Le caffettiere di Alessi: una storia di amore e di design

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Le caffettiere di design rappresentano uno dei capitoli più importanti della storia di Alessi. Ecco qui tutti i progetti che hanno raccontato questo iconico oggetto.

“La mia storia e quella della mia famiglia sono strettamente legate alla moka. Il rassicurante brontolio del caffè è entrato nell’immaginario collettivo come immagine del quotidiano che si ripete ogni mattina: per molti è un rito, per tanti un’abitudine, per quasi tutti è soprattutto un piacere irrinunciabile.” 

Così Alberto Alessi, attuale presidente dello storico brand di Omegna, racconta l’importante rapporto che da sempre lega il nome di Alessi al mondo del caffè. Un rapporto iniziato in un certo senso già nel 1933, quando Alfonso Bialetti, nonno materno di Alberto, progettò la Moka Express. La madre di tutte le caffettiere, destinata a diventare il simbolo dell’italianità nel mondo.

Nel 1979, quarantasei anni dopo il lancio della Moka Express, Alessi decide di “sfidare” la mitica caffettiera di Bialetti con un suo progetto. E di affidare questo progetto a un designer. Nasce così la 9090 di Richard Sapper, un oggetto rivoluzionario che vanta vari primati. Prima moka prodotta da Alessi è, infatti, la prima caffettiera dell’azienda ad aver ottenuto l’ambito premio Compasso d’Oro, e il primo oggetto Alessi a essere entrato nella collezione permanente del MoMA di New York.

Da allora Alessi ha continuato la sua ricerca intorno alla caffettiera, coinvolgendo nel suo percorso alcuni fra i più grandi designer e architetti.

Da Aldo Rossi ad Alessandro Mendini, da Michele De Lucchi a David Chipperfield, sono davvero tanti i progettisti che nel corso di 40 anni si sono confrontati con questo iconico oggetto.

Ecco qui tutte le caffettiere di design firmate Alessi.

9090, Richard Sapper (1979)

“Volevo dare a questa macchina delle prestazioni che le altre non hanno”, racconta Richard Sapper per descrivere la sua 9090. Un obiettivo centrato in pieno perché la prima caffettiera del ricco catalogo Alessi non è una moka, ma una vera e propria macchina a vapore.

A caratterizzare il progetto sono, soprattutto, alcuni aspetti funzionali, come il beccuccio antigoccia, la base larga che consente di sfruttare al massimo il calore del fornello e la chiusura a leva che permette di aprire la caffettiera con una sola mano. Un design innovativo che, come dicevamo, ha permesso alla 9090 di vincere il Compasso d’Oro nel 1979.

LEGGI IL NOSTRO APPROFONDIMENTO SULLA 9090 DI RICHARD SAPPER

La conica, Aldo Rossi (1984)

La conica è la prima moka progettata per Alessi dall’architetto Aldo Rossi. Una piccola architettura domestica che nasce da una sovrapposizione di forme geometriche semplici. Il nome fa riferimento alla copertura del corpo della macchina. Ma rappresenta anche un gioco di parole tra “la conica” e “laconica”, con riferimento al parlare conciso. In acciaio inossidabile con fondo in rame, La conica è una caffettiera essenziale, elegante e funzionale.

La cupola, Aldo Rossi (1988)

La cupola, la seconda moka di Aldo Rossi per Alessi, si ispira alla cupola della Basilica di San Gaudenzio di Novara. Un’altra architettura domestica, che nasce dal desiderio di realizzare una caffettiera accessibile a tutti, secondo lo spirito con cui era stata creata la Moka di Alfonso Bialetti. Realizzata in fusione di alluminio con manici e pomolo in plastica, il progetto di Aldo Rossi rappresenta una perfetta sintesi fra funzione ed estetica. Una vera icona del design contemporaneo.

Mix Italia, King-Kong Design (1993)

Una caffettiera che sembra appena uscita da una fiaba. Mix Italia di Stefano Giovannoni e Guido Venturini aka King-Kong Design è una rilettura giocosa della classica moka. Le sue forme morbide e generose la rendono, infatti, quasi una caricatura del suo illustre riferimento. Un progetto che ben esprime il cosiddetto “design ludico” dei due designer. Oggi Mix Italia è, però, solo una chicca per collezionisti, in quanto fuori produzione.

Pelicano, Michael Graves (1995)

Pelicano, la macchina da caffè dell’architetto americano Michael Graves, arriva dopo il successo del suo bollitore con l’uccellino, di cui riprende alcuni aspetti. Dal materiale al codice visuale, che mescola richiami all’Art Déco, alla Pop Art e al linguaggio dei cartoons, le affinità fra i due progetti sono notevoli. Oggi è fuori produzione.

Pina, Piero Lissoni (2006)

Una caffettiera ridotta all’osso. Anzi, a un cilindro. Parliamo della Pina, il primo progetto di Piero Lissoni per Alessi. Una moka dal design minimale ed elegante che fin dal nome suggerisce il suo carattere domestico e familiare. Realizzata con corpo in acciaio inossidabile e manico in bakelite (un materiale termoplastico che scongiura le bruciature), la Pina non è solo bella a vedersi, ma anche pratica e funzionale.

Moka Alessi, Alessandro Mendini (2011)

La Moka Alessi di Alessandro Mendini già dal nome dichiara il suo omaggio alla Moka di Bialetti. Nella rilettura contemporanea del maestro milanese la caffettiera presenta un profilo tondeggiante che rende sinuosa la conicità verticale della moka classica. In aggiunta a questo, Mendini ha cercato di migliorare gli aspetti tecnici del modello originale, aumentando gli spessori dell’alluminio e ottimizzando la capacità della caldaia.

Ossidiana, Mario Trimarchi (2014)

Ossidiana di Mario Trimarchi è una caffettiera dal carattere scultoreo. Le sue facce irregolari ne valorizzano l’ergonomia, garantendo una facile presa al momento dell’apertura e della chiusura. Il piccolo pomolo, in alluminio rivestito di resina termoplastica per evitare il rischio di scottature, è appena accennato per dare centralità al corpo della caffettiera. Un oggetto quasi ancestrale che, da un lato, rimanda alle sfaccettature della moka Bialetti e, dall’altro, a quelle della pietra vulcanica da cui prende il nome.

Pulcina, Michele de Lucchi (2015)

Forme sinuose e altissime prestazioni: sono questi i tratti distintivi di Pulcina, la caffettiera di Michele De Lucchi nata dalla collaborazione fra Alessi e Illy. Cuore del progetto è la caldaia che interrompe l’erogazione della bevanda al momento giusto, valorizzando l’aroma corposo del caffè. L’attenzione per gli aspetti funzionali caratterizza anche il beccuccio. La sua forma a V, che ricorda il becco di un pulcino, permette, infatti, di tagliare la goccia alla perfezione, nel momento in cui si versa il caffè. A completare il quadro, il manico e il pomolo in plastica nei colori rosso e nero.

Moka, David Chipperfield (2019)

“Come si può ridisegnare la moka? Forse solo migliorando quello che è già.”  È da qui che è partito David Chipperfield per progettare la sua Moka. Ultima arrivata nella famiglia Alessi, la Moka dell’architetto inglese propone un’evoluzione dell’archetipo della caffettiera tradizionale. Il risultato è un oggetto che valorizza le caratteristiche più importanti della Moka Bialetti, come il materiale, il suono e la forma, introducendo, però, importanti innovazioni sul piano funzionale. Fra le novità più interessanti, il coperchio piatto per appoggiare le tazzine da scaldare e la posizione del pomolo che permette di alzare il coperchio con una sola mano.

Dopo le versioni classiche da 1, 3 e 6 tazze, Alessi ha di recente presentato una versione di “Moka” da 9 tazze, con fondo adatto alle piastre a induzione e doppio filtro. Per preparare in un colpo solo sia il classico caffè espresso che il caffè filtrato all’americana. 

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Alessia Forte

Alessia Forte

Laureata in Lettere, lavoro come copywriter per aziende del settore arredo e design. Nel 2012 ho aperto Interior Break, un blog sull'interior design e l'arredamento, con un focus sullo stile scandinavo. Nel 2014 Interior Break è stato premiato come “migliore blog di arredamento”, per la categoria contenuti, nel concorso "Blog-In" lanciato da IKEA Italia.

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