Palazzo Rhinoceros: il progetto di Jean Nouvel per Fendi

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Il Palazzo Rhinoceros di Jean Nouvel per Palazzo Fendi

È solo dalla fine del 2018 che Palazzo Fendi (che, tra l’altro, è anche il nome dell’omonima fragranza) ha trovato una nuova identità: Palazzo Rhinoceros.

Palazzo Rhinoceros è uno spazio polivalente aperto alla città. Oltre ad essere la sede della Fondazione Alda Fendi Esperimenti, sarà un hub di 3.500 mq animato da mostre d’arte, teatro, multimedialità, actions dove le persone possono trarre le ispirazioni più disparate.

La struttura preesistente del Palazzo Rhinoceros era costituito da un complesso di 3 case popolari di proprietà comunale. Gli edifici nuovi, un affascinante labirinto di corridoi, cortili interni, scale, ascensori, sono stati pensati come una sorta di rifacimento della città imperiale. L’obiettivo dichiarato è quelli di far diventare questo spazio recentemente inaugurato “un motore di creatività che farà nascere qui una città dell’arte”.

Un vasto programma di mostre (gratuite!)

Molte sono le dichiarazioni lasciate da Alda Fendi e da Jean Nouvel, l’archistar che ha firmato il progetto di Palazzo Rhinoceros. Con la piena consapevolezza che “l‘arte è vita”, l’imprenditrice ha voluto onorare Roma con un messaggio concreto e dal forte impatto. L’arte, continua Alda Fendi, è un bene imprescindibile che deve essere accessibile a tutti; deve sapere emozionare e coinvolgere il più possibile. Per questa ragione ha voluto che tutte le mostre fossero gratuite.

Il visitatore vivrà una serie di “full immersion” dedicate ai più grandi artisti: si incomincia con Michelangelo Buonarroti di cui, nella sezione Esperimenti, si possono visitare la celebre scultura “L’Adolescente” e la mostra  “Le visioni architettoniche fiorentine e romane”, entrambe fino al 10 marzo 2019.

Per avere maggiori informazione sulle mostre ospitate nel Palazzo Rhinoceros, si può visitare il sito della Fondazione Alda Fendi

I ristoranti e la terrazza

Per ammirare il panorama di Roma dall’alto non perdetevi la splendida terrazza con vista sul Foro Boario, sul Palatino e sui tetti della città, con le sue cupole e i suoi campanili. Nell’esclusiva zona ristoro è possibile gustare la cucina franco-russa di Caviar Kaspia (dello chef Giovanni Giammarino) e la fusion-orientale di Zuma.

La terrazza è aperta a tutti. Si può salire liberamente e bere un drink godendosi lo strepitoso panorama di Roma. Da qui si possono anche ammirare le più ricercate installazioni di lighting che illuminano la capitale. Come quella che illumina l’Arco di Traiano, ideata da Vittorio Storaro con la figlia Francesca e l’installazione Virtus And Fortuna di Raffaele Curi, proiettata sul colle Palatino. 

Ospitalità a Palazzo Rhinoceros? The Rooms of Rome!

Sarà anche possibile soggiornare nel Palazzo Rhinoceros e vivere un’esperienza unica, da ricordare per sempre. Il progetto The Rooms of Rome mette a disposizione del pubblico 24 residenze, pensate più come appartamenti temporanei che come camere d’albergo.

Ogni appartamento, dotato di bagno, cucina, zona living e zona notte con armadi, è pensato per dare agli ospiti il massimo comfort e la massima indipendenza. Le residenze di The Rooms of Rome sono una diversa dall’altra e sono state tutte curate dall’Atelier Nouvel. Sono tutte arredate con uno stile minimale, con mobili di design e con un’atmosfera lasciata un po’ decadente. I vecchi muri dai mattoni a vista, gli intonaci scrostati, i pavimenti originali lasciano trasparire la storia autentica del Palazzo.

Per tutti coloro che decideranno di pernottare presso The Rooms of Rome, non mancheranno intrattenimenti vari, tra cui showcooking, visite private e trattamenti dedicati al tema della bellezza.

Per chi volesse pernottare a Palazzo Rhinoceros (il costo parte da €359 a notte) il sito da visitare è: The rooms of Rome.

«Un safari dell’anima dai bagliori di porpora nella savana africana. Rifugiati attoniti con remoti inconsci. Una stele di Rosetta risolta tra il trabordare del Tevere, Roma e i popoli del mondo a lei assoggettati. Assecondando Svetonio e Ammiano Marcellino.

Essere in sintonia con le geometrie del tempo con un occhio vigile sui porti bloccati di ogni epoca. Con i cromatici inganni del nero. Del bianco. Ritornare alla porta del Palatino per l’incontro fugace con chi sancisce – immutabile – gli ordini del tempo.

Ritornare docili. Riassumere la storia. Impensabile? È la stessa volontà che, in esempi socratici, lambisce la nostra anima contemporanea. Contemporanea?

 

 

 

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