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La grammatica della linea. Mario Gottardi architetto e designer.

Prendiamo spunto da una recente mostra, ospitata nella galleria IDEA4MI di via Lanzone 23 a Milano, per parlare di una figura di spicco nel mondo culturale milanese: Mario Gottardi.

Chi era Mario Gottrardi?

Mario Gottardi, 1913-2004, architetto, designer e docente, è stato un colto e brillante professionista, molto attivo tra Venezia e Milano a partire dal dopoguerra fino ai primi anni 90.

La recente iniziativa del figlio Giorgio con Caterina Comi e Paola Maria Gianotti, ha avuto il merito di portare a conoscenza di un pubblico (anche non solo di addetti ai lavori), una parte significativa dell’opera di Mario Gottrardi fatta di foto, disegni e modelli dell’epoca. La mostra ospitava infatti un’ampia documentazione relativa all’architetto di origini veneziane ma milanese di adozione.

Intimamente votato alla sola pratica del lavoro, Mario Gottardi firma una serie e di importanti progetti architettonici, tra cui ville, alberghi, uffici e chiese. Nelle sue opere, il progettista ha dimostrato anche una grande passione nell’interpor design e una spiccata capacità nel creare elementi di arredo su misura.

In questo ambito si segnalano per la particolare qualità, gli interni del teatro San Babila di Milano (foto qui sopra) e dell’hotel Bauer di Venezia(qui sotto), fortunatamente conservati in condizioni originali e fruibili ancora oggi.

Ma altrettanto interesse deriva dallo studio dettagliato e moderno degli spazi e degli arredi per la navigazione civile italiana. L’architetto Gottardo ha infatti partecipato, nel periodo di massimo splendore, agli allestimenti di celebri navi passeggeri che hanno segnato un’epoca irripetibile.

Fortunatamente sono stare realizzate accurate riedizioni di alcuni pezzi di arredo progettati da Mario Gottardi, e realizzati oggi da selezionati artigiani a partire dai suoi disegni originali.

www.mariogottardiarchitetto.it

VID – Venice Innovation Design. Con questa denominazione una delle più incantevoli perle della laguna di Venezia, l’isola di San Servolo, si affaccia al mondo del Design. E lo fa in grande stile, in occasione della recente Biennale di Architettura 2018, ospitando importanti installazioni.

Con l’esperienza di VID – Venice Innovation Design, l’isola di San Servolo apre i suoi spazi, completamente rinnovati, per trasformarli in laboratori di idee e di innovazione nel campo del design all’insegna del Made in Italy tra pubblico e privato. 

La storia dell’isola di San Servolo

La storia dell’Isola di San Servolo inizia nell’anno 900, quando venne costruito il primo insediamento Benedettino nella Laguna di Venezia. Alla fine del 1700, quando Napoleone ordinò di dissolvere gli ordini monastici, l’isola si trasformò in un lazzaretto militare. Durante il dominio austriaco ottocentesco, il vecchio convento fu trasformato in un istituto psichiatrico, che rimase attivo fino al 1978, quando con la Legge “Basaglia” n. 180, vennero chiusi gli ospedali psichiatrici in Italia. 

Per il ventennio successivo le strutture dell’Isola furono abbandonate e lasciate in uno stato di decadenza fino a quando, negli anni ’90, un imponente lavoro di restauro ad opera della Provincia di Venezia – oggi Città metropolitana di Venezia restituì l’Isola alla comunità. 

l’isola di San Servolo oggi

Oggi l’isola di San Servolo ha assunto un ruolo importantissimo per la vita culturale veneziana. Sia perché ospita strutture sportive e ricreative aperte alla cittadinanza, sia perché è stata scelta come sede di alcune prestigiose istituzioni internazionali. Tra queste, segnaliamo il campus della Venice International University, il Collegio Internazionale di Merito dell’Università Ca’ Foscari, l’Accademia di Belle Arti di Venezia, la Fondazione Franca e Franco Basaglia e, di recente, anche la prestigiosa Neuroscience School of Advanced Studies.

L’isola ospita anche l’antica farmacia dei monaci Benedettini e il singolare “museo della Follia”, una raccolta interessantissima di testimonianze e di documenti riferiti al proprio passato di istituto psichiatrico.

L’isola come centro culturale e congressuale della Città di Venezia 

L’isola di San Servolo oggi è diventata un prestigioso Centro Culturale e Congressuale della Città di Venezia. Uno spazio di grande suggestione in grado di offrire numerose sale meeting (sino a 240 posti), spazi espositivi di ogni dimensione, un ristorante e una caffetteria. Oltre ad una struttura ricettiva con una capacità di 173 camere e 331 posti letto suddivisi in 5 edifici. Alcune di queste camere, dalle quali si gode uno straordinario affaccio sulla laguna, saranno dedicate agli ospiti che vogliono vivere un’esperienza unica ed esclusiva a pochi minuti di vaporetto da Piazza San Marco.

Tutto è inserito in uno dei più grandi parchi e incantevoli di Venezia dal quale si gode un panorama straordinario sulla laguna di Venezia e sul bacino di San Marco.

Venice Innovation Design

l’isola di San Servolo (di proprietà della città Metropolitana di Venezia) diventa da quest’anno anche la sede permanente di VID – Venice Innovation Design. Con questa iniziativa mette a disposizione i propri spazi polifunzionali e il parco alle più prestigiose aziende italiane insieme alle quali verranno progettati e realizzati interventi di design. 

Le aziende partner possono scegliere l’ambito in cui intervenire e ridisegnare lo spazio. In questo mondo le aziende hanno un duplice vantaggio: supportare la riqualificazione di qualità dell’isola e al tempo stesso diventarne protagoniste grazie all’esposizione dei loro prodotti.

Le aziende che hanno condiviso questo primo step di VID – Venice Innovation Design sono: Aresline, Attico Interni, Cosentino, Fimes, Lago, LCF, Oikos, Tosetto e Vistosi.

servizimetropolitani.ve.it 

Fra i ben 258 designer iscritti al concorso (provenienti da 25 paesi), ne sono stati selezionati solo 80 che sono staati invitati a partecipare a Open Design Italia 2013, conclusosi domenica 24 a Venezia. Fra questi, una giuria internazionale ha assegnato solo tre premi, oltre a tre menzioni e due premi speciali fuori concorso.

Ecco i nomi e i progetti dei vincitori

1. Il premio Open Design Italia è stato assegnato al designer alto atesino Georg Muehlmann con Melk-i, una seduta che ricorda lo sgabello monogamba per la mungitura, trasformato in uno strumento per la salute. Al pari delle palle da pilates, la seduta instabile costringe la colonna vertebrale a restare in equilibrio rafforzandosi. Melk-i è stato anche premiato con il Red Dot award: product design 2013.

2. Il premio Ottagono è stato assegnato all’olandese Lenneke Langenhuijsen con Wooden textile, un tessuto 100% naturale ottenuto dalla corteccia del gelso da carta, unendo una tecnica artigianale antica e tecniche contemporanee di ricamo.

3. Il premio Prezi è stato assegnato all’indiano Kaustav Majumdar con la sua collezione ecosostenibile Texotenon. L’idea è di restituire “usabilità” a oggetti dismessi rivestendo vecchi arredi con tessuti di scarto. Non viene utilizzato alcun elemento nuovo.

 

Due premi speciali:

Premio “Moving’Up”, al designer under 35 Urge Design (Gian Piero Giovannini) con Cactus, un set di caraffe in vetro che si fonda sul principio dei vasi comunicanti.

Premio “Open Design Italia meets Berlin”, promosso dall’Ambasciata Italiana a Berlino, assegnato a tre italiani:

1. Creazioni Zuri con il girocollo Laguna composta da dischetti di carta e cartone di vari diametri, spessori e texture, che vengono tagliati industrialmente da una fustella.

2. Emmepi design con Antenna, una lampada a Led in marmo, ispirata nelle linee alle vecchie antenne per la radio, disegnata al computer in 3D, tagliata a macchina e rifinita a mano.

3. Elisa Occhielli con Hiro, un sistema modulare da parete composto da elementi a base quadrata rivestiti in cuoio con una sottile anima in metallo che rende le tasche in grado di supportare piccoli oggetti e libri. Il cuoio è incollato alla lamiera di alluminio e poi cucito con filo in contrasto.

Menzioni speciali sono infine state assegnate a 3 designer italiani:

Foroofficina, Madesign e N+1:

Le foto dei ritratti sono di Giacomo Brini e Davide Menis

www.opendesignitalia.net

 

A Venezia, presso il Terminal San Basilio, da venerdì 22 a domenica  24 Novembre si svolgerà la quarta edizione di che Open Design Italia: un format innovativo dedicato ai giovani designer e a tutti gli autoproduttori, di cui Design Street è media partner.

Una grande mostra mercato sull’autoproduzione, ma anche un luogo d’incontro dove potersi confrontare e crescere professionalmente grazie all’interazione non solo con gli attori della filiera quali progettisti, imprenditori, artigiani e distributori ma anche con le istituzioni, le scuole e il grande pubblico in modo da avere una visione a 360° dell’autoproduzione e delle nuove filiere produttive.

A Venezia si potrà anche assistere a una tre giorni di conferenze e dibattiti intorno ai temi dell’autoproduzione con designer, critici, giornalisti, accademici ed economisti.

Il 22/11 sarà la giornata dedicata agli ospiti internazionali: designer internazionali quali Sam Baron e Claudy Jongstra, critici e rappresentati di istituzioni come la Biennale du Design Saint Étienne e il DMY Berlin ci daranno il loro punto di vista sull’evoluzione e le potenzialità dell’autoproduzione nel loro paese.

Il 23/11 è il momento degli incontri B2B tra una selezione di designer e expert di settore: dopo una presentazione individuale alla platea, i designer incontreranno gli esperti in una sorta di speed dating. Ospiti illustri, tra cui le aziende Alias, Seletti e Jannelli&Volpi,il VP global marketing di Diesel e i buyer di Fabrica Features e dei Guggenheim shop.

Il 24/11 il dibattito punta a mettere a fuoco il lavoro del designer, la situazione dell’autoproduzione e delle nuove filiere produttive in Italia. Ospiti designer quali Matteo Ragni, Andrea Maragno (JVT), Massimo Rosati (direttore di Design Street) e Zaven che porteranno la loro esperienza.

www.opendesignitalia.net

La IV edizione di Open Design Italia, il Festival dedicato ai designer autoprodotti è già iniziato da qualche giorno con grande afflusso del pubblico.

Prime tappe, gli aperitivi itineranti negli studi di design e d architettura. Dopo le anteprime di Vicenza e Padova, tocca oggi a Modena, il 16 a Modena e il 20 a Bologna per rientrare il 20 e il 21 in Veneto, dove apriranno gli studi di Treviso e di Venezia. Il ricco programma degli aperitivi itineranti è consultabile on line.

Tra le altre iniziative, Ribalta Design il 16 novembre a Bologna, dove gli autoproduttori potranno presentare i propri lavori in 20 diapositive, e una serie di conferenze e incontri a tema con aziende, designer, giornalisti e art director dal 22 al 24 novembre presso il Terminal San basilio a Venezia. Un grande spazio che per tre giorni si trasforma nel tempio della creatività, del design e dell’autoproduzione e dove si terrà anche un ricca mostra mercato dell’autoproduzione e della piccola serie. Tra gli oltre 258 designer provenienti da 25 paesi che si sono iscritti sono stati selezionati 90 che parteciperanno al concorso promosso da Open Design Italia, valutati da una giuria internazionale.

Tutti i programmi sono sul sito.

www.opendesignitalia.net

Open Design Italia_bando concorso

 

Da pochissimo in libreria, il volume Abitare a Venezia di Giuseppe Molteni e Roberta Motta con testi di Nicoletta Del Buono rivela un itinerario privilegiato e suggestivo dentro le dimore della città più affascinante del mondo.

Quindici abitazioni ritratte da scatti inediti e accompagnate da una narrazione che ne svela i segreti.

Gli interni di Venezia raccontano storie insospettate di passioni, racchiudono collezioni fuori dal comune, evocano storie di terre lontane portate dal mare che penetra in ogni spazio abitato, nelle

soluzioni progettuali come negli androni delle case. Questo volume ci spalanca le porte delle case di antiche famiglie veneziane o di persone che, innamorate della città lagunare, l’hanno eletta loro dimora. Ogni interno rivela dettagli insospettabili, come la collezione di scarpe e abiti vintage della proprietaria dell’Hotel Metropol o la casa piena di influssi orientali della creatrice di tessuti Mirella Spinella, le armonie in bianco e blu di palazzo Rubelli, le apparecchiature all’avanguardia del dj Spiller nell’antico palazzo di famiglia dai soffitti affrescati e le boiseries rocaille alle pareti, fino alle armonie geometriche pensate dall’architetto londinese Michael Carapetian come continuazione di un edificio storico sull’isola della Giudecca.

Rizzoli, maggio 2012. pp. 248, Euro 50