“ANOTHER TERRA / Home Away from Home” è una idea nata in un workshop del progetto IN-Residence di Torino. La ricerca parte dalla scoperta di una “super Terra” (come viene definita dagli astronomi) durante la missione Kepler; un pianeta cioè che orbita nella “zona abitabile” di una stella simile al Sole.

Il workshop concentrava la propria attenzione sul rapporto di interazione tra l’essere umano e gli oggetti che farebbero parte della sua quotidianità anche in un contesto “altro” da quello terrestre. Se, per scelta o per necessità, dovessimo immaginare una vita su un pianeta diverso dalla Terra, quali sarebbero le caratteristiche del “bagaglio a mano minimo” che ci accompagnerebbe nel viaggio attraverso le galassie e verso un corpo celeste con condizioni di abitabilità accettabili per l’uomo? Quali prestazioni sarebbero richieste all’unico “accessorio” ammesso in occasione del primo sbarco sul suolo del nuovo mondo?

Preferiremo dotarci di un “dispositivo” considerato utile, capace cioè di dare risposta ad un’esigenza funzionale specifica e ritenuta prioritaria, oppure di un elemento caratterizzato da un alto valore simbolico e magari connotato da una forte carica affettiva? E ancora, a quale valore o ideale, l’oggetto costruito dovrebbe dare espressione? Quale messaggio potrebbe trasmettere? Quale storia potrebbe raccontare?

Un tema straordinariamente affascinante!

I risultati sono stati esposti in una mostra, durante il Fuorisalone di Milano, presentati in una sequenza di “capsule” che, contenendo i singoli lavori dei designer, intendono rappresentare i vettori mediante i quali gli oggetti sono imballati e spediti verso il nuovo pianeta.

Senza voler fare torto a nessuno, citiamo solo alcuni dei progetti esposti in ANOTHER TERRA che ci sono particolarmente piaciuti:

Tomás Alonso porterebbe una selezione di utensili che potranno essere utilizzati dagli uomini per costruire nuovi manufatti.

FormaFantasma, ha pensato ad un vaso creato con un polimero naturale utilizzato verso la metà del diciannovesimo secolo per produrre piccoli oggetti stampati e diventato desueto con l’introduzione del petrolio, realizzato con gli escrementi di alcuni insetti che colonizzano gli alberi (gommalacca naturale) mescolati e sciolti insieme a polvere di legno di Sicomoro.

Jo Meesters, ha incorporato i semi di alcune piante in ciotole e recipienti realizzati pressando terra e rifiuti del nostro “attuale” habitat.

Lo Studio Besau-Marguerre ha creato un container da viaggio per le piante. Una “green bag.”

Anke Weiss ha pensato dei gioielli che raffigurano la rappresentazione astratta della posizione della Terra, con l’origine delle specie come primo punto di partenza.

Tutti I progetti sono visibili sul sito.

www.inresidence.it

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