Nook, il ritorno dell’abitacolo funzionale

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Vi ricordate la definizione di abitacolo funzionale di Bruno Munari?

“E’ un posto dei giochi, del sonno, di studio e di svago, un ‘hortus conclusus’ infantile, trasformabile a piacere […]E’ una struttura ridotta all’essenziale, uno spazio delimitato e allo stesso tempo aperto… E’ un modulo abitativo, un habitat, contiene tutti gli oggetti personali… Uno spazio nascosto in cui la presenza del bambino rende superflui i mobili, su cui la polvere non sa dove posarsi. E’ il minimo ma da il massimo. Numerato ma illimitato. L’habitat diventa l’ambiente adattabile alla personalità dell’abitante”, diceva proprio così nel lontano 1971.

Eppure questa definizione, nonostante siano cambiate le abitudini e le esigenze, continua ancora a rimanere attuale e ad essere d’ispirazione per la creazione di piccoli ambienti domestici.

È proprio da questa idea, infatti, che nasce Nook, il letto super funzionale che diventa un vero e proprio spazio intimo, meglio, un abitacolo, progettato da Carlos Tiscar per JJP.

Nook non è altro che l’interpretazione contemporanea del tanto amato e sognato letto a baldacchino, che si riempie di piccoli accessori e dettagli colorati per creare uno spazio personale e intimo.

Può assumete qualsiasi configurazione, in base all’età e al carattere di chi lo usa, interpretandolo secondo i propri gusti.

La struttura principale viene presentata in bianco o nero, assumendo configurazioni diverse a seconda di come vengono posizionati i piccoli scaffali, tavoli e sistemi di illuminazione.

Un abitacolo adatto non solo per dormire, ma anche per rilassarsi, lavorare, studiare o semplicemente divertirsi con gli amici.

www.nookbed.com

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