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DESIGN STREET COMPIE 10 ANNI

Aprile 2011

Ricordo bene quel giorno di 10 anni fa. Era il 12 aprile, di mattina, intorno alle 9. Camminavo sul ponte sopraelevato della fiera di Milano, la futuristica visione di Massimiliano Fuksas.
Tanta gente si muoveva intorno a me. Si affrettavano tutti per entrare al Salone del Mobile.
La cinquantesima edizione! Io procedevo verso la sala Stampa, fra pensieri contrapposti.

Da un lato, la tristezza che ancora mi incupiva ripensando a LA MIA CASA, la rivista di Interior Design che avevo diretto negli ultimi 15 anni. Una figlia per me. Alla fine del 2010 la porta della Redazione si era chiusa per sempre, dopo 43 anni di prestigioso servizio. Vittima di una crisi strutturale che in quegli anni aveva decimato i periodici italiani del settore. 

Dall’altro, vivevo l’entusiasmo per la nuova avventura che stavo affrontando. Quella stessa mattina, avevo mandato online il mio nuovo progetto editoriale. DESIGN STREET. Il blog indipendente dedicato al design contemporaneo. Così avevo scritto nella homepage.

Infine, l’ansia di vivere un’esperienza nuova e incerta. Mi trovavo, per la prima volta in 20 anni, a entrare al Salone del Mobile con un ruolo diverso, al di fuori della mia “comfort zone”. Non più giornalista della carta stampata ma giornalista digitale. Una sfida enorme, in anticipo sui tempi.

Un blogger al Salone del mobile…

Giornalista digitale… solo ora noto il paradosso! Qualsiasi giornalista, nel 2021, dovrebbe essere “digitale”, ma allora quella era ancora una parola tabù.
Già, perché nel 2011 i media digitali erano considerati i parenti poveri dei media tradizionali. Anzi, non erano nemmeno parenti.
Presentarsi come blogger al Salone del Mobile, nel 2011, era come suonare del Rap alla Scala di Milano. Nel migliore dei casi, suscitavi reazioni incuriosite. Nel peggiore, ti guardavano come un imbucato al buffet di matrimonio. 

Per fortuna, una solida reputazione come giornalista di design con 20 anni di Redazione alle spalle, stava lì a proteggermi. Ricordo che tenevo in mano i miei nuovi biglietti da visita come talismani portafortuna. Su un lato, il vecchio logo, che mi ha tenuto compagnia per 10 lunghi anni. Dall’altra, DESIGN STREET, Massimo Rosati, Direttore…

Non è stato facile. In quei primi anni ho vissuto sulla mia pelle tutta la difficoltà degli albori del digitale nel nostro settore. Che ancora oggi, purtroppo, non spicca per innovazione.

Ma quel giorno stava partendo la mia nuova avventura. E io ci credevo davvero. Ne andavo fiero. Non mi sarei arreso per nessuna ragione al mondo. Ho cacciato i pensieri e sono entrato al Salone. 


Aprile 2021

Dieci anni sono passati da quella mattina. Tanti problemi si sono presentati e tante difficoltà sono state superate. Ma soprattutto, il mondo ha continuato a girare e, giro dopo giro, mi è venuto incontro.

Se ripenso a quei giorni, mi sembra passato un secolo. In questi 10 anni, Design Street ha continuato il suo viaggio acquisendo un’ottima reputazione, vincendo premi internazionali, acquisendo sempre più lettori sul web e sui social. E suscitando l’interesse di tanti brand che, con la loro fiducia, mi hanno accompagnato in questo viaggio.

Cos’è cambiato in questi “primi” 10 anni?  

Tutto è cambiato al di fuori di Design Street. È cambiato il mondo e sono cambiati i media. È cambiato il modo di comunicare ed è cambiato il modo di fruire della comunicazione. Ma soprattutto sono cambiate le persone. Il web ha assunto un ruolo sempre più importante nella vita di tutti i giorni e sono subentrate generazioni di lettori più giovani e smart.
I cosiddetti “media tradizionali”, arroccati in difesa, hanno contribuito al loro lento declino, accelerato anche dalla miopia di molti editori e direttori di testata. E gli sponsor sembrano averlo capito se, nell’ultimo anno, gli investimenti pubblicitari sulla stampa italiana sono crollati del 39,9%*.

Poco invece è cambiato all’interno di Design Street. Con grande orgoglio posso affermare che le idee che dieci anni fa mi avevano spinto a creare questo progetto editoriale, sono rimaste attuali più che mai. E il segreto, ne sono certo, sta proprio nel suo payoff: Il blog indipendente dedicato al design internazionale. 

Perché ho sottolineato il termine indipendente?

Perché sono sempre stato convinto che un magazine non debba mai dimenticare il suo principale obiettivo. Essere un servizio di informazione autorevole, di qualità, eticamente corretto e trasparente. Pensato principalmente per il lettore. Cosa impossibile da realizzare, se non sei indipendente.

Oggi tutti parlano di mettere il pubblico al centro, di User Experience, di Human Centricity.
Design Street l’ha sempre fatto. Perché quando il pubblico si riconosce in un media, si sente coinvolto, lo legge, lo consiglia.
Al contrario, i media che hanno la priorità di vendere più spazi pubblicitari possibile, rischiano di perdere la fiducia del lettore. Che oggi è più informato, più curioso, meno fedele ed è alla ricerca di contenuti di qualità. Soprattutto nel mondo digitale, sovraffollato, chiassoso e stracarico di messaggi pubblicitari (più o meno invasivi).

 

I segnali del web

Frequentando quotidianamente la rete e studiandola per lavoro da 10 anni, ho imparato a conoscerla bene e a capirne i cambiamenti e le evoluzioni. Già, perché il web è un ambiente fluido, in continuo divenire.
I suoi movimenti all’apparenza sono impercettibili, ma in realtà sono enormi. Cambia il comportamento delle persone (linguaggi, logiche, abitudini), cambiano le regole (algoritmi, seo, dati). Saper intercettare questi piccoli, grandi mutamenti è diventato oggi la sfida più grande.
E in questo, ne sono convinto, ho fatto un buon lavoro.


Un nuovo Design Street

Per festeggiare questo importante anniversario, ho voluto rinnovare completamente Design Street. Con una nuova grafica, con un nuovo logo, con nuove rubriche.
Non solo per rendere più attuale e ricco il vecchio layout da blog. Ma soprattutto per comunicare al mondo che Design Street c’è e che ci sarà ancora per molto tempo. Che nonostante il periodo di crisi, noi non ci fermiamo. Anzi, ci rinnoviamo. E che vogliamo essere ancora più vicini ai nostri lettori.

Un modo per ringraziare tutti i nostri lettori, i brand che ci hanno dato fiducia e tutti coloro che hanno creduto in noi. E che ci hanno permesso, con il loro supporto, di essere ancora oggi dopo 10 anni, un media indipendente!

* Fonte: Osservatorio stampa FCP – Federazione Concessionarie Pubblicità, dati riferiti al periodo gennaio 2019 – gennaio 2020.