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Schermi protettivi di design per uffici e locali pubblici.

Da quando il distanziamento sociale è diventato un’esigenza per la sicurezza delle persone, sempre più aziende creano schermi protettivi anti Covid di design.
Si tratta di pannelli mobili da installare fra le diverse postazioni per evitare il pericolo delle “droplets” le goccioline potenzialmente contagiose, che vengono emesse parlando, tossendo o starnutendo. Questi schermi protettivi sono vere e proprie barriere fisiche che garantiscono il distanziamento fisico tra le persone e aumentano il livello di sicurezza. 

Solitamente questi schermi protettivi sono realizzati in vetro o in plexiglas, trasparenti, semitrasparenti o colorati. Possono essere ” a giorno” oppure avere delle cornici in vari materiali. Possono essere auto-portanti oppure integrati nella scrivania o in altri elementi d’arredo.
Questi schermi protettivi sono utili, discreti e curati nel design. Sono adatti per diversi usi: per gli uffici, i ristoranti o i locali pubblici, ma anche per le banche, gli uffici postali e per molte altre attività (pensiamo a parrucchieri, estetisti, palestre, etc.) dove è necessario separare le persone per garantire loro la massima sicurezza.

Ecco allora una selezione delle migliori idee, proposte da designer o da aziende che si occupano di design.


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Skin + Friend, Glas Italia

Skin è una serie di schermature in cristallo proposte da Glas Italia, azienda che il design nel proprio DNA. Un sistema di pannelli in vetro temperato dello spessore di 8 mm oppure o temperato e stratificato dello spessore di 4+4 mm per creare ambienti protetti, luminosi e di grande eleganza.
I cristalli sono disponibili in tutte le finiture a catalogo: trasparenti, stampati, con inserti di reti e tessuti, coi vetri colorati laccati, riflettenti o semitrasparenti. Sono realizzati su misura con basi smontabili in acciaio verniciato bronzo spazzolato che possono essere dotate di ruote.

Friend invece è uno schermo autoportante da banco o da scrivania in cristallo temperato trasparente extralight (spesso 6 mm). Le basi sono in legno laccato nero con vene a vista.  Gli schermi sono disponibili in diverse misure, con o senza tacca passacarte.


Hino

Discovery Space è uno schermo protettivo luminoso disegnato da Ernesto Gismondi per Artemide.
Si tratta di un elemento flessibile e adattabile alle diverse esigenze. Installato in verticale, Discovery Space diventa uno schermo protettivo, adatto a separare le postazioni di lavoro o i tavoli di un ristorante.

Quando il distanziamento sociale non è più necessario, può essere appeso, diventando una lampada che crea una corretta illuminazione. Discovery Space vanta infatti un brevetto di invenzione che nasce dagli studi di optoelettronica e dalle competenze di Artemide nel campo dell’illuminotecnica. (www.artemide.com)


Hinoki, Manerba

Si chiama Hinoki la proposta firmata da Federica Biasi per Manerba. Una serie di paraventi per gli uffici o altri ambienti pubblici, pensati per “distanziare” senza dividere.
La collezione Hinoki comprende paraventi da terra autoportanti e screen agganciati a strutture da fissare alla scrivania. Il pannello è realizzato in policarbonato trasparente. Un materiale flessibile e resistente all’usura, ai graffi e agli agenti chimici. La struttura, disponibile con o senza ruote, è in metallo verniciato a polvere nei tanti laccati Manerba.


C.19-Wall for life, Opaca Lab e Tosca Design

Collection C.19-Wall for life è una serie di elementi divisori in plexiglass, prodotti da Hi-retail e disegnati per gestire il distanziamento con un occhio di riguardo all’estetica e alla funzionalità. Il progetto, realizzato dallo studio padovano Tosca Design con lo studio milanese Opaca Lab, comprende 4 linee di prodotto pensate per adattarsi ad ambienti diversi: SunsetKandinskyIce-cream e Clear. Tutti i prodotti della linea Collection C.19 sono leggeri, facili da igienizzare e disinfettare, semplici da installare e da spostare.
materiali colorati sono adatti anche agli spazi esterni. Il plexiglass, certificato anti-ingiallimento,  viene colorato tramite stampa digitale all’acqua e poi protetto con una vernice trasparente che permette di pulire e igienizzare senza causare alcuna opacizzazione.
(www.opacalab.com, www.toscadesign.it)


Copnvivium, OmniDecor

Il progetto Convivium, sviluppato da Egidio Panzera per Omni Decor è pensato per gli spazi pubblici (ristoranti, alberghi, studi professionali e negozi). Si tratta di un pannello che unisce il design alle funzionalità di protezione anti Covid.
Convivium è composto da due elementi distanziatori con pannelli in cristallo da 8 mm. Il primo, pensato per distanziare e proteggere le persone, è dotato di rotelle, di una mensola con vasetto monofiore e di un pratico appendiabiti. (foto qui sotto)

Il secondo, pensato per la zona ingresso dei locali, offre ai clienti l’opportunità di igienizzare le mani e monta un dispositivo per misurare la temperatura corporea (qui sotto).
Sia il cristallo sia la parte metallica sono disponibili in diverse finiture. La struttura può essere anche illuminata da una sorgente luminosa ricaricabile.


Split e Upset, Bencore

Split di Bencore è un pannello divisorio da scrivania con supporto a morsetto, ideale per dividere le postazioni di lavoro in uffici open space, zone di coworking, sale di lettura oppure nelle biblioteche. Il pannello Split consente di separare le aree di lavoro, mantenendo la trasparenza. Grazie al pannello lightben Acoustic, il divisorio può diventare anche fonoassorbente.

Upset è un pannello divisorio autoportante, che ha le stesse caratteristiche di trasparenza, leggerezza, facilità di montaggio-trasporto. Upset si adatta ad ogni ambiente lavorativo ed è in grado di riconfigurare ogni ambiente in maniera flessibile, ma senza rinunciare alla luce e al design. I piedini di supporto, che si agganciano facilmente con un sistema a molle, sono realizzati in acciaio lucidato a specchio o in acciaio nei colori RAL. Upset e Split sono disponibili in una vasta gamma di finiture e colori. (www.bencore.it)


Ely, Gruppo Bat

L’idea di Ely, progettata dal gruppo Bat, è diversa dalle altre. Non si tratta di uno schermo fisso infatti, ma di una tenda laterale, utilizzabile come separatore per creare zone ben definite e protette. All’occorrenza, la tenda scorrevole può essere srotolata dal montante, dove scompare quando non serve più. Al palo centrale possono essere collegate fino a quattro tende per dividere lo spazio in altrettanti settori.

Grazie alla sua struttura lineare, alla facilità di assemblaggio e al design minimale, Ely è perfetta per ogni ambiente. L’apertura è facilitata da una pratica maniglia che può essere installata frontalmente o lateralmente. (www.batgroup.com)


Petalo, Legnopan

Tecnografica Italian Wallcoverings propone dei pannelli divisori autoportanti per creare ambienti separati al lavoro. Separé creativi per dividere gli spazi in maniera non anonima, ma con un tocco di stile e design. Sono infatti decorati con oltre 500 disegni a stampa digitale, anche personalizzati

I Separé Protettivi di Tecnografica sono realizzati in policarbonato trasparente stampato, spesso solo 8 mm e sono disponibili in 3 misure, tutte alte 180 cm.
Avendo 3 ante, sono estendibili e si montano facilmente (a incastro).


Petalo, Legnopan

Semplice e minimale, il pannello separatore Petalo di Legnopan nasce da una tecnologia brevettata: il Lisocore. Si tratta di un elemento mobile realizzato con uno speciale tamburato in composto di legno, un materiale ultraleggero e resistente. Disponibile nella misura standard di 180×100 cm o in misure personalizzabili, Petalo può essere in color legno naturale, “Petalo” o in otto differenti tonalità. La cornice dello schermo in plexiglass si monta a incastro su due basi dello stesso materiale oppure con elementi a L in metallo. (www.legnopan.com)


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I cactus fluorescenti in plexiglass di Nobel Truong sono l’animo della festa, per tutte quelle case che hanno bisogno di un tocco di colore, di verde, ma non hanno abbastanza luce.

I cactus fluorescenti di Nobel

Una simpatica gamma di piante grasse che diventano sottili trasparenti, capaci di donare allegria con i loro colori sgargianti.

Che siano grandi o piccoli, sono perfetti per qualsiasi ambiente. Sì, anche per esterni o per installazioni, così come ha fatto la designer con Paul Smith.
Questi cactus possono essere usati come semplici accessori di arredo, o come lampade, o sculture stand alone, hanno comunque quel tocco speciale. Affascinano, perchè ammettiamolo, il plexiglass piace sempre.

Take inspiration!

www.no-bel.com

Si fa presto a dire portaombrelli. Ce ne sono di tutti i tipi e di tutti i materiali. Essenziali o ridondanti, decorati o minimali, in acciaio o in vetro, in plastica o in ceramica…

Il portaombrelli Dandy, disegnato da Daniela Maurer per Lettera G, non è solo un complemento d’arredo utile e funzionale. Dandy è prima di tutto un oggetto pieno di carattere, che trasmette emozioni, che non lascia indifferente.

A partire dalla sua forma, proprio quella di un ombrello stilizzato: un riferimento iconico e ironico al tempo stesso che ne fa un oggetto decisamente friendly, bello da guardare oltre che utile. Per passare al materiale con cui è realizzato: il metacrilato trasparente, che dà al portaombrelli Dandy un aspetto leggero e luminoso. Per finire con i colori: quattro tonalità leggere – azzurro topazio, verde acquamarina, viola ametista e giallo ambra alla quale si aggiunge l’ultimissima novità: l’ammaliante rosso rubino.

Anche la struttura del portaombrelli Dandy non è lasciata al caso. Dandy è infatti composto da due elementi in metacrilato che si fissano tra loro ad incastro e vengono fermati da un sistema di aggancio a molle in acciaio brunito. Una calamita, nascosta nella base, permette la facile rimozione della vaschetta per lo svuotamento dell’acqua.

Il portaombrelli Dandy è facilissimo da montare e si può acquistare direttamente sul sito di Lettera G.

 

Disegnata per il brand Elementi da Ivana Riggi, architetto con la passione per la gioielli di design, la collezione Piotr si pone l’obiettivo di trasferire la bellezza di un concetto in una “fisicità” legata a gesti e funzioni. Per Ivana il gioiello è un elemento estetico che non dimentica mai le sue funzioni antropologiche.

Piotr è una collezione di bracciali in plexiglass basata su un modulo e le relative variazioni. Composizioni di geometrie e di colori che si ispirano all’arte costruttivista delle avanguardie sovietiche. PIOTR sarà presentata anche alla Sieraad Art Fair di Amsterdam dal 6 al 9 novembre 2014. Tutti i gioielli sono disponibili per la vendita online direttamente sul sito della designer.

www.ivanariggi.com

Foldchair è una seduta ricavata da un unico foglio di fibra di vetro piegata a caldo. Una scultura da vivere quotidianamente disegnata da Olivier Gregoire per Specimen e disponibile in due versioni, di cui una a tiratura limitata di 25 esemplari, numerati e firmati dall’artista.

Adattabile sia per gli esterni sia per l’outdoor, la Foldchair appartiene a una collezione di sedute, panche e sgabelli più ampia, tutti realizzati con la stessa tecnica. Il plexiglas con cui viene realizzata la seduta Foldchair può essere nero, bianco oppure in finitura naturale “grezza”.

www.specimen-editions.fr

 

 

La lampada Mayala è un progetto a quattro mani nato dalla mente di una designer Emilyn Ciocio e un ingegnere elettronico, Andrea Lombardo. Una lampada bella, intelligente e dal nome curioso…

Mayala è un elemento illuminante costruito da tre dischi indipendenti tra loro. Ciascun disco è a tutti gli effetti una lampada indipendente. Ogni disco, realizzato in plexiglass colorato, ospita 6 led bianchi ad altissima efficienza e a basso consumo ed è dotato di sensori all’infrarosso a riflessione che permettono di comandare la lampada semplicemente avvicinando la mano al bordo interno del disco, senza che sia necessario alcun contatto. A seconda del movimento della mano si ottiene l’accensione, lo spegnimento o la regolazione dell’intensità della luce.

Grazie ad una comunicazione digitale, i comandi dati ad un disco possono essere trasmessi agli altri, permettendo di controllare quindi l’intera lampada da un unico punto.

Grazie alla tecnologia Eeprom, poi, le ultime impostazioni di luminosità vengono memorizzate dalla lampada, così da poterla riaccendere nello stesso stato in cui è stata spenta.

Se qualcun si chiedesse l’origine di un nome così curioso, la risposta arriva direttamente dai progettisti:

“Durante l’assemblaggio della prima lampada ci siamo resi conto che la sua realizzazione produceva molto materiale di scarto. Abbiamo quindi iniziato a pensare a come riutilizzare gli scarti. I dischi di plexiglass hanno trovato immediata collocazione a copertura della base. Gli scarti del ferro, sono invece stati rilavorati, per ricavare la base, le giunzioni, i punti di fissaggio per i magneti e tutta una serie di particolari metallici.

A questo punto, un po’ per scherzo un po’ per gioco, ad ogni pezzo di scarto che si recuperava e si riutilizzava, si diceva ‘questa lampada è come il maiale! Non si butta niente!’.”

www.lampadamayala.it