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I designer Italo e Francesca Bosa hanno disegnato una serie di sottopiatti, piatti, piattini, tazze, ciotole, poggia bicchieri, insomma, tutto quanto è utile per allestire una bella tavola, ispirandosi alle atmosfere autunnali.

Famoso per la lavorazione della ceramica, Bosa propone una linea di oggetti per la tavola dai colori tenui, seguendo i contorni delle foglie che, increspate dal vento, tra poco si adageranno sull’asfalto delle strade cittadine. Probabilmente questa linea di piatti e ciotole aiuterà ad entrare nel clima autunnale, vestendo le tovaglie con oggetti non solo suggestivi e tipici, ma anche piuttosto originali. Ci chiediamo allora se sia il caso di non scegliere un centrotavola di verde fogliame naturale perché, seppur si potrebbe giocare con contrasti materici e cromatici, è probabile che l’allestimento risulti ridondante!

www.bosatrade.com

 

Chissà perché a questo oggetto centrotavola disegnato da Marco Zanuso jr è stato dato il nome di Bamakò, la mitica capitale del Mali. Forse è stato ispirato da un oggetto visto dal designer in un viaggio africano?

La risposta proviamo a girarla all’autore. Nel frattempo vediamo di cosa si ratta: Bamakò è una “table decoration”, come recita la scheda fornitaci da Bosa – l’azienda produttrice – realizzata in ceramica e dalle dimensioni piuttosto importanti: 50×50 cm. Un oggetto semplice, geometrico, ludico (ci ricorda molto un gioco che facevamo da ragazzi piegando un foglio di carta che cambiava forma a seconda di come si apriva…). Un po’ origami, un po’ cubo ri Rubik. È un’oggetto elementare, un pentagono formato dall’intersezione di 6 piccole piramidi sghembe, che può avere diverse funzioni: un portafrutta, un centrotavola, un oggetto decorativo…

L’oggetto ci è piaciuto: attendiamo comunque una risposta sull’origine del nome!

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Il designer Riccardo Schweizer  ha pensato per Bosa un set di stoviglie molto particolare: dotato di tutto il necessario per accompagnare un commensale dalla prima portata alla frutta, risolverà problemi di spazio e di “stabilità”, data la complementarietà dei suoi pezzi.

 

Capita spesso che nelle dispense della cucina si creino instabili torri di piatti, tazze e bicchieri accatastati gli uni sugli altri per guadagnare spazio; ed è anche vero che basta la mossa sbagliata per veder crollare tutto a terra!

Il Salvagente di Bosa allora è tale per vari motivi: intanto, a guardarlo composto da tutti i suoi pezzi potrebbe ricordare la forma di un salvagente da spiaggia, ma forse il suo nome sta ad indicare i vantaggi funzionali che offre, sia per la stabilità della sua “torre”, sia per il ricambio di stoviglie.

Si tratta infatti di cinque piatti e di una tazzina da caffè, incastrabili gli uni sugli altri: il piatto fondo e quello piano, da primo e secondo, si uniscono per formare una base che contiene perfettamente i piatti da frutta e da dolce, anche questi uniti per sorreggere il piattino del caffè e la sua tazzina. Mancano solo le forchette e un bicchiere!

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Prendete un tessuto. Cucitevi all’interno un sottile filo di acciaio e dategli la forma che preferite. Avrete ottenuto uno degli oggetti più semplici, versatili e intelligenti: l’uovo di Colombo!

 

E questo “uovo” l’ha pensato “3-1 Design”, un gruppo di designer giapponesi che ha come filosofia progettuale quella di mettere in evidenza le potenzialità dei “materiali” portandoli ad un passo dai “prodotti” finiti. I designer con il progetto “Cloth”, si sono recentemente concentrati sulle infinite potenzialità del tessuti sia come materiali “puri”, sia cuciti e modellabili con sottili filo d’acciaio. Ma non è tutto: l’esplorazione del gruppo 3-1 Design prosegue sul campo dell’high-tech. Grazie infatti a sottili fili conduttori cuciti all’interno della trama i rtessuti sono stati resi interattivi e luminescenti: sfiorandoli, accendono e spengono piccoli led inseriti al loro interno.

Una semplicità che ci piace molto. Per questo inseriamo il progetto Cloth  tra i nostri oggetti Cult!

www.3-1design.jp