Un progetto fra tradizione e contemporaneità. Ecco il Grand Hotel Cervino, il cinque stelle immerso nella natura disegnato da Mariapia Bettiol in collaborazione con Concreta e VICO.

Creare una continuità tra ambienti interni e spazi esterni. È stato questo il punto di partenza del Grand Hotel Cervino, l’albergo cinque stelle progettato dall’architetto Mariapia Bettiol in collaborazione con l’interior contractor Concreta e l’impresa di costruzioni VICO. Un hotel di lusso realizzato in tempi record (solo 13 mesi nonostante i rallentamenti causati dalla pandemia), in cui protagonista assoluta è la natura.

Costruito su un’area un tempo occupata da un’autorimessa, il Grand Hotel Cervino si articola in tre volumi di legno e vetro appoggiati su un basamento in pietra. Una struttura perfettamente integrata nel paesaggio che ricorda un villaggio di montagna, di cui sono state riprese le forme attualizzandole.

Un hotel costruito in tempi record

Eccettuati i seminterrati in cui è stato usato il cemento, tutte le pareti e i solai del Grand Hotel Cervino sono realizzati con X-Lam di Wood-Beton. Un sistema costruttivo basato sull’utilizzo di pannelli in legno massiccio, incrociati e incollati, che vengono prefabbricati in stabilimento, riducendo così i tempi di posa. Una riduzione delle tempistiche che ha riguardato anche i bagni, realizzati come unità singole e inseriti nella struttura già arredati durante il montaggio dei singoli piani.

Un gioiello rustico impreziosito da materiali pregiati

Il Grand Hotel Cervino comprende 60 camere dalle dimensioni compatte, in cui si respira una calda atmosfera di montagna. Merito del monte Cervino che nelle suite appare incorniciato dalle finestre come un quadro. Ma anche merito dell’ampio utilizzo del legno, materiale tradizionalmente associato alle case e agli hotel di montagna. “La presenza del legno in montagna è fondamentale per creare e conservare un’impressione di calore con un taglio tradizionale e moderno di montagna”, afferma per l’appunto l’architetto Mariapia Bettiol.

Invece, negli spazi comuni e nelle aree wellness prevale un carattere moderno, anche grazie alle ampie vetrate che fanno entrare le montagne nell’hotel. Nello spazio wellness l’architetto ha puntato sui contrasti, integrando il marmo con il legno: “L’idea è quella del gioiello, ovvero di impreziosire l’oggetto che poteva essere rustico con materiali lussuosi e di pregio”, spiega ancora l’architetto Bettiol. “Questo percorso lo si ritrova nello spazio piscina, dove un gioco di specchi e la doppia altezza dell’ambiente che si compenetra nel ristorante creano giochi di luce, con la sensazione che lo spazio si perda a vista d’occhio”.

Giochi di luce che animano anche il ristorante, con la sola eccezione di una saletta rivestita in legno affacciata sul bosco. Un ambiente intimo pensato per chi non vuole rinunciare al calore della stube.

Gli spazi esterni si sviluppano sia sul fronte sia sul retro dell’edificio. Gli ambienti outdoor più vissuti sono le ampie terrazze a destra e a sinistra del ristorante. Le aree verdi permettono di tornare dal piano terra al primo piano seminterrato a livello del parcheggio, con un accesso esterno diretto alla reception e al ristorante.

 

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Una laurea in Lettere Moderne e un amore sconfinato per il design. Mi occupo di comunicazione digitale, creando contenuti testuali per agenzie di comunicazione, studi di design e aziende di arredamento.

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