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Le lampade portatili e ricaricabili di design possono illuminare con stile ogni ambiente della casa, anche outdoor. Ecco la nostra selezione.

Versatili, leggere e senza fili. Sono le lampade portatili e ricaricabili di design. Luci dotate di una batteria interna che, nella maggior parte dei casi, si alimenta con un cavo USB da collegare al computer o al battery pack. E che per questo ci possono seguire in libertà nei nostri spostamenti, adattandosi alle esigenze di una casa con confini sempre più liquidi.   

Prodotti estremamente funzionali, dunque. Ma non solo. Perché se in passato erano considerate luci di emergenza (come le lanterne oppure le classiche torce a pile) da usare in caso di necessità e poi riporre in un cassetto, con l’avvento della tecnologia LED sono nati diversi modelli in cui la praticità si sposa con l’estetica. 

Fra novità e proposte meno recenti, abbiamo raccolto 26 lampade portatili e ricaricabili di design. Una selezione molto varia per stile e tipologia, che comprende anche tante soluzioni per l’outdoor. Per creare l’atmosfera giusta anche durante una cena in terrazzo, una festa en plei air o un romantico picnic sotto le stelle.


Ecco le più belle lampade portatili e ricaricabili di design


Tee, Olev

Stelo in plexiglass trasparente, paralume e base in oro. Tee, la lampada ricaricabile disegnata da Marc Sadler per Olev, si fa notare con discrezione.
La base è magnetica e pensata per poter scomparire sotto superfici sottili. La tecnologia LED Dim to Warm offre la possibilità di regolare l’intensità e il colore della luce in tre diversi livelli. Così si può creare l’atmosfera giusta per ogni occasione. Con un pulsante, la luce bianca diretta e funzionale può trasformarsi, infatti, in un fascio luminoso caldo e soffuso.
Il paralume e la base sono proposti anche in nero, bianco brunito e titanio.


Last Order, Flos

Last Order è la nuova lampada portatile e ricaricabile disegnata da Michael Anastassiades per Flos. Progettata per il ristorante dell’hotel Four Seasons di New York, è stata successivamente messa in produzione da Flos in due versioni: da interno e da esterno.
La luce viene diffusa attraverso la base in vetro trasparente, disponibile nella versione liscia, più minimale e contemporanea, o scanalata, più adatta ad ambienti classici e decorativi. Il paralume è intercambiabile ed è proposto in diverse finiture colorate o metalliche (rame satinato e ottone per la versione da interni, inox lucido e verde opale verniciato per la versione outdoor).


Mūn, Stellar Works

Mūn è la prima lampada portatile e ricaricabile proposta da Stellar Works. Il progetto è firmato dai designer danesi di OEO Studio e prende ispirazione dai rituali del mondo analogico, come far suonare un vinile nel giradischi o scattare foto con una macchina fotografica.
La lampada è dotata di un cinturino in silicone, che ne rende molto flessibile l’uso e permette di spostarla facilmente sia in casa che in giardino.
Mūn può essere appesa alla parete oppure usata come centrotavola per una romantica cena all’aperto.


Haute, Purho

Haute è la nuova collezione di lampade ricaricabili disegnate da Federico Peri per Purho, brand muranese specializzato nella lavorazione del vetro.
Protagonista del progetto è il vetro inciso proposto in tre differenti modelli: Haute Silk, Haute Doll e Haute Stripe.
Le lampade ricaricabili Haute si distinguono per la base in alluminio satinato e il diffusore cilindrico in vetro di Murano, solcato da nastrature, plissettature e scavi millerighe. (www.purho.it)

 


Riso New Heart, Яevolution by Roberto Bellantoni

Lampada o cappello? Riso di Roberto Bellantoni si ispira ai copricapi usati dai contadini cinesi nelle risaie. E non solo per la forma conica del diffusore. Il paralume in pergamena di riso è fissato, infatti, alla base in onice grazie a lacci di cuoio, nello stesso modo in cui i cappelli dei contadini cinesi sono fissati sotto il mento.
Dal 2020 Riso è disponibile anche nella versione ricaricabile senza fili.


BELLA, RAMUN

“Dai sempre più del previsto”. È questo il messaggio inciso sotto la base di BELLA, la lampada portatile che Marcel Wanders ha pensato come porta fortuna per la figlia Joy.
Una lampada bella da guardare ma anche da ascoltare. Sì, perché BELLA emette una melodia al tocco del suo paralume. 10 diverse melodie classiche di Bach, Chopin, Puccini, e anche una melodia “Happy Birthday” di un compositore di carillon svizzero.
Un vero gioiellino da regalare o da regalarsi, disponibile in due versioni: cristallo e plissé.


Clizia Mama Non Mama, Slamp

M’ama non m’ama? Se siete in cerca di una risposta, c’è una margherita molto speciale che potrebbe sciogliere i vostri dubbi: Clizia Mama Non Mama di Slamp. Un luminoso bouquet senza fili che va ad arricchire la precedente collezione Clizia, disegnata da Adriano Rachele.
Perfetta sia per una cena in terrazzo che per portare un tocco di natura negli interni, Clizia Mama Non Mama ha una batteria ricaricabile con 14 ore di autonomia.


Linnut, Magis + Iittala

La collezione Linnut, disegnata dal finlandese Oiva Toikka per Magis (in collaborazione con Iittala), si compone di quattro personaggi dalle forme tondeggianti e dai grandi occhi spalancati. Quattro lampade ricaricabili in policarbonato, perfette per una cena all’aperto o per illuminare la camera dei bambini. (www.magisdesign.com)

Guarda il nostro articolo sulle lampade Linnut di Magis e Iittala


024, ZAVA

024 di Zava è un oggetto illuminante molto particolare. Non si illumina infatti il paralume, ma lo stelo! Si tratta di un progetto estremamente versatile. 024 non è soltanto una lampada portatile e ricaricabile. È molto di più. Un vero e proprio sistema che, oltre alla lampada, comprende anche un set di moduli coordinati (basi, steli a 2 altezze, ganci, etc.), che ne fanno un oggetto funzionale e unico nel suo genere.
024 si può spostare e sistemare con facilità sulle sue diverse basi, grazie a un sistema di aggancio magnetico. È adatta sia per gli interni che per l’outdoor.


Lafleur, Slamp

Sempre da Slamp arriva un’altra lampada portatile a batteria ricaricabile: Lafleur di Marc Sadler. Un poetico fiore in Lentiflex con base magnetica, fornito insieme a un disco in metallo che può essere nascosto sotto la tovaglia, quando la lampada è impiegata a tavola, o avvitato al muro per trasformare Lafleur in una applique.  


Firefly in the sky, Panzeri

Firefly in the sky è la lampada senza fili disegnata da Matteo Thun per Panzeri.
Piccola e dalle forme basiche, Firefly in the sky è adatta sia per un uso interno che esterno. Il cuore del progetto è la testa removibile. Al suo interno è racchiusa tutta la tecnologia impiegata: sistema di aggancio magnetico, batteria ricaricabile tramite USB, sorgente LED e comando STEP DIM a 5 regolazioni di intensità luminosa.
Un doppio meccanismo antitaccheggio rende, inoltre, la lampada particolarmente indicata per ristoranti e bar.


In Vitro, Flos

In Vitro, la collezione di lampade per esterni firmata nel 2019 da Philippe Starck per Flos, comprende anche una versione portatile e ricaricabile con un’autonomia di 24 ore.
Il progetto traduce “l’idea poetica e surreale della luce architetturale dematerializzata e il ricordo dello spazio occupato dalla luce”, spiega il designer francese.


Curiosity, Artemide

Una cornice essenziale che acquista carattere con gli oggetti che accoglie e illumina al suo interno. È Curiosity, la lampada portatile di Artemide.
Come racconta il designer Davide Oppizzi, “Curiosity nasce per offrire una piccola esposizione a tutti coloro che desiderano mettere in mostra un oggetto sotto la sua luce…”.
Una lampada nomade pronta a soddisfare tutte le nostre curiosità.


Giravolta, Pedrali

Giravolta, design Alberto Basaglia Natalia Rota Nodari per Pedrali, è una lampada wireless che ricorda le vecchie lanterne.
È composta da due dischi in materiale plastico (la base e il diffusore a LED), avvolti da un arco in estruso di alluminio che diventa un pratico manico, e da un corpo illuminante che può ruotare a 360°. Una vera e propria giravolta che permette di orientare la luce in modo semplice a seconda delle esigenze. 


Cri Cri, Foscarini

Cri Cri di Studio Natural per Foscarini è la lampada ideale per le gite fuori porta. Oltre a essere senza fili, il corpo in silicone si piega a soffietto rendendo l’ingombro minimo.
La ricarica può avvenire mediante la porta USB oppure appoggiando la lampada su un’apposita base con sistema a induzione.


FollowMe + FollowMe Plus, MARSET

FollowMe, a cui si è affiancata nel 2017 la versione più grande FollowMe Plus, è stata disegnata da Inma Bermúdez per Marset.
La lampada si compone di un comodo manico in rovere naturale e di un paralume in policarbonato inclinabile, che può offrire sia luce diretta sia luce d’atmosfera. Un dimmer a tre posizioni consente di regolare l’intensità della luce.


Tetatet Flûte, Davide Groppi

Una lampada quasi magica. Stiamo parlando di Tetatet Flûte di Davide Groppi. L’innovativa batteria ricaricabile al litio, inserita nel diffusore, rende lo stelo “invisibile” dando la sensazione che il paralume sia sospeso nel vuoto.
Un complemento essenziale ed elegante perfetto per accompagnare un romantico tête-à-tête.


Minipipistrello Cordless, Martinelli Luce

Anche le icone del design non resistono alla tentazione di liberarsi dai fili. Come la Minipipistrello Cordless, la versione ricaricabile della storica lampada Pipistrello disegnata da Gae Aulenti nel 1965.


Candela, Astep

La vecchia lampada a olio in versione high tech. È Candela, il progetto di Francisco Gomez per Astep.
Candela è dotata di uno stoppino che si accende con il classico fiammifero. Dall’energia termica prodotta viene alimentato un sistema di 24 LED ed è possibile anche ricaricare i device attraverso una presa USB.


Medù, Zava

Medù è la lampada ricaricabile disegnata da Delineodesign per Zava. Il nome e il suo stesso uso svelano l’ispirazione: una piccola medusa.
La lampada Medù può essere poggiata su un piano oppure agganciata a un apposito supporto a parete, grazie all’anello in cuoio che ne facilita anche il trasporto. La collezione comprende una lampada più grande da tavolo, con paralume in vetro satinato, che si può sempre spostare, appoggiare e appendere con facilità, ma non è ricaricabile.


Lucerna, Ethimo

Lucerna, design Luca Nichetto per Ethimo, è una lampada per l’outdoor disponibile sia in versione portatile e ricaricabile sia con cavo di alimentazione fisso. È composta da un diffusore in vetro soffiato e da un corpo illuminante resistente all’acqua, all’interno del quale ci sono la batteria e il sistema di ricarica.
Il nome fa riferimento alle lucerne dell’Antica Roma. Luci funzionali che potevano essere facilmente spostate da un ambiente all’altro.  


Phare, Menu

Phare di Stanislaw Czarnocki è stata disegnata per l’appartamento n. 50 della “Cité Radieuse” di Le Corbusier, a Marsiglia. Costituita da una base cilindrica con ricarica USB e da uno stelo sottilissimo che sostiene la sfera luminosa, può essere appoggiata in modi diversi a seconda del bisogno, risultando molto versatile.


Diogene, Modoluce

Diogene è la lampada portatile e ricaricabile disegnata da Romano/Menegon/Ceneda per Modoluce. Il nome è un omaggio all’omonimo filosofo greco che andava in cerca della natura umana, portando con sé una lanterna anche di giorno.
Una lampada per illuminare le vostre sere d’estate che può essere usata sia da appoggio sia come sospensione, grazie al moschettone e al cordino che l’accompagnano. 


Pong, NYTA

A proposito di sospensioni senza fili, merita una menzione Pong, la lampada progettata da Simon Diener per NYTA. Grazie al filo che collega il diffusore alla battery pack, Pong può essere appesa alle travi del tetto così come ai rami degli alberi. Per un uso indoor e outdoor che non conosce limiti. 


TURN+, Ambientec

Una novità 2021. Parliamo di TURN+, la lanterna portatile e ricaricabile di Ambientec, brand giapponese nato da una lunga esperienza nel settore delle luci professionali per la fotografia subacquea.
TURN+ è costituita da una struttura esterna in alluminio, ottone o acciaio inossidabile e da un diffusore in vetro pieno. L’intensità della luce può essere regolata in quattro diverse gradazioni con un semplice tocco, grazie al sensore a sfioramento integrato e a due tipologie di segmenti LED.
TURN+ garantisce fino a 500 ore di luce in totale autonomia ed essendo impermeabile può essere impiegata anche negli ambienti esterni.


Roxxane Leggera CL, Nimbus

Last but non least, Roxxane Leggera CL. Leggera come una piuma, può essere spostata con estrema facilità. E, grazie a una tecnologia di nuova generazione, assicura fino a 100 ore di luce. Inoltre, è provvista di un comodo supporto per i cellulari, che può essere fissato a qualsiasi altezza della colonna della lampada, e di una presa USB nella base con cui si possono ricaricare i device. 


 

Elegante, flessibile, ironica. Ecco la lampada Pipistrello di Gae Aulenti. Una grande icona del design italiano che ci fa compagnia dal 1965.

Flessibilità, humour ed eleganza. Possiamo riassumere in queste tre parole Pipistrello, la celebre lampada disegnata da Gae Aulenti nel 1965. Una grande icona del design italiano prodotta ininterrottamente da oltre 50 anni da Martinelli Luce.

La lampada Pipistrello viene inizialmente progettata per il negozio Olivetti di Parigi e soltanto in seguito messa in produzione. Gae Aulenti disegnava, infatti, quasi sempre le lampade per luoghi e situazioni specifiche. “Io non ho quasi mai disegnato lampade da sole, le mie lampade sono una conseguenza”, diceva. Una “conseguenza” che nel caso della lampada Pipistrello si è trasformata in un successo senza tempo.

Cosa rende unica la lampada Pipistrello di Gae Aulenti

Pipistrello è una delle prime lampade a luce dinamica della storia. Il cuore del progetto è nello stelo telescopico in acciaio inox che permette di regolare l’altezza della lampada, cambiandone così la funzione. Con un semplice gesto Pipistrello può passare dai 66 agli 86 centimetri, trasformandosi in lampada da tavolo o da terra a seconda del contesto d’uso.

A rendere speciale la lampada Pipistrello è, però, anche il suo caratteristico diffusore in metacrilato opal bianco. La sua forma simile alle ali di un pipistrello interpreta in una chiave contemporanea e ironica le classiche abat-jours Tiffany e le lampade pre-Bauhaus. Il risultato è una lampada non convenzionale. Un progetto straordinariamente innovativo, che mantiene allo stesso tempo un legame forte con il passato.

Tecniche di stampaggio innovative per l’epoca

La produzione della lampada Pipistrello presentò all’inizio diverse problematiche. In particolare, per l’industrializzazione dell’asta telescopica e delle falde del diffusore, per cui non esistevano stampi adatti all’epoca. Pare che Elio Martinelli fu tante volte sul punto di mollare, ma alla fine riuscì a portare avanti il progetto costruendo appositamente gli stampi e la macchina.

Com’è cambiata la lampada Pipistrello negli anni

La lampada Pipistrello di Gae Aulenti è stata protagonista di diversi cambiamenti nel corso degli anni.

Il diffusore in metacrilato opal bianco e lo stelo telescopico in acciaio inox satinato sono rimasti gli stessi. La base conica in alluminio è stata aggiornata nelle finiture e nei colori. Oltre alla versione originaria in alluminio verniciato bianco e testa di moro, oggi Pipistrello è disponibile in ottone satinato, in rame e in alluminio verniciato rosso porpora, nero lucido, titanio e verde agave.

Le lampadine alogene sono state sostituite con i LED. E l’originaria versione della lampada è stata affiancata da due nuovi modelli: Pipistrello Med e Mini Pipistrello (quest’ultima anche in versione cordless). In più, Pipistrello è proposta anche in una versione dimmerabile che permette di regolare l’intensità della luce.

Insomma, Pipistrello è una lampada dalle mille anime. Un progetto che ha saputo rinnovarsi nel tempo, senza però mai perdere la sua identità.

Prodotto: lampada Pipistrello.

Designer: Gae Aulenti.

Anno: 1965

Azienda: Martinelli Luce.

Ci piace perché è una lampada dove passato e presente dialogano con ironia.

Funzionali e prive di fronzoli, le lampade in stile industriale non conoscono le mode. Ecco la nostra selezione.

Materiali grezzi, assenza di decorazioni e massima funzionalità. Oggi parliamo delle lampade in stile industriale, una tipologia di lampada che nel corso degli anni è stata interpretata da tantissimi designer.

Lo stile industriale non conosce le mode. Nato a New York negli anni 50/60, quando i creativi iniziano a trasformare magazzini ed ex edifici industriali in abitazioni e uffici, arriva negli anni 70 anche nelle metropoli europee.

Da allora l’industrial style non accenna a perdere il suo fascino. E, anzi, con il tempo è uscito fuori dai confini dei loft metropolitani. Le lampade in stile industriale, in particolare. Un vero must per chi ama la bellezza dell’imperfezione.

Ecco la nostra selezione.

Projecteur 365, Nemo Lighting

Cominciamo la nostra rassegna sulle lampade in stile industriale con un’icona del design: Projecteur di Le Corbusier. Disegnata dal grande maestro francese nel 1954 per illuminare l’Alta Corte di Chandigarth, in India, Projecteur è stata rieditata nel 2012 da Nemo basandosi sugli schizzi originali di Le Corbusier.

La lampada è costituita da un diffusore a forma di proiettore in alluminio verniciato blu notte, bianco sabbiato o moka e da un vetro diffusore bombato e sabbiato internamente. La base e i rosoni sono verniciati come il corpo. I galletti della chiusura sono cromati neri.

Projecteur è proposta nella versione da terra, a sospensione e a parete/soffitto. (nemolighting.com)


HUNA, FontanaArte

Una lampada che sembra appena uscita da un bistrot. È HUNA di FontanaArte e nasce da un progetto del 1965. Una sospensione dal design senza tempo che emette una luce diretta e intensa.

HUNA si compone di un paralume e gancio in metallo verniciato, un cavo di sospensione in acciaio e rosone in materiale termoplastico verniciato. (www.fontanaarte.com)


Urban Concrete, Diesel Living with Lodes

Una novità 2021 nata dalla nuova collaborazione tra Diesel e il brand di illuminazione Lodes. È Urban Concrete, una delle lampade della linea Diesel Living with Lodes.

Materica ed elegante, Urban Concrete è composta da una cupola in metallo proposta in tre finiture in cemento e in quattro dimensioni (25, 50, 60 e 80 cm). Una varietà di proposte che permette diverse configurazioni e usi. Per esempio, la cupola da 25 cm può essere installata anche su rosoni multipli per creare composizioni a contrasto. (www.lodes.com)


Morale, Emanuel Gargano

Morale è la lampada da terra firmata da Emanuel Gargano nel 2020. Il progetto si ispira alle case rivestite in legno carbonizzato che punteggiano la campagna giapponese (il legno viene trattato in questo modo a scopo protettivo). La lampada è realizzata con i morali, le barre di legno usate nei cantieri edili per armare le strutture. Il legno di recupero viene bruciato in un grande falò, proprio come il legno delle abitazioni rurali giapponesi. Il fuoco plasma casualmente i pezzi di legno, dando a ogni lampada un aspetto diverso. (www.emanuelgargano.com)


Lady Cage, ZAVA

La vecchia lampada da officina trasformata in un’elegante lady. Parliamo di Lady Cage, la lampada disegnata da Massimo Rosati per Zava. In Lady Cage la gabbia protettiva in metallo e l’impugnatura tipiche delle lampade da officina sono reinterpretate con ironia.

Lady Cage è disponibile in tre finiture – cromato, nero opaco o bianco opaco – e con il filo in vari colori. Una lampada versatile che può essere appoggiata su un tavolo, agganciata a parete oppure sospesa. È proposta anche in versione outdoor. (zavaluce.it)


Cantiere, Zava

Una lampada industriale già nel nome. Cantiere, la lampada progettata da Alberto Ghirardello per Zava, si ispira all’illuminazione tecnica per siti di costruzione. L’ampio corpo illuminante offre una generosa illuminazione, la griglia (opzionale) dà carattere, la maniglia permette di spostare la lampada con facilità da un ambiente all’altro.

Cantiere è disponibile in una versione da terra orientabile, da parete e da soffitto. (zavaluce.it)


Heavy Metal Chandelier, Buster + Punch

Heavy Metal è lo chandelier firmato dal brand londinese Buster + Punch. Realizzato in ottone massiccio, acciaio e bronzo fumé o nero opaco, con cavo e rosone in gomma nera, Heavy Metal nasce dall’amore di Buster + Punch per i metalli. La lampada è disponibile sia nella versione chandelier da 19 o 31 elementi che nella versione singola. (www.busterandpunch.com)


Plant Chandelier, Kranen/Gille

Uno chandelier che riproduce le strutture della natura. È Plant Chandelier, il lampadario disegnato da Kranen/Gille. Ispirato alle foto botaniche di Karl Blossfeldt, Plant Chandelier è costituito da bracci che, come rami, crescono e si sviluppano in direzioni casuali. Lo chandelier è stato creato per la mostra “The industrial essence of Kranen/Gille”, al Noordbrabants Museum nei Paesi Bassi. Il lampadario è in acciaio finitura oro ed è prodotto da Moooi. (www.moooi.com)


Ambit, Muuto

Ambit è la lampada in stile industriale disegnata dallo studio svedese TAF Architects per Muuto. Il design è pulito ed essenziale, la lavorazione è artigianale. L’alluminio che compone la lampada è infatti tornito, lucidato e, infine, verniciato a mano. L’interno del diffusore è bianco, un colore che  crea un contrasto con la superficie esterna e assicura un’ottima emissione di luce.

Ambit è proposta in una versione a binario, a sospensione e a parete. (www.muuto.com)


Bell, Normann Copenhagen

Una campana. È questa l’immagine richiamata da Bell, la lampada in alluminio firmata da Andreas Lund e Jacob Rudbeck per Normann Copenhagen. Il cuore del progetto è nell’unione tra il cavo e il paralume, messo in evidenza invece di essere nascosto.

Bell è proposta in quattro dimensioni e in diversi colori, con la possibilità di avere il filo e il diffusore a contrasto o abbinati. (www.normann-copenhagen.com)


Lightweight, Foscarini

Lo chandelier spogliato di ogni decoro e ridotto alla sua essenza. Possiamo riassumere così Lightweight, la lampada firmata da Tom Dixon per Foscarini. Un’interpretazione industrial del classico lampadario a bracci, realizzata con un processo produttivo semiartigianale. Per un progetto sospeso tra passato e futuro. (www.foscarini.com)


Titan, Original BTC

Titan di Original BTC è la riedizione di una lampada progettata negli anni ’40, molto utilizzata nelle aziende e nelle officine dell’epoca. La sospensione è composta da un paralume in alluminio, un elemento in acciaio grezzo e un cavo di metallo intrecciato con guaina in plastica trasparente.

Titan è prodotta artigianalmente a Birmingham, dove il metallo è modellato, martellato e saldato con tecniche di lavorazione secolari. È disponibile in tre misure e in una ricca palette di colori: dal nero al bianco, dal verde oliva al giallo. Oltre che in una finitura in alluminio lucido. (www.originalbtc.com)


Jieldé, Jean Louis Domecq

Chiudiamo la nostra rassegna sulle lampade in stile industriale con una delle più grandi icone del design francese: la Jieldé di Jean Louis Domecq.

La Jieldé nasce nel 1949 da un’esigenza personale del designer. Domecq era alla ricerca di una lampada adatta al suo lavoro di meccanico e, non riuscendo a trovarla, decise di crearsela da sé. Il risultato è una lampada da lavoro robusta e flessibile. Una lampada che dopo oltre 70 anni non accenna a perdere il suo fascino.

Le lampade Jieldé sono realizzate completamente in metallo, con uno o più bracci articolati di differenti lunghezze e cavi elettrici non visibili. Sono disponibili in diversi modelli e colori e ogni lampada è firmata. (jielde.com)


Lampade da scrivania di design? Ecco 10 lampade contemporanee con cui arredare il tuo angolo studio.

Cerchi una lampada di design per il tuo studio? Bene, il nostro nuovo focus è dedicato proprio alle lampade da scrivania. Un oggetto che va scelto con grandissima attenzione, perché una buona illuminazione favorisce la concentrazione e non fa affaticare la vista. Condizioni fondamentali per avere il massimo comfort, mentre lavoriamo.

Per questo le lampade da scrivania più funzionali sono dotate di un braccio regolabile. In questo modo, si può orientare la luce con precisione in base alle necessità. Ne abbiamo già parlato nella nostra rassegna sulle lampade da scrivania più celebri della storia del design. E ne riparliamo oggi, segnalandoti 10 lampade da scrivania contemporanee.

Tra proposte più o meno recenti, ecco la nostra selezione.

BEAT, Tom Dixon

Una perfetta sintesi di design e artigianato. È BEAT, la lampada da tavolo di Tom Dixon ispirata agli antichi vasi indiani. BEAT è realizzata in ottone battuto a mano, con un’antica tecnica di lavorazione che richiede quattro giorni per essere completata. La lampada ha un sottile braccio che può essere regolato per indirizzare la luceBEAT è disponibile con finitura esterna in nero opaco, ottone o bianco. L’interno del paralume, in ottone martellato, crea una luce morbida e calda. (www.tomdixon.net)

Berenice, Luceplan

Berenice è la lampada da scrivania firmata da Alberto Meda e Paolo Rizzatto per Luceplan. Il tratto distintivo del progetto è la sua flessibilità. Grazie al fluido movimento dei bracci articolati e alla possibilità di ruotare la testa dell’apparecchio di 360 gradi, il fascio di luce può essere orientato in qualunque direzione. Disegnata nel 1985, oggi Berenice è proposta anche con sorgente LED. I colori disponibili sono cinque: bianco, blu, rosso, verde Alu, nero. (www.luceplan.com)

AARO, DCW édition

Il desiderio di creare un movimento il più fluido possibile. È stato questo il punto di partenza di AARO, la lampada da scrivania disegnata da Simon Schmitz per DCW édition. Il cuore di AARO è la sfera che lega i due bracci tra di loro. Una sfera che non ha né destra né sinistra, né alto né basso, intorno alla quale gravita tutto il resto. Il risultato è un equilibrio perfetto. Un oggetto così lieve che sembra mosso dal vento. Il braccio inclinabile ruota fino a 365°, il diffusore è orientabile. L’illuminazione è a LED. (www.dcw-editions.fr)

Morsetto, Davide Groppi

A metà tra una lampada e un “ready-made”.‎ Parliamo di Morsetto, la lampada da scrivania di Davide Groppi. A caratterizzare il progetto l’enorme morsetto da officina e i tre bracci regolabili che permettono di portare la fonte luminosa lontana dal punto di fissaggio.‎ Così la lampada si inclina, si bilancia e si gira. ‎Un oggetto flessibile e leggero come il volo di un uccello. (www.davidegroppi.com)

Kelvin Led, Flos

Essenziale, elegante, versatile. Kelvin Led è il progetto firmato da Antonio Citterio per Flos. La lampada è composta da una testa esterna in alluminio pressofuso collegata a un doppio braccio a pantografo, attraverso sottili tiranti in acciaio. In questo modo, la luce può essere orientata nella direzione che si preferisce. L’interruttore ON/OFF è elettronico ed è dotato di funzionamento ottico alloggiato nella testa. Kelvin Led è proposta in bianco, antracite, nero o cromo. (flos.com)

Flamingo, OLEV

Sottile ed elegante come un fenicottero. È Flamingo, la lampada a LED progettata da Marc Sadler per OLEV. Flamingo è composta da tre elementi – testa, asta e braccio – ed è realizzata in carbonio, un materiale estremamente resistente e durevole. Il braccio è snodabile a 120° sull’asse verticale. La testa, dalla forma grafica e rigorosa, ruota di 175°, permettendo di orientare la luce a seconda delle esigenze. Lo schermo anti-abbagliamento a nido d’ape assicura un elevato comfort visivo. (www.olevlight.com)

Acrobat, Normann Copenhagen

Una lampada che “sembra possa cadere in ogni momento, ma non lo fa”. Così Marc Venot racconta Acrobat, la sua lampada per Normann Copenhagen. Una lampada da tavolo orientabile sia in verticale che in orizzontale, capace di assumere le più diverse posizioni. Acrobat è composta da due parti – una base a forma di cono e una fonte di luce allungata a LED – collegate solo da elettromagneti. In base alla posizione assunta, Acrobat può essere usata come lampada da scrivania con luce diretta oppure per un’illuminazione d’atmosfera. Acrobat è proposta in quattro colori ispirati dalla natura: grigio, nero, sabbia e color melanzana. (www.normann-copenhagen.com)

Giacolù, ZAVA

Lampada da scrivania, ma non solo. Giacolù, il progetto firmato da Giampaolo Allocco per ZAVA, è una lampada modulare che lascia il 50% del design alla fantasia delle persone. All’interno della scatola ci sono, infatti, diversi elementi che possono essere composti liberamente. Il risultato? Una lampada a braccio, un leggìo o qualsiasi altra cosa vorrai. L’ispirazione viene dal mitico gioco del meccano. (zavaluce.it)

Colibrì, Martinelli Luce

Agile come un colibrì, l’uccellino in grado di volare in tutte le direzioni. Parliamo di Colibrì, la lampada da tavolo orientabile di Martinelli Luce. La sua struttura è in alluminio anodizzato nero. La testa è snodabile e girevole, con sorgente di luce a LED integrato con sensore touch.‎ La base è in metallo verniciato nero.‎ Una lampada leggera e sottile che sembra quasi fluttuare nell’aria. Il design è di Emiliana Martinelli. (martinelliluce.it)

Arum, Ferm Living

Una base rotonda in marmo nero e un paralume a forma di petalo. Arum, la lampada da tavolo di Ferm Living, è un perfetto esempio di equilibrio. La solida base in marmo controbilancia, infatti, la forma organica e morbida del paralume. Il risultato è una lampada bella e funzionale, simile a una pianta con un’enorme foglia. Il paralume può essere regolato, permettendo di direzionare la luce a piacere. (fermliving.com)

Si chiama Following the Sun la nuova collezione di FAINA Design. Un set di lampade, tavolini e panche dallo stile primitivo, ispirati al fiore che guarda sempre il sole.

Following the Sun. Questo il nome della nuova collezione di complementi d’arredo del brand ucraino FAINA Design. Un nome che esprime un messaggio di positività e di energia, stimolandoci a cominciare nel migliore dei modi questo 2021 carico di aspettative.

“Seguiamo il Sole e con esso iniziamo il nostro nuovo ciclo. Il solstizio è un momento di ripartenza e di rinnovamento ”, spiega Victoria Yakusha, la fondatrice di FAINA Design.

Following the Sun è composta da una linea di lampade, un set di tavolini da caffè e una panca. Una collezione contraddistinta da motivi circolari, forme naif e materiali vivi. Uno stile primitivo che rimanda a un passato lontano, ma ancora presente dentro di noi.

“C’è qualcosa di primordiale e naturale nel seguire il sole. Fin dai tempi antichi, i nostri antenati hanno costruito le loro vite intorno ai cicli solari vivendo in totale armonia con la natura. Nella nostra nuova collezione torniamo alle origini. Forme primitive e design semplice. Seguire il Sole significa seguire l’essenza, la nostra parte più autentica”, racconta Victoria Yakusha.

Un set di lampade che guarda il sole

In molte culture, il Solstizio d’Inverno era associato al naturale inizio dell’anno e veniva celebrato con feste e rituali. Celebrazioni che FAINA ha reinterpretato con il set di lampade SONIAH. Una linea di tre lampade da terra, una sospensione, una lampada da tavolo e un’applique ispirate al girasole, il fiore giallo che guarda sempre verso il sole molto amato nella cultura ucraina.

Texture vive e grezze

Le lampade SONIAH sono realizzate a mano con una tecnica impiegata molto tempo fa per le abitazioni tradizionali ucraine. Il materiale è lo “ztista”. Una miscela di argilla, carta, trucioli di legno e paglia, che dona alla superficie una texture grezza unica. Un materiale organico che può essere usato sia negli ambienti interni che negli spazi esterni.

La panca SONIAH e i tavolini SONIAH sono realizzati, invece, in frassino naturale o tinto nero. La panca ha grosse gambe in legno dalla forma arrotondata e una seduta rivestita con un morbido tessuto. Il tavolino è proposto in tre versioni: piano basso o alto su un’unica gamba enorme, piano su due gambe.

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Lampade da tavolo di design? Guarda la nostra selezione. Fra novità ed edizioni speciali di grandi classici.

Versatili, funzionali, decorative. Sono le lampade da tavolo di design. Un complemento d’arredo che grazie alle sue dimensioni compatte può essere inserito facilmente in qualsiasi ambiente, valorizzando punti specifici.

Fedeli alleate sia nelle ore di lavoro che nelle ore di relax, le lampade da tavolo possono assolvere a differenti funzioni. Per la scrivania sono indicate le lampade orientabili per poter direzionare la luce con precisione. Per illuminare il living sono, invece, ideali le lampade a luce diffusa, capaci di creare un’atmosfera calda e intima. Le lampade da tavolo moderne sono, inoltre, spesso dotate di un dimmer che permette di regolare l’intensità luminosa a seconda delle esigenze del momento.

Un’idea regalo da mettere sotto l’albero? Perché no.

Ecco la nostra selezione.


Gople Plug e Gople Portable, Artemide

Gople Plug e Gople Portable sono le ultime lampade nate dalla collaborazione tra Artemide e lo studio danese BIG. Due lampade dal design minimale che possono adattarsi a qualsiasi ambiente. La luce è morbida e diffusa e può essere regolata secondo tre intensità, creando tre atmosfere diverse. Gople Plug è la versione tradizionale con connessione elettrica standard. Gople Portable è portatile e ricaricabile con 26 ore di autonomia. (www.artemide.com)


Valigia, Stilnovo

Una lampada ironica che invita al viaggio. È Valigia di Ettore Sottsass, un progetto firmato nel 1977 oggi rieditato da Stilnovo con un design fedele all’originale. Valigia è una piccola architettura pensata per essere portata ovunque. La combinazione di rosso e nero è molto amata da Sottsass, come dimostrano altri suoi progetti. Uno su tutti la macchina da scrivere Valentine per Olivetti. (stilnovo.com)


Lumiere, Foscarini

Lumiere, la lampada con l’inconfondibile base a treppiede disegnata da Rodolfo Dordoni, compie 30 anni. Per celebrare il suo compleanno, Foscarini lancia due nuove versioni realizzate con una particolare lavorazione artigianale: Lumiere Pastilles e Lumiere Bulles. In Pastilles la superficie del diffusore in vetro viene disegnata da una serie di losanghe tridimensionali. Bulles è caratterizzata da una miriade di piccole bolle d’aria racchiuse tra gli strati di vetro del diffusore. In entrambe la base in alluminio è color champagne. Lumiere Pastilles e Lumiere Bulles sono proposte in una edizione speciale da 1000 pezzi, numerati e autografati da Rodolfo Dordoni(www.foscarini.com)


Lampadina, FLOS

Lampadina, l’iconica lampada firmata da Achille Castiglioni per Flos, si veste di nuovi colori. Gli storici nero e arancio sono affiancati da bianco, verde, turchese e lilla per il porta lampada, mentre la base è proposta in finitura nero opaco. La nuova palette nasce dallo studio dei colori usati dal grande maestro nella progettazione di oggetti, grazie alla collaborazione con la Fondazione Achille Castiglioni. Per veri collezionisti! (flos.com)


Medù, Zava

Versatilità. È questa la parola chiave di Medù, la lampada disegnata da Delineo per Zava. Le diverse finiture, dimensioni e tipologie di supporto permettono infatti di ottenere svariate configurazioni, dando alla lampada un carattere ogni volta diverso. Medù è disponibile nelle versioni da tavolo, a sospensione, da parete e ricaricabile. (zavaluce.it)


Siro, Oluce

Una lente e un disco frontale che libera una luce radente al suo interno. Parliamo di Siro, la lampada da tavolo disegnata da Marta Perla per Oluce. I due elementi bidimensionali di Siro creano l’illusione di essere in perfetto equilibrio sul piano, quando sono guardati frontalmente. Il nome deriva da Sirio, la stella bianca più luminosa del cielo notturno. Siro è proposta in due dimensioni e in due finiture: bronzo satinato e oro satinato, con la curva interna della calotta in bianco. (www.oluce.com)


Paris, Queeboo

Una lampada che nasce dai ricordi. Paris, il nuovo progetto di Studio Job per Qeeboo si ispira agli anni in cui Job Smeets viveva a Parigi vicino alla Torre Eiffel. La Tour Eiffel qui viene però a curvarsi, diventando lo stelo di supporto del diffusore in ottone. La base della Torre ha quattro piedi dorati in ABS che supportano la struttura, il corpo principale è stampato in polietilene, la cupola è in alluminio ed è orientabile. (www.qeeboo.com)


Matin, HAY

Un ombrello di carta giapponese? No, è Matin, la lampada da tavolo disegnata da Inga Sempé per HAY. Una lampada poetica composta da una base in acciaio rifinita in ottone spazzolato e un paralume in cotone plissettato proposto in una palette di colori vivaci. La sorgente luminosa è un LED integrato, che offre una illuminazione diffusa modulabile con un dimmer di controllo digitale. (hay.dk)


Pigreco, Davide Groppi

Una sfera di cristallo per prevedere quale sarà la luce del futuro. È Pigreco, il progetto di Omar Carraglia per Davide Groppi. A comporre la lampada due elementi: una sfera in vetro e una base in legno. La sfera in vetro, per metà satinata e per metà trasparente, si muove liberamente sulla base, diventando ora diffusore, ora lente convessa. Nella base si nasconde un LED invisibile, che illumina l’interno della sfera. Il risultato è una luce mutevole che crea effetti sempre nuovi sulle superfici. (www.davidegroppi.com)


Idea, Slamp

Si dice che l’ispirazione si accende all’improvviso come una lampadina sulla testa. Da qui nasce Idea, la serie di lampade disegnata da Marcantonio per Slamp. Una collezione ridotta all’osso – lampadina e supporto – che celebra l’essenza stessa della luce. Idea è disponibile nella versione da tavolo e da parete. Nella versione da tavolo la lampadina è magicamente sospesa su una struttura in ottone satinato. (www.slamp.com)


Mayday di Konstantin Grcic compie 20 anni. Flos celebra questa grande icona contemporanea con una limited edition, con gancio/maniglia in alluminio pressofuso.

Non è una lampada da tavolo o da terra. Non è una sospensione. Non è una lampada da parete. Eppure è allo stesso tempo tutte queste cose insieme. Parliamo di Mayday, la lampada disegnata da Konstantin Grcic nel 1999 e messa in produzione da Flos nel 2000. Una grande icona contemporanea che per i suoi 20 anni viene celebrata con una edizione limitata, con packaging e finitura speciale.

Una lampada utile ogni qual volta si ha bisogno di luce

“Mayday è il segnale di emergenza per chi si trova in difficoltà in mare, e in un certo senso questa è l’idea della lampada: poter essere utile ogni volta che si ha bisogno di luce”, spiega Konstantin Grcic.

Non ci sono parole migliori per raccontare Mayday. La lampada di Grcic non può essere racchiusa in una sola categoria. È concepita come uno strumento. Uno strumento utile per differenti occasioni d’uso e per diversi luoghi. Grazie alla sua leggerezza e al suo pratico gancio/maniglia, Mayday può essere infatti trasportata con facilità da un ambiente all’altro, cambiando funzione a seconda delle nostre esigenze. Per poterci davvero aiutare in qualunque momento.

Come è composta la lampada Mayday

Mayday si ispira alle lampade da officina. Nella sua versione originale la lampada di Konstantin Grcic è interamente realizzata in polipropilene mediante stampaggio a iniezione, con gancio nero o arancione. Il diffusore, traslucido e dalla forma conica, diffonde una luce calda. Il gancio/maniglia, su cui è posizionato il pulsante on/off, ci dà la possibilità di portare e appendere la lampada ovunque vogliamo, e può essere impiegato anche per avvolgere il cavo elettrico lungo 5 metri. “Oggi si eliminerebbe il cavo e si avrebbe una batteria ricaricabile, ma 20 anni fa era impensabile”, dice Grcic.

Una lampada da Compasso d’Oro

Grazie alla sua straordinaria versatilità, Mayday ha vinto il Compasso d’Oro ADI nel 2001. A colpire la giuria è stata infatti la “flessibilità d’uso nelle infinite e facili possibilità di collocazione in interni ed esterni”, oltre all’economicità della lampada e alla ricerca formale sull’impiego di componenti in gran parte già in produzione.

Sì, non solo Mayday è un progetto intelligente. È anche la dimostrazione di come il buon design può essere democratico. I materiali utilizzati e il processo di stampaggio a iniezione permettono, infatti, di vendere la lampada a un prezzo non esorbitante. Per portare bellezza e funzionalità al numero più ampio di persone.

La Limited Edition per i 20 anni di Mayday

L’edizione speciale per i 20 anni di Mayday comprende 2.020 pezzi numerati, con packaging speciale e gancio/maniglia in alluminio pressofuso su cui sono incisi la firma di Konstantin Grcic e il numero progressivo di serie. Un vero pezzo da collezione. Da non perdere!

Foto: Bastian Achard.

Lampade da scrivania di design? Ecco 9 grandi classici. Per illuminare l’home office in modo funzionale, senza rinunciare allo stile.

Cerchi una lampada di design per il tuo home office? Sei nel posto giusto. Oggi è proprio di lampade da scrivania che parleremo. Un oggetto fondamentale per qualsiasi spazio di lavoro che si rispetti. Perché è soltanto con una buona illuminazione che possiamo rendere confortevole il nostro angolo studio, favorendo la concentrazione ed evitando di affaticare la vista.

Quale lampada scegliere per illuminare il piano di lavoro? La risposta potrebbe essere una lampada con braccio regolabile. Già, le lampade con bracci snodabili sono ideali per orientare la luce con precisione, in base alle esigenze del momento. Non a caso, hanno una lunga storia. I primi esempi risalgono, infatti, agli anni ’30 con la Anglepoise, la Naska Loris e la Luxo L-1. Tre grandi classici della storia del design che sono stati un riferimento importante per tutti i progetti a seguire.

Dunque ecco qui le 9 lampade da scrivania più iconiche. Per illuminare il nostro studio o postazione di smart working in modo funzionale, senza dimenticare il design. Buona lettura.


Ecco le lampade da scrivania più iconiche della storia del design


Original 1227, Anglepoise

Apriamo la nostra rassegna sulle lampade da scrivania con un’icona del design britannico: Anglepoise Original 1227. La lampada è progettata nei primi anni ’30 dall’ingegnere George Carwardine e si basa su un meccanismo di molle in tensione, che sostituisce il sistema del contrappeso adottato fino a quel momento. L’ispirazione viene dalle sospensioni delle auto. Il risultato è una lampada da tavolo con braccio snodabile, che unisce un’estrema flessibilità a un perfetto equilibrio.

Messa in vendita nel 1935, la lampada da scrivania Original 1227 negli anni ha visto crescere la sua famiglia. Oggi accanto alla versione da tavolo, sono proposte anche lampade a parete, a soffitto e a pavimento.

www.anglepoise.com/


Kaiser, Fritz Hansen

Illumina le scrivanie di noti ispettori delle serie TV ormai da anni. Parliamo di Kaiser Idell, la lampada progettata nel 1931 dall’orafo tedesco Christian Dell, conosciuta appunto anche come la “lampada dell’ispettore”. Icona del Bauhaus, Kaiser Idell è una lampada elegante e molto funzionale. Il cuore del progetto è nel sistema di giunti rotanti, che permette di orientare la luce in modo preciso. Le lampade sono realizzate in acciaio con paralume e base dipinti a mano. Nel 2019, per il centenario del Bauhaus, è stata proposta una versione speciale con stelo e base in ottone lucido. Ogni lampada è consegnata con un certificato di autenticità e ha un numero di serie unico inciso sulla base.

fritzhansen.com/


Naska, FontanaArte

La collezione Naska arriva dall’archivio storico di FontanaArte. Si tratta di una lampada da lavoro con braccio bilanciato a molle, che è stata disegnata nel lontano 1933. Rieditata in anni recenti, Naska ha mantenuto intatto il suo fascino originario. La lampada è dotata di un braccio orientabile in tutte le direzioni ed è disponibile con morsetto o base da tavolo. La base e il braccio sono in acciaio, il diffusore è in alluminio.

I progetti dell’archivio storico di FontanaArte non sono legati a un solo designer, ma frutto del lavoro di tutti i creativi che collaborano con l’azienda.

www.fontanaarte.com/it/


Luxo L-1, Luxo Lighting

Avete presente la lampada da lavoro che saltella nella sigla iniziale dei film Pixar? Bene, è la lampada Luxo L-1 prodotta dall’ingegnere norvegese Jac Jacobsen. Una lampada la cui storia si intreccia curiosamente con un altro classico di questa rassegna: la Anglepoise. Tutto comincia quando Jacobsen ordina a un’azienda inglese una partita di macchine da cucire industriali. L’azienda accompagna l’ordine con 2 lampade Anglepoise e Jac Jacobsen ne rimane subito colpito. A quel punto acquisisce i diritti per poter vendere la lampada in Norvegia. Apporta dei cambiamenti per renderla ancora più funzionale. E nel 1937 produce la prima Luxo L-1. È la nascita di un mito.

www.luxo-lighting.com/


Signal, Jieldé

È l’icona del design industriale francese per eccellenza. Parliamo della lampada Jieldé progettata da Jean Louis Domecq nel 1949. Alla ricerca di una lampada adatta al suo lavoro di meccanico, non riuscendo a trovarla, Domecq decide di crearsela da sé. Nasce così una lampada da lavoro robusta, flessibile e dal design essenziale. Un progetto che dopo 70 anni non accenna a perdere il suo fascino.

Le lampade Jieldé sono realizzate completamente in metallo, con uno o più bracci articolati di differenti lunghezze e cavi elettrici non visibili. Sono disponibili in diversi colori e ogni lampada è firmata.

jielde.com


Cobra table lamp, GUBI

Porta la firma di Greta M. Grossman Cobra, la lampada da scrivania rieditata dal brand danese GUBI. La lampada è stata disegnata nel 1950 e deve il suo nome al diffusore ovale simile alla testa di un cobra. Grazie allo stelo flessibile e alla testa orientabile a 360º, la luce può essere direzionata con grande precisione. Possiamo infatti usare Cobra sulla scrivania ma anche per creare una luce d’atmosfera nel living. L’interruttore on/off si trova sulla base.

Cobra ha vinto il Good Design Award nel 1950 ed è stata esposta al MoMA di New York fra il 1951 e il 1952, in occasione della mostra “Good Design”.

www.gubi.com


Lampada AJ, Louis Poulsen

Un’icona che nasce per un’icona. La lampada AJ di Louis Poulsen è disegnata da Arne Jacobsen nel 1957 per il SAS Royal Hotel di Copenhagen. Per illuminare gli interni del leggendario hotel, Jacobsen progetta un’intera collezione: lampada da scrivania, da pavimento, da parete e una versione più piccola pensata per essere fissata sul tavolo. AJ si caratterizza per la combinazione di angoli retti e obliqui. Un elemento che richiama il design delle poltrone della serie 3300 e i profili geometrici degli edifici progettati da Jacobsen. In questo caso, la distribuzione della luce viene ottimizzata regolando l’angolo dello schermo.

Originariamente disponibile in grigio chiaro, marrone e nero, negli anni AJ si è vestita di nuovi colori.

https://www.louispoulsen.com/


Tizio, Artemide

Tizio è il capolavoro firmato da Richard Sapper per Artemide nel 1972. Una reinterpretazione delle classiche lampade da scrivania con braccio snodabile, dove la testa e i bracci orientabili sono bilanciati da un sistema di contrappesi. Con Tizio, però, non cambia solo il meccanismo per orientare la luce. Il progetto di Sapper segna anche il passaggio dalle lampadine a incandescenza a quelle alogene, una tecnologia molto avanzata per l’epoca. Con il basso voltaggio delle fonti alogene, la lampada può liberarsi dai cavi elettrici. A condurre l’elettricità sono infatti i bracci e i bottoni. Quando si dice magia.

www.artemide.com/it/


Tolomeo, Artemide

Nasce nel 1986 una delle lampade più famose della storia del design: Tolomeo di Artemide. Il progetto, vincitore del Compasso d’Oro nel 1989, è firmato da Michele De Lucchi con Giancarlo Fassina. De Lucchi rilegge la classica lampada da lavoro con tecnologie e materiali innovativi. Innanzitutto, nasconde la molla e il filo con un tubicino, ispirandosi ai pescatori che pescano con la lenza. Poi sostituisce l’acciaio con l’alluminio. Il risultato è una lampada più leggera e dal carattere contemporaneo.

In oltre 30 anni, la collezione Tolomeo è cresciuta fino a comprendere versioni da parete, da terra e a sospensione, in diverse misure e finiture. Un vero best seller protagonista di tantissimi film. Vietato non conoscerla!

www.artemide.com/it/


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Foscarini lancia Twiggy Wood. Una nuova versione dell’iconica lampada disegnata da Marc Sadler, dove la leggerezza della fibra di carbonio incontra il calore del legno.

Un segno grafico leggero e flessibile che ci fa compagnia da 15 anni, ma che sembra essere con noi da sempre. Parliamo di Twiggy, la lampada disegnata da Marc Sadler per Foscarini. Una icona del design contemporaneo ispirata da un oggetto d’uso comune: la canna da pesca.

“All’origine del progetto, l’idea era di realizzare una lampada dal carattere ludico: un pescatore, un manichino, che teneva una canna da pesca, e alla fine di questa canna da pesca immaginavo una lampadina”, spiega Marc Sadler. Alla fine, però, è rimasta solo la canna da pesca. Uno stelo realizzato in un materiale composito su base in fibra di vetro, che esce da un disco in metallo e come per magia sostiene un grande diffusore.

Un geniale studio sul movimento

Twiggy è un segno decorativo elegante ed essenziale. Ma anche e soprattutto un geniale studio sul movimento. Grazie a un semplice sistema di contrappesi la posizione del diffusore è infatti regolabile in altezza, potendo così rispondere a diverse funzioni. E il tutto senza risultare visibile. “Io pensavo di più a un braccio che si inclinava con dei sistemi meccanici”, racconta Marc Sadler. “Piano piano questa idea si è semplificata. (…) È nata perché volevamo avere qualcosa di semplice da costruire, ma anche da percepire”.

La conformazione del diffusore garantisce, inoltre, un’illuminazione diretta verso il basso e una accogliente luce d’ambiente verso l’alto, grazie alla trasparenza del disco di protezione superiore.

Le diverse versioni di Twiggy

In 15 anni Twiggy si è rinnovata spesso, venendo proposta in diverse varianti e finiture. Nel 2007 la lampada da terra è stata affiancata da una versione da tavolo, una sospensione e una lampada a soffitto. Nel 2015 è stata presentata una versione dalle dimensioni due volte più grandi, Twice as Twiggy, pensata per i grandi spazi. Nel 2017 si è aggiunta alla famiglia la collezione outdoor, con diffusore in materiale composito intrecciato. Infine, nel 2020 arriva Twiggy Wood, un modello nato per festeggiare il 15° compleanno di Twiggy, dove la fibra di carbonio incontra il calore del legno.

Twiggy Wood

In Twiggy Wood lo stelo in fibra di carbonio supporta un paralume in rovere, arricchendosi di una nuova matericità. Un rinnovamento estetico che rende la lampada di Marc Sadler più calda e accogliente.

Twiggy Wood è stata però aggiornata non solo nei materiali, ma anche da un punto di vista tecnico. Il gruppo luce – che accoglie una nuova scheda LED studiata appositamente da Foscarini – è stato infatti ridisegnato in un corpo unico, completamente chiuso, con altezza ridotta che permette di riflettere ancora di più la luce e valorizzare così l’interno del paralume. Il risultato è un’illuminazione ancora più morbida e confortevole, grazie anche ai riflessi del legno.

Uno splendido esempio di come un’icona può rinnovarsi, reinterpretando in modo inedito un materiale della tradizione.

Le lampade di Cerasa arredano la sala da bagno

Cerasa, azienda specializzata nella produzione di arredi e complementi per la stanza da bagno, ha progettato un sistema di illuminazione di design, coordinato nello stile e nei materiali con le sue collezioni.
Questa nuova collezione di lampade Cerasa integra e completa il già ampio catalogo di proposte per la stanza da bagno. E rappresenta un’offerta molto importante per un brand che si è sempre contraddistinto per la sua offerta di design, creativa e coordinata, che spesso esce dall’ambiente bagno per arredare anche il living o la zona notte. Il total look Cerasa.

Le lampade Cerasa hanno una linea moderna ed elegante, che non indugia in orpelli decorativi ma che mostra un carattere forte e personale.
Una linea incentrata sulla funzionalità e sul benessere. Perché la qualità della luce in bagno è un elemento fondamentale e troppo spesso trascurato.

Ecco dunque alcune lampade della collezione illuminazione di Cerasa…

 

Lampade in stile minimal per un tocco di design nella stanza da bagno

I modelli Stick a specchio, Twins a soffitto e la piantana Ginevra sono lampade a led molto versatili e capaci di coordinarsi con tutti i complementi d’arredo Cerasa. Sono realizzate in metallo nero opaco in varie versioni. Grazie alla loro linea essenziale, si inseriscono perfettamente nelle stanze da bagno di design, come in quelle in stile industrial o minimal.

 

 

La lampada Twins ha un cavo lungo ben 5m, che la rende molto versatile e facilmente posizionabile sia a fianco specchio che a soffitto, anche con altezze importanti. Questo modello risulta di particolare effetto scenografico se viene installata a grappolo (come nella foto qui sotto a destra).

 

 

La lampada a Led Eclissi mostra altrettanto carattere, pur nella semplicità delle sue forme. Con i suoi 75 cm di diametro, rappresenta elemento illuminante scultoreo e di grande impatto visivo. La finitura nichel ne fa un vero classico, una lampada che si inserisce in ogni ambiente e che si adatta ad ogni stile. Qualunque sia il contesto i cui si colloca, Eclissi risulterà sempre la protagonista.

 

 

Contaminazioni moderniste e stile ispirato alla Bauhaus caratterizzano invece la lampada Daiki, uno dei bestseller di Cerasa. Al sottile stelo in metallo nero lucido si abbinano dettagli in finitura oro rosa. Questa lampada dona un tocco di eleganza e di originalità anche all’ambiente bagno più semplice. È disponibile nelle versioni a specchio e a parete, con illuminazione a incandescenza.

 

Dettagli funzionali e linee di design

Alfred non è solo una lampada, ma un esempio perfetto di integrazione fra design e funzionalità. La lampada Alfred è composta da una colonna in metallo che si monta a parete, sulla quale sono montate due sfere luminose illuminate da sorgente a Led.
La colonna funge anche da supporto per un ripiano, anch’esso in metallo, sotto cui si nasconde una pratica presa USB. La lampada Alfred nella parte inferiore prevede un portariviste.

 

 

La lampada Winston invece, pur avendo un design molto simile, ha una funzionalità leggermente diversa in quanto nella parte inferiore dello stelo è inserito un elemento portarotolo o portasciugamani.

 

 

Per chi ama cambiare spesso, la lampada a Led Snodo è la scelta più indicata. Da un’idea originale di Cerasa, Snodo ha uno stelo flessibile in finitura nichel, lungo ben 123 cm, che termina con una sfera di vetro.
Modellando lo stelo a piacimento, è possibile dare ogni giorno una forma diversa alla composizione. La lampada Snodo proietta una luce più diretta se posizionata a fianco specchio o a parete, mentre crea un’illuminazione più d’atmosfera se viene installata a soffitto.

 

 

La lampada Mr John, infine, si caratterizza per il suo particolare sistema di regolazione sali-scendi, controllato da uno speciale meccanismo a carrucola munito di contrappeso.

 

 

Il bagno, lo sappiamo, è lo spazio dedicato al relax, al benessere e alla cura del corpo. Per questo è importante scegliere la luce giusta. Che illumini bene l’ambiente, in particolare la zona specchio, e che sappia creare una rilassante atmosfera quando serve.
Se poi la luce proviene da una lampada bella, di design, meglio ancora se coordinata con lo stile del nostro bagno, allora il piacere di concedersi un momento per se stessi è garantito!

in collaborazione con Cerasa

 

 

 

Si chiama Easy Peasy il nuovo progetto firmato da Luca Nichetto per Lodes. Una lampada portatile e ricaricabile con cui l’azienda celebra i suoi primi 70 anni.

Scultorea, interattiva e senza fili. È Easy Peasy, la nuova collezione di lampade portatili e ricaricabili progettata da Luca Nichetto per Lodes. Un lancio con cui l’azienda offre un assaggio delle collezioni 2021, per celebrare i suoi 70 anni e il suo recente rebranding. Lodes nasce infatti da Studio Italia Design, storico brand veneziano di illuminazione decorativa oggi sempre più focalizzato sul design contemporaneo e sull’innovazione tecnologica. Come dimostra anche la scelta di collaborare con Luca Nichetto, design curator dell’azienda oltre che autore di Easy Peasy.

Una campana giocosa e interattiva

Easy Peasy è una lampada da tavolo portatile dal carattere giocoso e dall’aspetto scultoreo. Il corpo e il pomolo dalle linee arrotondate ricordano, infatti, la forma di una campana. Una piccola campana interattiva, però. Perché il pomolo sulla parte superiore non è solo un vezzo decorativo, ma permette di accendere e spegnere la lampada e di dimmerare l’intensità e il calore della luce, grazie alla sua tecnologia dim to warm. Una funzione che offre la possibilità di creare l’atmosfera giusta per ogni occasione.

«Il design oggi esige una perfetta integrazione tra interazione e prestazioni tecnologiche che consenta di creare pezzi che non solo siano esteticamente piacevoli, ma che siano anche funzionali e che instaurino una connessione», racconta Luca Nichetto. Una sintesi fra estetica e tecnologia perfettamente espressa in Easy Peasy.

Diverse superfici tattili

A caratterizzare Easy Peasy è, però, anche il mix di materiali diversi. La base dentro cui è alloggiata la sorgente luminosa a LED è in metallo. Il diffusore è in metacrilato e avvolto da una campana in vetro soffiato che filtra la luce. Una combinazione di superfici che crea piacevoli variazioni tattili, resa ancora più interessante dall’uso del colore. Quattro colori, per l’esattezza: Chestnut, Flamingo, Lagoon e Kelp.

Una lampada senza confini

Scultorea, interattiva e senza fili, dicevamo all’inizio. Easy Peasy è, infatti, una lampada portatile e ricaricabile che può seguirci in ogni ambiente. Dal salotto alla camera da letto, dalla zona pranzo al giardino. Per illuminare con stile ogni ambiente della casa oppure portare un tocco di design sul tavolo di un ristorante.

La batteria di Easy Peasy può essere ricaricata attraverso la presa micro-USB alla base, che contiene anche l’interruttore, la connessione per il cavo e un anello di gomma che ne aumenta la stabilità.

GUARDA ANCHE IL NOSTRO ARTICOLO SULLE LAMPADE PORTATILI E RICARICABILI

Coordinates è il nuovo sistema di illuminazione di Michael Anastassiades per Flos. Un progetto poetico ed essenziale, configurabile all’infinito.

Essenziale, versatile, poetica. È Coordinates, la collezione di lampade firmata da Michael Anastassiades per Flos. Un progetto in grado di creare un grande impatto visivo con un minimo tocco magico. Un’eleganza e un equilibrio che caratterizzano tutto il lavoro di Anastassiades.

Coordinates nasce come progetto custom per la dining room principale del celebre ristorante Four Season di New York, riaperto nel 2018 e ridisegnato dall’architetto paulista Isay Weinfeld. Da lì la collezione si è evoluta, offrendo oggi diverse soluzioni preconfigurate adatte per contesti residenziali e contract.

La precisione matematica di una griglia cartesiana

“Coordinates è un sistema di illuminazione composto da barre luminose orizzontali e verticali che formano strutture reticolari di varia complessità. Il sistema può essere facilmente adattato a seconda della diversa tipologia e grandezza degli ambienti”, spiega Michael Anastassiades.

Già, Coordinates è formata da barre di LED intrecciate che ricordano una griglia cartesiana, illuminata ed estesa in volumi tridimensionali. Un richiamo alla precisione matematica che rende il progetto estremamente rigoroso.

Un’ampia scelta di soluzioni

Coordinates è composta da un corpo in alluminio estruso, vestito con un’elegante finitura anodizzata color champagne, e da un diffusore bianco opale in silicone platinico.

La collezione propone numerose soluzioni preconfigurate. Tra le altre, quattro modelli di chandelier di diverse forme e dimensioni. E tre modelli a soffitto in due possibili lunghezze, che possono adattarsi sia a soffitti standard che molto alti.

Un modulo ripetibile, in versione sospesa o a soffitto, permette invece di realizzare installazioni scenografiche, ideali per i progetti contract.

A completare la serie una lampada da terra, formata da una semplice base rotonda e da due barre luminose verticali che, in fase di montaggio, possono essere rotate di 90°.

Insomma, un sistema di illuminazione elegante e flessibile che può illuminare diverse tipologie di ambienti. La magia dell’essenziale.

GUARDA ANCHE ARRANGEMENTS, IL PROGETTO FIRMATO DA MICHAEL ANASTASSIADES PER FLOS NEL 2018. 

La lampada Flowerpot di Verner Panton. La storia di una grande icona del design.

Una lampada simbolo di cambiamento. Parliamo di Flowerpot, la lampada disegnata da Verner Panton nel 1968. Una lampada rivoluzionaria per i materiali, per le forme, per i colori. Ma anche e soprattutto per l’idea alla base del progetto: creare un prodotto capace di emozionare. Un qualcosa di molto diverso da quanto facevano i designer danesi in quegli anni.

Come racconta Anders Michelsen, co-autore della monografia su Verner Panton, il grande designer danese “ha fatto qualcosa di completamente diverso, con materiali diversi e forme diverse, e non ha avuto paura di andare avanti per la propria strada”.

Nel design danese degli anni 50 e 60 il materiale di elezione era il legno, i colori naturali, le forme lineari e pulite. E l’obiettivo principale era la funzionalità dei prodotti. Form follows function. Era questa la prima regola da seguire. Una regola che rimane importante anche per Verner Panton, accompagnandosi però alla ricerca di emozioni e alla sperimentazione di nuovi materiali e colori.

Già, il colore è uno degli aspetti più importanti nei progetti di Panton. “La maggior parte delle persone trascorre la vita in una triste conformità grigio-beige, avendo paura dei colori”, racconta Panton. Un’osservazione che spiega bene il suo approccio al design. Panton ha, infatti, lavorato con degli psicologi per comprendere meglio il ruolo che il colore gioca nella creazione di un ambiente.

Flowerpot nasce in un anno di grandi cambiamenti

Se la lampada Flowerpot è rivoluzionaria nel contesto del design danese degli anni 60, si inserisce perfettamente nel più ampio quadro storico dell’epoca. Il 1968 è infatti l’anno in cui le rivolte studentesche a Parigi, Roma e negli Stati Uniti cercano di rovesciare i vecchi valori. L’anno in cui nasce il movimento dei figli dei fiori (Flower Power), basato su idee di pace, amore e armonia. L’anno in cui esce al cinema 2001: Odissea nello spazio di Stanley Kubrick, leggendario film di fantascienza in cui appare, tra l’altro, la sedia di Verner Panton. L’anno che precede il primo viaggio dell’uomo sulla Luna. Insomma, un anno di grandi cambiamenti.

Una lampada minimale ma giocosa

La lampada Flowerpot è costituita da due semisfere in metallo contrapposte (la superiore ha un diametro due volte più grande di quella inferiore), proposte in una vasta palette di colori. Il risultato è una lampada allo stesso tempo minimale ma giocosa, funzionale ma divertente. Una delle lampade più iconiche della storia del design.

Le novità 2020

Dal 2010 Flowerpot è prodotta dal brand danese &Tradition. La collezione comprende tre sospensioni, due lampade da tavolo e, dall’autunno 2020, anche una applique e una lampada portatile.

La Flowerpot portatile è in policarbonato per un uso anche outdoor, ha un cavo ricaricabile USB e un dimmer che permette di regolare la luce con tre intensità diverse.

La versione da parete era stata pensata da Verner Panton, ma mai messa in produzione prima d’ora. La lampada offre sia un’installazione standard che cablata. L’interruttore si trova alla base.

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Lampade outdoor di design? Ecco le più belle lampade da esterno con cui illuminare le vostre sere d’estate.


I confini fra indoor e outdoor sono sempre più fluidi. Ormai lo sappiamo bene. Che si tratti di un giardino, di un terrazzo o anche di un piccolo balcone, il desiderio è sempre e solo uno: progettare gli ambienti esterni con la stessa cura che riserviamo alla nostra casa.

Questo vale per l’arredamento, ma anche per l’illuminazione. La scelta delle lampade è, infatti, fondamentale per creare la giusta atmosfera in uno spazio verde. Tanto più in estate, quando cresce la voglia di organizzare cene all’aperto o feste a bordo piscina.


Come scegliere le lampade outdoor

Scegliere una lampada outdoor, però, non riguarda solo l’estetica. Le lampade da esterno devono essere realizzate con materiali resistenti alle intemperie, all’umidità, ai raggi UV e agli sbalzi di temperatura. E devono essere versatili, per adattarsi ad ambienti privi di soffitti e dove spesso scarseggiano le prese elettriche.

Quale tipologia di lampada outdoor scegliere? Non c’è una risposta univoca. Per fortuna, ci sono possibilità per ogni gusto ed esigenza: dalle lampade da terra alle luci segna percorso, dalle lampade portatili e ricaricabili alle soluzioni per le facciate degli edifici.

Ecco la nostra selezione. Di design, ovviamente.


LAMPADE OUTDOOR DI DESIGN


Caule, Flos

Caule è il nuovo progetto firmato da Patricia Urquiola per Flos. Una collezione di lampade outdoor semplice ma allo stesso tempo con un forte carattere. La forma si ispira a un fiore. Proprio come lo stelo di un fiore, lo stelo di Caule è sottile e flessuoso inserendosi all’esterno in modo del tutto naturale.

La collezione è disponibile in diverse altezze e configurazioni. Tutte le versioni assicurano un alto comfort visivo grazie alla posizione arretrata della sorgente. L’uso di lenti dedicate controlla l’emissione della luce, evitando l’abbagliamento diretto. (flos.com)


Gople Outdoor

Gople, la lampada disegnata da Big per Artemide, diventa outdoor. Cuore del progetto è il diffusore in plastica, leggero e resistente, che si combina a differenti elementi per dare vita alle quattro versioni. Gople Outdoor può essere appoggiato liberamente, appeso tramite una corda da arrampicata oppure fissato su un palo, in due diverse altezze, da piantare direttamente nel terreno. Una lampada nomade che si inserisce negli spazi in totale libertà. (artemide.com)


Zoe, OLEV

Zoe è la lampada a LED disegnata da Lo Studio Mammini Candido. L’elegante motivo a foglie che decora la sottile asta in acciaio crea un effetto camouflage nella vegetazione. L’installazione è semplice e veloce e può avvenire direttamente sul terreno o mediante un massetto con viti di fissaggio sul pavimento. Bella da sola, dà il meglio di sé in composizione. (www.olevlight.com/)


Milk, Ethimo

Un contenitore del latte? No, una lanterna dallo spirito nomade. Parliamo di Milk, la lampada outdoor firmata da Emmanuel Gallina per Ethimo. Un oggetto ironico che richiama il latte sia nel nome che nel design. Ma anche un complemento molto versatile. La lampada può essere, infatti, appoggiata su un piano oppure lasciata sospesa, rivelandosi utile per qualsiasi esigenza.

Milk è realizzata in vetro sabbiato, teak e cuoio, ed è alimentata a energia solare, ibrida e connessa. La luce che emana è calda e soffusa. Perfetta per chi cerca una soluzione originale con cui illuminare il proprio terrazzo o giardino. (www.ethimo.com)


JOY, MYYOUR

Una lampada simile a un gioiello. È JOY, la nuova lampada outdoor di MYYOUR. Una piantana dalla forte personalità, realizzata con materiali preziosi e insoliti per il mondo dell’outdoor. Al diffusore in Poleasy®, il materiale 100% riciclabile brevettato da MYYOUR, si abbinano infatti una base in marmo e un sinuoso stelo in metallo con finitura rame. Un eclettico mix di forme e materiali che prende ispirazione dal mondo della gioielleria. Le perle in Poleasy sono dotate di differenti supporti che permettono di adattare la lampada a diverse funzioni. (myyour.eu)


BONBORI, BROKIS

BONBORI è la prima lampada outdoor di BROKIS. Il progetto, firmato dalla designer giapponese Fumie Shibata, si ispira alle lanterne di carta utilizzate durante i festival annuali della raccolta del riso in Giappone. La somiglianza con la tradizionale lampada Bonbori è ottenuta grazie al diffusore in vetro soffiato a mano, realizzato con più strati di vetro.

Bonbori si compone di una base in acciaio inossidabile laccato a polvere, un diffusore in vetro trasparente o opalino e una sorgente a LED, che emana una luce morbida e delicata. I materiali sono resistenti alle intemperie e a temperature sotto lo zero. (brokis.cz)


Otto, Oluce

Otto di Oluce è una lampada segna percorso dalle forme avvolgenti. La base è composta da un sottile disco, da cui si alza uno stelo cilindrico, che regge una semisfera regolabile con luce a LED. Il diffusore riesce a orientare il fascio luminoso in diverse direzioni, grazie a un meccanismo che ne permette l’inclinazione. Un oggetto estremamente versatile che porta la firma di Federica Farina. (www.oluce.com)


Cone, EMU

L’iconica abat-jour degli anni ’50 si sposta all’esterno. Possiamo riassumere così Cone, la collezione di lampade outdoor disegnata da Chiaramonte-Marin per EMU. Un classico dell’illuminazione indoor che è stato reinterpretato con materiali moderni. Cone è disponibile in quattro varianti: due lampade da terra e una versione da tavolo, tutte ricaricabili, una a sospensione e una a braccio, dalle dimensioni generose. (www.emu.it)


O, Artemide

Da spenta incornicia la natura. Da accesa emette una luce morbida, che può essere gestita con sensori e una App per evitare gli sprechi. Parliamo di O, la collezione firmata da Elemental per Artemide nel 2018. Una linea di lampade outdoor essenziale come il suo nome, che si integra con discrezione in qualunque spazio esterno. O è proposta in una versione da terra e da sospensione, ed è disponibile con due diametri: 90 cm. e 45 cm. (artemide.com)


Acquaglobo, SLIDE

Una lampada a cui piace galleggiare nell’acqua. È Acquaglobo, la lampada outdoor di SLIDE. Realizzata in polietilene con plastica 100% riciclabile, Acquaglobo può essere accesa anche quando è in acqua creando ambientazioni suggestive nelle piscine. La nuova versione senza cavi fa di Acquaglobe la prima lampada stagna totalmente portatile di SLIDE. (slidedesign.it)


Wind, Vibia

Imponente ma allo stesso tempo leggera. Ecco in breve Wind, la lampada da esterno disegnata da Jordi Vilardell per Vibia. Perfetta sintesi fra tecnologia e tradizione, Wind ha un paralume a tamburo in fibra di vetro intrecciata a mano, che filtra la luce con le sue aperture ariose. Simile a una lampada da salotto, è perfetta per creare un’atmosfera accogliente in giardino o terrazzo. Wind è disponibile nelle versioni a sospensione e da pavimento, in tre diversi formati e in tre colori: verde, marrone e rosso ocra. (www.vibia.com)


Origine, Davide Groppi

La luce ridotta alla sua essenza. Origine è una delle novità 2020 di Davide Groppi. Come un germoglio che emerge dalla terra e si slancia verso il cielo, Origine sembra raccontare la spinta dell’uomo di fronte all’universo (origine deriva dal latino “origo”, inizio, nascita, fonte).
Disponibile sia nella versione outdoor che indoor, negli esterni il progetto è pensato per illuminare le facciate degli edifici privati. Una luce d’ambiente discreta, grafica ed elegante.(ww.davidegroppi.com)


Solare, Unopiù

Solare è una delle novità 2020 di Unopiù. Una lampada outdoor senza fili che può seguirci ovunque siamo. Il corpo è proposto in diversi materiali: teak, alluminio, acciaio inossidabile AISI 304 o corde sintetiche in polipropilene di diversi colori (blu, mostarda, salmone). La fonte luminosa è a LED a pannelli solari ricaricabili (con cavo USB o luce solare) a intensità regolabile. (www.unopiu.it)


Mini Mini, Zavaluce

Una fonte luminosa discreta che si mimetizza alla perfezione nell’ambiente naturale. Mini Mini è la collezione di lampade outdoor disegnata da Franco Zavarise per Zavaluce. Il cuore del progetto è nell’esile stelo in finitura ramata, che permette di dare a Mini Mini l’inclinazione desiderata. Una lampada piccola ma brillante come una stella nel cielo. (zavaluce.it)


LaFlaca, Marset

Un po’ lampada, un po’ divisorio. Già, LaFlaca, la linea di lampade outdoor disegnata da Christophe Mathieu per Marset, è perfetta per “separare” gli ambienti con la luce. LaFlaca è composta da una struttura in metallo, un diffusore in tessuto e una fonte luminosa a LED. Ed è disponibile in tre misure e in diverse forme geometriche: rettangolo verticale, rettangolo orizzontale, quadrato. (marset.com)


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Tavolo con Ruote e la lampada Parola di Gae Aulenti compiono 40 anni. Per il compleanno delle due icone, FontanaArte lancia una riedizione speciale.

Tempo di festeggiamenti in casa FontanaArte. Tavolo con Ruote e la lampada da tavolo Parola di Gae Aulenti compiono 40 anni. Due icone del design a cui l’azienda rende omaggio con una edizione limitata di 400 pezzi, numerati, personalizzati e serigrafati.

Tavolo con Ruote

Top in vetro, ruote industriali. Sono questi gli ingredienti di Tavolo con Ruote, il tavolino da salotto disegnato da Gae Aulenti nel 1980. L’idea nasce da un carrello industriale per il trasporto dei vetri, impiegato nella sede di FontanaArte. Nel progetto di Gae Aulenti, però, il piano in legno del carrello industriale viene sostituito con una lastra di vetro molato, simbolo della storia produttiva di FontanaArte, a cui sono fissate ruote industriali a movimento libero.

Una sorta di ready-made, dove un oggetto di uso comune viene decontestualizzato assumendo una nuova funzione. Il risultato è un tavolino dalla doppia anima, elegante e informale allo stesso tempo. Un classico straordinario nella sua semplicità, alla base di un altro tavolino su ruote disegnato dalla stessa Gae Aulenti: Tour. Un progetto del 1993, dove le ruote industriali cedono il passo a quattro ruote di bicicletta.

Per la riedizione limitata del 2020 le iconiche ruote industriali del tavolo di Gae Aulenti sono proposte in metallo zincato bianco. Il piano in vetro temperato e molato è invece personalizzato e numerato.

Lampada Parola

La lampada da tavolo Parola è progettata da Gae Aulenti insieme a Piero Castiglioni sempre nel 1980. Si tratta di una perfetta sintesi fra artigianato, industria e design. All’interno della lampada convivono, infatti, tre tipologie e lavorazioni del vetro: soffiato, naturale e cristallo naturale.

A comporre la lampada Parola una sfera opalina, forata nella parte superiore, uno stelo concavo trasparente che accoglie il filo e una base circolare spessa ma eterea.

La limited edition della lampada Parola ha il diffusore in vetro bianco opalino e la base in vetro personalizzata e numerata.

Il Tavolo con Ruote e la lampada Parola sono entrambi accompagnati da un certificato di autenticità, personalizzato a mano con il numero dell’edizione limitata.