Icone del design: la Valentine di Ettore Sottsass

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Una macchina da scrivere rivoluzionaria. È la Valentine, la rossa portatile disegnata da Ettore Sottsass per Olivetti nel 1968. Ecco il nostro ricordo.

Una Lettera 32 travestita da sessantottina”.

Così Giovanni Giudici, poeta e dirigente Olivetti, definisce una delle più iconiche macchine da scrivere della storia: la Valentine di Ettore Sottsass.

Disegnata nel 1968 per Olivetti da Ettore Sottsass in collaborazione con Albert Leclerc e Perry A. King, la Valentine viene messa in produzione nel 1969. Grande interprete dello spirito rivoluzionario dell’epoca, è una macchina da scrivere portatile innovativa sotto molteplici punti di vista: materiali, design, pubblicità. Un oggetto popolare immaginato per essere portato ovunque, con estrema facilità.

La portatile, oggi, diventa un oggetto che uno si porta dietro come si porta dietro la giacca, le scarpe, il cappello; voglio dire quelle cose alle quali si bada e non si bada, cose che vanno e vengono, cose che tendiamo a smitizzare sempre di più”, racconta Sottsass.

La nascita di un’icona

La Valentine (conosciuta anche come rossa portatile) nasce per contrapporsi alle macchine da scrivere portatili giapponesi. Macchine meccaniche molto economiche che avevano invaso il mercato europeo alla fine degli anni 60.

Per rispondere all’avanzata giapponese, Sottsass progetta per Olivetti una macchina da scrivere economica e dal carattere informale. Un oggetto per tutti che potesse essere venduto anche nei piccoli mercati rionali. “La biro della macchina per scrivere, da vendersi a mucchi”, diceva Sottsass.

In realtà, la Valentine non fu venduta a mucchi. Da un lato la rossa portatile è prodotta quando i primi computer fanno la loro comparsa negli uffici. Dall’altro non raggiunge la massa, ma piace soprattutto agli intellettuali. “E gli intellettuali non erano abbastanza per comprare macchine da scrivere”, racconta con ironia Sottsass a Ugo Gregoretti, in una delle puntate del programma RAI “Lezioni di Design”.

Se il successo commerciale della Valentine non fu eccelso, il suo design fu apprezzato subito. La rossa portatile di Olivetti vince, infatti, il Compasso d’Oro nel 1970 ed entra a far parte delle collezioni del MoMA di New York nel 1971. L’icona è nata.

Cosa rende unica la Valentine di Ettore Sottsass?

La Valentine di Ettore Sottsass è una macchina da scrivere incredibilmente innovativa, nella sua semplicità.

L’alluminio impiegato all’epoca per le macchine da scrivere viene sostituito con un’economica plastica ABS, stampata a iniezione (il prototipo prevedeva la ancora più economica Moplen, giudicata troppo cheap da Olivetti).

La custodia (sempre in plastica ABS) e la macchina da scrivere formano un corpo unico. La maniglia della “valigetta” è infatti integrata nella stessa Valentine. Con due fermi di gomma laterali, la macchina si fissa al contenitore e può essere trasportata con facilità.

Il colore della Valentine è un energico rosso fuoco. O meglio, è il colore che l’ha resa celebre in tutto il mondo. Perché la macchina di Sottsass fu prodotta anche in altri colori: bianco (solo in Italia), verde in Germania, blu in Francia.

Una pubblicità scherzosa e fuori dagli schemi

Il successo di immagine della Valentine è legato anche alla pubblicità. Le campagne pubblicitarie, coordinate dallo stesso Sottsass, avevano un tono scherzoso che puntava a un pubblico giovane e aperto al nuovo. E si avvalsero della collaborazione di artisti e grafici, come Walter Ballmer, Roberto Pieraccini, Milton Glaser e Graziella Marchi.

L’idea era promuovere la Valentine come una macchina da scrivere per tutti. Un’immagine opposta a quella chic della Lettera 22 (altra iconica macchina da scrivere di Olivetti), pubblicizzata da una ricca ed elegante signora che scende da un aereo.

“Siamo andati a mettere la Valentine dappertutto, in più posti possibili, per vedere come si comportava e cosa succedeva intorno e abbiamo fatto un sacco di fotografie. Così dopo un po’ siamo venuti in possesso di una grossa documentazione, una specie di reportage del viaggio fatto fra la gente da un oggetto invece che da una persona”, ricorda Sottsass.

Un viaggio che continua ancora oggi. Dai musei ai negozi di modernariato, fino alle case di collezionisti e appassionati.

Quando il design entra nel cuore della gente.

Alessia Forte

Alessia Forte

Laureata in Lettere, creo contenuti per aziende del settore arredo e design. Nel 2012 ho aperto Interior Break, un blog sull'interior design e l'arredamento, con un focus sullo stile scandinavo. Nel 2014 Interior Break è stato premiato come “migliore blog di arredamento”, per la categoria contenuti, nel concorso "Blog-In" lanciato da IKEA Italia.

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