavolo di Salvatori. Il marmo Bianco di Carrara compone, infatti, la cornice dello specchio e la base a forma di cono su cui poggia.
Il design minimale rende lo specchio Sophie adatto per diversi ambienti: dal bagno alla camera da letto, fino al living. (www.salvatori.it)


Flow Table, Ginger&Jagger

Lungo le rive di un fiume, i rami degli alberi catturano gli oggetti che scorrono nell’acqua. Lo specchio da tavolo Flow di Ginger&Jagger racconta questo dialogo fra alberi, acqua e terra. Il ramo qui è però in fusione di ottone e funge da base per la cornice in marmo Nero Marquina che sostiene lo specchio circolare.
Flow è lavorato interamente a mano a Porto. (www.gingerandjagger.com)


Mirror Mirror, Maria Bruun

Specchio specchio delle mie brame… Riprende la celebre frase della perfida regina di Biancaneve Mirror Mirror, la collezione disegnata da Maria Bruun. Una serie di specchi angolari pensata per inserirsi in ogni angolo della casa e per raccontare storie da diversi punti di vista. Perché se uno specchio di norma racconta solo un lato della storia, Mirror Mirror riflette la realtà in modo sfaccettato.
Un progetto tra funzionalità e magia. (mariabruun.com)


Apollo, Pulpo

Sembra una roccia lunare la base di Apollo, lo specchio da tavolo disegnato da Studio Furthermore per Pulpo. In realtà, si tratta di alluminio pressofuso grezzo. Un progetto dalle forme semplici, che punta tutto sui materiali e sui loro contrasti.
Gli specchi da toeletta Apollo sono proposti in due misure. A voi la scelta. (pulpoproducts.com)


Culti domestici, Stella Orlandino

Una specchiera da toeletta pensata come una piccola architettura domestica. È Culti domestici, lo specchio da tavolo firmato dalla designer Stella Orlandino.
Con le sue colonne in marmo di Carrara e il chiaroscuro delle scanalature lo specchio è, infatti, un chiaro omaggio alle architetture classiche.
Un ritorno alle forme pure. Un oggetto dal fascino senza tempo. (stellaorlandino.com)


Table Mirror, Fritz Hansen

Una sottile struttura in metallo verniciato e un ripiano in marmo. Progettata negli anni ’50 da Paul McCobb, questa specchiera da tavolo di Fritz Hansen sembra essere un oggetto dei giorni nostri. Merito del suo design senza tempo.
Una specchiera di design piena di fascino, ma anche un complemento d’arredo estremamente funzionale. Lo specchio può essere, infatti, ruotato di 360 gradi. (fritzhansen.com)


Cyclope, Moustache

Dichiara il suo carattere nel nome Cyclope, lo specchio da tavolo di Moustache. Il progetto firmato da Ionna Vautrin richiama infatti nella forma i Ciclopi, i giganti con un occhio solo della mitologia.
Con la sua superficie di forma convessa, lo specchio riflette lo spazio deformandolo. Un effetto che dà la sensazione che qualcuno ci osservi dall’altra parte.
Il “ciclope” poggia su una base conica in ceramica simile a un piedistallo. (www.moustache.fr)


Poudré Collection, Atelier Macramé

Uno specchio che nasce dai “cassetti dei ricordi dell’infanzia”. È Poudré, la linea di specchi di Atelier Macramé, il progetto di design autoprodotto creato da Laura Calligari.
Il cuore di Poudré è nel pattern geometrico sul retro. Un disegno realizzato con la scagliola, un’antica tecnica di intarsio che riproduce la resa visiva del marmo e delle pietre dure attraverso una mescolanza di gesso, colle naturali e pigmenti colorati. (www.ateliermacrame.it)

LEGGI IL NOSTRO APPROFONDIMENTO SULLA COLLEZIONE POUDRÈ 


Melt, Bower Studios

Due lastre in marmo verde Guatemala che tengono fermo uno specchio bifacciale. Ecco raccontato in breve Melt, lo specchio da tavolo progettato dallo studio newyorkese Bower Studios.
Lo specchio, prodotto in Portogallo, è stato lanciato sul sito di Bower Studios ed è disponibile dal marzo 2021.
La collezione Melt comprende anche uno specchio a parete. (bower-studios.com)


Erat, Lucie Kaas

La tradizione italiana incontra il design scandinavo in Erat, lo specchio da appoggio disegnato da Alberto Bellamoli per il brand danese Lucie Kaas.
A caratterizzare lo specchio è la base in terrazzo, un “materiale” amato da Alberto Bellamoli soprattutto per le sue origini povere. Il terrazzo veneziano è infatti un pavimento nato dagli scarti, realizzato con frammenti di pietre naturali e marmi colorati di varie dimensioni, tenuti insieme dal cemento. (luciekaas.com)

specchi da tavolo di design

GUARDA IL NOSTRO ARTICOLO SULLE SPECCHIERE DA TERRA E SUGLI SPECCHI DA PARETE


Oggi le cucine outdoor offrono le stesse prestazioni delle cucine indoor. Per chi vuole cucinare in giardino o in terrazzo come un grande chef.


Cucinare in giardino o in terrazzo come un vero chef oggi è possibile. Già, se fino a qualche anno fa cucinare en plein air significava per lo più fare un barbecue con gli amici, ormai sempre più aziende propongono cucine outdoor multifunzionali che permettono di preparare pasti completi ed elaborati.

Sì, le cucine outdoor modulari sono curate nel design e offrono le stesse possibilità di personalizzazione delle cucine per interni: dalla composizione dei moduli alla scelta delle finiture, dagli elettrodomestici agli accessori. Tante possibilità in grado di accontentare ogni gusto e necessità, anche quelle dei cuochi più esigenti.


Materiali resistenti agli agenti atmosferici

Se la versatilità e il design delle cucine outdoor sono le stesse delle cucine indoor, i materiali sono diversi. Le cucine outdoor devono infatti resistere alle intemperie, alla corrosione, agli sbalzi di temperatura e ai raggi UV. Fattori che richiedono la scelta di materiali altamente resistenti, come l’acciaio inox AISI 316 o il legno trattato, per esempio.

Siete alla ricerca di una cucina outdoor? Ecco la nostra selezione. Di design, ovviamente.

 


CUCINE OUTDOOR DI DESIGN


Atelier Abimis

Cucinare all’aperto come un grande chef? La risposta viene dalla linea Atelier di Abimis. Dal 2018 le cucine di derivazione professionale in acciaio inox di Abimis sono, infatti, disponibili anche in versione outdoor. Le prestazioni sono le stesse delle cucine per interni: dalle infinite possibilità di personalizzazione agli elevati standard in termini di ergonomia e funzionalità. Così com’è la stessa l’attenzione al design.
Le cucine outdoor di Abimis, inoltre, possono essere installate vicino al mare o a bordo piscina. In questo caso, è utilizzato l’acciaio inox AISI 316. Una lega metallica estremamente resistente al cloro e alla salsedine. (abimis.com)


Tikal, Talenti

Piccole architetture dalle forme rigorose dove sono protagonisti i materiali. Si ispira alle architetture di culto mesoamericane Tikal, la prima linea di cucine outdoor di Talenti firmata dall’architetto Nicola De Pellegrini dello Studio Anidride Design.
La struttura di Tikal è in acciaio Zinco Magnesio e alluminio (Magnesit), con una speciale verniciatura per esterni adatta alle elevate temperature. Il top è realizzato con grandi lastre in grès dall’effetto cemento che, con la luce, evidenziano la matericità della cucina. (www.talentisrl.com)

Open Kitchen, Röshults

Il brand svedese Röshults ha creato un interessante sistema modulare di cucine per esterno. Si tratta di Open Kitchen, un catalogo completo di moduli base e di accessori per comporre la propria cucina outdoor su misura, anche grazie a un configuratore presente sul sito.
Il sistema Open Kitchen offre una flessibilità di composizione pressoché infinita. Così ognuno può personalizzare la propria cucina per il giardino, per il terrazzo o per il bordo piscina. Tutti gli elementi di Röshults si caratterizzano per un design rigoroso, minimale e senza tempo. (roshults.com)


AH01, Boffi

Il barbecue come non lo avete mai visto prima. Parliamo di AH01, la cucina per esterni di Boffi.‎ Un BBQ che offre elevate prestazioni di cottura a livello professionale. Il cuore del progetto è la piastra asportabile e di facile manutenzione. La sua inclinazione verso il lato frontale favorisce, infatti, il defluire dei liquidi raccolti in una vaschetta anteriore removibile.‎ Per una cucina equilibrata e sana, senza fumo e senza odori.
AHO1 è realizzata in acciaio inox AISI 316 e legno Iroko o Paperstone, materiali altamente resistenti agli agenti atmosferici. Il monoblocco può essere completato con la zona lavaggio, tavoli, penisole, panche di seduta integrate e un comodo carrello di servizio. Su richiesta si può avere anche il telo di copertura per esterno, realizzato con un materiale per uso velico impermeabile e protettivo.‎ (www.boffi.com)


QB 01, Sanwa

Un volume compatto su ruote che si può trasportare facilmente dall’interno verso l’esterno.‎ QB 01 di Sanwa è una cucina nomade versatile e funzionale, che può adattarsi a qualsiasi luogo.
Un tagliere in legno copre il lavabo a scomparsa, il piano cottura a induzione è portatile e può essere nascosto all’interno dei vani contenitore.‎ A completare la proposta un piccolo frigorifero, un cassetto portaposate e alcuni accessori (tagliere in legno, ceppo porta coltelli, contenitore per gli utensili).
QB 01 è realizzata in Paperstone, un materiale completamente naturale, resistente e facile da pulire, che deriva dal riciclo di carta da ufficio e cartone(info.sanwacompany.co.jp)


Artusi, Arclinea

Artusi Outdoor è la cucina per esterni proposta da Arclinea. Il materiale è l’acciaio inox AISI 316, la super lega metallica resistente ad agenti atmosferici, salsedine e cloro. L’anta è spessa 4 cm, isolata internamente e provvista di guarnizione magnetica, per evitare il rischio di infiltrazioni e intrusioni di insetti. I fusti sono in compensato marino Okoumé. Un contenitore termico, con cassettoni interni, offre la possibilità di conservare la temperatura di cibi e bevande.
Artusi Outdoor è disponibile nella versione a isola o a parete. (www.arclinea.it)


Libera, Elmar

Libera è la nuova cucina per esterni di Elmar, disegnata da Marco Merendi & Diego Vencato. Un modello di cucina compatto, elegante e funzionale, con struttura in acciaio e cemento colorato. Si tratta di Cementoskin, un nuovo materiale ecosostenibile dalle alte prestazioni, caratterizzato da una finitura superficiale che offre una sensazione tattile simile al velluto. (www.elmarcucine.com)


Modulnova

Acciaio verniciato con polveri epossidiche e Pietra Piasentina. Sono questi i materiali della cucina outdoor di Modulnova. Due materiali estremamente resistenti all’umidità, alle intemperie, agli sbalzi termici e all’usura.
Il progetto ha tutto ciò che occorre per cucinare: griglia da barbecue, friggitrice, forno a legna, piastra teppanyaki e piastra a induzione per le cotture tradizionali. Inoltre, comprende due zone di contenimento, uno spazio dedicato al lavaggio, una zona per refrigerare le bevande, una macchina per il ghiaccio e addirittura una vasca in Pietra Piasentina dove mantenere freschi i vini. (www.modulnova.it)


Officine Gullo

Colore, alta tecnologia ed efficienti prestazioni. Ecco raccontata in breve Pacific Light Blue, la cucina per esterni di Officine Gullo. La cucina è realizzata in acciaio ad alto spessore verniciato a fuoco, con finiture in ottone cromato e sportelli rivestiti in teak.
La zona cottura professionale è attrezzata con forno elettrico ventilato, triplo barbecue, maxi bruciatore ad alto rendimento con potenza pari a 10 kW e friggitrice a doppia vasca. La cappa a piramide è dotata di motore professionale e luci a LED. La zona lavaggio è ampia e dotata di lavello a vasca singola da 94 cm. La parete è completata con frigorifero professionale, erogatore per birra e produttore di ghiaccio. (www.officinegullo.com)


Incline, Minotticucine

Una vera scultura da giardino per cucinare all’aria aperta. È Incline, la cucina monoblocco in pietra disegnata da Alberto Minotti. Incline prende il nome dalla linea della sua struttura inclinata di 5° sui quattro lati. Un blocco squadrato, minimale, privo di qualsiasi ornamento.
Lunga 250 cm, la cucina ha il corpo in pietra Erafuoco rosso e la struttura in acciaio inossidabile. La vasca è in pietra con piletta nascosta e l’erogazione dell’acqua avviene mediante un foro praticato sulla pietra. Ai due estremi si aprono due cassettoni in acciaio inossidabile.
La cucina è dotata di
barbecue a gas per uso esterno col coperchio scorrevole in pietra. (minotticucine.it)



Convivium, Il Giardino di Corten

Convivium è una cucina outdoor completamente realizzata in Corten. Disegnata dallo studio Oxsimoro per il Giardino di Corten, è un sistema modulare molto flessibile.
La cucina Convivium può essere infatti configurata con due tipologie di griglie, un lavello con rubinetto estraibile, un contenitore per il ghiaccio, un cestello per le bottiglie e la vaschetta cocktail.
Al top in Corten può essere sovrapposto un piano di lavoro in teak, faggio o teflon. Ogni modulo è, infine, dotato di un ampio contenitore con ante. (ilgiardinodicorten.it)



Frame Kitchen Outdoor, Fantin

Sostenibilità. È questa la parola chiave di Frame Kitchen Outdoor di Fantin. La cucina disegnata da Salvatore Indriolo è, infatti, realizzata in metallo 100% riciclabile e con finiture a polveri atossiche. Nata da un modello per gli interni, dal 2020 Frame Kitchen è proposta anche per gli spazi esterni, grazie a un trattamento di cataforesi che la rende antiruggine e resistente agli agenti atmosferici.
La cucina è disponibile a 2 o 3 moduli, con top in acciaio Barazza e in una palette di 13 colori diversi. (www.fantin.com)


LEGGI ANCHE IL NOSTRO ARTICOLO SU COME ARREDARE UN SALOTTO OUTDOOR

Sedie outdoor di design? Ecco la nostra selezione. Per accompagnare con eleganza le vostre cene en plein air.

Avere un terrazzo o un giardino dove poter lavorare, leggere, mangiare, ritrovarsi con le persone care. È questo il vero lusso oggi. In un anno che ci ha costretto a trascorrere tantissimo tempo in casa, contare su uno spazio outdoor può fare davvero la differenza per il nostro benessere.

Per questo i confini tra indoor e outdoor sono diventati ancora più fluidi (il trend era in atto già da qualche anno). E per questo le aziende propongono soluzioni di arredo per l’esterno non solo funzionali e pratiche, ma anche belle da vedere. Così belle da poter essere utilizzate anche per il salotto di casa.

Dalle sedie ai tavoli da pranzo, dai divani ai tappeti, fino alle cucine sono tantissime le proposte per arredare con stile gli ambienti outdoor. Qualche idea? Detto fatto. Per cominciare, parleremo di sedie outdoor. Nelle prossime settimane ci saranno, però, tanti altri approfondimenti dedicati agli arredi per esterni. Rimanete sintonizzati!


Le sedie outdoor di design


Beetle, GUBI

Apriamo la nostra rassegna sulle sedie outdoor di design con una novità 2021: Beetle di GUBI.
Sì, la celebre sedia da pranzo disegnata nel 2013 da GamFratesi è stata reinterpretata anche per un uso outdoor. Speciali additivi nella scocca in polipropilene stampato rendono il colore resistente agli agenti atmosferici. La sua leggerezza permette di spostarla con facilità dal terrazzo al salotto di casa, abbattendo i confini tra spazi interni ed esterni. (www.gubi.com)


Rafael, Ethimo

Nata come collezione di arredi lounge, Rafael di Ethimo si arricchisce con un set per la zona pranzo. I tavoli e le poltroncine dining confermano l’anima eclettica e il comfort della linea lounge.
La poltroncina Rafael è costituita da una struttura in teak, con seduta e schienale in corda intrecciata. I supporti in plastica Grey della struttura sono un dettaglio funzionale e decorativo allo stesso tempo. Il progetto è firmato da Paola Navone(www.ethimo.com)


EXI, Unopiù

Le tradizionali sedie in legno e paglia intrecciata reinterpretate con la leggerezza dell’alluminio. Parliamo di EXI, la nuova linea outdoor 2021 di Unopiù. Una collezione moderna e versatile, composta da elementi facilmente pieghevoli.
Il nome EXI richiama la forma a X data dall’incrocio delle gambe laterali e la parola EXIT (uscita), con riferimento all’anima outdoor di Unopiù.
EXI è disponibile in sei colori: bianco, grafite, giallo senape, rosso, viola, blu. La collezione comprende anche tavoli, panche, sgabelli e tavolini da bar. (www.unopiu.it)

 


TELAR, Paola Lenti

Con TELAR Paola Lenti prosegue la sua ricerca sull’intreccio e sul suo rapporto con il colore. La sedia, disegnata da Lina Obregón, è costituita da un telaio in acciaio verniciato lucido e un rivestimento in fibra sintetica, intrecciato a mano con cinghie elastiche di diverse dimensioni.
TELAR è disponibile con e senza braccioli. La collezione comprende anche poltrone, chaise loungue e pouf. (www.paolalenti.it)


Ocean, Mater

Progettata da Nanna e Jorgen Ditzel nel 1955, Ocean è riproposta nel 2021 da Mater in una chiave sostenibile. La collezione nasce infatti dal riciclo di reti da pesca e plastica rigida.
A comporre le sedie un telaio in metallo verniciato e una struttura leggera con doghe ripetute.
La collezione Ocean comprende anche una panca e un tavolo. (materdesign.com)


Push, Myyour

Elegante e minimale. È Push, la sedia outdoor proposta da MYYOUR.
Push è composta da una sinuosa struttura in alluminio e da una seduta in textilene. Lo schienale è disponibile in due versioni: vuoto o con tessuto SUNBRELLA. Per rendere la seduta ancora più confortevole, si può aggiungere anche un cuscino imbottito impermeabile ma traspirante.
Push è impilabile, garantendo il minimo ingombro di spazio. (myyour.eu)


Ming, Stellar Works

Ming è la sedia outdoor firmata da Neri&Hu per Stellar Works. Un progetto in cui le storiche arti decorative cinesi incontrano la funzionalità degli arredi per esterno occidentali.
La sedia Ming è realizzata in alluminio, è molto leggera e facilmente impilabile.
La collezione comprende anche un tavolo da pranzo e un tavolino da caffè. (www.stellarworks.com)


Mali, Potocco

“Ho pensato di creare un prodotto outdoor che non fosse solo bello, ma che si integrasse alla perfezione in un contesto naturale, come avviene nelle culture orientali”.
Così Federica Biasi racconta Mali, la sedia da giardino per Potocco disegnata nel 2019. Una seduta semplice, dove tutto ciò che conta è la materia: il legno iroko dall’aspetto non finito della struttura e l’intreccio in cotone dello schienale. (potocco.it)


IDA, Lapalma

Il tubolare di alluminio piegato come fosse un nastro di seta. Possiamo riassumere così IDA, l’avvolgente sedia da esterno progettata da Anderssen & Voll per Lapalma.
IDA reinterpreta la classica seduta da caffè. Il legno curvato e la paglia di Vienna lasciano, però, il posto al metallo per la struttura e a una confortevole maglia in 3D per lo schienale.
Una sedia da giardino pratica, ma elegante con cui aggiungere una nota di stile al nostro rifugio outdoor. (www.lapalma.it)


Re-Wood, EMU

Re-Wood è la collezione firmata da Menghello Paolelli Associati per EMU.
Il cuore del progetto è nella scocca in fibra di bambù che, attraverso un’inedita lavorazione, viene modellata per creare seduta e schienale. Il risultato è una sorta di tessuto ligneo, dalla forma accogliente, che può accogliere morbidi cuscini.
Re-Wood rappresenta un’importante innovazione nel settore del design outdoor. È infatti la prima volta che viene adottata questa tecnologia per realizzare arredi da esterno. (www.emu.it)


Genoa, Trabà

La collezione di sedute Genoa, disegnata da Cesare Ehr per Trabà, si è arricchita nel 2019 con la versione outdoor. Elemento distintivo è lo schienale “one line”, ottenuto dalla curvatura di un unico tubo in metallo che, con la sua linea sinuosa, si estende fino ai braccioli.
La versione outdoor di Genoa è realizzata con scocca in poliuretano integrale, verniciato in massa e in stampo, ed è disponibile anche con uno schienale intrecciato in corda colorata. (traba.it)


Maia, Kettal

Una perfetta sintesi tra passato e presente. È questo il tratto che caratterizza Maia, la sedia outdoor progettata da Patricia Urquiola per Kettal. Se infatti l’intreccio parla la lingua della tradizione artigianale spagnola, i pattern sono contemporanei. Così come lo sono i materiali utilizzati: l’alluminio per la struttura, gli innovativi tessuti in porotex e ciniglia per i rivestimenti. (www.kettal.com)


Tribeca, Pedrali

Tribeca, il progetto di Simone Mandelli e Antonio Pagliarulo per Pedrali, è una rilettura moderna delle sedie da giardino in acciaio e materiale intrecciato degli anni ’60. Un’icona che qui si veste con un materiale plastico, resistente ma leggero, e con una palette ispirata ai colori del Mediterraneo.
Una seduta da esterno perfetta per dare brio alle nostre sere d’estate. (www.pedrali.it)


Moyo, Chairs & More

Moyo, la sedia outdoor lanciata qualche anno fa da Chairs & More, nel 2019 è stata affiancata da una nuova versione con schienale intrecciato a ventaglio, realizzato con la corda nautica. Un materiale ideale per gli esterni perché caratterizzato da robustezza, duttilità e lunga durata.
Sia la struttura in metallo sia l’intreccio in corda nautica sono disponibili in diversi colori. (chairsandmore.it)


Trill, Nardi

Trill di Raffaello Galiotto per Nardi è una linea di sedie e sgabelli outdoor essenziale e versatile, realizzata in resina fiberglass.
Prodotte interamente in Italia, queste sedute da esterno sono leggere, resistenti agli agenti atmosferici e riciclabili al 100%. Oltre a essere disponibili in una ricca tavolozza di colori che abbraccia anche tonalità vivaci, come il giallo senape e l’ottanio. (www.nardioutdoor.com)


AIIR, Dedon

“Volevamo disegnare una sedia da esterno che fosse in grado di trascendere la barriera della ‘finestra’ e si potesse spostare anche all’interno”.
Così i GamFratesi raccontano AIIR, la collezione che il duo italo-danese ha firmato per Dedon. Ed effettivamente AIIR, primo progetto di Dedon a introdurre sedili stampati a iniezione, è una sedia da esterno così leggera da poter essere spostata facilmente da un ambiente all’altro.
AIIR è disponibile nella versione con e senza braccioli, con gambe in teak affusolate e cuscini per seduta e schienale opzionali.
La palette di colori riflette le influenze italiane e nordiche dei due designer. (www.dedon.de)


Regista, Tribù

L’iconica poltrona da regista abbandona il suo classico outfit in tessuto, vestendosi con un più sofisticato intreccio. Chiudiamo la nostra rassegna sulle sedie outdoor di design con Regista, la sedia da giardino disegnata da Monica Armani per Tribù.
Regista coniuga un design classico con l’uso di materiali innovativi. I braccioli e lo schienale intrecciato sono realizzati in Tricord, un materiale resistente alle intemperie che sembra una corda. La seduta è in acrilico Sunbrella per il 50% riciclato, un tessuto impermeabile usato nelle barche. (www.tribu.com)


ALTRI ARREDI OUTDOOR DI DESIGN? GUARDA LA NOSTRA SELEZIONE DI DIVANI E POLTRONE DA GIARDINO.

Un progetto flessibile. Un’esplosione di colore. Un invito alla socialità. Ecco Big Talk, la lounge chair modulare firmata da Adam Goodrum per Blå Station.

Trono pop, loveseat, serpentone. Big Talk è una lounge chair modulare dalle mille anime. Il progetto, firmato dal designer Adam Goodrum, è una delle novità 2021 del brand svedese Blå Station. Una lounge chair sinuosa e ipercolorata pensata per portare allegria in qualsiasi interno.

Big Talk nasce dalla poltrona che Adam Goodrum ha presentato alla mostra “Knit Project!” di Febrik e Kvadrat, in occasione di 3 Days of Design a Copenhagen. Non a caso, l’ispirazione del progetto nasce dal tessuto.

“Sono stato ispirato dai campioni di tessuto”, racconta Adam Goodrum. “L’imbottitura forma un divano modulare tête-à-tête o una collezione di “loveseat” simili a quelli di epoca vittoriana, in cui due o più sedute possono essere unite in una configurazione ondulata. Due persone possono avere una conversazione tranquilla fianco a fianco (in linea con il riserbo vittoriano), guardando lo schienale del sedile dell’altro e lo spettro di bande colorate”.

La flessibilità, innanzitutto

Geometria, colore, flessibilità. Sono queste le parole chiave del sistema di sedute Big Talk. A comporre la lounge chair sono un cilindro per la base e un semicerchio per lo schienale, entrambi imbottiti in schiuma espansa e rivestiti con strisce in velluto di Febrik, proposte in diverse palette di colore.

Come dicevamo, Big Talk è un sistema di sedute modulare. Un progetto versatile che interpreta molto bene quell’esigenza di flessibilità oggi così sentita nell’interior design.

Il punto di partenza è la lounge chair. Una sorta di trono contemporaneo da usare come seduta d’accento. Combinando diversi moduli, si possono invece creare diverse configurazioni. Dal loveseat in cui fare intime conversazioni di coppia a lunghi divani sinuosi, simili ai serpentoni degli anni ’70. Inoltre, i moduli con le loro forme ondulate creano una serie di nicchie, rivolte in modo alternato verso l’interno o verso l’esterno. Per garantire comfort e privacy anche negli spazi pubblici.

Un progetto flessibile. Un’esplosione di colore. Un invito alla socialità. Serve altro per spiegare perché Big Talk ci piace?

Elegante, flessibile, ironica. Ecco la lampada Pipistrello di Gae Aulenti. Una grande icona del design italiano che ci fa compagnia dal 1965.

Flessibilità, humour ed eleganza. Possiamo riassumere in queste tre parole Pipistrello, la celebre lampada disegnata da Gae Aulenti nel 1965. Una grande icona del design italiano prodotta ininterrottamente da oltre 50 anni da Martinelli Luce.

La lampada Pipistrello viene inizialmente progettata per il negozio Olivetti di Parigi e soltanto in seguito messa in produzione. Gae Aulenti disegnava, infatti, quasi sempre le lampade per luoghi e situazioni specifiche. “Io non ho quasi mai disegnato lampade da sole, le mie lampade sono una conseguenza”, diceva. Una “conseguenza” che nel caso della lampada Pipistrello si è trasformata in un successo senza tempo.

Cosa rende unica la lampada Pipistrello di Gae Aulenti

Pipistrello è una delle prime lampade a luce dinamica della storia. Il cuore del progetto è nello stelo telescopico in acciaio inox che permette di regolare l’altezza della lampada, cambiandone così la funzione. Con un semplice gesto Pipistrello può passare dai 66 agli 86 centimetri, trasformandosi in lampada da tavolo o da terra a seconda del contesto d’uso.

A rendere speciale la lampada Pipistrello è, però, anche il suo caratteristico diffusore in metacrilato opal bianco. La sua forma simile alle ali di un pipistrello interpreta in una chiave contemporanea e ironica le classiche abat-jours Tiffany e le lampade pre-Bauhaus. Il risultato è una lampada non convenzionale. Un progetto straordinariamente innovativo, che mantiene allo stesso tempo un legame forte con il passato.

Tecniche di stampaggio innovative per l’epoca

La produzione della lampada Pipistrello presentò all’inizio diverse problematiche. In particolare, per l’industrializzazione dell’asta telescopica e delle falde del diffusore, per cui non esistevano stampi adatti all’epoca. Pare che Elio Martinelli fu tante volte sul punto di mollare, ma alla fine riuscì a portare avanti il progetto costruendo appositamente gli stampi e la macchina.

Com’è cambiata la lampada Pipistrello negli anni

La lampada Pipistrello di Gae Aulenti è stata protagonista di diversi cambiamenti nel corso degli anni.

Il diffusore in metacrilato opal bianco e lo stelo telescopico in acciaio inox satinato sono rimasti gli stessi. La base conica in alluminio è stata aggiornata nelle finiture e nei colori. Oltre alla versione originaria in alluminio verniciato bianco e testa di moro, oggi Pipistrello è disponibile in ottone satinato, in rame e in alluminio verniciato rosso porpora, nero lucido, titanio e verde agave.

Le lampadine alogene sono state sostituite con i LED. E l’originaria versione della lampada è stata affiancata da due nuovi modelli: Pipistrello Med e Mini Pipistrello (quest’ultima anche in versione cordless). In più, Pipistrello è proposta anche in una versione dimmerabile che permette di regolare l’intensità della luce.

Insomma, Pipistrello è una lampada dalle mille anime. Un progetto che ha saputo rinnovarsi nel tempo, senza però mai perdere la sua identità.

Prodotto: lampada Pipistrello.

Designer: Gae Aulenti.

Anno: 1965

Azienda: Martinelli Luce.

Ci piace perché è una lampada dove passato e presente dialogano con ironia.

Arredi con il verde integrato per chi ama le piante.

Secondo una recente ricerca, trascorriamo oltre l’80% del nostro tempo al chiuso: in casa oppure in ufficio. E nell’ultimo anno. queste percentuali sono ulteriormente cresciute a causa delle limitazioni dovute alla pandemia. Il bisogno di natura sta diventando un’esigenza sempre più sentita!

Per chi vive in città, il rapporto col verde (e con la natura in generale) non è facile. Lo stesso vale per le nostre case, dove la pianta o il vaso di fiori sono ancora considerati esclusivamente come elementi decorativi e non come parte integrante della nostra vita quotidiana. Per non parlare della importante funzione di purificazione dell’aria che le piante hanno negli appartamenti.

Leggi il nostro articolo sugli strumenti per sanificare l’aria in casa

Così, per abituarci a convivere con il verde in casa, alcune aziende hanno pensato di integrate il verde negli arredi. Una soluzione che vuole obbligarci a considerare le piante come alleati importantissimi del nostro benessere fisico e psicologico.
Ecco allora una selezione di arredi progettati per integrare il verde.


Green Islands, Offect

Green Island è una linea di sedute che fa parte della collezione O2asis disegnata da Jean-Marie Massaud per Offecct. La collezione comprende pouf rotondi di ampie dimensioni, pensati per le sale d’attesa, per le hall o per i luoghi pubblici, che integrano una pianta al loro interno. Un’idea che dona la sensazione riposante di sedersi sotto un albero.
Il designer francese racconta così le sue Green Islands:
“Quando ho progettato le isole verdi, ho immaginato come le persone sedute e in attesa nell’atrio di una banca sedessero come su una grande piazza o isole circolari sotto un albero di cocco.” (www.offecct.se)


Sistemi modulari per piante, USM Haller

Creare un paesaggio verde in casa (o in ufficio) è facile con la flessibilità dei sistemi modulari USM che ora possono ospitare anche le piante.

USM ha creato infatti una nuova serie di elementi sagomati per accogliere i vasi e speciali set per l’annaffiatura. I pannelli, che si possono inserire anche nelle configurazioni esistenti sono disponibili in 5 dimensioni e nei 14 colori USM. I vasi sono disponibili in un’unica misura e in due colori: terracotta e grigio basalto.

Questi moduli di USM consentono di realizzare pareti divisorie verdi, scaffalature, contenitori per piante e oggetti in infinite configurazioni. Ma è disponibile un pratico carrello da cucina che può ospitare, ad esempio, le erbe aromatiche di uso quotidiano… (www.usm.com).


Plantable, Jail make Studio

Semplice e geniale questo tavolo creato dallo studio londinese Jail Make. Un tavolo con la struttura a rete metallica e le gambe che terminano con 4 vasi. Facendo crescere delle piantine rampicanti nei vasi, la griglia si riempie di foglie e il tavolo sembra essere sospeso su un cespuglio. Proprio una bella idea… (jailmake.com)


Varjo, Onni-Vilhelm

Di chiama Varjo questa lampada vaso disegnata dal finlandese Onni-Vilhelm. Si tratta di una lampada a sospensione con il paralume a griglia metallica che serve come appoggio per le piante rampicanti, che così possono prendere la forma ad ombrello. Le piante sono contenute in un vaso in ceramica che si può facilmente staccare dalla lampada quando serve. (onnivilhelm.fi)


Green Pads, Offect

Sono stati disegnato da Luca Nichetto per L’azienda svedese Offect questi coloratissimi tavolini portavasi. Un prodotto che integra l’amore per le piante con il design e risolve il problema del disordine che si crea quando si riempie la casa di vasi. I Green Pads sono realizzati in alluminio riciclato e sono disponibili in vari colori e in due diverse altezze. (www.offecct.se)


Horticus living Wall

Si chiama Horticus living Wall questo sistema multifunzionale e componibile che consente di “vestire” le pareti con piante. Horticus living Wall integra dei porta vasi con altri elementi dalle funzioni differenti, come lampade, speaker e contenitori porta oggetti. (www.horticusliving.com)

Guarda il nostro approfondimento sul sistema Horticus living Wall


Romeo & Juliet, Extremis

Romeo & Juliet è una romantica panca, progettata da Stijn Goethals, Koen Baeyens e Basile Graux, che sembra un’amaca sospesa tra due alberi. Una soluzione che non solo offre alle persone la possibilità di sedersi e rilassarsi, ma aggiunge anche un tocco di verde a quegli ambienti che ne sono privi. Questo capita spesso, purtroppo, nelle nostre città ma anche all’interno di edifici dove si pensa tanto al design ma poco alle piante.

La panca Romeo & Juliet è integrata con due vasi rotondi che possono contenere un piccolo albero o le piante preferite. Può essere usata nei luoghi pubblici ma si adatta anche a giardini o terrazze private. (www.extremis.com)


Somnia, Vitamin Design

Il letto SOMNIA, creato dallo studio tedesco Vitamin Design, ha ricevuto il premio per l’innovazione degli interni dal German Design Council. Non solo per il suo design, ma anche per l’idea di creare, dietro alla testata del letto, un contenitore che può essere utilizzato per riporre oggetti di uso comune, come libri, occhiali da lettura cellulare o una coperta d’emergenza.

Ma è possibile anche mettervi a dimora le cosiddette piante da camera da letto. Quelle cioè che purificano l’aria ed emettono ossigeno anche di notte, come ad esempio la Sanseveria, il Ficus e diverse altre. Interessante, no? (www.vitamin-design.de)


Halo mirror + Doppie, Bunje

L’azienda polacca Bunje ha pensato come integrare il verde nei complementi d’arredo. E l’ha fatto con il tavolino Doppie e con lo specchio da parete Halo, nati per ospitare le piante.
Lo specchio Halo ha una linea minimale. La mensola in acciaio inossidabile verniciato a polvere è dotata di un foro nel quale va inserito un vaso. Lo specchio è in vetro fumé.

tavolino Doppi invece è pensato per appoggiarvi un computer, le chiavi, i giornali o altre piccole cose. Doppi ha due ripiani: quello superiore ha il foro per un vaso. (bujnie.pl)


Botanical Planter Screens

Si chiama Botanical Planter Screens questo sistema di pareti divisorie fiorite progettato dalla designer Helen Kontouris. Si tratta di paraventi in forme diverse, realizzati con una griglia metallica, che alla base hanno un vaso per piante rampicanti. In questo modo, quando la pianta cresce, la griglia scompare e il paravento diventa una parete verde dalle forme geometriche.

Pensati principalmente per per uffici e ambienti pubblici, i Botanical Planter Screens sono perfettamente adatti anche alla casa. (www.helenkontouris.com)


Eden, Il Fanale

Disegnata da Enzo Berti per Il Fanale, la lampada Eden è composta da due elementi in metallo. Sotto, il paralume e sopra un portavasi per piante da fiore, piante verdi o grasse o, perché no, erbe aromatiche. La sua fonte luminosa a LED, che non disturba la vegetazione, si sprigiona in un doppio fascio luminoso: verso l’alto e, per un gioco di riflessioni, verso il basso. la collezione Eden è composta da due sospensioni (diametri 60 e 80 cm) e di una lampada da tavolo.Le finiture sono in una combinazione di bianco e nero (lucido e opaco) e corten. (www.ilfanale.com)


Eneo + Sirkel, Bysteel

Disegnati da Stefano Pirovano per Bysteel, questi tavoli integrano un vaso da fiori al centro. L’idea dell’azienda è quella di rendere le piante protagoniste a tutti gli effetti della nostra vita e anche della nostra convivialità. I tavoli sono in alluminio verniciato bianco opaco. (bysteel.it)


XXX, The New Raw

Concludiamo la nostra carrellata sugli arredi con le piante integrate con Print Your City, un interessante progetto ecosostenibile ideato dallo studio olandese The New Raw. L’idea è quella di usare plastica riciclata da bottiglie di bibite per stampare in 3D oggetti di design. Il primo oggetto realizzato è la panca XXX, una serie di sedute stampate in 3D utilizzabili sia all’interno che per l’outdoor. Tutte integrano un vaso per le piante al loro interno. (www.thenewraw.org)