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1970 – 2020: Il divano Bocca® di Gufram compie 50 anni

Considerato un’icona indiscussa del design radicale, il divano Bocca di Gufram celebra il suo 50° anniversario e Design Street si unisce ai festeggiamenti.

 Il progetto del sofà Bocca risale al 1970 ed è stato disegnato dallo Studio65, sotto la direzione artistica di Giuseppe Raimondi. Il divano Bocca per Gufram (acronimo che deriva dal nome dei fratelli fondatori: GUgliermetto – FRAtelli – Mobile), è la prova evidente del brio frizzante di quegli anni.

Le tendenze trasgressive degli anni 60 e 70, e in particolare la Pop Art, diedero origine a una serie incredibile di progetti innovativi in ogni settore. Dalla grafica alla musica, dall’arte alla danza, dalla moda al design.

Proprio in quegli anni nacquero piccoli e grandi complementi di arredo che rivoluzionarono l’idea stessa della casa borghese tradizionale. Un esempio di ispirazione al futuro fu la conquista dello Spazio, che diede origine a diversi oggetti di design ispirati alla luna, nati in seguito al primo allunaggio avvenuto nel lontano 1969.

A 50 anni dalla sua creazione, il divano Bocca di Gufram mantiene intatto il suo charme, conservando quello stile moderno e provocatorio che lo ha da sempre caratterizzato. Dal 1970 ad oggi, il divano Bocca viene declinato in molteplici edizioni.

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Le 2 dive di Hollywood che hanno ispirato il divano Bocca

Per realizzare il divano Bocca, lo Studio65 prese ispirazione da un quadro di Salvador Dalì. Nel dipinto dal titolo Viso di Mae West utilizzabile come appartamento surrealista, una tempera su carta di giornale del 1934-1935, l’artista spagnolo trasformava i tratti della diva in una serie di arredi. Le labbra carnose dell’attrice hollywoodiana Mae West erano rappresentate da un divanetto rosso…

I cinefili conosceranno sicuramente Mae West. Una grande diva, una star che diventò subito un sex symbol per la sua generazione.

Ma per se l’idea delle labbra-divanetto  lo Studio65 si ispirò al celebre ritratto di Mae West di Dalì, i designerei ispirarono alla forma delle labbra, anche queste di un rosso iconico, di Marylin Monroe. Tanto è vero che inizialmente chiamarono il loro divano Marylin, il nome con cui è ancora oggi conosciuto negli USA.

Le labbra rosse di Marylln Monroe hanno dato l’ispirazione (e il nome) al divano Bocca


Le caratteristiche di BOCCA® di Gufram

Le caratteristiche del sofà Bocca sono inequivocabili a cominciare dalle asimmetrie quasi impercettibili nelle estremità degli angoli al fine di renderlo più reale e simile alle labbra umane.

Lungo 2,12 cm per 80 cm di profondità e 85 di altezza, il divano Bocca è il risultato delle sperimentazioni degli anni ’70 sul poliuretano espanso schiumato a freddo a portata differenziata. Il rivestimento è in stoffa elastica e sfoderabile.
L’introduzione al poliuretano fu la vera innovazione per l’Azienda Gufram; negli anni ’70  infatti veniva utilizzato esclusivamente come isolante termico per le strutture più complesse e non per gli oggetti di design.

Il divano BOCCA di Gufram rappresenta ancora oggi una delle massime espressioni del design tra la fine degli anni 60 e gli inizi degli anni 70.

Grazie alla sua bellezza sensuale e scenografica il divano BOCCA di Gufram è esposto nei più importanti Musei del mondo. Dal Louvre di Parigi, al Museum of Applied Art and Science di Sydney, al Design Museum di Monaco.
Per il suo design iconico, il sofà BOCCA è anche stato pubblicato apparso in molte riviste prestigiose come Vogue e Harper’s Bazaar.

Bocca è un perfetto Loveseat dal design unico. Come dice giustamente il nome, il loveseat è un divanetto a due posti pensato per creare una maggior vicinanza e intimità fra le persone.

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Le varie declinazioni del sofà BOCCA®

Pink Lady, Dark Lady e Boccadoro sono le altre declinazioni dopo la versione rosso fuoco di Gufram anni ‘70.

Nel 2008, la versione Pink Lady è in rosa shocking e rievoca il colore per antonomasia, il segno distintivo della stilista Elsa Schiapparelli. Anche la stilista italiana, trasferitasi a Parigi, onorò Mae West rappresentandone il busto nella fragranza profumo, Shocking de Schiaparelli. Sempre nel 2008 esce la versione Dark Lady che è un omaggio al nero, il tipico colore associato alla corrente del punk-rock e della quale molti anglosassoni vanno fieri per essere stati i precursori della moda e costume. Il piercing del divano Dark Lady è in metallo ed è estraibile. Nel 2016 infine si aggiunge Boccadoro in edizione limitata. Il colore oro vuole rappresentare il successo planetario del divano Bocca. 


La collaborazione con MOSCHINO

Nonostante i suoi 50 anni, Bocca non ha mai perso il suo stile moderno. Sicuramente molti ricorderanno l’irriverente reinterpretazione che la Maison MOSCHINO ha fatto del divano Bocca, che inserisce la zip in metallo dorato a sigillarne le labbra. La capsule collection Moschino kisses Gufram comprende altre due pezzi: Biker Cabinet e High Hells.
Anche il divano Zipped Lips design by MOSCHINO è realizzato in poliuretano rivestito in tessuto impermeabile, adatto per l’outdoor.


Una BOCCA in miniatura!

Nel 2018 viene lanciata da Gufram la collezione di Guframini. Si tratta dei più iconici progetti Pop degli anni 70 (Bocca, Cactus, Pratone e altri) in miniatura. Oggetti scultura in scala ridotta da ammirare ed esporre dove vogliamo!
Tra i Guframini non poteva certo mancare la miniatura di Bocca, anch’essa realizzata in schiuma poliuretanica.

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2020: BOCCA® cambia make-up con una strepitosa palette di colori

Il divano Bocca festeggia i suoi primi 50 anni con un tripudio di colori. Nella cartella colori si aggiungono 25 nuove tonalità una più bella dell’altra. I rivestimenti cambiano e si rinnovano. La linea diventa più strutturata.
Tra la particolare e ampia gamma colori: cioccolato, avorio, zafferano e blu artico. La lana (elastica) bouclé è scelta per il nuovo look di Bocca.

Grazie alle nuove proposte di colori, il divano Bocca diventa sempre più contemporaneo. La vendita della linea NEW BOCCA®UNLIMITED è anche disponibile online nei siti dei distributori autorizzati.

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Durante il mio recente viaggio alla fiera di Stoccolma ho scoperto, quasi per caso, che presso il Museo del Design si stava inaugurando una grande mostra dedicata a Eero Aarnio. Un nome che forse a molti non dice molto, ma il designer di Helsinki è senza dubbio una vera icona, come icone sono gli oggetti che ha creato nella sua lunga carriera.

Trovandomi dunque nella capitale svedese insieme a Elena e Alessia, due blogger del #ddnblogger network che coordino per l’editore DDN, la decisione di andare all’anteprima stampa è stata approvata all’unanimità. E così ci siamo presentati all’opening con l’obiettivo di incontrare il grande designer e ascoltare il suo speech.

La mostra non è enorme, ma è davvero ricca e raccoglie una ricca collezione di foto, bozzetti e documenti originali, oltre ai suoi pezzi più noti. Dalle prime creazioni degli anni 60 e 70, fino agli arredi contemporanei disegnati per aziende internazionali, tra le quali le italianissime Magis e Alessi.

Nella sua lunghissima carriera – Eero Aarnio è nato nel 1932 – il designer nordico ha creato innumerevoli oggetti, sperimentando forme, materiali e processi produttivi. Ma è nel 1966 che il designer diventa celebre in tutto il mondo. Quando, poco più che trentenne, presenta la sua incredibile Ball Chair alla fiera del Mobile di Colonia.

Un capolavoro che interpretava perfettamente lo stile e lo spirito Pop che in quegli anni, complice il boom della plastica, stava esplodendo in ogni settore, dalla moda alla musica, dall’arredamento al costume. Si sentiva ancora l’eco delle prime avventure nello spazio, il satellite Sputnik ispirava gli oggetti di design e le atmosfere ispirate alla fantascienza dominavano nelle linee avanguardistiche di sedie, tavoli e lampade.

Ed eccola lì, sulla sua pedana rotante in polistirolo, la Ball chair bianca e rossa originale. Il simbolo per antonomasia dello stile “Space Age”, una delle poltrone più utilizzate in film e pubblicità, quella che, come riporta in copertina un celebre settimanale enigmistico, “vanta innumerevoli tentativi di imitazione”…

Ma il filone “Pop” di Aarnio non si esaurisce qui. In mostra anche i modelli Pastil e Tomato, altre “avveniristiche” poltrone, e la spettacolare Bubble chair, la versione trasparente (e sospesa!) della Ball.

Un’emozione vederle tutte insieme, così come è stata un’emozione conoscere personalmente Eero Aarnio e scambiare quattro chiacchiere con lui.

Mi racconta che ha deciso di rimettere in produzione i suoi pezzi storici con un suo nuovo brand, Aarnio Originals, sfruttando le nuove tecnologie che consentono oggi di realizzarli i maniera più accurata e anche più economica (in effetti il giorno stesso mi ero dondolato sulla Bubble Chair esposta nello stand Aarnio Originals della fiera).

“Possiamo fare una foto con lei, maestro?”. Eero Aarnio si guarda in giro, vede una parete tappezzata con una carta verde e gialla e ci risponde: “Certo, facciamola lì che lo sfondo è più bello”.

Salutandomi, Aarnio mi autografa anche il depliant della mostra. E questo autografo lo dedico a tutti i lettori di Design Street.

Siamo nel cuore di Manhattan, a sua volta il cuore della Grande Mela. Siamo all’ultimo piano di un edificio storico, dove sorge questo spettacolare attico dal cui terrazzo si può godere una vista a 360 gradi di New York.

Qui, in un edificio ristrutturato dall’architetto David Piscuskas e arredato dall’interior designer Tony Ingrao, vive la stilista Lisa Perry il cui stile si ispira agli anni ’60 e alla Pop Art.

E un grande omaggio ai favolosi Sixties è anche la sua casa nella quale, su un fondo rigorosamente bianco, spiccano coloratissime opere d’arte “Pop” di artisti quali Andy Warhol, Rauschenberg, Wesslmann, Vasarely. Grandi dipinti e sculture dei più grandi artisti contemporanei ci accompagnano nella vista di questo grande attico. Fino al terrazzo, dove trionfa un gigantesco anello con smeraldo, opera dell’artista Jeff Koons.

Ph. Gianni Franchellucci/Immagine 3

http://immagine3.com

 

Resta aperta fino al prossimo 24 settembre la mostra “Andy Warhol – I Want to be machine”, ospitata dal Castello Aragonese di Otranto. Una completa rassegna dedicata al maestro della Pop Art.

La mostra, attraverso opere provenienti da collezioni private italiane e prodotte da Andy Warhol con la tecnica meccanica della serigrafia, presenta i temi fondanti dell’estetica dell’artista statunitense scomparso nel 1987: mito bellezza-successo (Marilyn), consumismo (Campbell’s Soup), simboli tragici (Electric Chair). Inoltre, sono esposte opere significative come la serie dei Flowers, il Vesuvio (realizzato in occasione del suo soggiorno napoletano), i simboli del potere (Falce e Martello, Dollar Sign) e altre ancora.

L’evento è accompagnato da una rassegna collaterale dal titolo: “Summer Pop Otranto 2012. Omaggio a Andy Warhol”, una panoramica di opere dedicate all’artista americano, che spaziano dalla pittura alla scultura, dalla musica alla ceramica. Il tema scelto quest’anno è sintetizzato in un aforisma dello stesso Andy Warhol: “La pop art è un modo di amare le cose”.

www.warholotranto.it