Tag

Featured

Browsing

Ecco i più bei diffusori per ambiente di design. Per profumare l’ambiente arredando.

Profumare arredando. È questa una delle tendenze in tema di home decor. Già, forse complice la grande popolarità che i profumatori per ambiente stanno avendo negli ultimi tempi, oggi sempre più designer stanno reinterpretando questo oggetto. Dalle “piante” in legno profumato firmate da Marcel Wanders per Alessi alle lampade olfattive di Tonatto, dai diffusori di profumo per ambiente con le briccole veneziane di Locherber Milano ai bonsai di Design House Stockholm.

Ecco la nostra selezione.


I diffusori di profumi per ambiente di design


Desiderio, Blueside Emotional Design

Non solo bastoncini. I diffusori per ambiente di design possono anche essere spray. Un esempio interessante è Desiderio, una novità 2020 di Blueside Emotional Design dalla chiara ispirazione rétro.
Composto da un contenitore in vetro borosilicato dalla forma sferica e da un pescante in vetro verticale o a serpentina, Desiderio sembra appena uscito da un film degli anni ’20.
La collezione comprende 4 versioni di diverse dimensioni: 100 ml, 1 lt, 4 lt e 10 lt. Il design è di Francesco Paretti(www.blueside-design.com)


The Five Seasons, Alessi

In una rassegna sui diffusori per ambiente di design non può mancare The Five Seasons, il progetto firmato da Marcel Wanders per Alessi.
Con The Five Seasons, Wanders trasforma la profumazione per la casa in un vero oggetto d’arredo. Costituito da una base in porcellana e foglie in legno di mogano, il profumatore assume infatti le sembianze di una “pianta”.
Come si diffonde il profumo? Con un tocco della mano, la base di porcellana ruota su se stessa e l’aria passa tra le foglie di legno impregnate di essenza. Si può scegliere tra cinque diverse foglie, ognuna abbinata a una delle fragranze della collezione. (www.alessi.com)


PHIL, Tonatto

Si chiama PHIL ed è disegnata da Astrid Luglio la lampada olfattiva di Tonatto.
Il progetto nasce dall’obiettivo della Maison torinese di reinterpretare l’esperienza olfattiva con un nuovo supporto. Cuore del progetto è un filtro di carta che assorbe le fragranze di Tonatto prima che siano imbottigliate. Il filtro poggia su una base in ottone, realizzata da un artigiano orafo, e diffonde il profumo con il calore della luce.
Grazie al sistema di calamite, i filtri si possono cambiare facilmente. Un vero incantesimo d’amore. (www.tonatto.com)


Bonsai, Design House Stockholm

Dalle piante in legno di Marcel Wanders ai bonsai in rattan di Takafumi Nemoto. Parliamo di Bonsai, il diffusore per ambiente di Design House Stockholm.
Stanco dei classici bastoncini in legno, il designer giapponese li ha sostituiti con rami e foglie in rattan intrecciati a mano.
La collezione comprende tre modelli: Bonsai Cloud, Bonsai Blossom e Bonsai Breeze. Ognuno poggia su una base in grès contenente un olio profumato, che diffonde una fragranza fresca e naturale. (www.designhousestockholm.com)


GUARDA IL NOSTRO APPROFONDIMENTO SU BONSAI


Profumo, Ichendorf

Il porta essenze Profumo, disegnato da Cristina Celestino, gioca sulla sovrapposizione di due volumi semplici: il cilindro e la sfera. Il primo può essere liscio oppure impreziosito da scanalature che solcano il vetro in verticale. La sfera, tagliata a 45 gradi, è un omaggio alle ampolle dei maestri profumieri.
Il diffusore è in vetro borosilicato soffiato a lume ed è disponibile in due versioni. Una da 500 ml e una più piccola da 250 ml. (www.ichendorfmilano.com)


The Elements, Tom Dixon

The Elements è la collezione di fragranze per la casa proposta da Tom Dixon, ispirata ai quattro elementi della natura: Fuoco, Aria, Terra e Acqua. Quattro profumi leggeri ma di carattere presentati in raffinati diffusori di design. Bottigliette in vetro soffiato a bocca, di quattro colori diversi, decorate con lettere applicate a mano.
Per diffondere il profumo, c’è un rametto di carbone di provenienza britannica. (www.tomdixon.net)


Collaps, Moreno Ratti

Il profumatore per ambiente Collaps fa parte dell’omonima collezione autoprodotta da Moreno Ratti, designer che da anni è concentrato sulla lavorazione creativa del marmo.
L’idea è quella di creare una serie di oggetti in vetro che “collassano” sotto il peso del coperchio in marmo. Un contrasto molto forte, interpretato da Moreno Ratti in maniera intelligente e creativa.
Ogni pezzo è realizzato a mano in tiratura limitata. (morenoratti.com)


Vase Diffusers, Skandinavisk

Heia, Lysning, Rosenhave. Tre fragranze, tre fughe nei paesaggi scandinavi. Sono i profumatori in vaso del brand svedese Skandinavisk. Tre diffusori che portano in casa i profumi e le sensazioni rilassanti della natura nordica.
I tre profumatori sono proposti in un contenitore di vetro decorato soffiato a bocca, che ricorda i piccoli vasi con un fiore. Per tutti i nordic addicted ma non solo. (skandinavisk.com)


Home Fragrances, FAINA Design

Un set di sfere in vetro soffiato, ognuna pensata per un profumo diverso. Sono le nuove fragranze per ambiente dell’eclettico brand ucraino Faina Design.
3 profumatori per ambiente dal design minimale. 3 tonalità differenti. 3 fragranze differenti. Come unico elemento decorativo, le bolle della soffiatura imprigionate nel vetro, che rendono un diffusore diverso dall’altro.

I 3 profumi sono MÓCHAR, simbolo della connessione con la terra e caratterizzato da un’armonia di fieno, aghi di ginepro e corteccia di betulla. POLYN, che diffonde i toni affumicati dell’assenzio di Taurian, del timo, dell’abete dei Carpazi e della camomilla di campo appena raccolta. E CVIT che rivela una scia di femminilità floreale con accenti di pepe e salvia, di felce e di infiorescenze di campo. (www.yakusha.design)


Fragrance Diffuser Collection, Fazzini

Fazzini Home Fragrances è la linea di diffusori per ambiente progettata da Hangar Design Group per Fazzini, il noto brand di biancheria per la casa.
Il profumatore è costituito da un vaso in ceramica dalle forme essenziali, realizzato con la tradizionale tecnica al tornio.
Un piccolo capolavoro di artigianato e design vincitore dell’IF Design Award 2018. (fazzini23.onretelit.com)


Venetiae, Locherber Milano

Un omaggio a Venezia e alla sua storia. È Venetiae, il profumatore per ambiente di Locherber Milano realizzato con le briccole.
I celebri pali in legno che delimitano le zone navigabili nella laguna di Venezia devono essere sostituiti ogni vent’anni, perché deteriorati dall’erosione delle teredini, i molluschi che si nutrono di legno. Locherber Milano ha recuperato le briccole rovinate e le ha trasformate nei tappi del diffusore. Il risultato è un piccolo gioiello di alto artigianato. (locherbermilano.com)


Stile, CULTI MILANO

Il diffusore Stile di CULTI MILANO si veste con un elegante abito. L’azienda ha, infatti, lanciato una fascia in ecopelle per il profumatore nel suo formato Magnum da 4300 ml. La fascia è disponibile in nero e cognac ed è impreziosita dal logo CULTI MILANO. Un accessorio ricercato per decorare con discrezione. (www.culti.com)


 

Ice Cream, Lladrò

Cremoso come un gelato alla panna. È Ice Cream, uno dei profumatori per ambiente di design del brand spagnolo Lladrò.
A comporre il diffusore un contenitore in porcellana bianca opaca e un coperchio in metallo dorato. All’interno c’è un flacone in vetro trasparente con 200 ml di essenza e sei bastoncini da 20 cm. Questo oggetto decorativo è prodotto a mano in Spagna ed è disponibile anche nella versione portacandele(www.lladro.com)


Foto di copertina: Skandinavisk.

La bellezza leggera e dinamica delle sedie a 3 gambe.

Sedie a 3 gambe? Le sedie, per tradizione, hanno 4 gambe. Ma non sempre! La storia del design ci mostra come i più grandi maestri del design si siano spesso sbizzarriti a immaginare e a progettare tanti modelli di sedie con tre gambe. Parliamo di designer del calibro di  Ray & Charles Eames, Hans J. Wegner, Arne Jacobsen, Max Bill, Angelo Mangiarotti, Lina Bo Bardi, Philippe Stark e molto altri…

A differenza delle sorelle più classiche, le sedie a tre gambe si caratterizzano per una linea più snella, più leggera, e comunicano una forte sensazione di dinamismo. Ma non preoccupatevi… Sono stabili e sicure esattamente come tutte le altre.

LE PIÙ ICONICHE SEDIE A 3 GAMBE DELLA STORIA DEL DESIGN DAGLI ANNI ’40 AGLI ANNI ’80

Vediamo allora in questa nostra rassegna quali sono le più celebri e le più belle sedie a 3 gambe della storia del design. La nostra selezione parte da quei modelli progettati dai grandi maestri a partire dagli anni 40, fino ad arrivare ai modelli più recenti degli anni 80 del secolo scorso. A parte la prima sedia di Ray and Charles Eames, tutte le altre sono ancora in produzione dalle aziende citate. Le sedie sono presentate in ordine cronologico. Buona lettura!


THREE-LEGGED SIDE CHAIR, RAY AND CHARLES EAMES

La prima sedia a tre gambe della storia del design contemporaneo è probabilmente quella disegnata nel 1944 da Ray and Charles Eames. È stata progettata in diversi modelli: sia con la gamba singola davanti, sia con la gamba singola dietro. La sedia si caratterizza per la seduta e lo schienale realizzati con un sottile foglio di multistrato curvato. I designer si erano costruiti, nel loro laboratorio di Los Angeles, una pressa “fai da te” per modellare il legno e con questa quale facevano i loro primi esperimenti, tra cui le celebri Three-legged Chairs. Il prototipo che vedete qui sotto è esposto nella collezione permanente del Victoria and Albert Museum di Londra.


DREIBEINSTUHL (ULM CHAIR), WB FORM

Questa bellissima sedia a tre gambe è stata disegnata nel 1949 da Max Bill. L’architetto svizzero, che aveva studiato nel celebre Bauhaus con maestri del calibro di Paul Klee e Wassily Kandinsky, fu tra i fondatori della celebre Scuola di Ulm. La sedia Dreibeinstuhl (in tedesco semplicemente sedia con 3 gambe) è realizzata in multistrato di faggio naturale ed ha le gambe in faggio massello curvato. La sedia di max Bill è un perfetto incontro tra forma e funzione, design e semplicità

www.wbform.com


SE 42, WILDE & SPIETH

Progettata nel 1949 da Egon Eiermanns per Wilde & Spieth, la sedia a tre gambe SE 42 è composta da tre semplici elementi in multistrato curvato sui quali si montano il sedile e lo schienale. Per la realizzazione Eiersmann si rivolse ad una piccola falegnameria di Esslingen, in Germania, che poi si è trasformata nell’azienda che la produce ancora oggi. La SE 42 è realizzata in faggio ed è disponibile in finitura naturale o colorata, anche in versione bicolore. Il designer ha pensato di inserire sotto il sedile un sistema di ammortizzatori in gomma che rende sedia particolarmente comoda.

www.wilde-spieth.com


VALET CHAIR PP250, PP MØBLER

La Valet Chair fu progettata nel 1951 da Hans Wegner, come oggetto pratico per disporre gli abiti prima di andare a letto. Il sedile.si può sollevare e si trasforma nell’appendino per i pantaloni. In un vano ricavato sotto la seduta si possono essere riposti piccoli oggetti come chiavi, portafogli, occhiali etc. Le prime 10 Velet Chair furono ordinate dal de di Danimarca Frederik IX, che se ne innamorò a prima vista.

www.pp.dk


ANT CHAIR, FRITZ HANSEN

La Ant Chair, progettata dal designer e architetto danese Arne Jacobsen nel 1952 per Fritz Hansen, è un altro capolavoro minimalista del design scandinavo. La prima era stata progettata dal designer danese con solo tre gambe, per dare maggior spazio e maggior libertà di movimento alle gambe dell’utilizzatore. Solo successivamente nasce la versione più tradizionale a 4 gambe. Entrambi i modelli vengono realizzati ancora oggi.

fritzhansen.com

GUARDA IL NOSTRO ARTICOLO DI APPROFONDIMENTO SULLA ANT CHAIR


GUBI: NAGASAKI CHAIR

La Nagasaki Chair è stata disegnata nel 1954 dal francese Mathieu Matégot. Fu esposta nello stesso anno al Salon des Artistes Décorateurs di Parigi. La sedia ha una strutttura a tre gambe in tubolare mentre lo schienale è realizzato con un foglio metallico traforato e curvato. Il sedile imbottito, che riuprende la forma di una sella, è sostenuto da una staffa agganciata alle gambe. La Nagasaki Chair, prodotta ancora oggi da Gubi fa parte della collezione permanente del Vitra Design Museum.

www.gubi.com


CARL HANSEN & SØN, SHELL CHAIR CH07

Disegnata da Hans J. Wegner nel 1963, questa comoda sedia a tre gambe è oggi una delle più celebri icone del design scandinavo. Ma la sua storia non è iniziata con un successo. La Shell Chair infatti non venne molto apprezzata dal pubblico degli anni 60, forse per via del suo design giudicato eccessivamente minimale e azzardato. Ma quando Carl Hansen & Søn la rieditò nel 1998, la risposta del pubblico fu estremamente positiva. Realizzata in multistrato curvato, si caratterizza per la seduta a conchiglia (da qui il nome) e per l’azzardata gamba posteriore, un dettaglio strabiliante che la rende ancora attualissima.

www.carlhansen.com


HAY, J10T CHAIR

La sedia a tre gambe J107 Chair disegnata nel 1965 da Poul M. Volther per l’azienda danese HAY è un classico del design nordico. L’aspetto è decisamente vintage. La sua estrema semplicità e il design essenziale si unisce alla qualità dei materiali. La sedia, che ha la struttura in legno di faggio, è disponibile nelle finiture naturale o laccata in 5 colori.

hay.dk


TRE 3, AGAPECASA

TRE 3 è una storica seduta disegnata nel 1978 per Agapecasa da Angelo Mangiarotti . Si tratta di una sedia a tre gambe realizzata in legno e cuoio. L’unica gamba posteriore, più alta delle altre, sostiene un elemento in cuoio che forma la morbida seduta e lo schienale. La sedia TRE 3 ha la struttura in rovere massello naturale o scuro, mentre la seduta in cuoio può essere in color naturale oppure nero.

www.agapecasa.it


COSTES, DRIADE

Disegnata nel 1984 da Philippe Starcke per Driade, la poltroncina a 3 gambe Costes fu pensata per l’omonimo bar parigino, oggi purtroppo chiuso. Costes segna l’inizio della collaborazione tra il designer francese e il brand milanese. Una scocca il legno curvato è sostenuta da una struttura in tubolare metallico nero. Le finiture sono: mogano, mogano ebanizzato, rovere grigio, wengé rigato o bamboo. Qui sotto, i modelli in bambù e in mogano ebanizzato.

www.driade.com


GIRAFA CHAIR, DPOT

Girafa Chair è un’insolita sedia con 3 gambe è stata disegnata nel 1986 dalla grande designer italo-brasiliana Lina Bo Bardi insieme a Marcelo Suzuki. La semplicità delle linee ne fanno quasi un oggetto d’arredo per bambini. E infatti oltre alla sedia da pranzo i designer hanno progettato anche uno sgabello alto e una seggiola bassa per i più piccoli. La sedia è composta da una seduta tonda e dalle tre gambe in legno, una delle quali si allunga per trasformarsi in schienale e per poi chiudersi a T. Un segno minimale che però ne facilita la presa e il trasporto.

www.dpot.com.br


CHAIR PP58/3 PP MØBLER

La sedia PP58/3, la versione a tre gambe della più celebre PP58. L’ha disegnata Hans Wegner sempre per PP Møbler nel 1988, quando il designer danese aveva già 74 anni. A differenza del modello a 4 gambe, questa è impilabile. Si può scegliere la versione in betulla, in faggio, in rovere, oppure laccata in diversi colori.

www.pp.dk


LE PIÙ ICONICHE SEDIE A 3 GAMBE DI DESIGN CONTEMPORANEO

La tradizione di disegnare sedie con 3 gambe prosegue fino ai nostri giorni. Eco qui di seguito una selezione delle sedie più recenti che ci sono piaciute di più. In rigoroso ordine sparso!


COLE’, TRIA

La sedia Tria di Colé Tria si ispira alle forme impossibili dell’artista e incisore olandese Maurits Escher. La seduta si basa su un gioco di intersezioni che crea un effetto ottico insolito e dinamico. La sedia Tria con la sua seduta a corolla-può essere usata in due modi differenti. Sedendosi al centro, con un doppio schienale avvolgente, oppure di fianco. n questo caso lo schienale per chi la usa è singolo.

coleitalia.com


BAVARESK CHAIR, DANTE

Questa sedia a 3 gambe è stata disegnata da Christophe de la Fontaine per l’azienda tedesca Dante. Si chiama Bavaresk e si ispira ai tradizionali arredi bavaresi. La sedia è realizzata in legno di faggio ed è disponibile in legno laccato oppure rivestita in tessuto o in pelle. Lo schienale può essere ingentilito da un cuscino in tessuto, minimale come la sedia stessa.

www.dante.lu


LINE CHAIR, RILUC

È realizzata con un grosso tubo curvato la Line chair del brand portoghese Riluc. Disegnata dal franco-portoghese Toni Grilo, la Line Chair è realizzata in acciaio inox con una tecnica artigianale molto complessa. La sua forma dalle ampie curve la rende una vera icona pop. Line Chair è una sedia ma è al tempo stesso una scultura domestica. È disponibile nella versione acciaio lucido o placcata in titanio con effetto oro oppure rame.

riluc.com


FRAMA, TRIANGOLO CHAIR

Disegnata dall’olandese Per Holland Bastrup per Frama, la Triangolo chair si distingue per il suo sedile triangolare oltre che per le tre gambe e l’anello che funge da schienale. La Triangolo Chair è realizzata interamente in metallo ed è disponibile nella finitura acciaio chiaro oppure nera.

framacph.com


PORVENTURA, ICON

La sedia Icon dell’azienda portoghese Porventura ha un aspetto estremamente lineare. Disegnata da Miguel Soeiro, ha la struttura in legno in tre essenze: betulla nella finitura bianco opaco oppure faggio, e noce americano. La sedia Icon, disponibile anche nella più ampia versione a poltroncina, ha la gamba posteriore inclinata che sostiene lun elemento a ferro di cavallo che serve da schienale e braccioli.

www.porventura.pt


LINTELOO, MARK

La sedia Mark prodotta da Linteloo è stata progettata dal designer tedesco Sebastian Herkner. La sedia, che fa parte di una collezione che comprende anche un tavolo da pranzo, si caratterizza per I suoi tratti forti. La sua silhouette è decisamente grafica ed ha un carattere importante con la sua gamba posteriore così larga, volutamente sovradimensionata. based on the use of solid wood and strong shapes. La struttura in legno di betulla può essere in finitura naturale o colorata in varie tonalità.

linteloo.com


SANDLER MUDLER, PYTHAGORAS CHAIR

Ha un aspetto vagamente “futurista” questa sedia a tre gambe disegnata da Sander Mulder. Si chiama Pythagoras chair ed ha seduta e schienale in alluminio verniciato a polvere. La sedia è disponibile con le gambe in rovere chiaro oppure in alluminio (in questo caso, è anche adatta all’outdoor). Questa particolare sedia arriva in un pacco piatto composto da solo 5 elementi, facilmente assimilabili. Esiste anche una versione a 4 gambe.

www.sandermulder.com


SPADE CHAIR, PLEASE WAIT TO BE ASEATED

Spade chair, disegnata da Faye Toogood per il brand danese Please Wait To Be Seated, è una sedia dal design ridotto all’essenziale. La sedia è realizzata in legno di frassino. Lo schienale cilindrico che termina con una forma a T, ricorda l’impugnatura delle spade per bambini. Proprio per questa sua forma, lo schienale può essere utilizzato anche come un pratico portaoggetti.

pleasewaittobeseated.dk


PENSANDO AD ACAPULCO, DE CASTELLI

Pensando ad Acapulco è un omaggio dichiarato all’iconica Acapulco Chair degli anni ’50. Firmata da Ivdesign per De Castelli, la sedia Pensando ad Acapulco. La desia è composta da una struttura a tre gambe in ferro che sorregge la seduta conica, composta da 3 spicchi che possono essere in rame, in acciaio o in ottone lucido.


PETIT CHAIR, DE LA ESPADA

Chiudiamo la rassegna con una novità appena lanciata sul mercato. La piccola Petit Chair disegnata da Neri & Hu per De La Espada.

Petit chair è una sedia da pranzo con la struttura in legno massello e il sedile imbottito, rivestito in pelle o in tessuto. Questa sedia a tre gambe è stata appositamente progettata da Neri & Hu per il ristorante Papi di Parigi. L’obiettivo dei designer era di creare una sedia pratica, leggera e che occupasse poco spazio. Ovviamente è disponibile anche una versione a 4 gambe…
La sedia è disponibile in diverse essenze di legno: noce nero americano, rovere bianco americano o, frassino europeo. Il legno può essere naturale o tinto (delaespada.com).

Gli specchi da tavolo di design sono un oggetto fra memoria e contemporaneità. Ecco la nostra selezione.

Belli da guardare e perfetti per guardarsi. Oggi parliamo degli specchi da tavolo di design. Un accessorio simbolo di vanità, tradizionalmente usato per impreziosire un angolo della camera da letto e accompagnarci nella nostra beauty routine. Ma anche un oggetto carico di magia che ha ispirato tanti designer nel corso degli anni.

Qualche idea? Detto fatto. Abbiamo raccolto per voi 18 specchi da tavolo di design. Fra proposte minimal e specchi dal sapore rétro, grandi brand e designer indipendenti.

Ecco la nostra selezione.


GUARDA ANCHE I NOSTRI ARTICOLI SUI
MOBILI DA TOELETTA E SUGLI SPECCHI DA TERRA


 

Nimbus Table Mirror, Menu

“Un piccolo amico che ti aiuta quando hai bisogno”. Così Krøyer-Sætter-Lassen racconta Nimbus, il suo specchio da tavolo per Menu.
Il progetto parte da una riflessione: come una cornice può circondare un quadro, senza distogliere l’attenzione dalla bellezza dell’opera. Il risultato è una cornice curvain ottone lucido o brunito, dall’eleganza discreta. Per aggiungere un accento prezioso lasciando, però, lo specchio protagonista. (menuspace.com)


Half Moon Mirror, Kristina Dam

Scultura o specchio da toeletta? È Half Moon Mirror di Kristina Dam Studio. Una mezza luna dal design minimale che può portare una nota di romanticismo in qualsiasi ambiente.
Half Moon Mirror è proposto con base in marmo bianco o in legno di quercia. Lo specchio è disponibile nella versione standard o anticata, a seconda che si voglia dare priorità all’aspetto funzionale o a quello decorativo. (kristinadam.dk)


Nur Mirror, Zanat

Ricorda un piccolo totem tribale lo specchio da tavolo Nur Mirrordisegnato da Monica Förster per Zanat. Lo specchio sagomato ha un’impugnatura in legno di acero nero. Una volta utilizzato, lo specchio si può riporre sul tavolo, infilando il manico in una base d’appoggio dalla forma conica, intagliata a mano in diverse decorazioni. (www.zanat.org)

 


Reflecting Marble, Soda Designers

Si chiama Reflecting Marble l’elegante specchio da tavolo di Soda Designers.
A comporre il progetto due lastre di marmo incastrate l’una nell’altra, come fossero le carte di un mazzo. Un gioco di incastri reso possibile dallo spessore ridotto del materiale. Su ognuna delle due lastre di marmo è applicato uno specchio. Posizionando le due superfici a specchio a un’angolazione di 90°, si ottiene un’area di riflesso praticamente infinita. (www.soda.at)


IO, Gejst

Un giroscopio. È questo dispositivo fisico impiegato per navigare nei satelliti e nei sottomarini ad aver ispirato IO, lo specchio da tavolo disegnato da Michael Rem per Gejst. Il risultato è uno specchio dal design puro ed essenziale che può essere utilizzato anche come semplice elemento di decorazione.
IO è disponibile in 2 colori: nero e rosa (il rosa solo come specchio per il trucco). La versione per il trucco è dotata di lente d’ingrandimento. (gejst.com)


Muse Table Mirror, Woud

Un po’ specchio, un po’ portagioielli. Muse, il progetto firmato da Laurene Bourgeron per Woud, è uno specchio da tavolo che combina diverse funzioni.
La base circolare può accogliere accessori per il trucco e piccoli oggetti. La struttura permette di riporre i gioielli. Lo specchio circolare fa il paio con la base di Muse, creando un equilibrio armonico.
Un oggetto funzionale, ma anche un complemento decorativo dal deciso segno grafico. (woud.dk)


Flip, Normann Copenhagen

Parlando di specchi da tavolo di design, è d’obbligo citare Flip di Normann Copenhagen. Lo specchio, disegnato da Javier Moreno, si ispira al tradizionale tavolo da toeletta. Come un tavolo per il trucco, Flip unisce due funzioni in una: specchio e spazio contenitivo. Invece dei cassetti, nello specchio di Normann Copenhagen c’è un piccolo vassoio a ospitare i gioielli e il necessario per il make up.
Flip è in metallo laccato, disponibile in diverse finiture e colori. Lo specchio può essere ruotato verso l’alto, verso il basso o di 360 gradi(www.normann-copenhagen.com)


Slide, Fritz Hansen

Un altro specchio da tavolo dal design minimale, con portaoggetti integrato. Si chiama Slide ed è firmato dalla designer giapponese Karin Nakamura per la collezione accessori di Fritz Hansen
Questo piccolo specchio da toilette è nato dalla collaborazione tra il Central St. Martens College of Art & Design e Fritz Hansen, dove ha studiato la Nakamura. La designer racconta di essere stata influenzata, nella progettazione dello specchio, dall’approccio minimalista tipico della cultura giapponese. (fritzhansen.com)

.


Sophie, Salvatori

L’eleganza del marmo trova piena espressione in Sophie, lo specchio da tavolo di Salvatori. Il marmo Bianco di Carrara compone, infatti, la cornice dello specchio e la base a forma di cono su cui poggia.
Il design minimale rende lo specchio Sophie adatto per diversi ambienti: dal bagno alla camera da letto, fino al living. (www.salvatori.it)


Flow Table, Ginger&Jagger

Lungo le rive di un fiume, i rami degli alberi catturano gli oggetti che scorrono nell’acqua. Lo specchio da tavolo Flow di Ginger&Jagger racconta questo dialogo fra alberi, acqua e terra. Il ramo qui è però in fusione di ottone e funge da base per la cornice in marmo Nero Marquina che sostiene lo specchio circolare.
Flow è lavorato interamente a mano a Porto. (www.gingerandjagger.com)


Mirror Mirror, Maria Bruun

Specchio specchio delle mie brame… Riprende la celebre frase della perfida regina di Biancaneve Mirror Mirror, la collezione disegnata da Maria Bruun. Una serie di specchi angolari pensata per inserirsi in ogni angolo della casa e per raccontare storie da diversi punti di vista. Perché se uno specchio di norma racconta solo un lato della storia, Mirror Mirror riflette la realtà in modo sfaccettato.
Un progetto tra funzionalità e magia. (mariabruun.com)


Apollo, Pulpo

Sembra una roccia lunare la base di Apollo, lo specchio da tavolo disegnato da Studio Furthermore per Pulpo. In realtà, si tratta di alluminio pressofuso grezzo. Un progetto dalle forme semplici, che punta tutto sui materiali e sui loro contrasti.
Gli specchi da toeletta Apollo sono proposti in due misure. A voi la scelta. (pulpoproducts.com)


Culti domestici, Stella Orlandino

Una specchiera da toeletta pensata come una piccola architettura domestica. È Culti domestici, lo specchio da tavolo firmato dalla designer Stella Orlandino.
Con le sue colonne in marmo di Carrara e il chiaroscuro delle scanalature lo specchio è, infatti, un chiaro omaggio alle architetture classiche.
Un ritorno alle forme pure. Un oggetto dal fascino senza tempo. (stellaorlandino.com)


Table Mirror, Fritz Hansen

Una sottile struttura in metallo verniciato e un ripiano in marmo. Progettata negli anni ’50 da Paul McCobb, questa specchiera da tavolo di Fritz Hansen sembra essere un oggetto dei giorni nostri. Merito del suo design senza tempo.
Una specchiera di design piena di fascino, ma anche un complemento d’arredo estremamente funzionale. Lo specchio può essere, infatti, ruotato di 360 gradi. (fritzhansen.com)


Cyclope, Moustache

Dichiara il suo carattere nel nome Cyclope, lo specchio da tavolo di Moustache. Il progetto firmato da Ionna Vautrin richiama infatti nella forma i Ciclopi, i giganti con un occhio solo della mitologia.
Con la sua superficie di forma convessa, lo specchio riflette lo spazio deformandolo. Un effetto che dà la sensazione che qualcuno ci osservi dall’altra parte.
Il “ciclope” poggia su una base conica in ceramica simile a un piedistallo. (www.moustache.fr)


Poudré Collection, Atelier Macramé

Uno specchio che nasce dai “cassetti dei ricordi dell’infanzia”. È Poudré, la linea di specchi di Atelier Macramé, il progetto di design autoprodotto creato da Laura Calligari.
Il cuore di Poudré è nel pattern geometrico sul retro. Un disegno realizzato con la scagliola, un’antica tecnica di intarsio che riproduce la resa visiva del marmo e delle pietre dure attraverso una mescolanza di gesso, colle naturali e pigmenti colorati. (www.ateliermacrame.it)

LEGGI IL NOSTRO APPROFONDIMENTO SULLA COLLEZIONE POUDRÈ 


Melt, Bower Studios

Due lastre in marmo verde Guatemala che tengono fermo uno specchio bifacciale. Ecco raccontato in breve Melt, lo specchio da tavolo progettato dallo studio newyorkese Bower Studios.
Lo specchio, prodotto in Portogallo, è stato lanciato sul sito di Bower Studios ed è disponibile dal marzo 2021.
La collezione Melt comprende anche uno specchio a parete. (bower-studios.com)


Erat, Lucie Kaas

La tradizione italiana incontra il design scandinavo in Erat, lo specchio da appoggio disegnato da Alberto Bellamoli per il brand danese Lucie Kaas.
A caratterizzare lo specchio è la base in terrazzo, un “materiale” amato da Alberto Bellamoli soprattutto per le sue origini povere. Il terrazzo veneziano è infatti un pavimento nato dagli scarti, realizzato con frammenti di pietre naturali e marmi colorati di varie dimensioni, tenuti insieme dal cemento. (luciekaas.com)

specchi da tavolo di design

GUARDA IL NOSTRO ARTICOLO SULLE SPECCHIERE DA TERRA E SUGLI SPECCHI DA PARETE


Oggi le cucine outdoor offrono le stesse prestazioni delle cucine indoor. Per chi vuole cucinare in giardino o in terrazzo come un grande chef.


Cucinare in giardino o in terrazzo come un vero chef oggi è possibile. Già, se fino a qualche anno fa cucinare en plein air significava per lo più fare un barbecue con gli amici, ormai sempre più aziende propongono cucine outdoor multifunzionali che permettono di preparare pasti completi ed elaborati.

Sì, le cucine outdoor modulari sono curate nel design e offrono le stesse possibilità di personalizzazione delle cucine per interni: dalla composizione dei moduli alla scelta delle finiture, dagli elettrodomestici agli accessori. Tante possibilità in grado di accontentare ogni gusto e necessità, anche quelle dei cuochi più esigenti.


Materiali resistenti agli agenti atmosferici

Se la versatilità e il design delle cucine outdoor sono le stesse delle cucine indoor, i materiali sono diversi. Le cucine outdoor devono infatti resistere alle intemperie, alla corrosione, agli sbalzi di temperatura e ai raggi UV. Fattori che richiedono la scelta di materiali altamente resistenti, come l’acciaio inox AISI 316 o il legno trattato, per esempio.

Siete alla ricerca di una cucina outdoor? Ecco la nostra selezione. Di design, ovviamente.

 


CUCINE OUTDOOR DI DESIGN


Atelier Abimis

Cucinare all’aperto come un grande chef? La risposta viene dalla linea Atelier di Abimis. Dal 2018 le cucine di derivazione professionale in acciaio inox di Abimis sono, infatti, disponibili anche in versione outdoor. Le prestazioni sono le stesse delle cucine per interni: dalle infinite possibilità di personalizzazione agli elevati standard in termini di ergonomia e funzionalità. Così com’è la stessa l’attenzione al design.
Le cucine outdoor di Abimis, inoltre, possono essere installate vicino al mare o a bordo piscina. In questo caso, è utilizzato l’acciaio inox AISI 316. Una lega metallica estremamente resistente al cloro e alla salsedine. (abimis.com)


Tikal, Talenti

Piccole architetture dalle forme rigorose dove sono protagonisti i materiali. Si ispira alle architetture di culto mesoamericane Tikal, la prima linea di cucine outdoor di Talenti firmata dall’architetto Nicola De Pellegrini dello Studio Anidride Design.
La struttura di Tikal è in acciaio Zinco Magnesio e alluminio (Magnesit), con una speciale verniciatura per esterni adatta alle elevate temperature. Il top è realizzato con grandi lastre in grès dall’effetto cemento che, con la luce, evidenziano la matericità della cucina. (www.talentisrl.com)

Open Kitchen, Röshults

Il brand svedese Röshults ha creato un interessante sistema modulare di cucine per esterno. Si tratta di Open Kitchen, un catalogo completo di moduli base e di accessori per comporre la propria cucina outdoor su misura, anche grazie a un configuratore presente sul sito.
Il sistema Open Kitchen offre una flessibilità di composizione pressoché infinita. Così ognuno può personalizzare la propria cucina per il giardino, per il terrazzo o per il bordo piscina. Tutti gli elementi di Röshults si caratterizzano per un design rigoroso, minimale e senza tempo. (roshults.com)


AH01, Boffi

Il barbecue come non lo avete mai visto prima. Parliamo di AH01, la cucina per esterni di Boffi.‎ Un BBQ che offre elevate prestazioni di cottura a livello professionale. Il cuore del progetto è la piastra asportabile e di facile manutenzione. La sua inclinazione verso il lato frontale favorisce, infatti, il defluire dei liquidi raccolti in una vaschetta anteriore removibile.‎ Per una cucina equilibrata e sana, senza fumo e senza odori.
AHO1 è realizzata in acciaio inox AISI 316 e legno Iroko o Paperstone, materiali altamente resistenti agli agenti atmosferici. Il monoblocco può essere completato con la zona lavaggio, tavoli, penisole, panche di seduta integrate e un comodo carrello di servizio. Su richiesta si può avere anche il telo di copertura per esterno, realizzato con un materiale per uso velico impermeabile e protettivo.‎ (www.boffi.com)


QB 01, Sanwa

Un volume compatto su ruote che si può trasportare facilmente dall’interno verso l’esterno.‎ QB 01 di Sanwa è una cucina nomade versatile e funzionale, che può adattarsi a qualsiasi luogo.
Un tagliere in legno copre il lavabo a scomparsa, il piano cottura a induzione è portatile e può essere nascosto all’interno dei vani contenitore.‎ A completare la proposta un piccolo frigorifero, un cassetto portaposate e alcuni accessori (tagliere in legno, ceppo porta coltelli, contenitore per gli utensili).
QB 01 è realizzata in Paperstone, un materiale completamente naturale, resistente e facile da pulire, che deriva dal riciclo di carta da ufficio e cartone(info.sanwacompany.co.jp)


Artusi, Arclinea

Artusi Outdoor è la cucina per esterni proposta da Arclinea. Il materiale è l’acciaio inox AISI 316, la super lega metallica resistente ad agenti atmosferici, salsedine e cloro. L’anta è spessa 4 cm, isolata internamente e provvista di guarnizione magnetica, per evitare il rischio di infiltrazioni e intrusioni di insetti. I fusti sono in compensato marino Okoumé. Un contenitore termico, con cassettoni interni, offre la possibilità di conservare la temperatura di cibi e bevande.
Artusi Outdoor è disponibile nella versione a isola o a parete. (www.arclinea.it)


Libera, Elmar

Libera è la nuova cucina per esterni di Elmar, disegnata da Marco Merendi & Diego Vencato. Un modello di cucina compatto, elegante e funzionale, con struttura in acciaio e cemento colorato. Si tratta di Cementoskin, un nuovo materiale ecosostenibile dalle alte prestazioni, caratterizzato da una finitura superficiale che offre una sensazione tattile simile al velluto. (www.elmarcucine.com)


Modulnova

Acciaio verniciato con polveri epossidiche e Pietra Piasentina. Sono questi i materiali della cucina outdoor di Modulnova. Due materiali estremamente resistenti all’umidità, alle intemperie, agli sbalzi termici e all’usura.
Il progetto ha tutto ciò che occorre per cucinare: griglia da barbecue, friggitrice, forno a legna, piastra teppanyaki e piastra a induzione per le cotture tradizionali. Inoltre, comprende due zone di contenimento, uno spazio dedicato al lavaggio, una zona per refrigerare le bevande, una macchina per il ghiaccio e addirittura una vasca in Pietra Piasentina dove mantenere freschi i vini. (www.modulnova.it)


Officine Gullo

Colore, alta tecnologia ed efficienti prestazioni. Ecco raccontata in breve Pacific Light Blue, la cucina per esterni di Officine Gullo. La cucina è realizzata in acciaio ad alto spessore verniciato a fuoco, con finiture in ottone cromato e sportelli rivestiti in teak.
La zona cottura professionale è attrezzata con forno elettrico ventilato, triplo barbecue, maxi bruciatore ad alto rendimento con potenza pari a 10 kW e friggitrice a doppia vasca. La cappa a piramide è dotata di motore professionale e luci a LED. La zona lavaggio è ampia e dotata di lavello a vasca singola da 94 cm. La parete è completata con frigorifero professionale, erogatore per birra e produttore di ghiaccio. (www.officinegullo.com)


Incline, Minotticucine

Una vera scultura da giardino per cucinare all’aria aperta. È Incline, la cucina monoblocco in pietra disegnata da Alberto Minotti. Incline prende il nome dalla linea della sua struttura inclinata di 5° sui quattro lati. Un blocco squadrato, minimale, privo di qualsiasi ornamento.
Lunga 250 cm, la cucina ha il corpo in pietra Erafuoco rosso e la struttura in acciaio inossidabile. La vasca è in pietra con piletta nascosta e l’erogazione dell’acqua avviene mediante un foro praticato sulla pietra. Ai due estremi si aprono due cassettoni in acciaio inossidabile.
La cucina è dotata di
barbecue a gas per uso esterno col coperchio scorrevole in pietra. (minotticucine.it)



Convivium, Il Giardino di Corten

Convivium è una cucina outdoor completamente realizzata in Corten. Disegnata dallo studio Oxsimoro per il Giardino di Corten, è un sistema modulare molto flessibile.
La cucina Convivium può essere infatti configurata con due tipologie di griglie, un lavello con rubinetto estraibile, un contenitore per il ghiaccio, un cestello per le bottiglie e la vaschetta cocktail.
Al top in Corten può essere sovrapposto un piano di lavoro in teak, faggio o teflon. Ogni modulo è, infine, dotato di un ampio contenitore con ante. (ilgiardinodicorten.it)



Frame Kitchen Outdoor, Fantin

Sostenibilità. È questa la parola chiave di Frame Kitchen Outdoor di Fantin. La cucina disegnata da Salvatore Indriolo è, infatti, realizzata in metallo 100% riciclabile e con finiture a polveri atossiche. Nata da un modello per gli interni, dal 2020 Frame Kitchen è proposta anche per gli spazi esterni, grazie a un trattamento di cataforesi che la rende antiruggine e resistente agli agenti atmosferici.
La cucina è disponibile a 2 o 3 moduli, con top in acciaio Barazza e in una palette di 13 colori diversi. (www.fantin.com)


LEGGI ANCHE IL NOSTRO ARTICOLO SU COME ARREDARE UN SALOTTO OUTDOOR