Mi illumino di un corno: le Green Lantern di Romolo Stanco

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Un oggetto misterioso, di cui, a prima vista, neanche si comprendono le proporzioni. Questo è GreenLantern (ora però il nome un po’ vi aiuta), il primo pezzo di design realizzato in “legno liquido”.

Non si offenderà il progettista, Romolo Stanco, se diciamo che è proprio vero che non si capisce di che cosa si tratti. È un vaso? Una lampada? Un corno? Insomma, che cos’è?

Lui però ci gongola. Felice di essere riuscito in due intenti: utilizzare un materiale fino ad oggi poco conosciuto e sperimentato, e incuriosire con una forma atipica.

Dietro la riuscita di questo progetto c’è NuDe, un laboratorio di ricerca sperimentale spin off di Politec Valtellina, il Polo Tecnologico della Valtellina.

È stata dura. Tanti i tentativi per mettere a punto lo stampo, far funzionare bene la tecnologia di accensione (che avviene attraverso un sensore capacitivo, infatti basta sfiorare l’incavo per accendere o spegnere la lampada), e parecchie le discussioni animate con colleghi del settore che si attribuivano l’invenzione del legno liquido (un materiale ecocompatible sviluppato dalla società tedesca Tecnaro, così chiamato poiché si lavora come un qualsiasi polimero termoplastico, ovvero iniettandolo in uno stampo).

GreenLantern è disponibile nella versione “naturale” o con finitura bianca traslucida. La versione bruna ha un odore intenso che ricorda il legno bruciato o il caffè appena tostato e non contiene nessun additivo chimico: si tratta di legno al 100%.

Le ultime varianti, invece, prevedono una “customizzazione”, anche attraverso un’app per iPhone. Si può scegliere il colore delle scocche (ma queste sono in ABS, non più in legno liquido) e del cavo. Infine, GreenLantern è dotata di una striscia di luce a LED a basso consumo che, grazie alla sua temperatura colore, è adatta alla crescita delle piante.

n.b.

Le ultime immagini di GreenLantern si riferiscono ai modelli personalizzati da un gruppo di artisti, presentati durante lo scorso Salone del Mobile alla Fabbrica del Vapore.

www.nudelab.it

 

 

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11 thoughts on “Mi illumino di un corno: le Green Lantern di Romolo Stanco

  1. ANTONINO BORGESANO

    Salve,
    non so se ritenermi onorato o sconvolto…
    dopo tanti anni, (era il 1992) che avevo progettato per il corso di disegno industriale I al quale partecipavo (facoltà di architettura di Palermo), il mio diffusore di essenze profumate, me lo ritrovo IDENTICO prodotto e fatto da altri….il mio però era senz’altro migliore e dalle qualità tecniche più performanti….continuo questo appunto su linkedin :
    (http://www.linkedin.com/groups?home=&gid=1788118&trk=anet_ug_hm&goback=%2Enmp_*1_*1_*1_*1_*1_*1%2Egna_1788118)

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    1. Design Street

      Ciao, Antonino.
      Passerà senza dubbio la tua osservazione al designer che mi auguro potrà darci dei chiarimenti a proposito.
      La Redazione di Design Street

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  2. Laura

    Ciao Antonino! Sono l’autore del post.
    Sai che però non trovo il tuo appunto? Sono curiosa di vedere il tuo oggetto. Anche io avevo realizzato per la tesi di laurea (Design al Politecnico di Milano) un progetto grafico nel 2003, che ho “rivisto” identico per l’immagine coordinata del 100% Design di Londra di due edizioni fa…
    Le cose, spesso, sono nell’aria…
    E nel vostro caso di corni e cornucopie ne è pieno il mondo (senza offesa per nessuno: ma questa forma nella natura esiste già, che poi venga utilizzata per il product design è un’altra faccenda)
    Comunque leggerei con piacere del tuo progetto, anche perché non capisco la tua affermazione/paragone “dalle qualità tecniche più performanti” visto che il tuo prodotto aveva una funzione (diffusore di profumo) e questo è una lampada in un materiale ancora poco sperimentato…?!? Facci capire!!
    Ciao, a presto!
    Laura

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  3. antonino

    Ciao,
    il mio era senza dubbio era un tono inutilmente polemico ma non voleva esserlo.Il mio progetto non è pubblicato da nessuna parte, semplicemente perchè era rimasto li tra le pieghe dei miei studi universitari, la morfologia (del mio progetto) era del tutto simile, ma la sua funzione era studiata per la diffusione di essenze profumate (al posto della pianta) ed il materiale avrebbe dovuto essere in vetro soffiato, con una decorazione del tipo “touch” che avrebbe dato all’oggetto una breve illuminazione dall’interno; la parte superiore aveva un’altra funzione che richiamava quella sottostante…
    so che così probabilmente non è molto chiaro, tant’è che il mio era rimasto un progetto, mentre invece come vedo altri più fortunati lo hanno sviluppato secondo altre direzioni; comunque sono un amante del design e lo apprezzo tantissimo.

    …cmq per me non era un corno ma un braccio… e non chiedermi perchè 🙂

    PS: l’appunto non lo trovi semplicemente xchè su Likedin l’avevo rimosso.

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  4. Laura

    Uh peccato non poterlo vedere!
    Comunque come ti dicevo, non troverai creativo/progettista che non gli sia accaduta (almeno una volta) la tua stessa cosa… Fa parte del “gioco” 😉
    Ciao!

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  5. Augusto

    Ciao, sono Augusto da Roma, anche a me capita spesso di vedere sui giornali cose che avevo disegnato identiche, fa parte del giuoco.
    Trovo comunque fuori luogo fare ogni paragone fra oggetti creati per funzioni diverse.
    In questo caso in particolare definire qualcosa tecnicamente più performante di questa che è costruita con un materiale che praticamente nessuno conosce è quasi un azzardo…io faccio i complimenti al progettista.
    ciao!

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  6. Daniela

    Ho avuto modo di vederlo alla fabbrica del Vapore al Fuori Salone.
    Oggetto molto interessante. Vera sperimentazione su materiale innovativo.
    Ciao

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  7. Lorenzo

    Visto alla fabbrica del vapore in uno spazio tutto nero davvero intrigante che raccontava tutto il percorso del progetto, interessantissimo. Forse la miglior cosa vista tra salone e fuorisalone. Ammetto che mi ha affascinato talmente tanto che ne ho comprata una e sono contentissimo di come sta a casa mia.
    Davvero un bel progetto, nuovo, complimenti.

    Lorenz.

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  8. Stefano

    E’ un corno ricco di innovazioni. La forma ed il materiale gisutamente prevalgono ma questo corno si porta dietro tante idee ed approcci nuovi che difficilmente riescono a materializzarsi nell’immagine. E’ un oggetto che io assimilo volentieri all’artigianato artistico. La suggestione che l’oggetto è in grado di fornire diventa tanto maggiore tanto più se ne conosce storia e percorso. Ad esempio è un lampada con batteria quindi è anche una lampada wireless. La caricate e poi la mettete al centro tavola senza nessun cavo che passa in mezzo alle gambe. Poi è una lampada che sia accende accarezzandola in sè non una novità ma qui lo si fa con un materiale dielettrico. Insomma le chiavi di lettura possono essere diverse ed interessanti. Val proprio la pena di conoscerla ed averla 🙂

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  9. Lella

    ma questa è un’idea spettacolare!
    peraltro il corno:
    – porta fortuna, per la tradizione napoletana
    – porta bene in quella brasiliana
    – è parte della mucca sacra, in quella indiana
    – è stato il principale strumento di comunicazione in quella vichinga
    – e poi non me ne vengono altre, per adesso, ma ci penso 🙂

    bellissimo progetto, complimenti!!
    Lella

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  10. Matilda

    Finalmente un oggetto realmente innovativo ! la cosa più interessante vista in occasione del salone di milano …
    Tutto torna, la forma .. Sicuramente antica come il mondo (già gli etruschi utilizzavano un contenitore a forma di corno porta liquidi ) in un materiale “extraterrestre” utile a illuminare e al contempo mantere in vita una pianta !!! 100% green
    Geniale… L’ho messa sul mio comodino, la sera quando prima di leggere la sfioro per accenderla e dare luce alle pianta è sempre un’emozione !
    Complimenti al designer che ho avuto la fortuna di conoscere !

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