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È tutta italiana la prima urban E-Bike “autarchica” di serie, la bicicletta elettrica ricaricabile grazie a pannelli solari integrati.

Si chiama Leaos Solar ed è pensata per un uso medio giornaliero di circa 30 km: entro questa distanza, infatti, Leaos è completamente autarchica, cioè indipendente dalle fonti energetiche tradizionali e non serve attivare la ricarica solare.

Un display mostra l’energia generata e lo stato della batteria e se l’energia solare non dovesse essere in quantità sufficiente, si può facilmente passare alla carica da fonti di energia tradizionali.

Oltre che per tecnologia, la bicicletta Leaos si distingue anche per il suo design e per la sua ampia possibilità di personalizzazione come gli inserimenti in legno, cuoio e gli accessori studiati appositamente, come le borse e il casco. La struttura è “Carbon Monocoque”, con integrazione di tutti i componenti tecnici nel corpo in carbonio. Dotata di cambio automatico, raggiunge la velocità massima di 45 km/h. Leaos è disegnata e completamente realizzata a mano in Italia.

www.leaos.com

NEST SHELF: lo scaffale espandibile di NENDO

 

Il London Design Festival è appena partito e proprio lì lo studio giapponese Nendo ci stupisce ancora una volta con Nest Shelf, uno scaffale scorrevole che ha la particolarità di raddoppiare la sua larghezza, dando all’utente la possibilità di scegliere la dimensione più consona all’occasione.
Basta tirare un lato all’esterno e la libreria, come per miracolo, si allunga a seconda delle necessità. Quando non serve più, si chiude e torna a occupare uno spazio minimo.

Nest shelf è realizzata con pareti verticali in fogli in fibra di carbonio rinforzata, mentre i ripiani orizzontali sono costituiti da un sistema alveolare sintetico, completato da un leggero strato di legno di larice.

L’effetto complessivo è di leggerezza e di versatilità, con misure che variano attraverso semplici gesti, da 65 cm a 130 cm e scomparti cubici

www.nendo.jp

FONTANOT: LA NUOVA FRONTIERA DELLE SCALE HI-TECH

Fontanot è un marchio leader per il settore delle scale di design: in particolare, l’azienda sta prendendo una forte specializzazione nell’ambito contract, dove ha avuto un ruolo da protagonista in progetti dal respiro internazionale come le realizzazioni di Porta Nuova a Milano – il Bosco Verticale dello studio Boeri Associati, Unicredit Pavillion di Arata Isozaki – ma anche in Corea e Stati Uniti.

Due le caratteristiche principali di questo department dell’azienda, secondo la Communications Director Laura Fontanot e anche secondo l’Head of Contract Benoit Di Franco: innovazione e customizzazione. Innovazione, perché ogni progetto è studiato nel dettaglio e sviluppato nell’ottica di un’evoluzione del design e un’avanguardia nell’utilizzo dei materiali; customizzazione, perché ogni scala è adattata alla costruzione che la ospiterà e alle esigenze del cliente.

Un esempio di questa forte volontà di rottura e superamento delle regole costituite è data dai prototipi realizzati per l’esposizione a My Place, lo spazio di condivisione Fontanot nel cuore del capoluogo milanese: la scala in fibra di carbonio Tema e la leggera scala Origami. La prima è la massima espressione tecnologica nel panorama delle scale modulari: realizzata in fibra di carbonio, è un derivato della progettazione aeronautica. La linea originale dà origine a incredibili effetti visivi e la scala può anche essere integrata con un sistema di illuminazione a LED, che ne amplifica l’impatto.

Altra importante caratteristica è l’adattabilità a qualsiasi progetto architettonico: questo, grazie al suo essere autoportante e all’ingombro a terra minimo. La somiglianza con una spina dorsale la rende unica: una struttura armoniosa, che prende spunto dall’opera d’arte perfetta, il corpo umano, nella fattispecie lo scheletro.

Per dare l’idea delle prestazioni di questa scala, basta dire che ogni singolo elemento/gradino pesa solo 10 kg e che la struttura resistente a carichi di ben 600 Kg/mq.


Altro prototipo installato a My Place è l’eterea scala in acciaio verniciato “total white”, che ricorda un origami, progetto degli ingegneri Gioia e Pierdominici: la leggerezza e l’ingegno dell’arte giapponese di piegare la carta per creare forme nuove e in movimento trova la sua massima espressione architettonica in questo pezzo unico.

Lo sviluppo del prototipo è circolare, ma la scala può in realtà essere adattata ad un qualsiasi sviluppo planimetrico, così come ringhiera, corrimano e rivestimenti possono essere progettati di volta in volta a seconda delle diverse soluzioni planimetriche.

http://it.fontanotcontract.com

 

Si chiama Orbits Clock e probabilmente si ispira alle immagini della fantascianza. Si tratta di un insolito orologio a parete, disegnato da studio Ve (che nella propria produzione ha diversi orologi) nel quale le lancette si trasformano in 3 circoli orbitanti che ruotano incessantemente, con il loro lento movimento, a segnate il tempo che scorre.

Le sottili lancette sono realizzate in fibra di carbonio e pesano pochissimi grammi, un materiale che dona a Orbits la sua caratteristica immagine di leggerezza e di ariosità

Fughiamo l’ultimo dubbio: il tempo è segnato dal lato più lungo di ogni lancetta.

 

www.studiove.com

Luno Armchair è una poltrona-scultura creata dall’artista designer coreano Il Hoon Roh e realizzata in una limited edition di soli 10 esemplari. Luno, che in latino significa “io curvo” è una seduta reticolare la cui struttura è realizzata in stringhe di fibra di carbonio tessute a mano ed è un’estensione della collezione Rami, di cui avevamo già parlato su Design Street. Luno nasce da alcuni esperimenti del designer che cercava delle possibili soluzioni per sedute esili e resistenti. Così è arivato a questa forma che sembra fluttuare priva di peso e che mostra una tessitura curvata in modo morbido e naturale, oltre che assolutamente comoda e accogliente. Per realizzare la curva di Luno è stata usata una tramatura dalla forma esagonale sulla superficie delle fibre di carbonio, che sono state intrecciate fino alla base in metallo. www.ilhoon.com

Hexa è una seduta prodotta da Mast Elements, azienda lombarda specializzata nella lavorazione della fibra di carbonio, e disegnata dal Sabino Ferrante, fondatore di Studio Ferrante Design. Non si tratta della solita sedia in quanto Hexa è progettata in fibra di carbonio e acciaio, due materiali che insieme assicurano al prodotto grande resistenza e leggerezza. Hexa fa parte della collezione Elements 3.0, una linea di oggetti dal design minimale presentata al recente Salone del Mobile di Milano 2014. La struttura, costituita peraltro da un unico elemento di acciaio cromato, diventa al tempo stesso gamba di sostegno e bracciolo. Le linee spezzate che caratterizzano i braccioli e la forma dello schienale ricordano idealmente un esagono, in inglese Hexagon, da cui la seduta prende il nome. www.mastelements.com

Lhamp è un a lampada che unisce una forma semplice, rassicurante e ispirata alla natura, ad un materiale estremamente tecnologico come la fibra di carbonio.

L’idea è di due giovani pugliesi, un designer e un manager che hanno pensato di unire tradizione e innovazione in questo progetto, utilizzando un materiale inusuale per una lampada, sagomato e illuminato da una luce a LED bianca. Ultimo tocco di calore, il cavo rivestito in tessuto colorato. La lampada, ordinabile online, è completamente personalizzabile dato che il cliente può decidere la forma, il colore e la tonalità del cavo.

Per info, [email protected]

 

 

Nato da una costola di Asobi, nota società di consulenza creativa specializzata in design con base a Lubiana, il  marchio Tokio si distingue per la realizzazione di prodotti che si caratterizzano per le linee pulite ed eleganti, e un certo tocco giocoso. Sperimentando diversi materiali, Tokio propone una collezione variegata di complementi d’arredo, ciascuno dei quali caratterizzati da un’idea forte e di carattere.

Curiosa e a suo modo intrigante è la lampada modulare a LED in fibra di carbonio, pezzo che fa il suo debutto con la prima collezione di Tokio. Lieve, non solo per il materiale scelto, la fibra di carbonio, ma per quel suo disegno dalle linee sottili e allungate, che nell’immaginario rimanda ad un singolare organismo vivente arrivato direttamente dai profondi fondali oceanici o dallo spazio, Carbon Light è una piccola meraviglia della tecnologia.

La sua struttura, completamente modulabile, presenta diversi punti luce con lampade a LED da 6W di varia grandezza; nei differenti modelli proposti, Carbon Light è disponibile nel modulo base con due LED, fino alla struttura più complessa che presenta dodici punti luce – e le dimensioni di 4410 mm di lunghezza x 1300 mm di larghezza -,  ma su richiesta sono possibili soluzioni personalizzate. Particolare anche l’attacco al soffitto, che riprendendo le linee morbide della lampada, ricorda in tutto la foggia scolpita di un bel sasso.

www.tokiotokio.com

www.asobi.si