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Si ispira all’Opéra di Parigi l’ultimo progetto di Barovier&Toso. Una collezione di lampade dallo stile eclettico, firmata dal designer francese Philippe Nigro.

Opéra. Si chiama come il celebre teatro di Parigi il nuovo progetto di Barovier&Toso, firmato dal designer francese Philippe Nigro. Una collezione di lampade in cristallo dal carattere eclettico e decorativo, pensata per ricreare le sontuose atmosfere dell’omonimo teatro realizzato da Charles Garnier.

Dell’Opéra parigina sono riprese la ricchezza e la grandiosità. Una grandiosità alleggerita, però, da elementi più minimali e contemporanei. Il risultato è una collezione elegante e senza tempo, animata da sottili contrasti.

Un perfetta sintesi di design e artigianato

Il cuore della collezione Opéra è nella tecnica del rostrato. Una lavorazione artigianale inventata da Ercole Barovier nel 1938, che consiste nel lavorare a mano libera il cristallo veneziano fino a ottenere una serie continua di prismi sfaccettati.

Affascinato da questa tecnica e dal modo in cui il rostrato interagisce con la luce, Philippe Nigro ha creato un progetto che ne mette in risalto le caratteristiche. La forma cilindrica delle lampade Opéra valorizza infatti il motivo decorativo, moltiplicando gli angoli di incidenza dei raggi luminosi.

I corpi in cristallo veneziano sono avvolti e sostenuti da elementi in metallo, proposti in tre finiture di tendenza: oro spazzolato, rame spazzolato e nichel nero spazzolato. Materiali dalle texture completamente diverse, ispirati però dalle stesse forme e volumi.

Come si compone la collezione Opéra

La collezione Opéra di Barovier&Toso è composta da sospensioni, applique e una lampada da tavolo.
Le sospensioni sono disponibili in quattro dimensioni per adattarsi a diversi progetti di interior design: dalle abitazioni private al contract, dove possono dare vita a scenografiche installazioni. L’applique si sviluppa in senso verticale ed è perfetta per punteggiare una parete di accenti luminosi. La lampada da tavolo crea un’atmosfera magica anche da spenta, grazie al suo aspetto scultoreo.

Opéra in mostra nello showroom di Barovier&Toso a Milano

Lanciata in occasione della Milano Design City 2021, la collezione Opéra è in mostra nelle vetrine dello showroom di Barovier&Toso, con un allestimento dedicato. A fare da sfondo un mood primaverile e sognante, dove i tessuti e le carte da parati naturalistiche di Pierre Frey incontrano i toni del rosa e morbidi tendaggi.

Ecco le più recenti lampade ispirate a fiori, piante e farfalle. Per vivere la magia della natura a casa, tutto l’anno.

Fiori, foglie, farfalle. Oggi il mondo dell’illuminazione sembra guardare sempre più alla natura. Una tendenza non certo nuova, considerando che fra i suoi illustri predecessori ci sono le iconiche lampade Tiffany, le sculture luminose in vetro con decori vegetali e floreali, nate a New York alla fine dell’Ottocento. Non nuova, dicevamo, ma in questo momento particolarmente viva.

Dai gigli luminosi di Cristina Celestino ai petali mossi dal vento di Marcel Wanders, dal tripudio di farfalle di Ingo Maurer alle foglie di banano progettate dallo studio newyorkese Pelle, sono davvero tante le lampade ispirate alla natura presentate da grandi aziende e piccoli brand.

Ecco la nostra selezione.


LAMPADE ISPIRATE ALLA NATURA: TUTTI I PROGETTI PIÙ RECENTI


FANDANGO, KENNETHCOBONPUE

Sembra un grande fiore bianco che pende dal soffitto la poetica lampada del brand filippino KENNETHCOBONPUE. Una cascata di morbidi petali, realizzati in tessuto di cotone, modellati per filtrare e dar vita alla luce. Più intensa o più delicata, a seconda del numero di petali che la schermano. (www.kennethcobonpue.com)


La Festa delle Farfalle, Ingo Maurer

Il nome non lascia spazio ai dubbi: sono le farfalle le protagoniste di questa sospensione di Ingo Maurer. 34 farfalle, realizzate in cartoncino tagliato a laser, posate su esili rami. Alla base, una libellula rossa appoggiata su un piatto di porcellana con 3 lampadine non alimentate, che si illuminano per trasparenza grazie ai LED integrati nel piatto. (www.ingo-maurer.com)


COURO, Let’s Pause

Foglie di palma trasformate in lampade. Parliamo di COURO, la collezione progettata da Ceci Ferrero per il brand catalano Let’s Pause.
I modelli sono 2: una lampada basica costituita da un’unica foglia di palma arrotolata su se stessa e una versione con 8 foglie, composte in modo da creare la forma di un nido.
Gli elementi distintivi del diffusore sono il raffinato color cacao e la texture naturale piacevole al tatto. (letspause.es/en)


Lotus, Mason Editions

Lotus, la lampada da tavolo firmata da Serena Confalonieri per Mason Editions, rimanda al fiore di loto. Un fiore che per molte culture asiatiche è simbolo di eleganza, purezza e grazia.
Lotus si compone di uno stelo in metallo o ottone smaltato e tre petali costituiti da tre elementi in vetro soffiato separati. La lampada è disponibile in diverse finiture e colori. (www.mason-editions.com)


Lilli, Kundalini

Un giglio martagone. È questo fiore pieno e rotondo, simile a un turbante, che ha ispirato Lilli, la lampada disegnata da Cristina Celestino per Kundalini.
Proposta nella sola versione a sospensione, Lilli è composta da un diffusore in vetro opale incamiciato e soffiato e da una struttura in ottone satinato. Materiali preziosi che donano alla lampada un carattere di raffinata eleganza. (www.kundalini.it)


Nightbloom, Lladró

Nightbloom, la serie di lampade creata da Marcel Wanders per Lladrósi ispira ai petali dei fiori mossi dal vento. Una danza lieve riprodotta con l’utilizzo della porcellana bianca, che è stata lavorata artigianalmente, rendendo ogni prodotto unico.
La collezione comprende sospensioni, lampade da terra, da tavolo e da parete, tutte contraddistinte da un disegno a rilievo tridimensionale. (www.lladro.com)


Lafleur, Slamp

Lafleur è una lampada da tavolo a batteria ricaricabile, che prende vita scaldando il Lentiflex, a temperatura controllata, e modellandolo a mano fino a creare la corolla di un fiore.
La base è magnetica ed è accompagnata da un disco in metallo che può essere nascosto sotto la tovaglia, quando la lampada è a tavola, o fissato a parete se si vuole usare Lafleur come applique. (www.slamp.com)

SCOPRI LE ALTRE LAMPADE PORTATILI E RICARICABILI DI DESIGN


Butterfly, Doppia Firma

Butterfly è la lampada da tavolo firmata a 4 mani dalla designer Mathilde Bretillot e dall’artista del vetro Antoine Leperlier per Doppia Firma (il progetto promosso da Living Corriere e dalla Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte). Una scultura luminosa, blu come il cielo, che gioca sul contrasto fra giorno e notte e su quello fra la fragilità del vetro e la solidità della struttura in ottone che lo supporta. (www.doppiafirma.com)


Adonis, Barovier&Toso

Una rivisitazione eclettica del classico chandelier in vetro veneziano. Parliamo di Adonis, il progetto di Marcel Wanders per Barovier&Toso.
La forma si ispira al fiore olandese per antonomasia: il tulipano. La struttura è impreziosita da fiori e foglie, secondo la tradizione veneziana, affiancati da farfalle e piccoli boccioli di tulipano. Un insieme che rimanda all’età d’oro olandese e alle sue rappresentazioni botaniche, che avevano come oggetto fiori e insetti. (www.barovier.com)


Inez, Rosie Li

Inez è la linea di lampade della designer americana Rosie Li. La collezione prende ispirazione dalle foreste dello Yucatán, richiamando l’architettura naturale e le pieghe strutturali delle foglie delle palme.
Inez comprende sospensioni, lampade da terra e da parete e si compone di tre materiali: rame, ottone e alabastro. Il rame è usato per le foglie ed è piegato a mano. L’ottone è utilizzato per lo stelo e i bracci delle lampade. L’alabastro costituisce la base della piantana e fa da contrappeso alle due foglie di rame della sospensione. (www.rosieli.com)


Nana Lure, Pelle Design

Una riproduzione fedele delle foglie di banano che dà vita a una sorta di giardino tropicale. Possiamo riassumere così Nana, la lampada della collezione Lure di Pelle.
Disponibile nella versione da terra e a sospensione, la lampada è composta da un diffusore a forma di foglia di banano, realizzato in fibra di cotone modellata e dipinta a mano, e da una struttura in metallo a cui si aggiunge nella versione sospesa una cinghia di pelle che sostiene la sorgente luminosa. (pelledesigns.com)

 

Elegante, flessibile, ironica. Ecco la lampada Pipistrello di Gae Aulenti. Una grande icona del design italiano che ci fa compagnia dal 1965.

Flessibilità, humour ed eleganza. Possiamo riassumere in queste tre parole Pipistrello, la celebre lampada disegnata da Gae Aulenti nel 1965. Una grande icona del design italiano prodotta ininterrottamente da oltre 50 anni da Martinelli Luce.

La lampada Pipistrello viene inizialmente progettata per il negozio Olivetti di Parigi e soltanto in seguito messa in produzione. Gae Aulenti disegnava, infatti, quasi sempre le lampade per luoghi e situazioni specifiche. “Io non ho quasi mai disegnato lampade da sole, le mie lampade sono una conseguenza”, diceva. Una “conseguenza” che nel caso della lampada Pipistrello si è trasformata in un successo senza tempo.

Cosa rende unica la lampada Pipistrello di Gae Aulenti

Pipistrello è una delle prime lampade a luce dinamica della storia. Il cuore del progetto è nello stelo telescopico in acciaio inox che permette di regolare l’altezza della lampada, cambiandone così la funzione. Con un semplice gesto Pipistrello può passare dai 66 agli 86 centimetri, trasformandosi in lampada da tavolo o da terra a seconda del contesto d’uso.

A rendere speciale la lampada Pipistrello è, però, anche il suo caratteristico diffusore in metacrilato opal bianco. La sua forma simile alle ali di un pipistrello interpreta in una chiave contemporanea e ironica le classiche abat-jours Tiffany e le lampade pre-Bauhaus. Il risultato è una lampada non convenzionale. Un progetto straordinariamente innovativo, che mantiene allo stesso tempo un legame forte con il passato.

Tecniche di stampaggio innovative per l’epoca

La produzione della lampada Pipistrello presentò all’inizio diverse problematiche. In particolare, per l’industrializzazione dell’asta telescopica e delle falde del diffusore, per cui non esistevano stampi adatti all’epoca. Pare che Elio Martinelli fu tante volte sul punto di mollare, ma alla fine riuscì a portare avanti il progetto costruendo appositamente gli stampi e la macchina.

Com’è cambiata la lampada Pipistrello negli anni

La lampada Pipistrello di Gae Aulenti è stata protagonista di diversi cambiamenti nel corso degli anni.

Il diffusore in metacrilato opal bianco e lo stelo telescopico in acciaio inox satinato sono rimasti gli stessi. La base conica in alluminio è stata aggiornata nelle finiture e nei colori. Oltre alla versione originaria in alluminio verniciato bianco e testa di moro, oggi Pipistrello è disponibile in ottone satinato, in rame e in alluminio verniciato rosso porpora, nero lucido, titanio e verde agave.

Le lampadine alogene sono state sostituite con i LED. E l’originaria versione della lampada è stata affiancata da due nuovi modelli: Pipistrello Med e Mini Pipistrello (quest’ultima anche in versione cordless). In più, Pipistrello è proposta anche in una versione dimmerabile che permette di regolare l’intensità della luce.

Insomma, Pipistrello è una lampada dalle mille anime. Un progetto che ha saputo rinnovarsi nel tempo, senza però mai perdere la sua identità.

Prodotto: lampada Pipistrello.

Designer: Gae Aulenti.

Anno: 1965

Azienda: Martinelli Luce.

Ci piace perché è una lampada dove passato e presente dialogano con ironia.

Una “lampada a sospensione” che non ha bisogno di fori nel soffitto. Ecco la storia dell’Arco di Flos. La grande icona nata dal genio dei fratelli Castiglioni.

Proiettare la luce su un tavolo, liberandosi del punto fisso al soffitto. Da questa esigenza nasce Arco, la lampada di Flos progettata da Achille e Pier Giacomo Castiglioni. Una lampada da terra che ha cambiato il modo di concepire la luce.

“Pensavamo a una lampada che proiettasse la luce sul tavolo: ce ne erano già, ma bisognava girarci dietro. Perché lasciasse spazio attorno al tavolo la base doveva essere lontana almeno due metri. Così nacque l’idea dell’arco”, racconta Achille Castiglioni.

Con l’idea dell’arco i fratelli Castiglioni superano le rigide divisioni che c’erano all’epoca nell’illuminazione. Grazie allo stelo telescopico, Arco fa infatti arrivare la luce dall’alto come fosse una sospensione, pur rimanendo ben ancorata a terra.

Il risultato è un progetto ibrido: una lampada da terra con l’anima di una sospensione. Una lampada così iconica da essere riconosciuta anche da chi non sa il suo nome. La lampada di design più amata e (purtroppo) imitata della storia.

Come è fatta la lampada Arco

La lampada Arco viene disegnata da Achille e Pier Giacomo Castiglioni per Flos nel 1962. Come dicevamo, l’idea è quella di superare il vincolo del fissaggio al soffitto. L’ispirazione viene dai lampioni stradali. I materiali sono il marmo di Carrara, il profilato di acciaio inossidabile e l’alluminio.

“Lo volevamo fatto con pezzi già in commercio, e trovammo che il profilato di acciaio curvato andava benissimo”, spiega Achille Castiglioni. “Poi c’era il problema del contrappeso: ci voleva una massa pesante che sostenesse tutto”. 

Come “massa pesante” all’inizio i fratelli Castiglioni avevano pensato al cemento. Alla fine optarono però per il marmo di Carrara, perché a parità di peso offriva un minore ingombro e, in rapporto a una maggiore finitura, un minor costo.

La lampada Arco ha una base in marmo di Carrara di 65 kg, dagli angoli smussati. Lo stelo in profilato di acciaio inossidabile è formato da tre settori con sezione a U, che permettono l’avanzamento telescopico scorrendo l’uno dentro l’altro. La cupola è costituta da due pezzi: una calotta forata e un anello in alluminio mobile, appoggiato al primo.

La distanza massima del riflettore dalla base è di 2 m, l’altezza da terra è di 2,5 m.

Una lampada mobile

A rendere unica la lampada Arco non è solo lo stelo telescopico, ma anche i suoi fori. I fori della calotta, studiati per facilitare il raffreddamento del portalampada e per creare effetti decorativi sul soffitto. E il foro della base in marmo, pensato per fissare lo stelo verticale che sostiene l’arco e per agevolare lo spostamento della lampada. È, infatti, sufficiente infilare al suo interno un bastone o il manico di una scopa per riuscire a spostare la lampada in due persone.

Insomma, un vero capolavoro di funzionalità, come afferma lo stesso Achille Castiglioni. “Nella Arco niente è decorativo. Anche gli spigoli smussati della base hanno una funzione, cioè quella di non urtarci”.

Il cambiamento della legge del diritto d’autore

L’Arco di Flos non è soltanto una delle più grandi icone del design. È anche il primo progetto di design industriale a essere tutelato dalla legge sul diritto d’autore.

Arco è stata una delle lampade più imitate della storia. Nel 2007 però qualcosa è cambiato. Flos fa infatti causa ai negozi Semeraro, che producevano in Cina lampade molto simili ad Arco, sostenendo che la lampada dei Castiglioni non è soltanto un prodotto industriale ma una vera opera d’arte. La causa è vinta, segnando una svolta nella legge sulla protezione del diritto d’autore di prodotti di design industriale.

Il Compasso d’Oro alla Carriera

La portata rivoluzionaria della lampada Arco ha ottenuto un ulteriore riconoscimento nel 2020 con il Compasso d’Oro alla Carriera. Il premio istituito per la prima volta per la XXVI edizione del Compasso d’Oro ADI.

Prodotto: lampada Arco

Designer: Achille e Pier Giacomo Castiglioni

Anno: 1962

Azienda: Flos

Ci piace perché è una lampada che ha rotto gli schemi.

Funzionali e prive di fronzoli, le lampade in stile industriale non conoscono le mode. Ecco la nostra selezione.

Materiali grezzi, assenza di decorazioni e massima funzionalità. Oggi parliamo delle lampade in stile industriale, una tipologia di lampada che nel corso degli anni è stata interpretata da tantissimi designer.

Lo stile industriale non conosce le mode. Nato a New York negli anni 50/60, quando i creativi iniziano a trasformare magazzini ed ex edifici industriali in abitazioni e uffici, arriva negli anni 70 anche nelle metropoli europee.

Da allora l’industrial style non accenna a perdere il suo fascino. E, anzi, con il tempo è uscito fuori dai confini dei loft metropolitani. Le lampade in stile industriale, in particolare. Un vero must per chi ama la bellezza dell’imperfezione.

Ecco la nostra selezione.

Projecteur 365, Nemo Lighting

Cominciamo la nostra rassegna sulle lampade in stile industriale con un’icona del design: Projecteur di Le Corbusier. Disegnata dal grande maestro francese nel 1954 per illuminare l’Alta Corte di Chandigarth, in India, Projecteur è stata rieditata nel 2012 da Nemo basandosi sugli schizzi originali di Le Corbusier.

La lampada è costituita da un diffusore a forma di proiettore in alluminio verniciato blu notte, bianco sabbiato o moka e da un vetro diffusore bombato e sabbiato internamente. La base e i rosoni sono verniciati come il corpo. I galletti della chiusura sono cromati neri.

Projecteur è proposta nella versione da terra, a sospensione e a parete/soffitto. (nemolighting.com)


HUNA, FontanaArte

Una lampada che sembra appena uscita da un bistrot. È HUNA di FontanaArte e nasce da un progetto del 1965. Una sospensione dal design senza tempo che emette una luce diretta e intensa.

HUNA si compone di un paralume e gancio in metallo verniciato, un cavo di sospensione in acciaio e rosone in materiale termoplastico verniciato. (www.fontanaarte.com)


Urban Concrete, Diesel Living with Lodes

Una novità 2021 nata dalla nuova collaborazione tra Diesel e il brand di illuminazione Lodes. È Urban Concrete, una delle lampade della linea Diesel Living with Lodes.

Materica ed elegante, Urban Concrete è composta da una cupola in metallo proposta in tre finiture in cemento e in quattro dimensioni (25, 50, 60 e 80 cm). Una varietà di proposte che permette diverse configurazioni e usi. Per esempio, la cupola da 25 cm può essere installata anche su rosoni multipli per creare composizioni a contrasto. (www.lodes.com)


Morale, Emanuel Gargano

Morale è la lampada da terra firmata da Emanuel Gargano nel 2020. Il progetto si ispira alle case rivestite in legno carbonizzato che punteggiano la campagna giapponese (il legno viene trattato in questo modo a scopo protettivo). La lampada è realizzata con i morali, le barre di legno usate nei cantieri edili per armare le strutture. Il legno di recupero viene bruciato in un grande falò, proprio come il legno delle abitazioni rurali giapponesi. Il fuoco plasma casualmente i pezzi di legno, dando a ogni lampada un aspetto diverso. (www.emanuelgargano.com)


Lady Cage, ZAVA

La vecchia lampada da officina trasformata in un’elegante lady. Parliamo di Lady Cage, la lampada disegnata da Massimo Rosati per Zava. In Lady Cage la gabbia protettiva in metallo e l’impugnatura tipiche delle lampade da officina sono reinterpretate con ironia.

Lady Cage è disponibile in tre finiture – cromato, nero opaco o bianco opaco – e con il filo in vari colori. Una lampada versatile che può essere appoggiata su un tavolo, agganciata a parete oppure sospesa. È proposta anche in versione outdoor. (zavaluce.it)


Cantiere, Zava

Una lampada industriale già nel nome. Cantiere, la lampada progettata da Alberto Ghirardello per Zava, si ispira all’illuminazione tecnica per siti di costruzione. L’ampio corpo illuminante offre una generosa illuminazione, la griglia (opzionale) dà carattere, la maniglia permette di spostare la lampada con facilità da un ambiente all’altro.

Cantiere è disponibile in una versione da terra orientabile, da parete e da soffitto. (zavaluce.it)


Heavy Metal Chandelier, Buster + Punch

Heavy Metal è lo chandelier firmato dal brand londinese Buster + Punch. Realizzato in ottone massiccio, acciaio e bronzo fumé o nero opaco, con cavo e rosone in gomma nera, Heavy Metal nasce dall’amore di Buster + Punch per i metalli. La lampada è disponibile sia nella versione chandelier da 19 o 31 elementi che nella versione singola. (www.busterandpunch.com)


Plant Chandelier, Kranen/Gille

Uno chandelier che riproduce le strutture della natura. È Plant Chandelier, il lampadario disegnato da Kranen/Gille. Ispirato alle foto botaniche di Karl Blossfeldt, Plant Chandelier è costituito da bracci che, come rami, crescono e si sviluppano in direzioni casuali. Lo chandelier è stato creato per la mostra “The industrial essence of Kranen/Gille”, al Noordbrabants Museum nei Paesi Bassi. Il lampadario è in acciaio finitura oro ed è prodotto da Moooi. (www.moooi.com)


Ambit, Muuto

Ambit è la lampada in stile industriale disegnata dallo studio svedese TAF Architects per Muuto. Il design è pulito ed essenziale, la lavorazione è artigianale. L’alluminio che compone la lampada è infatti tornito, lucidato e, infine, verniciato a mano. L’interno del diffusore è bianco, un colore che  crea un contrasto con la superficie esterna e assicura un’ottima emissione di luce.

Ambit è proposta in una versione a binario, a sospensione e a parete. (www.muuto.com)


Bell, Normann Copenhagen

Una campana. È questa l’immagine richiamata da Bell, la lampada in alluminio firmata da Andreas Lund e Jacob Rudbeck per Normann Copenhagen. Il cuore del progetto è nell’unione tra il cavo e il paralume, messo in evidenza invece di essere nascosto.

Bell è proposta in quattro dimensioni e in diversi colori, con la possibilità di avere il filo e il diffusore a contrasto o abbinati. (www.normann-copenhagen.com)


Lightweight, Foscarini

Lo chandelier spogliato di ogni decoro e ridotto alla sua essenza. Possiamo riassumere così Lightweight, la lampada firmata da Tom Dixon per Foscarini. Un’interpretazione industrial del classico lampadario a bracci, realizzata con un processo produttivo semiartigianale. Per un progetto sospeso tra passato e futuro. (www.foscarini.com)


Titan, Original BTC

Titan di Original BTC è la riedizione di una lampada progettata negli anni ’40, molto utilizzata nelle aziende e nelle officine dell’epoca. La sospensione è composta da un paralume in alluminio, un elemento in acciaio grezzo e un cavo di metallo intrecciato con guaina in plastica trasparente.

Titan è prodotta artigianalmente a Birmingham, dove il metallo è modellato, martellato e saldato con tecniche di lavorazione secolari. È disponibile in tre misure e in una ricca palette di colori: dal nero al bianco, dal verde oliva al giallo. Oltre che in una finitura in alluminio lucido. (www.originalbtc.com)


Jieldé, Jean Louis Domecq

Chiudiamo la nostra rassegna sulle lampade in stile industriale con una delle più grandi icone del design francese: la Jieldé di Jean Louis Domecq.

La Jieldé nasce nel 1949 da un’esigenza personale del designer. Domecq era alla ricerca di una lampada adatta al suo lavoro di meccanico e, non riuscendo a trovarla, decise di crearsela da sé. Il risultato è una lampada da lavoro robusta e flessibile. Una lampada che dopo oltre 70 anni non accenna a perdere il suo fascino.

Le lampade Jieldé sono realizzate completamente in metallo, con uno o più bracci articolati di differenti lunghezze e cavi elettrici non visibili. Sono disponibili in diversi modelli e colori e ogni lampada è firmata. (jielde.com)


Lampade da scrivania di design? Ecco 10 lampade contemporanee con cui arredare il tuo angolo studio.

Cerchi una lampada di design per il tuo studio? Bene, il nostro nuovo focus è dedicato proprio alle lampade da scrivania. Un oggetto che va scelto con grandissima attenzione, perché una buona illuminazione favorisce la concentrazione e non fa affaticare la vista. Condizioni fondamentali per avere il massimo comfort, mentre lavoriamo.

Per questo le lampade da scrivania più funzionali sono dotate di un braccio regolabile. In questo modo, si può orientare la luce con precisione in base alle necessità. Ne abbiamo già parlato nella nostra rassegna sulle lampade da scrivania più celebri della storia del design. E ne riparliamo oggi, segnalandoti 10 lampade da scrivania contemporanee.

Tra proposte più o meno recenti, ecco la nostra selezione.

BEAT, Tom Dixon

Una perfetta sintesi di design e artigianato. È BEAT, la lampada da tavolo di Tom Dixon ispirata agli antichi vasi indiani. BEAT è realizzata in ottone battuto a mano, con un’antica tecnica di lavorazione che richiede quattro giorni per essere completata. La lampada ha un sottile braccio che può essere regolato per indirizzare la luceBEAT è disponibile con finitura esterna in nero opaco, ottone o bianco. L’interno del paralume, in ottone martellato, crea una luce morbida e calda. (www.tomdixon.net)

Berenice, Luceplan

Berenice è la lampada da scrivania firmata da Alberto Meda e Paolo Rizzatto per Luceplan. Il tratto distintivo del progetto è la sua flessibilità. Grazie al fluido movimento dei bracci articolati e alla possibilità di ruotare la testa dell’apparecchio di 360 gradi, il fascio di luce può essere orientato in qualunque direzione. Disegnata nel 1985, oggi Berenice è proposta anche con sorgente LED. I colori disponibili sono cinque: bianco, blu, rosso, verde Alu, nero. (www.luceplan.com)

AARO, DCW édition

Il desiderio di creare un movimento il più fluido possibile. È stato questo il punto di partenza di AARO, la lampada da scrivania disegnata da Simon Schmitz per DCW édition. Il cuore di AARO è la sfera che lega i due bracci tra di loro. Una sfera che non ha né destra né sinistra, né alto né basso, intorno alla quale gravita tutto il resto. Il risultato è un equilibrio perfetto. Un oggetto così lieve che sembra mosso dal vento. Il braccio inclinabile ruota fino a 365°, il diffusore è orientabile. L’illuminazione è a LED. (www.dcw-editions.fr)

Morsetto, Davide Groppi

A metà tra una lampada e un “ready-made”.‎ Parliamo di Morsetto, la lampada da scrivania di Davide Groppi. A caratterizzare il progetto l’enorme morsetto da officina e i tre bracci regolabili che permettono di portare la fonte luminosa lontana dal punto di fissaggio.‎ Così la lampada si inclina, si bilancia e si gira. ‎Un oggetto flessibile e leggero come il volo di un uccello. (www.davidegroppi.com)

Kelvin Led, Flos

Essenziale, elegante, versatile. Kelvin Led è il progetto firmato da Antonio Citterio per Flos. La lampada è composta da una testa esterna in alluminio pressofuso collegata a un doppio braccio a pantografo, attraverso sottili tiranti in acciaio. In questo modo, la luce può essere orientata nella direzione che si preferisce. L’interruttore ON/OFF è elettronico ed è dotato di funzionamento ottico alloggiato nella testa. Kelvin Led è proposta in bianco, antracite, nero o cromo. (flos.com)

Flamingo, OLEV

Sottile ed elegante come un fenicottero. È Flamingo, la lampada a LED progettata da Marc Sadler per OLEV. Flamingo è composta da tre elementi – testa, asta e braccio – ed è realizzata in carbonio, un materiale estremamente resistente e durevole. Il braccio è snodabile a 120° sull’asse verticale. La testa, dalla forma grafica e rigorosa, ruota di 175°, permettendo di orientare la luce a seconda delle esigenze. Lo schermo anti-abbagliamento a nido d’ape assicura un elevato comfort visivo. (www.olevlight.com)

Acrobat, Normann Copenhagen

Una lampada che “sembra possa cadere in ogni momento, ma non lo fa”. Così Marc Venot racconta Acrobat, la sua lampada per Normann Copenhagen. Una lampada da tavolo orientabile sia in verticale che in orizzontale, capace di assumere le più diverse posizioni. Acrobat è composta da due parti – una base a forma di cono e una fonte di luce allungata a LED – collegate solo da elettromagneti. In base alla posizione assunta, Acrobat può essere usata come lampada da scrivania con luce diretta oppure per un’illuminazione d’atmosfera. Acrobat è proposta in quattro colori ispirati dalla natura: grigio, nero, sabbia e color melanzana. (www.normann-copenhagen.com)

Giacolù, ZAVA

Lampada da scrivania, ma non solo. Giacolù, il progetto firmato da Giampaolo Allocco per ZAVA, è una lampada modulare che lascia il 50% del design alla fantasia delle persone. All’interno della scatola ci sono, infatti, diversi elementi che possono essere composti liberamente. Il risultato? Una lampada a braccio, un leggìo o qualsiasi altra cosa vorrai. L’ispirazione viene dal mitico gioco del meccano. (zavaluce.it)

Colibrì, Martinelli Luce

Agile come un colibrì, l’uccellino in grado di volare in tutte le direzioni. Parliamo di Colibrì, la lampada da tavolo orientabile di Martinelli Luce. La sua struttura è in alluminio anodizzato nero. La testa è snodabile e girevole, con sorgente di luce a LED integrato con sensore touch.‎ La base è in metallo verniciato nero.‎ Una lampada leggera e sottile che sembra quasi fluttuare nell’aria. Il design è di Emiliana Martinelli. (martinelliluce.it)

Arum, Ferm Living

Una base rotonda in marmo nero e un paralume a forma di petalo. Arum, la lampada da tavolo di Ferm Living, è un perfetto esempio di equilibrio. La solida base in marmo controbilancia, infatti, la forma organica e morbida del paralume. Il risultato è una lampada bella e funzionale, simile a una pianta con un’enorme foglia. Il paralume può essere regolato, permettendo di direzionare la luce a piacere. (fermliving.com)

Si chiama Following the Sun la nuova collezione di FAINA Design. Un set di lampade, tavolini e panche dallo stile primitivo, ispirati al fiore che guarda sempre il sole.

Following the Sun. Questo il nome della nuova collezione di complementi d’arredo del brand ucraino FAINA Design. Un nome che esprime un messaggio di positività e di energia, stimolandoci a cominciare nel migliore dei modi questo 2021 carico di aspettative.

“Seguiamo il Sole e con esso iniziamo il nostro nuovo ciclo. Il solstizio è un momento di ripartenza e di rinnovamento ”, spiega Victoria Yakusha, la fondatrice di FAINA Design.

Following the Sun è composta da una linea di lampade, un set di tavolini da caffè e una panca. Una collezione contraddistinta da motivi circolari, forme naif e materiali vivi. Uno stile primitivo che rimanda a un passato lontano, ma ancora presente dentro di noi.

“C’è qualcosa di primordiale e naturale nel seguire il sole. Fin dai tempi antichi, i nostri antenati hanno costruito le loro vite intorno ai cicli solari vivendo in totale armonia con la natura. Nella nostra nuova collezione torniamo alle origini. Forme primitive e design semplice. Seguire il Sole significa seguire l’essenza, la nostra parte più autentica”, racconta Victoria Yakusha.

Un set di lampade che guarda il sole

In molte culture, il Solstizio d’Inverno era associato al naturale inizio dell’anno e veniva celebrato con feste e rituali. Celebrazioni che FAINA ha reinterpretato con il set di lampade SONIAH. Una linea di tre lampade da terra, una sospensione, una lampada da tavolo e un’applique ispirate al girasole, il fiore giallo che guarda sempre verso il sole molto amato nella cultura ucraina.

Texture vive e grezze

Le lampade SONIAH sono realizzate a mano con una tecnica impiegata molto tempo fa per le abitazioni tradizionali ucraine. Il materiale è lo “ztista”. Una miscela di argilla, carta, trucioli di legno e paglia, che dona alla superficie una texture grezza unica. Un materiale organico che può essere usato sia negli ambienti interni che negli spazi esterni.

La panca SONIAH e i tavolini SONIAH sono realizzati, invece, in frassino naturale o tinto nero. La panca ha grosse gambe in legno dalla forma arrotondata e una seduta rivestita con un morbido tessuto. Il tavolino è proposto in tre versioni: piano basso o alto su un’unica gamba enorme, piano su due gambe.

GUARDA ANCHE LA POLTRONA DOMNA DI FAINA DESIGN

Lampade da tavolo di design? Guarda la nostra selezione. Fra novità ed edizioni speciali di grandi classici.

Versatili, funzionali, decorative. Sono le lampade da tavolo di design. Un complemento d’arredo che grazie alle sue dimensioni compatte può essere inserito facilmente in qualsiasi ambiente, valorizzando punti specifici.

Fedeli alleate sia nelle ore di lavoro che nelle ore di relax, le lampade da tavolo possono assolvere a differenti funzioni. Per la scrivania sono indicate le lampade orientabili per poter direzionare la luce con precisione. Per illuminare il living sono, invece, ideali le lampade a luce diffusa, capaci di creare un’atmosfera calda e intima. Le lampade da tavolo moderne sono, inoltre, spesso dotate di un dimmer che permette di regolare l’intensità luminosa a seconda delle esigenze del momento.

Un’idea regalo da mettere sotto l’albero? Perché no.

Ecco la nostra selezione.


Gople Plug e Gople Portable, Artemide

Gople Plug e Gople Portable sono le ultime lampade nate dalla collaborazione tra Artemide e lo studio danese BIG. Due lampade dal design minimale che possono adattarsi a qualsiasi ambiente. La luce è morbida e diffusa e può essere regolata secondo tre intensità, creando tre atmosfere diverse. Gople Plug è la versione tradizionale con connessione elettrica standard. Gople Portable è portatile e ricaricabile con 26 ore di autonomia. (www.artemide.com)


Valigia, Stilnovo

Una lampada ironica che invita al viaggio. È Valigia di Ettore Sottsass, un progetto firmato nel 1977 oggi rieditato da Stilnovo con un design fedele all’originale. Valigia è una piccola architettura pensata per essere portata ovunque. La combinazione di rosso e nero è molto amata da Sottsass, come dimostrano altri suoi progetti. Uno su tutti la macchina da scrivere Valentine per Olivetti. (stilnovo.com)


Lumiere, Foscarini

Lumiere, la lampada con l’inconfondibile base a treppiede disegnata da Rodolfo Dordoni, compie 30 anni. Per celebrare il suo compleanno, Foscarini lancia due nuove versioni realizzate con una particolare lavorazione artigianale: Lumiere Pastilles e Lumiere Bulles. In Pastilles la superficie del diffusore in vetro viene disegnata da una serie di losanghe tridimensionali. Bulles è caratterizzata da una miriade di piccole bolle d’aria racchiuse tra gli strati di vetro del diffusore. In entrambe la base in alluminio è color champagne. Lumiere Pastilles e Lumiere Bulles sono proposte in una edizione speciale da 1000 pezzi, numerati e autografati da Rodolfo Dordoni(www.foscarini.com)


Lampadina, FLOS

Lampadina, l’iconica lampada firmata da Achille Castiglioni per Flos, si veste di nuovi colori. Gli storici nero e arancio sono affiancati da bianco, verde, turchese e lilla per il porta lampada, mentre la base è proposta in finitura nero opaco. La nuova palette nasce dallo studio dei colori usati dal grande maestro nella progettazione di oggetti, grazie alla collaborazione con la Fondazione Achille Castiglioni. Per veri collezionisti! (flos.com)


Medù, Zava

Versatilità. È questa la parola chiave di Medù, la lampada disegnata da Delineo per Zava. Le diverse finiture, dimensioni e tipologie di supporto permettono infatti di ottenere svariate configurazioni, dando alla lampada un carattere ogni volta diverso. Medù è disponibile nelle versioni da tavolo, a sospensione, da parete e ricaricabile. (zavaluce.it)


Siro, Oluce

Una lente e un disco frontale che libera una luce radente al suo interno. Parliamo di Siro, la lampada da tavolo disegnata da Marta Perla per Oluce. I due elementi bidimensionali di Siro creano l’illusione di essere in perfetto equilibrio sul piano, quando sono guardati frontalmente. Il nome deriva da Sirio, la stella bianca più luminosa del cielo notturno. Siro è proposta in due dimensioni e in due finiture: bronzo satinato e oro satinato, con la curva interna della calotta in bianco. (www.oluce.com)


Paris, Queeboo

Una lampada che nasce dai ricordi. Paris, il nuovo progetto di Studio Job per Qeeboo si ispira agli anni in cui Job Smeets viveva a Parigi vicino alla Torre Eiffel. La Tour Eiffel qui viene però a curvarsi, diventando lo stelo di supporto del diffusore in ottone. La base della Torre ha quattro piedi dorati in ABS che supportano la struttura, il corpo principale è stampato in polietilene, la cupola è in alluminio ed è orientabile. (www.qeeboo.com)


Matin, HAY

Un ombrello di carta giapponese? No, è Matin, la lampada da tavolo disegnata da Inga Sempé per HAY. Una lampada poetica composta da una base in acciaio rifinita in ottone spazzolato e un paralume in cotone plissettato proposto in una palette di colori vivaci. La sorgente luminosa è un LED integrato, che offre una illuminazione diffusa modulabile con un dimmer di controllo digitale. (hay.dk)


Pigreco, Davide Groppi

Una sfera di cristallo per prevedere quale sarà la luce del futuro. È Pigreco, il progetto di Omar Carraglia per Davide Groppi. A comporre la lampada due elementi: una sfera in vetro e una base in legno. La sfera in vetro, per metà satinata e per metà trasparente, si muove liberamente sulla base, diventando ora diffusore, ora lente convessa. Nella base si nasconde un LED invisibile, che illumina l’interno della sfera. Il risultato è una luce mutevole che crea effetti sempre nuovi sulle superfici. (www.davidegroppi.com)


Idea, Slamp

Si dice che l’ispirazione si accende all’improvviso come una lampadina sulla testa. Da qui nasce Idea, la serie di lampade disegnata da Marcantonio per Slamp. Una collezione ridotta all’osso – lampadina e supporto – che celebra l’essenza stessa della luce. Idea è disponibile nella versione da tavolo e da parete. Nella versione da tavolo la lampadina è magicamente sospesa su una struttura in ottone satinato. (www.slamp.com)


Mayday di Konstantin Grcic compie 20 anni. Flos celebra questa grande icona contemporanea con una limited edition, con gancio/maniglia in alluminio pressofuso.

Non è una lampada da tavolo o da terra. Non è una sospensione. Non è una lampada da parete. Eppure è allo stesso tempo tutte queste cose insieme. Parliamo di Mayday, la lampada disegnata da Konstantin Grcic nel 1999 e messa in produzione da Flos nel 2000. Una grande icona contemporanea che per i suoi 20 anni viene celebrata con una edizione limitata, con packaging e finitura speciale.

Una lampada utile ogni qual volta si ha bisogno di luce

“Mayday è il segnale di emergenza per chi si trova in difficoltà in mare, e in un certo senso questa è l’idea della lampada: poter essere utile ogni volta che si ha bisogno di luce”, spiega Konstantin Grcic.

Non ci sono parole migliori per raccontare Mayday. La lampada di Grcic non può essere racchiusa in una sola categoria. È concepita come uno strumento. Uno strumento utile per differenti occasioni d’uso e per diversi luoghi. Grazie alla sua leggerezza e al suo pratico gancio/maniglia, Mayday può essere infatti trasportata con facilità da un ambiente all’altro, cambiando funzione a seconda delle nostre esigenze. Per poterci davvero aiutare in qualunque momento.

Come è composta la lampada Mayday

Mayday si ispira alle lampade da officina. Nella sua versione originale la lampada di Konstantin Grcic è interamente realizzata in polipropilene mediante stampaggio a iniezione, con gancio nero o arancione. Il diffusore, traslucido e dalla forma conica, diffonde una luce calda. Il gancio/maniglia, su cui è posizionato il pulsante on/off, ci dà la possibilità di portare e appendere la lampada ovunque vogliamo, e può essere impiegato anche per avvolgere il cavo elettrico lungo 5 metri. “Oggi si eliminerebbe il cavo e si avrebbe una batteria ricaricabile, ma 20 anni fa era impensabile”, dice Grcic.

Una lampada da Compasso d’Oro

Grazie alla sua straordinaria versatilità, Mayday ha vinto il Compasso d’Oro ADI nel 2001. A colpire la giuria è stata infatti la “flessibilità d’uso nelle infinite e facili possibilità di collocazione in interni ed esterni”, oltre all’economicità della lampada e alla ricerca formale sull’impiego di componenti in gran parte già in produzione.

Sì, non solo Mayday è un progetto intelligente. È anche la dimostrazione di come il buon design può essere democratico. I materiali utilizzati e il processo di stampaggio a iniezione permettono, infatti, di vendere la lampada a un prezzo non esorbitante. Per portare bellezza e funzionalità al numero più ampio di persone.

La Limited Edition per i 20 anni di Mayday

L’edizione speciale per i 20 anni di Mayday comprende 2.020 pezzi numerati, con packaging speciale e gancio/maniglia in alluminio pressofuso su cui sono incisi la firma di Konstantin Grcic e il numero progressivo di serie. Un vero pezzo da collezione. Da non perdere!

Foto: Bastian Achard.

Lampade da scrivania di design? Ecco 9 grandi classici. Per illuminare l’home office in modo funzionale, senza rinunciare allo stile.

Cerchi una lampada di design per il tuo home office? Sei nel posto giusto. Oggi è proprio di lampade da scrivania che parleremo. Un oggetto fondamentale per qualsiasi spazio di lavoro che si rispetti. Perché è soltanto con una buona illuminazione che possiamo rendere confortevole il nostro angolo studio, favorendo la concentrazione ed evitando di affaticare la vista.

Quale lampada scegliere per illuminare il piano di lavoro? La risposta potrebbe essere una lampada con braccio regolabile. Già, le lampade con bracci snodabili sono ideali per orientare la luce con precisione, in base alle esigenze del momento. Non a caso, hanno una lunga storia. I primi esempi risalgono, infatti, agli anni ’30 con la Anglepoise, la Naska Loris e la Luxo L-1. Tre grandi classici della storia del design che sono stati un riferimento importante per tutti i progetti a seguire.

Dunque ecco qui le 9 lampade da scrivania più iconiche. Per illuminare il nostro studio o postazione di smart working in modo funzionale, senza dimenticare il design. Buona lettura.


Ecco le lampade da scrivania più iconiche della storia del design


Original 1227, Anglepoise

Apriamo la nostra rassegna sulle lampade da scrivania con un’icona del design britannico: Anglepoise Original 1227. La lampada è progettata nei primi anni ’30 dall’ingegnere George Carwardine e si basa su un meccanismo di molle in tensione, che sostituisce il sistema del contrappeso adottato fino a quel momento. L’ispirazione viene dalle sospensioni delle auto. Il risultato è una lampada da tavolo con braccio snodabile, che unisce un’estrema flessibilità a un perfetto equilibrio.

Messa in vendita nel 1935, la lampada da scrivania Original 1227 negli anni ha visto crescere la sua famiglia. Oggi accanto alla versione da tavolo, sono proposte anche lampade a parete, a soffitto e a pavimento.

www.anglepoise.com/


Kaiser, Fritz Hansen

Illumina le scrivanie di noti ispettori delle serie TV ormai da anni. Parliamo di Kaiser Idell, la lampada progettata nel 1931 dall’orafo tedesco Christian Dell, conosciuta appunto anche come la “lampada dell’ispettore”. Icona del Bauhaus, Kaiser Idell è una lampada elegante e molto funzionale. Il cuore del progetto è nel sistema di giunti rotanti, che permette di orientare la luce in modo preciso. Le lampade sono realizzate in acciaio con paralume e base dipinti a mano. Nel 2019, per il centenario del Bauhaus, è stata proposta una versione speciale con stelo e base in ottone lucido. Ogni lampada è consegnata con un certificato di autenticità e ha un numero di serie unico inciso sulla base.

fritzhansen.com/


Naska, FontanaArte

La collezione Naska arriva dall’archivio storico di FontanaArte. Si tratta di una lampada da lavoro con braccio bilanciato a molle, che è stata disegnata nel lontano 1933. Rieditata in anni recenti, Naska ha mantenuto intatto il suo fascino originario. La lampada è dotata di un braccio orientabile in tutte le direzioni ed è disponibile con morsetto o base da tavolo. La base e il braccio sono in acciaio, il diffusore è in alluminio.

I progetti dell’archivio storico di FontanaArte non sono legati a un solo designer, ma frutto del lavoro di tutti i creativi che collaborano con l’azienda.

www.fontanaarte.com/it/


Luxo L-1, Luxo Lighting

Avete presente la lampada da lavoro che saltella nella sigla iniziale dei film Pixar? Bene, è la lampada Luxo L-1 prodotta dall’ingegnere norvegese Jac Jacobsen. Una lampada la cui storia si intreccia curiosamente con un altro classico di questa rassegna: la Anglepoise. Tutto comincia quando Jacobsen ordina a un’azienda inglese una partita di macchine da cucire industriali. L’azienda accompagna l’ordine con 2 lampade Anglepoise e Jac Jacobsen ne rimane subito colpito. A quel punto acquisisce i diritti per poter vendere la lampada in Norvegia. Apporta dei cambiamenti per renderla ancora più funzionale. E nel 1937 produce la prima Luxo L-1. È la nascita di un mito.

www.luxo-lighting.com/


Signal, Jieldé

È l’icona del design industriale francese per eccellenza. Parliamo della lampada Jieldé progettata da Jean Louis Domecq nel 1949. Alla ricerca di una lampada adatta al suo lavoro di meccanico, non riuscendo a trovarla, Domecq decide di crearsela da sé. Nasce così una lampada da lavoro robusta, flessibile e dal design essenziale. Un progetto che dopo 70 anni non accenna a perdere il suo fascino.

Le lampade Jieldé sono realizzate completamente in metallo, con uno o più bracci articolati di differenti lunghezze e cavi elettrici non visibili. Sono disponibili in diversi colori e ogni lampada è firmata.

jielde.com


Cobra table lamp, GUBI

Porta la firma di Greta M. Grossman Cobra, la lampada da scrivania rieditata dal brand danese GUBI. La lampada è stata disegnata nel 1950 e deve il suo nome al diffusore ovale simile alla testa di un cobra. Grazie allo stelo flessibile e alla testa orientabile a 360º, la luce può essere direzionata con grande precisione. Possiamo infatti usare Cobra sulla scrivania ma anche per creare una luce d’atmosfera nel living. L’interruttore on/off si trova sulla base.

Cobra ha vinto il Good Design Award nel 1950 ed è stata esposta al MoMA di New York fra il 1951 e il 1952, in occasione della mostra “Good Design”.

www.gubi.com


Lampada AJ, Louis Poulsen

Un’icona che nasce per un’icona. La lampada AJ di Louis Poulsen è disegnata da Arne Jacobsen nel 1957 per il SAS Royal Hotel di Copenhagen. Per illuminare gli interni del leggendario hotel, Jacobsen progetta un’intera collezione: lampada da scrivania, da pavimento, da parete e una versione più piccola pensata per essere fissata sul tavolo. AJ si caratterizza per la combinazione di angoli retti e obliqui. Un elemento che richiama il design delle poltrone della serie 3300 e i profili geometrici degli edifici progettati da Jacobsen. In questo caso, la distribuzione della luce viene ottimizzata regolando l’angolo dello schermo.

Originariamente disponibile in grigio chiaro, marrone e nero, negli anni AJ si è vestita di nuovi colori.

https://www.louispoulsen.com/


Tizio, Artemide

Tizio è il capolavoro firmato da Richard Sapper per Artemide nel 1972. Una reinterpretazione delle classiche lampade da scrivania con braccio snodabile, dove la testa e i bracci orientabili sono bilanciati da un sistema di contrappesi. Con Tizio, però, non cambia solo il meccanismo per orientare la luce. Il progetto di Sapper segna anche il passaggio dalle lampadine a incandescenza a quelle alogene, una tecnologia molto avanzata per l’epoca. Con il basso voltaggio delle fonti alogene, la lampada può liberarsi dai cavi elettrici. A condurre l’elettricità sono infatti i bracci e i bottoni. Quando si dice magia.

www.artemide.com/it/


Tolomeo, Artemide

Nasce nel 1986 una delle lampade più famose della storia del design: Tolomeo di Artemide. Il progetto, vincitore del Compasso d’Oro nel 1989, è firmato da Michele De Lucchi con Giancarlo Fassina. De Lucchi rilegge la classica lampada da lavoro con tecnologie e materiali innovativi. Innanzitutto, nasconde la molla e il filo con un tubicino, ispirandosi ai pescatori che pescano con la lenza. Poi sostituisce l’acciaio con l’alluminio. Il risultato è una lampada più leggera e dal carattere contemporaneo.

In oltre 30 anni, la collezione Tolomeo è cresciuta fino a comprendere versioni da parete, da terra e a sospensione, in diverse misure e finiture. Un vero best seller protagonista di tantissimi film. Vietato non conoscerla!

www.artemide.com/it/


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Foscarini lancia Twiggy Wood. Una nuova versione dell’iconica lampada disegnata da Marc Sadler, dove la leggerezza della fibra di carbonio incontra il calore del legno.

Un segno grafico leggero e flessibile che ci fa compagnia da 15 anni, ma che sembra essere con noi da sempre. Parliamo di Twiggy, la lampada disegnata da Marc Sadler per Foscarini. Una icona del design contemporaneo ispirata da un oggetto d’uso comune: la canna da pesca.

“All’origine del progetto, l’idea era di realizzare una lampada dal carattere ludico: un pescatore, un manichino, che teneva una canna da pesca, e alla fine di questa canna da pesca immaginavo una lampadina”, spiega Marc Sadler. Alla fine, però, è rimasta solo la canna da pesca. Uno stelo realizzato in un materiale composito su base in fibra di vetro, che esce da un disco in metallo e come per magia sostiene un grande diffusore.

Un geniale studio sul movimento

Twiggy è un segno decorativo elegante ed essenziale. Ma anche e soprattutto un geniale studio sul movimento. Grazie a un semplice sistema di contrappesi la posizione del diffusore è infatti regolabile in altezza, potendo così rispondere a diverse funzioni. E il tutto senza risultare visibile. “Io pensavo di più a un braccio che si inclinava con dei sistemi meccanici”, racconta Marc Sadler. “Piano piano questa idea si è semplificata. (…) È nata perché volevamo avere qualcosa di semplice da costruire, ma anche da percepire”.

La conformazione del diffusore garantisce, inoltre, un’illuminazione diretta verso il basso e una accogliente luce d’ambiente verso l’alto, grazie alla trasparenza del disco di protezione superiore.

Le diverse versioni di Twiggy

In 15 anni Twiggy si è rinnovata spesso, venendo proposta in diverse varianti e finiture. Nel 2007 la lampada da terra è stata affiancata da una versione da tavolo, una sospensione e una lampada a soffitto. Nel 2015 è stata presentata una versione dalle dimensioni due volte più grandi, Twice as Twiggy, pensata per i grandi spazi. Nel 2017 si è aggiunta alla famiglia la collezione outdoor, con diffusore in materiale composito intrecciato. Infine, nel 2020 arriva Twiggy Wood, un modello nato per festeggiare il 15° compleanno di Twiggy, dove la fibra di carbonio incontra il calore del legno.

Twiggy Wood

In Twiggy Wood lo stelo in fibra di carbonio supporta un paralume in rovere, arricchendosi di una nuova matericità. Un rinnovamento estetico che rende la lampada di Marc Sadler più calda e accogliente.

Twiggy Wood è stata però aggiornata non solo nei materiali, ma anche da un punto di vista tecnico. Il gruppo luce – che accoglie una nuova scheda LED studiata appositamente da Foscarini – è stato infatti ridisegnato in un corpo unico, completamente chiuso, con altezza ridotta che permette di riflettere ancora di più la luce e valorizzare così l’interno del paralume. Il risultato è un’illuminazione ancora più morbida e confortevole, grazie anche ai riflessi del legno.

Uno splendido esempio di come un’icona può rinnovarsi, reinterpretando in modo inedito un materiale della tradizione.

Le lampade di Cerasa arredano la sala da bagno

Cerasa, azienda specializzata nella produzione di arredi e complementi per la stanza da bagno, ha progettato un sistema di illuminazione di design, coordinato nello stile e nei materiali con le sue collezioni.
Questa nuova collezione di lampade Cerasa integra e completa il già ampio catalogo di proposte per la stanza da bagno. E rappresenta un’offerta molto importante per un brand che si è sempre contraddistinto per la sua offerta di design, creativa e coordinata, che spesso esce dall’ambiente bagno per arredare anche il living o la zona notte. Il total look Cerasa.

Le lampade Cerasa hanno una linea moderna ed elegante, che non indugia in orpelli decorativi ma che mostra un carattere forte e personale.
Una linea incentrata sulla funzionalità e sul benessere. Perché la qualità della luce in bagno è un elemento fondamentale e troppo spesso trascurato.

Ecco dunque alcune lampade della collezione illuminazione di Cerasa…

 

Lampade in stile minimal per un tocco di design nella stanza da bagno

I modelli Stick a specchio, Twins a soffitto e la piantana Ginevra sono lampade a led molto versatili e capaci di coordinarsi con tutti i complementi d’arredo Cerasa. Sono realizzate in metallo nero opaco in varie versioni. Grazie alla loro linea essenziale, si inseriscono perfettamente nelle stanze da bagno di design, come in quelle in stile industrial o minimal.

 

 

La lampada Twins ha un cavo lungo ben 5m, che la rende molto versatile e facilmente posizionabile sia a fianco specchio che a soffitto, anche con altezze importanti. Questo modello risulta di particolare effetto scenografico se viene installata a grappolo (come nella foto qui sotto a destra).

 

 

La lampada a Led Eclissi mostra altrettanto carattere, pur nella semplicità delle sue forme. Con i suoi 75 cm di diametro, rappresenta elemento illuminante scultoreo e di grande impatto visivo. La finitura nichel ne fa un vero classico, una lampada che si inserisce in ogni ambiente e che si adatta ad ogni stile. Qualunque sia il contesto i cui si colloca, Eclissi risulterà sempre la protagonista.

 

 

Contaminazioni moderniste e stile ispirato alla Bauhaus caratterizzano invece la lampada Daiki, uno dei bestseller di Cerasa. Al sottile stelo in metallo nero lucido si abbinano dettagli in finitura oro rosa. Questa lampada dona un tocco di eleganza e di originalità anche all’ambiente bagno più semplice. È disponibile nelle versioni a specchio e a parete, con illuminazione a incandescenza.

 

Dettagli funzionali e linee di design

Alfred non è solo una lampada, ma un esempio perfetto di integrazione fra design e funzionalità. La lampada Alfred è composta da una colonna in metallo che si monta a parete, sulla quale sono montate due sfere luminose illuminate da sorgente a Led.
La colonna funge anche da supporto per un ripiano, anch’esso in metallo, sotto cui si nasconde una pratica presa USB. La lampada Alfred nella parte inferiore prevede un portariviste.

 

 

La lampada Winston invece, pur avendo un design molto simile, ha una funzionalità leggermente diversa in quanto nella parte inferiore dello stelo è inserito un elemento portarotolo o portasciugamani.

 

 

Per chi ama cambiare spesso, la lampada a Led Snodo è la scelta più indicata. Da un’idea originale di Cerasa, Snodo ha uno stelo flessibile in finitura nichel, lungo ben 123 cm, che termina con una sfera di vetro.
Modellando lo stelo a piacimento, è possibile dare ogni giorno una forma diversa alla composizione. La lampada Snodo proietta una luce più diretta se posizionata a fianco specchio o a parete, mentre crea un’illuminazione più d’atmosfera se viene installata a soffitto.

 

 

La lampada Mr John, infine, si caratterizza per il suo particolare sistema di regolazione sali-scendi, controllato da uno speciale meccanismo a carrucola munito di contrappeso.

 

 

Il bagno, lo sappiamo, è lo spazio dedicato al relax, al benessere e alla cura del corpo. Per questo è importante scegliere la luce giusta. Che illumini bene l’ambiente, in particolare la zona specchio, e che sappia creare una rilassante atmosfera quando serve.
Se poi la luce proviene da una lampada bella, di design, meglio ancora se coordinata con lo stile del nostro bagno, allora il piacere di concedersi un momento per se stessi è garantito!

in collaborazione con Cerasa

 

 

 

Si chiama Easy Peasy il nuovo progetto firmato da Luca Nichetto per Lodes. Una lampada portatile e ricaricabile con cui l’azienda celebra i suoi primi 70 anni.

Scultorea, interattiva e senza fili. È Easy Peasy, la nuova collezione di lampade portatili e ricaricabili progettata da Luca Nichetto per Lodes. Un lancio con cui l’azienda offre un assaggio delle collezioni 2021, per celebrare i suoi 70 anni e il suo recente rebranding. Lodes nasce infatti da Studio Italia Design, storico brand veneziano di illuminazione decorativa oggi sempre più focalizzato sul design contemporaneo e sull’innovazione tecnologica. Come dimostra anche la scelta di collaborare con Luca Nichetto, design curator dell’azienda oltre che autore di Easy Peasy.

Una campana giocosa e interattiva

Easy Peasy è una lampada da tavolo portatile dal carattere giocoso e dall’aspetto scultoreo. Il corpo e il pomolo dalle linee arrotondate ricordano, infatti, la forma di una campana. Una piccola campana interattiva, però. Perché il pomolo sulla parte superiore non è solo un vezzo decorativo, ma permette di accendere e spegnere la lampada e di dimmerare l’intensità e il calore della luce, grazie alla sua tecnologia dim to warm. Una funzione che offre la possibilità di creare l’atmosfera giusta per ogni occasione.

«Il design oggi esige una perfetta integrazione tra interazione e prestazioni tecnologiche che consenta di creare pezzi che non solo siano esteticamente piacevoli, ma che siano anche funzionali e che instaurino una connessione», racconta Luca Nichetto. Una sintesi fra estetica e tecnologia perfettamente espressa in Easy Peasy.

Diverse superfici tattili

A caratterizzare Easy Peasy è, però, anche il mix di materiali diversi. La base dentro cui è alloggiata la sorgente luminosa a LED è in metallo. Il diffusore è in metacrilato e avvolto da una campana in vetro soffiato che filtra la luce. Una combinazione di superfici che crea piacevoli variazioni tattili, resa ancora più interessante dall’uso del colore. Quattro colori, per l’esattezza: Chestnut, Flamingo, Lagoon e Kelp.

Una lampada senza confini

Scultorea, interattiva e senza fili, dicevamo all’inizio. Easy Peasy è, infatti, una lampada portatile e ricaricabile che può seguirci in ogni ambiente. Dal salotto alla camera da letto, dalla zona pranzo al giardino. Per illuminare con stile ogni ambiente della casa oppure portare un tocco di design sul tavolo di un ristorante.

La batteria di Easy Peasy può essere ricaricata attraverso la presa micro-USB alla base, che contiene anche l’interruttore, la connessione per il cavo e un anello di gomma che ne aumenta la stabilità.

GUARDA ANCHE IL NOSTRO ARTICOLO SULLE LAMPADE PORTATILI E RICARICABILI

Coordinates è il nuovo sistema di illuminazione di Michael Anastassiades per Flos. Un progetto poetico ed essenziale, configurabile all’infinito.

Essenziale, versatile, poetica. È Coordinates, la collezione di lampade firmata da Michael Anastassiades per Flos. Un progetto in grado di creare un grande impatto visivo con un minimo tocco magico. Un’eleganza e un equilibrio che caratterizzano tutto il lavoro di Anastassiades.

Coordinates nasce come progetto custom per la dining room principale del celebre ristorante Four Season di New York, riaperto nel 2018 e ridisegnato dall’architetto paulista Isay Weinfeld. Da lì la collezione si è evoluta, offrendo oggi diverse soluzioni preconfigurate adatte per contesti residenziali e contract.

La precisione matematica di una griglia cartesiana

“Coordinates è un sistema di illuminazione composto da barre luminose orizzontali e verticali che formano strutture reticolari di varia complessità. Il sistema può essere facilmente adattato a seconda della diversa tipologia e grandezza degli ambienti”, spiega Michael Anastassiades.

Già, Coordinates è formata da barre di LED intrecciate che ricordano una griglia cartesiana, illuminata ed estesa in volumi tridimensionali. Un richiamo alla precisione matematica che rende il progetto estremamente rigoroso.

Un’ampia scelta di soluzioni

Coordinates è composta da un corpo in alluminio estruso, vestito con un’elegante finitura anodizzata color champagne, e da un diffusore bianco opale in silicone platinico.

La collezione propone numerose soluzioni preconfigurate. Tra le altre, quattro modelli di chandelier di diverse forme e dimensioni. E tre modelli a soffitto in due possibili lunghezze, che possono adattarsi sia a soffitti standard che molto alti.

Un modulo ripetibile, in versione sospesa o a soffitto, permette invece di realizzare installazioni scenografiche, ideali per i progetti contract.

A completare la serie una lampada da terra, formata da una semplice base rotonda e da due barre luminose verticali che, in fase di montaggio, possono essere rotate di 90°.

Insomma, un sistema di illuminazione elegante e flessibile che può illuminare diverse tipologie di ambienti. La magia dell’essenziale.

GUARDA ANCHE ARRANGEMENTS, IL PROGETTO FIRMATO DA MICHAEL ANASTASSIADES PER FLOS NEL 2018. 

La lampada Flowerpot di Verner Panton. La storia di una grande icona del design.

Una lampada simbolo di cambiamento. Parliamo di Flowerpot, la lampada disegnata da Verner Panton nel 1968. Una lampada rivoluzionaria per i materiali, per le forme, per i colori. Ma anche e soprattutto per l’idea alla base del progetto: creare un prodotto capace di emozionare. Un qualcosa di molto diverso da quanto facevano i designer danesi in quegli anni.

Come racconta Anders Michelsen, co-autore della monografia su Verner Panton, il grande designer danese “ha fatto qualcosa di completamente diverso, con materiali diversi e forme diverse, e non ha avuto paura di andare avanti per la propria strada”.

Nel design danese degli anni 50 e 60 il materiale di elezione era il legno, i colori naturali, le forme lineari e pulite. E l’obiettivo principale era la funzionalità dei prodotti. Form follows function. Era questa la prima regola da seguire. Una regola che rimane importante anche per Verner Panton, accompagnandosi però alla ricerca di emozioni e alla sperimentazione di nuovi materiali e colori.

Già, il colore è uno degli aspetti più importanti nei progetti di Panton. “La maggior parte delle persone trascorre la vita in una triste conformità grigio-beige, avendo paura dei colori”, racconta Panton. Un’osservazione che spiega bene il suo approccio al design. Panton ha, infatti, lavorato con degli psicologi per comprendere meglio il ruolo che il colore gioca nella creazione di un ambiente.

Flowerpot nasce in un anno di grandi cambiamenti

Se la lampada Flowerpot è rivoluzionaria nel contesto del design danese degli anni 60, si inserisce perfettamente nel più ampio quadro storico dell’epoca. Il 1968 è infatti l’anno in cui le rivolte studentesche a Parigi, Roma e negli Stati Uniti cercano di rovesciare i vecchi valori. L’anno in cui nasce il movimento dei figli dei fiori (Flower Power), basato su idee di pace, amore e armonia. L’anno in cui esce al cinema 2001: Odissea nello spazio di Stanley Kubrick, leggendario film di fantascienza in cui appare, tra l’altro, la sedia di Verner Panton. L’anno che precede il primo viaggio dell’uomo sulla Luna. Insomma, un anno di grandi cambiamenti.

Una lampada minimale ma giocosa

La lampada Flowerpot è costituita da due semisfere in metallo contrapposte (la superiore ha un diametro due volte più grande di quella inferiore), proposte in una vasta palette di colori. Il risultato è una lampada allo stesso tempo minimale ma giocosa, funzionale ma divertente. Una delle lampade più iconiche della storia del design.

Le novità 2020

Dal 2010 Flowerpot è prodotta dal brand danese &Tradition. La collezione comprende tre sospensioni, due lampade da tavolo e, dall’autunno 2020, anche una applique e una lampada portatile.

La Flowerpot portatile è in policarbonato per un uso anche outdoor, ha un cavo ricaricabile USB e un dimmer che permette di regolare la luce con tre intensità diverse.

La versione da parete era stata pensata da Verner Panton, ma mai messa in produzione prima d’ora. La lampada offre sia un’installazione standard che cablata. L’interruttore si trova alla base.

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