Funzionali e prive di fronzoli, le lampade in stile industriale non conoscono le mode. Ecco la nostra selezione.

Materiali grezzi, assenza di decorazioni e massima funzionalità. Oggi parliamo delle lampade in stile industriale, una tipologia di lampada che nel corso degli anni è stata interpretata da tantissimi designer.

Lo stile industriale non conosce le mode. Nato a New York negli anni 50/60, quando i creativi iniziano a trasformare magazzini ed ex edifici industriali in abitazioni e uffici, arriva negli anni 70 anche nelle metropoli europee.

Da allora l’industrial style non accenna a perdere il suo fascino. E, anzi, con il tempo è uscito fuori dai confini dei loft metropolitani. Le lampade in stile industriale, in particolare. Un vero must per chi ama la bellezza dell’imperfezione.

Ecco la nostra selezione.

Projecteur 365, Nemo Lighting

Cominciamo la nostra rassegna sulle lampade in stile industriale con un’icona del design: Projecteur di Le Corbusier. Disegnata dal grande maestro francese nel 1954 per illuminare l’Alta Corte di Chandigarth, in India, Projecteur è stata rieditata nel 2012 da Nemo basandosi sugli schizzi originali di Le Corbusier.

La lampada è costituita da un diffusore a forma di proiettore in alluminio verniciato blu notte, bianco sabbiato o moka e da un vetro diffusore bombato e sabbiato internamente. La base e i rosoni sono verniciati come il corpo. I galletti della chiusura sono cromati neri.

Projecteur è proposta nella versione da terra, a sospensione e a parete/soffitto. (nemolighting.com)


HUNA, FontanaArte

Una lampada che sembra appena uscita da un bistrot. È HUNA di FontanaArte e nasce da un progetto del 1965. Una sospensione dal design senza tempo che emette una luce diretta e intensa.

HUNA si compone di un paralume e gancio in metallo verniciato, un cavo di sospensione in acciaio e rosone in materiale termoplastico verniciato. (www.fontanaarte.com)


Urban Concrete, Diesel Living with Lodes

Una novità 2021 nata dalla nuova collaborazione tra Diesel e il brand di illuminazione Lodes. È Urban Concrete, una delle lampade della linea Diesel Living with Lodes.

Materica ed elegante, Urban Concrete è composta da una cupola in metallo proposta in tre finiture in cemento e in quattro dimensioni (25, 50, 60 e 80 cm). Una varietà di proposte che permette diverse configurazioni e usi. Per esempio, la cupola da 25 cm può essere installata anche su rosoni multipli per creare composizioni a contrasto. (www.lodes.com)


Morale, Emanuel Gargano

Morale è la lampada da terra firmata da Emanuel Gargano nel 2020. Il progetto si ispira alle case rivestite in legno carbonizzato che punteggiano la campagna giapponese (il legno viene trattato in questo modo a scopo protettivo). La lampada è realizzata con i morali, le barre di legno usate nei cantieri edili per armare le strutture. Il legno di recupero viene bruciato in un grande falò, proprio come il legno delle abitazioni rurali giapponesi. Il fuoco plasma casualmente i pezzi di legno, dando a ogni lampada un aspetto diverso. (www.emanuelgargano.com)


Lady Cage, ZAVA

La vecchia lampada da officina trasformata in un’elegante lady. Parliamo di Lady Cage, la lampada disegnata da Massimo Rosati per Zava. In Lady Cage la gabbia protettiva in metallo e l’impugnatura tipiche delle lampade da officina sono reinterpretate con ironia.

Lady Cage è disponibile in tre finiture – cromato, nero opaco o bianco opaco – e con il filo in vari colori. Una lampada versatile che può essere appoggiata su un tavolo, agganciata a parete oppure sospesa. È proposta anche in versione outdoor. (zavaluce.it)


Cantiere, Zava

Una lampada industriale già nel nome. Cantiere, la lampada progettata da Alberto Ghirardello per Zava, si ispira all’illuminazione tecnica per siti di costruzione. L’ampio corpo illuminante offre una generosa illuminazione, la griglia (opzionale) dà carattere, la maniglia permette di spostare la lampada con facilità da un ambiente all’altro.

Cantiere è disponibile in una versione da terra orientabile, da parete e da soffitto. (zavaluce.it)


Heavy Metal Chandelier, Buster + Punch

Heavy Metal è lo chandelier firmato dal brand londinese Buster + Punch. Realizzato in ottone massiccio, acciaio e bronzo fumé o nero opaco, con cavo e rosone in gomma nera, Heavy Metal nasce dall’amore di Buster + Punch per i metalli. La lampada è disponibile sia nella versione chandelier da 19 o 31 elementi che nella versione singola. (www.busterandpunch.com)


Plant Chandelier, Kranen/Gille

Uno chandelier che riproduce le strutture della natura. È Plant Chandelier, il lampadario disegnato da Kranen/Gille. Ispirato alle foto botaniche di Karl Blossfeldt, Plant Chandelier è costituito da bracci che, come rami, crescono e si sviluppano in direzioni casuali. Lo chandelier è stato creato per la mostra “The industrial essence of Kranen/Gille”, al Noordbrabants Museum nei Paesi Bassi. Il lampadario è in acciaio finitura oro ed è prodotto da Moooi. (www.moooi.com)


Ambit, Muuto

Ambit è la lampada in stile industriale disegnata dallo studio svedese TAF Architects per Muuto. Il design è pulito ed essenziale, la lavorazione è artigianale. L’alluminio che compone la lampada è infatti tornito, lucidato e, infine, verniciato a mano. L’interno del diffusore è bianco, un colore che  crea un contrasto con la superficie esterna e assicura un’ottima emissione di luce.

Ambit è proposta in una versione a binario, a sospensione e a parete. (www.muuto.com)


Bell, Normann Copenhagen

Una campana. È questa l’immagine richiamata da Bell, la lampada in alluminio firmata da Andreas Lund e Jacob Rudbeck per Normann Copenhagen. Il cuore del progetto è nell’unione tra il cavo e il paralume, messo in evidenza invece di essere nascosto.

Bell è proposta in quattro dimensioni e in diversi colori, con la possibilità di avere il filo e il diffusore a contrasto o abbinati. (www.normann-copenhagen.com)


Lightweight, Foscarini

Lo chandelier spogliato di ogni decoro e ridotto alla sua essenza. Possiamo riassumere così Lightweight, la lampada firmata da Tom Dixon per Foscarini. Un’interpretazione industrial del classico lampadario a bracci, realizzata con un processo produttivo semiartigianale. Per un progetto sospeso tra passato e futuro. (www.foscarini.com)


Titan, Original BTC

Titan di Original BTC è la riedizione di una lampada progettata negli anni ’40, molto utilizzata nelle aziende e nelle officine dell’epoca. La sospensione è composta da un paralume in alluminio, un elemento in acciaio grezzo e un cavo di metallo intrecciato con guaina in plastica trasparente.

Titan è prodotta artigianalmente a Birmingham, dove il metallo è modellato, martellato e saldato con tecniche di lavorazione secolari. È disponibile in tre misure e in una ricca palette di colori: dal nero al bianco, dal verde oliva al giallo. Oltre che in una finitura in alluminio lucido. (www.originalbtc.com)


Jieldé, Jean Louis Domecq

Chiudiamo la nostra rassegna sulle lampade in stile industriale con una delle più grandi icone del design francese: la Jieldé di Jean Louis Domecq.

La Jieldé nasce nel 1949 da un’esigenza personale del designer. Domecq era alla ricerca di una lampada adatta al suo lavoro di meccanico e, non riuscendo a trovarla, decise di crearsela da sé. Il risultato è una lampada da lavoro robusta e flessibile. Una lampada che dopo oltre 70 anni non accenna a perdere il suo fascino.

Le lampade Jieldé sono realizzate completamente in metallo, con uno o più bracci articolati di differenti lunghezze e cavi elettrici non visibili. Sono disponibili in diversi modelli e colori e ogni lampada è firmata. (jielde.com)


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Mi occupo di comunicazione digitale, creando contenuti testuali per agenzie di comunicazione, studi di design e aziende di arredamento. Nel 2012 ho fondato Interior Break, un blog dedicato all’interior design, eletto nel 2014 migliore blog di arredamento per i contenuti nel concorso “Blog-in”, lanciato da IKEA Italia.

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