La tradizione artigianale nipponica incontra l’artigianato italiano. Ecco le nuove collezioni del brand giapponese Ariake.

Linee pulite, materiali naturali, maestria artigianale. Sono questi gli elementi che raccontano Ariake, il brand giapponese che ha fatto il suo debutto in Italia durante la Milano Design Week, all’interno dell’esposizione “Cipango: Japan Remaigened”. A fare da cornice alle collezioni 2022 di Ariake, un appartamento privato nel cuore di Porta Venezia, per l’occasione completamente ridisegnato dall’architetto Francesco Rota.

In questo spazio inusuale sono stati presentati i nuovi arredi disegnati da Inga Sempé, Norm Architects, Neri & Hu, Keiji Ashizawa, Zoë Mowat, Note Design Studio, Francesco Rota e Gabriel Tan. Ma anche i prodotti di altri brand affini, come Origin Made e l’azienda di illuminazione americana Ladies and Gentleman. Tutti accomunati dallo stesso stile minimale e dalla stessa attenzione ai dettagli.

L’artigianato giapponese incontra l’artigianato italiano

Fondato nel 2016 dalle aziende giapponesi Legnatec e Hirata Chair, Ariake propone arredi di design che rileggono la tradizione artigianale nipponica in un’ottica contemporanea e internazionale. La collezione proposta a Milano prosegue in questa direzione, rappresentando una novità per l’azienda anche a livello strategico. Si tratta, infatti, di una collezione di arredi realizzata in Italia, appositamente pensata per il mercato europeo.

Dopo la chiusura dei confini giapponesi causata dalla pandemia, Ariake ha infatti rivisto la sua strategia globale, avviando una collaborazione con aziende del Nord Italia. L’obiettivo: operare una riduzione dell’impronta di carbonio, accorciare i tempi di consegna e proporre arredi più sostenibili al mercato europeo.

Vediamo insieme alcuni prodotti della collezione 2022 di Ariake.

CABINE Mirror, Inga Sempé

Specchio, ma anche appendiabiti. CABINE Mirror di Inga Sempé è un arredo multifunzionale che racchiude la quintessenza della cultura giapponese: mantenere la casa il più ordinata possibile con arredi minimali. Sul lato principale c’è lo specchio. Anzi, gli specchi che amplificano la percezione dello spazio, riflettendo in direzioni opposte. Dall’altro lato, c’è lo spazio per cappotti, giacche e borse. Il nome cabine in francese indica il camerino dei negozi di abbigliamento.

Umu, Neri&Hu

UMU, la collezione per la camera da letto firmata da Neri&Hu, trova ispirazione nella filosofia cinese dello xu shi xiang sheng. Una coppia di parole opposte (xu significa vuoto e shi significa reale) che suggerisce il gioco di pieni e vuoti del progetto.
Il letto è composto da un telaio che ospita vari elementi. L’idea è di riunire le funzioni del letto e del comodino in un unico arredo, con tre diverse configurazioni che possono adattarsi a differenti spazi ed esigenze.

Hoyo, Francesco Rota

Un sistema di sedute dal design minimale ma caldo. Parliamo di Hoyo, il divano modulare firmato da Francesco Rota. Il cuore di Hoyo è nella struttura in legno curvato che abbraccia lo schienale e il sedile imbottiti (hoyo in giapponese significa appunto abbraccio).
Il design di Francesco Rota si basa su un approccio razionale che fa della pulizia formale il suo tratto distintivo.

Author

Una laurea in Lettere Moderne e un amore sconfinato per il design. Mi occupo di comunicazione digitale, creando contenuti testuali per agenzie di comunicazione, studi di design e aziende di arredamento.

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