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Sono tante le proposte che mi hanno colpito durante l’ultima edizione della Fiera del Design di Stoccolma. Ma tra tutte quella che ho maggiormente apprezzato è l’idea di una scuola di formazione svedese, la Snickarakademin di Kristianstad. Letteralmente, l’accademia di falegnameria di Kristianstad. Mi ha colpito per l’idea, intelligente e creativa di dare ad ognuno dei giovani studenti un pezzo di legno. Già, proprio un pezzo di legno, delle dimensioni standard di 45x120x900. Un parallelepipedo di frassino massello, con la sfida a trasformarlo nel prototipo di una sedia il cui design deve essere espressione di una creatività artistica.

Gli studenti hanno avuto una settimana per completare il proprio lavoro, circa 40 ore, con il vincolo di utilizzare solamente il legno fornito, la colla e eventualmente qualche sistema di aggancio.

Come mi ha raccontato il coordinatore dei corsi della Snickarakademin, la sedia doveva poi superare un particolare test di resistenza, sopportando il peso di un collega particolarmente corpulento (di oltre 100 kg!).

Gli obiettivi dell’insegnamento, ha proseguito il docente, sono tre.

  1. Sviluppare l’abilità di valutare i carichi coinvolti e la distribuzione dei pesi nella struttura dei una sedia.
  2. Imparare a minimizzare l’uso dei materiali comprendendo nello stesso tempo i punti di forza e di debolezza del legno
  3. Imparare a trovare una soluzione grazie alla propria esperienza e a realizzare materialmente la propria idea.

I risultati, come si può vedere dalle immagini, sono straordinari. Gli studenti hanno svolto il loro compito nel migliore dei modi e hanno realizzato una collezione di sedie davvero unica.

E come ho già fatto altre volte, parlando delle “arts and crafts schools” nordiche, queste avanzatissime accademie di artigianato che si vedono spesso in fiera a Stoccolma, mi tolgo il cappello di fronte alla serierà e all’umiltà di queste scuole che con orgoglio portano avanti le tradizioni dei loro paesi. E un encomio va anche a tutti gli studenti, che frequentano laboratori dove si impara davvero un mestiere, perché hanno le idee molto chiare e non si spacciano tutti per designer. Bravi, bravi e ancora bravi!

http://snickarakademin.se

Vengo in Svezia tutti gli anni, ma solitamente mi fermo a Stoccolma per la design week e per la splendida fiera del design nordico. Questa è la prima volta che visito Almhult, un paesino di poche migliaia di anime circondato da laghi e foreste. Qui, dove nel lontano 1953 si inaugurava il primo negozio IKEA, oggi è ospitato l’head-quarter mondiale del colosso svedese del design.

Prima tappa, il museo IKEA dove tra arredi vintage divisi per decenni (fantastici gli anni 60 e 70!), vecchi cataloghi, video e documenti d’epoca, si svela una storia incredibile quanto poco conosciuta. Si scopre, ad esempio, come il fondatore Ingvar Kamprad, già negli anni 40 frequentasse la fiera campionaria di Milano per conoscere meglio il design italiano. E si viene a sapere che lo riteneva davvero molto bello, ma decisamente troppo caro (e dopo 60 anni non pare poco sia sia cambiato…). E che tornato in Svezia si mise a studiare il modo per abbassare i costi vendendo, attraverso un catalogo, dei mobili “smontabili”, razionalizzando così la logistica, il packaging, lo stoccaggio e il trasporto: soluzioni avanguardistiche per quei tempi ma che gli portarono fortuna tanto che oggi, dopo 60 anni, Ikea conta oltre 300 negozi in 25 Nazioni.

Ma torniamo al museo, per scoprire che già negli anni 50, IKEA arruolava i migliori designer svedesi e danesi e che i suoi cataloghi mostravano mobili e oggetti che oggi non sfigurerebbero nel miglior negozio di modernariato d’autore. Impariamo anche che Ikea produceva pezzi disegnati da mostri sacri del design del calibro di Verner Panton e Vico Magistretti. Dopo la visita al museo, Ikea ci ha regalato due ghiotte opportunità: un’anteprima delle future collezioni, quelle che non sono ancora nei negozi ma che vedremo fra un anno o due (purtroppo per voi che leggete, ci hanno chiesto di non anticipare nulla…) e poi, dulcis in fundo, una visita guidata all’IOS “Ikea Of Sweden”, il cuore pulsante di Ikea, il suo centro creativo ospitato (neanche a dirlo) in quella che attualmente è l’unica architettura in Svezia che si è meritata la medaglia d’oro per la sostenibilità ambientale.

Questo era per me il vero obiettivo del tour. Una grande curiosità che covavo da anni e che finalmente è diventata realtà.

Adesso sono nella mia stanza di albergo a Malmo; è  l’una di notte passata e, come spesso mi accade quando un’esperienza mi colpisce così tanto, mi piace concludere la giornata scrivendo un commento a caldo. La riassumo in tre considerazioni.

Primo. Mi sono davvero stupito nel vedere l’alto livello di design dei primi cataloghi Ikea. Era “avanti” Ingmar Kamprad ed erano già così “avanti” gli svedesi che, mentre da noi imperava il mobile in stile, acquistavano un design così ricercato in un modo così evoluto.

Secondo. Mi ha colpito la logica con cui il giovane Ingvar ha rivoluzionato l’idea di design, riportandolo al suo senso originario. Non un senso esclusivo (per pochi: che esclude, come dice il nome), ma finalmente inclusivo, cioè alla portata di tutti. Mr Ikea, col suo “design democratico” ha semplicemente restituito al design il suo senso originario, quello nato dal Bauhaus: il design deve costare poco perché deve portare il bello nelle case di tutti. Evidentemente aveva ragione lui…

Terzo. Ikea of Sweden è un centro all’avanguardia non solo per l’architettura. È soprattutto uno di quegli ambienti concepiti per lavorare nel modo migliore possibile. Quel luogo dove ognuno di noi vorrebbe lavorare: bello, rilassante, creativo, pensato per stimolare il lavoro di gruppo e liberare la creatività. Un concetto che ho visto solo nella Silicon Valley visitando le sedi di Google, Apple e Facebook e, sia pure in maniera diversa, nella “nostra” H-Farm, l’incubatore creativo nel trevigiano.

Il quartier generale Ikea è decisamente un luogo magico anche se, come dicono gli inglesi, è sperduto “in the middle of nowhere”. Ma forse, a pensarci meglio, è anche per questo che è così affascinante.

www.ikea.it

 

C’è tempo fino al 30 Novembre 2013 per iscriversi a BLOG-IN: il primo concorso IKEA per blogger che vivono e raccontano la casa… Tutti i blogger sono chiamati a raccolta!

Il contest dell’anno è partito da meno di due settimane e abbiamo già ricevuto oltre 80 adesioni. Un successo che va oltre le aspettative, a testimonianza (se mai ce ne fosse bisogno) di quanto noi italiani amiamo vivere la casa, della nostra grande passione per il design, l’arredamento e la decorazione e che conferma la straordinaria ricchezza di blog nel nostro paese.

Il contest BLOG-IN, promosso da IKEA, con la media partnership di Design Street e del mensile CasaFacile, si pone l’obiettivo di trovare e premiare i migliori blog che parlano di design, arredamento e decorazione della casa.

Verranno assegnati il premio per il “Best blog assoluto” e il “Premio speciale IKEA”; verranno anche premiati i primi tre selezionati tra i blog che eccelleranno per “originalità”, “contenuti”, “design” e infine “visibilità e social activity”. Scaduti i termini dell’iscrizione, la giuria (formata da Lars Petersson , amministratore delegato di IKEA Italia, Massimo Rosati, direttore di Design Street, Giusi Silighini, direttore di CasaFacile e Mariangela Viterbo, PR ed esperta in comunicazione) decreterà i 6 vincitori assoluti che in primavera voleranno in Svezia in un viaggio alla scoperta dei luoghi dove è nato il design moderno. Tra i premi, anche 4 buoni d’acquisto IKEA del valore di € 250,00 e 4 poltrone con poggiapiedi Poäng, uno dei pezzi icona di IKEA. I vincitori saranno premiati in una serata speciale in concomitanza col Salone del Mobile di Milano 2014.

Tutte le informazioni, il regolamento completo, le modalità di iscrizione, i premi in palio, si possono trovare sul sito:

www.ikea.it/blogin

 

 

 

Il design svedese non ha certo bisogno di presentazioni… Eppure si mette in mostra in grande stile nella prestigiosa cornice della residenza londinese dell’ambasciatore.

Una dimora del 18° secolo, disegnata dai più grandi architetti dell’epoca, Robert e James Adam, ospita così una bella selezione di design scandinavo. Swedish Design Goes London: è questo il titolo dell’evento presentato durante il LDF 2011. La mostra ospita nelle sale neoclassiche, tra pareti azzurre e candidi stucchi, i lavori di oltre 50 tra designer e aziende svedesi, nomi ormai riconosciuti in tutto il mondo e che continuano a tener alto il livello creativo della tradizione scandinava

Una seconda selezione di giovani talenti svedesi, denominata “ung8”, verrà presentata in occasione di Designersblock, una delle mostre più attese di questo Design Festival.

www.swedishdesigngoeslondon.com

www.ung8.se