L’antica Bisanzio secondo Elena Salmistraro

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Elena Salmistraro firma un nuovo progetto per Lithea. Due tavolini, una toletta e tre rivestimenti ispirati all’iconografia bizantina.

Calafato, Maniace, Teodora. È a figure iconiche dell’antica Bisanzio che rende omaggio il progetto firmato da Elena Salmistraro per Lithea. Una serie di arredi e rivestimenti, parte della più ampia collezione “Innesti Mediterranei”, che verrà presentata dal brand siciliano a Palazzo Litta, in occasione della Milano Design Week 2019.

A comporre la serie Bisanzio due tavolini da caffè, una toletta e tre tipologie di rivestimento. Proposte molto diverse legate, però, dal comune rimando all’iconografia bizantina. E, in particolare, a quella del periodo della dominazione bizantina in Sicilia.

Già, l’antica Bisanzio non è presente solo nei nomi. A ispirare il progetto di Elena Salmistraro è soprattutto l’arte bizantina, i cui fasti sono richiamati dalle pietre preziose utilizzate per decorare le superfici. Pietre che, insieme ai materiali lapidei, mostrano la grande sapienza artigianale di Lithea, derivata da mezzo secolo di esperienza nel settore.

Tavolini Calafato e Maniace

I tavolini Calafato e Maniace citano un aneddoto dell’iconografia bizantina del XII secolo: il rimprovero rivolto dal generale Giorgio Maniace al militare “il Calafato”. Un episodio che racconta un passaggio importante della storia del Regno di Sicilia. Giorgio Maniace era, infatti, il comandante supremo del corpo di spedizione incaricato di porre fine alla dominazione araba in Sicilia, mentre Stefano Calafato era a capo della flotta. La ragione del diverbio? Stefano, a cui spettava il compito di controllare la costa, si era lasciato sfuggire l’emiro, permettendogli, così, di scappare via mare.

I due tavolini non solo prendono i nomi dei due militari, ma ne richiamano il carattere e la corporatura nel design. Maniace è più grande e possente. Calafato, più alto ed esile.

Semplici nelle forme, Maniace e Calafato sono preziosi nei decori grazie agli innesti di pietre dure e alla cornice in metallo dorato, che cita sempre l’arte bizantina.

Toletta Teodora

La toletta, arredo femminile per antonomasia, deriva il suo nome da Teodora, l’imperatrice nota alle cronache per la sua bellezza e la grande cura che riservava al corpo.

A comporre la toletta tre specchi decorati, simili a ventagli, che fungono da struttura. Elementi lineari che si sommano, dando vita a un complemento contemporaneo pieno di riferimenti al passato.

I rivestimenti Byzas, Hagia, Sikelia

Per finire, i rivestimenti. Anche in questo caso i nomi citano figure bizantine iconiche. Byzas, secondo la leggenda greca, è il figlio di Poseidone e fondatore dell’antica Bisanzio. Hagia richiama il simbolo per eccellenza della cultura bizantina, la basilica di Hagia Sophia, a Istanbul. Sikelia era la circoscrizione che comprendeva la Sicilia.

Nomi che raccontano la Santa Bisanzio in Sicilia e che offrono uno spunto per rivedere in una chiave attuale l’opulenza decorativa di quel periodo.

Le tre proposte di rivestimento fanno pensare al mosaico, una tecnica decorativa centrale nell’arte bizantina. Marmi, pietre dure e metalli si alternano con forme geometriche semplici, diventando pattern dal forte carattere iconografico.

Insomma, un progetto per chi ama viaggiare fra passato e presente. Noi siamo fra quelli. E voi?

Foto: Nino Bartuccio. Styling: Paolo Gagliardi.

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Alessia Forte

Alessia Forte

Laureata in Lettere, mi occupo di comunicazione per aziende del settore arredo e design. Nel 2012 ho aperto Interior Break, un blog sull'interior design e l'arredamento, con un focus sullo stile scandinavo. Nel 2014 Interior Break è stato premiato come “migliore blog di arredamento”, per la categoria contenuti, nel concorso "IKEA Blog-In".

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