Terracotta, i vasi in sabbia e farina che reinterpretano le trame di culture antiche

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Terracotta #2 è la seconda sperimentazione della ricerca di Talia Mukmel, designer israeliana laureata presso la Bezalel Art and Design Academy, che ha pensato di combinare i metodi di lavorazione dei vasi delle epoche primitive con i moderni metodi industriali.

La collezione è composta da vasi realizzati usando una miscela di sabbia e farina supportata da una texture in metallo, realizzata con la tecnologia del photo etching, solitamente utilizzata per la realizzazione dei circuiti stampati.

La scelta dei materiali nasce dalla ricerca delle tradizioni delle varie culture mondiali, che hanno cercato di usare, in base all’ambiente fisico e geografico di origine, i materiali essenziali e più naturali tipici del posto. In particolare, la sabbia è stata utilizzata per la realizzazione di diversi prodotti, e permette una lavorazione molto semplice, che consiste nella cottura a forno. La farina, costituita principalmente da amido, consente ai granelli di sabbia di legarsi insieme. Per la realizzazione del progetto, di particolare importanza è la caratteristica della farina stessa, cioè quella di gonfiare durante la cottura, che permette di creare pattern unici: l’impasto viene trattenuto nella griglia in metallo e, durante la cottura, crea delle bolle dall’aspetto davvero originale.

Nascono così i vasi Terracotta #2, che reinterpretano le trame di culture antiche.

Già nel 2011, la designer aveva sperimentato i propri vasi utilizzando i macramè tipici delle tribù africane, creando dei contenitori che si ispirano alle forme irregolari del pane e della mozzarella.

Chiara Gattuso

Chiara Gattuso

Chiara Gattuso vive a Milano, ma porta nel suo cuore il calore della sua Palermo. Specializzata in Storia dell’Arte e laureata in Disegno Industriale a Palermo e in Design del Prodotto per l’innovazione al Politecnico di Milano, si occupa soprattutto di giovani designer.

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