Lama, un tratto luminoso Zen e minimale

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Eccoci alla seconda puntata dell’interessante iniziativa di Linea Light Group, brand leader nel campo dell’illuminazione di design. Un progetto nato in primavera con la proposta dell’azienda veneta di far raccontare i suoi prodotti più rappresentativi a un selezionato numero di blogger. Lo ha fatto facendo scegliere ad ogni blogger le lampade più adatte al proprio ambiente di lavoro o alla propria casa, in modo da poterne valutare in prima persona il design, la tecnologia, le prestazioni.

Così, dopo aver testato e raccontato Xilema, una lampada da terra minimale nelle linee ma capace di creare una calda e riposante luce riflessa una volta accesa, quando si è trattato di scegliere una seconda lampada non ho avuto dubbi: la scelta è andata su Lama, nella sua versione bianca satinata.

Quando è arrivata, ho scoperto con piacere che Lama è più grande di come l’avevo immaginata. Sapevo già quale sarebbe stato il suo posto: la scrivania del mio studio, un ambiente soppalcato che si affaccia sul verde del giardino interno.

Lama ha sostituito una vecchia lampada da tavolo in metallo cromato che, dopo aver svolto egregiamente il suo dovere per diversi anni, non ha preso male la sostituzione e ha lasciato posto alla nuova arrivata senza protestare. Il risultato è stato davvero di grande effetto, sia dal punto di vista estetico sia per la qualità della luce. Un segno discreto, non invasivo, quasi impercettibile, che si staglia in controluce sulla finestra.

Partiamo dal design. Lama, come dice il suo esplicito nome, è una lampada essenziale, quasi Zen nella sua semplicità: un gesto, un tratto grafico bello e minimale come un ideogramma giapponese.

Una sottilissima lama in alluminio pressopiegato, la cui linea a “C”, studiata non a caso, crea un disegno tanto bello quanto funzionale, in grado di illuminare perfettamente il piano di lavoro.

Lama non è solo una lampada: è una macchina meccanica di altissima precisione, un concentrato di tecnologia, elettronica e design. Oltre alla linea che la caratterizza, Lama infatti ha sulla base un tasto per l’accensione touch, che al tempo stesso consente di dimmerare la luce, adattandola alle necessità del momento.

Una striscia a LED, protetta da un diffusore in policarbonato opalino che scompare nel profilo della “lama”, si accende diffondendo una luce morbida e uniforme, perfetta per la lettura e il lavoro.

Una bella sensazione, che ho apprezzato ancor più in quando la luce, riflettendosi sul colore ambrato che contraddistingue il legno in multistrato marino della scrivania, proietta intorno a sé una luce ancor più calda e riposante.

Niente da dire. Questo è il genere di design che amo. Quello che, come nella tradizione giapponese, toglie libera l’oggetto da ogni elemento ridondante fino a ritrovare la sua essenza, la sua vera anima.

Non a caso Lama è stata premiata al suo debutto con il prestigioso riconoscimento del RedDot Design Award.

Design Street for Linea Light Group

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