LUCA NICHETTO

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DS: Iniziamo con una domanda sulla tua vita: quando hai capito che avresti fatto il designer?

LN: Sono nato è cresciuto a Murano, Venezia, il mio interesse nel design arriva dalla mia famiglia, mia mamma era decoratrice di vetro e mio nonno era mastro vetraio, quindi per me stato naturale intraprendere questa carriera

DS: Quali sono state le tue maggiori difficoltà ma anche le più grandi soddisfazioni?

LN: Le difficoltà sono state quelle che tutti all’inizio di questa carriera hanno avuto, cioè il poter avere credibilità, agli occhi delle aziende, come designer. Tutte le collaborazioni nate in questi anni e i prodotti disegnati sono delle soddisfazioni ma forse una delle mie più grandi soddisfazioni è vedere che i miei collaboratori hanno una costante fiducia in me e nel lavoro che facciamo, anche se porta a molte ore di lavoro.

DS: Cos’è cambiato negli ultimi anni nel tuo mestiere?

LN: Negli ultimi anni le tecnologie di produzione, nel mondo del design, hanno visto un’evoluzione. Ciò ha portato i designers ad avere la possibilità di sperimentare nuove forme e materiali e immettono sul mercato una quantità eccessiva di prodotti.

DS: La tua metodologia progettuale. Come le idee si trasformano in progetti concreti?

LN: Ho alcuni passaggi fondamentali che uso sempre quando progetto: Il primo passaggio è quello della ricerca in una specifica tipologia di oggetti/prodotti, il secondo passaggio è quello degli schizzi e modelli in scala, successivamente la creazione di un modello 3D computer per controllare le proporzioni e funzionalità, durante questa fase si apre un ping pong tra me e il l’azienda per definire i processi per la realizzazione del prodotto. Mi piace arrivare al mio cliente con soluzioni e non con domande. Ma ogni progetto è diverso e questi passaggi mutano a seconda del prodotto.

DS: Chi sono i tuoi maestri ispiratori, dove sono, in quale ambito, design, pittura, architettura, cinema, etc.

LN: Non ho un campo specifico dove prendo ispirazione, disegnando per lo più oggetti della vita quotidiana, prendo ispirazione dai bisogni della vita quotidiana. Parte della mia ispirazione viene dalla mia curiosità e il bisogno di capire sempre nuove tecnologie e nuovi materiali. Un’altra parte importante proviene dai miei numerosi viaggi in tutto il mondo: grazie a questi ho la possibilità di conoscere e capire culture nuove e nuovi stili di vita.

DS: Perché i giovani designer in Italia fanno così fatica a farsi conoscere? Sembra che le aziende facciano a gara a contendersi i “soliti noti”, le “star” del design…

LN: La crisi economica che ha colpito anche il settore del design, ha portato le aziende ad investire meno in giovani designer, ma a continuare vecchie collaborazioni o ad iniziare nuove collaborazioni con designer già conosciuti al pubblico che dovrà poi comprare il prodotto.

DS: Alla luce della tua esperienza cosa consiglieresti a un giovane che intraprende questa professione?

LN: Vorrei suggerire ai giovani designer di guardarsi intorno e trovare delle aziende che hanno bisogno di essere indirizzate nel mondo del design e cominciare da lì ad imparare la professione e passo dopo passo crescere come designer.

DS: Design sinonimo di estetica – allegro, friendly, ironico – e design sinonimo di funzionalità: due scuole di pensiero che oggi convivono… Tu cosa ne pensi?

LN: Ritengo la funzionalità cosi come l’estetica siano fondamentali per rendere un prodotto completo.

DS: A tuo parere, il design è stato penalizzato da questa crisi? Pensa che ne uscirà cambiato?

LN: Penso che il design sia stato molto penalizzato da questa crisi economica, ma penso che una soluzione può solo essere quella di produrre meno e meglio, senza perdere di vista il quadro generale – i materiali, la produzione, la durata della vita del prodotto, le tradizioni, l’architettura e la natura. Questa è una sfida per tutti i designer ma penso che valga la pena provarci per dare una nuova spinta al design.

DS: Quali pensi che siano le aree di maggior interesse per il futuro?

LN: Quelle aree in cui il design non è ancora entrato e che hanno bisogno di un rinnovo estetico.

DS: Qual è l’oggetto che più di ogni altro rappresenta la contemporaneità?

LN: Il TouchPad

DS: Quali sono i tuoi nuovi progetti?

LN: “Das Haus-Interior on Stage” per “Imm Cologne 2013” è il mio prossimo progetto. Il team Imm Cologne mi ha chiamato come ospite d’onore per realizzare questo progetto, che si svolgerà dal 14 al 20 gennaio 2013. Con il progetto “Das Haus”, continua il mio interesse per il design sostenibile, la mia visione di casa è come un piccolo pianeta dove il soggiorno diventa importante come la Foresta Amazzonica lo è per il nostro pianeta. Tutte le stanze saranno collegate a questo “cuore verde” che trasformerà la casa in un ambiente completamente eco-friendly con elementi naturali incorporati nell’elevato tenore di vita che questa casa offrirà ai suoi abitanti.

DS: C’è qualche pezzo che ti piacerebbe disegnare, con cui vorresti cimentarti?

LN: Mi piacerebbe cimentarmi con il design d’interni. Dopo il progetto della “Das Haus”, qui sopra nominato, è aumentato il mio interesse in quest’area del design. Ritengo molto entusiasmante ed educativo il poter vedere i proprio prodotti a confronto con pezzi di colleghi e/o maestri nei luoghi della vita quotidiana come in un ristorante, albergo, bar, forno ect ect.

DS: Com’è la tua casa?

LN: Sono per una casa funzionale con un arredamento che si possa adattare a seconda della dimensione del appartamento /casa e dal aumento del nucleo famigliare. In questi ultimi anni, vivendo tra Venezia e Stoccolma ho due appartamenti in entrambe le città, tendo a non voler parlare delle mie case in quanto sono la mia vita privata e tale vorrei rimanesse.

DS: Un libro, un film, un brano musicale.

LN: L’ultimo che ho letto: The business of Design

L’ultimo Film che ho visto: De rouille et d’os

L’ultimo album che ho ascoltato: Lena Del Rey

www.lucanichetto.com

 

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