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Posate di design? Ecco la nostra selezione. Fra icone e progetti recenti.

La perfetta mise en place? È fatta anche di design. Sì, accogliere gli ospiti con stile non è solo una questione di galateo. Vuol dire anche apparecchiare la tavola con un occhio all’estetica e alla funzionalità. Un’attenzione che può rendere il momento dei pasti davvero speciale, invitandoci a prolungare la convivialità.

Essere accompagnati da oggetti belli, mentre siamo a tavola, non è, infatti, cosa di poco conto. Anzi, sono spesso proprio il piatto in cui mangiamo o le posate che utilizziamo che possono fare la differenza.

Posate di design

Sono tanti i progetti di design legati al mondo della tavola. Fra tutti, però, oggi abbiamo pensato di focalizzarci su un oggetto in particolare: le posate. Un accessorio con cui, nel corso degli anni, si sono confrontati diversi designer.

Dalle posate futuristiche AJ di Arne Jacobsen a Dry di Achille Castiglioni. Dal set di posate Nuovo Milano di Ettore Sottsass al più recente progetto Skeleton firmato Nendo, sono tante le posate di design che possono rendere unica la nostra tavola.

Ecco la nostra selezione.

Posate di design iconiche

Posate AJ, design Arne Jacobsen

Disegnate da Arne Jacobsen nel 1957 per il ristorante del SAS Royal Hotel di Copenhagen, le posate AJ hanno un carattere così innovativo da essere state utilizzate nel film “2001 Odissea nello spazio” di Stanley Kubrick.

A determinare il loro carattere futuristico è la mancanza dello stacco fra manico e parte strumentale. Un design che, nella sua essenzialità, rende il servizio di posate AJ molto attuale ancora oggi.

Dry, design Achille Castiglioni per Alessi

“Le posate si tengono in mano poco” – diceva Achille Castiglioni – “non sono arnesi da lavoro che hanno bisogno di avere la forma della mano”.  Infatti l’ergonomia nelle posate Dry, che Achille Castiglioni ha progettato per Alessi, non è nel disegno del manico, ma nella parte finale concepita in funzione del cibo.

I rebbi larghi e allungati sono pensati per mangiare bene gli spaghetti, le coppe capaci sono perfette per la minestra, le lame molto lunghe ideali per la carne.

Dry ha vinto il Premio Compasso d’Oro nel 1984.

Nuovo Milano, design Ettore Sottsass per Alessi

Forme morbide e arrotondate, che al tatto ricordano un sasso levigato dal mare. Parliamo di Nuovo Milano, il set di posate in acciaio inossidabile firmato da Ettore Sottsass per Alessi nel 1987. Una reinterpretazione in chiave contemporanea di un modello tradizionale di posata.

Nato dal desiderio di Sottsass di disegnare tutti gli elementi per una “Bella Tavola”, Nuovo Milano ha vinto il XV Premio Compasso d’Oro.

Miamiam, design Philippe Starck per Driade

Le posate Miamiam, create da Philippe Starck per Driade nel 2001, si caratterizzano per un design essenziale e pulito. Una rilettura della classica posata, che rispetta a pieno l’equilibrio fra forma e funzione.

Il set comprende anche le bacchette per il cibo orientale. Per una tavola che non conosce confini. 

Posate di design contemporanee

Skeleton, design Nendo per Valerie Objects

Cosa si ottiene riducendo all’osso una posata? Skeleton, il servizio firmato dallo studio giapponese Nendo per il brand belga Valerie Objects. Già, è proprio all’immagine di uno scheletro riprodotto da una radiografia che sembra ispirarsi questo set di posate.

Il progetto, nato dall’obiettivo di offrire una riflessione sullo spreco di risorse, mantiene, però, intatta la sua funzionalità. D’altronde, come diceva il grande Ludwig Mies van der Rohe, less is more. 

801, KnIndustrie

801 nasce dall’archivio storico di KnIndustrie. Si tratta, infatti, di una nuova versione del servizio di posate Ottocento, ispirato a sua volta a una collezione del passato rivisitata in chiave moderna. 801 è realizzato con il costampaggio. Un’innovativa tecnica che permette di stampare il materiale plastico direttamente sul metallo. Il risultato è una posata in acciaio satinato con manico in polimero termoplastico opacizzato nel colore nero.

Amici, design studio Big-Game per Alessi

Amici è il progetto di Big-Game per Alessi. Una collezione dalle linee essenziali, resa unica da un dettaglio stilistico: la forma esagonale del manico delle posate. Un elemento geometrico che, come raccontano i designer, crea giochi di luce e scalda la tavola con i suoi riflessi. Per condividere i pasti con la famiglia e con gli amici, in allegria.

Audrey, design Marcello Ziliani per Pintinox

Audrey è il servizio di posate disegnato da Marcello Ziliani per Pinti 1929, brand di punta di Pintinox. Un set dalle linee fluide, elegante come la diva del cinema da cui prende il nomeche si caratterizza per l’evidente variazione di spessore in prossimità del colletto. Audrey ha ottenuto i premi Good Design Awards ed European Product Design Award.

SCOPRI ANCHE LE POSATE DI DESIGN DI JINHYUN JEON 

La designer coreana nazionalizzata olandese Jinhyun Jeon propone queste posate sensoriali dal nome evocativo: Sensorial Stimuli. Si tratta di un progetto davvero interessante che, partendo dall’atto del consumare il cibo, vuole coinvolgere tutti i sensi.

Stimoli Sensoriali è il nome di questo particolare servizio da tavola, un progetto di ricerca sperimentale che pone le basi per nuove sfide di pensiero legate al modo di consumare i cibi. Si tratta di una collezione di posate pensate come fossero vere e proprie estensioni del nostro corpo, pensate per esaltare ogni fase dell’assaggio, dal piatto alla bocca.

Lo fanno coinvolgendo i 5 sensi attraverso variazioni di temperatura, colore, consistenza, volume/peso e forma. Le posate, in tiratura limitata, sono realizzate in materiali diversi: metallo, plastica e ceramica.

Ogni materiale possiede una sua temperatura naturale intrinseca che lavora in armonia con la particolare forma studiata per l’oggetto. Ogni variazione di spessore, di forma o di massa volumetrica del cucchiaio, evoca nell’utilizzatore un effetto sensoriale diverso, comprese leggere vibrazioni sonore. Il progetto Sensorial Stimuli è stato adottato durante eventi sperimentali tenuti dai migliori chef Michelin in Olanda e in altri paesi.

www.jjhyun.com

 

Posate prêt-à-porter?

Posate prêt-à-porter? Una tavola personalizzata? Oggetti d’uso quotidiano dall’abito glamour? Ci ha pensato Sambonet con le posate vestite con vernici in nanotecnologia da Gianluca Calderoni, fondatore di Albodesign, un gruppo di progettazione fatto di artigiani e tecnici e un micro brand di furniture, lighting e product design.

Le vernici in nanotecnologia – spiega il designer– sono resistenti all’usura, atossiche, e perfettamente aderenti; ma, soprattutto, consentono di ottenere finiture uniche dal punto di visita visivo e tattile”

Basta scegliere la finitura preferita e in pochissimo tempo Albodesign è in grado di rivestire le vostre posate con effetti materici come rame, bronzo, cemento, ceramica bianca o nera; con colori, gloss opachi o lucidi; con finiture tessuto o gommate.

www.albodesign.it

Si chiama Maiposata è un nuovo concept di posate in tecnopolimero, disegnato e brevettato da Riccardo Diotallevi. La sua caratteristica, come spiega bene il nome stesso, è che le posate sono studiate per restare sempre sollevate dal tavolo, evitando “pericolosi” contatti con la tovaglia Non solo, ma si agganciano una all’altra restando unite e in ordine fino a quando non si decide di riutilizzarle- Le posate sono proposte al pubblico sia nel Set da tavola con sei o dodici coperti, che in un pratico kit per il fuori casa, provvisto di stuzzicadenti, che tra l’altro serve a bloccare il gruppo di posate, una volta assemblato Lavabili in lavastoviglie e disponibili in colori sobri, sono realizzate in collaborazione con SL Stampi Service, azienda esperta nella realizzazione sia di stampi che di complementi stampati. www.maiposata.it