Kettal 60: nove icone per sessant’anni di design outdoor
Nel 1966 nasceva Kettal; nel 2026 il brand compie sessanta anni scegliendo di rimettere al centro il progetto, col progetto Kettal 60. Niente nostalgia, nessun amarcord autoreferenziale. L’anniversario diventa un esercizio di coerenza: guardare indietro per capire quanto il linguaggio costruito in sei decenni sia ancora perfettamente allineato al presente.
Nove pezzi iconici, una storia coerente
Per celebrare il traguardo, Kettal seleziona nove prodotti simbolo della propria storia: sedie, divani e tavoli che hanno segnato momenti diversi dell’evoluzione del brand. Kettal 60 non è una semplice operazione celebrativa, ma un racconto per oggetti.
Le collaborazioni con progettisti come Patricia Urquiola, Doshi Levien, Nanna & Jørgen Ditzel, Vico Magistretti, Rodolfo Dordoni, Konstantin Grcic e Antonio Citterio hanno costruito un lessico riconoscibile: proporzioni calibrate, comfort generoso, struttura e leggerezza in equilibrio.
Collezioni come Basket e Loden testimoniano questa capacità di attraversare il tempo. Progetti che nascono in un determinato contesto storico e che oggi vengono aggiornati nei materiali e nelle soluzioni tecniche, mantenendo intatta la loro identità. Non reliquie, ma oggetti ancora perfettamente funzionali, attuali, desiderabili.
Colore come linguaggio, persone come protagoniste
La campagna realizzata per il sessantesimo anniversario è forse il capitolo più interessante dell’operazione.
I prodotti sono fotografati su fondali monocromatici intensi: verde oliva, rosso saturo, blu profondo, giallo caldo. Il colore non fa da semplice sfondo, ma costruisce una scena. Ogni tonalità diventa parte del racconto, amplifica le forme, sottolinea i volumi, restituisce energia.
Soprattutto, le sedute non sono mai isolate. Sono abitate.
Corpi che si distendono, si appoggiano, si intrecciano con le trame e con le strutture. Le immagini suggeriscono che il design non è un oggetto da contemplare, ma uno spazio da vivere. Il gesto umano diventa misura del progetto.
È una scelta chiara: celebrare le icone mettendo al centro le persone. Perché un prodotto iconico non è tale per la sua forma astratta, ma per la relazione che riesce a costruire nel tempo.
Continuità come visione
In un mercato che spesso insegue la novità a tutti i costi, Kettal dimostra che la vera innovazione può essere la continuità. Design consapevole, produzione responsabile, sviluppo costante: una traiettoria che non cambia direzione, ma si affina.
Sessant’anni dopo la fondazione, il brand non sembra interessato a reinventarsi. Piuttosto, sceglie di ribadire la propria identità con maggiore nitidezza. E in questo gesto c’è una maturità rara.
Perché ci piace (e perché dovreste conoscerla)
- Perché celebra il passato senza trasformarlo in museo.
- Perché dimostra che un’icona è tale solo se continua a dialogare con il presente.
- Perché usa il colore come strumento narrativo, non come decorazione.
- Perché mette il corpo e la relazione al centro del progetto.
Poltrona Bitta di Rodolfo Dordoni Poltrona Maia di Patricia Urquiola Poltrona Tilos di Antonio Citterio Poltrona Loden di Vico Magistretti







