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I tappeti outdoor di design uniscono funzionalità ed estetica. Il complemento d’arredo perfetto per impreziosire i nostri spazi en plein air.

Vestire giardini, terrazzi e balconi con i tappeti. È questa una delle ultime tendenze nella decorazione open air. Grazie a performanti materiali di ultima generazione, oggi i tappeti infatti non temono il meteo. Realizzati in tessuti resistenti agli agenti atmosferici, ai raggi UV e facili da pulire, i tappeti outdoor di design sono estremamente funzionali. Perfetti per impreziosire gli ambienti esterni, ma anche per vestire il salotto di casa.

Ormai sono sempre più i brand di design che propongono tappeti per gli esterni. Alcune sono collezioni studiate appositamente per la vita all’aria aperta, altre reinterpretano in chiave outdoor modelli nati per gli interni.

Ecco la nostra selezione.

Illulian

I tappeti di Illulian rivivono in una nuova versione outdoor. Realizzati con fibre sintetiche di nuova generazione ma lavorati a mano come i modelli per gli interni, i tappeti per esterni di Illulian hanno un’elevata tenuta dei colori e proprietà ignifughe, antimacchia e idrorepellenti.
Oltre ai tappeti in catalogo, è possibile farsi creare un tappeto outdoor personalizzato, grazie al servizio custom made dell’azienda. (www.illulian.com)

Tres outdoor, Nanimarquina

La collezione Tres di Nanimarquina è proposta nel 2021 anche in versione outdoor. La varietà di trame e la cura artigianale sono le stesse dei tappeti indoor. A cambiare è il materiale. Tres outdoor è infatti realizzato in PET riciclato al 100%. Un filato sostenibile morbido al tatto, che dà una seconda vita alle bottiglie di plastica.
Tres outdoor è disponibile in due varianti: Tres Black e Tres salvia. (nanimarquina.com)

Guna, Gervasoni

La collezione Guna è una novità 2021 di Gervasoni. Una serie di arredi e complementi outdoor che segna la prima collaborazione dell’azienda con Chiara Andreatti.
Il cuore della collezione è il tappeto realizzato con la tecnica della maglieria. Una lavorazione innovativa che recupera una trama artigianale reinterpretandola in chiave contemporanea.
Il tappeto Guna è costituito da un sottilissimo filato in polipropilene, in due colori a contrasto, intrecciato da un telaio a maglieria di ultima generazione. Il tappeto è disponibile in due versioni: una con texture rigata e una più decorativa, double face. (www.gervasoni1882.it)

Diamond, GAN

La bellezza e la forza del diamante tradotte in un tappeto. È Diamond, la collezione di tappeti outdoor disegnata da Charlotte Lancelot per GAN. Un ottagono realizzato con fibre di materiale plastico riciclato.
Diamond è disponibile in tre misure e in sei varianti di colore: Pink-Yellow, Nude-Petrol, Blue-Green, Blue-Brown, Green-Grey e Orange-Wine.‎ I tappeti sono lavorati a mano e adatti sia per spazi interni che per ambienti outdoor. (www.gan-rugs.com)

Passo Doppio, G.T. Design

Due materiali, una doppia anima. Parliamo di Passo Doppio, il tappeto progettato da G.T. Design. Passo Doppio è lavorato a mano in filato tecnico ad alte prestazioni e intervallato da feltri colorati in lana, inseriti tra le trame, che possono essere personalizzati nella posizione e nel numero.
Il tappeto è disponibile in due sfumature di grigio e beige. I feltri sono invece proposti in colori vivaci, come il giallo e l’arancione. Una combinazione cromatica raffinata e moderna.
Passo Doppio può essere impiegato sia in spazi interni che in esterni coperti. (www.gtdesign.it)

Net, Paola Lenti

Il tappeto in feltro Net di Paola Lenti è riproposto nel 2021 nella versione High Tech, la linea negli esclusivi filati Aquatech e Rope progettata per gli ambienti esterni.
Net è realizzato dall’unione di elementi bordati a punto Pettine. La superficie del tappeto è composta da due strati di strisce parallele distanziate fra loro e sovrapposte in modo ortogonale.‎ Una lavorazione del tessuto che lascia intravedere il pavimento attraverso gli spazi lasciati liberi.‎
Le cuciture sono eseguite tono su tono con un filo dello stesso colore del tappeto. (www.paolalenti.it)

Tricot Flag, Minotti

Una struttura a treccia effetto tricot. È questa la protagonista del tappeto Tricot Flag disegnato da Rodolfo Dordoni per Minotti. Un tappeto tricot realizzato, però, in un filato acrilico con caratteristiche di permeabilità e traspirabilità che lo rendono adatto anche agli ambienti più umidi.
I colori di Tricot Flag prendono ispirazione dalla natura, armonizzandosi con diversi tipi di pavimento. (www.minotti.com)

Sunset, Besana Moquette

Un tappeto che già nel nome trasmette sensazioni piacevoli. Stiamo parlando di Sunset di Besana Moquette.
Il tessuto intrecciato in polipropilene è resistente agli agenti atmosferici, riuscendo a preservare le proprie qualità tecniche ed estetiche. La ricca tavolozza di colori, il motivo del tessuto e la funzionalità del materiale rendono Sunset un tappeto elegante e pratico adatto a vestire sia spazi outdoor che indoor.  (besanamoquette.com)

Disco, Elitis

Sembra un invito a ballare il tappeto outdoor Disco dell’azienda francese Elitis. La texture del tappeto è creata con filati avvolti su trecce assemblate tra loro. I materiali sono per il 12% il PL, con supporto in lattice, e per l’88% il PET, un materiale riciclato derivato per il 75% dalle bottiglie di plastica.
La lavorazione di Disco è quasi interamente eseguita a mano, rendendo ogni tappeto unico. (www.elitis.fr)

Aladdin, Myyour

Un tappeto che porta un tocco di magia, come la lampada di Aladino da cui prende il nome. È Aladdin, la collezione di tappeti outdoor in corda cucita a mano di Myyour. Un tappeto dalle tramature ricercate ed eleganti disponibile in diverse forme e colori. (myyour.eu)

Mediterrani, Barcelona Rugs

Dal mare per il mare. Il tappeto Mediterrani di Barcelona Rugs è realizzato in PET, un materiale ottenuto dal riciclo di reti da pesca, contenitori e bottiglie di plastica.
Mediterrani nasce dall’idea di ridurre l’impatto ambientale della plastica negli oceani. Il risultato è un tappeto sostenibile adatto sia all’uso esterno che interno.
Mediterrani è prodotto in India, con tessitura a mano. (www.barcelonarugs.com)

Way, Ferm Living

Chiudiamo la nostra rassegna sui tappeti outdoor con Way, il tappeto di Ferm Living realizzato con 292 bottiglie di plastica riciclate. Un progetto con cui il brand danese si propone di ridurre il consumo di plastica fino a 270.000 bottiglie l’anno.
La collezione può essere usata sia negli ambienti interni sia in quelli esterni e comprende un tappeto, un runner, una tovaglietta e un cuscino. Quattro prodotti dal design classico, che trovano ispirazione nell’universo marittimo. (fermliving.com)

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Le lampade portatili e ricaricabili di design possono illuminare con stile ogni ambiente della casa, anche outdoor. Ecco la nostra selezione.

Versatili, leggere e senza fili. Sono le lampade portatili e ricaricabili di design. Luci dotate di una batteria interna che, nella maggior parte dei casi, si alimenta con un cavo USB da collegare al computer o al battery pack. E che per questo ci possono seguire in libertà nei nostri spostamenti, adattandosi alle esigenze di una casa con confini sempre più liquidi.   

Prodotti estremamente funzionali, dunque. Ma non solo. Perché se in passato erano considerate luci di emergenza (come le lanterne oppure le classiche torce a pile) da usare in caso di necessità e poi riporre in un cassetto, con l’avvento della tecnologia LED sono nati diversi modelli in cui la praticità si sposa con l’estetica. 

Fra novità e proposte meno recenti, abbiamo raccolto 26 lampade portatili e ricaricabili di design. Una selezione molto varia per stile e tipologia, che comprende anche tante soluzioni per l’outdoor. Per creare l’atmosfera giusta anche durante una cena in terrazzo, una festa en plei air o un romantico picnic sotto le stelle.


Ecco le più belle lampade portatili e ricaricabili di design


Tee, Olev

Stelo in plexiglass trasparente, paralume e base in oro. Tee, la lampada ricaricabile disegnata da Marc Sadler per Olev, si fa notare con discrezione.
La base è magnetica e pensata per poter scomparire sotto superfici sottili. La tecnologia LED Dim to Warm offre la possibilità di regolare l’intensità e il colore della luce in tre diversi livelli. Così si può creare l’atmosfera giusta per ogni occasione. Con un pulsante, la luce bianca diretta e funzionale può trasformarsi, infatti, in un fascio luminoso caldo e soffuso.
Il paralume e la base sono proposti anche in nero, bianco brunito e titanio.


Last Order, Flos

Last Order è la nuova lampada portatile e ricaricabile disegnata da Michael Anastassiades per Flos. Progettata per il ristorante dell’hotel Four Seasons di New York, è stata successivamente messa in produzione da Flos in due versioni: da interno e da esterno.
La luce viene diffusa attraverso la base in vetro trasparente, disponibile nella versione liscia, più minimale e contemporanea, o scanalata, più adatta ad ambienti classici e decorativi. Il paralume è intercambiabile ed è proposto in diverse finiture colorate o metalliche (rame satinato e ottone per la versione da interni, inox lucido e verde opale verniciato per la versione outdoor).


Mūn, Stellar Works

Mūn è la prima lampada portatile e ricaricabile proposta da Stellar Works. Il progetto è firmato dai designer danesi di OEO Studio e prende ispirazione dai rituali del mondo analogico, come far suonare un vinile nel giradischi o scattare foto con una macchina fotografica.
La lampada è dotata di un cinturino in silicone, che ne rende molto flessibile l’uso e permette di spostarla facilmente sia in casa che in giardino.
Mūn può essere appesa alla parete oppure usata come centrotavola per una romantica cena all’aperto.


Haute, Purho

Haute è la nuova collezione di lampade ricaricabili disegnate da Federico Peri per Purho, brand muranese specializzato nella lavorazione del vetro.
Protagonista del progetto è il vetro inciso proposto in tre differenti modelli: Haute Silk, Haute Doll e Haute Stripe.
Le lampade ricaricabili Haute si distinguono per la base in alluminio satinato e il diffusore cilindrico in vetro di Murano, solcato da nastrature, plissettature e scavi millerighe. (www.purho.it)

 


Riso New Heart, Яevolution by Roberto Bellantoni

Lampada o cappello? Riso di Roberto Bellantoni si ispira ai copricapi usati dai contadini cinesi nelle risaie. E non solo per la forma conica del diffusore. Il paralume in pergamena di riso è fissato, infatti, alla base in onice grazie a lacci di cuoio, nello stesso modo in cui i cappelli dei contadini cinesi sono fissati sotto il mento.
Dal 2020 Riso è disponibile anche nella versione ricaricabile senza fili.


BELLA, RAMUN

“Dai sempre più del previsto”. È questo il messaggio inciso sotto la base di BELLA, la lampada portatile che Marcel Wanders ha pensato come porta fortuna per la figlia Joy.
Una lampada bella da guardare ma anche da ascoltare. Sì, perché BELLA emette una melodia al tocco del suo paralume. 10 diverse melodie classiche di Bach, Chopin, Puccini, e anche una melodia “Happy Birthday” di un compositore di carillon svizzero.
Un vero gioiellino da regalare o da regalarsi, disponibile in due versioni: cristallo e plissé.


Clizia Mama Non Mama, Slamp

M’ama non m’ama? Se siete in cerca di una risposta, c’è una margherita molto speciale che potrebbe sciogliere i vostri dubbi: Clizia Mama Non Mama di Slamp. Un luminoso bouquet senza fili che va ad arricchire la precedente collezione Clizia, disegnata da Adriano Rachele.
Perfetta sia per una cena in terrazzo che per portare un tocco di natura negli interni, Clizia Mama Non Mama ha una batteria ricaricabile con 14 ore di autonomia.


Linnut, Magis + Iittala

La collezione Linnut, disegnata dal finlandese Oiva Toikka per Magis (in collaborazione con Iittala), si compone di quattro personaggi dalle forme tondeggianti e dai grandi occhi spalancati. Quattro lampade ricaricabili in policarbonato, perfette per una cena all’aperto o per illuminare la camera dei bambini. (www.magisdesign.com)

Guarda il nostro articolo sulle lampade Linnut di Magis e Iittala


024, ZAVA

024 di Zava è un oggetto illuminante molto particolare. Non si illumina infatti il paralume, ma lo stelo! Si tratta di un progetto estremamente versatile. 024 non è soltanto una lampada portatile e ricaricabile. È molto di più. Un vero e proprio sistema che, oltre alla lampada, comprende anche un set di moduli coordinati (basi, steli a 2 altezze, ganci, etc.), che ne fanno un oggetto funzionale e unico nel suo genere.
024 si può spostare e sistemare con facilità sulle sue diverse basi, grazie a un sistema di aggancio magnetico. È adatta sia per gli interni che per l’outdoor.


Lafleur, Slamp

Sempre da Slamp arriva un’altra lampada portatile a batteria ricaricabile: Lafleur di Marc Sadler. Un poetico fiore in Lentiflex con base magnetica, fornito insieme a un disco in metallo che può essere nascosto sotto la tovaglia, quando la lampada è impiegata a tavola, o avvitato al muro per trasformare Lafleur in una applique.  


Firefly in the sky, Panzeri

Firefly in the sky è la lampada senza fili disegnata da Matteo Thun per Panzeri.
Piccola e dalle forme basiche, Firefly in the sky è adatta sia per un uso interno che esterno. Il cuore del progetto è la testa removibile. Al suo interno è racchiusa tutta la tecnologia impiegata: sistema di aggancio magnetico, batteria ricaricabile tramite USB, sorgente LED e comando STEP DIM a 5 regolazioni di intensità luminosa.
Un doppio meccanismo antitaccheggio rende, inoltre, la lampada particolarmente indicata per ristoranti e bar.


In Vitro, Flos

In Vitro, la collezione di lampade per esterni firmata nel 2019 da Philippe Starck per Flos, comprende anche una versione portatile e ricaricabile con un’autonomia di 24 ore.
Il progetto traduce “l’idea poetica e surreale della luce architetturale dematerializzata e il ricordo dello spazio occupato dalla luce”, spiega il designer francese.


Curiosity, Artemide

Una cornice essenziale che acquista carattere con gli oggetti che accoglie e illumina al suo interno. È Curiosity, la lampada portatile di Artemide.
Come racconta il designer Davide Oppizzi, “Curiosity nasce per offrire una piccola esposizione a tutti coloro che desiderano mettere in mostra un oggetto sotto la sua luce…”.
Una lampada nomade pronta a soddisfare tutte le nostre curiosità.


Giravolta, Pedrali

Giravolta, design Alberto Basaglia Natalia Rota Nodari per Pedrali, è una lampada wireless che ricorda le vecchie lanterne.
È composta da due dischi in materiale plastico (la base e il diffusore a LED), avvolti da un arco in estruso di alluminio che diventa un pratico manico, e da un corpo illuminante che può ruotare a 360°. Una vera e propria giravolta che permette di orientare la luce in modo semplice a seconda delle esigenze. 


Cri Cri, Foscarini

Cri Cri di Studio Natural per Foscarini è la lampada ideale per le gite fuori porta. Oltre a essere senza fili, il corpo in silicone si piega a soffietto rendendo l’ingombro minimo.
La ricarica può avvenire mediante la porta USB oppure appoggiando la lampada su un’apposita base con sistema a induzione.


FollowMe + FollowMe Plus, MARSET

FollowMe, a cui si è affiancata nel 2017 la versione più grande FollowMe Plus, è stata disegnata da Inma Bermúdez per Marset.
La lampada si compone di un comodo manico in rovere naturale e di un paralume in policarbonato inclinabile, che può offrire sia luce diretta sia luce d’atmosfera. Un dimmer a tre posizioni consente di regolare l’intensità della luce.


Tetatet Flûte, Davide Groppi

Una lampada quasi magica. Stiamo parlando di Tetatet Flûte di Davide Groppi. L’innovativa batteria ricaricabile al litio, inserita nel diffusore, rende lo stelo “invisibile” dando la sensazione che il paralume sia sospeso nel vuoto.
Un complemento essenziale ed elegante perfetto per accompagnare un romantico tête-à-tête.


Minipipistrello Cordless, Martinelli Luce

Anche le icone del design non resistono alla tentazione di liberarsi dai fili. Come la Minipipistrello Cordless, la versione ricaricabile della storica lampada Pipistrello disegnata da Gae Aulenti nel 1965.


Candela, Astep

La vecchia lampada a olio in versione high tech. È Candela, il progetto di Francisco Gomez per Astep.
Candela è dotata di uno stoppino che si accende con il classico fiammifero. Dall’energia termica prodotta viene alimentato un sistema di 24 LED ed è possibile anche ricaricare i device attraverso una presa USB.


Medù, Zava

Medù è la lampada ricaricabile disegnata da Delineodesign per Zava. Il nome e il suo stesso uso svelano l’ispirazione: una piccola medusa.
La lampada Medù può essere poggiata su un piano oppure agganciata a un apposito supporto a parete, grazie all’anello in cuoio che ne facilita anche il trasporto. La collezione comprende una lampada più grande da tavolo, con paralume in vetro satinato, che si può sempre spostare, appoggiare e appendere con facilità, ma non è ricaricabile.


Lucerna, Ethimo

Lucerna, design Luca Nichetto per Ethimo, è una lampada per l’outdoor disponibile sia in versione portatile e ricaricabile sia con cavo di alimentazione fisso. È composta da un diffusore in vetro soffiato e da un corpo illuminante resistente all’acqua, all’interno del quale ci sono la batteria e il sistema di ricarica.
Il nome fa riferimento alle lucerne dell’Antica Roma. Luci funzionali che potevano essere facilmente spostate da un ambiente all’altro.  


Phare, Menu

Phare di Stanislaw Czarnocki è stata disegnata per l’appartamento n. 50 della “Cité Radieuse” di Le Corbusier, a Marsiglia. Costituita da una base cilindrica con ricarica USB e da uno stelo sottilissimo che sostiene la sfera luminosa, può essere appoggiata in modi diversi a seconda del bisogno, risultando molto versatile.


Diogene, Modoluce

Diogene è la lampada portatile e ricaricabile disegnata da Romano/Menegon/Ceneda per Modoluce. Il nome è un omaggio all’omonimo filosofo greco che andava in cerca della natura umana, portando con sé una lanterna anche di giorno.
Una lampada per illuminare le vostre sere d’estate che può essere usata sia da appoggio sia come sospensione, grazie al moschettone e al cordino che l’accompagnano. 


Pong, NYTA

A proposito di sospensioni senza fili, merita una menzione Pong, la lampada progettata da Simon Diener per NYTA. Grazie al filo che collega il diffusore alla battery pack, Pong può essere appesa alle travi del tetto così come ai rami degli alberi. Per un uso indoor e outdoor che non conosce limiti. 


TURN+, Ambientec

Una novità 2021. Parliamo di TURN+, la lanterna portatile e ricaricabile di Ambientec, brand giapponese nato da una lunga esperienza nel settore delle luci professionali per la fotografia subacquea.
TURN+ è costituita da una struttura esterna in alluminio, ottone o acciaio inossidabile e da un diffusore in vetro pieno. L’intensità della luce può essere regolata in quattro diverse gradazioni con un semplice tocco, grazie al sensore a sfioramento integrato e a due tipologie di segmenti LED.
TURN+ garantisce fino a 500 ore di luce in totale autonomia ed essendo impermeabile può essere impiegata anche negli ambienti esterni.


Roxxane Leggera CL, Nimbus

Last but non least, Roxxane Leggera CL. Leggera come una piuma, può essere spostata con estrema facilità. E, grazie a una tecnologia di nuova generazione, assicura fino a 100 ore di luce. Inoltre, è provvista di un comodo supporto per i cellulari, che può essere fissato a qualsiasi altezza della colonna della lampada, e di una presa USB nella base con cui si possono ricaricare i device. 


 

I più bei cavalli a dondolo di design.

I cavalli a dondolo sono il sogno di ogni bambino. Se poi si tratta di cavalli a dondolo di design, allora il sogno diventa anche quello di molti adulti.

Il cavallo a dondolo ha una storia antica e rispecchia la fantasia dei bambini di trasformarsi in prodi cavalieri, sognando di correre in groppa a veloci destrieri. Il cavallo a dondolo ha accompagnato in fatti il gioco dei più piccoli per oltre 5 secoli. E ancora adesso è uno dei giochi più semplici e amati in assoluto.
Oggi sul mercato si trovano infinite varietà di cavalli a dondolo. Da quelli tradizionali, dall’aspetto vintage, a quelli più stilizzati.

In questo articolo abbiamo selezionato i cavalli a dondolo di design più belli, quelli più strani e i più eleganti, i cavalli a dondolo dalle linee minimali e quelli interpretati dai più grandi designer al mondo.
E scopriremo che non sono solo un gioco per bambini.

Vi mostreremo anche cavalli a dondolo a grandezza naturale, pensati per far divertire anche gli adulti.

Ecco allora la nostra selezione dei più bei cavalli a dondolo di design per il piacere dei più piccoli e dei grandi!


Abbiamo diviso questo articolo in 3 parti:

  • I cavalli a dondolo di design

  • I cavalli a dondolo di design dalle forme astratte

  • Altri animali a dondolo di design

 


I cavalli a dondolo di design


H Horse, Kartell

Partiamo dal cavallo a dondolo H Horse di Nendo per Kartell. Il celebre designer giapponese ha portato all’essenziale l’idea del cavallino trasformandola in un segno leggero, delicato, poetico.

La struttura è in policarbonato trasparente o colorato in massa. I colori sono cristallo, giallo, rosso e blu. (wartell.com)


Arion, Moooi

Proseguiamo con Arion, l’elegantissimo cavallo a dondolo per adulti di Moooi e firmato da Marcel Wanders. Il cavallo è alto 180 cm, cosa che ne fa un oggetto esclusivamente per il gioco dei grandi…
Arion ha la struttura portante in rovere massello e impiallacciato, mentre la testa è rivestita in ecopelle ricamata. (www.moooi.com)


Rocking Squares, Frederik Roijé

Il designer olandese Frederik Roijé ha reinterpretato il tradizionale cavallo a dondolo destrutturandolo completamente. Nasce così Rocking Squares un cavallo a dondolo futurista in edizione limitata. Una vera scultura contemporanea realizzata in legno. Rocking Squares è disponibile in due colori (bianco o nero) e in tre dimensioni.
Due cavallini per i bambini (alte rispettivamente 90 o 130 cm) e un grande cavallo a dondolo per adulti alto 180 cm. (www.roije.com)


Cavallo a dondolo per Prochild, Studio Iosa Ghini

Questo cavallino a dondolo ha un valore doppio. Non solo è un bel gioco per tutti i bambini ma è anche un gesto di solidarietà. Lo ha progettato lo studio Iosa Ghini Associati e fa parte del progetto ProChild, un programma coordinato dall’Università di Bologna contro la violenza sui minori. Il Cavallo a dondolo è realizzato in legno Greenpeace ad alta ricrescita (www.iosaghini.it)


Pony, Plust

Pony è il cavallo a dondolo disegnato da Oleg Pugachef per Plust. Nonostante la sua linea molto stilizzata, Pony è un cavallino dall’aspetto simpatico, che invita al gioco e al divertimento. Pony è realizzato in polietilene ed è disponibile in diversi colori. (www.plust.it)


Rosinante, Vondom

Il cavallo a dondolo Rosinante di Vondom si ispira a Ronzinante, il celeberrimo compagno di avventura di don Chischotte. Lo ha disegnato il finlandese Eero Arnio, uno dei più grandi designer scandinavi. La caratteristica di Rosinante è che, oltre a dondolare, può anche ruotare su se stesso. È disponibile in 15 colori e due dimensioni: cavallino a dondolo per bambini e cavallo a dondolo per adulti. (www.vondom.com)


Rocky, Magis

Si chiama Rocky questo cavallo a dondolo disegnato da Marc Newson per Magis. Rocky raffigura un purosangue da corsa, con tanto di sella, staffe e coda svolazzante. La struttura è in polietilene mentre le redini sono in corda naturale di canapa.  (www.magisdesign.com)


Roo Rocker, Riga Chair

Roo Rocker è uno straordinario cavallo a dondolo realizzato da un’unico foglio di compensato curvato. Un ispirazione che mescola la cultura scandinava del legno curvato e quella orientale dell’origami. Roo è disponibile in diverse essenze: Betulla, Faggio, Rovere, Noce, oppure laminato in vari colori. È anche impilabile (rigachair.com)

Guarda il nostro approfondimento sul cavallo a dondolo Roo


Cavallo a dondolo, AlvinT 

Questo Cavallo a dondolo fa parte della recente collezione Tropicália Modernity, disegnata da Alvin Tjitrowirjo per AlviunT.  Il cavallo a dondolo è in rattan ed è completamente fatti a mano. Un punto di incontro fra la tradizione del mobile intrecciato e la contemporaneità del design. (alvin-t.com)


Furia, Wiener GTV

Questo cavallino a dondolo si chiama Furia ed è stato disegnato dalle svedesi Front per Gebruder Thonet Vienna GmbH. Come nella miglior tradizione viennese, è stato realizzato in faggio curvato e laccato nero. La seduta e le orecchie sono in pelle colorata. (www.gebruederthonetvienna.com)


Googy, Wilsonic Design

Googy è un cavallino a dondolo imbottito e rivestito in tessuto o in pelo sintetico. Progettato e prodotto da Novak e Wilson Design, è disponibile in 2 dimensioni. Una per adulti e una per bambini… (googy.eu)

Guarda il nostro approfondimento sul cavallo a dondolo Googy


MiDonDoLo, Alessandra Scarfò

Questo cavallo a dondolo è  totalmente ad incastro e si monta senza l’utilizzo di chiodi e colla. Il modulo centrale determina la forma dell’animale e può essere cambiato facilmente con altre forme (acquistabili singolarmente). Oltre al cavallo, infatti sonbo0 disponibili anche un cammello, un ippopotamo e un cavalluccio marino. (www.alessandrascarfo.com)

Guarda il nostro approfondimento sul cavallo MiDonDoLo


I cavalli a dondolo dalle forme astratte


Giulia, R1920

Giulia è un cavallino a dondolo disegnato da Pininfarina per Riva 1920. È realizzato con un blocco unico di cedro, un legno molto profumato. Il ceppo viene scolpito a mano così da dare al cavallo a dondolo una forma dinamica. Infine viene arricchito con da un maniglione rivestito in pelle naturale che serve come appiglio per il bambino (www.riva1920.it).


YaWood, Argo4

YaWood è un progetto che reinterpreta il tradizionale cavallo a dondolo in legno di faggio curvato. YaWood può essere usato singolo oppure unito a un secondo cavallo per poter giocare in coppia. La connessione è possibile attraverso un semplice incastro. (www.argo4.studio)


Rocker, Richard Lampert

Quello disegnato da Doshi Levien per Richard Lampert è un cavallo a dondolo estremamente fantasioso. Probabilmente i pattini in rovere sono l’unico elemento che ricordano il classico gioco per bambini. Già, perché qui la struttura è diventata una forma astratta che ispira la fantasia del bambino. Così può immaginarsi a cavallo di qualsiasi animale… (www.richard-lampert.de)


Olga, Sirch

Olga è un cavallo a dondolo molto stilizzato e minimale proposto dall’azienda tedesca Sirch. Olga è realizzato con legno certificato. La struttura è in multistrato di betulla impiallacciato, mentre la sella è in tessuto palmato di alta qualità. (www.sirch.de)


Clop, Giorgetti

Clop è un cavallo a dondolo che diventa una sedia. O viceversa. Un complemento d’arredo flessibile e trasformista, dall’aspetto affusolato e dalle curve arrotondate, disegnato per Giorgetti da Dominic Siguang Ma & Feng Wei. La struttura è in multistrato di betulla e finitura naturale. (www.giorgettimilano.it)


Chewie, KENNETHCOBONPUE

Questo cavallo a dondolo fa parte della collezione Star Wars di KENNETHCOBONPUE, una linea di arredi e complementi ispirati alla saga stellare. Il designer filippino, celebre per i suoi eclettici arredi intrecciati, ha ispirato ogni oggetto della collezione Star Wars a un personaggio del film. Il cavallo a dondolo Chewie è un omaggio Chewbacca e il suo Bandolier. Il rivestimento è realizzato con strisce in microfibra (kennethcobonpue.com)


Rocking Horse, Henry&co

Rocking Horse è cavallo a dondolo autoprodotto e sostenibile realizzato dallo studio Henry&co. La struttura è realizzata con un materiale innovativo a base di canapa, senza formaldeide e derivati del petrolio. Rocking Horse si monta a incastr, senza necessità di colle o viti (www.henryandco.it).

Guarda il nostro approfondimento sul cavallo a dondolo sostenibile di Henry&co


Altri animali a dondolo


Dodo, Magis

Dodo è un simpatico uccello a dondolo disegnato da Oiva Toikka per Magis. Il suo becco curvo si ispira all’omonimo volatile oggi scomparso, al quale il designer finlandese ha voluto rendere omaggio. Dodo (www.magisdesign.com)


Rockingsheep, Povl Kjer

Un’icona del design nordico. Si tratta di Rockingsheep, la più bella e tenera pecora a dondolo della storia L’ha creata quasi 40 anni fa il designer danese Povl Kjer, come omaggio alla nascita della sua nipote. Esiste in due versioni: una normale e una in miniatura per i bambini più piccoli. (rockingsheep.com)

Guarda il nostro approfondimento sulla Rockingsheep di Povl Kjer


Coccodrillo, Plust

Un coccodrillo a dondolo? Certo! È quello disegnato da A.M. design office per Plust. Un dondolo dalle forme stilizzate che ricordano quelle del grande rettile. Realizzato in polietilene, Coccodrillo è disponibile in 2 dimensioni e in 7 colorazioni. (www.plust.it)

Ecco le più recenti lampade ispirate a fiori, piante e farfalle. Per vivere la magia della natura a casa, tutto l’anno.

Fiori, foglie, farfalle. Oggi il mondo dell’illuminazione sembra guardare sempre più alla natura. Una tendenza non certo nuova, considerando che fra i suoi illustri predecessori ci sono le iconiche lampade Tiffany, le sculture luminose in vetro con decori vegetali e floreali, nate a New York alla fine dell’Ottocento. Non nuova, dicevamo, ma in questo momento particolarmente viva.

Dai gigli luminosi di Cristina Celestino ai petali mossi dal vento di Marcel Wanders, dal tripudio di farfalle di Ingo Maurer alle foglie di banano progettate dallo studio newyorkese Pelle, sono davvero tante le lampade ispirate alla natura presentate da grandi aziende e piccoli brand.

Ecco la nostra selezione.


LAMPADE ISPIRATE ALLA NATURA: TUTTI I PROGETTI PIÙ RECENTI


FANDANGO, KENNETHCOBONPUE

Sembra un grande fiore bianco che pende dal soffitto la poetica lampada del brand filippino KENNETHCOBONPUE. Una cascata di morbidi petali, realizzati in tessuto di cotone, modellati per filtrare e dar vita alla luce. Più intensa o più delicata, a seconda del numero di petali che la schermano. (www.kennethcobonpue.com)


La Festa delle Farfalle, Ingo Maurer

Il nome non lascia spazio ai dubbi: sono le farfalle le protagoniste di questa sospensione di Ingo Maurer. 34 farfalle, realizzate in cartoncino tagliato a laser, posate su esili rami. Alla base, una libellula rossa appoggiata su un piatto di porcellana con 3 lampadine non alimentate, che si illuminano per trasparenza grazie ai LED integrati nel piatto. (www.ingo-maurer.com)


COURO, Let’s Pause

Foglie di palma trasformate in lampade. Parliamo di COURO, la collezione progettata da Ceci Ferrero per il brand catalano Let’s Pause.
I modelli sono 2: una lampada basica costituita da un’unica foglia di palma arrotolata su se stessa e una versione con 8 foglie, composte in modo da creare la forma di un nido.
Gli elementi distintivi del diffusore sono il raffinato color cacao e la texture naturale piacevole al tatto. (letspause.es/en)


Lotus, Mason Editions

Lotus, la lampada da tavolo firmata da Serena Confalonieri per Mason Editions, rimanda al fiore di loto. Un fiore che per molte culture asiatiche è simbolo di eleganza, purezza e grazia.
Lotus si compone di uno stelo in metallo o ottone smaltato e tre petali costituiti da tre elementi in vetro soffiato separati. La lampada è disponibile in diverse finiture e colori. (www.mason-editions.com)


Lilli, Kundalini

Un giglio martagone. È questo fiore pieno e rotondo, simile a un turbante, che ha ispirato Lilli, la lampada disegnata da Cristina Celestino per Kundalini.
Proposta nella sola versione a sospensione, Lilli è composta da un diffusore in vetro opale incamiciato e soffiato e da una struttura in ottone satinato. Materiali preziosi che donano alla lampada un carattere di raffinata eleganza. (www.kundalini.it)


Nightbloom, Lladró

Nightbloom, la serie di lampade creata da Marcel Wanders per Lladrósi ispira ai petali dei fiori mossi dal vento. Una danza lieve riprodotta con l’utilizzo della porcellana bianca, che è stata lavorata artigianalmente, rendendo ogni prodotto unico.
La collezione comprende sospensioni, lampade da terra, da tavolo e da parete, tutte contraddistinte da un disegno a rilievo tridimensionale. (www.lladro.com)


Lafleur, Slamp

Lafleur è una lampada da tavolo a batteria ricaricabile, che prende vita scaldando il Lentiflex, a temperatura controllata, e modellandolo a mano fino a creare la corolla di un fiore.
La base è magnetica ed è accompagnata da un disco in metallo che può essere nascosto sotto la tovaglia, quando la lampada è a tavola, o fissato a parete se si vuole usare Lafleur come applique. (www.slamp.com)

SCOPRI LE ALTRE LAMPADE PORTATILI E RICARICABILI DI DESIGN


Butterfly, Doppia Firma

Butterfly è la lampada da tavolo firmata a 4 mani dalla designer Mathilde Bretillot e dall’artista del vetro Antoine Leperlier per Doppia Firma (il progetto promosso da Living Corriere e dalla Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte). Una scultura luminosa, blu come il cielo, che gioca sul contrasto fra giorno e notte e su quello fra la fragilità del vetro e la solidità della struttura in ottone che lo supporta. (www.doppiafirma.com)


Adonis, Barovier&Toso

Una rivisitazione eclettica del classico chandelier in vetro veneziano. Parliamo di Adonis, il progetto di Marcel Wanders per Barovier&Toso.
La forma si ispira al fiore olandese per antonomasia: il tulipano. La struttura è impreziosita da fiori e foglie, secondo la tradizione veneziana, affiancati da farfalle e piccoli boccioli di tulipano. Un insieme che rimanda all’età d’oro olandese e alle sue rappresentazioni botaniche, che avevano come oggetto fiori e insetti. (www.barovier.com)


Inez, Rosie Li

Inez è la linea di lampade della designer americana Rosie Li. La collezione prende ispirazione dalle foreste dello Yucatán, richiamando l’architettura naturale e le pieghe strutturali delle foglie delle palme.
Inez comprende sospensioni, lampade da terra e da parete e si compone di tre materiali: rame, ottone e alabastro. Il rame è usato per le foglie ed è piegato a mano. L’ottone è utilizzato per lo stelo e i bracci delle lampade. L’alabastro costituisce la base della piantana e fa da contrappeso alle due foglie di rame della sospensione. (www.rosieli.com)


Nana Lure, Pelle Design

Una riproduzione fedele delle foglie di banano che dà vita a una sorta di giardino tropicale. Possiamo riassumere così Nana, la lampada della collezione Lure di Pelle.
Disponibile nella versione da terra e a sospensione, la lampada è composta da un diffusore a forma di foglia di banano, realizzato in fibra di cotone modellata e dipinta a mano, e da una struttura in metallo a cui si aggiunge nella versione sospesa una cinghia di pelle che sostiene la sorgente luminosa. (pelledesigns.com)

 

Le librerie divisorie di design sono l’ideale per delimitare gli ambienti senza rubare spazio e luce. Ecco la nostra selezione.

Dividere gli ambienti è una scelta a volte necessaria. Lo era ieri e lo è ancora di più oggi, in questo tempo sospeso in cui le nostre case sono diventate il cuore di tante attività. In molti casi, però, la soluzione migliore per dividere gli spazi non sono le pareti. Soprattutto nelle case piccole, dove un muro toglie luce e centimetri preziosi.

Per fortuna, le idee alternative per delimitare gli ambienti non mancano. E tra le soluzioni più versatili ci sono senza dubbio le librerie divisorie (conosciute anche come librerie bifacciali o freestanding).

Le librerie bifacciali sono un elemento divisorio leggero che garantisce una certa privacy, senza ostacolare il passaggio di luce. E possono essere utilizzate per diversi scopi: separare la zona pranzo dal salotto, dividere la camera da letto dalla zona giorno, schermare il bagno dalla camera da letto o qualsiasi altra esigenza abbiate.

Amate per la loro flessibilità, le librerie divisorie sono state spesso interpretate dai designer nel corso degli anni. Anche quando gli open space non erano ancora diffusi. Un esempio su tutti la libreria Veliero progettata da Franco Albini nel 1939 per il soggiorno della sua casa.

Negli ultimi anni, la varietà di librerie freestanding proposta dai brand di design è cresciuta a dismisura. Dalle essenziali librerie cielo-terra di Living Divani e Arflex alle preziose librerie in marmo di Salvatori e Franchi Umberto Marmi.

Ecco la nostra selezione.


Le più belle librerie divisorie di design


Veliero, Cassina

Apriamo la nostra rassegna sulle librerie divisorie di design con un grande classico: Veliero, il capolavoro firmato da Franco Albini nel 1939. Una libreria che celebra la leggerezza visiva e che sfida le leggi della statica.
Progettato da Albini per il soggiorno della sua casa, Veliero fa la sua comparsa sulla copertina di Domus nel 1941. È però soltanto nel 2011 che viene messo in produzione da Cassina.
Il cuore del progetto è nell’impiego di una tensostruttura. Una tecnica costruttiva grazie alla quale ripiani in vetro sembrano galleggiare nello spazio. (www.cassina.com)

Joy, Zanotta

Un arredo “neutro” che può assolvere diverse funzioniJoy, il progetto firmato da Achille Castiglioni nel 1989, è molto più di una libreria. È uno scaffale, una scala, un elemento divisorio, una scrivania attrezzata e quant’altro la vostra immaginazione riesca a concepire.
L’unicità di Joy è nel movimento dei ripiani: più piani a forma di L rovesciate, di altezze crescenti, liberi di ruotare intorno a un’unica asta d’acciaio fissata a un piede a forma di C.
Si possono comporre mobili a 3-4-5-6-7 gradini da posizionare a parete, ad angolo o al centro di una stanza. (www.zanotta.it)

Ian, BertO

Ispirazione anni ’50 per Ian, la libreria modulare di BertO progettata da Castello Lagravinese Studio. Uno stile anni ’50 reinterpretato però con importanti novità stilistiche, come la scelta di una forma stondata al posto della più comune forma a sezione rettangolare.
Grazie al suo sistema componibile, Ian permette di creare progetti di interior design fortemente personalizzati. (www.bertosofas.co.uk)

Alba, Arflex

Leggera, elegante, versatile. Possiamo riassumere così Alba, la libreria bifacciale firmata da Bernhardt&Vella per Arflex. Una libreria per esporre e contenere dalla grande flessibilità compositiva.
A caratterizzare il progetto è il decoro geometrico creato dai ripiani a forma di mezzaluna.
I ripiani sono proposti in MDF laccato nero lucido o in vetro temperato nei colori fumè, verde e bronzo. La struttura di Alba è in alluminio anodizzato nero. (www.arflex.it)

Sailor, Living Divani

Si ispira al mondo nautico Sailor, la libreria cielo-terra disegnata nel 2019 da David Lopez Quincoces per Living Divani. Una libreria dalle linee semplici ideale per dividere un ambiente, senza appesantire.
Sailor è composta da sottili pali verticali in ottone e mensole create accostando a mano due essenze diverse.
Nel 2020 il concept si è arricchito con l’aggiunta dei contenitori con anta a ribalta. Per rispondere in modo ancora più flessibile alle esigenze della zona giorno o dell’ufficio. (livingdivani.it)

Shanghai, Alivar

Shanghai di Alivar è un pezzo icona della collezione HOME PROJECT. In questa nuova versione, la libreria viene presentata in una dimensione più grande – da 312 cm di lunghezza e 237 cm di altezza – per un effetto ancora più scenografico.
La struttura esterna è in rovere termotrattato oppure tinto nero. Le mensole irregolari che danno carattere alla libreria sono prodotte in Baydur strutturale espanso, rivestite poi in cemento spatolato grigio o laccato opaco. (www.alivar.it)

Colonnata, Salvatori

Una libreria freestanding preziosa come un gioiello. Parliamo di Colonnata, il progetto firmato da Piero Lissoni per Salvatori. A rendere speciale Colonnata sono i divisori in 10 tipologie di marmo: dal classico Bianco Carrara al Verde reale, dal Giallo Siena al Nero Marquinia. Una varietà di combinazioni cromatiche che rende la libreria Colonnata altamente personalizzabile.‎(www.salvatoriofficial.com)

Bookshelf, Cappellini

Ogni oggetto ha bisogno di uno spazio dal volume proporzionale alle proprie dimensioni. È da questa constatazione che nasce Bookshelf, la libreria disegnata da Shiro Kuramata per Cappellini. Bookshelf è infatti costituita da un modulo bifacciale composto da pannelli laccati bianco opaco, con vani tutti di ampiezza diversa.
La libreria può essere utilizzata singolarmente, come fosse una scultura, dare vita a una composizione a parete oppure trasformarsi in un elemento divisorio che lascia passare luce e aria. (www.cappellini.com)

Hexagon, Franchi Umberto Marmi

Una libreria autoportante, modulare e scultorea, composta da esagoni in marmo sovrapposti. Ecco raccontata in breve Hexagon di Franchi Umberto Marmi. Un sistema-libreria ampiamente configurabile, pensato per spazi flessibili.
L’impiego del marmo Calacatta, con le sue calde venature, dona morbidezza ai moduli e alla struttura. Per dividere e impreziosire gli ambienti.  (www.franchigroup.it)

Nima, Borzalino

Struttura in legno massello, dettagli in metallo, mensole in vetro. È da questo equilibrato mix di materiali che nasce Nima, la libreria modulare firmata da Andrea Andreatta per Borzalino. Una libreria cielo-terra leggera ed elegante, che può essere usata sia per contenere che per separare gli ambienti, lasciando però passare luce e aria. (www.borzalino.com)

Swing, Morelato

Si chiama Swing la libreria disegnata da Libero Rutilo per Morelato. Un sistema modulare con elementi accostabili o pensili di differenti dimensioni, adatto sia per ambienti moderni che per interni più classici.
Ogni elemento è disponibile nella versione a giorno, con ante o cassetti. La struttura è in legno di frassino tinto in varie tonalità. I ripiani interni sono in cristallo. Il tutto realizzato con grande cura artigianale. (www.morelato.it)

Orbis, Emmemobili

Una moderna piramide, un invito al gioco, un grande esempio di curvatura del legno. È Roue, la libreria bifacciale firmata da Elena Salmistraro per la collezione Orbis di Emmemobili.
Roue (dal francese ruota) è composta da tre grandi nastri sovrapposti, stabilizzati da una fascia metallica centrale, e da sei contenitori circolari pensati per contenere e decorare. (www.emmemobili.it)

Babele, Flou

Sono le antiche architetture Yemenite ad aver ispirato Babele, la libreria girevole di Flou.
La struttura, in metallo brunito opaco e legno finitura rovere caffè, è realizzata con soluzioni costruttive all’avanguardia. La colonna centrale integra luci LED e funge da asse di rotazione. Ad essa si agganciano quattro piani orizzontali con divisori verticali di altezze e profondità diverse, progettati per valorizzare l’esposizione di libri e oggetti. (www.flou.it)

Bosco, Mentemano

Il nome non lascia spazio ai dubbi. Bosco, la libreria bifacciale di Mentemano, si ispira agli alberi e ai loro rami sottili.
La struttura in metallo verniciato a polvere nero opaco trasmette una sensazione di leggerezza, ulteriormente sottolineata dai cinque ripiani in CDF.
La libreria Bosco fa parte della collezione “Super” disegnata dall’architetto Nicola Gisonda. Una serie di prodotti dalle linee eleganti e minimali che comprende anche tavoli, sedie, appendiabiti, scrivanie, specchi e paraventi. (www.mentemano.it)

Dalton Chrome, Minotti

Forme semplici e decise, una combinazione di finiture e materiali ricercata. Sono questi gli elementi che caratterizzano la libreria Dalton Chrome di Minotti.
La libreria è proposta con una struttura in metallo Cromo Lucido in due varianti: ripiani in rovere nero sabbiato abbinati a schienali laccati lucidi nei colori Warm Grey o Granito oppure ripiani in palissandro Santos, con schienali laccati lucidi nei colori Bianco o Granito. (www.minotti.com)

Milonga, Miniforms

Chiudiamo la nostra rassegna sulle librerie divisorie con Milonga, la libreria disegnata da Paolo Capello per Miniforms. Una libreria dalle linee esili che gioca con i colori dei tubi e l’assetto delle mensole.
‎La successione dei ripiani dona movimento alla libreria, ricordando le righe stampate sui quaderni che usavamo da bambini.
‎Ideale sia come libreria divisoria che come soluzione a parete. (www.miniforms.com)

LEGGI ANCHE LE PIÙ ICONICHE LIBRERIE DI DESIGN

I vasi di design in ceramica fatti a mano sono la grande tendenza dell’home decor. Ecco la nostra selezione.

Le ceramiche artigianali sono uno dei grandi trend dell’home decor. Una tendenza che, da un lato, soddisfa il nostro bisogno di unicità in un mondo dominato dall’omologazione. E, dall’altro, ci permette di riconnetterci con il passato. La lavorazione dell’argilla, infatti, è legata a un sapere antichissimo che è rimasto immutato nel corso dei millenni e che, proprio per questo suo ripetersi, ci restituisce un senso di sicurezza.

Se la tecnica attraverso cui lavorare la ceramica è la stessa da millenni, il modo di interpretarla è, però, cambiato. Le ceramiche artigianali oggi sono diventate terreno di ricerca, e spesso di sperimentazione, per tanti designer. E, fra i protagonisti di questa rivoluzione handmade, ci sono senza dubbio i vasi in ceramica.

Per questo abbiamo deciso di dedicare il nostro nuovo focus ai vasi di design in ceramica fatti a mano.

Tra superfici materiche e forme essenziali, ecco la nostra selezione.


Better Together, Federica Bubani

Si chiama Better Together la collezione della designer romagnola Federica Bubani. Un progetto che, come suggerisce il nome, crede nella forza delle “relazioni”. A comporre la serie, infatti, non ci sono solo i vasi, ma anche i fiori. Perché i bellissimi vasi in terracotta refrattaria realizzati a mano da Federica sono accompagnati dai fiori di carta dell’artista Andrea Merendi. Un binomio perfetto che dimostra come “insieme è meglio”. Purché la coppia sia bene assortita, si intende.
I vasi sono proposti in 8 modelli diversi e in 5 colori: grigio malva, rosa antico, senape, ghiaccio rosa, verde chiaro. I fiori, sempre disponibili in 8 tipologie differenti, abbracciano una palette cromatica molto varia. Tanti colori che potete divertirvi a combinare in vari modi per far emergere la vostra creatività. (it.federicabubani.it)


Tripod, Paola Paronetto

Tripod di Paola Paronetto arricchisce la sua celebre collezione Cartocci. L’ispirazione viene dai manufatti di altre epoche ed etnie. Il metodo di lavorazione è invece lo stesso: il paper clay. Una tecnica che mescola la cellulosa con l’argilla, amata da Paola per il suo carattere a un tempo solido e fragile. (www.paola-paronetto.com)


Le Morandine, Sonia Pedrazzini

Quando si parla di vasi di design in ceramica fatti a mano, non si può non citare Le Morandine di Sonia Pedrazzini. Un metaprogetto, come lo definisce la stessa designer, che si propone di dare tridimensionalità alle nature morte di Giorgio Morandi. (www.soniapedrazzini.it)

Leggi la nostra intervista a Sonia Pedrazzini

Bottega d’arte, Coralla Maiuri

La collezione di vasi Bottega d’arte di Coralla Maiuri si arricchisce con nuove sperimentazioni materiche. Effetti madreperlati e cangianti si sposano con superfici a rilievo, dove la materia sembra essersi seccata dopo un’eruzione vulcanica. Una stratificazione di texture e cromie che ricorda la tavolozza di un pittore, su cui i colori si sovrappongono a spessi strati irregolari.
L’effetto raw di Bottega d’arte è ammorbidito dalle tonalità delicate, dai contrasti lucido/opaco e dagli eleganti dettagli in oro. (corallamaiuri.com)


Efflorescence, Vanessa Hogge

L’artista londinese Vanessa Hogge crea incredibili vasi floreali, modellando i piccoli fiori ad uno ad uno. Il risultato è un trionfo di fiori dai dettagli incredibili che adornano vasi e centrotavola.

I fiori preferiti da Vanessa sono le rose, le margherite e le ortensie. In pratica, tutti quei fiori che mostrano nella corolla la loro bellezza. (vanessahogge.com)

Guarda il nostro approfondimento sui vasi floreali di Vanessa Hogge


Guggenheim e Sphera, 101 Copenhagen

Da Londra ci spostiamo in Danimarca con 101 Copenhagen, un giovane brand che propone complementi e accessori per la casa a metà fra design e artigianato.
Nel loro catalogo spiccano due collezioni di vasi in ceramica, entrambi disegnati da Kristian Sofus Hansen & Tommy Hyldahl: Guggenheim e Sphera.

In entrambe le collezioni i vasi in ceramica si basano su una geometria archetipica. Una forma primordiale che, unita alle texture grezze e ai colori naturali, rende questi vasi simili a reperti provenienti da un tempo lontano. (101cph.com)


Popcorn, Veera Kulju

La collezione Popcorn della designer-artista finlandese Veera Kulju è uno studio sperimentale dell’arte della porcellana.
“Ho realizzato i primi esperimenti sulla linea popcorn quando ero ancora una studentessa”, racconta Veera. L’odore dei popcorn che preparava mentre studiava, l’ha spinta a portare quella bellezza irregolare sulla porcellana. “In seguito, ho saputo da altri studenti che pensavano fossi impazzita, a trasformare i veri popcorn in porcellana”(veerakulju.com)


Rosa Maria Kulzer

Forme ridotte all’essenziale e superfici raw: nelle ceramiche di Rosa Maria Kulzer è la stessa materia a essere protagonista.
Nel suo laboratorio a Stoccarda, in Germania, la ceramista tedesca mescola l’argilla con gli smalti, creando oggetti materici e dai colori terrosi. Un modo di lavorare la ceramica che si propone di riconnetterci con la natura(www.ceramica-rosa-maria.de)


Bandura e Kumanec, Faina Design

Bandura, il set di vasi di Faina Design, richiama l’omonimo e antico strumento musicale ucraino. Da lì deriva la loro forma a metà fra un liuto e una cetra.
Una collezione dalla forte personalità che racconta la storia di un’intera nazione.

Sempre di Faina Design è la collezione Kumanec. Una serie di 5 vasi ispirati alla ceramica popolare ucraina. La caratteristica dei vasi è quella di avere la forma delle ciambelle, tonde col buco al centro. Sono tutti realizzati in ceramica naturale o nera. (www.yakusha.design/faina)


Mademoiselle, Laesse

Si chiama Mademoiselle questa collezione di 7 vasi creati dalla designer e ceramista Stefania Vazzoler. Sono tutti realizzati a mano in terracotta in delicate tonalità pastello e finiti con smalto ad acqua, e fanno parte di una più ampia linea di una ventina di vasi in terracotta che Stefania Vazzoler ha raccolto fra gli oltre 60 prototipi creati negli ultimi tre anni.

Le 7 Mademoiselle non sono, però, semplici vasi. Sono oggetti di arredo da usare con la massima libertà, che possono vivere da soli o accostati a gruppi. Possono rimanere vuoti oppure contenere fiori, rami o altri oggetti decorativi. (www.laesseceramica.it)


Valeria Vasi

È sul confine fra arte, scultura e design che nascono i vasi in ceramica di Valeria Vasi. Il cuore di questo progetto Made in Barcelona è l’essenzialità. A comporre la collezione sono, infatti, poche forme geometriche e solo 4 colori: bianco, nero, terracotta e rosa. Le finiture sono invece disponibili sia in versione lucida che opaca.
Una curiosità: abbiamo scoperto il lavoro di Valeria Vasi su Instagram dove la designer catalana dimostra di conoscere due o tre cosette sullo storytelling. Da guardare e poi prendere appunti. (www.valeriavasi.com)


Altri progetti?

Scopri anche i più bei vasi in vetro di design

 Guarda tutti i vasi in ceramica pubblicati su Design Street!


Un colore che è soprattutto un atteggiamento. Ecco la nostra rassegna di mobili e accessori total pink per dare il benvenuto alla primavera.

“Il rosa non è un colore, è un atteggiamento”. 

Dici rosa e pensi subito alla primavera. Ecco perché oggi abbiamo pensato di regalarvi una rassegna di arredi e accessori total pink. Per dare il benvenuto alla bella stagione e lasciarci ispirare dalle vibrazioni positive che trasmette questo colore. Un colore delicato e romantico che esprime un desiderio di rinascita.

Ecco la nostra selezione.

ARP, Diabla

ARP è una novità 2021 del brand di arredamento outdoor Diabla. Una collezione di poltrone, divani e tavolini che reinterpreta in chiave contemporanea gli arredi da esterno in ghisa dell’800.
La struttura degli arredi è in alluminio termolaccato e, nel caso della poltrona e del sofà, è completata da generosi cuscini per la seduta.
ARP è proposta in 7 varianti di colore: bianco, sabbia, rosso, grigio, antracite, bronzo e rosa. Un vero inno alla geometria e ai colori firmato Made Studio(en.diablaoutdoor.com)

Storet, Acerbis

Una cassettiera dal carattere giocoso. È Storet, il progetto firmato da Nanda Vigo, oggi rieditato da Acerbis con laccature brillanti e nuove proporzioni.
Sia nella versione alta a dieci cassetti che nella variante comodino prodotta per la prima volta solo nel 2020, Storet rivela l’artigianale lavorazione del legno. Nonostante sia realizzata in un unico materiale, Storet è caratterizzata da giochi di chiaroscuri che valorizzano la naturale bellezza del legno e la vivacità delle laccature. (www.acerbisdesign.com)

Clay, Bitossi

La bellezza dell’imperfezione racchiusa in un vaso. Parliamo di Clay, la serie di vasi cilindrici firmata da Formafantasma per Bitossi.
Il cuore del progetto è lo “strappo” nella parte superiore che provoca crepe e imperfezioni sui bordi di ogni singolo pezzo della collezione.
Clay nasce da una lunga ricerca condotta negli archivi storici di Bitossi. In particolare, i Formafantasma si sono concentrati su due elementi decorativi disegnati da Aldo Londi. (www.bitossiceramiche.it)

Sedia Series 7, Fritz Hansen

La Series 7 di Fritz Hansen è una delle sedie più iconiche della storia del design. Disegnata da Arne Jacobsen nel 1955, Series 7 rappresenta il punto massimo della tecnica di laminazione, sviluppata a partire dagli anni ’30. Un processo molto complesso che permette di piegare il compensato in 2 dimensioni, ottenendo una scocca continua.
Leggera e impilabile, ma molto confortevole, la sedia Series 7 è proposta con o senza braccioli, in un’ampia gamma di finiture: legno naturale, laccato, rivestita in tessuto, pelle o velluto.
Di recente è stata proposta in una nuova palette di 16 colori sviluppati con Carla Sozzani, tra cui il Clay Rose e il Dark Rose(fritzhansen.com)

Khama, Carpet Edition

Seta di banano. È questa la fibra utilizzata per i tappeti Khama di Carpet Edition. Una fibra vegetale completamente biodegradabile che permette di creare un filato estremamente resistente, con una morbidezza e una lucentezza simili a quelle della seta.
La collezione Khama è proposta in otto varianti di colore: dagli intramontabili bianco e nero al cromo e argento, fino alle delicate tonalità del rosa. (carpetedition.com)

Lampada Horo, Masiero

Un cerchio. È questo simbolo universale ad aver ispirato Horo, la lampada disegnata nel 2020 da Pierre Gonalons per Masiero. Una figura geometrica semplice, impreziosita dalle finiture particolari del metallo e del vetro.
La struttura di Horo è in ottone spazzolato, il disco è in vetro prismato, disponibile in versione trasparente o in una gamma di colori semitrasparenti molto raffinati come il blu chiaro, il fumè, il verde e, ovviamente, il rosa polvere. Un mix di finiture e colori che dona alla lampada un sofisticato carattere vintage.
Horo comprende una collezione di sospensioni, lampade da terra, applique e lampade da tavolo. (www.masierogroup.com)

Poltrona CH78, Carl Hansen & Søn

La poltrona CH78 di Hans J. Wegner (conosciuta anche come “Mamma Orso”) è stata rieditata da Carl Hansen & Søn nel 2020.
CH78 è una poltrona dalla forma organica, con una struttura solida e imbottita. Le sue gambe angolate le donano un aspetto rilassato e stabile. I braccioli dalle estremità sollevate offrono la sensazione di un caldo abbraccio.
Altro tratto distintivo della poltrona CH78 è la parte superiore dello schienale a curva doppia, che la rende simile a una bergère. Una cucitura curva al centro dello schienale garantisce che il tessuto rimanga liscio su tutta la superficie. Il cuscino dalla forma a mezzaluna può essere rimosso o montato a piacere. (www.carlhansen.com)

Stella, Toscanini

Le sfumature rosa impreziosiscono ulteriormente il portabiti Stella di Toscanini. Una gruccia in plexiglass pensata per introdurre un tocco glamour nelle cabine armadio, grazie ai suoi giochi di luce e trasparenze.
Stella è disponibile in misura da uomo 43 x 5 cm, da donna 37 x 5 cm.‎, ed è accessoriabile con asta in velluto antiscivolo o clips portagonne. Le parti metalliche sono proposte in oro o argento.
La gruccia è, inoltre, personalizzabile con le iniziali incise a laser e con colori a scelta. (www.toscanini.it)

Artigiana, Sartoria – Terratinta Group

Colore, materia, unicità dell’imperfezione. Ecco raccontata in breve Artigiana, la collezione di piastrelle fatte a mano di Sartoria, brand del gruppo Terratinta Group.
L’utilizzo di effetti di smalto ormai dimenticati dall’industria dà al prodotto un carattere artigianale unico. Quando l’imperfezione è un valore. (www.terratintagroup.com)

Colonne Frame, Fantin

La collezione Colonne Frame​, disegnata da ​Salvatore Indriolo​, è stata lanciata da Fantin nel 2020. Si tratta di un ampliamento della collezione Frame nata nel 2018 e ad oggi comprende cucine, tavoli, contenitori, librerie e complementi di diverse dimensioni. Tutte le tipologie sono costituite da solidi telai in tubo quadro e sempre in vista. Un omaggio al frame in quanto tale. (www.fantin.com)

Bubble, Glass Design

Bubble nasce dalla collaborazione tra Glass Design e Karim Rashid. Si tratta di un lavabo da appoggio dal carattere vivace, realizzato in Siliconio, l’ultima generazione della famiglia dei siliconi. Un materiale estremamente tattile, morbido ed elastico, che può essere sottoposto a torsioni, allungamenti e piegamenti tornando sempre, in fase di rilascio, alla sua forma originale.
Bubble è proposto in quattro colori dalla forte personalità: rosa, giallo, azzurro, lavanda. (www.glassdesign.it)

Soffio, antoniolupi

Un lavabo che sembra voler uscire dalla parete, ma che allo stesso tempo le dà vita e forma. Parliamo di Soffio, il progetto di Domenico De Palo per antoniolupi. Un lavabo che si integra con la parete, facendo uscire solo ciò che serve.
Soffio è realizzato in Corian. Dopo essere fissato a parete, viene stuccato e intonacato e poi verniciato nello stesso colore del muro con cui si fonde.
L’illuminazione a LED è integrata nella struttura interna, con luce bianca e blu. (www.antoniolupi.it)

Vasche da bagno di design? Ecco la nostra selezione. Fra forme tradizionali e riletture contemporanee.

“Un incontro con i pensieri, un appuntamento con la fantasia”.
(Luciano De Crescenzo, Così Parlò Bellavista)

È una nostra fedele compagna da secoli. È la protagonista di alcune scene cult della storia del cinema. È il simbolo per eccellenza del relax e dell’intimità. Parliamo della vasca da bagno, un elemento d’arredo iconico che è riuscito a rinnovarsi nel corso degli anni, e che ancora oggi tanti preferiscono alla doccia. Perché se la doccia è più pratica e veloce, e quindi più in linea con le esigenze contemporanee, il bagno è un piccolo lusso che sa donare un piacere impareggiabile.

Negli ultimi anni sono tanti i designer che hanno reinterpretato la vasca da bagno, attualizzandola sia nell’estetica che nei materiali. E sono tanti quelli che hanno proposto modelli compatti adatti anche ad ambienti molto piccoli.

Le possibilità di scelta per un bagno di design sono, dunque, davvero tante. Nella nostra ricerca ci siamo, però, concentrati in particolare sulle vasche da bagno “freestanding”. Le vasche che fanno bella mostra di sé anche in centro stanza, come sculture di design. Le vere eredi delle antiche tinozze in legno o metallo, da cui derivano le vasche da bagno contemporanee.

Ecco la nostra selezione.

 


ECCO LE PIÙ BELLE VASCHE DA BAGNO FREESTANDING DI DESIGN


Mastello, antoniolupi

Dimensioni compatte e massima attenzione all’ergonomia. È Mastello, la vasca da bagno in Flumood disegnata da Mario Ferrarini per antoniolupi. Con soli 135 cm, Mastello può essere installata in bagni dalle metrature ridotte, riuscendo comunque a ospitare al suo interno persone alte più di 195 cm. La seduta integrata e il bordo che si alza verso una delle estremità rendono la vasca funzionale e molto comoda (www.antoniolupi.it).

LEGGI IL NOSTRO APPROFONDIMENTO SULLA
VASCA DA BAGNO MASTELLO DI ANTONIOLUPI


Conca, Ideal Standard

Conca è la vasca da bagno progettata da Ludovica + Roberto Palomba per Ideal Standard. Una vasca per installazione a centro stanza dalle linee essenziali, perfetta per qualsiasi ambiente.
“Il nostro approccio è semplicissimo – racconta Roberto Palomba – qualità e design intuitivo con un occhio di riguardo al passato, garantendo al contempo i livelli di semplicità, purezza ed eleganza che soddisfano le esigenze della società moderna.”
Conca è in Ideal Solid, un materiale molto resistente, brevettato da Ideal Standard, composto da una miscela di resine e minerali naturali (www.idealstandard.it).


Immersion, Agape

Una reinterpretazione delle tradizionali tinozze di legno orientali. Possiamo riassumere così Immersion, la vasca da bagno firmata da Neri&Hu per Agape. Con le sue dimensioni compatte può essere installata anche in ambienti molto piccoli. Il progetto nasce infatti per rispondere alla drastica riduzione delle metrature degli appartamenti, causata dalla crescente densità di popolazione nelle città di tutto il mondo.
Immersion permette due posizioni differenti: una completamente immersi, l’altra più sollevata grazie alla seduta in legno iroko posizionata su uno dei lati (www.agapedesign.it).


Ribbon, Ex.t

Ribbon è la collezione di vasche da bagno di design disegnata da Sebastian Herkner per Ex.t. Come suggerisce il nome, il cuore del progetto è nella fascia in acciaio satinato, simile a un nastro, posta alla base. Un elemento funzionale e decorativo allo stesso tempo che dà personalità alla vasca e dona luminosità all’ambiente.
Ribbon è realizzata in LivingTec® ed è proposta in due varianti, con o senza fascia metallica alla base.‎ La collezione comprende anche un lavabo con struttura in acciaio o ottone  (www.ex-t.com).


Hammam, Rexa Design

Questa vasca da bagno freestanding fa parte della collezione Hammam disegnata da Monica Graffeo per Rexa Design. Una vasca dalle linee pulite e semplici realizzata in Shark, un materiale innovativo che si caratterizza per il suo effetto vellutato al tatto.
Hammam è disponibile in diverse colorazioni. Nella foto qui sotto, la vasca freestanding Hammam nella finitura Zenzero, una tonalità calda che si ispira alla terra e alla sabbia del deserto. (rexadesign.it)


Nouveau, Ex.t

Sempre di Ex.t è la vasca da bagno Nouveau. Un ampliamento della collezione firmata dalle designer Paola Vella ed Ellen Bernhardt, lanciata nel 2019. La vasca da bagno riprende le stesse linee di ispirazione Art Déco del resto della collezione.
Dalle dimensioni compatte e dalla forma circolare, la vasca può essere posizionata sia a parete che a centro stanza. Nouveau è realizzata in LivingTec®, un materiale resistente e piacevole al tatto, ed è proposta in bianco o in una delicata tonalità rosa cipria. (www.ex-t.com)

LEGGI LA NOSTRA INTERVISTA A BERNHARDT&VELLA 


Reflex, antoniolupi

Reflex è la prima vasca da bagno trasparente di antoniolupi. È realizzata in Cristalmood, una resina di nuova generazione brevettata da antoniolupi, chiamata così per le sue caratteristiche di trasparenza e lucentezza. Il Cristalmood riflette infatti la luce come un cristallo, creando continue variazioni cromatiche.
La vasca è proposta in 10 varianti di colore: Fumè, Nebbia, Ocra, Bottiglia, Petrolio, Ginger, Cobalto, Sangria, Ambra e Lime. (www.antoniolupi.it)

Scopri di più sul Cristalmood, una straordinaria resina trasparente e colorata


Calle, Gruppo Geromin

Rettangolare o ovale. Sono queste le due forme di Calle, la vasca da bagno di Gruppo Geromin. Calle è realizzata in Tecnotek, un materiale innovativo morbido al tatto e piacevole alla vista. Può essere integrata con lo speciale idromassaggio a 12 getti airpool, che libera micro-bolle di aria, e con un rilassante sistema di cromoterapia. Il tutto viene gestito da una tastiera touch integrata a bordo vasca. La zona tecnica, sotto il piano d’appoggio, è ispezionabile grazie ai suoi pannelli di tamponamento calamitati. (gruppogeromin.com)


ARGA 180, Jacuzzi

Una vasca da bagno con cui provare le stesse sensazioni di una SPA. È ARGA® 180, la nuova vasca idromassaggio di Jacuzzi. Una vasca dal design pulito ed essenziale, che può essere installata a parete, incassata ad angolo o posizionata a centro stanza. E che può essere ampiamente personalizzata nelle finiture: dalla rubinetteria a bordo vasca alle pannellature del rivestimento.
A rendere speciale il progetto di Jacuzzi è, però, la tecnologia Swirlpool®, che genera un delicato vortice d’acqua che avvolge il corpo e scioglie ogni tensione. Una sensazione di relax accresciuta dai giochi di luce emessi dai LED integrati. (www.jacuzzi.it)


Val, Laufen

Le vasche da bagno freestanding Val, disegnate da Konstantin Grcic per Laufen, esaltano il potenziale creativo che si racchiude nei materiali. Val ha linee semplici e bordi sottili ed è disponibile in due forme diverse: ovale o rotonda.
La superficie bianca e vellutata delle vasche da bagno Val è molto resistente e allo stesso tempo facile da pulire. (
www.laufen.it)


Amiata, Victoria + Albert

Forme organiche ed eleganti per Amiata, la vasca da bagno che Meneghelli Paolelli Associati ha progettato per l’azienda inglese Victoria + Albert. Un design senza tempo che la rende adatta a ogni ambiente, sia classico che contemporaneo.
A rendere ancora più versatile la vasca l’aggiunta di un’ampia gamma di colori RAL. Oltre alle sei finiture di vernice standard esistenti, dal 2019 Amiata può essere personalizzata con ben 194 colori, disponibili in finitura lucida o opaca. (vandabaths.com)


Round Fisher, Boffi

Round Fisher di Boffi si aggiunge al precedente modello ovale, ispirato alla bellezza naturalistica di Fisher Island. Il progetto firmato da Piero Lissoni si caratterizza per la forma semplice e pulita. Un disegno archetipico pensato per contenere l’acqua e per accogliere il corpo, in piena sintonia con l’ambiente.‎
A vestire la vasca da bagno è il Corian®, un materiale piacevole al tatto che trasmette un senso di protezione. (www.boffi.com)


Morphing Collection, Zucchetti e Kos

Una rilettura contemporanea della classica vasca con i piedini. È Collection, il progetto di Ludovica+Roberto Palomba per Zucchetti e Kos. Le linee sono familiari perché rimandano a forme archetipiche impresse nella nostra memoria. Il materiale è invece l’innovativo Cristalplant, caratterizzato da un tocco morbido e vellutato.
Morphing Collection è disponibile anche nella versione bicolore white&red e white&black. (www.zucchettikos.it)


Febe, Ceramica Cielo

Febe è la vasca da bagno disegnata da Andrea Parisio e Giuseppe Pezzano per Ceramica Cielo. Essenziale e compatta, può essere installata sia a centro stanza sia lungo la parete, diventando una doccia.‎ I tratti distintivi della vasca sono i bordi asimmetrici e il comodo piano d’appoggio su un lato, dove riporre profumi, sali da bagno e saponi. Per il massimo del comfort. (www.ceramicacielo.it)


Belt, Arbi

Belt è la vasca da bagno di design firmata da Meneghello Paolelli Associati per Arbi Arredobagno. Una vasca freestanding dalle linee essenziali e arrotondate. Belt è realizzata in tekno, un materiale durevole e resistente, e ha la superficie opaca. Il nome “Belt” nasce dal bordo esterno che sembra stretto da una cintura. Un dettaglio che dà alla vasca una maggiore profondità e crea un interessante gioco di luci e ombre. (arbiarredobagno.it)


Ino, Laufen

La vasca da bagno Ino di Laufen è stata disegnata dal francese Toan Nguyen. Il design reinterpreta le forme classiche delle vasche. Il materiale è l’innovativa resina Sentec. Le pareti, leggere ma estremamente stabili e resistenti, sono il risultato dello stampaggio a parete unica.
La vasca freestanding Ino ha una silhouette slanciata, arricchita da un piccolo poggiatesta. (
www.laufen.it).


Rak-Cloud, RAK Ceramics

Linee sinuose e forme mutevoli come le nuvole. Parliamo di Rak-Cloud, la collezione creata da Giuseppe Maurizio Scutellà per RAK Ceramics. Una linea di vasche dal design morbido ed essenziale, perfetta per ogni stile.
‎Rak-Cloud è disponibile in due finiture – bianco opaco e bianco alpino lucido – e in 5 colori diversi. Le vasche da bagno sono realizzate in RAKSOLID, un materiale durevole composto da una miscela di minerali naturali e resine. (www.rakceramics.com)


BetteStarlet, Bette

Chiudiamo la nostra rassegna sulle vasche da bagno di design con le scenografiche vasche freestanding BetteStarlet. Una collezione che si caratterizza per il suo design minimale e il colore nero opaco. Una finitura chiamata “ebano” che dona alla vasca una presenza monolitica.
Le vasche BetteStarlet sono prodotte dall’azienda tedesca Bette e vengono realizzate in acciaio al titanio vetrificato. Un materiale composito, gradevole al tatto, igienico, duraturo e robusto, ideale per l’ambiente del bagno. Questa colorazione resiste ai raggi UV e resta inalterata nel corso degli anni. (www.bette.de)


SCOPRI ANCHE LA NOSTRA SELEZIONE DI RUBINETTI DI DESIGN

La bellezza leggera e dinamica delle sedie a 3 gambe.

Sedie a 3 gambe? Le sedie, per tradizione, hanno 4 gambe. Ma non sempre! La storia del design ci mostra come i più grandi maestri del design si siano spesso sbizzarriti a immaginare e a progettare tanti modelli di sedie con tre gambe. Parliamo di designer del calibro di  Ray & Charles Eames, Hans J. Wegner, Arne Jacobsen, Max Bill, Angelo Mangiarotti, Lina Bo Bardi, Philippe Stark e molto altri…

A differenza delle sorelle più classiche, le sedie a tre gambe si caratterizzano per una linea più snella, più leggera, e comunicano una forte sensazione di dinamismo. Ma non preoccupatevi… Sono stabili e sicure esattamente come tutte le altre.

LE PIÙ ICONICHE SEDIE A 3 GAMBE DELLA STORIA DEL DESIGN DAGLI ANNI ’40 AGLI ANNI ’80

Vediamo allora in questa nostra rassegna quali sono le più celebri e le più belle sedie a 3 gambe della storia del design. La nostra selezione parte da quei modelli progettati dai grandi maestri a partire dagli anni 40, fino ad arrivare ai modelli più recenti degli anni 80 del secolo scorso. A parte la prima sedia di Ray and Charles Eames, tutte le altre sono ancora in produzione dalle aziende citate. Le sedie sono presentate in ordine cronologico. Buona lettura!


THREE-LEGGED SIDE CHAIR, RAY AND CHARLES EAMES

La prima sedia a tre gambe della storia del design contemporaneo è probabilmente quella disegnata nel 1944 da Ray and Charles Eames. È stata progettata in diversi modelli: sia con la gamba singola davanti, sia con la gamba singola dietro. La sedia si caratterizza per la seduta e lo schienale realizzati con un sottile foglio di multistrato curvato. I designer si erano costruiti, nel loro laboratorio di Los Angeles, una pressa “fai da te” per modellare il legno e con questa quale facevano i loro primi esperimenti, tra cui le celebri Three-legged Chairs. Il prototipo che vedete qui sotto è esposto nella collezione permanente del Victoria and Albert Museum di Londra.


DREIBEINSTUHL (ULM CHAIR), WB FORM

Questa bellissima sedia a tre gambe è stata disegnata nel 1949 da Max Bill. L’architetto svizzero, che aveva studiato nel celebre Bauhaus con maestri del calibro di Paul Klee e Wassily Kandinsky, fu tra i fondatori della celebre Scuola di Ulm. La sedia Dreibeinstuhl (in tedesco semplicemente sedia con 3 gambe) è realizzata in multistrato di faggio naturale ed ha le gambe in faggio massello curvato. La sedia di max Bill è un perfetto incontro tra forma e funzione, design e semplicità

www.wbform.com


SE 42, WILDE & SPIETH

Progettata nel 1949 da Egon Eiermanns per Wilde & Spieth, la sedia a tre gambe SE 42 è composta da tre semplici elementi in multistrato curvato sui quali si montano il sedile e lo schienale. Per la realizzazione Eiersmann si rivolse ad una piccola falegnameria di Esslingen, in Germania, che poi si è trasformata nell’azienda che la produce ancora oggi. La SE 42 è realizzata in faggio ed è disponibile in finitura naturale o colorata, anche in versione bicolore. Il designer ha pensato di inserire sotto il sedile un sistema di ammortizzatori in gomma che rende sedia particolarmente comoda.

www.wilde-spieth.com


VALET CHAIR PP250, PP MØBLER

La Valet Chair fu progettata nel 1951 da Hans Wegner, come oggetto pratico per disporre gli abiti prima di andare a letto. Il sedile.si può sollevare e si trasforma nell’appendino per i pantaloni. In un vano ricavato sotto la seduta si possono essere riposti piccoli oggetti come chiavi, portafogli, occhiali etc. Le prime 10 Velet Chair furono ordinate dal de di Danimarca Frederik IX, che se ne innamorò a prima vista.

www.pp.dk


ANT CHAIR, FRITZ HANSEN

La Ant Chair, progettata dal designer e architetto danese Arne Jacobsen nel 1952 per Fritz Hansen, è un altro capolavoro minimalista del design scandinavo. La prima era stata progettata dal designer danese con solo tre gambe, per dare maggior spazio e maggior libertà di movimento alle gambe dell’utilizzatore. Solo successivamente nasce la versione più tradizionale a 4 gambe. Entrambi i modelli vengono realizzati ancora oggi.

fritzhansen.com

GUARDA IL NOSTRO ARTICOLO DI APPROFONDIMENTO SULLA ANT CHAIR


GUBI: NAGASAKI CHAIR

La Nagasaki Chair è stata disegnata nel 1954 dal francese Mathieu Matégot. Fu esposta nello stesso anno al Salon des Artistes Décorateurs di Parigi. La sedia ha una strutttura a tre gambe in tubolare mentre lo schienale è realizzato con un foglio metallico traforato e curvato. Il sedile imbottito, che riuprende la forma di una sella, è sostenuto da una staffa agganciata alle gambe. La Nagasaki Chair, prodotta ancora oggi da Gubi fa parte della collezione permanente del Vitra Design Museum.

www.gubi.com


CARL HANSEN & SØN, SHELL CHAIR CH07

Disegnata da Hans J. Wegner nel 1963, questa comoda sedia a tre gambe è oggi una delle più celebri icone del design scandinavo. Ma la sua storia non è iniziata con un successo. La Shell Chair infatti non venne molto apprezzata dal pubblico degli anni 60, forse per via del suo design giudicato eccessivamente minimale e azzardato. Ma quando Carl Hansen & Søn la rieditò nel 1998, la risposta del pubblico fu estremamente positiva. Realizzata in multistrato curvato, si caratterizza per la seduta a conchiglia (da qui il nome) e per l’azzardata gamba posteriore, un dettaglio strabiliante che la rende ancora attualissima.

www.carlhansen.com


HAY, J10T CHAIR

La sedia a tre gambe J107 Chair disegnata nel 1965 da Poul M. Volther per l’azienda danese HAY è un classico del design nordico. L’aspetto è decisamente vintage. La sua estrema semplicità e il design essenziale si unisce alla qualità dei materiali. La sedia, che ha la struttura in legno di faggio, è disponibile nelle finiture naturale o laccata in 5 colori.

hay.dk


TRE 3, AGAPECASA

TRE 3 è una storica seduta disegnata nel 1978 per Agapecasa da Angelo Mangiarotti . Si tratta di una sedia a tre gambe realizzata in legno e cuoio. L’unica gamba posteriore, più alta delle altre, sostiene un elemento in cuoio che forma la morbida seduta e lo schienale. La sedia TRE 3 ha la struttura in rovere massello naturale o scuro, mentre la seduta in cuoio può essere in color naturale oppure nero.

www.agapecasa.it


COSTES, DRIADE

Disegnata nel 1984 da Philippe Starcke per Driade, la poltroncina a 3 gambe Costes fu pensata per l’omonimo bar parigino, oggi purtroppo chiuso. Costes segna l’inizio della collaborazione tra il designer francese e il brand milanese. Una scocca il legno curvato è sostenuta da una struttura in tubolare metallico nero. Le finiture sono: mogano, mogano ebanizzato, rovere grigio, wengé rigato o bamboo. Qui sotto, i modelli in bambù e in mogano ebanizzato.

www.driade.com


GIRAFA CHAIR, DPOT

Girafa Chair è un’insolita sedia con 3 gambe è stata disegnata nel 1986 dalla grande designer italo-brasiliana Lina Bo Bardi insieme a Marcelo Suzuki. La semplicità delle linee ne fanno quasi un oggetto d’arredo per bambini. E infatti oltre alla sedia da pranzo i designer hanno progettato anche uno sgabello alto e una seggiola bassa per i più piccoli. La sedia è composta da una seduta tonda e dalle tre gambe in legno, una delle quali si allunga per trasformarsi in schienale e per poi chiudersi a T. Un segno minimale che però ne facilita la presa e il trasporto.

www.dpot.com.br


CHAIR PP58/3 PP MØBLER

La sedia PP58/3, la versione a tre gambe della più celebre PP58. L’ha disegnata Hans Wegner sempre per PP Møbler nel 1988, quando il designer danese aveva già 74 anni. A differenza del modello a 4 gambe, questa è impilabile. Si può scegliere la versione in betulla, in faggio, in rovere, oppure laccata in diversi colori.

www.pp.dk


LE PIÙ ICONICHE SEDIE A 3 GAMBE DI DESIGN CONTEMPORANEO

La tradizione di disegnare sedie con 3 gambe prosegue fino ai nostri giorni. Eco qui di seguito una selezione delle sedie più recenti che ci sono piaciute di più. In rigoroso ordine sparso!


COLE’, TRIA

La sedia Tria di Colé Tria si ispira alle forme impossibili dell’artista e incisore olandese Maurits Escher. La seduta si basa su un gioco di intersezioni che crea un effetto ottico insolito e dinamico. La sedia Tria con la sua seduta a corolla-può essere usata in due modi differenti. Sedendosi al centro, con un doppio schienale avvolgente, oppure di fianco. n questo caso lo schienale per chi la usa è singolo.

coleitalia.com


BAVARESK CHAIR, DANTE

Questa sedia a 3 gambe è stata disegnata da Christophe de la Fontaine per l’azienda tedesca Dante. Si chiama Bavaresk e si ispira ai tradizionali arredi bavaresi. La sedia è realizzata in legno di faggio ed è disponibile in legno laccato oppure rivestita in tessuto o in pelle. Lo schienale può essere ingentilito da un cuscino in tessuto, minimale come la sedia stessa.

www.dante.lu


LINE CHAIR, RILUC

È realizzata con un grosso tubo curvato la Line chair del brand portoghese Riluc. Disegnata dal franco-portoghese Toni Grilo, la Line Chair è realizzata in acciaio inox con una tecnica artigianale molto complessa. La sua forma dalle ampie curve la rende una vera icona pop. Line Chair è una sedia ma è al tempo stesso una scultura domestica. È disponibile nella versione acciaio lucido o placcata in titanio con effetto oro oppure rame.

riluc.com


FRAMA, TRIANGOLO CHAIR

Disegnata dall’olandese Per Holland Bastrup per Frama, la Triangolo chair si distingue per il suo sedile triangolare oltre che per le tre gambe e l’anello che funge da schienale. La Triangolo Chair è realizzata interamente in metallo ed è disponibile nella finitura acciaio chiaro oppure nera.

framacph.com


PORVENTURA, ICON

La sedia Icon dell’azienda portoghese Porventura ha un aspetto estremamente lineare. Disegnata da Miguel Soeiro, ha la struttura in legno in tre essenze: betulla nella finitura bianco opaco oppure faggio, e noce americano. La sedia Icon, disponibile anche nella più ampia versione a poltroncina, ha la gamba posteriore inclinata che sostiene lun elemento a ferro di cavallo che serve da schienale e braccioli.

www.porventura.pt


LINTELOO, MARK

La sedia Mark prodotta da Linteloo è stata progettata dal designer tedesco Sebastian Herkner. La sedia, che fa parte di una collezione che comprende anche un tavolo da pranzo, si caratterizza per I suoi tratti forti. La sua silhouette è decisamente grafica ed ha un carattere importante con la sua gamba posteriore così larga, volutamente sovradimensionata. based on the use of solid wood and strong shapes. La struttura in legno di betulla può essere in finitura naturale o colorata in varie tonalità.

linteloo.com


SANDLER MUDLER, PYTHAGORAS CHAIR

Ha un aspetto vagamente “futurista” questa sedia a tre gambe disegnata da Sander Mulder. Si chiama Pythagoras chair ed ha seduta e schienale in alluminio verniciato a polvere. La sedia è disponibile con le gambe in rovere chiaro oppure in alluminio (in questo caso, è anche adatta all’outdoor). Questa particolare sedia arriva in un pacco piatto composto da solo 5 elementi, facilmente assimilabili. Esiste anche una versione a 4 gambe.

www.sandermulder.com


SPADE CHAIR, PLEASE WAIT TO BE ASEATED

Spade chair, disegnata da Faye Toogood per il brand danese Please Wait To Be Seated, è una sedia dal design ridotto all’essenziale. La sedia è realizzata in legno di frassino. Lo schienale cilindrico che termina con una forma a T, ricorda l’impugnatura delle spade per bambini. Proprio per questa sua forma, lo schienale può essere utilizzato anche come un pratico portaoggetti.

pleasewaittobeseated.dk


PENSANDO AD ACAPULCO, DE CASTELLI

Pensando ad Acapulco è un omaggio dichiarato all’iconica Acapulco Chair degli anni ’50. Firmata da Ivdesign per De Castelli, la sedia Pensando ad Acapulco. La desia è composta da una struttura a tre gambe in ferro che sorregge la seduta conica, composta da 3 spicchi che possono essere in rame, in acciaio o in ottone lucido.


PETIT CHAIR, DE LA ESPADA

Chiudiamo la rassegna con una novità appena lanciata sul mercato. La piccola Petit Chair disegnata da Neri & Hu per De La Espada.

Petit chair è una sedia da pranzo con la struttura in legno massello e il sedile imbottito, rivestito in pelle o in tessuto. Questa sedia a tre gambe è stata appositamente progettata da Neri & Hu per il ristorante Papi di Parigi. L’obiettivo dei designer era di creare una sedia pratica, leggera e che occupasse poco spazio. Ovviamente è disponibile anche una versione a 4 gambe…
La sedia è disponibile in diverse essenze di legno: noce nero americano, rovere bianco americano o, frassino europeo. Il legno può essere naturale o tinto (delaespada.com).

Oggi le cucine outdoor offrono le stesse prestazioni delle cucine indoor. Per chi vuole cucinare in giardino o in terrazzo come un grande chef.


Cucinare in giardino o in terrazzo come un vero chef oggi è possibile. Già, se fino a qualche anno fa cucinare en plein air significava per lo più fare un barbecue con gli amici, ormai sempre più aziende propongono cucine outdoor multifunzionali che permettono di preparare pasti completi ed elaborati.

Sì, le cucine outdoor modulari sono curate nel design e offrono le stesse possibilità di personalizzazione delle cucine per interni: dalla composizione dei moduli alla scelta delle finiture, dagli elettrodomestici agli accessori. Tante possibilità in grado di accontentare ogni gusto e necessità, anche quelle dei cuochi più esigenti.


Materiali resistenti agli agenti atmosferici

Se la versatilità e il design delle cucine outdoor sono le stesse delle cucine indoor, i materiali sono diversi. Le cucine outdoor devono infatti resistere alle intemperie, alla corrosione, agli sbalzi di temperatura e ai raggi UV. Fattori che richiedono la scelta di materiali altamente resistenti, come l’acciaio inox AISI 316 o il legno trattato, per esempio.

Siete alla ricerca di una cucina outdoor? Ecco la nostra selezione. Di design, ovviamente.

 


CUCINE OUTDOOR DI DESIGN


Atelier Abimis

Cucinare all’aperto come un grande chef? La risposta viene dalla linea Atelier di Abimis. Dal 2018 le cucine di derivazione professionale in acciaio inox di Abimis sono, infatti, disponibili anche in versione outdoor. Le prestazioni sono le stesse delle cucine per interni: dalle infinite possibilità di personalizzazione agli elevati standard in termini di ergonomia e funzionalità. Così com’è la stessa l’attenzione al design.
Le cucine outdoor di Abimis, inoltre, possono essere installate vicino al mare o a bordo piscina. In questo caso, è utilizzato l’acciaio inox AISI 316. Una lega metallica estremamente resistente al cloro e alla salsedine. (abimis.com)


Tikal, Talenti

Piccole architetture dalle forme rigorose dove sono protagonisti i materiali. Si ispira alle architetture di culto mesoamericane Tikal, la prima linea di cucine outdoor di Talenti firmata dall’architetto Nicola De Pellegrini dello Studio Anidride Design.
La struttura di Tikal è in acciaio Zinco Magnesio e alluminio (Magnesit), con una speciale verniciatura per esterni adatta alle elevate temperature. Il top è realizzato con grandi lastre in grès dall’effetto cemento che, con la luce, evidenziano la matericità della cucina. (www.talentisrl.com)

Open Kitchen, Röshults

Il brand svedese Röshults ha creato un interessante sistema modulare di cucine per esterno. Si tratta di Open Kitchen, un catalogo completo di moduli base e di accessori per comporre la propria cucina outdoor su misura, anche grazie a un configuratore presente sul sito.
Il sistema Open Kitchen offre una flessibilità di composizione pressoché infinita. Così ognuno può personalizzare la propria cucina per il giardino, per il terrazzo o per il bordo piscina. Tutti gli elementi di Röshults si caratterizzano per un design rigoroso, minimale e senza tempo. (roshults.com)


AH01, Boffi

Il barbecue come non lo avete mai visto prima. Parliamo di AH01, la cucina per esterni di Boffi.‎ Un BBQ che offre elevate prestazioni di cottura a livello professionale. Il cuore del progetto è la piastra asportabile e di facile manutenzione. La sua inclinazione verso il lato frontale favorisce, infatti, il defluire dei liquidi raccolti in una vaschetta anteriore removibile.‎ Per una cucina equilibrata e sana, senza fumo e senza odori.
AHO1 è realizzata in acciaio inox AISI 316 e legno Iroko o Paperstone, materiali altamente resistenti agli agenti atmosferici. Il monoblocco può essere completato con la zona lavaggio, tavoli, penisole, panche di seduta integrate e un comodo carrello di servizio. Su richiesta si può avere anche il telo di copertura per esterno, realizzato con un materiale per uso velico impermeabile e protettivo.‎ (www.boffi.com)


QB 01, Sanwa

Un volume compatto su ruote che si può trasportare facilmente dall’interno verso l’esterno.‎ QB 01 di Sanwa è una cucina nomade versatile e funzionale, che può adattarsi a qualsiasi luogo.
Un tagliere in legno copre il lavabo a scomparsa, il piano cottura a induzione è portatile e può essere nascosto all’interno dei vani contenitore.‎ A completare la proposta un piccolo frigorifero, un cassetto portaposate e alcuni accessori (tagliere in legno, ceppo porta coltelli, contenitore per gli utensili).
QB 01 è realizzata in Paperstone, un materiale completamente naturale, resistente e facile da pulire, che deriva dal riciclo di carta da ufficio e cartone(info.sanwacompany.co.jp)


Artusi, Arclinea

Artusi Outdoor è la cucina per esterni proposta da Arclinea. Il materiale è l’acciaio inox AISI 316, la super lega metallica resistente ad agenti atmosferici, salsedine e cloro. L’anta è spessa 4 cm, isolata internamente e provvista di guarnizione magnetica, per evitare il rischio di infiltrazioni e intrusioni di insetti. I fusti sono in compensato marino Okoumé. Un contenitore termico, con cassettoni interni, offre la possibilità di conservare la temperatura di cibi e bevande.
Artusi Outdoor è disponibile nella versione a isola o a parete. (www.arclinea.it)


Libera, Elmar

Libera è la nuova cucina per esterni di Elmar, disegnata da Marco Merendi & Diego Vencato. Un modello di cucina compatto, elegante e funzionale, con struttura in acciaio e cemento colorato. Si tratta di Cementoskin, un nuovo materiale ecosostenibile dalle alte prestazioni, caratterizzato da una finitura superficiale che offre una sensazione tattile simile al velluto. (www.elmarcucine.com)


Modulnova

Acciaio verniciato con polveri epossidiche e Pietra Piasentina. Sono questi i materiali della cucina outdoor di Modulnova. Due materiali estremamente resistenti all’umidità, alle intemperie, agli sbalzi termici e all’usura.
Il progetto ha tutto ciò che occorre per cucinare: griglia da barbecue, friggitrice, forno a legna, piastra teppanyaki e piastra a induzione per le cotture tradizionali. Inoltre, comprende due zone di contenimento, uno spazio dedicato al lavaggio, una zona per refrigerare le bevande, una macchina per il ghiaccio e addirittura una vasca in Pietra Piasentina dove mantenere freschi i vini. (www.modulnova.it)


Officine Gullo

Colore, alta tecnologia ed efficienti prestazioni. Ecco raccontata in breve Pacific Light Blue, la cucina per esterni di Officine Gullo. La cucina è realizzata in acciaio ad alto spessore verniciato a fuoco, con finiture in ottone cromato e sportelli rivestiti in teak.
La zona cottura professionale è attrezzata con forno elettrico ventilato, triplo barbecue, maxi bruciatore ad alto rendimento con potenza pari a 10 kW e friggitrice a doppia vasca. La cappa a piramide è dotata di motore professionale e luci a LED. La zona lavaggio è ampia e dotata di lavello a vasca singola da 94 cm. La parete è completata con frigorifero professionale, erogatore per birra e produttore di ghiaccio. (www.officinegullo.com)


Incline, Minotticucine

Una vera scultura da giardino per cucinare all’aria aperta. È Incline, la cucina monoblocco in pietra disegnata da Alberto Minotti. Incline prende il nome dalla linea della sua struttura inclinata di 5° sui quattro lati. Un blocco squadrato, minimale, privo di qualsiasi ornamento.
Lunga 250 cm, la cucina ha il corpo in pietra Erafuoco rosso e la struttura in acciaio inossidabile. La vasca è in pietra con piletta nascosta e l’erogazione dell’acqua avviene mediante un foro praticato sulla pietra. Ai due estremi si aprono due cassettoni in acciaio inossidabile.
La cucina è dotata di
barbecue a gas per uso esterno col coperchio scorrevole in pietra. (minotticucine.it)



Convivium, Il Giardino di Corten

Convivium è una cucina outdoor completamente realizzata in Corten. Disegnata dallo studio Oxsimoro per il Giardino di Corten, è un sistema modulare molto flessibile.
La cucina Convivium può essere infatti configurata con due tipologie di griglie, un lavello con rubinetto estraibile, un contenitore per il ghiaccio, un cestello per le bottiglie e la vaschetta cocktail.
Al top in Corten può essere sovrapposto un piano di lavoro in teak, faggio o teflon. Ogni modulo è, infine, dotato di un ampio contenitore con ante. (ilgiardinodicorten.it)



Frame Kitchen Outdoor, Fantin

Sostenibilità. È questa la parola chiave di Frame Kitchen Outdoor di Fantin. La cucina disegnata da Salvatore Indriolo è, infatti, realizzata in metallo 100% riciclabile e con finiture a polveri atossiche. Nata da un modello per gli interni, dal 2020 Frame Kitchen è proposta anche per gli spazi esterni, grazie a un trattamento di cataforesi che la rende antiruggine e resistente agli agenti atmosferici.
La cucina è disponibile a 2 o 3 moduli, con top in acciaio Barazza e in una palette di 13 colori diversi. (www.fantin.com)


LEGGI ANCHE IL NOSTRO ARTICOLO SU COME ARREDARE UN SALOTTO OUTDOOR

Sedie outdoor di design? Ecco la nostra selezione. Per accompagnare con eleganza le vostre cene en plein air.

Avere un terrazzo o un giardino dove poter lavorare, leggere, mangiare, ritrovarsi con le persone care. È questo il vero lusso oggi. In un anno che ci ha costretto a trascorrere tantissimo tempo in casa, contare su uno spazio outdoor può fare davvero la differenza per il nostro benessere.

Per questo i confini tra indoor e outdoor sono diventati ancora più fluidi (il trend era in atto già da qualche anno). E per questo le aziende propongono soluzioni di arredo per l’esterno non solo funzionali e pratiche, ma anche belle da vedere. Così belle da poter essere utilizzate anche per il salotto di casa.

Dalle sedie ai tavoli da pranzo, dai divani ai tappeti, fino alle cucine sono tantissime le proposte per arredare con stile gli ambienti outdoor. Qualche idea? Detto fatto. Per cominciare, parleremo di sedie outdoor. Nelle prossime settimane ci saranno, però, tanti altri approfondimenti dedicati agli arredi per esterni. Rimanete sintonizzati!


Le sedie outdoor di design


Beetle, GUBI

Apriamo la nostra rassegna sulle sedie outdoor di design con una novità 2021: Beetle di GUBI.
Sì, la celebre sedia da pranzo disegnata nel 2013 da GamFratesi è stata reinterpretata anche per un uso outdoor. Speciali additivi nella scocca in polipropilene stampato rendono il colore resistente agli agenti atmosferici. La sua leggerezza permette di spostarla con facilità dal terrazzo al salotto di casa, abbattendo i confini tra spazi interni ed esterni. (www.gubi.com)


Rafael, Ethimo

Nata come collezione di arredi lounge, Rafael di Ethimo si arricchisce con un set per la zona pranzo. I tavoli e le poltroncine dining confermano l’anima eclettica e il comfort della linea lounge.
La poltroncina Rafael è costituita da una struttura in teak, con seduta e schienale in corda intrecciata. I supporti in plastica Grey della struttura sono un dettaglio funzionale e decorativo allo stesso tempo. Il progetto è firmato da Paola Navone(www.ethimo.com)


EXI, Unopiù

Le tradizionali sedie in legno e paglia intrecciata reinterpretate con la leggerezza dell’alluminio. Parliamo di EXI, la nuova linea outdoor 2021 di Unopiù. Una collezione moderna e versatile, composta da elementi facilmente pieghevoli.
Il nome EXI richiama la forma a X data dall’incrocio delle gambe laterali e la parola EXIT (uscita), con riferimento all’anima outdoor di Unopiù.
EXI è disponibile in sei colori: bianco, grafite, giallo senape, rosso, viola, blu. La collezione comprende anche tavoli, panche, sgabelli e tavolini da bar. (www.unopiu.it)

 


TELAR, Paola Lenti

Con TELAR Paola Lenti prosegue la sua ricerca sull’intreccio e sul suo rapporto con il colore. La sedia, disegnata da Lina Obregón, è costituita da un telaio in acciaio verniciato lucido e un rivestimento in fibra sintetica, intrecciato a mano con cinghie elastiche di diverse dimensioni.
TELAR è disponibile con e senza braccioli. La collezione comprende anche poltrone, chaise loungue e pouf. (www.paolalenti.it)


Ocean, Mater

Progettata da Nanna e Jorgen Ditzel nel 1955, Ocean è riproposta nel 2021 da Mater in una chiave sostenibile. La collezione nasce infatti dal riciclo di reti da pesca e plastica rigida.
A comporre le sedie un telaio in metallo verniciato e una struttura leggera con doghe ripetute.
La collezione Ocean comprende anche una panca e un tavolo. (materdesign.com)


Push, Myyour

Elegante e minimale. È Push, la sedia outdoor proposta da MYYOUR.
Push è composta da una sinuosa struttura in alluminio e da una seduta in textilene. Lo schienale è disponibile in due versioni: vuoto o con tessuto SUNBRELLA. Per rendere la seduta ancora più confortevole, si può aggiungere anche un cuscino imbottito impermeabile ma traspirante.
Push è impilabile, garantendo il minimo ingombro di spazio. (myyour.eu)


Ming, Stellar Works

Ming è la sedia outdoor firmata da Neri&Hu per Stellar Works. Un progetto in cui le storiche arti decorative cinesi incontrano la funzionalità degli arredi per esterno occidentali.
La sedia Ming è realizzata in alluminio, è molto leggera e facilmente impilabile.
La collezione comprende anche un tavolo da pranzo e un tavolino da caffè. (www.stellarworks.com)


Mali, Potocco

“Ho pensato di creare un prodotto outdoor che non fosse solo bello, ma che si integrasse alla perfezione in un contesto naturale, come avviene nelle culture orientali”.
Così Federica Biasi racconta Mali, la sedia da giardino per Potocco disegnata nel 2019. Una seduta semplice, dove tutto ciò che conta è la materia: il legno iroko dall’aspetto non finito della struttura e l’intreccio in cotone dello schienale. (potocco.it)


IDA, Lapalma

Il tubolare di alluminio piegato come fosse un nastro di seta. Possiamo riassumere così IDA, l’avvolgente sedia da esterno progettata da Anderssen & Voll per Lapalma.
IDA reinterpreta la classica seduta da caffè. Il legno curvato e la paglia di Vienna lasciano, però, il posto al metallo per la struttura e a una confortevole maglia in 3D per lo schienale.
Una sedia da giardino pratica, ma elegante con cui aggiungere una nota di stile al nostro rifugio outdoor. (www.lapalma.it)


Re-Wood, EMU

Re-Wood è la collezione firmata da Menghello Paolelli Associati per EMU.
Il cuore del progetto è nella scocca in fibra di bambù che, attraverso un’inedita lavorazione, viene modellata per creare seduta e schienale. Il risultato è una sorta di tessuto ligneo, dalla forma accogliente, che può accogliere morbidi cuscini.
Re-Wood rappresenta un’importante innovazione nel settore del design outdoor. È infatti la prima volta che viene adottata questa tecnologia per realizzare arredi da esterno. (www.emu.it)


Genoa, Trabà

La collezione di sedute Genoa, disegnata da Cesare Ehr per Trabà, si è arricchita nel 2019 con la versione outdoor. Elemento distintivo è lo schienale “one line”, ottenuto dalla curvatura di un unico tubo in metallo che, con la sua linea sinuosa, si estende fino ai braccioli.
La versione outdoor di Genoa è realizzata con scocca in poliuretano integrale, verniciato in massa e in stampo, ed è disponibile anche con uno schienale intrecciato in corda colorata. (traba.it)


Maia, Kettal

Una perfetta sintesi tra passato e presente. È questo il tratto che caratterizza Maia, la sedia outdoor progettata da Patricia Urquiola per Kettal. Se infatti l’intreccio parla la lingua della tradizione artigianale spagnola, i pattern sono contemporanei. Così come lo sono i materiali utilizzati: l’alluminio per la struttura, gli innovativi tessuti in porotex e ciniglia per i rivestimenti. (www.kettal.com)


Tribeca, Pedrali

Tribeca, il progetto di Simone Mandelli e Antonio Pagliarulo per Pedrali, è una rilettura moderna delle sedie da giardino in acciaio e materiale intrecciato degli anni ’60. Un’icona che qui si veste con un materiale plastico, resistente ma leggero, e con una palette ispirata ai colori del Mediterraneo.
Una seduta da esterno perfetta per dare brio alle nostre sere d’estate. (www.pedrali.it)


Moyo, Chairs & More

Moyo, la sedia outdoor lanciata qualche anno fa da Chairs & More, nel 2019 è stata affiancata da una nuova versione con schienale intrecciato a ventaglio, realizzato con la corda nautica. Un materiale ideale per gli esterni perché caratterizzato da robustezza, duttilità e lunga durata.
Sia la struttura in metallo sia l’intreccio in corda nautica sono disponibili in diversi colori. (chairsandmore.it)


Trill, Nardi

Trill di Raffaello Galiotto per Nardi è una linea di sedie e sgabelli outdoor essenziale e versatile, realizzata in resina fiberglass.
Prodotte interamente in Italia, queste sedute da esterno sono leggere, resistenti agli agenti atmosferici e riciclabili al 100%. Oltre a essere disponibili in una ricca tavolozza di colori che abbraccia anche tonalità vivaci, come il giallo senape e l’ottanio. (www.nardioutdoor.com)


AIIR, Dedon

“Volevamo disegnare una sedia da esterno che fosse in grado di trascendere la barriera della ‘finestra’ e si potesse spostare anche all’interno”.
Così i GamFratesi raccontano AIIR, la collezione che il duo italo-danese ha firmato per Dedon. Ed effettivamente AIIR, primo progetto di Dedon a introdurre sedili stampati a iniezione, è una sedia da esterno così leggera da poter essere spostata facilmente da un ambiente all’altro.
AIIR è disponibile nella versione con e senza braccioli, con gambe in teak affusolate e cuscini per seduta e schienale opzionali.
La palette di colori riflette le influenze italiane e nordiche dei due designer. (www.dedon.de)


Regista, Tribù

L’iconica poltrona da regista abbandona il suo classico outfit in tessuto, vestendosi con un più sofisticato intreccio. Chiudiamo la nostra rassegna sulle sedie outdoor di design con Regista, la sedia da giardino disegnata da Monica Armani per Tribù.
Regista coniuga un design classico con l’uso di materiali innovativi. I braccioli e lo schienale intrecciato sono realizzati in Tricord, un materiale resistente alle intemperie che sembra una corda. La seduta è in acrilico Sunbrella per il 50% riciclato, un tessuto impermeabile usato nelle barche. (www.tribu.com)


ALTRI ARREDI OUTDOOR DI DESIGN? GUARDA LA NOSTRA SELEZIONE DI DIVANI E POLTRONE DA GIARDINO.

Arredi con il verde integrato per chi ama le piante.

Secondo una recente ricerca, trascorriamo oltre l’80% del nostro tempo al chiuso: in casa oppure in ufficio. E nell’ultimo anno. queste percentuali sono ulteriormente cresciute a causa delle limitazioni dovute alla pandemia. Il bisogno di natura sta diventando un’esigenza sempre più sentita!

Per chi vive in città, il rapporto col verde (e con la natura in generale) non è facile. Lo stesso vale per le nostre case, dove la pianta o il vaso di fiori sono ancora considerati esclusivamente come elementi decorativi e non come parte integrante della nostra vita quotidiana. Per non parlare della importante funzione di purificazione dell’aria che le piante hanno negli appartamenti.

Leggi il nostro articolo sugli strumenti per sanificare l’aria in casa

Così, per abituarci a convivere con il verde in casa, alcune aziende hanno pensato di integrate il verde negli arredi. Una soluzione che vuole obbligarci a considerare le piante come alleati importantissimi del nostro benessere fisico e psicologico.
Ecco allora una selezione di arredi progettati per integrare il verde.


Green Islands, Offect

Green Island è una linea di sedute che fa parte della collezione O2asis disegnata da Jean-Marie Massaud per Offecct. La collezione comprende pouf rotondi di ampie dimensioni, pensati per le sale d’attesa, per le hall o per i luoghi pubblici, che integrano una pianta al loro interno. Un’idea che dona la sensazione riposante di sedersi sotto un albero.
Il designer francese racconta così le sue Green Islands:
“Quando ho progettato le isole verdi, ho immaginato come le persone sedute e in attesa nell’atrio di una banca sedessero come su una grande piazza o isole circolari sotto un albero di cocco.” (www.offecct.se)


Sistemi modulari per piante, USM Haller

Creare un paesaggio verde in casa (o in ufficio) è facile con la flessibilità dei sistemi modulari USM che ora possono ospitare anche le piante.

USM ha creato infatti una nuova serie di elementi sagomati per accogliere i vasi e speciali set per l’annaffiatura. I pannelli, che si possono inserire anche nelle configurazioni esistenti sono disponibili in 5 dimensioni e nei 14 colori USM. I vasi sono disponibili in un’unica misura e in due colori: terracotta e grigio basalto.

Questi moduli di USM consentono di realizzare pareti divisorie verdi, scaffalature, contenitori per piante e oggetti in infinite configurazioni. Ma è disponibile un pratico carrello da cucina che può ospitare, ad esempio, le erbe aromatiche di uso quotidiano… (www.usm.com).


Plantable, Jail make Studio

Semplice e geniale questo tavolo creato dallo studio londinese Jail Make. Un tavolo con la struttura a rete metallica e le gambe che terminano con 4 vasi. Facendo crescere delle piantine rampicanti nei vasi, la griglia si riempie di foglie e il tavolo sembra essere sospeso su un cespuglio. Proprio una bella idea… (jailmake.com)


Varjo, Onni-Vilhelm

Di chiama Varjo questa lampada vaso disegnata dal finlandese Onni-Vilhelm. Si tratta di una lampada a sospensione con il paralume a griglia metallica che serve come appoggio per le piante rampicanti, che così possono prendere la forma ad ombrello. Le piante sono contenute in un vaso in ceramica che si può facilmente staccare dalla lampada quando serve. (onnivilhelm.fi)


Green Pads, Offect

Sono stati disegnato da Luca Nichetto per L’azienda svedese Offect questi coloratissimi tavolini portavasi. Un prodotto che integra l’amore per le piante con il design e risolve il problema del disordine che si crea quando si riempie la casa di vasi. I Green Pads sono realizzati in alluminio riciclato e sono disponibili in vari colori e in due diverse altezze. (www.offecct.se)


Horticus living Wall

Si chiama Horticus living Wall questo sistema multifunzionale e componibile che consente di “vestire” le pareti con piante. Horticus living Wall integra dei porta vasi con altri elementi dalle funzioni differenti, come lampade, speaker e contenitori porta oggetti. (www.horticusliving.com)

Guarda il nostro approfondimento sul sistema Horticus living Wall


Romeo & Juliet, Extremis

Romeo & Juliet è una romantica panca, progettata da Stijn Goethals, Koen Baeyens e Basile Graux, che sembra un’amaca sospesa tra due alberi. Una soluzione che non solo offre alle persone la possibilità di sedersi e rilassarsi, ma aggiunge anche un tocco di verde a quegli ambienti che ne sono privi. Questo capita spesso, purtroppo, nelle nostre città ma anche all’interno di edifici dove si pensa tanto al design ma poco alle piante.

La panca Romeo & Juliet è integrata con due vasi rotondi che possono contenere un piccolo albero o le piante preferite. Può essere usata nei luoghi pubblici ma si adatta anche a giardini o terrazze private. (www.extremis.com)


Somnia, Vitamin Design

Il letto SOMNIA, creato dallo studio tedesco Vitamin Design, ha ricevuto il premio per l’innovazione degli interni dal German Design Council. Non solo per il suo design, ma anche per l’idea di creare, dietro alla testata del letto, un contenitore che può essere utilizzato per riporre oggetti di uso comune, come libri, occhiali da lettura cellulare o una coperta d’emergenza.

Ma è possibile anche mettervi a dimora le cosiddette piante da camera da letto. Quelle cioè che purificano l’aria ed emettono ossigeno anche di notte, come ad esempio la Sanseveria, il Ficus e diverse altre. Interessante, no? (www.vitamin-design.de)


Halo mirror + Doppie, Bunje

L’azienda polacca Bunje ha pensato come integrare il verde nei complementi d’arredo. E l’ha fatto con il tavolino Doppie e con lo specchio da parete Halo, nati per ospitare le piante.
Lo specchio Halo ha una linea minimale. La mensola in acciaio inossidabile verniciato a polvere è dotata di un foro nel quale va inserito un vaso. Lo specchio è in vetro fumé.

tavolino Doppi invece è pensato per appoggiarvi un computer, le chiavi, i giornali o altre piccole cose. Doppi ha due ripiani: quello superiore ha il foro per un vaso. (bujnie.pl)


Botanical Planter Screens

Si chiama Botanical Planter Screens questo sistema di pareti divisorie fiorite progettato dalla designer Helen Kontouris. Si tratta di paraventi in forme diverse, realizzati con una griglia metallica, che alla base hanno un vaso per piante rampicanti. In questo modo, quando la pianta cresce, la griglia scompare e il paravento diventa una parete verde dalle forme geometriche.

Pensati principalmente per per uffici e ambienti pubblici, i Botanical Planter Screens sono perfettamente adatti anche alla casa. (www.helenkontouris.com)


Eden, Il Fanale

Disegnata da Enzo Berti per Il Fanale, la lampada Eden è composta da due elementi in metallo. Sotto, il paralume e sopra un portavasi per piante da fiore, piante verdi o grasse o, perché no, erbe aromatiche. La sua fonte luminosa a LED, che non disturba la vegetazione, si sprigiona in un doppio fascio luminoso: verso l’alto e, per un gioco di riflessioni, verso il basso. la collezione Eden è composta da due sospensioni (diametri 60 e 80 cm) e di una lampada da tavolo.Le finiture sono in una combinazione di bianco e nero (lucido e opaco) e corten. (www.ilfanale.com)


Eneo + Sirkel, Bysteel

Disegnati da Stefano Pirovano per Bysteel, questi tavoli integrano un vaso da fiori al centro. L’idea dell’azienda è quella di rendere le piante protagoniste a tutti gli effetti della nostra vita e anche della nostra convivialità. I tavoli sono in alluminio verniciato bianco opaco. (bysteel.it)


XXX, The New Raw

Concludiamo la nostra carrellata sugli arredi con le piante integrate con Print Your City, un interessante progetto ecosostenibile ideato dallo studio olandese The New Raw. L’idea è quella di usare plastica riciclata da bottiglie di bibite per stampare in 3D oggetti di design. Il primo oggetto realizzato è la panca XXX, una serie di sedute stampate in 3D utilizzabili sia all’interno che per l’outdoor. Tutte integrano un vaso per le piante al loro interno. (www.thenewraw.org)

 

 

Oggi le testiere dei letti di design sono pensate per sorprendere. Ecco la nostra selezione.

Avvolgenti, scenografiche e imponenti. Le testiere dei letti di design oggi amano sorprendere. Un trend partito dal mondo dell’ospitalità che sta contagiando sempre più anche gli interni residenziali.

Già, negli ultimi tempi la camera da letto ha riscoperto il piacere della decorazione, diventando simile alle sofisticate stanze dei boutique hotel. Lo suggeriscono chiaramente le numerose proposte dei grandi brand di arredamento. Dalle accoglienti testiere fonoassorbenti ai letti incorniciati da paraventi, dalle testate con ali mobili a quelle pensate per contenere, sono tantissimi i letti contemporanei che vantano testiere importanti.

Ecco la nostra selezione.

Bio-Mbo, Cassina

Una testiera imbottita con alette laterali mobili. Apriamo la nostra rassegna sui letti con testiere importanti con Bio-Mbo, il letto che Patricia Urquiola ha progettato per Cassina nel 2020.
L’avvolgente testiera crea uno spazio indipendente, assicurando la massima privacy. Il tessuto purificante theBreath® cattura e disaggrega le particelle inquinanti nell’aria, favorendo il circolo naturale di aria pulita. L’isolante termico fonoassorbente in Soundfil®, atossico e riciclabile, riduce il riverbero.
Un letto studiato per garantire il comfort più totale. (www.cassina.com)

Byron, Porro

Byron è il letto che Piero Lissoni ha disegnato per Porro nel 2020.
Il letto si compone di morbidi cuscini di testata e di un giroletto imbottito leggermente rialzato da terra. A caratterizzare il progetto è, però, il paravento sul fondo, costituito da un telaio in massello di frassino tinto nero e un cuore in paglia intrecciata, con motivo grafico pied de poule bianco e nero. (www.porro.com)

Grangala, Zanotta

Una testiera che arreda e contiene. Parliamo di Grangala, il letto disegnato da Gabriele Rosa per Zanotta.
La testiera di Grangala è composta da due pannelli rettangolari paralleli, di dimensioni differenti. Il pannello posteriore, più ampio, incornicia il letto come un fondale. Nello spazio che separa i due pannelli si possono inserire ripiani portaoggetti.
La testiera è caratterizzata da cuciture che suddividono l’imbottitura in fasce verticali. Un perfetto incontro tra forma e funzione. (www.zanotta.it)

Lambert, Fendi Casa

Personalizzazione. È questa la parola d’ordine del letto Lambert di Fendi Casa. La testiera è, infatti, modulabile in altezza e personalizzabile nei colori e nel rivestimento (pelle o tessuto).
A impreziosire ulteriormente il letto, i dettagli in metallo galvanizzato applicato tra i pannelli della testiera. L’effetto decorativo che ne deriva richiama il Pequin, l’iconico motivo a righe ideato da Fendi nel 1987. (www.luxurylivinggroup.com)

Dike, Maxalto

Si chiama Dike il letto disegnato da Antonio Citterio per Maxalto. Il cuore del progetto è nell’enorme testiera formata da due pannelli alti 2 metri e larghi 125 centimetri, che terminano con due elementi mobili, ancorati con una cerniera a tutta altezza. Una vera e propria quinta teatrale, impreziosita ulteriormente dalla scelta del materiale di rivestimento: un tessuto dall’effetto tridimensionale e dalla trama ben visibile.
La struttura del letto e della testata si possono rivestire anche con i tessuti a catalogo. (40.maxalto.it)

Octogone, Baccarat La Maison

Il pendente ottagonale, cifra stilistica di tutti i lampadari in cristallo Baccarat, si trasforma in testiera nel letto Octogone di Baccarat La Maison. Il risultato è un letto imponente e teatrale, che sembra appena uscito da una dimora regale.
La collezione Baccarat la Maison è stata realizzata in collaborazione con Luxury Living Group(www.luxurylivinggroup.com)

Timgad, ETRO Home Interiors

Il suo nome evoca i fasti di un’antica città algerina. È Timgad di ETRO Home Interiors. Un letto scenografico composto da un’importante testata in paglia di Vienna tinta grigio fumo e da due pannelli mobili, attrezzabili con lampade da lettura in tessuto, vani porta oggetti e ganci appendiabiti. (www.etro.com)

Amos, Zanette

Nel letto Amos di Zanette la solida struttura in legno incontra una comoda testiera imbottita.
Il rivestimento della testiera, in tessuto o pelle, è definito da sottili cuciture verticali e lascia intravedere sui lati il profilo in legno. Il giroletto poggia su quattro gambe inclinate e ha una lavorazione sul profilo inferiore a 30°. Ad armonizzare le due parti del letto è la grande attenzione al dettaglio sartoriale.
Amos è disponibile in quattro varianti dimensionali. (www.zanette.it)

Vine, Turri

Vine è il letto progettato dall’architetto Frank Jiang per Turri. Come suggerisce il suo nome, a ispirare la collezione sono le trame dei tralci di vite. Un richiamo percepibile nella sottile struttura in legno.
Il tratto distintivo del letto Vine è l’imponente spalliera in pelle che si trasforma in giroletto. Il risultato è un prodotto dal design pulito ed elegante. Ma anche un grande esempio di alto artigianato, come rivelano le sottili cuciture a vista che scandiscono le eleganti alternanze di linee sulla spalliera e lungo il profilo del giroletto. (turri.it)

Amal, Flou

Una testiera importante impreziosita ai lati da dettagli in metallo che “pinzano” il rivestimento, sottolineandone la morbidezza. È Amal, il letto disegnato per Flou da Carlo Colombo nel 2017.
I profili in metallo sono disponibili in tre finiture: oro lucido, brunito opaco, nickel nero lucido. La testata e il giroletto sono completamente sfoderabili e possono essere rivestiti in tessuto, pelle o ecopelle. (www.flou.it)

Ludwig, Désirée

Un omaggio a Ludwig Mies Van Der Rohe. Parliamo di Ludwig, il letto disegnato da Roberto Gobbo per Désirée nato dall’omonima collezione di divani.
Il cuore di Ludwig è nell’ampia testata da aggancio a parete, che riprende la lavorazione a trapuntatura del divano. Il sommier è sollevato da pavimento e rifinito con un elegante bordino.‎ (www.desiree.com)

Drapè, Laurameroni

Dalle passerelle alla camera da letto. Drapè, il letto firmato da Bartoli Design per Laurameroni, prende in prestito la plissettatura dal mondo della moda. Il risultato è una sofisticata testiera drappeggiata dal carattere esclusivo. L’irregolarità della plissettatura fatta a mano rende, infatti, ogni letto unico.
Non solo. La testata di Drapè è più grande della struttura che sostiene il materasso, creando un effetto scenografico.
La testiera drappeggiata è disponibile in velluto o pelle. (www.laurameroni.com)

Panis Bed, Amura

Un letto che nasce da una pagnotta di pane. Panis Bed di Amura si ispira alla celebre pagnotta di Altamura. Del pane pugliese riprende le forme piene e generose, declinabili in varie configurazioni. La collezione Panis non comprende solo i letti imbottiti, ma anche divani, poltrone, sedie e pouf.
Il progetto è firmato da Emanuel Gargano, Anton Cristell, Elisabetta Furin, Rosaria Copeta. (amuralab.com)

Joyce, Morelato

Joyce è il letto disegnato da Libero Rutilo per Morelato. A caratterizzare il progetto è l’ampia testata in tessuto e paglia di Vienna che avvolge la struttura. Il rivestimento del letto può essere personalizzato grazie all’ampia proposta di tessuti.
La collezione Joyce comprende anche una credenza e una chaise longue. Per portare il fascino degli arredi in paglia di Vienna in ogni ambiente della casa. (www.morelato.it)

Wings, Wittmann

Ali o orecchie? Comunque la si voglia interpretare, la testiera di Wings non lascia indifferenti. Il letto è stato disegnato da Jaime Hayon per l’azienda austriaca Wittmann. Le ali laterali montate sulla testiera possono essere inclinate per dare la sensazione di cullare chi dorme come in un bozzolo oppure aprirsi trasformando la camera da letto in un ambiente flessibile da vivere non solo di notte.
‎I letti imbottiti sono completati da pratici comodini rivestiti in pelle e faretti da lettura a LED regolabili.‎ (www.wittmann.at)

OTTOW, Gebrüder Thonet Vienna

A proposito di testiere importanti, non può mancare OTTOW di Gebrüder Thonet Vienna.
Il progetto di storagemilano rende omaggio a Otto Wagner e alla sua iconica collezione Postsparkasse, disegnata nel 1906 e ancora oggi nel catalogo di Gebrüder Thonet Vienna.
La testiera si caratterizza per il mix di materiali diversi. OTTOW è composta infatti da una struttura in faggio curvato a sezione quadrata, un elemento centrale in legno, inserti laterali in paglia di Vienna e dettagli in ottone o in rame. Il risultato è una testiera dal carattere teatrale che crea sulla parete un elegante effetto boiserie.

Ego, Shake

Sono i contrasti a caratterizzare il letto Ego di SHAKE. Contrasti tra le linee morbide del giroletto imbottito rivestito in pelle e il rigore della forma geometrica della testata.
La testata è un “patchwork” di geometrie e materiali diversi: pelle, essenze di legno e metalli. Integrate alla testata due mensole di dimensioni diverse in metallo bronzo chiaro, che diventano due pratici comodini d’appoggio laterali. Per un progetto scenografico ma funzionale.

IL GRANDE RITORNO DELLE SPECCHIERE DA TERRA.

 

LA STORIA DI PSICHE. OVVERO, COME NASCE LO SPECCHIO DA TERRA

Gli specchi da terra (o specchiere) sono dei complemento d’arredo che da sempre ci accompagnano nei rituali della vita quotidiana. Un tempo questa scenografica specchiera da terra veniva chiamata semplicemente Psiche (Psyche mirror in inglese) in onore della meravigliosa dea mitologica. Nelle Metamorfosi, lo scrittore e filosofo romano Apuleio raccontò la storia di Psicheuna fanciulla di straordinaria bellezza. Talmente bella da conquistare Eros, il dio dell’amore, che la sposò portandola con se nell’Olimpo.  Amore e Psiche ebbero una figlia dal nome evocativo: Volupta, Voluttà. Una storia romantica e sensuale, che ben si addice a questo complemento d’arredo complice della bellezza e della femminilità.

Se vuoi approfondire la leggenda di Amore e Psiche, guarda la pagina dedicata su Wikipedia!

Guarda anche il nostro articolo sugli attaccapanni da ingresso di design

Tornando sulla terra, la psiche è una specchiera con la struttura portante in legno o in metallo, sulla quale è incardinato uno specchio che si può regolare di angolazione. Questi o genere di specchi da terra non mancavano mai nelle stanze delle signore “fin de siècle”. Lo testimoniano tanti dipinti realizzati tra la fine 800 e i primi del 900, come quello che vedete qui sotto.

Uno dei primi e dei più celebri specchi da terra della storia del design è sicuramente lo specchio Psyche dei fratelli Thonet. un modello in legno curvato che potete vedere qui sotto raffigurato in una pagina del catalogo Thonet del 1907 e in uno dei pochi esemplari originali rimasti oggi.

 

LE SPECCHIERE DA TERRA TORNANO NELLE CASE CONTEMPORANEE

Ebbene. Come tanti altri complementi d’arredo un po’ vintage (guarda anche il nostro articolo sui mobili da toilette e l’articolo sul ritorno dei carrelli di servizio), non hanno mai smesso di abbellire le case contemporanee. Li troviamo nelle camere da letto o nelle stanze guardaroba. Vengono posti vicino all’armadio, per scegliere gli abbinamenti giusti vedendosi a figura intera, oppure in entrata, per un ultimo ritocco al look prima di uscire di casa.

E come succede per tutti gli elementi di design così presenti nelle nostre case, anche le specchiere da terra sono oggetto di studio da parte di molti designer che le trasformano da semplice oggetto funzionale, a vera e propria scultura domestica.

Ma vediamo insieme quali sono gli specchi da terra più belli e interessanti che il mondo del design ci propone.


Guarda anche il nostro articolo sui mobili da toilette


ECCO LE PIÙ BELLE SPECCHIERE DA TERRA DI DESIGN


ULTRAFRAGOLA, ETTORE SOTTSASS, POLTRONOVA

Non è possibile parlare di specchiere di design senza citare la più celebre di tutte, probabilmente una delle più grandi icone del design italiano. Stiamo parlando dello specchio-lampada Ultrafragola, disegnato nel 1970 da Ettore Sottsass Jr per Poltronova. La sua linea sinuosa e sensuale, evoca una chioma femminile. La cornice rosa ondulata si illumina grazie a un sistema interno di luci al neon.  Poltronova continua a produrre la specchiera Ultrafragola, insieme ad altri capolavori del design che hanno reso celebre il brand nella storia del design. www.poltronova.it


MATINÉE, CRISTINA CELESTINO PER FENDI CASA

Back Home è il nome di una nuova collezione di complementi d’arredo che Fendi casa ha commissionato alla designer Cristina celestino. Una linea dai tratti decisamente eleganti e preziosi, in linea con lo stile della maison di moda. La collezione Back Home, in particolare, interpreta  l’iconico motivo a righe Pequin che ha reso famoso il brand FENDI.

Della collezione fa parte anche Matinée, un grande specchio da terra freestanding, rigoroso, geometrico, ma estremamente raffinato nella scelta dei colori tenui e dei materiali La specchiera da terra Matinée è ispirata ai gemelli da polso maschili. Si compone infatti di due elementi orientabili uniti da una catenella ed è composta da un intarsio di specchi e materiali diversi.

GUARDA TUTTA LA COLLEZIONE “BACK HOME” DI CRISTINA CELESTINO


Guarda anche il nostro articolo sui mobili da toilette


SOUFFLÉ, LUCA NICHETTO, LA MANUFACTURE

Disegnato da Luca Nichetto per il brand francese La Manufacture, la specchiera Soufflé (soffiato in francese) prende il nome dal suo aspetto leggero e giocoso. La cornice sembra infatti formata da un palloncino gonfiato, uno di quelli che certi clown annodano tra loro per realizzano figure sorprendenti. La struttura ad arco invece è realizzata in legno trattato con vernice a metallo liquido nei colori menta, prugna e corallo. Un effetto cromato che ne amplifica la luminosità.  lamanufacture-paris.fr


DIVA, JEAN-MARIE MASSAUD PER GLAS ITALIA

Elegante e minimale al tempo stesso. La specchiera da terra Diva, disegnata da Jean-Marie Massaud per Glass Italia è realizzata in cristallo fumè. Essendo retroilluminata, la specchiera Diva è in grado di creare una soffusa luce d’atmosfera. La parte centrale inoltre ha una speciale specchiatura attraverso cui si vede la traccia luminosa della lampada, posizionata sul retro. La luce si accende e si spegne tirando il cordone rosso con la nappa, che esce da un foro. www.glasitalia.com


FRAME, NENDO PER STELLAR WORKS

Una specchiera da terra davvero minimale. Una struttura a L  in acciaio verniciato di nero e uno specchio dalla forma ellittica. Questo è in nuovo progetto firmato dallo studio giapponese Nendo per Stellar Works. stellarworks.com

Scopri tutta la nuova collezione di nendo per Stellar Works


SKY MIRROR, MONICA FÖRSTER PER ZANAT

Gli specchi da terra Sky Mirror, disegnati da Monica Förster per Zanat, sono vere e proprie sculture contemporanee. Come dei totem, diventano protagonisti degli spazi domestici. Le specchiere da terra Sky Mirror sono montate su una struttura dalle linee plastiche, realizzata in legno massello e intagliata a mano. Per questo queste specchiere risultano belle da vedere da qualsiasi parter le si osservi. Per questo possono essere posizionate come oggetti singoli o in gruppi, per creare sorprendenti divisori. Gli specchi da terra Sky Mirror sono declinati in due forme (tonde o semi-ovali), ciascuna disponibile in due misure. Il basamento può essere in noce o in acero, entrambi in diverse tinte e finiture. (zanat.org)


 

CARABOTTINO, CARA \ DAVIDE PER MEDULUM

La specchiera Carabottino, disegnata dallo studio Cara \ Davide, fa parte della collezione Flow di Medulum. Un progetto dedicato alla Repubblica, alla cultura e alle tradizioni che hanno plasmato l’identità veneta.

La specchiera Carabottino è un totem domestico. Una forma cilindrica, rigorosa e scultorea, la cui struttura a griglia è realizzata con listelli di legno. Solo quando si apre, di vede lo specchio custodito al suo interno. www.medulum.it


SAND IN MOTION COLLECTION, RIVE ROSHAN

Questa specchiera da terra dal design scultoreo fa parte della Sand in Motion Collection dello studio olandese Rive Roshan. Una collezione di oggetti di “arte funzionale” in edizione limitata, realizzati in sabbia stampata in 3D. Diversi vasi, una sedia, la specchiera e dei tavoli che si distinguono per la loro linea organica e cinetica, quasi un movimento naturale creato dal tempo. La struttura della specchiera è realizzata in sabbia bavarese al 98%. La sabbia, naturalmente bianca, è tenuta insieme con un legante che, ossidandosi, dà all’oggetto il caratteristico colore nero. La collezione Sand in Motion è esposta alla galleria KRL di Eindhoven fino all’8 marzo. riveroshan.com

©Rive Roshan and Galerie KRL – Photo: Ronald Smits


PINCH, LANZAVECCHIA + VAI PER FIAM ITALIA

Pinch è una collezione i specchi, che comprende tre specchi a parete e una specchiera da appoggio, disegnata da lanzavecchia + Vai per Fiat Italia. La struttura rettangolare, con due angoli opposti tagliati a 45 gradi, è realizzata in metallo con finitura ottone brunito. Lo specchio, dalla forma irregolare, sembra teso nella cornice da 4 titani metallici. www.fiamitalia.it


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NARCISSUS, HOMMÉS STUDIO

Due ante apribili, una cornice in acciaio dorato che sorregge lo specchio ovale. Stiamo parlando di Narcissus, lo scenografico specchio da terra di Hommés Studio. Una specchiera che, chiusa, diventa quasi un’opera d’arte, un quadro su un cavalletto. Esiste in due versioni. Una con le ante rivestite in pelle stampata e una Limited Edition con le ante laccate (foto qui sotto). (https://hommes.studio/)


LaGronda, PALLUCCO

Disegnato da Luciano Bertoncini per Pallucco, lo specchio da terra LaGronda ha una doppia funzione. Quella di specchio innanzitutto, ma anche quella di appendiabiti modulare.
Ogni modulo è composto di due parti: la parte inferiore fissa e quella superiore che rientra
a pressione. Il taglio sagomato che separa le due parti dello specchio, forma l’appendiabiti.
La cornice è realizzata in alluminio verniciato in 3 colori: argento, nero e bronzo perlato.
Lo specchio è disponibile in 3 finiture: chiaro, fumé e bronzo (www.pallucco.com).

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TRN MIRROR, PANI JUREK

Questa specchiera da terra fa parte della collezione TRN furniture realizzata dal brand Pani Jurek, fondato dalla designer e artista polacca Magda Jurek. Si tratta di una serie di oggetti e complementi, tra i quali tavolini, specchi e alcune lampade-scultura in ceramica.
Lo specchio da terra della linea TRN, realizzato in collaborazione con lo studio Square Drop, è in legno massello di frassino. è disponibile in 3 dimensioni con la cornice singola e in una più grande con la cornice tripla (foto qui sotto). Ogni singolo pezzo è realizzato a mano con le più tradizionali tecniche di ebanisteria. Successivamente il legno viene tinto e trattato a cera naturale (www.panijurek.pl).


TIBOR, MURANTI

Tibur Floor Mirror,non è una tradizionale specchiere da terra. Piuttosto è un puzzle di specchi che, insieme, riflettono la persona a figura intera. La struttura è in ottone lucido, mentre la base è in  Travertino. Un complemento d’arredo che si ispira allo stile degli anni 50, molto elegante nella sua bellezza scultorea. www.muranti.com

 


LAZY, MIGUEL SOEIRO PER PORVENTURA

Molto più semplice e minimale, la specchiera da terra Lazy, disegnata da Miguel Soeiro per l’azienda portoghese Porventura. Realizzata in legno di Rovere massello., Lazy si caratterizza per il taglio dello specchio sul lato basso che lascia un vuoto alla base. Tubi della struttura in ottone lucido rifinito con vernice lucida. Specchio e marmo trasparenti. www.porventura.pt


IONA CHEVAL, PINCH

Lo specchio da terra Iona Cheval del laboratorio londinese Pinch si ispira alla semplicità dello stile Shaker. Realizzata in legno di rovere chiaro europeo o di noce americano, Iona Cheval ha una struttura a cavalletto che sostiene un grande specchio basculante con la cornice in legno fissata con dettagli in ottone. pinchdesign.com

 


MALIN, WOAK

Malin è il nome di questo specchio realizzato da Woak, una piccola azienda svizzera specializzata nella lavorazione artigianale di arredi e complementi di design in legno. Ogni oggetto prodotto da Woak si distingue per la qualità del lavoro estremamente curata nel dettaglio. La stessa attenzione che si nota nella curvatura della base della specchiera, che si può appoggiare alla parete con l’inclinazione desiderata. Malin è disponibile in due essenze di legno massello trattato ad olio: rovere oppure noce. www.woak.ch


CLOUD, CIRCU

Concludiamo questa rassegna con una specchiera dedicata ai più piccoli, che crea nella cameretta un’atmosfera decisamente più romantica. Si tratta di Cloud Mirror di Circu. Uno specchio pensato su misura per le bambine e i bambini, per farli sognare come vivessero in una favola. Sostenuto da un basamento a forma di nuvola (da qui il nome) lo specchio è realizzato in legno verniciato e ottone. È disponibile in 6 colori: bianco, crema, grigio, beige, rosa e azzurro. www.circu.net


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Carrelli bar di design? Ecco la nostra selezione. Per rivivere le atmosfere della vecchia Hollywood con uno sguardo al presente.

Molto popolari negli anni ’50 e ‘60, dopo un lungo periodo di assenza, i carrelli bar sono tornati di gran moda negli interni. Lo testimonia Pinterest, il social network dedicato alla condivisione delle foto, dove il numero di board dedicato ai carrelli di servizio di design è in costante crescita. Ma anche e soprattutto i numerosi progetti di tanti brand di design, che hanno reinterpretato il carrello di servizio in una chiave moderna.

Vi piacerebbe avere un carrello di servizio in cucina o nel living? Bene, abbiamo preparato per voi una selezione di carrelli bar di design. Un mix molto vario che spazia da icone a novità assolute. E se non siete dei provetti barman, niente paura. I carrelli portavivande sono elementi d’arredo molto versatili. Pensati per il salotto, possono essere spostati facilmente anche in altri ambienti della casa e non solo per ospitare i vostri drink preferiti. Per esempio, all’occorrenza, possono diventare un tavolino di servizio da mettere accanto al divano oppure trasformarsi in un pratico comodino per la camera da letto.

Insomma, il carrello bar è un complemento multifunzionale che, per di più, ha il pregio di farci respirare le atmosfere glamour della vecchia Hollywood. Difficile non amarlo!


Ecco la nostra selezione di carrelli bar di design


900 Tea Trolley, Artek

In una rassegna sui carrelli bar di design è d’obbligo cominciare dal carrello 900 di Alvar Aalto, un vero classico presentato al pubblico, per la prima volta, all’Esposizione Internazionale di Parigi nel 1937.
Ciò che rende unico il carrello 900 è il mix di materiali diversi. Il telaio è in betulla curvata. Il piano è rivestito con piastrelle in ceramica. Le grandi ruote sono in MDF laccato bianco. Il cesto è in rattan. Un arredo dal carattere eclettico che può accompagnarci in ogni momento della giornata.


Plico, Alessi

“A me interessano le forme che cambiano e ciò è molto più emozionante di una cosa, un oggetto o una forma che rimangono sempre uguali”.
Così Richard Sapper racconta il suo interesse per gli oggetti dotati di movimento. Un interesse perfettamente espresso in Plico, il carrello pieghevole che Sapper progetta nella seconda metà degli anni ’70.
Oggi Plico è stato rieditato da Alessi.


Grace, Schönbuch

Si ispira all’architettura degli anni ’50 GRACE, il carrello bar del designer tedesco Sebastian Herkner. Un complemento d’arredo elegante e dalle linee pulite adatto per qualsiasi ambiente.
Grace si compone di una struttura in metallo verniciato a polvere nei colori nero, blu notte o palissandro e di un ripiano in vetro retroverniciato nello stesso colore del carrello.‎


Teatime, Swedese

Teatime è un carrello da tè pratico e minimale, disegnato da Claesson Koivisto Rune per Swedese.
Il carrello è disponibile in frassino laccato naturale, frassino tinto bianco o nero. Anche le ruote possono essere bianche o nere, a seconda della finitura scelta. (swedese.com)


Bordbar, Bordbar design GmbH

Bordbar design GmbH è un brand tedesco, specializzato nella produzione dei carrelli di servizio di bordo degli aerei. Forte della sua esperienza nel settore, ha deciso di riproporre questi trolley di bordo come singolari ed esclusivi oggetti di arredo dal fascino vintage.

I Bordbar possono essere nuovi oppure ricondizionati. In questo caso, vi porterete a casa un oggetto che ha volato per anni nei cieli del mondo.
Ogni modello può essere personalizzato in base alla funzione e alle esigenze del cliente, grazie a un apposito configuratore.

Guarda il nostro approfondimento sui trolley di bordo Bordbar


James Bar Cart, Stellar Works

Attuale ma con uno sguardo al passato. James Bar Cart, il carrello disegnato da Yabu Pushelberg per il brand cinese Stellar Works, è un elemento d’arredo in bilico fra diverse anime.
L’ispirazione viene dal mondo delle automobili. Un richiamo evidente nei materiali utilizzati: il metallo verniciato di nero della struttura e il legno scuro dei ripiani e delle ruote.
La collezione James comprende anche una scrivania, uno sgabello e una chaise longue.


 Matégot, Gubi

Il carrello Matégot è stato progettato fra il 1953 e il 1954 dall’architetto ungherese Mathieu Matégot, l’inventore del “rigitulle”, la tecnica che combina i tubi in metallo con la lamiera perforata.
Questo complemento dall’eleganza senza tempo si compone di due piani uniti fra di loro da tubi in acciaio. Il piano superiore è disponibile in diversi colori, quello inferiore è nero e comprende anche un pratico portariviste.


Atollo, Minotti Italia

Disegnato da Filippo Mambretti per Minotti Italia, Atollo tea kart è un carrello di servizio dall’eleganza minimale. Dotato di una struttura metallica grigio antracite, che regge 2 vassoi a specchio bronzato o fumé, il carrello Atollo è disponibile in 2 versioni. La prima con i vassoi da 44×66 cm e la seconda, più piccola, con vassoi da 44×46 cm. Due grandi ruote permettono ad Atollo di spostarsi dove serve. (www.minottiitalia.it)


Teca tea cart, Sollos

Il Teca tea cart, disegnato da Jader Almeida per Sollosè un carrello bar dal design minimale. La sua struttura, caratterizzata da linee molto rigorose, è in acciaio al carbonio. Due pratici ripiani in legno e due grandi ruote ne completano il design. Il carrello bar ridotto all’essenziale.


Block, Normann Copenhagen

Block è il carrello bar firmato da Simon Legald per Normann Copenhagen nel 2012. Un progetto caratterizzato da linee pulite e da un mix di materiali diversi (la struttura è in legno, le mensole in metallo).
Privo di una posizione d’uso determinata, Block può essere utilizzato da tutti e quattro i lati. E, grazie alle quattro maniglie, che rappresentano un’estensione naturale delle gambe del tavolo, è molto semplice da spostare.

Block è proposto con ripiani dalla forma rettangolare o rotonda. I colori disponibili sono: verde menta, grigio chiaro, grigio scuro, bianco e nero.


Brita Trolley, dpot

Essenziale, minimale, funzionale. È il carrello di servizio Brita Trolley disegnato nel 2018 dal brasiliano Fernando Prado per dpot. Un carrello in legno chiaro, lasciato volutamente a vista per creare un contrasto fra design e tradizione.
Brita Trolley è stato esposto al Fuorisalone di Milano, all’interno di un interessante progetto dedicato al design brasiliano organizzato da dpot con la galleria [dip] contemporary art e l’archivio Geraldo De Barros.


Gatsby, Nina Mair

Il carrello bar Gatsby è un omaggio della designer austriaca Nina Mair allo stile di vita americano degli anni ’50. Il periodo dei party in casa, per capirci.
Il carrello di servizio Gatsby si caratterizza per una struttura avvolgente in tubo metallico, che permette di trasportare bicchieri e bottiglie senza il rischio che cadano. Per questo può essere usato anche come mobile bar. I due piani sono in vetro fumé e in marmo nero.


Gastone, Kartell

Un carrello bar a zero ingombro? La risposta è Gastone, il carrello pieghevole progettato da Antonio Citterio con Oliver Löw per Kartell. Quando non serve, Gastone si può infatti chiudere e riporre facilmente anche in uno spazio molto piccolo (chiuso ha una profondità di soli 23 cm.).
Costituito da un piano in materiale plastico verniciato, disponibile in diversi colori, e da una struttura in acciaio cromato, Gastone è il carrello ideale per ambienti dal carattere informale.


BAUHAUS, Kristina Dam Studio

È un omaggio al Bauhaus, la grande scuola di architettura, arte e design tedesca che nel 2019 ha compiuto 100 anni, l’omonimo carrello della designer danese Kristina Dam. Un complemento elegante ed essenziale, costituito da una struttura in metallo verniciato, disponibile in bianco e nero.


Chariot, Casamania

Chariot, il carrello dei GamFratesi per Casamania, è composto da tre semplici elementi dalle forme geometriche: ruote, top e struttura.
Il cuore del progetto sono le due ruote fuori scala. Un dettaglio giocoso che rende Chariot la scelta perfetta per chi non ama prendersi troppo sul serio.
I due piani e le ruote di Chariot sono in MDF laccato. La struttura, che serve anche da impugnatura per spostare il carrello, è in metallo verniciato.


Confetti trolley, OK Design

Confetti trolley di OK Design combina una struttura essenziale in metallo con un vassoio effetto terrazzo di grande tendenza. Il terrazzo veneziano è infatti tornato di gran moda nel design, come vi abbiamo raccontato in questo articolo.
Per chi cerca un carrello dal design semplice ma non banale.


Anoon, by Lassen

Il carrello Anoon è stato disegnato da Flemming Lassen nel 1943. Originariamente realizzato in betulla, Anoon è stato rieditato dal brand danese by Lassen in una versione in alluminio lucido e acciaio laccato nero e color fango. Un restyling in chiave contemporanea che dona al carrello un look industriale.
Il piano superiore di Anoon può essere rimosso, trasformandosi in un pratico vassoio.


Come as you are, Dante and Goods

Leggeri profili in acciaio e lastre in vetro temperato. È Come as you, il progetto di Christophe de la Fontaine per Dante and Goods. Un carrello portavivande ridotto alle sue componenti essenziali. Un progetto minimale e raffinato pronto a superare i trend.
I profili in acciaio sono verniciati a polvere e disponibili nei colori bianco, nero e bordeaux.


AR1, MisuraEmme

Tubolare d’acciaio e lamiera traforata. Sono questi gli ingredienti principali di AR1, il carrello bar firmato da Alfred Roth nel 1930, oggi prodotto da MisuraEmme in una edizione numerata.
Nonostante la sua età, AR1 è un prodotto molto attuale. Attuale e pratico. Sotto il piano di servizio estraibile ha una riserva per il ghiaccio in acciaio inox, un contenitore per bottiglie in lamiera d’alluminio traforata e un box contenitore con 2 antine a ribalta.
Avere 90 anni e non dimostrarli!


Spritz, Porada

Spritz, il carrello di David Dolcini per Porada, dichiara già nel nome le sue intenzioni.
Il carrello è composto da materiali pregiati frutto di una sapiente lavorazione artigianale. La struttura e i due piani d’appoggio sono in legno massello di noce canaletto, il cassetto ha l’interno rivestito in cuoio.
Per bere il vostro Spritz accompagnati da un prodotto di gran classe.


Mix It, USM

Dall’incontro fra il celebre sistema Haller dell’azienda svizzera USM e la creatività di un gruppo di bartender di New York è nato Mix It, un carrello componibile e personalizzabile.
Per creare in totale libertà il vostro mobile bar e poi mixare il vostro cocktail!

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Tumbler, Baxter

Semplicissimo e lineare. È il carrello di servizio Tubler disegnato e prodotto da Baxter.
La struttura in metallo sostiene tre piani rotondi in marmo bianco Gioia opaco. La maniglia è in ottone satinato.


E, PER FINIRE, CHE NE DITE DI UN CARRELLO ANCHE NEL BAGNO?

 

JJ, Giacopini

Ci viene naturale immaginare i carrelli di servizio in cucina o nella zona living. JJ è invece un trolley progettato per essere posizionato in camera da letto come servomuto oppure in bagno, per riporre piccoli oggetti o appendere gli asciugamani.
Il carrello JJ è realizzato in metallo.


Careto, Lineabeta

Nasce per il bagno anche Careto, il carrello di servizio firmato da HENRY&CO. per Lineabeta. Careto è un carrello progettato in modo sostenibile sia nei materiali che nella forma.
La struttura è in alluminio tagliato e piegato. I ripiani sono in bambù, un materiale naturale flessibile ed estremamente resistente. La forma è pensata per essere facile da produrre, da montare/smontare e, infine, da riciclare.
Le sue linee essenziali lo rendono adatto anche ad altri ambienti della casa. (www.lineabeta.com)