DOMUS 1000! Mille numeri del giornale fondato da Gio Ponti

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DOMUS 1000! Mille numeri del giornale fondato da Gio Ponti

Sono stato recentemente alla presentazione, in Triennale, del numero 1000 di Domus, la rivista dedicata all’architettura e al design fondata nel lontano 1928 da Gio Ponti.

Un traguardo che a me pare straordinario e commovente al tempo spesso di cui l’Italia intera deve essere orgogliosa; non solo il mondo del giornalismo e dell’editoria, dell’architettura e del design.

1000 numeri sono tantissimi… Per dare delle cifre, corrispondono a 140.000 pagine, 270.000 fotografie, 60.000 tra disegni e schizzi, 12.000 autori che vi hanno scritto.

Un evento che non potevo perdermi, vista la mia storia che per quasi vent’anni ha incrociato la storia di un altro storico mensile di interior Design: LA MIA CASA, fondato nel 1968, che ho avuto il piacere e il privilegio di dirigere ininterrottamente per 14 anni, dal 1997 al 2011.

La storia di Domus

Quella di Domus è una storia bellissima che racconta quasi 100 anni di creatività e stile; stile italiano, ma non solo.

Il primo numero di Domus esce il 15 gennaio 1928 ed è sottotitolato: “Architettura e arredamento dell’abitazione moderna in città e in campagna”.  Allora non si occupava solo di architettura, ma anche di quella che allora veniva chiamata “arte della casa” (oggi la chiameremo interior design…), il giardinaggio e la cucina. Lo stesso fondatore, l’architetto Gio Ponti, sottolinea l’importanza dell’estetica e dello stile nel campo della produzione industriale.

L’anno successivo alla fondazione, la rivista viene rilevata da un giovanissimo editore marchigiano, il ventitreenne Gianni Mazzocchi, fondatore della casa editrice Editoriale Domus che tuttore è di proprietà della famiglia (con la figlia Giovanna) e che pubblica ancora oggi il mensile Domus.

In 88 anni di vita, alla direzione di Domus si sono alternati diversi direttori. A partire dallo stesso Ponti che ha guidato la rivista quasi ininterrottamente per 45 anni fino al 1979, quando lascia la direzione a Alessandro Mendini.

Nel 1985 Domus viene diretta per un anno da Lisa Ponti, figlia del fondatore, dopodiché si susseguono altri grandi architetti internazionali: Mario Bellini, Vittorio Magnago Lampugnani,  François Burkhardt, Deyan Sudjic, Stefano Boeri, Flavio Albanese, di nuovo Alessandro Mendini, poi il giovane Joseph Grima fino all’attuale direttore Nicola di Battista

Domus 1000

L’editrice Giovanna Mazzocchi, per questo speciale Domus 1000 ha voluto non solamente celebrare un evento tanto importante, ma ha riunito gli ultimi 9 direttori, con la curatela di Fulvio Irace e la supervisione grafica di Italo Lupi, in un inedito progetto a più mani: 260 pagine realizzate in maniera corale da 9 direttori, 9 art director e 11 autori.

Il risultato è un caleidoscopio di visioni, linguaggi e suggestioni contemporanee che non perdono però mai d’occhio una visione futura del design e dell’architettura. Il numero di Domus 1000 si completa con una selezione, a cura di beppe Finessi, delle 100 icone del design italiano.

Completa l’offerta un meraviglioso allegato di 90 pagine, un volume curato da Marco Romanelli e Manolo De Giorgi che racconta le 20 esposizioni internazionali che la Triennale di Milano ha promosso a partire dal 1923. Le fonti iconografiche, ovviamente sono tratte dai ricchissimi archivi di Domus e della Triennale.

Un regalo che anticipa l’attesa XXI Triennale che Milano inaugurerà il prossimo 2 aprile.

 

 

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