Pedro Almodóvar per Roche Bobois.
È una collaborazione che parla la lingua dell’emozione, quella che unisce il genio cinematografico di Pedro Almodóvar alla creatività di Roche Bobois. In occasione della Milano Design Week 2025, la maison francese ha presentato la collezione speciale Pedro Almodóvar per Roche Bobois, ispirata e firmata dal celebre regista spagnolo, portando per la prima volta il suo universo visivo – fatto di rosso intenso, blu profondi, geometrie teatrali e simbolismi – all’interno di un ricco progetto d’arredo.
Il colore come linguaggio condiviso
Il punto di partenza è la condivisione di un elemento chiave: il colore come linguaggio. Per Almodóvar il colore è scrittura narrativa, ritmo emotivo, costruzione scenica. Per Roche Bobois è materia prima del design, elemento strutturale di identità. Da questo dialogo visivo e concettuale nasce una collezione che fonde cinema e arredo, arte e forma.
“Questi mobili sono molto più di semplici oggetti: sono pezzi di vita, carichi di energia positiva”, racconta lo stesso Pedro Almodóvar. “I colori e i motivi che ho scelto esprimono una gioia intensa. Sono convinto che contemplarli o viverli infonda un vero slancio di ottimismo”.
Le tre linee principali della collezione
Il lavoro di Pedro Almodóvar per Roche Bobois si articola in tre linee distinte, ognuna delle quali rappresenta una diversa declinazione del rapporto tra design e linguaggio cinematografico. Non si tratta semplicemente di prodotti ‘firmati’, ma di vere e proprie narrazioni per oggetti, dove ogni pezzo è pensato come un’estensione visiva dell’universo creativo del regista.
1. Il divano-manifesto: il Lounge secondo Almodóvar
Il primo gesto progettuale è una rielaborazione del celebre divano Lounge, disegnato da Hans Hopfer, qui trasformato in un manifesto visivo dell’estetica almodovariana. Il rivestimento è un collage audace e pop: immagini tratte dalle locandine più iconiche dei suoi film – da Tutto su mia madre a Parla con lei – si mescolano in una composizione scenografica che rende il divano un oggetto da contemplare, oltre che da vivere.
Questa edizione limitata è prodotta in soli 50 esemplari numerati e firmati da Pedro Almodóvar: un chiaro invito a considerare il divano non solo come complemento d’arredo, ma come opera d’arte seriale, da collezionare come si farebbe con una stampa o un fotogramma.
2. Il Bubble in technicolor: un’icona che cambia pelle
La seconda linea riguarda una delle icone contemporanee del catalogo Roche Bobois: il divano Bubble, disegnato da Sacha Lakic. In occasione di questa collaborazione, Almodóvar lo veste di quattro nuove cromie, selezionate personalmente per evocare l’atmosfera dei suoi set cinematografici. Si tratta di tonalità dense e vibranti – ispirate ai rossi saturi, ai gialli pieni, ai blu profondi che caratterizzano la sua filmografia – che trasformano il Bubble in un oggetto scenico, quasi fosse il protagonista silenzioso di una scena ancora da scrivere.
Il risultato è un omaggio alla forza del colore, comune denominatore tra il regista spagnolo e il brand francese, e un modo per rinnovare l’identità di un prodotto iconico attraverso un punto di vista inedito.
3. La capsule di Rossy de Palma: teatralità in forma d’oggetto
A completare la collezione, una capsule firmata da Rossy de Palma, attrice-feticcio del cinema di Almodóvar, che da anni ne incarna la visione più eccessiva, ironica e teatrale. I pezzi di questa mini-collezione – che comprendono arredi e oggetti decorativi – sono dichiaratamente espressivi, giocati su geometrie spigolose, colori accesi e accostamenti audaci.
La firma di Rossy de Palma è immediatamente riconoscibile: le sue creazioni sembrano uscite da una scena surreale, dove il design si fa performance. La capsule è un’ulteriore testimonianza di come Roche Bobois voglia dare voce a personalità artistiche trasversali, capaci di raccontare la casa come spazio della creatività, del corpo e della narrazione.
Altre collaborazioni tra ‘celebrities’ e il mondo del design
Questa incursione del cinema nel mondo del design non è un caso isolato. Negli ultimi anni, sono stati diversi gli attori, musicisti e registi che hanno firmato oggetti d’arredo, portando il proprio immaginario visivo nella progettazione. Ecco alcuni esempi:
• Brad Pitt, appassionato di architettura e design, ha collaborato con il designer Frank Pollaro per creare una collezione di mobili di lusso, lanciata nel 2012. La collezione include pezzi come tavoli, sedie e letti, caratterizzati da linee pulite e materiali pregiati.
• Lenny Kravitz, noto musicista e designer, ha fondato lo studio Kravitz Design. Nel 2015, ha collaborato con Kartell per reinterpretare la sedia Mademoiselle di Philippe Starck, combinando materiali innovativi con tessuti e finiture ispirate al mondo della musica e dello spettacolo.
• Pharrell Williams, artista poliedrico, ha progettato nel 2008 la Perspective Chair in collaborazione con Domeau & Pérès. Questa sedia rappresenta due coppie di gambe umane che si uniscono per formare la struttura, simboleggiando diverse prospettive nelle relazioni umane.
• Marcel Wanders, designer olandese, ha collaborato con la cantante Madonna nel 2011 per creare una serie di oggetti di design ispirati alla sua carriera musicale. La collezione includeva mobili e accessori caratterizzati da elementi barocchi e dettagli lussuosi.
• Yoko Ono, artista e musicista, ha collaborato con il designer Ilkka Suppanen nel 2010 per creare una serie di lampade chiamata Imagine, prodotta da Artek. Le lampade presentavano messaggi di pace e amore, riflettendo l’impegno di Ono per le cause umanitarie.
Il progetto di Almodóvar per Roche Bobois si inserisce in questo filone, ma lo fa con una forza narrativa inedita. Più che una firma su un oggetto, il suo è un atto di sceneggiatura visiva: ogni divano diventa uno schermo da abitare, ogni colore un dialogo aperto con chi lo vive.
Nel tempo del design che cerca emozione e autenticità, l’incursione del cinema non è più contaminazione, ma linguaggio complementare. E Pedro Almodóvar lo dimostra con la sua consueta potenza visiva.