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Offrono la giusta privacy negli spazi pubblici. E garantiscono il distanziamento fisico in tempi di pandemia. Ecco i divani di design per i lavoratori digitali.

I mobili per ufficio tradizionali stanno scomparendo? I divani di design per i lavoratori digitali si sostituiranno alle scrivanie? Sembrerebbe proprio di sì, a giudicare dalle ultime tendenze del mondo dell’arredo. E non solo per le nuove modalità lavorative a cui ci ha costretto la pandemia. È da un po’ di anni che tante persone hanno abbandonato i luoghi di lavoro tradizionali, svolgendo le proprie attività in casa oppure in caffetterie e spazi di co-working.

Già, oggi in tanti settori il lavoro è nomade e i confini tra uffici, case e spazi pubblici sono sempre più sfumati. È dunque naturale che anche gli arredi siano cambiati, rispondendo alle nuove esigenze dei cosiddetti nomadi digitali.

LEGGI IL NOSTRO ARTICOLO SU GRAFEOIPHOBIA, GLI ARREDI DI GEOFFREY PASCAL PER LAVORARE DISTESI COME A LETTO 

I nuovi protagonisti degli spazi di lavoro sono i divani

Che si continui a lavorare da casa, come tanti stanno facendo in questi mesi, o che si torni negli uffici, nelle caffetterie e negli spazi di co-working, una cosa è certa: la scrivania non è più il centro della nostra vita lavorativa. I nuovi protagonisti degli spazi di lavoro sono i divani.

Dotati di collegamenti elettrici e piani di lavoro, i divani sono infatti diventati l’arredo più adatto per i lavoratori digitali. E, se accessoriati con divisori, sono perfetti per ritagliarsi un’oasi di intimità nei grandi open space, oltre a garantire quel distanziamento fisico necessario in tempi di emergenza sanitaria (speriamo ancora per poco).

Qualche idea? Detto fatto. Tra proposte più o meno recenti, ecco la nostra selezione.


Le poltrone e i divani di design per i lavoratori digitali


S 5000 Retreat, Thonet

Progettato da Marialaura Rossiello Irvine nel 2020, S 5000 Retreat di Thonet è un aggiornamento della serie S 5000 firmata nel 2006 da James Irvine.
Si tratta di un sistema modulare formato da divani e sedute separate da divisori, che può essere accessoriato con tavolini, cuscini di diverse dimensioni e prese di corrente. Il modulo base è un divano imbottito a uno, due o tre posti, con un telaio in tubolare d’acciaio senza schienale e braccioli. Alla struttura possono essere fissati, a seconda delle esigenze, braccioli e schienali oppure divisori. Le configurazioni sono così infinite. (www.thonet.de)


Plenum, Fritz Hansen

Plenum è il sistema di divani firmato da Jaime Hayon per Fritz Hansen. Tratti distintivi del progetto sono lo schienale alto e avvolgente, che permette di ritagliarsi la giusta privacy nei luoghi pubblici, e la presenza di una presa di corrente e due porte USB per ricaricare i device.
Disponibile con seduta a uno, due o tre posti, può essere rivestito con un’infinità di tessuti e colori. Un divano estremamente versatile che può essere integrato anche con una serie di tavolini. (fritzhansen.com)


Soft Work, Vitra

Soft Work è la serie di divani per i lavoratori digitali disegnata da Edward Barber e Jay Osgerby per Vitra. Una piattaforma molto flessibile perfetta sia per il lavoro individuale che per quello in team.
Il progetto è composto da sedute ergonomiche, tavolini, prese di corrente e stazioni di ricarica. I tavolini e le sedute possono essere accostati o messi da parte a seconda delle necessità. L’aggiunta di pannelli divisori garantisce ai nomadi digitali la massima concentrazione. (www.vitra.com)


Capsule, Casala

Un bozzolo dentro cui rifugiarci, senza però isolarci dal resto del mondo. Possiamo riassumere così Capsule, la collezione di divani e poltrone disegnata da Kateryna Sokolova per Casala. Un progetto nato per offrire ai lavoratori privacy e comfort negli open space.
Capsule non solo crea un ambiente protetto grazie alle sue forme avvolgenti. Il suo rivestimento fonoassorbente garantisce un perfetto isolamento acustico. Per telefonare, leggere e lavorare in tutta tranquillità. La sua forma a bozzolo assicura, inoltre, anche la cosiddetta distanza di sicurezza. Capsule ha vinto il German Design Award 2020(www.casala.com)


Fragment, Fogia

Una novità 2021. Fragment è il sistema di sedute disegnato da Todd Bracher per il brand svedese Fogia. Le sue parole chiave sono leggerezza e comfort. Se le linee di Fragment sono esili, i cuscini rendono infatti la seduta calda e accogliente.
Lo schienale e le sezioni laterali sono avvolte da pannelli che proteggono dai rumori e assicurano la giusta privacy.
Le configurazioni sono infinite, rendendo il divano adatto per diversi ambienti e usi. (www.fogia.se)


People, Milani

Un divano avvolgente come un abbraccio. È People, il progetto firmato da Alessandro Crosera per Milani, azienda veneta specializzata in sedute, complementi e accessori per il contract e l’ufficio. Un sistema di sedute dalle forme curvilinee perfetto per creare isole di comfort e privacy negli open space.
People è realizzato con struttura in legno e schienale e sedile in resina poliuretanica, con rivestimento in tessuto fonoassorbente e antibatterico. È disponibile in versione mono o bicolore, con schienale a contrasto. Inoltre, può essere dotato di un tavolino, presa elettrica, USB e tasca laterale portariviste.
Non un divano per ufficio, ma un vero e proprio ufficio mobile(www.sm-milani.com)


BOB Job, Blå Station

BOB Job, il sistema di divani progettato da Stefan Borselius e Thomas Bernstrand per Blå Station, è la soluzione ideale per un ambiente di lavoro informale e creativo. Il suo numero infinito di configurazioni lo rende, infatti, adatto alle più diverse funzioni.
Oltre ai divanetti, BOB Job comprende scaffali per libri e documenti, piani di lavoro e divisori imbottiti utili a garantire la giusta riservatezza nel caso di conversazioni private o di meeting di lavoro. (www.blastation.com)


Undecided, Manerba

I rumori nei luoghi pubblici rendono difficile il lavoro? Undecided, la linea di divani modulari firmata da Raffaella Mangiarotti e Ilkka Suppanen per Manerba, risponde a questo problema. Progettato con un coefficiente di assorbimento acustico pari all’85% delle frequenze vocali, Undecided è infatti perfetto per ritagliarsi un angolo dove lavorare in tutta tranquillità.
La collezione è configurabile all’infinito nei colori, in larghezza e altezza. Si può avere a uno, due, tre posti, con basi fisse o girevoli, e con due, tre e quattro file di cuscini in altezza. Undecided è, inoltre, dotato di una pratica presa per ricaricare i device e di una tasca in cui nascondere le batterie. (manerbaspa.com)


Focus Podseat, Zilenzio

La serie di divisori fonoassorbenti portatili creata da Note Design Studio per il brand svedese Zilenzio si arricchisce con l’aggiunta del divanetto Focus Podseat. In questo nuovo progetto il pannello fonoassorbente diventa lo schienale della seduta. Uno schienale alto e curvo che crea un’accogliente isola in cui lavorare.
A completare Focus Podseat c’è anche un piccolo tavolo integrato. Uno spazio di lavoro compatto e intimo che può essere accostato alla parete oppure posizionato al centro della stanza. (zilenzio.com)


Cell128, Sitland

Cell128, il sistema di sedute progettato da Dorigo Design per Sitland, è caratterizzato da uno schienale extra alto e da forme avvolgenti.
Cell128 può essere anche accompagnato da un tavolino, che si può avvicinare o allontanare dalla seduta grazie al supporto e al piano girevoli. La rotazione del supporto permette, inoltre, di portare il tavolino sul retro, dando così un piano di appoggio anche a chi non è seduto.
Cell128 su richiesta può dotarsi anche di un caricatore USB pop-up(www.sitland.com)


Kiik, Arper

Kiik, design di Ichiro Iwasaki per Arper, è un sistema modulare pensato per gli spazi di lavoro, le sale d’attesa e i campus universitari.
La collezione si compone di sedute con o senza schienale, tavolini di forma triangolare, circolare, quadrata e rettangolare, pouf e console in tre diverse altezze. Una varietà di combinazioni che, unita a un’ampia scelta di materiali e finiture, fa di Kiik un prodotto estremamente versatile. Per spazi di lavoro e condivisione cuciti su misura. (www.arper.com)


Biga, Luxy

Non ci sono solo divani di design per i lavoratori digitali, ma anche poltrone. Un esempio è Biga di Luxy, un progetto che svela già nel nome il suo carattere. Il rimando è infatti alla biga degli Antichi Romani (il carro a due ruote, trainato da due cavalli, usato nelle corse).
L’idea alla base di Biga è di creare uno spazio intimo all’interno dell’ambiente di lavoro senza, però, isolarsi dallo stesso. Biga è proposto in due altezze e in due versioni: una con ruote, proprio come l’antica biga dei Romani, che permette di spostare facilmente la poltrona. L’altra classica, con piedini.‎ Inoltre, la poltrona può essere accessoriata con un piano d’appoggio per i notebook.‎ (luxy.com)


Eleven High Back Work, Alias

Eleven High Back Work è il divano per i nomadi digitali disegnato da Pearson Lloyd per Alias. Uno spazio operativo informale e individuale concepito per i lavoratori contemporanei che trascorrono lunghe ore d’attesa nelle lounge degli aeroporti.
‎A caratterizzare Eleven High Back Work lo schienale alto e l’inserimento di un piano di lavoro, posizionato lateralmente alla seduta. Il risultato è un divano dalle dimensioni compatte, con un perfetto equilibrio fra privacy e accorgimenti di sicurezza. Il modulo può essere infatti ispezionato facilmente, così da rientrare nelle normative di sicurezza applicate negli spazi pubblici.‎ (alias.design)


 

Geoffrey Pascal presenta Grafeoiphobia, una collezione di arredi per lavorare distesi come a letto.

Come saranno gli uffici del futuro? Simili a una casa. O almeno è ciò che sembra a giudicare dalle ultime tendenze in atto. Perché se, da un lato, sempre più persone lavorano da casa, dall’altro, gli uffici tradizionali tendono a trasformarsi in spazi che ricordano le pareti domestiche.

Un esempio interessante di questo trend è Grafeoiphobia, la collezione di arredi per lavorare sdraiati progettata dal giovane designer francese Geoffrey Pascal. Sdraiati? Sì, sì, avete capito bene. Con Grafeoiphobia possiamo dire addio alla scrivania e lavorare distesi come se fossimo a letto.

Il progetto, maturato durante gli anni degli studi all’Accademia di Design di Eindhoven, nasce dall’esperienza diretta di Pascal. È in quel periodo che il designer comincia ad avvertire una sensazione di stress quando è seduto alla scrivania. Stress e grande fatica a livello fisico. Trascorrere tante ore seduti davanti alla scrivania, infatti, vuol dire far ricadere tutto il peso del corpo nella parte bassa della schiena, una postura non certo ottimale per la nostra salute. Al contrario, lavorando a letto, Pascal si sentiva molto più rilassato e produttivo.

Da lì l’idea: sostituire la scrivania (grafeoiphobia significa, per l’appunto, paura della scrivania) con una linea di arredi simili a un letto. Letti pensati per poterci lavorare, però. L’ergonomia di Grafeoiphobia si basa, infatti, su un canone fissato dalla Nasa. Una postura, studiata per salvaguardare la salute degli astronauti in assenza di gravità, che permette alla spina dorsale di rimanere in una posizione neutra, distribuendo il peso su più punti del corpo.

Come si compone la collezione Grafeoiphobia

Grafeoiphobia è costituita da una struttura a doghe in legno su cui poggiano materassi e cuscini. I materassi, realizzati in collaborazione con l’azienda Reticel, hanno varie densità di schiuma per garantire un’ergonomia a prova di astronauta.

La collezione comprende tre elementi d’arredo: Basic Besk, Triclinium Gum e Flying Man.

Ispirato alla posizione che assumiamo quando ci sediamo a letto con il computer appoggiato sulle ginocchia, Basic Besk si compone di tre parti: uno schienale tripartito dotato di tre cuscini di appoggio diversi, la seduta e il poggiapiedi, utilizzabile anche come spazio contenitivo. Personalizzabile in base all’altezza, Basic Besk è consigliato per lavorarci fino a tre ore.

Triclinium Gum ha una struttura inclinata che sostiene il materasso, offrendo la possibilità di sdraiarsi su un fianco. È indicato per lavorarci fino a mezzora.

Flying Man, invece, permette di stare distesi a pancia in giù. Anche in questo caso i pezzi sono tre: uno per le gambe, uno per il busto e una scrivania per il computer la cui parte superiore è reversibile, trasformandosi, all’occorrenza, in uno sgabello imbottito. Per lavorare fino a un’ora, magari a fine giornata, quando la stanchezza si fa sentire di più.

Ma non finisce qui. I tre elementi della collezione sono concepiti da Pascal come un insieme. Il suggerimento del designer, infatti, è di non rimanere distesi per tutto il giorno sullo stesso arredo, ma di spostarsi da un “letto” all’altro, a seconda dell’attività da svolgere. Per non annoiarsi mai!