Lampada Bic: Seletti accende un’icona quotidiana

La Lampada Bic è uno di quegli oggetti che ti strappano un sorriso ancora prima di accendersi. Seletti prende la penna più famosa del mondo, la BIC® Cristal, e la trasforma in una presenza luminosa fuori scala, ironica e sorprendentemente elegante.
Presentata a Parigi nel 2026, la Lampada Bic nasce dalla collaborazione tra Seletti e BIC e porta la firma di Mario Paroli. Un progetto che chiude le celebrazioni per il 75° anniversario della penna a sfera più democratica della storia, trasformando un oggetto universale in un pezzo di design dichiaratamente pop.

Lampada Bic: scala 12:1, effetto wow

La forza della Lampada Bic sta nella sua fedeltà. È una BIC Cristal ingigantita in scala 12:1, riprodotta con un’attenzione quasi filologica ai dettagli: cappuccio, clip, fusto trasparente. Solo che al posto dell’inchiostro troviamo una sorgente LED che la trasforma in lampada da terra, sospensione o applique. Tre le versioni cromatiche: nero, blu e rosso, esattamente come nell’immaginario collettivo. Perché il punto non è reinventare l’icona, ma amplificarla. Farla entrare nello spazio domestico come presenza familiare e, allo stesso tempo, destabilizzante.

Memoria, ironia, design

Con la Lampada Bic, Seletti continua la sua personale indagine sul design come dispositivo di memoria. Stefano Seletti lo dichiara chiaramente: l’oggetto funziona perché attiva un ricordo condiviso. Tutti abbiamo avuto una BIC® tra le mani. Tutti abbiamo scritto, scarabocchiato, sottolineato con quella penna.
Ora quella memoria si accende letteralmente.
Il risultato è una lampada che gioca con le proporzioni e con il linguaggio del ready-made, ma senza diventare citazione sterile. La tecnologia LED la rende attuale, mentre la forma rimane volutamente fedele all’originale, in un cortocircuito tra quotidiano e straordinario.

Un oggetto pop che invade lo spazio

Nell’immagine ambientata, la Lampada Bic dialoga con una parete verde a doghe verticali, un divano rosa cipria dal gusto rétro e un mobile in legno scuro. Non è un elemento neutro: è un totem luminoso.
Allungata, verticale, con il cappuccio blu che sovrasta il tubo luminoso, diventa quasi una scultura ironica. Un oggetto che non si limita a illuminare, ma che prende posizione nello spazio, dichiarando una precisa appartenenza estetica: quella del design che non ha paura di essere narrativo, riconoscibile, persino sfacciato.

Perché ci piace

Perché è un’icona fuori scala. Prende un oggetto universale e lo ingigantisce senza snaturarlo, trasformandolo in una presenza scenica che cattura lo sguardo.

Perché accende la memoria collettiva. La Lampada Bic funziona perché parla a tutti: è design emotivo, capace di attivare ricordi immediati e condivisi.

Perché unisce ironia e funzione. È pop, spiazzante, dichiaratamente narrativa. Ma è anche una lampada performante, pensata per vivere davvero nello spazio domestico.

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