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COME NASCE IL BRAND CATERHAM.

Lo storico brand britannico Caterham, fondato nel 1957, è diventato famoso per la sua iconica auto ultraleggera Caterham Seven. Inizialmente il modello era stato prodotto dalla celeberrima Lotus fin  dagli anni 50 e continuamente aggiornato dal punto di vista tecnologico. Non da quello estetico, anche se ne furono presentati diversi modelli.

Ma quando l’azienda decise di terminare la produzione negli anni 70, un suo concessionario ufficiale decise di acquisirne il brevetto. Si chiamava Graham Nearn e la sua idea imprenditoriale fece la gioia di tutti gli appassionati di questa particolare automobile sportiva dal look rétro.

Qualche anno fa Caterham ha lanciato la sua prima divisione motociclistica con l’aggressivo modello Brutus 750, già soprannominato il “SUV dei motocicli”. Un’imponente potente moto disegnata dall’italiano Alessandro Tartarini, che si distingue per i due “sovradimensionati” pneumatici tassellati.

La Brutus 750 non ha avuto i risultati sperati e il progetto è stato messo da parte. Ma pare che la Moto Parilla, azienda milanese fondata nel 1946 e scomparsa negli anni 70, sia “rinata e sembri disposta a rimetterla in produzione col nome di SUV 750. Per farlo, ha lanciato una campagna di crowfounding che è andata a buon fine. Immaginiamo di rivederla dunque a breve girare tra sterrati, boschi e piste infangate… Chi sa?

La nuova divisione Caterham Bikes

Dalla divisione moto alla nuova divisione Caterham Bikes, il passo è breve, naturale e quasi inevitabile. La casa inglese ha lanciato due modelli, entrambi molto particolari e di grande carattere.

Di e-bike Design Street ha già trattato molte volte, a partire da LEAOS, la prima e-bike in carbonio a ricarica solare alle ricercate urban city e-bike firmata Momodesign.

La Classic E-Bike

La prima è la Classic E-Bike, che si contraddistingue per il suo deciso look rétro. Si tratta di una una bicicletta completamente elettrica che si ispira ai modelli tipici dell’età dell’oro del motociclismo britannico tra gli anni 20 e gli anni 60. Vanta un’autonomia di 40-80 km con una singola carica e non richiede il possesso di patente nell’UE.

La Carbon E-Bike

La Carbon E-Bike è un ciclo elettrico di prim’ordine, caratterizzato da una linea ispirata alla tecnologia della Formula 1; una versione in edizione limitata, impreziosita da esclusivi metodi e materiali specificamente usati in Formula 1.

 

I due modelli sono accessibili in termini di costo per esplicita volontà dell’azienda, che si pone l’obiettivo di soddisfare la crescente richiesta globale di veicoli a due ruote eco-compatibili e altamente versatili.

www.caterhambikes.com

 

Sono completamente made in Italy i primi veicoli per la mobilità elettrica eB1 ed eS1, disegnati da Emo design per l’azienda vicentina Askoll, specializzata nel settore dei motori elettrici: ad oggi l’unico produttore e distributore italiano nel mercato della mobilità sostenibile.

Entrambi i prodotti sono stati disegnati, concepiti e realizzati intorno al gruppo di trazione, costituito dal motore elettrico, dalla batteria e dai controlli elettronici, che rappresentano il cuore di tutto il veicolo da cui, successivamente, sono stati sviluppati tutti gli altri componenti.

eB1 ed eS1 sono dotati di batteria estraibile che può essere ricaricata con l’ausilio di qualsiasi impianto elettrico, anche quello della propria abitazione, superando i limiti dettati dalla mancanza di strutture per la ricarica nel territorio.

La biciletta a pedalata assistita eB1 ripensa il modello di veicolo elettrico fino ad ora concepito. Il suo design è infatti interamente sviluppato intorno  alla batteria  che viene inserita nella parte frontale, al posto solitamente occupato dal cestino).

La batteria agli ioni di litio da 300 Wh ha un’autonomia di oltre 100 chilometri, quattro modalità di assistenza e può essere ricaricata tramite un carica batteria trasportabile e collegabile alla normale presa elettrica. La spesa per ricaricare completamente la batteria è di 5 centesimi di Euro.

Lo scooter eS1 è ispirato ai modelli che hanno fatto la storia dei ciclomotori in Italia ed è pensato prima di tutto per l’agilità e la maneggevolezza nei movimenti in città.

La batteria è riposta nel corpo centrale, da dove è facilmente estraibile per essere ricaricata anche nalla propria abitazione, e consentono un’autonomia di percorrenza di 100 chilometri, utilizzando soltanto 2 kWh, con una spesa dai 30 ai 50 centesimi di Euro. È dotato di fari a Led integrati.

www.emo-design.it

Dopo il suo debutto nel 2014, la giapponese Aisin torna alla Milan Design Week proponendo alcu interessanti prodotti di design dedicati a un tema molto sentito e attuale: la mobilità personale.

Due soluzioni, progettate da Setsu e Shinobu ITO, destinate a creare nuovi rapporti tra le persone e la tecnologia della mobilità e che nascono dalla lunga esperienza di AISIN nello sviluppo di componenti automobilistici: uno per uso interno ILY-I (interior), e l’altro per uso esterno ILY-A (Active).

“ILY-I”  (il nome nasce dalle iniziali di “Innovative Life for You”) è una poltrona motorizzata per uso interno. Alimentato a batteria, si guida con il comando d’indicazione di direzione ed è dotato di sensore per il controllo della velocità. Grazie ai sensori che proiettano luce dall’interno, il dispositivo ha una funzione interattiva. Si accende quando passa di fianco a un suo simile e quando qualcuno si avvicina. ILY-A è frutto della collaborazione tra AISIN Design, cui si deve la progettazione, e fuRo (Future Robotics Technology Center, Chiba Institute of Technology) che lo ha sviluppato.

“ILY-A” è un veicolo elettrico compatto a tre ruote che può assumere quattro configurazioni per adeguarsi ad un’ ampia varietà di situazioni (veicolo, monopattino, carrello, carry) e serve a supportare le persone, dai giovani agli anziani attivi, negli spostamenti e nelle attività quotidiane. Il corpo, ultra-compatto, contiene la tecnologia di sicurezza intelligente in uso sui robot di ultima generazione. Riconosce qualsiasi oggetto, sia stazionario che in movimento, e qualsiasi persona o ostacolo che si presenti improvvisamente e riduce automaticamente la velocità e aziona i freni.

www.aisin.com

Da Zehus, una start-up uscita dal Politecnico di Milano, un’idea innovativa di mobilità assistita a zero consumo di energia e di emissioni. Il tutto è racchiuso nel mozzo posteriore: un motore elettrico che recupera l’energia prodotta  durante la pedalata o la discesa, che evita la presenza della ingombrante e pesante batteria da ricaricare. Nessuna autonomia, consumo o emissione, Bike+ funziona come una normale bicicletta con in più lo sfruttamento dell’energia cinetica insita nel mezzo, che fino ad oggi andava inevitabilmente sprecata. Un’idea semplice nel concetto, tipicamente ingegneristico, ma complessa nella soluzione, infatti la tecnologia risulta molto sofisticata. Per mezzo di sensori il sistema è in grado di percepire lo stato di affaticamento del ciclista, commutandosi automaticamente in versione dinamo per il recupero di energia o in versione motore per l’erogazione di potenza a sostegno del ciclista in presenza di salite o partenze. Inoltre, mediante una app dedicata è possibile calibrare il funzionamento del motore secondo le proprie necessità di assistenza alla pedalata e in base ai profili altimetrici dei percorsi. Motore e pacco batterie agli ioni di litio contenuti nel mozzo, liberano la bicicletta da ogni cavo o altro componente tipico delle versioni elettriche, non sempre caratterizzate da un look appetibile, consentendo alla Bike+ di avvicinarsi il più possibile all’icona della bicicletta tradizionale: nudo ed essenziale strumento di movimento e trasmissione della forza umana alla ruota. Fatto salvo il fattore tecnico, qualche cura si poteva spendere per allestire un modello con maggiore identità e qualche soluzione di servizio e confort in più, in vista delle necessità di un utente reale e di un uso quotidiano. 

www.zehus.it
 

Grace: la bici elettrica con il vestito da mountain bike: un solo mezzo, due funzioni. Da Wenge, Germania, una nuova soluzione per diffondere la mobilità a impatto zero.

Michael Hacken, un giovane imprenditore e progettista Tedesco, ha pensato ad un mezzo elettrico con tutti i vantaggi della bicicletta.
Prodotta in serie dalla Panther Werk, un grande produttore tedesco di biciclette, adotta gomme larghe e robuste sospensioni anteriori, freno a disco, fari, porta targa e un potente motore elettrico nel mozzo posteriore.
Idea interessante ma il prezzo è elevato: 5.877 Euro. La Germania è uno dei paesi a cultura ambientale più diffusa, dove è forse più facile concretizzare nuove forme di mobilità sostenibile. L’idea di Michael Hacken, che ha avviato una produzione su scala industriale, è semplice e coraggiosa: creare un mezzo che prenda il meglio dalla bicicletta e dalla moto elettrica. Grace, definita una “e-motorbike”, si propone come un mezzo ad efficienza ottimizzata in entrambe le modalità di trazione: umana ed elettrica.
Con la prima si dispone di una mountain bike un pò più appesantita, si parla di 30 kg compresa la batteria; con la seconda, un mezzo molto performante dovuto a un ottimo rapporto peso-potenza. Inoltre ingombri e manutenzione sono quelli di una bici, che consentono così un’ ampia flessibilità d’uso. Il motore è da 1300 watt, la velocità massima è di circa 50-60 km/h, l’autonomia varia secondo l’uso, da 15 a 60 km, si impiega un’ora per la ricarica.
Le batterie al litio sono inserite nel tubo orizzontale del telaio con accesso sotto il sellino. Il telaio in alluminio è stato realizzato in collaborazione con Kalle Nicolai un esperto del settore e risulta ovviamente sovradimensionato.
Due soli inconvenienti: il prezzo elevato, e il comfort limitato dalla postura ciclistica, per un prodotto decisamente interessante ma non certo per tutti.

www.grace.de