Report dal Salone del Mobile

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Come anticipato ai tanti che mi hanno seguito su Facebook durante il Salone del Mobile (e approfitto per ringraziare tutti…) ecco qualche considerazione su quanto visto in fiera.

Come prima cosa ho notato un maggiore afflusso rispetto agli anni scorsi, dato positivo, anche se pare che siano aumentati gli stranieri e calati gli italiani (incredibile il numero dei russi: compratori, giornalisti etc.).

Nonostante questo (o proprio per questo) la mia impressione generale è stata abbastanza deludente. Sarà perché il fatturato delle grandi aziende italiane si è spostato per il 60/70% all’estero (Russia, Paesi arabi, Brasile…), sarà per una crisi di idee, fatto sta che in fiera si è visto un trend che a me piace poco: poco design e tanta decorazione. I produttori sembrano più concentrati sul prodotto esclusivo che su quello innovativo, sui materiali pregiati che su quelli ecosostenibili, sull’apparenza più che sulla sostanza. Non dappertutto, per fortuna, ma il colpo d’occhio è stato questo, anche nei 2 padiglioni che tradizionalmente ospitano i grandi nomi: il 16 e il 20, la riserva indiana del design.

Una bella novità, invece, l’ingresso di molte nuove aziende soprattutto dal Nord Europa (molte le avevo già conosciute alle design week di Londra, Parigi e Stoccolma), che hanno portato in fiera una ventata di freschezza nordica.

Il design migliore, a mio parere, lo si è visto nelle cucine, che diventano sempre più funzionali, belle, essenziali… e grandi. Una ricerca interessante alla quale mi permetto di fare un’osservazione: forse sarebbe il caso di concentrarsi anche su soluzioni più piccole, flessibili ed economiche (più in linea con la nostra realtà) oltre a porsi seriamente l’obiettivo del riciclo (interessante a questo proposito il progetto di Valcucine).

Un’ultima considerazione la faccio sul Salone Satellite, la palestra dei più giovani. Sempre bello da vedere, anche con le sue inevitabili ingenuità. Purtroppo, salvo qualche eccezione, i designer “nostrani” non reggono il confronto con gli stranieri (orientali e nordici sono in pole position…). A conferma che oggi c’è qualcosa che non va nella tanto decantata “scuola italiana di design”. Ragazzi, ricordatevi che se dietro un bella forma non c’è una bella idea, il progetto è debole!

Come sempre, il meglio lo si vede al Fuorisalone, una spettacolare kermesse di oltre 500 eventi sparsi per la città; ma di quello, magari, parlerò in un altro post!

Alla prossima,

Massimo Rosati

 

 

 

2 thoughts on “Report dal Salone del Mobile

  1. Massimo Donizelli

    La poca affluenza di italiani probabilmente si spiega con il fatto che i nostri concittatdini hanno in questo momento altro a cui pensare! Tutto si è puntato sull’esclusivita, a volte sul pezzo unico e molto spesso con una buona quota di effimero e di lusso! A volte penso che noi progettisti, oltre a strizzare l’occhio ai mercati ricchi, dovremmo ricondurci al contesto sociale di mezza europa e rispolverare le esperienze delle triennali dei primi anni 70. In ogni caso ho trovato il salone mediamente interessante. Condivido il giudizio sulle esposizioni delle cucine! Veramente tanta roba!

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  2. luciano e.u. dalmonego

    *+ Gentilissimo Massimo ti segue da diversi anni…il tuo commento e’ puntuale e riflessivo…sono d’accordo..le trovate non hanno mai fatto strada…ci vogliono le idee sia da parte dei designer che da parte dei produttori molto fermi al conformismo..alla linea pulita,al salotto comodo semplice,ti poco costo…mibiletti timidi …panchette essenziali, questa benedetta linea pulita..e’ molti anni che ci si e’ confrontati parlando del nulla………chi mi faceva i miei letti , che hanno vinto premi internazionali, costavano qualcosina..ma ha preferito produrre letti da 1.500 Euro…i quelli dell’est gli hanno tornato a chietere quei prodotti non se la sente di investire…e’ cosi’…un caro salutone, e buon lavoro.Ti seguo………………….*ElleDi******

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