I divani di design per i lavoratori nomadi

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Ecco i divani di design per i lavoratori nomadi proposti ultimamente dai più grandi brand italiani e internazionali.

divani per lavoratori nomadi

I mobili per ufficio tradizionali stanno scomparendo? I divani di design per i lavoratori nomadi si sostituiranno alle scrivanie? Sembrerebbe proprio di sì, a giudicare dagli ultimi trend in atto nel mondo dell’arredamento. D’altronde, ormai sono tantissime le persone che hanno abbandonato i luoghi di lavoro tradizionali, svolgendo le proprie attività in casa oppure in bar e spazi di co-working. Già, oggi il lavoro è nomade e i confini fra uffici, case e spazi pubblici sono sempre più sfumati. È dunque naturale che anche gli arredi siano partecipi di questa rivoluzionerispondendo alle mutate esigenze dei nuovi nomadi digitali.

La rivoluzione degli spazi di lavoro protagonista al Salone del Mobile e a Maison et Objet

I cambiamenti degli spazi di lavoro verranno raccontati dal Salone del Mobile 2019, dove le aziende espositrici di Workplace 3.0 saranno presenti in modo trasversale in tutta l’area fieristica, riflettendo la trasformazione dei luoghi di lavoro in ambienti liquidi.

I nuovi luoghi di lavoro saranno anche al centro della prossima edizione di Maison et Objet (6-10 settembre 2019) dove, in una zona dedicata di circa 1000 mq, verrà mostrata una selezione di arredi e oggetti pensati per creare un ambiente di lavoro personale e accogliente.

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La scrivania perde centralità. I nuovi protagonisti degli spazi di lavoro sono i divani

Come hanno detto i designer Edward Barber e Jay Osgerby, a proposito del divano per nomadi digitali che hanno firmato per Vitra: “Oggi molto spesso si lavora nelle lobby degli hotel o nelle caffetterie. Di conseguenza, la scrivania non è più il centro della nostra vita lavorativa. È un archetipo che sta scomparendo”.

Ebbene sì, le scrivanie non sono più il punto focale degli ambienti di lavoro. Oggigiorno la tendenza è quella di creare spazi di lavoro caldi e dalla forte personalità. Luoghi di lavoro sempre più simili a case dove i grandi protagonisti sono i divani.

Già, dotati di collegamenti elettrici, piani di lavoro e schermature per la privacy, i sofà sono diventati l’arredo più adatto ai lavoratori nomadi. Lo confermano le numerose proposte lanciate di recente dai più grandi brand di design. Da Vitra a Fritz Hansenpassando per gioiellini del Made in Italy come Manerba, le poltrone e i divani di design per i nomadi digitali, infatticerto non mancano.

Ecco i nostri preferiti!

Le poltrone e i divani di design per i lavoratori nomadi

Plenum, Fritz Hansen

Plenum, il sistema di divani firmato da Jaime Hayon per Fritz Hansen, è una perfetta sintesi di funzionalità ed estetica. Tratti distintivi del sofà sono: lo schienale alto e avvolgente, che permette di ritagliarsi la giusta privacy nei luoghi pubblici, e la presenza di una presa di corrente e due porte USB per ricaricare i device.

Disponibile con seduta a 1, 2 o 3 posti, e in un’ampia gamma di tessuti e colori, Plenum risulta un divano molto versatile, adatto a varie tipologie di ambiente.

A completare il progetto di Hayon, anche una serie di tavolini, che possono essere agganciati o meno al sofà.

Soft Work, Vitra

Soft Work è la serie di divani per i lavoratori nomadi disegnata da Edward Barber e Jay Osgerby per Vitra. Una piattaforma molto flessibile perfetta sia per il lavoro individuale sia per quello in team.

A comporre il progetto: sedute ergonomiche, tavolini, prese di corrente e stazioni di ricarica. I tavolini e le sedute possono essere accostati o messi da parte a seconda delle necessità, mentre l’aggiunta di pannelli divisori garantisce ai nomadi digitali la massima concentrazione.

BOB Job, Blå Station

BOB Job, il sistema di divani progettato da Stefan Borselius e Thomas Bernstrand per Blå Station, è la soluzione ideale per un ambiente di lavoro informale e creativo. Il suo numero infinito di configurazioni lo rende, infatti, adatto alle più svariate funzioni.

Oltre ai confortevoli divanetti, BOB Job comprende scaffali per libri e documenti, piani di lavoro e divisori imbottiti utili a garantire la giusta riservatezza nel caso di conversazioni private o di meeting di lavoro.

Undecided, Manerba

I rumori nei luoghi pubblici rendono difficile il lavoro? Undecided, la linea di divani modulari firmata da Raffaella Mangiarotti e Ilkka Suppanen per Manerba risponde a questo problema. Progettato con un coefficiente di assorbimento acustico pari all’85% delle frequenze vocali, Undecided è, infatti, perfetto per ritagliarsi un angolo dove lavorare in tutta tranquillità.

La collezione è configurabile all’infinito nei colori, in larghezza e altezza. Si può avere a 1, 2, 3 posti, con basi fisse o girevoli, con 2, 3 e 4 file di cuscini in altezza. In più, Undecided è dotato di una pratica presa per ricaricare i device e di una tasca in cui nascondere le batterie.

Focus Podseat, Zilenzio

Focus, la serie di divisori fonoassorbenti portatili creata da Note Design Studio per il brand svedese Zilenzio, si arricchisce con l’aggiunta del divanetto Focus Podseat. Già, in questo nuovo progetto il pannello fonoassorbente diventa lo schienale della seduta. Uno schienale alto e curvo che crea un’accogliente isola in cui lavorare.

A completare Focus Podseat c’è anche un piccolo tavolo integrato. Insomma, uno spazio di lavoro compatto e intimo che può essere accostato alla parete oppure posizionato al centro della stanza.

Kiik, Arper

Kiik, design di Ichiro Iwasaki per Arper, è un sistema modulare pensato per gli spazi di lavoro, le sale d’attesa e i campus universitari.

La collezione si compone di sedute con o senza schienale, tavolini di forma triangolare, circolare, quadrata e rettangolare, pouf e console in tre diverse altezze. Una varietà di combinazioni che, unita a un’ampia gamma di materiali e finiture, fa di Kiik un prodotto estremamente versatile. Per spazi di lavoro e condivisione cuciti su misura.

Biga, Luxy

Non ci sono solo divani di design per i lavoratori nomadi, ma anche poltrone. Un esempio è Biga di Luxy, un progetto che svela già nel nome il suo carattere. Il rimando è, infatti, alla biga degli Antichi Romani (il carro a due ruote, trainato da due cavalli, usato nelle corse).

L’idea alla base di Biga è di creare uno spazio intimo all’interno dell’ambiente di lavoro senza, però, isolarsi dallo stesso.

Biga è proposto in due altezze e in due versioni: una con ruote, proprio come l’antica biga dei Romani, che permette di spostare facilmente la poltrona. L’altra classica, con piedini.‎ Inoltre la poltrona può essere corredata da un piano d’appoggio per i notebook.‎

Eleven High Back Work, Alias

Eleven High Back Work è il divano per i nomadi digitali disegnato da Pearson Lloyd per Alias. Si tratta di uno spazio operativo informale e individuale concepito per i lavoratori contemporanei che trascorrono lunghe ore d’attesa nelle lounge degli aeroporti.‎

A caratterizzare Eleven High Back Work lo schienale alto e l’inserimento di un piano di lavoro, posizionato lateralmente alla seduta. Un divano dalle dimensioni compatte, con un perfetto equilibrio fra privacy e accorgimenti di sicurezza. Infatti, pur garantendo la riservatezza dei suoi fruitori, il modulo può essere ispezionato facilmente così da rientrare nelle normative di sicurezza applicate negli spazi pubblici.‎

Foto di copertina: Fritz Hansen.

Alessia Forte

Alessia Forte

Laureata in Lettere, mi occupo di comunicazione per aziende del settore arredo e design. Nel 2012 ho aperto Interior Break, un blog sull'interior design e l'arredamento, con un focus sullo stile scandinavo. Nel 2014 Interior Break è stato premiato come “migliore blog di arredamento”, per la categoria contenuti, nel concorso "IKEA Blog-In".

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