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Hue è un divertente e innovativo inalatore d’aria per chi soffre d’asma, studiato soprattutto per i bambini che hanno bisogno di avere maggiore coscienza della propria patologia.

Purtroppo, a causa delle continue variazioni climatiche e soprattutto dell’inquinamento cittadino, sempre più persone convivono con patologie legate alla respirazione in particolar modo d’asma.

Con questo piccolo e davvero particolare oggetto, il designer Tim Zarki propone una soluzione che si differenzia dai tipici inalatori sul mercato.

Hue è colorato, divertente, con carattere e personalizzabile: presenta un design completamente nuovo che si basa sul dosaggio multiplo.

Dettagli colorati e sgargianti, dal gusto pop, impreziosiscono un oggetto che finora è stato legato estremamente al design medicale, ma che adesso diventa qualcosa da voler tenere dentro la propria borsa, proprio come un portachiavi.

Pensato per lo stampaggio in 3D, Hue prende possesso della scena con le sue trasparenze e i dettagli esaltati dai colori contrastanti.

www.zarki.net

Ogni anno noi giornalisti torniamo a casa dal Salone del Mobile con centinaia di cartelle stampa. Una volta erano tutte cartacee, con tanto di diapositive dei prodotti allegate; oggi (per fortuna) sono tutte digitali. Solitamente si tratta di cd o di anonime chiavette USB. Qualche volta invece, le aziende si lasciano andare a sprazzi di creatività e ci stupiscono con cartelle stampa contenute in involucri davvero insoliti.

Mi è venuta voglia di segnalare le più curiose per premiare la voglia di distinguersi ( e di divertirsi) anche in queste piccole cose…

Prima fra tutte, segnalo Kartell che ogni anno supera se stessa con chiavette in tema con l’allestimento dello stand, per passare a Opinion Ciatti, con la sua chiave dorata che apre la porta ai sogni. E che dire della cartella stampa pensata dai fratelli Campana per Lots Of Brasil, con tanto di borsa, cd e catalogo in tono con la nuova collezione a “rotelle”…

Da segnalare anche Knoll che, per festeggiare i 100 anni del maestro Henry Bertoia allega alla cartella stampa una riproduzione di un gioiello del grande designer italo-americano. o Giorgetti che regala una chiavetta in metallo e cuoio nero, in stile Zippo. Un “must have”, la chiave usb by Tom Dixon. Tra quelle realizzate ad hoc, spiccano le casette di Diesel living, quella rotonda disegnata da Richard Hutten per Offect e quella a forma di poltrona di Bla Station. Ma il top è la mano col dito medio di Seletti, copia della scultura di Cattelan in piazza Affari a Milano che è diventata il simbolo dell’azienda lombarda. E non a caso, proprio in piazza Affari, Il Fuorisalone ha ospitato il Luna Park by Seletti.

All’anno prossimo!

 

Pin Boys sono dei simpatici ragazzi che assomigliano al Pinocchio delle favole e che possono darci una mano, o meglio, un naso, per attaccare i nostri appunti alla lavagna.

Invece della tradizionale puntina o del solito pin in plastica colorata, questi piccole sculture, portano un tocco di allegria nell’ufficio più grigio e anonimo

Sono stati ideati in Inghilterra dal designer Duncan Shotton, che ha creato una prima edizione di 1000 confezioni da due pin in edizione limitata.

I Pin Boys sono realizzati nel Regno Unito e dipinti a mano a Tokyo. Ogni confezione ha il proprio numero di serie.

Le confezioni di pin Boys sono acquistabili online sul sito del designer a 8 sterline l’una

www.dshott.co.uk

 

Pop Phone. Un nome, un programma. Questo divertente oggetto dall’aura nostalgica è stato avvistato a Maison & Objet di settembre, dove uno stand gremito di buyer e curiosi impazzava neanche fosse la Borsa di New York nel film Wall Street di Oliver Stone (ah! tempi brillanti, quelli…).

Si tratta di una semplice e “classica” cornetta del telefono connettibile a qualsiasi device attraverso l’ingresso che si usa per gli auricolari. Disegnato dal francese David Turpin, il Pop Phone è proposto in tanti colori sgargianti e con una finitura superficiale soft-touch. L’azienda che lo produce, la Native Union, si è specializzata in questo genere di “gadget”, infatti propone anche altri modelli sia dallo stile più rétro, sia più contemporaneo, connettibili via Bluetooth.

Fa sorridere che per sentirci più a nostro agio si debba tornare indietro nel tempo. Ma questo sta a indicare che, talvolta, l’assunto “la forma segue la funzione” non sia un concetto da dimenticare o superare per forza, al subentrare di nuove tecnologie.

* Il titolo si riferisce allo spot “tormentone” della Sip andato in onda negli anni ’90. Il telefono visibile nella pubblicità è il Sirio, disegnato da Giugiaro nel 1987.

www.nativeunion.com