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Il nuovo progetto che unisce Lady Gaga e Dom Pérignon

Il nuovo progetto di Lady Gaga e Dom Pérignon.

La “diva” Lady Gaga e Dom Pérignon hanno deciso di dar vita a una collaborazione. Due nomi che uniscono arte, creatività, passione, superamento dei confini.

Il progetto artistico che unisce Lady Gaga e Dom Pérignon, partito nel mese di aprile, prevede il lancio di  una serie di bottiglie di champagne Dom Pérignon in edizione limitata accompagnate da una scultura disegnata da Lady Gaga. Un invito a entrare nell’universo di due anime creatrici.

Dom Pérignon appoggia e abbraccia le cause degli artisti con cui collabora. questa alleanza darà un sostegno significativo alla “Born This Way Foundation” di Lady Gaga.

Il progetto sarà accompagnato da un’imponente campagna pubblicitaria.

Guarda anche il progetto arte e champagne dell’artista Teo KayKay

Una macchina da scrivere rivoluzionaria. È la Valentine, la rossa portatile disegnata da Ettore Sottsass per Olivetti nel 1968. Ecco il nostro ricordo.

Una Lettera 32 travestita da sessantottina”. Così Giovanni Giudici, poeta e dirigente Olivetti, definisce una delle più iconiche macchine da scrivere della storia: la Valentine di Ettore Sottsass.

Disegnata nel 1968 per Olivetti da Ettore Sottsass in collaborazione con Albert Leclerc e Perry A. King, la Valentine viene messa in produzione nel 1969. Grande interprete dello spirito rivoluzionario dell’epoca, è una macchina da scrivere portatile innovativa sotto molteplici punti di vista: materiali, design, pubblicità. Un oggetto popolare immaginato per essere portato ovunque, con estrema facilità.

La portatile, oggi, diventa un oggetto che uno si porta dietro come si porta dietro la giacca, le scarpe, il cappello; voglio dire quelle cose alle quali si bada e non si bada, cose che vanno e vengono, cose che tendiamo a smitizzare sempre di più”, racconta Sottsass.

La nascita di un’icona

La Valentine (conosciuta anche come rossa portatile) nasce per contrapporsi alle macchine da scrivere portatili giapponesi. Macchine meccaniche molto economiche che avevano invaso il mercato europeo alla fine degli anni 60.
Per rispondere all’avanzata giapponese, Sottsass progetta per Olivetti una macchina da scrivere economica e dal carattere informale. Un oggetto per tutti che potesse essere venduto anche nei piccoli mercati rionali. “La biro della macchina per scrivere, da vendersi a mucchi”, diceva Sottsass.

In realtà, la Valentine non fu venduta a mucchi. Da un lato è prodotta quando i primi computer fanno la loro comparsa negli uffici. Dall’altro non raggiunge la massa, ma piace soprattutto agli intellettuali. “E gli intellettuali non erano abbastanza per comprare macchine da scrivere”, racconta con ironia Sottsass a Ugo Gregoretti, in una delle puntate del programma RAI “Lezioni di Design”.

Se il successo commerciale della Valentine non fu eccelso, il suo design fu apprezzato subito. La rossa portatile di Olivetti vince, infatti, il Compasso d’Oro nel 1970 ed entra a far parte delle collezioni del MoMA di New York nel 1971. L’icona è nata.

Cosa rende unica la Valentine di Ettore Sottsass?

La Valentine di Ettore Sottsass è una macchina da scrivere incredibilmente innovativa, nella sua semplicità.
L’alluminio impiegato all’epoca per le macchine da scrivere viene sostituito con un’economica plastica ABS, stampata a iniezione (il prototipo prevedeva la ancora più economica Moplen, giudicata troppo cheap da Olivetti).
La custodia (sempre in plastica ABS) e la macchina da scrivere formano un corpo unico. La maniglia della “valigetta” è infatti integrata nella stessa Valentine. Con due fermi di gomma laterali, la macchina si fissa al contenitore e può essere trasportata con facilità.
Il colore della Valentine è un energico rosso fuoco. O meglio, è il colore che l’ha resa celebre in tutto il mondo. Perché la macchina di Sottsass fu prodotta anche in altri colori: bianco (solo in Italia), verde in Germania, blu in Francia.

Una pubblicità scherzosa e fuori dagli schemi

Il successo di immagine della Valentine è legato anche alla pubblicità. Le campagne pubblicitarie, coordinate dallo stesso Sottsass, avevano un tono scherzoso che puntava a un pubblico giovane e aperto al nuovo. E si avvalsero della collaborazione di artisti e grafici, come Walter Ballmer, Roberto Pieraccini, Milton Glaser e Graziella Marchi.
L’idea era promuovere la Valentine come una macchina da scrivere per tutti. Un’immagine opposta a quella chic della Lettera 22 (altra iconica macchina da scrivere di Olivetti), pubblicizzata da una ricca ed elegante signora che scende da un aereo.

“Siamo andati a mettere la Valentine dappertutto, in più posti possibili, per vedere come si comportava e cosa succedeva intorno e abbiamo fatto un sacco di fotografie. Così dopo un po’ siamo venuti in possesso di una grossa documentazione, una specie di reportage del viaggio fatto fra la gente da un oggetto invece che da una persona”, ricorda Sottsass.

Un viaggio che continua ancora oggi. Dai musei ai negozi di modernariato, fino alle case di collezionisti e appassionati.
Quando il design entra nel cuore della gente.

Prodotto: macchina da scrivere Valentine

Designer: Ettore Sottsass

Anno: 1968

Azienda: Olivetti

Ci piace perché è una macchina da scrivere libera. La vera antesignana dei computer portatili.

I più bei cavalli a dondolo di design.

I cavalli a dondolo sono il sogno di ogni bambino. Se poi si tratta di cavalli a dondolo di design, allora il sogno diventa anche quello di molti adulti.

Il cavallo a dondolo ha una storia antica e rispecchia la fantasia dei bambini di trasformarsi in prodi cavalieri, sognando di correre in groppa a veloci destrieri. Il cavallo a dondolo ha accompagnato in fatti il gioco dei più piccoli per oltre 5 secoli. E ancora adesso è uno dei giochi più semplici e amati in assoluto.
Oggi sul mercato si trovano infinite varietà di cavalli a dondolo. Da quelli tradizionali, dall’aspetto vintage, a quelli più stilizzati.

In questo articolo abbiamo selezionato i cavalli a dondolo di design più belli, quelli più strani e i più eleganti, i cavalli a dondolo dalle linee minimali e quelli interpretati dai più grandi designer al mondo.
E scopriremo che non sono solo un gioco per bambini.

Vi mostreremo anche cavalli a dondolo a grandezza naturale, pensati per far divertire anche gli adulti.

Ecco allora la nostra selezione dei più bei cavalli a dondolo di design per il piacere dei più piccoli e dei grandi!


Abbiamo diviso questo articolo in 3 parti:

  • I cavalli a dondolo di design

  • I cavalli a dondolo di design dalle forme astratte

  • Altri animali a dondolo di design

 


I cavalli a dondolo di design


H Horse, Kartell

Partiamo dal cavallo a dondolo H Horse di Nendo per Kartell. Il celebre designer giapponese ha portato all’essenziale l’idea del cavallino trasformandola in un segno leggero, delicato, poetico.

La struttura è in policarbonato trasparente o colorato in massa. I colori sono cristallo, giallo, rosso e blu. (wartell.com)


Arion, Moooi

Proseguiamo con Arion, l’elegantissimo cavallo a dondolo per adulti di Moooi e firmato da Marcel Wanders. Il cavallo è alto 180 cm, cosa che ne fa un oggetto esclusivamente per il gioco dei grandi…
Arion ha la struttura portante in rovere massello e impiallacciato, mentre la testa è rivestita in ecopelle ricamata. (www.moooi.com)


Rocking Squares, Frederik Roijé

Il designer olandese Frederik Roijé ha reinterpretato il tradizionale cavallo a dondolo destrutturandolo completamente. Nasce così Rocking Squares un cavallo a dondolo futurista in edizione limitata. Una vera scultura contemporanea realizzata in legno. Rocking Squares è disponibile in due colori (bianco o nero) e in tre dimensioni.
Due cavallini per i bambini (alte rispettivamente 90 o 130 cm) e un grande cavallo a dondolo per adulti alto 180 cm. (www.roije.com)


Cavallo a dondolo per Prochild, Studio Iosa Ghini

Questo cavallino a dondolo ha un valore doppio. Non solo è un bel gioco per tutti i bambini ma è anche un gesto di solidarietà. Lo ha progettato lo studio Iosa Ghini Associati e fa parte del progetto ProChild, un programma coordinato dall’Università di Bologna contro la violenza sui minori. Il Cavallo a dondolo è realizzato in legno Greenpeace ad alta ricrescita (www.iosaghini.it)


Pony, Plust

Pony è il cavallo a dondolo disegnato da Oleg Pugachef per Plust. Nonostante la sua linea molto stilizzata, Pony è un cavallino dall’aspetto simpatico, che invita al gioco e al divertimento. Pony è realizzato in polietilene ed è disponibile in diversi colori. (www.plust.it)


Rosinante, Vondom

Il cavallo a dondolo Rosinante di Vondom si ispira a Ronzinante, il celeberrimo compagno di avventura di don Chischotte. Lo ha disegnato il finlandese Eero Arnio, uno dei più grandi designer scandinavi. La caratteristica di Rosinante è che, oltre a dondolare, può anche ruotare su se stesso. È disponibile in 15 colori e due dimensioni: cavallino a dondolo per bambini e cavallo a dondolo per adulti. (www.vondom.com)


Rocky, Magis

Si chiama Rocky questo cavallo a dondolo disegnato da Marc Newson per Magis. Rocky raffigura un purosangue da corsa, con tanto di sella, staffe e coda svolazzante. La struttura è in polietilene mentre le redini sono in corda naturale di canapa.  (www.magisdesign.com)


Roo Rocker, Riga Chair

Roo Rocker è uno straordinario cavallo a dondolo realizzato da un’unico foglio di compensato curvato. Un ispirazione che mescola la cultura scandinava del legno curvato e quella orientale dell’origami. Roo è disponibile in diverse essenze: Betulla, Faggio, Rovere, Noce, oppure laminato in vari colori. È anche impilabile (rigachair.com)

Guarda il nostro approfondimento sul cavallo a dondolo Roo


Cavallo a dondolo, AlvinT 

Questo Cavallo a dondolo fa parte della recente collezione Tropicália Modernity, disegnata da Alvin Tjitrowirjo per AlviunT.  Il cavallo a dondolo è in rattan ed è completamente fatti a mano. Un punto di incontro fra la tradizione del mobile intrecciato e la contemporaneità del design. (alvin-t.com)


Furia, Wiener GTV

Questo cavallino a dondolo si chiama Furia ed è stato disegnato dalle svedesi Front per Gebruder Thonet Vienna GmbH. Come nella miglior tradizione viennese, è stato realizzato in faggio curvato e laccato nero. La seduta e le orecchie sono in pelle colorata. (www.gebruederthonetvienna.com)


Googy, Wilsonic Design

Googy è un cavallino a dondolo imbottito e rivestito in tessuto o in pelo sintetico. Progettato e prodotto da Novak e Wilson Design, è disponibile in 2 dimensioni. Una per adulti e una per bambini… (googy.eu)

Guarda il nostro approfondimento sul cavallo a dondolo Googy


MiDonDoLo, Alessandra Scarfò

Questo cavallo a dondolo è  totalmente ad incastro e si monta senza l’utilizzo di chiodi e colla. Il modulo centrale determina la forma dell’animale e può essere cambiato facilmente con altre forme (acquistabili singolarmente). Oltre al cavallo, infatti sonbo0 disponibili anche un cammello, un ippopotamo e un cavalluccio marino. (www.alessandrascarfo.com)

Guarda il nostro approfondimento sul cavallo MiDonDoLo


I cavalli a dondolo dalle forme astratte


Giulia, R1920

Giulia è un cavallino a dondolo disegnato da Pininfarina per Riva 1920. È realizzato con un blocco unico di cedro, un legno molto profumato. Il ceppo viene scolpito a mano così da dare al cavallo a dondolo una forma dinamica. Infine viene arricchito con da un maniglione rivestito in pelle naturale che serve come appiglio per il bambino (www.riva1920.it).


YaWood, Argo4

YaWood è un progetto che reinterpreta il tradizionale cavallo a dondolo in legno di faggio curvato. YaWood può essere usato singolo oppure unito a un secondo cavallo per poter giocare in coppia. La connessione è possibile attraverso un semplice incastro. (www.argo4.studio)


Rocker, Richard Lampert

Quello disegnato da Doshi Levien per Richard Lampert è un cavallo a dondolo estremamente fantasioso. Probabilmente i pattini in rovere sono l’unico elemento che ricordano il classico gioco per bambini. Già, perché qui la struttura è diventata una forma astratta che ispira la fantasia del bambino. Così può immaginarsi a cavallo di qualsiasi animale… (www.richard-lampert.de)


Olga, Sirch

Olga è un cavallo a dondolo molto stilizzato e minimale proposto dall’azienda tedesca Sirch. Olga è realizzato con legno certificato. La struttura è in multistrato di betulla impiallacciato, mentre la sella è in tessuto palmato di alta qualità. (www.sirch.de)


Clop, Giorgetti

Clop è un cavallo a dondolo che diventa una sedia. O viceversa. Un complemento d’arredo flessibile e trasformista, dall’aspetto affusolato e dalle curve arrotondate, disegnato per Giorgetti da Dominic Siguang Ma & Feng Wei. La struttura è in multistrato di betulla e finitura naturale. (www.giorgettimilano.it)


Chewie, KENNETHCOBONPUE

Questo cavallo a dondolo fa parte della collezione Star Wars di KENNETHCOBONPUE, una linea di arredi e complementi ispirati alla saga stellare. Il designer filippino, celebre per i suoi eclettici arredi intrecciati, ha ispirato ogni oggetto della collezione Star Wars a un personaggio del film. Il cavallo a dondolo Chewie è un omaggio Chewbacca e il suo Bandolier. Il rivestimento è realizzato con strisce in microfibra (kennethcobonpue.com)


Rocking Horse, Henry&co

Rocking Horse è cavallo a dondolo autoprodotto e sostenibile realizzato dallo studio Henry&co. La struttura è realizzata con un materiale innovativo a base di canapa, senza formaldeide e derivati del petrolio. Rocking Horse si monta a incastr, senza necessità di colle o viti (www.henryandco.it).

Guarda il nostro approfondimento sul cavallo a dondolo sostenibile di Henry&co


Altri animali a dondolo


Dodo, Magis

Dodo è un simpatico uccello a dondolo disegnato da Oiva Toikka per Magis. Il suo becco curvo si ispira all’omonimo volatile oggi scomparso, al quale il designer finlandese ha voluto rendere omaggio. Dodo (www.magisdesign.com)


Rockingsheep, Povl Kjer

Un’icona del design nordico. Si tratta di Rockingsheep, la più bella e tenera pecora a dondolo della storia L’ha creata quasi 40 anni fa il designer danese Povl Kjer, come omaggio alla nascita della sua nipote. Esiste in due versioni: una normale e una in miniatura per i bambini più piccoli. (rockingsheep.com)

Guarda il nostro approfondimento sulla Rockingsheep di Povl Kjer


Coccodrillo, Plust

Un coccodrillo a dondolo? Certo! È quello disegnato da A.M. design office per Plust. Un dondolo dalle forme stilizzate che ricordano quelle del grande rettile. Realizzato in polietilene, Coccodrillo è disponibile in 2 dimensioni e in 7 colorazioni. (www.plust.it)

DESIGN STREET COMPIE 10 ANNI

Aprile 2011

Ricordo bene quel giorno di 10 anni fa. Era il 12 aprile, di mattina, intorno alle 9. Camminavo sul ponte sopraelevato della fiera di Milano, la futuristica visione di Massimiliano Fuksas.
Tanta gente si muoveva intorno a me. Si affrettavano tutti per entrare al Salone del Mobile.
La cinquantesima edizione! Io procedevo verso la sala Stampa, fra pensieri contrapposti.

Da un lato, la tristezza che ancora mi incupiva ripensando a LA MIA CASA, la rivista di Interior Design che avevo diretto negli ultimi 15 anni. Una figlia per me. Alla fine del 2010 la porta della Redazione si era chiusa per sempre, dopo 43 anni di prestigioso servizio. Vittima di una crisi strutturale che in quegli anni aveva decimato i periodici italiani del settore. 

Dall’altro, vivevo l’entusiasmo per la nuova avventura che stavo affrontando. Quella stessa mattina, avevo mandato online il mio nuovo progetto editoriale. DESIGN STREET. Il blog indipendente dedicato al design contemporaneo. Così avevo scritto nella homepage.

Infine, l’ansia di vivere un’esperienza nuova e incerta. Mi trovavo, per la prima volta in 20 anni, a entrare al Salone del Mobile con un ruolo diverso, al di fuori della mia “comfort zone”. Non più giornalista della carta stampata ma giornalista digitale. Una sfida enorme, in anticipo sui tempi.

Un blogger al Salone del mobile…

Giornalista digitale… solo ora noto il paradosso! Qualsiasi giornalista, nel 2021, dovrebbe essere “digitale”, ma allora quella era ancora una parola tabù.
Già, perché nel 2011 i media digitali erano considerati i parenti poveri dei media tradizionali. Anzi, non erano nemmeno parenti.
Presentarsi come blogger al Salone del Mobile, nel 2011, era come suonare del Rap alla Scala di Milano. Nel migliore dei casi, suscitavi reazioni incuriosite. Nel peggiore, ti guardavano come un imbucato al buffet di matrimonio. 

Per fortuna, una solida reputazione come giornalista di design con 20 anni di Redazione alle spalle, stava lì a proteggermi. Ricordo che tenevo in mano i miei nuovi biglietti da visita come talismani portafortuna. Su un lato, il vecchio logo, che mi ha tenuto compagnia per 10 lunghi anni. Dall’altra, DESIGN STREET, Massimo Rosati, Direttore…

Non è stato facile. In quei primi anni ho vissuto sulla mia pelle tutta la difficoltà degli albori del digitale nel nostro settore. Che ancora oggi, purtroppo, non spicca per innovazione.

Ma quel giorno stava partendo la mia nuova avventura. E io ci credevo davvero. Ne andavo fiero. Non mi sarei arreso per nessuna ragione al mondo. Ho cacciato i pensieri e sono entrato al Salone. 


Aprile 2021

Dieci anni sono passati da quella mattina. Tanti problemi si sono presentati e tante difficoltà sono state superate. Ma soprattutto, il mondo ha continuato a girare e, giro dopo giro, mi è venuto incontro.

Se ripenso a quei giorni, mi sembra passato un secolo. In questi 10 anni, Design Street ha continuato il suo viaggio acquisendo un’ottima reputazione, vincendo premi internazionali, acquisendo sempre più lettori sul web e sui social. E suscitando l’interesse di tanti brand che, con la loro fiducia, mi hanno accompagnato in questo viaggio.

Cos’è cambiato in questi “primi” 10 anni?  

Tutto è cambiato al di fuori di Design Street. È cambiato il mondo e sono cambiati i media. È cambiato il modo di comunicare ed è cambiato il modo di fruire della comunicazione. Ma soprattutto sono cambiate le persone. Il web ha assunto un ruolo sempre più importante nella vita di tutti i giorni e sono subentrate generazioni di lettori più giovani e smart.
I cosiddetti “media tradizionali”, arroccati in difesa, hanno contribuito al loro lento declino, accelerato anche dalla miopia di molti editori e direttori di testata. E gli sponsor sembrano averlo capito se, nell’ultimo anno, gli investimenti pubblicitari sulla stampa italiana sono crollati del 39,9%*.

Poco invece è cambiato all’interno di Design Street. Con grande orgoglio posso affermare che le idee che dieci anni fa mi avevano spinto a creare questo progetto editoriale, sono rimaste attuali più che mai. E il segreto, ne sono certo, sta proprio nel suo payoff: Il blog indipendente dedicato al design internazionale. 

Perché ho sottolineato il termine indipendente?

Perché sono sempre stato convinto che un magazine non debba mai dimenticare il suo principale obiettivo. Essere un servizio di informazione autorevole, di qualità, eticamente corretto e trasparente. Pensato principalmente per il lettore. Cosa impossibile da realizzare, se non sei indipendente.

Oggi tutti parlano di mettere il pubblico al centro, di User Experience, di Human Centricity.
Design Street l’ha sempre fatto. Perché quando il pubblico si riconosce in un media, si sente coinvolto, lo legge, lo consiglia.
Al contrario, i media che hanno la priorità di vendere più spazi pubblicitari possibile, rischiano di perdere la fiducia del lettore. Che oggi è più informato, più curioso, meno fedele ed è alla ricerca di contenuti di qualità. Soprattutto nel mondo digitale, sovraffollato, chiassoso e stracarico di messaggi pubblicitari (più o meno invasivi).

 

I segnali del web

Frequentando quotidianamente la rete e studiandola per lavoro da 10 anni, ho imparato a conoscerla bene e a capirne i cambiamenti e le evoluzioni. Già, perché il web è un ambiente fluido, in continuo divenire.
I suoi movimenti all’apparenza sono impercettibili, ma in realtà sono enormi. Cambia il comportamento delle persone (linguaggi, logiche, abitudini), cambiano le regole (algoritmi, seo, dati). Saper intercettare questi piccoli, grandi mutamenti è diventato oggi la sfida più grande.
E in questo, ne sono convinto, ho fatto un buon lavoro.


Un nuovo Design Street

Per festeggiare questo importante anniversario, ho voluto rinnovare completamente Design Street. Con una nuova grafica, con un nuovo logo, con nuove rubriche.
Non solo per rendere più attuale e ricco il vecchio layout da blog. Ma soprattutto per comunicare al mondo che Design Street c’è e che ci sarà ancora per molto tempo. Che nonostante il periodo di crisi, noi non ci fermiamo. Anzi, ci rinnoviamo. E che vogliamo essere ancora più vicini ai nostri lettori.

Un modo per ringraziare tutti i nostri lettori, i brand che ci hanno dato fiducia e tutti coloro che hanno creduto in noi. E che ci hanno permesso, con il loro supporto, di essere ancora oggi dopo 10 anni, un media indipendente!

* Fonte: Osservatorio stampa FCP – Federazione Concessionarie Pubblicità, dati riferiti al periodo gennaio 2019 – gennaio 2020.

I vasi di design in ceramica fatti a mano sono la grande tendenza dell’home decor. Ecco la nostra selezione.

Le ceramiche artigianali sono uno dei grandi trend dell’home decor. Una tendenza che, da un lato, soddisfa il nostro bisogno di unicità in un mondo dominato dall’omologazione. E, dall’altro, ci permette di riconnetterci con il passato. La lavorazione dell’argilla, infatti, è legata a un sapere antichissimo che è rimasto immutato nel corso dei millenni e che, proprio per questo suo ripetersi, ci restituisce un senso di sicurezza.

Se la tecnica attraverso cui lavorare la ceramica è la stessa da millenni, il modo di interpretarla è, però, cambiato. Le ceramiche artigianali oggi sono diventate terreno di ricerca, e spesso di sperimentazione, per tanti designer. E, fra i protagonisti di questa rivoluzione handmade, ci sono senza dubbio i vasi in ceramica.

Per questo abbiamo deciso di dedicare il nostro nuovo focus ai vasi di design in ceramica fatti a mano.

Tra superfici materiche e forme essenziali, ecco la nostra selezione.


Better Together, Federica Bubani

Si chiama Better Together la collezione della designer romagnola Federica Bubani. Un progetto che, come suggerisce il nome, crede nella forza delle “relazioni”. A comporre la serie, infatti, non ci sono solo i vasi, ma anche i fiori. Perché i bellissimi vasi in terracotta refrattaria realizzati a mano da Federica sono accompagnati dai fiori di carta dell’artista Andrea Merendi. Un binomio perfetto che dimostra come “insieme è meglio”. Purché la coppia sia bene assortita, si intende.
I vasi sono proposti in 8 modelli diversi e in 5 colori: grigio malva, rosa antico, senape, ghiaccio rosa, verde chiaro. I fiori, sempre disponibili in 8 tipologie differenti, abbracciano una palette cromatica molto varia. Tanti colori che potete divertirvi a combinare in vari modi per far emergere la vostra creatività. (it.federicabubani.it)


Tripod, Paola Paronetto

Tripod di Paola Paronetto arricchisce la sua celebre collezione Cartocci. L’ispirazione viene dai manufatti di altre epoche ed etnie. Il metodo di lavorazione è invece lo stesso: il paper clay. Una tecnica che mescola la cellulosa con l’argilla, amata da Paola per il suo carattere a un tempo solido e fragile. (www.paola-paronetto.com)


Le Morandine, Sonia Pedrazzini

Quando si parla di vasi di design in ceramica fatti a mano, non si può non citare Le Morandine di Sonia Pedrazzini. Un metaprogetto, come lo definisce la stessa designer, che si propone di dare tridimensionalità alle nature morte di Giorgio Morandi. (www.soniapedrazzini.it)

Leggi la nostra intervista a Sonia Pedrazzini

Bottega d’arte, Coralla Maiuri

La collezione di vasi Bottega d’arte di Coralla Maiuri si arricchisce con nuove sperimentazioni materiche. Effetti madreperlati e cangianti si sposano con superfici a rilievo, dove la materia sembra essersi seccata dopo un’eruzione vulcanica. Una stratificazione di texture e cromie che ricorda la tavolozza di un pittore, su cui i colori si sovrappongono a spessi strati irregolari.
L’effetto raw di Bottega d’arte è ammorbidito dalle tonalità delicate, dai contrasti lucido/opaco e dagli eleganti dettagli in oro. (corallamaiuri.com)


Efflorescence, Vanessa Hogge

L’artista londinese Vanessa Hogge crea incredibili vasi floreali, modellando i piccoli fiori ad uno ad uno. Il risultato è un trionfo di fiori dai dettagli incredibili che adornano vasi e centrotavola.

I fiori preferiti da Vanessa sono le rose, le margherite e le ortensie. In pratica, tutti quei fiori che mostrano nella corolla la loro bellezza. (vanessahogge.com)

Guarda il nostro approfondimento sui vasi floreali di Vanessa Hogge


Guggenheim e Sphera, 101 Copenhagen

Da Londra ci spostiamo in Danimarca con 101 Copenhagen, un giovane brand che propone complementi e accessori per la casa a metà fra design e artigianato.
Nel loro catalogo spiccano due collezioni di vasi in ceramica, entrambi disegnati da Kristian Sofus Hansen & Tommy Hyldahl: Guggenheim e Sphera.

In entrambe le collezioni i vasi in ceramica si basano su una geometria archetipica. Una forma primordiale che, unita alle texture grezze e ai colori naturali, rende questi vasi simili a reperti provenienti da un tempo lontano. (101cph.com)


Popcorn, Veera Kulju

La collezione Popcorn della designer-artista finlandese Veera Kulju è uno studio sperimentale dell’arte della porcellana.
“Ho realizzato i primi esperimenti sulla linea popcorn quando ero ancora una studentessa”, racconta Veera. L’odore dei popcorn che preparava mentre studiava, l’ha spinta a portare quella bellezza irregolare sulla porcellana. “In seguito, ho saputo da altri studenti che pensavano fossi impazzita, a trasformare i veri popcorn in porcellana”(veerakulju.com)


Rosa Maria Kulzer

Forme ridotte all’essenziale e superfici raw: nelle ceramiche di Rosa Maria Kulzer è la stessa materia a essere protagonista.
Nel suo laboratorio a Stoccarda, in Germania, la ceramista tedesca mescola l’argilla con gli smalti, creando oggetti materici e dai colori terrosi. Un modo di lavorare la ceramica che si propone di riconnetterci con la natura(www.ceramica-rosa-maria.de)


Bandura e Kumanec, Faina Design

Bandura, il set di vasi di Faina Design, richiama l’omonimo e antico strumento musicale ucraino. Da lì deriva la loro forma a metà fra un liuto e una cetra.
Una collezione dalla forte personalità che racconta la storia di un’intera nazione.

Sempre di Faina Design è la collezione Kumanec. Una serie di 5 vasi ispirati alla ceramica popolare ucraina. La caratteristica dei vasi è quella di avere la forma delle ciambelle, tonde col buco al centro. Sono tutti realizzati in ceramica naturale o nera. (www.yakusha.design/faina)


Mademoiselle, Laesse

Si chiama Mademoiselle questa collezione di 7 vasi creati dalla designer e ceramista Stefania Vazzoler. Sono tutti realizzati a mano in terracotta in delicate tonalità pastello e finiti con smalto ad acqua, e fanno parte di una più ampia linea di una ventina di vasi in terracotta che Stefania Vazzoler ha raccolto fra gli oltre 60 prototipi creati negli ultimi tre anni.

Le 7 Mademoiselle non sono, però, semplici vasi. Sono oggetti di arredo da usare con la massima libertà, che possono vivere da soli o accostati a gruppi. Possono rimanere vuoti oppure contenere fiori, rami o altri oggetti decorativi. (www.laesseceramica.it)


Valeria Vasi

È sul confine fra arte, scultura e design che nascono i vasi in ceramica di Valeria Vasi. Il cuore di questo progetto Made in Barcelona è l’essenzialità. A comporre la collezione sono, infatti, poche forme geometriche e solo 4 colori: bianco, nero, terracotta e rosa. Le finiture sono invece disponibili sia in versione lucida che opaca.
Una curiosità: abbiamo scoperto il lavoro di Valeria Vasi su Instagram dove la designer catalana dimostra di conoscere due o tre cosette sullo storytelling. Da guardare e poi prendere appunti. (www.valeriavasi.com)


Altri progetti?

Scopri anche i più bei vasi in vetro di design

 Guarda tutti i vasi in ceramica pubblicati su Design Street!


Un colore che è soprattutto un atteggiamento. Ecco la nostra rassegna di mobili e accessori total pink per dare il benvenuto alla primavera.

“Il rosa non è un colore, è un atteggiamento”. 

Dici rosa e pensi subito alla primavera. Ecco perché oggi abbiamo pensato di regalarvi una rassegna di arredi e accessori total pink. Per dare il benvenuto alla bella stagione e lasciarci ispirare dalle vibrazioni positive che trasmette questo colore. Un colore delicato e romantico che esprime un desiderio di rinascita.

Ecco la nostra selezione.

ARP, Diabla

ARP è una novità 2021 del brand di arredamento outdoor Diabla. Una collezione di poltrone, divani e tavolini che reinterpreta in chiave contemporanea gli arredi da esterno in ghisa dell’800.
La struttura degli arredi è in alluminio termolaccato e, nel caso della poltrona e del sofà, è completata da generosi cuscini per la seduta.
ARP è proposta in 7 varianti di colore: bianco, sabbia, rosso, grigio, antracite, bronzo e rosa. Un vero inno alla geometria e ai colori firmato Made Studio(en.diablaoutdoor.com)

Storet, Acerbis

Una cassettiera dal carattere giocoso. È Storet, il progetto firmato da Nanda Vigo, oggi rieditato da Acerbis con laccature brillanti e nuove proporzioni.
Sia nella versione alta a dieci cassetti che nella variante comodino prodotta per la prima volta solo nel 2020, Storet rivela l’artigianale lavorazione del legno. Nonostante sia realizzata in un unico materiale, Storet è caratterizzata da giochi di chiaroscuri che valorizzano la naturale bellezza del legno e la vivacità delle laccature. (www.acerbisdesign.com)

Clay, Bitossi

La bellezza dell’imperfezione racchiusa in un vaso. Parliamo di Clay, la serie di vasi cilindrici firmata da Formafantasma per Bitossi.
Il cuore del progetto è lo “strappo” nella parte superiore che provoca crepe e imperfezioni sui bordi di ogni singolo pezzo della collezione.
Clay nasce da una lunga ricerca condotta negli archivi storici di Bitossi. In particolare, i Formafantasma si sono concentrati su due elementi decorativi disegnati da Aldo Londi. (www.bitossiceramiche.it)

Sedia Series 7, Fritz Hansen

La Series 7 di Fritz Hansen è una delle sedie più iconiche della storia del design. Disegnata da Arne Jacobsen nel 1955, Series 7 rappresenta il punto massimo della tecnica di laminazione, sviluppata a partire dagli anni ’30. Un processo molto complesso che permette di piegare il compensato in 2 dimensioni, ottenendo una scocca continua.
Leggera e impilabile, ma molto confortevole, la sedia Series 7 è proposta con o senza braccioli, in un’ampia gamma di finiture: legno naturale, laccato, rivestita in tessuto, pelle o velluto.
Di recente è stata proposta in una nuova palette di 16 colori sviluppati con Carla Sozzani, tra cui il Clay Rose e il Dark Rose(fritzhansen.com)

Khama, Carpet Edition

Seta di banano. È questa la fibra utilizzata per i tappeti Khama di Carpet Edition. Una fibra vegetale completamente biodegradabile che permette di creare un filato estremamente resistente, con una morbidezza e una lucentezza simili a quelle della seta.
La collezione Khama è proposta in otto varianti di colore: dagli intramontabili bianco e nero al cromo e argento, fino alle delicate tonalità del rosa. (carpetedition.com)

Lampada Horo, Masiero

Un cerchio. È questo simbolo universale ad aver ispirato Horo, la lampada disegnata nel 2020 da Pierre Gonalons per Masiero. Una figura geometrica semplice, impreziosita dalle finiture particolari del metallo e del vetro.
La struttura di Horo è in ottone spazzolato, il disco è in vetro prismato, disponibile in versione trasparente o in una gamma di colori semitrasparenti molto raffinati come il blu chiaro, il fumè, il verde e, ovviamente, il rosa polvere. Un mix di finiture e colori che dona alla lampada un sofisticato carattere vintage.
Horo comprende una collezione di sospensioni, lampade da terra, applique e lampade da tavolo. (www.masierogroup.com)

Poltrona CH78, Carl Hansen & Søn

La poltrona CH78 di Hans J. Wegner (conosciuta anche come “Mamma Orso”) è stata rieditata da Carl Hansen & Søn nel 2020.
CH78 è una poltrona dalla forma organica, con una struttura solida e imbottita. Le sue gambe angolate le donano un aspetto rilassato e stabile. I braccioli dalle estremità sollevate offrono la sensazione di un caldo abbraccio.
Altro tratto distintivo della poltrona CH78 è la parte superiore dello schienale a curva doppia, che la rende simile a una bergère. Una cucitura curva al centro dello schienale garantisce che il tessuto rimanga liscio su tutta la superficie. Il cuscino dalla forma a mezzaluna può essere rimosso o montato a piacere. (www.carlhansen.com)

Stella, Toscanini

Le sfumature rosa impreziosiscono ulteriormente il portabiti Stella di Toscanini. Una gruccia in plexiglass pensata per introdurre un tocco glamour nelle cabine armadio, grazie ai suoi giochi di luce e trasparenze.
Stella è disponibile in misura da uomo 43 x 5 cm, da donna 37 x 5 cm.‎, ed è accessoriabile con asta in velluto antiscivolo o clips portagonne. Le parti metalliche sono proposte in oro o argento.
La gruccia è, inoltre, personalizzabile con le iniziali incise a laser e con colori a scelta. (www.toscanini.it)

Artigiana, Sartoria – Terratinta Group

Colore, materia, unicità dell’imperfezione. Ecco raccontata in breve Artigiana, la collezione di piastrelle fatte a mano di Sartoria, brand del gruppo Terratinta Group.
L’utilizzo di effetti di smalto ormai dimenticati dall’industria dà al prodotto un carattere artigianale unico. Quando l’imperfezione è un valore. (www.terratintagroup.com)

Colonne Frame, Fantin

La collezione Colonne Frame​, disegnata da ​Salvatore Indriolo​, è stata lanciata da Fantin nel 2020. Si tratta di un ampliamento della collezione Frame nata nel 2018 e ad oggi comprende cucine, tavoli, contenitori, librerie e complementi di diverse dimensioni. Tutte le tipologie sono costituite da solidi telai in tubo quadro e sempre in vista. Un omaggio al frame in quanto tale. (www.fantin.com)

Bubble, Glass Design

Bubble nasce dalla collaborazione tra Glass Design e Karim Rashid. Si tratta di un lavabo da appoggio dal carattere vivace, realizzato in Siliconio, l’ultima generazione della famiglia dei siliconi. Un materiale estremamente tattile, morbido ed elastico, che può essere sottoposto a torsioni, allungamenti e piegamenti tornando sempre, in fase di rilascio, alla sua forma originale.
Bubble è proposto in quattro colori dalla forte personalità: rosa, giallo, azzurro, lavanda. (www.glassdesign.it)

Soffio, antoniolupi

Un lavabo che sembra voler uscire dalla parete, ma che allo stesso tempo le dà vita e forma. Parliamo di Soffio, il progetto di Domenico De Palo per antoniolupi. Un lavabo che si integra con la parete, facendo uscire solo ciò che serve.
Soffio è realizzato in Corian. Dopo essere fissato a parete, viene stuccato e intonacato e poi verniciato nello stesso colore del muro con cui si fonde.
L’illuminazione a LED è integrata nella struttura interna, con luce bianca e blu. (www.antoniolupi.it)

Perfette per dare carattere a un ambiente, le carte da parati di design oggi sono protagoniste negli interni. Ecco la nostra selezione.


Danno personalità all’ambiente. Possono amplificare lo spazio. Hanno il potere di farci viaggiare o di riconnetterci con la natura. Oggi parliamo delle carte da parati di design, un elemento di decorazione che ha conosciuto un vero e proprio revival negli ultimi anni.

Se nell’interior design la parola d’ordine è personalizzazione, la carta da parati si presenta infatti come la soluzione migliore per rendere unico un interno. Pattern geometrici, fantasie floreali, architetture urbane, paesaggi naturali, motivi surrealisti. La varietà di grafiche tra cui scegliere è così ampia da rendere pressoché impossibile non riuscire a trovare il wallpaper giusto per noi.

 


I materiali delle carte da parati contemporanee

Le carte da parati contemporanee, però, non sono come quelle che tappezzavano le case delle nostre nonne. Oltre a cambiare i decori, sono diversi anche i materiali e le modalità di utilizzo. Innanzitutto, la tendenza è quella di rivestire una sola parete e non più tutta la stanza. E poi i nuovi materiali permettono di usare i wallpaper anche nei bagni e nelle zone a diretto contatto con l’acqua.

Già, oggi le carte da parati non sono solo su carta. Esistono numerosi supporti e finiture. Dalla seta al vinilico, dai materiali naturali alla fibra di vetro. E sempre più si affermano le carte da parati pvc free o wallpaper con finiture antivirali e antimicrobiche.

Ecco la nostra selezione di carte da parati di design.


Jannelli&Volpi

Dal pavimento alle pareti. JWall Tatami di Janelli&Volpi si ispira al tatami, il pavimento giapponese in legno e giunco intrecciato. Le tecniche di intreccio artigianale sono riprodotte su supporto TNT (tessuto non tessuto), dando vita a un ampio ventaglio di pattern: paesaggi bicolore, patchwork di intrecci della tradizione e i classici ventagli stilizzati (i sensu giapponesi).
I rivestimenti della collezione JWall Tatami sono trattati con Viroblock, una tecnologia antivirale e antimicrobica che riduce la carica virale del rivestimento murale in pochi minuti. All’interno del wallpaper vengono inseriti micro cristalli di argento e particelle alveolari che igienizzano le superfici, disattivando il virus in modo rapido. (www.jannellievolpi.it)


Wall&Decò

Linee curve, fantasie botaniche, superfici dall’aspetto imperfetto. Tanti motivi decorativi, un unico comun denominatore: creare atmosfere intime e avvolgenti. Ecco raccontata in breve la nuova Contemporary Wallpaper di Wall&Decò. Una collezione di carte da parati ricca di ispirazioni, pensata per accontentare ogni gusto ed esigenza.
Anche la palette di colori è molto variegata, spaziando dalle calde tonalità del terracotta alle rilassanti sfumature del verde, fino ai toni più delicati e soft. (wallanddeco.com)


Inkiostro Bianco

Un incontro tra Africa e Italia. Possiamo riassumere così ART-AI, la nuova collezione di Inkiostro Bianco. Sei grafiche nate da una ricerca condotta dal designer Giuliano Ravazzini sulle antiche tecniche decorative delle tribù africane.
A caratterizzare la collezione ART-AI geometrie etniche, colori naturali e intarsi. Il tutto impreziosito dagli effetti di ossidazione del processo di macerazione. Il risultato sono vere e proprie opere d’arte su carta.
Per chi soffre il mal d’Africa e vorrebbe averne sempre un pezzo accanto a sé. (www.inkiostrobianco.com)


Wallpepper

Le nuove carte da parati di Wallpepper si ispirano al mondo della natura e alle sue meraviglie. Foreste, fiori, stelle, animali. Motivi decorativi che raccontano il nostro bisogno di riconnetterci con l’ambiente esterno.
Ogni grafica può essere declinata in uno dei materiali o sistemi Wallpepper Group a seconda del contesto di utilizzo. Le carte da parati WallPepper®/Group sono realizzate su misura, solo con materiali naturali, eco-compatibili, privi di PVC e certificati. (www.wallpepper.it)


Londonart

Da Londonart arriva Luxury Shit, l’irriverente collezione di carte da parati firmata da Toiletpaper. Una capsule collection che raccoglie le fotografie più iconiche di Maurizio Cattelan e Pierpaolo Ferrari. Rossetti rossi, bocche giganti, fiori con occhi. Le immagini combinano suggestioni pop, motivi surrealisti, ossessioni sessuali. Un mondo dissacrante dove anche l’assurdo diventa reale.
Tutti i soggetti possono essere realizzati su supporti TNT con diverse goffrature, su Greenwallpaper, un nuovo supporto in TNT PVC free, oppure su supporti in fibre di vetro. (www.londonart.it)


Lelièvre Paris

Le montagne e i laghi ghiacciati del grande Nord, cascate e ruscelli, la Via Lattea. THE WALL CAPITOLO 3 di Lelièvre Paris richiama i paesaggi della Scandinavia e la magia delle costellazioni.
Il progetto comprende sei carte da parati e tre rivestimenti murali. Alcuni decori reinterpretano i modelli della linea di tessuti Signature BOREALIS, altri rileggono i pattern iconici delle collezioni precedenti del brand francese. I colori vanno dalle calde tonalità dell’ocra e del beige ai più freddi celadon e indaco. (lelievreparis.com)


Elena Carozzi

Le nuove carte da parati di Elena Carozzi ricordano la pittura di interni della tradizione post-impressionista francese.
I decori, ispirati a temi naturalistici, sembrano dipinti a mano. In realtà, si tratta di rivestimenti stampati in digitale, frutto di una ricerca sulle carte dipinte a mano condotta da Elena Carozzi nel corso degli anni. Con un accurato lavoro di scansione, controllo delle coloriture e stampa digitale di alta tecnologia, viene creato un prodotto dal forte carattere pittorico a metà tra arte e decorazione(www.elenacarozzi.com)


Misha

Carte da parati in pura seta dipinte e ricamate a mano. Parliamo delle tappezzerie del brand milanese Misha.
Il processo produttivo dei rivestimenti murali di Misha è completamente naturale. Per esempio, le colle non sono acriliche ma a base di amido naturale e permettono alla seta di venire applicata a parete, così da poterla rimuovere senza che venga danneggiata. Gli artigiani usano prevalentemente pigmenti naturali nella decorazione a mano.
Le grafiche spaziano dai repertori più decorativi al design più essenziale. La scelta dei colori per i fondi in seta, su cui vengono realizzati i decori a mano, è ampia e permette una completa personalizzazione. (www.mishawallcoverings.com)


Zambaiti Parati

Zambaiti Parati lancia la seconda collezione di carte da parati in collaborazione con Automobili Lamborghini. L’ispirazione viene dai dettagli delle supersportive, come la fibra di carbonio con cui si realizzano le scocche e molti elementi della carrozzeria. I colori vanno dal grigio al rame, fino alle diverse tonalità di verde.
Come in tutte le collezioni di Zambaiti, anche nella linea in collaborazione con Lamborghini giocano un ruolo importante il tridimensionale e l’effetto tattile. Caratteristiche che ben si adattano alla matericità tecnica di Lamborghini. (www.zambaitiparati.com)


Or.nami

Si chiama Graphic – Manifesto la collezione di carte da parati firmata da Terzo Piano per Or.nami. Una linea di wallpaper che rende omaggio agli skyline metropolitani e alle architetture contemporanee, reinterpretandole in chiave astratta e quasi metafisica.
A disegnare le tappezzerie verticalismi, tratteggi, rette ortogonali, intrecci e reticoli. Rigorosi grafismi che incontrano l’esuberanza dei colori, dando vita a geometrie ipnotiche e a prospettive illusorie. I colori giocano sui contrasti, combinando audaci accenti fluo con morbide tonalità soft. (www.ornami.it)


Ambientha

La solidità della pietra tradotta su carta. Possiamo riassumere così le carte da parati Stone di Ambientha. Una collezione dal carattere tattile, in cui la matericità della pietra è percepibile sulla parete grazie allo sfondo che ne preserva la trama, fedele alle imperfezioni della natura.
Stone è proposta in tre varianti di colore: Aventurine Stone, Turquoise Stone e Copper Stone. Tre tonalità intense perfette per dare carattere a interni dallo stile essenziale e contemporaneo.
La collezione è disponibile in diverse finiture e in formato fino a 960 x 320 cm. (www.ambientha.com)


antoniolupi

TRALERIGHE è la prima linea di carte da parati di antoniolupi. La collezione, disegnata da Gumdesign, nasce per il bagno ma può rivestire anche altri ambienti della casa.
I disegni di TRALERIGHE sono studiati su un algoritmo matematico. Il risultato sono rette orizzontali, verticali e oblique che si intersecano come fossero vive e in continuo movimento.
La collezione è formata da venti disegni in negativo e venti in positivo. Tutte le grafiche possono essere realizzate su supporto TNT con finitura vinilica o su supporto in fibra di vetro, a seconda delle esigenze. (www.antoniolupi.it)

GUARDA IL NOSTRO APPROFONDIMENTO SULLE
CARTE DA PARATI TRALERIGHE DI ANTONIOLUPI

Un apparecchio per ascoltare musica che ci regala un sorriso da oltre 50 anni. Ecco l’iconico radiofonografo disegnato dai fratelli Castiglioni per Brionvega.

“Gli oggetti devono fare compagnia”, diceva Achille Castiglioni. Un’affermazione che trova piena espressione nel radiofonografo che disegnò per Brionvega insieme al fratello Pier Giacomo. Un innovativo apparecchio per ascoltare la musica, ma anche e soprattutto un oggetto “amico” pensato per avvicinare la tecnologia all’uomo.

Perfetta sintesi di estetica e funzione, il radiofonografo dei fratelli Castiglioni è figlio di quei mitici anni ’60 che hanno segnato un vero Rinascimento per il nostro Paese, mostrando il ruolo che il design può giocare per rilanciare l’industria. Non poteva quindi mancare nella nostra rassegna dedicata al grande design italiano.

La nascita di un’icona

Il radiofonografo è disegnato da Achille e Pier Giacomo Castiglioni nel 1965. L’idea di partenza è di “dare mobilità e dinamismo a un oggetto per sua natura statico”, offrendo la migliore esperienza di ascolto possibile. Il risultato è un apparecchio stereofonico ad alta fedeltà, con prestazioni acustiche assolutamente innovative per l’epoca.

Non solo, però. Come dicevamo, il radiofonografo di Brionvega è anche un oggetto pensato “per fare compagnia”. Il suo aspetto antropomorfo e il suo sorriso gli danno infatti un aspetto vivo, trasformandolo in un vero e proprio “compagno”.

Come si compone il progetto

Pensato come un apparecchio autoportante componibile, il radiofonografo di Brionvega è costituito da volumi separabili. Le casse possono essere disposte in modi diversi: appoggiate sul corpo centrale per ascoltare la radio e ridurre così l’ingombro, posizionate sui due fianchi per ascoltare i vinili, oppure collocate in un altro punto della stanza per sfruttare al meglio la stereofonia.

Il sostegno del corpo centrale è in fusione di alluminio anodizzato ed è dotato di quattro ruote che permettono di spostare facilmente l’apparecchio.

Un successo internazionale

Il radiofonografo di Brionvega vanta un successo enorme. È esposto nei più importanti musei del mondo. È protagonista di tanti film e serie TV. Ed è stato fedele compagno di vita di tante star. Un nome su tutti David Bowie, che ha addirittura modificato la radio con giradischi dei fratelli Castiglioni per renderla più simile a lui. L’icona del pop, infatti, dipinse di nero la manopola destra, in modo da rendere i due “occhi” dell’apparecchio di colore diverso come i suoi.

La riedizione speciale per i 55 anni

Il radiofonografo dei fratelli Castiglioni nel 2020 ha compiuto 55 anni. Un compleanno che Brionvega ha celebrato con PRIMO, la riedizione del primo progetto del 1965, realizzata in una pregiata finitura Noce Canaletto. 

Per l’occasione, sono stati proposti 100 esemplari esclusivi. Un numero limitato visto il grande sforzo richiesto a livello produttivo. Ogni radiofonografo PRIMO è, infatti, realizzato in modo artigianale. Dalla levigatura dei pannelli in legno alla lucidatura a mano del piedistallo, dai fori delle scocche, verniciate a mano in più passaggi, all’assemblaggio dei diversi componenti. Un processo che richiede ben 26 ore di lavoro.

Prodotto: radiofonografo.

Designer: Achille e Pier Giacomo Castiglioni.

Anno: 1965

Azienda: Brionvega.

Ci piace perché ci regala un sorriso ogni giorno da oltre 50 anni.

IKEA lancia la collezione IKEA Art Event 2021. Dieci pezzi in edizione limitata che celebrano l’incontro tra arte e funzionalità.

Può un’opera d’arte essere anche un oggetto d’uso quotidiano? È da questa domanda che nasce IKEA Art Event, il progetto lanciato da IKEA nel 2015 per democratizzare l’arte e renderla accessibile a tutti. Da allora, ogni anno, IKEA collabora con artisti di tutto il mondo, dando vita a capsule collection che celebrano l’arte in tutte le sue forme: dai tappeti agli oggetti in cristallo, dai poster alle lampade.

Per la collezione IKEA Art Event 2021, l’azienda svedese ha collaborato con alcuni tra gli artisti più interessanti della scena contemporanea: Sabine Marcelis (Rotterdam), Gelchop (Tokyo), Daniel Arsham (New York), Humans since 1982 (Stoccolma) e Stefan Marx (Berlino).

“Abbiamo scelto di lavorare con artisti di varie parti del mondo per rappresentare la varietà che nasce dall’incontro tra arte e design”, racconta Henrik Most, il Creative Leader di IKEA Art Event. “Vogliamo dimostrare che essere un artista o essere un designer non significa limitarsi a una sola dimensione espressiva: si può spaziare in diversi campi”.

La collezione IKEA Art Event 2021 comprende dieci oggetti d’arredo che uniscono arte e funzionalità: le lampade-scultura di Sabine Marcelis, l’orologio in movimento di Daniel Arsham, la lampada da tavolo e la torcia a forma di brugola di Gelchop, il vaso e il plaid ispirazionali di Stefan Marx e i droni in vetrina di Humans since 1982.

Scopriamoli insieme.

L’orologio in movimento di Daniel Arsham

Un orologio da tavolo che sembra muoversi. Un simbolo del tempo che vola. L’orologio di Daniel Arsham rappresenta l’interesse dell’artista per il concetto di tempo e la sua idea di architettura in movimento.

Le lampade con il taglio di Sabine Marcelis

Le lampade da parete di Sabine Marcelis si ispirano ai tagli nelle tele del pittore Lucio Fontana, di cui la designer ha replicato lo stesso gesto di incidere una superficie. L’idea è nata provando a piegare e tagliare la carta. Le lampade sono disponibili in due misure e possono assumere cinque diversi colori.

La lampada e la torcia a forma di brugola di Gelchop

La mitica brugola usata per montare i mobili IKEA si trasforma in lampada da tavolo e torcia. Secondo Gelchop la brugola non aveva mai avuto l’attenzione che meritava, per questo hanno deciso di renderla protagonista, reinterpretandola in una chiave sovradimensionata e dandole una funzione diversa.

Il drone in vetrina di Humans since 1982

Prendere oggetti iconici e ricollocarli in nuovi contesti, con nuove funzioni. È questo il fil rouge che collega le opere di Humans since 1982. Ed è questo il pensiero che li ha guidati nel progetto per IKEA Art Event. In questo caso, hanno preso un drone, un oggetto tecnologico associato alla sorveglianza, e lo hanno messo in una minivetrina di alluminio. Il risultato? Simile a una collezione di farfalle.

Il vaso e il plaid ispirazionali di Stefan Marx

“I wait here for you forever as long as it takes” (Ti aspetterò qui per tutto il tempo necessario). “I’m so so so sorrryyyy” (Mi dispiace infinitamente). Sono i messaggi i protagonisti del progetto di Stefan Marx. Un plaid e un vaso pensati per unire funzione e impatto emotivo. Per esprimere il nostro amore o chiedere scusa.

IKEA Art Event sarà disponibile nei negozi IKEA di tutto il mondo e online dal mese di aprile 2021. I dieci pezzi della collezione potranno essere scoperti sull’account Instagram di IKEA, grazie a speciali effetti di realtà aumentata.

Sedie outdoor di design? Ecco la nostra selezione. Per accompagnare con eleganza le vostre cene en plein air.

Avere un terrazzo o un giardino dove poter lavorare, leggere, mangiare, ritrovarsi con le persone care. È questo il vero lusso oggi. In un anno che ci ha costretto a trascorrere tantissimo tempo in casa, contare su uno spazio outdoor può fare davvero la differenza per il nostro benessere.

Per questo i confini tra indoor e outdoor sono diventati ancora più fluidi (il trend era in atto già da qualche anno). E per questo le aziende propongono soluzioni di arredo per l’esterno non solo funzionali e pratiche, ma anche belle da vedere. Così belle da poter essere utilizzate anche per il salotto di casa.

Dalle sedie ai tavoli da pranzo, dai divani ai tappeti, fino alle cucine sono tantissime le proposte per arredare con stile gli ambienti outdoor. Qualche idea? Detto fatto. Per cominciare, parleremo di sedie outdoor. Nelle prossime settimane ci saranno, però, tanti altri approfondimenti dedicati agli arredi per esterni. Rimanete sintonizzati!


Le sedie outdoor di design


Beetle, GUBI

Apriamo la nostra rassegna sulle sedie outdoor di design con una novità 2021: Beetle di GUBI.
Sì, la celebre sedia da pranzo disegnata nel 2013 da GamFratesi è stata reinterpretata anche per un uso outdoor. Speciali additivi nella scocca in polipropilene stampato rendono il colore resistente agli agenti atmosferici. La sua leggerezza permette di spostarla con facilità dal terrazzo al salotto di casa, abbattendo i confini tra spazi interni ed esterni. (www.gubi.com)


Rafael, Ethimo

Nata come collezione di arredi lounge, Rafael di Ethimo si arricchisce con un set per la zona pranzo. I tavoli e le poltroncine dining confermano l’anima eclettica e il comfort della linea lounge.
La poltroncina Rafael è costituita da una struttura in teak, con seduta e schienale in corda intrecciata. I supporti in plastica Grey della struttura sono un dettaglio funzionale e decorativo allo stesso tempo. Il progetto è firmato da Paola Navone(www.ethimo.com)


EXI, Unopiù

Le tradizionali sedie in legno e paglia intrecciata reinterpretate con la leggerezza dell’alluminio. Parliamo di EXI, la nuova linea outdoor 2021 di Unopiù. Una collezione moderna e versatile, composta da elementi facilmente pieghevoli.
Il nome EXI richiama la forma a X data dall’incrocio delle gambe laterali e la parola EXIT (uscita), con riferimento all’anima outdoor di Unopiù.
EXI è disponibile in sei colori: bianco, grafite, giallo senape, rosso, viola, blu. La collezione comprende anche tavoli, panche, sgabelli e tavolini da bar. (www.unopiu.it)

 


TELAR, Paola Lenti

Con TELAR Paola Lenti prosegue la sua ricerca sull’intreccio e sul suo rapporto con il colore. La sedia, disegnata da Lina Obregón, è costituita da un telaio in acciaio verniciato lucido e un rivestimento in fibra sintetica, intrecciato a mano con cinghie elastiche di diverse dimensioni.
TELAR è disponibile con e senza braccioli. La collezione comprende anche poltrone, chaise loungue e pouf. (www.paolalenti.it)


Ocean, Mater

Progettata da Nanna e Jorgen Ditzel nel 1955, Ocean è riproposta nel 2021 da Mater in una chiave sostenibile. La collezione nasce infatti dal riciclo di reti da pesca e plastica rigida.
A comporre le sedie un telaio in metallo verniciato e una struttura leggera con doghe ripetute.
La collezione Ocean comprende anche una panca e un tavolo. (materdesign.com)


Push, Myyour

Elegante e minimale. È Push, la sedia outdoor proposta da MYYOUR.
Push è composta da una sinuosa struttura in alluminio e da una seduta in textilene. Lo schienale è disponibile in due versioni: vuoto o con tessuto SUNBRELLA. Per rendere la seduta ancora più confortevole, si può aggiungere anche un cuscino imbottito impermeabile ma traspirante.
Push è impilabile, garantendo il minimo ingombro di spazio. (myyour.eu)


Ming, Stellar Works

Ming è la sedia outdoor firmata da Neri&Hu per Stellar Works. Un progetto in cui le storiche arti decorative cinesi incontrano la funzionalità degli arredi per esterno occidentali.
La sedia Ming è realizzata in alluminio, è molto leggera e facilmente impilabile.
La collezione comprende anche un tavolo da pranzo e un tavolino da caffè. (www.stellarworks.com)


Mali, Potocco

“Ho pensato di creare un prodotto outdoor che non fosse solo bello, ma che si integrasse alla perfezione in un contesto naturale, come avviene nelle culture orientali”.
Così Federica Biasi racconta Mali, la sedia da giardino per Potocco disegnata nel 2019. Una seduta semplice, dove tutto ciò che conta è la materia: il legno iroko dall’aspetto non finito della struttura e l’intreccio in cotone dello schienale. (potocco.it)


IDA, Lapalma

Il tubolare di alluminio piegato come fosse un nastro di seta. Possiamo riassumere così IDA, l’avvolgente sedia da esterno progettata da Anderssen & Voll per Lapalma.
IDA reinterpreta la classica seduta da caffè. Il legno curvato e la paglia di Vienna lasciano, però, il posto al metallo per la struttura e a una confortevole maglia in 3D per lo schienale.
Una sedia da giardino pratica, ma elegante con cui aggiungere una nota di stile al nostro rifugio outdoor. (www.lapalma.it)


Re-Wood, EMU

Re-Wood è la collezione firmata da Menghello Paolelli Associati per EMU.
Il cuore del progetto è nella scocca in fibra di bambù che, attraverso un’inedita lavorazione, viene modellata per creare seduta e schienale. Il risultato è una sorta di tessuto ligneo, dalla forma accogliente, che può accogliere morbidi cuscini.
Re-Wood rappresenta un’importante innovazione nel settore del design outdoor. È infatti la prima volta che viene adottata questa tecnologia per realizzare arredi da esterno. (www.emu.it)


Genoa, Trabà

La collezione di sedute Genoa, disegnata da Cesare Ehr per Trabà, si è arricchita nel 2019 con la versione outdoor. Elemento distintivo è lo schienale “one line”, ottenuto dalla curvatura di un unico tubo in metallo che, con la sua linea sinuosa, si estende fino ai braccioli.
La versione outdoor di Genoa è realizzata con scocca in poliuretano integrale, verniciato in massa e in stampo, ed è disponibile anche con uno schienale intrecciato in corda colorata. (traba.it)


Maia, Kettal

Una perfetta sintesi tra passato e presente. È questo il tratto che caratterizza Maia, la sedia outdoor progettata da Patricia Urquiola per Kettal. Se infatti l’intreccio parla la lingua della tradizione artigianale spagnola, i pattern sono contemporanei. Così come lo sono i materiali utilizzati: l’alluminio per la struttura, gli innovativi tessuti in porotex e ciniglia per i rivestimenti. (www.kettal.com)


Tribeca, Pedrali

Tribeca, il progetto di Simone Mandelli e Antonio Pagliarulo per Pedrali, è una rilettura moderna delle sedie da giardino in acciaio e materiale intrecciato degli anni ’60. Un’icona che qui si veste con un materiale plastico, resistente ma leggero, e con una palette ispirata ai colori del Mediterraneo.
Una seduta da esterno perfetta per dare brio alle nostre sere d’estate. (www.pedrali.it)


Moyo, Chairs & More

Moyo, la sedia outdoor lanciata qualche anno fa da Chairs & More, nel 2019 è stata affiancata da una nuova versione con schienale intrecciato a ventaglio, realizzato con la corda nautica. Un materiale ideale per gli esterni perché caratterizzato da robustezza, duttilità e lunga durata.
Sia la struttura in metallo sia l’intreccio in corda nautica sono disponibili in diversi colori. (chairsandmore.it)


Trill, Nardi

Trill di Raffaello Galiotto per Nardi è una linea di sedie e sgabelli outdoor essenziale e versatile, realizzata in resina fiberglass.
Prodotte interamente in Italia, queste sedute da esterno sono leggere, resistenti agli agenti atmosferici e riciclabili al 100%. Oltre a essere disponibili in una ricca tavolozza di colori che abbraccia anche tonalità vivaci, come il giallo senape e l’ottanio. (www.nardioutdoor.com)


AIIR, Dedon

“Volevamo disegnare una sedia da esterno che fosse in grado di trascendere la barriera della ‘finestra’ e si potesse spostare anche all’interno”.
Così i GamFratesi raccontano AIIR, la collezione che il duo italo-danese ha firmato per Dedon. Ed effettivamente AIIR, primo progetto di Dedon a introdurre sedili stampati a iniezione, è una sedia da esterno così leggera da poter essere spostata facilmente da un ambiente all’altro.
AIIR è disponibile nella versione con e senza braccioli, con gambe in teak affusolate e cuscini per seduta e schienale opzionali.
La palette di colori riflette le influenze italiane e nordiche dei due designer. (www.dedon.de)


Regista, Tribù

L’iconica poltrona da regista abbandona il suo classico outfit in tessuto, vestendosi con un più sofisticato intreccio. Chiudiamo la nostra rassegna sulle sedie outdoor di design con Regista, la sedia da giardino disegnata da Monica Armani per Tribù.
Regista coniuga un design classico con l’uso di materiali innovativi. I braccioli e lo schienale intrecciato sono realizzati in Tricord, un materiale resistente alle intemperie che sembra una corda. La seduta è in acrilico Sunbrella per il 50% riciclato, un tessuto impermeabile usato nelle barche. (www.tribu.com)


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